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L’UTILITÀ DELL’INUTILE, di Nuccio Ordine (un estratto)

gennaio 15, 2015

L’utilità dell’inutileIn esclusiva per Letteratitudine pubblichiamo le prime pagine del volume L’UTILITÀ DELL’INUTILE, di Nuccio Ordine (Bompiani). 

Nuccio Ordine presenterà “L’utilità dell’inutile” a Catania domani venerdì 16 gennaio 2015, alle h. 10.00 (Auditorium De Carlo, Ex Monastero dei Benedettini – piazza Dante) e alle h. 17.30 (Teatro Coppola – Via Vecchio Bastione, 5). Ulteriori informazioni, a fine post.

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Nuccio Ordine

L’utilità dell’inutile

Bompiani

 Con un saggio di Abraham Flexner

IN FRANCIA, PER SETTIMANE NELLA CLASSIFICA DEI LIBRI PIÙ VENDUTI

“Nuccio Ordine ha scritto un libro ideale per incominciare il nuovo anno: auguriamoci un po’ d’inutilità̀!”

Jean Birnbaum, direttore di “Le Monde des Livres”, 4.1.2013

 

“Noi incorreggibili siamo grati a Nuccio Ordine – eccellente editore, tra gli altri lavori degni di lode, delle opere di Bruno – per il manifesto L’utilità dell’inutile.”

Fernando Savater, “El Pais”

 

“Uno schiaffo all’intera classe politica.” Jordi Llovet, “El Pais”

Non è vero – neanche in tempo di crisi – che è utile solo ciò che produce profitto. Esistono, nelle democrazie mercantili, saperi ritenuti “inutili” che invece si rivelano di una straordinaria utilità. In questo brillante e originale saggio, Nuccio Ordine attira la nostra attenzione sull’utilità dell’inutile e sull’inutilità dell’utile. Attraverso le riflessioni di grandi filosofi (Platone, Aristotele, Zhuang-zi, Pico della Mirandola, Montaigne, Bruno, Campanella, Bacone, Kant, Tocqueville, Newman, Poincaré, Heidegger, Bataille) e di grandi scrittori (Ovidio, Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Moro, Shakespeare, Cervantes, Milton, Lessing, Leopardi, Hugo, Gautiér, Dickens, Herzen, Baudelaire, Stevenson, Kakuzo Okakura, García Lorca, García Márquez, Ionesco, Calvino, Foster Wallace), Nuccio Ordine mostra come l’ossessione del possesso e il culto dell’utilità finiscono per inaridire lo spirito, mettendo in pericolo non solo le scuole e le università, l’arte e la creatività, ma anche alcuni valori fondamentali come la dignitas hominis, l’amore e la verità. Abraham Flexner – nel suo affascinante saggio tradotto per la prima volta in italiano – ricorda che pure le scienze ci insegnano l’utilità dell’inutile. Eliminando la gratuità e l’inutile, uccidendo quei lussi ritenuti superflui, difficilmente l’ homo sapiens potrà rendere più umana l’umanità…

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Le prime pagine del volume L’UTILITÀ DELL’INUTILE, di Nuccio Ordine (Bompiani)

L’utilità dell’inutile

INTRODUZIONE
di Nuccio Ordine

E il ruolo della filosofia è proprio quello di
rivelare agli uomini l’utilità dell’inutile o,
se si vuole, di insegnare loro a distinguere
tra i due sensi della parola utile.
Pierre Hadot, Exercices spirituels et philosophie
antique

