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Archive for febbraio 2015

JOHN CHEEVER: Le lettere (un estratto della postfazione)

Pubblichiamo un estratto della postfazione del volume “LE LETTERE” di JOHN CHEEVER (Feltrinelli). La postfazione è firmata da Tommaso Pincio (che è anche il traduttore dell’opera). Per accedere allo “speciale” sul libro, cliccare qui…
Il volume è curato da Benjamin Cheever (figlio dello scrittore)

Il libro
“Conservare una lettera è come cercare di preservare un bacio” diceva John Cheever per esortare parenti e amici a gettare quelle che lui scriveva. E proprio perché convinto che i destinatari gli avrebbero dato ascolto, il Cˇechov dell’America suburbana ha confidato per lettera pensieri e timori, eventi importanti e cose di tutti i giorni, e lo ha fatto con un candore, una freschezza, un senso dell’umorismo, una verità che non si riscontrano neppure nei diari. Recuperata e riunita dal figlio dello scrittore, la corrispondenza di Cheever può essere considerata a tutti gli effetti un’autobiografia involontaria, e per questo più sincera e incantevole di una normale autobiografia”.

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La postfazione di “LE LETTERE di JOHN CHEEVER (Feltrinelli)

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ORAZIO LABBATE racconta LO SCURU

ORAZIO LABBATE ci racconta il suo romanzo LO SCURU (Tunuè). Un estratto del libro è disponibile qui

di Orazio Labbate

Perché “Lo Scuru” abbia possibilità di essere narrato, si deve annunciare una innaturale Trinità che il romanzo stesso dichiara di contenere nelle sue pagine: Lo Scuru, la Statua e U Diavulu. Questa scomposizione possiede gli elementi necessari di cui posso servirmi a mo’ di guida perché il racconto del libro si possa sostanziare in diversi periodi, posti e idee della mia breve vita, che hanno favorito la nascita del romanzo.

Il primo elemento: Lo Scuru

E’ stata la morte a farmi partorire lo Scuru.
A Butera, il mio paese natale (nonché spazio empirico e metafisico ove avviene principalmente Lo Scuru), morì mia nonna, quando avevo diciotto anni. La conoscenza del dolore, e l’evoluzione d’esso nella camera ardente, sino al punto di vederlo tramutarsi, secondo i miei occhi, in storpiamento delle cose reali, mi ha condotto a rivoluzionare la mia vita. Lì, in quel non-luogo, teatro della fine della carne, le potenti visioni religiose si sono scatenate. Visioni che covavo, anni prima da ragazzino, nella veste di chierichetto della parrocchia di San Rocco. La rabbia si è quindi frammischiata all’immaginazione di un nuovo ambiente e di una nuova, oscura, religione cattolica. Vidi quindi, grazie alla metafisica che accoglievo, le persone piangenti quali demoni o angeli, e poi vidi anche il soffitto divaricarsi per accogliere una luce e una Croce alle quali mia nonna si iniziò. Per contro, l’empiria fu padrona al cimitero dove mi resi conto definitivamente che mia nonna Maria fosse ormai sola: carne spenta. Fossimo io e lei nello Scuru. In questa Entità innominabile che è metà divina e metà diabolica eppure talmente malinconica, senza un Dio sopra di Essa solo gli uomini in grado di capirla.
Trascorsi la notte a scrivere in giro per il paese con un taccuino in mano, e poi di nuovo di nascosto al cimitero, da solo, scegliendo così i miei futuri posti di scrittura: la solitudine (la mia stanza), e i cimiteri. Ho dunque incominciato con impeto a scrivere il manoscritto embrionale che si chiamava “Sicilia mestruata” così battezzato dal mio maestro nonché grande sostenitore e amico Antonio Moresco.
Prima non avevo mai scritto seriamente, prima leggevo da impazzato Kafka, Dostoevskij, Borges, Bulgakov, Faulkner, McCarthy, Burroughs, Bufalino, D’Arrigo, e i gotici classici quali Hoffmann, Nodier, Meyrink, Poe, Stoker, e altri mentori di letteratura.

Il secondo elemento: la Statua Leggi tutto…

LO SCURU, di Orazio Labbate (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LO SCURU, di Orazio Labbate (Tunuè)

Il libro
Poco prima che la morte lo raggiunga, Razziddu Buscemi, un vecchio siciliano da tempo emigrato a Milton, West Virginia, rievoca la sua vita passata. Nel disfacimento dei ricordi, mischiati a suggestioni metafisiche, il vecchio narrerà di un’infanzia suo malgrado visionaria, scaturita dagli esorcismi subiti, e di un’evoluzione violenta e dolorosa verso la maturità. Orazio Labbate, con una scrittura ispirata tanto dal gotico americano di Faulkner e McCarthy quanto dalla prosa ardita e barocca di suoi conterranei come Bufalino e D’Arrigo, disvela il segreto magico della Sicilia meridionale con un potente esordio letterario.

«È difficile prevedere il futuro di un giovane scrittore. Questo ragazzo siciliano che ha la faccia di Kafka tatuata su tutto il petto ha la fiamma, e quindi si può scommettere su di lui.»
– Antonio Moresco –

«Labbate ti trascina, di visione in visione, con una lingua scatenata e finalmente protagonista, nel suo magma. Un paese immaginifico, una terra restituita alla sua arcaica e feroce verità rurale, una teologia sconvolgente che abbandona le aule delle dotte e rassicuranti dissertazioni per dilapidarsi nel trivio della religiosità popolare incarnata e incendiata.»
– Emanuele Tonon –

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Un estratto del romanzo LO SCURU, di Orazio Labbate (Tunuè)
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LE NUOVE REGOLE DEL PREMIO STREGA

LE NUOVE REGOLE DEL PREMIO STREGA

Roma, 24 febbraio 2015. Cambia il regolamento del Premio Strega, il riconoscimento promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il patrocinio di Roma Capitale e il sostegno di Unindustria (Unione delle Imprese e degli Industriali di Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo). Nuovo meccanismo di voto, salvaguardia dei piccoli e medi editori, spazio agli autori stranieri che scrivono in italiano e alle diverse forme di narrazione: pluralità, bibliodiversità e accoglienza sono le parole che riassumono lo spirito delle norme introdotte dal Comitato direttivo del Premio, che si è riunito lunedì 23 febbraio.

