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MARCO MINGHETTI e i RACCONTI INVERNALI DA SPIAGGIA

dicembre 22, 2014

MARCO MINGHETTI e i RACCONTI INVERNALI DA SPIAGGIA (GoWare edizioni)

L’autore dialoga con se stesso sulla sperimentazione del suo “wikiromance”

di Marco Minghetti

“Perché lo hai fatto?”, mi ha chiesto qualcuno.
“Perché, gli ho risposto, ci sono i tipi da spiaggia”
“E allora?”
“Certo, di per sé questo sarebbe poco. Ma, come sai, ci sono anche gli sport e i giochi da spiaggia. E poi, naturalmente, ci sono gli ombrelloni e le tende da spiaggia. Ci sono  persino (secondo l’autorevole Donna Moderna) le unghie da spiaggia: ‘Abbina – cito testualmente – lo smalto all’eyeliner, al blush o all’ombretto. E punta sul mix a tinte forti. Il look da mare ora si porta anche in città!’ Capisci adesso?”
“No”
“Insomma, esiste un vasto universo spiaggesco cui però mancava un elemento essenziale: i racconti invernali. E siccome ognuno di noi ha una missione da compiere su questa terra, ebbene, il mio daimon, o karma, o angelo custode, o quello che sia, un bel giorno mi ha rivelato ciò che ero chiamato a fare in questa vita: colmare questa imperdonabile lacuna nell’ordine cosmico”
“Non è proprio come scoprire una cura contro l’ebola, però sempre meglio di niente”
“Già”
“E quindi come hai risposto alla chiamata?”
“Facendomi una domanda. Cosa accadrebbe se un giorno d’inverno un viaggiatore si trovasse sul Lungomare di Rimini?”
“Dipende dal viaggiatore, non siamo mica tutti Bruce Chatwin”
“E, se è per questo, il Lungomare di Rimini non è la Patagonia”
“Appunto”
“Tuttavia è un luogo a suo modo archetipico, ricco di suggestioni felliniane, con una sua speciale magia, pur essendo, diversamente dalla Patagonia, il luogo per eccellenza accessibile a tutti. Occorreva quindi innanzitutto immedesimarsi in un viaggiatore coerente con il genius loci, lo spirito del luogo: straordinario e  comune fino alla banalità al tempo stesso”
“E la scelta è caduta su…?”
“Mario Balotelli”
“Mario Balotelli?”
“Esatto. Cosa farebbe Mario Balotelli se si trovasse, diciamo il 27 dicembre, sulla spiaggia di Rimini?”
“Non saprei”
“Eppure è semplicissimo: scatterebbe una foto di sé e della sua fidanzata del momento con uno smartphone e la pubblicherebbe su Instagram, con un breve illuminante commento, del genere “Ti amo Genny”. Così la stessa cosa ho fatto io. Ho scattato una foto a una coppia in lontananza manipolandola con i filtri di Instagram e ho immaginato la loro storia. Due amanti, Jay e Daisy,  che passeggiano su una Spiaggia Iperurania il giorno prima dell’Armageddon (anche se si scoprirà in seguito che lei in realtà è un Vampiro proveniente dallo Spazio Profondo…). Rendendomi conto di due cose. La prima: come afferma uno dei personaggi dei Racconti,  “pensiamo di vedere la realtà con i nostri occhi, ma i fenomeni cui assistiamo sono determinati nella loro forma dalle interpretazioni, fra le infinite possibili, attraverso cui hanno dis-velato il mondo i grandi artisti vissuti prima di noi”. La nostra percezione del mondo è una sorta di perpetuo deja-vu. Nel caso di specie, la scena cui stavo assistendo era già stata ritratta da un pittore impressionista, Alfred Sisley, più di cento anni prima. Ecco perché il primo Episodio (dei complessivi 118 – o, secondo alcuni, 119) s’intitola Sisley sulla Spiaggia. Allo stesso modo, tutti gli Episodi successivi partono da un’immagine fotografica, rielaborazione di un capolavoro della storia dell’arte degli ultimi duecento anni”
“E la seconda”?
“Che l’abbinamento di foto e testi brevi costituisce una unità narrativa originale, come potrebbe esserlo un sonetto o un pentametro giambico: ho chiamato questa unità narrativa “Instagramma” e su questa base ho scritto i Racconti invernali da spiaggia”.
“Il risultato qual è stato?”
“Una prima risposta è stata data da Fabrizio Caramagna (curatore del profilo Twtter @Aforisticamente) che, in una mail privata scritta alla casa editrice dopo aver letto il Wikiromance, così si è espresso: “Scrivere testi corti non vuol necessariamente dire dedicarsi alle forme brevi e all’aforisma. E’ vero che dal punto di vista quantitativo non c’è alcuna differenza (entrambe le forme ripudiano il lungo, il voluminoso, il prolisso),  ma l’aforisma e la forma breve hanno una retorica, una stilistica e una poetica particolare che il testo corto non ha. Gli Instagrammi (complimenti per la scelta del nome) di Marco Minghetti non sono quindi aforismi, come non lo sono, ad esempio, tra i tanti modelli di testo corto, gli anagrammi (per citarne uno che ha la stessa assonanza con Instagrammi). Ma come ci sono anagrammi che hanno forma aforistica, così nel libro di Minghetti ci sono Instagrammi dove la scrittura aforistica si sovrappone alla scrittura corta e frammentaria.