L’ossimoro evocato dal titolo L’utilità dell’inutile
merita un chiarimento. La paradossale
utilità di cui parlo non è la stessa in nome della
quale i saperi umanistici e, più in generale tutti
i saperi che non producono profitto, vengono
considerati inutili. In un’accezione molto più
universale, ho voluto mettere al centro delle
mie riflessioni l’idea di utilità di quei saperi il
cui valore essenziale è completamente libero da
qualsiasi finalità utilitaristica. Esistono saperi
fine a se stessi che – proprio per la loro natura
gratuita e disinteressata, lontana da ogni vincolo
pratico e commerciale – possono avere un ruolo
fondamentale nella coltivazione dello spirito
e nella crescita civile e culturale dell’umanità.
All’interno di questo contesto, considero utile
tutto ciò che ci aiuta a diventare migliori.
Ma la logica del profitto mina alle basi quelle
istituzioni (scuole, università, centri di ricerca,
laboratori, musei, biblioteche, archivi) e quelle
discipline (umanistiche e scientifiche) il cui
valore dovrebbe coincidere con il sapere in sé,
indipendentemente dalla capacità di produrre
guadagni immediati o benefici pratici. Certo,
molto spesso i musei o i siti archeologici possono
anche essere fonte di straordinari introiti. Ma
la loro esistenza, contrariamente a ciò che alcuni
vorrebbero farci credere, non può essere subordinata
al successo degli incassi: la vita di un
museo o di una scavo archeologico, come quella
di un archivio o di una biblioteca, è un tesoro
che la collettività deve gelosamente preservare
a ogni costo.
Ecco perché non è vero che in tempo di crisi
economica tutto è permesso. Così come, per
le stesse ragioni, non è vero che le oscillazioni
dello spread possano giustificare la sistematica
distruzione di ogni cosa considerata inutile
con il rullo compressore dell’inflessibilità e del
taglio lineare alla spesa. Ormai l’Europa sembra
un teatro sul cui palcoscenico si esibiscono
quotidianamente soprattutto creditori e debitori.
Non c’è riunione politica o vertice dell’alta
finanza in cui l’ossessione dei bilanci non costituisca
l’unico punto all’ordine del giorno. In
un vortice che si avvita su se stesso, le legittime
preoccupazioni per la restituzione del debito
vengono esasperate a tal punto da provocare effetti
diametralmente opposti a quelli desiderati.
Il farmaco della dura austerità, come hanno
osservato diversi economisti, anziché risanare
il malato lo indebolisce ancora di più inesorabilmente.
Senza chiedersi per quali ragioni le
aziende e gli Stati si siano indebitati – il rigore,
stranamente, non intacca la corruzione dilagante
e i favolosi stipendi di ex politici, manager,
banchieri e superconsulenti! –, i molteplici registi
di questa deriva recessiva non sono per nulla
turbati dal fatto che a pagare siano soprattutto
la classe media e i più deboli, milioni di esseri
umani innocenti espropriati della loro dignità.

(Riproduzione riservata)

© Bompiani – RCS libri

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L’utilità dell’inutileUn’intervista all’autore è disponibile qui…

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Nuccio Ordine (Diamante, 1958) è professore ordinario di Letteratura Italiana nell’Università della Calabria. A Giordano Bruno ha dedicato tre libri, tradotti in nove lingue, tra cui cinese, giapponese e russo: La cabala dell’asino (19962), La soglia dell’ombra(20093) e Contro il Vangelo armato (20092). Ha pubblicato anche: Teoria della novella e teoria del riso nel Cinquecento (20092), Le rendez-vous des savoirs (20092), Trois couronnes pour un roi (2011, Bompiani 2014), Les portraits de Gabriel García Márquez (2012). Fellow dell’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies e della Alexander von Humboldt Stiftung, è stato invitato in qualità di Visiting Professor in diversi istituti di ricerca e università negli Stati Uniti (Yale, NYU) e in Europa (EHESS, ENS, Paris-IV Sorbonne, CESR di Tours, IEA Paris, Warburg Institute, Max Planck di Berlino). È Membro d’Onore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze (2010) e ha ricevuto una laurea honoris causa nell’Universidade Federal do Rio Grande do Sul di Porto Alegre (2012). È stato insignito in Francia delle Palme Accademiche (2009) e il Presidente della Repubblica gli ha concesso la Légion d’Honneur (2012). Il Presidente della Repubblica lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2010). In Francia dirige, con Y. Hersant, tre collane di classici (Les Belles Lettres) e in Italia la collana “Classici della letteratura europea” (Bompiani). Collabora al “Corriere della Sera”.

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Presentazioni del libro L’UTILITÀ DELL’INUTILE, di Nuccio Ordine a CATANIA (sarà presente l’autore)

Venerdì 16 gennaio 2015

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h. 10.00

Auditorium De Carlo – Ex Monastero dei Benedettini – (piazza Dante)

Saluti:

–          sindaco Enzo Bianco

–          prof. Giancarlo Magnano San Lio (direttore del Dipartimento DISUM)

–          prof. Santo Di Nuovo (direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione

Introduce il prof. Francesco Coniglione. Interventi del prof. Aldo Desiderio e di Franco Battiato

Domande e interventi degli studenti

[Dipartimento Scienze della Formazione – Dipartimento DISUM – Società Filosofica Italiana – Circolo di Lettura Communitas – Comune di Catania – Provincia Regionale di Catania]

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h. 17.30

Teatro Coppola – Via Vecchio Bastione, 5

Parteciperanno: Francesco Coniglione, Antonio Di Grado, Roberto Fai, Giuseppe Raniolo.

 

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© Letteratitudine

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