“In un panorama librario che muta seguendo i tempi, con un’offerta in continua ridefinizione, modalità di lettura e fruizione dei libri inedite e nuove forme di autorialità, è fondamentale continuare a garantire una pluralità di voci e idee, salvaguardando quelle specificità e differenze che costituiscono la ricchezza del mercato editoriale italiano”, dichiara il presidente del Comitato Tullio De Mauro.

La prima importante novità nel regolamento riguarda il meccanismo di voto per la Cinquina dei finalisti: i giurati del Premio – gli Amici della domenica, lo storico corpo elettorale di 400 donne e uomini di cultura, ai quali si aggiungono sessanta lettori forti che ruotano ogni anno e quindici gruppi di lettura costituiti da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’Estero – nella prima votazione dovranno esprimere la loro preferenza per tre dei dodici libri in concorso, non più per uno solo. Grazie all’introduzione di questa regola, aumenterà il numero di voti necessario per accedere alla finale, delineando un giudizio più meditato e attendibile.

La seconda innovazione istituisce una clausola di salvaguardia che favorisce la presenza nella Cinquina dei piccoli e medi editori, assumendo la bibliodiversità come valore in sé e riconoscendo l’opera di promozione degli autori emergenti e della letteratura di ricerca condotta da questo importante segmento di mercato (pari a circa il 40%). Se nella Cinquina non sarà compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo, si procederà all’inclusione di quel libro – o, in caso di ex aequo, quei libri – che avrà ottenuto il maggior numero di voti, determinando così una finale a sei o più candidati.

Un altro cambiamento importante consiste Leggi tutto…

ELENA FERRANTE accetta la candidatura al PREMIO STREGA

Sulle pagine del quotidiano la Repubblica, ELENA FERRANTE accetta la candidatura al PREMIO STREGA proposta da ROBERTO SAVIANO in coppia con SERENA DANDINI

Nei giorni scorsi avevamo sottolineato l’intervento di Roberto Saviano sulle pagine del quotidiano la Repubblica del 21 febbraio in cui lanciava la candidatura di Elena Ferrante al Premio Strega 2015 (con il quarto volume della serie de “L’Amica geniale“). Alla proposta di Saviano si era aggiunta quella di Serena Dandini (come secondo “Amico della domenica” disponibile a candidare il libro).
La risposta di Elena Ferrante giunge oggi (24 febbraio) sempre sulle pagine del quotidiano la Repubblica.

Caro Roberto Saviano“, esordisce la Ferrante “permettimi di andare subito al nocciolo della questione. Proporre la candidatura dell’Amica geniale al premio Strega è un tuo diritto di lettore e di Amico della domenica. Esercitalo pure, quindi, il libro è stato pubblicato apposta perché chiunque ne faccia l’uso e l’abuso che vuole. Più di venti anni fa un altro mio testo, L’amore molesto fu candidato a quello stesso premio e ci andò senza problemi“.
Nella sua lettera la Ferrante espone il suo pensiero sul ruolo dei libri, dopo che vengono dati alle stampe: “I miei libri, quando non sono rimasti nello spazio privatissimo del cassetto, possono andare dovunque li vogliano i lettori, l’essenziale è che io non debba andare con loro. Non li porto al guinzaglio, e al guinzaglio non mi lascio portare. Ci siamo separati definitivamente con la pubblicazione. E pubblicandoli ho consentito ad esporli al mondo nel bene e nel male. (…) Stimo te e i tuoi libri, sono contenta che tu abbia letto uno dei miei e che voglia schierarlo in una minuscola battaglia culturale, ma è inutile chiedermi il permesso“.
Nel corso della lettera, la Ferrante – di fatto – si dichiara favorevole alla candidatura del libro. “Tu giustamente non parli né di cinquina né di vittoria“, scrive rivolgendosi a Saviano, “ma di ‘sparigliare le carte’, espressione da tavolo da gioco che mi attrae“.

L’intera lettera della Ferrante è disponibile su Repubblica.it

Intanto, a partire da quest’anno (e proprio a salvaguardia dei piccoli e medi editori) entrano in vigore nuove regole per il Premio Strega.

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Il caso MONDADORI-RCS (approfondimento)

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato questo post in merito all’ipotesi di fusione tra il Gruppo Mondadori e il Gruppo Rcs. Di seguito segnaliamo ulteriori approfondimenti…

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1. L’appello su Il Corriere della Sera (21 febbraio) lanciato dagli autori della casa editrice Bompiani (insieme ad alcuni amici che pubblicano presso altri editori, intellettuali e artisti) nel quale manifestano la loro preoccupazione per il ventilato acquisto della Rcs Libri (che comprende le case editrici Adelphi, Archinto, Bompiani, Fabbri, Rizzoli, Bur, Lizard, Marsilio, Sonzogno) da parte della Mondadori.

2. L’articolo sul quotidiano “Libero” (22 febbraio), dove il suddetto appello viene considerato “fascista”

3. Il punto di Umberto Eco sul quotidiano la Repubblica del 24 febbraio (articolo non disponibile online), in cui il noto scrittore evidenzia i rischi derivanti dalla ipotesi di concentrazione (il nuovo gruppo editoriale dominerebbe il 40 per cento del mercato italiano) a prescindere dal nome del proprietario del gruppo. Tra le altre cose, “Il nuovo colosso assumerebbe un preoccupante potere contrattuale nei confronti degli autori“, sostiene Eco. Inoltre “avrebbe una influenza determinante nelle librerie e sarebbe capace di penalizzare gli editori minori“. Leggi tutto…

GLI ARCANI DELL’ANIMA, di Gualtiero Nicolini

GLI ARCANI DELL’ANIMA. Joseph Guarnerius “IHS” fecit Cremonae anno 1735, di Gualtiero Nicolini

Il vitalismo artistico-amoroso del Guarneri nel romanzo di Gualtiero Walter Nicolini

di Alfia Milazzo

Sarebbe stato possibile per Dante Alighieri concepire l’ascesa al paradiso nella Divina Commedia, senza aver vissuto l’amore per Beatrice?