Ne cito alcuni: il 13, il 22, il 27, il 36, il 37, il 45, l’82, il 112, il 115.
Ci sono poi alcuni Istagrammi dove il frammento coincide con l’aforisma. Essi sono dei veri e propri “istagraforismi”: vedi il 91 e il 56, con una loro chiusa gnomica.
Racconti invernali da spiaggia non è quindi un libro aforistico, ma un interessante e originale patchwork di stili e modelli narrativi, artistici, poetici (e anche aforistici) che ne fanno un libro sperimentale e sui generis.
Io definirei questi Instagrammi ‘una reazione linguistica e visiva instantanea’ rispetto al mondo, riflessi di un linguaggio ‘altro’ che erompono nella schematicità del nostro linguaggio, lampi e illuminazioni talora enigmatiche”
“A proposito di enigmi… cosa significa Wikiromance?”
“Il Wikiromance è una forma di storytellig transmediale che rappresenta l’evoluzione di miei precedenti tentativi di utilizzare per finalità narrative le nuove forme di comunicazione web based: il Blogromance (con La caccia di Arthur Cab), la Web Opera (sviluppo del romanzo collaborativo a colori Le Aziende InVisibili), il social learning transmediale (Alice Postmoderna).
Nel Wikiromance in Instagrammi la narrazione vive solo in digitale (non esiste una copia cartacea dei Racconti invernali da spiaggia) e si articola come dicevamo  in moduli (Instagrammi) costituti da una immagine realizzata tramite Instagram con il mio iPhone, corredata da un breve testo che può essere sia in prosa che in versi, spesso creato con la tecnica del mash up e del remix.
Ciascun Instagramma è quindi supportato da una serie di hyperlink, alcuni interni al testo, altri esterni (denominati nel loro insieme Comandi per Controllare il Cuore del Sole, da un celebre pezzo dei Pink Floyd che, insieme ad artisti come Beatles e Lou Reed, “firmano” la colonna sonora dei Racconti) attraverso cui il lettore può approfondire i contenuti narrativi di volta in volta proposti, attingendo a Wikipedia e ad altre risorse disponibili online . Questi contenuti possono essere fruiti individualmente, ma anche essere collocati nel quadro più vasto del Wikiromance di cui ogni Instagramma costituisce un elemento, come in un puzzle di cui si coglie il disegno mano a mano che i singoli pezzi si incastrano l’uno nell’altro: o, meglio, come in caleidoscopio, dove, ruotando il tubo che li contiene, gli stessi frammenti colorati si ricompongono dando vita a figure sempre diverse””
“Mi sembra una follia totale… o forse c’è un metodo occulto, che mi sfugge?”
“Caro il mio Polonio della domenica, ha colto bene il punto Gianluca Garrapa in una recensione realizzata recentemente per Satisfiction: ‘L’immagine non è semplice illustrazione di un testo e la musica non è mera colonna sonora ad abbellimento della parola: sia l’immagine (pittura o frammento filmico) sia la musica, fanno il loro testo, hanno la loro parola, nominano a loro modo un frammento della storia.
L’i-phone è quest’occhio che scrivede. Scrive&Vede.
Wikipedia è l’altra faccia di questa medaglia cross-digitale: alla sfrenata fantasia surreale di Minghetti oppone la veridicità del dato storico. Il patrimonio di conoscenza comune è un raggio d’informazione che attraversa il prisma e diventa lo spettro istoriato del racconto”
“E bravo Garrapa!”
“Proprio bravo in effetti. E non solo in senso manzoniano”.
“Vuoi dire qualche cosa di sensato con questa citazione che (come molte altre tue) mi pare del tutto a sproposito, o ambisci solo ad essere un Umberto Eco dei poveri?”
“In questo passaggio, ed in generale in tutta la sua recensione, Garrapa ha colto un punto chiave. Ogni narratore ha un obiettivo fondamentale che è quello di provocare nel lettore un’emozione. Questa sfida, già impegnativa di per sé, diventa veramente improba quando ci si misura con un contenuto “nativo digitale” veicolato da un device digitale: l’emozione da provocare diventa una e-mozione, con la e elettrica di email, che può essere generata solo in due modi. In primo luogo creando un ambiente finzionale immersivo, di cui cioè il lettore possa sentirsi parte, come succede quando assiste ad un film nel buio di una sala cinematografica; quindi diventando protagonista del racconto, un po’ come accade in un videogame. Ecco, l’esperienza complessiva che può sperimentare chi legge il Wikiromance specie se su un tablet (per cui è stato specificamente pensato) è proprio questa: quella di diventare, letteralmente, un lector in fabula, che riscrive la storia mano a mano che, fra visioni apocalittiche e integrazioni horror o fantascientifiche,  prosegue la sua romantica passeggiata in un bosco (anzi, un lungomare)  narrativo fatto di rimandi letterari e rinvii ad altre discipline artistiche, false partenze e mancati approdi, dentro e fuori dal testo”.

© Letteratitudine

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