Leonardo da Vinci avrebbe potuto dipingere la Gioconda senza subire la seduzione dello sguardo ambiguo di Monna Lisa?

Su simili interrogativi si arrovellano da sempre biografi e critici. Il problema in fondo è poetico-filosofico: in che misura o fino a che punto l’esperienza di vita plasma il genio artistico? E in particolare, quanto l’amore favorisce l’espressione artistica più elevata?

Il prof. Gualtiero Nicolini, nell’opera Gli arcani dell’anima – Joseph Guarnerius “IHS” fecit Cremonae anno 1735, prende una posizione in merito. Il romanzo, alla sua quarta edizione presso Stradivari, deve il suo successo al fatto di essere una delle poche ricostruzioni biografiche pur romanzate del “genio maledetto”, celebre quanto misterioso, annunciato dalla seconda parte del titolo, Guarneri detto Del Gesù.

Guarneri, uno dei più grandi liutai cremonesi del ‘700, non è noto solo per essere stato il costruttore del famoso violino “Cannone” suonato da Paganini, ma anche per una sfrenata passione nei confronti delle donne. Gli arcani dell’anima sembrano sposare la tesi secondo cui le vicissitudini erotico-amorose del Guarneri hanno influenzato significativamente gli esiti artistici di grande livello raggiunti dal maestro nella liuteria.

Il personaggio Guarneri si nutre dell’innamoramento delle donne, le quali non sono vittime, ma muse nella sua crescita artistica ed edonistica. La liuteria stessa appare come l’arte capace di unire in una sintesi armonica la disciplina tecnica a tutte le esperienze amorose, passioni, virtù e vizi del liutaio.
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BUC N. 4 – in studio Luigi La Rosa (collegamento con Massimo Maugeri)

BUC N. 4 – in studio Luigi La Rosa (collegamento con Massimo Maugeri)

Nuovo appuntamento con BUC: format letterario condotto da Simona Lo Iacono su ZeronoveTv


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OMAGGIO A LUCA RONCONI

RICORDIAMO LUCA RONCONI, attore e regista teatrale scomparso il 21 febbraio 2015

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Approfondimenti su: Ansa, la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano, RaiNews

Lo speciale su RAI5 a partire dalle 18:30
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L’ARTE SECONDO DARIO FO su Rai5

Da Lunedì 23 febbraio alle 21:15 Rai 5 trasmetterà L’ARTE SECONDO DARIO FO

A partire da lunedì 23 febbraio Rai 5 presenta dieci “lezioni” di storia dell’arte tenute da un docente d’eccezione, Dario Fo, per il ciclo  “L’arte secondo Dario Fo”. Il premio Nobel per la letteratura del 1997, ci condurrà in un itinerario a ritroso che ripercorre gli sviluppi salienti dell’arte occidentale – in particolare italiana – attraverso le vicende dei suoi protagonisti, in cornici architettoniche e monumentali di grande bellezza.Così Dario Fo, con l’ausilio dell’indimenticabile Franca Rame, qui nei panni dell’assistente tuttofare, ed il supporto di tele e tavole da lui stesso dipinte a compendio della narrazione, illustrerà al pubblico la vita e le opere dei grandi Maestri dal medioevo all’età contemporanea.Picasso, Caravaggio, Correggio, Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Mantegna, Giotto e Wiligelmo rivivono nel racconto magmatico e coinvolgente di Dario Fo, che, con l’abilità di un pittore, delinea una storia dell’arte italiana (con l’eccezione picassiana) contrassegnata dalla genialità tecnica e inventiva dei suoi artefici, spesso in aperta contrapposizione rispetto al gusto vigente e ai dettami del potere.Gli spettacoli che verranno trasmessi sono stati realizzati da Dario Fo nel corso degli anni Duemila

IL PROGRAMMA COMPLETO
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FUORIASSE N. 13 (febbraio 2015)

È online il n. 13 del magazine indipendente di Torino FUORIASSE, prodotto da Cooperativa Letteraria

Copertina13

 FUORIASSE N.13 (febbraio 2015) – Officina della Cultura  (sfoglia online qui)

Indice:
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ROBERTO SAVIANO candida ELENA FERRANTE al PREMIO STREGA

In una lettera aperta pubblicata sulle pagine del quotidiano la Repubblica di oggi, ROBERTO SAVIANO candida ELENA FERRANTE al PREMIO STREGA 2015.

 SERENA DANDINI risponde all’appello dello scrittore e si offre come secondo “Amico della domenica” per la candidatura della Ferrante al Premio Strega

In esclusiva per Letteratitudine, un capitolo del quarto volume de “L’amica geniale”

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Cara Elena Ferrante, ti scrivo non conoscendoti di persona, ma come lettore, e credo sia il tipo di conoscenza che prediligi“. Con queste parole, Roberto Saviano – sulle pagine del quotidiano la Repubblica di oggi 21 febbraio 2015 – apre la sua lettera aperta rivolta a Elena Ferrante, offrendo il suo sostegno per candidare l’autrice de “L’amica geniale” al Premio Strega. “Non mi ha mai incuriosito scovare chi si celasse dietro il tuo nome“, prosegue Saviano, “perché sin da ragazzo ho sempre avuto le tue pagine a disposizione, e quello mi bastava e mi basta ancora per credere di conoscerti, di sapere chi sei. Una persona vicina e famigliare“.
E poi, ancora: “Insomma, per non farla troppo lunga, ti scrivo perché vorrei invitarti a partecipare al premio Strega ben sapendo che non ci sarai, che non presenzierai, che non farai nulla per accompagnare il tuo L’amica geniale.
Come autore mi sento fortunato e condivido la tua indifferenza alle logiche dei premi letterari, ma come lettore credo che la tua presenza allo Strega sarebbe un modo per fare finalmente quanto tanti auspicano da anni: mettere fine alle logiche di spartizione, fare in modo che anche altri editori possano aspirare al podio.
Allo Strega siamo affezionati perché fa parte della nostra storia, ma negli anni ha perso fascino, perché ormai è diventato un gioco sfacciatamente combinato. Io propongo te perché ti leggo e propongo te perché hai avuto l’attenzione della critica internazionale, cosa tutt’altro che scontata.”

La lettera prosegue, offrendo altre considerazioni…

In effetti, quello di Elena Ferrante è uno dei casi internazionali di maggior successo che abbiano riguardato la letteratura italiana in epoca recente. Ricordiamo che Foreign Policy, una delle più autorevoli riviste mondiali dedicate alle relazioni internazionali, ha inserito la Ferrante fra i 100 “global thinkers” più importanti del 2014. Unico altro italiano, il presidente del consiglio Matteo Renzi.

Riportiamo gli stralci di alcuni dei riscontri internazionali di cui ha beneficiato Elena Ferrante (gli altri, sulla quarta di copertina del libro qui in basso): Leggi tutto…

MONDADORI E RIZZOLI VERSO LA FUSIONE

MONDADORI E RIZZOLI VERSO LA FUSIONE

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Confermate le voci che, nelle settimane precedenti, evidenziavano un’interesse del Gruppo Mondadori ad acquisire il Gruppo Rcs libri. Saremmo di fronte a un cambiamento epocale nel settore dell’editoria italiana.

Mondadori controlla Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, Mondadori Education e Mondadori Electa. Fanno parte del gruppo Rcs : Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Sonzogno, Adelphi (57,99%) e Marsilio (50,99%)

La notizia è stata ufficialmente confermata sul sito della stessa Mondadori in data 18 febbraio: “Su richiesta della CONSOB, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. informa di aver sottoposto a RCS MediaGroup S.p.A. una manifestazione di interesse non vincolante relativa a una eventuale operazione di acquisizione dell’intera partecipazione detenuta da RCS MediaGroup S.p.A. in RCS Libri S.p.A., pari al 99,99% del capitale sociale, nonché dell’ulteriore complesso di beni e attività che costituiscono l’ambito librario di RCS MediaGroup“.

Simonetta Fiori, nel suo articolo, pubblicato su Repubblica del 19 febbraio si pone la legittima domanda: “Ma quali potrebbero essere le conseguenze culturali del più potente matrimonio librario della storia italiana? Intanto la nascita di un gruppo editoriale che non ha eguali in Europa. L’annessione di Rizzoli (11,7%) da parte della Mondadori (27%) significherebbe l’occupazione di una fetta del mercato di poco inferiore al 40 per cento. In Spagna il primo marchio è Planeta con il 24%, seguito da Penguin Random House (17). In Francia il più grande tempio editoriale è Hachette (21), con Editis/Planeta al 16 e Gallimard/Flammarion all’11. In Inghilterra il ruolo principe spetta a Penguin Random House (26) seguito da Hachette (17) e Harper Collins (9). Anche in Germania il gigante Bertelsmann non supera il 23%, seguito a distanza da Holtzbrink/Mac Millan (14). Quella italiana sarebbe dunque un’assoluta anomalia, che pone interrogativi sul piano della libera concorrenza: quale margine di azione avrebbero i competitor, ossia il gruppo Gems, Giunti, Feltrinelli e la miriade di piccole e medie case editrici che costituiscono il tessuto culturale del paese?

Segnaliamo i seguenti approfondimenti:
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LA CHIAVE DI DANTE di G.L. Barone

Pubblichiamo le prime pagine del romanzo LA CHIAVE DI DANTE di G.L. Barone (Newton Compton)

Il libro
Monsignor Claude de Beaumont, Curatore dei Musei Vaticani, muore gettandosi nel vuoto. Eppure la sua è solo la prima di una serie di morti misteriose nel mondo dell’arte, sulle quali dovrà far luce l’ispettore Sforza. Non è affatto chiaro cosa abbia spinto l’anziano religioso a togliersi la vita, né cosa si nasconda dietro ai delitti che si susseguono nei giorni seguenti. L’unica persona in grado di dipanare l’intrigo sembra Manuel Cassini, professore di letteratura e studioso di Dante. Durante le vacanze natalizie, Cassini è stato attratto a Parigi con l’inganno e quello che doveva essere un viaggio di piacere si è rivelato una trappola. Chi ha voluto condurlo fin lì? E perché? Con l’aiuto dell’ispettore Sforza, Cassini proverà a far perdere le proprie tracce, ma invano. Chi lo cerca sa bene che lui è il solo a possedere la chiave per svelare un enigma celato nelle opere di Botticelli, Leonardo, Raffaello. Un enigma rimasto senza soluzione per ottocento anni. E chi vuole venirne a capo è disposto a uccidere…

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le prime pagine del romanzo LA CHIAVE DI DANTE di G.L. Barone (Newton Compton)

NOTA STORICA Leggi tutto…

SOTTOMISSIONE, di Michel Houellebecq (una recensione)

SottomissioneSOTTOMISSIONE, di Michel Houellebecq – Bompiani 2015, pp. 252, € 17,50
(trad. di Vincenzo Vega)

di Marco Ostoni

A differenza del protagonista del suo nuovo romanzo, il quarantenne François, studioso di Huysmans e docente alla Sorbona che si definisce «uomo di una normalità assoluta», Michel Houellebecq non è affatto uno scrittore “normale”. Ha infatti un talento fuori dalla norma, che ne fa un fuoriclasse della letteratura mondiale. E ha pure – bisogna dirlo – una fortuna decisamente poco comune: quella che gli ha permesso di uscire in libreria con un tempismo perfetto, proponendo una storia visionaria ma nient’affatto impossibile di una Francia del futuro prossimo (è il 2022) governata da un presidente musulmano e pacificata proprio grazie alla diffusione di un islamismo moderato e conciliante, giusto all’indomani del tragico attentato contro la redazione del giornale satirico «Charlie Hebdo». Gesto folle e sanguinario che ha dimostrato alla laicissima Francia della laica Europa come il jihad sia radicato anche ben dentro i suoi confini, rimettendo al centro dell’attenzione i temi della convivenza tra le fedi, della libertà di espressione (e professione), dell’integrazione e, ancora oltre, quelli dell’offuscarsi dei Lumi – e della società secolare – sotto l’ombra di ritorno, sempre più pervasiva, della religione, anzi delle religioni.
Un fenomeno, questo, sul quale poggiano le fondamenta dell’intera “costruzione” di Houellebecq e che la rende assolutamente verosimile, a dispetto della collocazione futuristica della storia. E infatti la filigrana su cui è tessuto l’intero romanzo è proprio la consapevolezza crescente, da parte del protagonista, della sconfitta irreversibile incassata dal secolarismo laico post-illuminista nei confronti del ritorno della spiritualità religiosa e, più ancora, della sua dimensione rassicurante, in cui l’uomo trova nella sottomissione a Dio (e la donna, a sua volta – dentro l’islam – nella sottomissione consenziente all’uomo) la fonte della felicità. Una vittoria della longue durée, per dirla con Braudel; delle tendenze profonde e plurisecolari della storia – e dell’antropologia – rispetto al portato di fiato corto delle rivoluzioni, in primis quella francese. In fin dei conti, sembra voler dimostrare lo scrittore delle Rèunion, ebraismo, cristianesimo e islam contano i millenni mentre la cultura dei lumi è poco più che un istante al loro cospetto: breve, fragile e destinato a perire.
In simile contesto si muove il protagonista del libro, Leggi tutto…

ELENA MEARINI racconta A TESTA IN GIÙ

Elena MeariniELENA MEARINI ci racconta il suo romanzo A TESTA IN GIÙ (Morellini editore). Un estratto del libro è disponibile qui.

di Elena Mearini

“A testa in giù” è la storia di un giovane ragazzo “speciale”, un’anziana donna “bizzarra” e un Maggiolone giallo, un po’ matto per rispetto alla tradizione.
E’ la storia di un viaggio reale ma anche immaginario, condiviso da sguardi diversi ma affini, lontani per generazione ma vicini e quasi sovrapposti per attitudine e verso di rotazione.
Gli occhi di Gioele, così come quelli di Maria, amano girare attorno alle cose, esplorarle da destra a sinistra, da sotto a sopra nell’intento di scoprirne tutte le differenti facce ed espressioni.
In fondo, loro sono due anime curiose, appassionate dall’unicità di ogni manifestazione di vita. E l’unicità è proprio una tra le parole-chiave che mi hanno spinto a raccontare questa storia. Insomma, ognuno di noi è unico e perciò diverso, e tanto più la diversità si propone in maniera libera e spontanea, tanto più l’unicità ne guadagna in fatto di irripetibilità.
Pensiamo a quanto fascino e a quanta ricchezza possiamo trovare nel “ non ripetibile”, in qualcosa che esiste e accade una sola volta, in un solo tempo, qualcosa nato da un ignoto miscuglio tra più componenti, da una sorta di magica formula che niente e nessuno potrà più riproporre.
Ecco, il non ripetibile è l’unico e il diverso, è quella magia che ognuno di noi ha in sé. Una magia che forse in Gioele appare un poco più marcata, con quei bordi spessi e quei contorni netti che spaventano gli altri, gli altri che lo ritengono inaccessibile, come stregato da un incantesimo, gli altri che lo considerano unico oltre la misura consentita, portatore di una diversità non calcolabile e perciò pericolosa. Perché sfuggire ai parametri conosciuti significa toccare l’oltre della fantasia, l’aldilà dell’immaginazione, il nuovo che evolve, lo stupore che si rivela, il cuore che sperimenta altri battiti, gli occhi che scoprono altre luci, altre ombre, il sottopelle di un mondo che si dichiara vivo per presenza di carne e sangue. Leggi tutto…

A TESTA IN GIÙ, di Elena Mearini (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo A TESTA IN GIÙ di Elena Mearini (Morellini editore), preceduto dalla bella prefazione di Elisabetta Bucciarelli.

Gioele è un ragazzo che vive in un mondo alternativo, fatto di fantasie e interlocutori immaginari. La sua vita scorre in un Istituto che cura disagi psichici, ma la malattia di Gioele non può trovare cura tra camici bianchi e medicine.
Quando Gioele intraprenderà una fuga a bordo di un Maggiolone giallo, incontrerà Maria, un’anziana donna assieme alla quale percorre le strade della Lombardia e della memoria.
Le loro vite, legate da un mistero che si svelerà strada facendo, si risolveranno in un incontro di insolita salvezza.

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di Elisabetta Bucciarelli

Ogni volta che apro un libro, da sempre, vado alla ricerca di uno stupore. Una storia immaginifica, un personaggio capace di guardare il mondo dal suo particolare punto di vista, la voce di un autore che abbia parole proprie, diverse dalle mie, speciali. Cerco un mondo altro, colori, suoni, corpi, linguaggi. Cerco spaesamento e riconoscimento, dubbi e certezze, sorrisi e commozione.
Mai come in questo nostro stralunato periodo storico, in un libro vorrei trovare qualcosa da trattenere anche dopo averlo chiuso. Sottolineature, scritture ai margini, punti esclamativi. Pensieri che mi possano accompagnare, da trascrivere sui miei quaderni, da leggere ad alta voce a un altro essere umano, da riutilizzare, se dovessero servire, nelle quotidiane emergenze, durante una conversazione o una nuova scrittura. Cerco sempre e comunque il nome migliore per chiamare ogni sentimento, ciascuna emozione.
Compro un libro come se fosse una misura di stati d’animo. Una pietanza buona. Una bevanda dissetante. Lo compro perché mi serve, perché mi deve essere utile. Non per forza necessario, ma utile sì.
Lo sono sempre le poesie di Elena Mearini, che leggo da tempo e che possiedono ritmo e intensità, lo sono le pagine di A testa in giù, questo suo nuovo romanzo. Leggi tutto…

Teatro – Culture Possibili

Teatro – Culture Possibili – II edizione Concorso Drammaturgia “Culture Possibili”

L’Associazione CULTure Possibili

 presenta

 la II edizione del

CONCORSO DI DRAMMATURGIA

CULTURE POSSIBILI”

 sabato 21 febbraio alle ore 10 

Coro di Notte, ex Monastero dei Benedettini, Piazza Dante 32, Catania

 

Interverranno

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NOI E LA GIULIA: dal romanzo al film

Il 19 febbraio esce nelle sale cinematografiche il nuovo film di Edoardo LeoNoi e la Giulia” (con Luca Argentero, Edoardo Leo, Claudio Amedola, Anna Foglietta, Stefano Fresi e con Carlo Buccirosso) tratto dal romanzo “Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei (edizioni E/O). Pubblichiamo, di seguito, informazioni sul libro, il trailer del film e la lettera aperta del regista

Il libro
Quando esci dagli schemi della mera e rassicurante esistenza e decidi di vivere, tutto può accadere.
Anche di sequestrare un camorrista, trasformare un agriturismo in un avamposto multietnico, anarchico e partigiano e farlo involontariamente diventare una specie di luogo di culto.
Una “miracolosa” commedia all’italiana che ci fa ridere da pazzi senza nascondere i mali e i difetti del nostro paese.

A Diego, quarantenne traumatizzato da un lutto familiare, con un lavoro anonimo e un talento unico per le balle, accade di imbarcarsi in un’impresa al di sopra delle sue capacità, l’apertura di un agriturismo; accade che decida di farlo in società con due individui visti solo una volta e che in comune con lui hanno esclusivamente la mediocrità; accade anche che a scongiurare il fallimento immediato sia l’intervento di un comunista nostalgico e che la banale fuga in campagna si trasformi in un atto di resistenza quando nell’agriturismo si presenta un camorrista per chiedere il pizzo.

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La lettera aperta di Edoardo Leo: Regista di “Noi e la Giulia”, film tratto da Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei.

di Edoardo Leo
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#ioleggoperché

Una grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura rivolta ai non lettori, fondata sulla passione dei lettori di ogni età ed estrazione: #ioleggoperché

240.000 libri in uniform edition | migliaia di Messaggeri | testimonial famosi | un evento live a Milano, il 23 aprile, in diretta su RAI3 | attività in scuole, università, librerie, biblioteche, e su tutto il territorio italiano | una rete fisica unita dai treni | una rete digitale che parte da una piattaforma online un progetto a cura di AIE – Associazione Italiana Editori

Il Ministro Franceschini: “#ioleggoperché è un modello esemplare di come pubblico e privato possano collaborare per la crescita culturale dei cittadini”.
Sarà una grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura #ioleggoperché, che mobiliterà i lettori di tutta Italia trasformandoli in veri e propri Messaggeri “pronti a tutto” per sensibilizzare il 23 aprile, Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e inizio del Maggio dei Libri, chi non legge o legge poco.
Il progetto – a cura di AIE (Associazione Italiana Editori), e realizzato in collaborazione con ALI (Associazione Librai Italiani – Confcommercio), AIB (Associazione Italiana Biblioteche), Centro per il Libro e la Lettura del MIBACT (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo), Milano Città del Libro 2015 – Comune di Milano e con il contributo di RAI e RAI3 – è un invito all’azione per tutti coloro che credono nel valore del libro e della lettura.
Università, scuole, piazze, librerie, biblioteche, supermercati saranno gli snodi di un evento diffuso, idealmente unito dai treni – grazie a una collaborazione speciale con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane – su cui il 23 aprile saranno presenti i Messaggeri per affidare in modo originale un dono speciale ai non lettori.
Una rete fisica ma anche una piazza virtuale e social, grazie alla piattaforma www.ioleggoperché.it, create con un unico obiettivo: contagiare alla lettura chi non conosce il piacere dei libri: “#ioleggoperché nasce proprio per stimolare chi legge poco o addirittura non legge. “Parliamo di oltre la metà degli italiani – ha spiegato il presidente di AIE, Marco Polillo –. A loro ci rivolgiamo, facendo leva sulla passione autentica dei lettori che diventeranno veri e propri Messaggeri, giovani e adulti, in grado di coinvolgere e conquistare alla lettura gli altri, ovunque sia possibile. La chiave per innescare questa curiosità sono proprio i libri, 23 romanzi più un 24mo titolo speciale di Daniel Pennac, appositamente scelti con questo obiettivo dagli editori”. Leggi tutto…

MICHELA TILLI racconta OGNI GIORNO COME FOSSI BAMBINA

MICHELA TILLI ci racconta il suo romanzo OGNI GIORNO COME FOSSI BAMBINA (Garzanti). Un estratto del libro è disponibile qui…

Il libro
I lunghi capelli di Argentina, un tempo corvini, ormai sono percorsi da fili argentei, ma i suoi occhi non hanno smesso di brillare. Perché Argentina, a ottant’anni, si sveglia ancora come fosse bambina. Ogni mattina attende con ansia quella sorpresa che le cambierà la giornata. Quella sorpresa che nasconde un segreto da non rivelare a nessuno.
A scoprirlo è Arianna, che a sedici anni si sente goffa e insicura. È felice solo quando è circondata dai libri. Le loro pagine la portano lontana dai suoi genitori e dai compagni di scuola che non la capiscono. Essere costretta a fare compagnia ad Argentina è l’ultima cosa che avrebbe voluto.
Ma quando Arianna fa luce sul mistero di quelle lettere che riescono a portare un sorriso sul viso della donna, tutto cambia. Qualcosa di forte inizia a unirle. Perché quelle righe custodiscono una storia e un ricordo d’amore. La storia di Argentina, ancora ragazza, e di Rocco che con un solo sguardo è stato capace di leggerle l’anima. La storia di un sentimento cresciuto sulle note di una poesia tra i viottoli e gli scorci di un piccolo paese. Un paese in cui Argentina non è più tornata.
Ma Arianna è lì per darle il coraggio di affrontare un viaggio che la donna desidera fare da molto tempo. Un viaggio in cui scoprono che il cuore non smette mai di sognare, anche quando è solcato da rughe profonde. Un viaggio in cui scoprono che niente è impossibile, se lo si vuole davvero.

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di Michela Tilli

Michela Tilli

Per tanti anni ho accumulato frammenti di storie, idee, spunti e persino incipit di romanzi nelle pagine dei miei diari. Tra questi c’era anche il mistero delle lettere d’amore ricevute da Argentina in Ogni giorno come fossi bambina, anche se non sapevo ancora che la mia amata vecchietta si sarebbe chiamata così. Leggi tutto…

GLI ANNI AL CONTRARIO, di Nadia Terranova (intervista)

Gli anni al contrarioGLI ANNI AL CONTRARIO, di Nadia Terranova (Einaudi). Un estratto del romanzo è disponibile qui…

di Eliana Camaioni

Si sbaglia, chi ritiene che “Gli anni al contrario” sia un saggio sul Settantasette. Somiglia piuttosto al romanzo manzoniano (una faccenda privata con la Storia sullo sfondo, un esempio di storiografia dal basso): è la vicenda di Aurora e Giovanni, novelli Renzo e Lucia, che in quegli anni vivono e da quegli anni sono segnati, senza per questo trasformarsi da soggetto in complemento oggetto.
Aurora e Giovanni, quindi, i protagonisti, raccontati da un narratore apparentemente esterno; li incontriamo quando ancora non si conoscono, adolescenti, figli di due famiglie borghesi, in una città di periferia (una Messina descritta dai suoi borghi, dai suoi colori, dalla mentalità piccina e provinciale dei suoi abitanti). Giovanni figlio di un avvocato, marxista nostalgico, Aurora di un ‘fascistissimo’ direttore del carcere cittadino.
Aurora che studia per conquistare libertà e spazi personali, Giovanni che trascura i libri e anela a diventare eroe di quella rivoluzione respirata nella casa paterna per il tramite dei suoi ospiti: sarà l’università a metterli assieme, in un torrido pomeriggio di giugno, lei “miss trenta e lode”, lui studente caotico e insubordinato.
Una gita idilliaca a Stromboli consacrerà definitivamente i loro destini: una gravidanza, un matrimonio veloce, una ‘casa in miniatura’, nella quale i novelli sposi andranno a vivere, ancora inesperti e innamorati più del giusto dei propri sogni di ragazzi.
Ma trasformarsi da eroe della rivoluzione a eroe del quotidiano a Giovanni non basta, e Aurora è a sua volta ancora troppo figlia per poter essere madre: la casa in miniatura diventerà presto claustrofobica per entrambi (solitudine per lei, oppressione per lui), e il loro rapporto un’altalena di separazioni e ritorni, di viaggi che hanno il sapore di fughe, alla ricerca di un’identità personale e di un sogno di famiglia che non riuscirà mai a decollare.
Ruolo chiave è quello di Mara, la figlia di quei due figli mai cresciuti: nei suoi occhi (uno sguardo forte e penetrante, che diventerà intenso punto di vista) la maturità e la profondità che ai genitori sembra mancare. Mara neonata, orsacchiotto che Aurora porta sempre con sé, arma con cui affrontare il mondo; Mara bambina, destinatario delle lettere di un padre che vive lontano, Mara unico motivo di contatto fra Aurora e Giovanni, che si cercano ma si lasciano, si amano e si separano, si attraggono respingendosi. Mara che comincia a crescere, Mara che capisce ma non dice, Mara genitore dei suoi genitori. Fino alla fine, soprattutto alla fine; fino al tragico epilogo che segnerà le sorti del padre – l’eroina, l’aids, un destino tragico ed inesorabile. Quello stesso destino che lascerà Aurora e Giovanni a terra, passeggeri in ritardo dell’unico treno della salvezza per quella generazione sciagurata, passato in extremis per molti ma non per loro: quello dell’abiura, del riproviamoci in un altro modo, dell’ “Ho sbagliato”
Con uno stile pulito e senza sbavature, Nadia Terranova ci consegna una storia intensa e profonda: quella di Aurora e Giovanni, eroi per sbaglio di una rivoluzione mancata, ma soprattutto di Mara, una picciridda che porta negli occhi la sua valigia, un’infanzia senza tempo, e tutto ciò che occorre per continuare a raccontare.

Intervistiamo Nadia Terranova (ritratta nella foto in basso) per Letteratitudine
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MASSIMO ROSCIA racconta LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI

MASSIMO ROSCIA ci racconta il suo romanzo LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI (Exòrma Edizioni). Un anteprima del libro è disponibile qui…

di Massimo Roscia

E niente…… La stragge dei congiuntivi – lo sò percerto avendolo scritto io – non è un manuale di grammatica o un saggio di linguistica (non ostante le migliore intenzione, non ne avessi avuto le giuste conpetenze), ma puo’ essere considerato, sic et simplicita, un romanzo, piuttosto che un noir, piuttosto che un giallo, piuttosto che un poliziesco. La storia ke ho immaginato e quà vi racconto, io credo che è propio semplice: Dionisio e altri quattro stravacanti personaggi (un’analista senzoriale, un bibbliotecario, un dattilo scopista della polizia e un prof di letteratura sospeso da l’insegnamento a tempo indeterminato) non c’è la fanno piu’ a sopportare i continui mal trattamenti a cui, avvolte, è sottoposta la lingua italiana e decideno di reaggire. E lo fanno in maniera importante, violenta, incredibbile, plateale, taumaturga, stringendo intorno a se i colpevoli in un’abbraccio mortale.

Ove non bastasse, ci sono gli stò e i , a brutalizzare la pagina. E i qual’è, con quell’apostrofo affilato e letale come la lama di un rasoio. E gli insopportabili assolutamente sì e assolutamente no, a rendere perentorie normalissime affermazioni o negazioni e a irritare la pelle più dei tricomi di una foglia di ortica. E i piuttosto che, usati impropriamente con valore disgiuntivo, a riempire di una farcia insapore discorsi altrettanto insipidi, a sbertucciare la grammatica, a compromettere l’efficacia stessa della comunicazione ingenerando equivoci interpretativi, talvolta spiacevoli. E le reiterate mutilazioni della lettera h nel verbo avere. “Tutto è iniziato con quell’invito. «Sabato dodici maggio. Pascal e Sophie anno il piacere di salutare parenti e amici…». Sacrilegio. Avere, nobile verbo, generoso e caritatevole ausiliare, padre di tutti i tempi composti, ponte diacronico tra il passato e il futuro, reggente di molti intransitivi e di tutti i transitivi, signore delle locuzioni, dio giusto e misericordioso che, con quell’idea di possesso che solo lui sa esprimere, dà e toglie la vita. Anno. Quel verbo maltrattato impunemente, violentato, ferito nella sua dignità, denudato e deriso con l’ignobile sottrazione di un’acca, degradato a comune unità di misura del tempo”. Leggi tutto…

LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI di Massimo Roscia (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI di Massimo Roscia (Exòrma Edizioni)

Il libro
Chi ha ucciso l’assessore alla cultura? Ma, soprattutto, chi salverà la grammatica? Cinque bizzarri personaggi, abilmente descritti, si uniscono per mettere in atto un grande disegno criminoso a difesa estrema di una lingua quotidianamente vilipesa, deturpata e ferita a morte.
I congiuntivi vengono invertiti con i condizionali, i verbi intransitivi goffamente resi transitivi, i gerundi sfregiati, i sinonimi ignorati, i troncamenti confusi con le elisioni, i vocabolari abbandonati nelle cantine ammuffite. Reggenze errate, fastidiose sovrapproduzioni di avverbi, insopportabili diminutivi iperbolici. Espressioni trite e banali, frasi mangiucchiate, difettose, frammentate, incoerenti, prive di punteggiatura…
I più si mostrano indifferenti al progressivo diffondersi della non-lingua; altri si indignano, limitandosi a contrarre le labbra in segno di disgusto; altri ancora – Dionisio e i suoi sodali, un analista sensoriale, un bibliotecario, un dattiloscopista della polizia e un professore di letteratura sospeso dall’insegnamento a tempo indeterminato – decidono di reagire, combattere, attuare il loro salvifico piano, costi quel che costi.

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Un estratto del romanzo LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI di Massimo Roscia (Exòrma Edizioni)

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TRINACRIA PARK a Taormina (Me) – sabato, 14 febbraio 2015


mauTRINACRIA PARK
a Taormina (Me) – sabato, 14 febbraio 2015

Nell’ambito di SPAZIO AL SUD 2015

Riapre i battenti “SPAZIO al SUD”. Forte di un bilancio decisamente positivo della passata edizione – sottolineato dal gran successo di pubblico oltre che di critica – la manifestazione, ideata ed organizzata dall’associazione “Arte & Cultura a Taormina” presieduta da MariaTeresa Papale che ne firma la direzione artistica, è pronta a mollare gli ormeggi e prendere il largo con l’edizione 2015. Che, tra caffè letterari e vetrine artistiche, si snoderà per otto mesi proponendo a turisti, residenti ed ospiti in visita eventi ed appuntamenti culturali di rilievo, tutti free-entrance, tutti legati alla territorialità, orgoglioso brand-identity di “SPAZIO al SUD”.

A tenere a battesimo la rassegna di appuntamenti letterari che vede protagonisti scrittori e giornalisti dalla diversa personalità artistica ed agguerrite realtà editoriali di nicchia, tutti espressioni di quel Sud di cui hanno conservato ed esibiscono vistose tracce, sarà sabato 14 febbraio, alle ore 17:30, “Trinacria Park” col suo scenario da thriller fantapolitico dove “nulla è come sembra”. La mitologia greca va in aiuto al business targato USA ed un enorme parco tematico ad isola, costruito di fronte la costa, diviene metafora di una Sicilia percorsa dai suoi endemici vizi e paradossi. Metafora, in definitiva, delle bugie pubbliche e private di cui è infarcita la società contemporanea, il libro è il secondo romanzo di Massimo Maugeri, scrittore, conduttore radiofonico ed operatore culturale tra i più noti nel web grazie al suo blog letteratitudine.it.

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trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

Dalla rassegna stampa del romanzo

Panorama
“Trinacria Park” è tra i 10 migliori romanzi italiani del 2013.

Il Trinacria Park è lo spettacolare parco tematico costruito su un’isola al largo della vera Trinacria. Una specie di Disneyland culturale, un progetto hollywoodiano per riprodurre la Sicilia e la sua storia, dalla Magna Grecia a Portella della Ginestra, a uso e consumo del turismo. C’è persino un Etna attivo, in miniatura. Ma proprio nei giorni dell’inaugurazione il parco viene travolto da una misteriosa epidemia mortale… Sembra un thriller alla Crichton? E invece no, tutt’altro. Questo è casomai un originalissimo romanzo dedicato all’isola di Sciascia, il luogo in cui “nulla è come appare”.

Repubblica.it
Un affresco e un racconto dal linguaggio ricercato eppure lieve e brioso, che accompagna chi legge lungo un enigmatico percorso che mostra la Sicilia più misteriosa. Non c’è racconto dal passo tradizionale in Trinacria Park che sembra un thriller, ma thriller non è; che è un romanzo, ma che ostenta le bugie di cui la finzione è infarcita con tale platealità da trasformarla quasi in un originale docuracconto sulla Sicilia di oggi. In una guida a sorpresa per cercare la sua vera identità, liberandosi dagli alibi mascherati da sogni e dai luoghi comuni. (Silvana Mazzocchi)

la Repubblica
È stato davvero bravo Maugeri a dar forma, attingendo a piene mani al ricco serbatoio del mito, a un apologo amaro e metamorfico sul tragico destino dell’Isola, con un risultato sorprendente e apparentemente paradossale: quello di un iperrealismo forse senza precedenti.  (Salvatore Ferlita)

La Stampa
Il mito di Medusa ha affascinato l’arte e la letteratura occidentale. Decapitarla, come fa Perseo, significa per l’uomo ritornare alla ragione. Accade in ottimo libro uscito per e/o di Massimo Maugeri, “Trinacria Park”. Siamo nel giallo, ambientato a Catania. E la Medusa del Caravaggio compare anch’essa seducente e minacciosa, monito ai personaggi e ai lettori. Come direbbe Conte, il vero «impegno», in letteratura, non può che usare la lingua del fantastico. (Mario Baudino)

Il Sole 24 Ore – Domenica
In questo romanzo che è, insieme, commedia, thriller, tragedia, opera apocalittica, c’è da parte di Maugeri un interessante tentativo di offrire diversi spunti di denuncia sociopolitica. E, a proposito di politica, è da antologia il discorso del presidente della Regione Sicilia (che ovviamente non è Crocetta) all’inaugurazione del parco: un pezzo di bravura, un catalogo dei più vieti luoghi comuni pseudointellettuali tesi a coprire il vuoto culturale (se non la disonestà criminale). (Roberto Carnero)

Il Messaggero
Maugeri plasma il suo thriller col linguaggio magico e visionario di una tradizione siciliana che ha fatto scuola (Andrea Velardi)

L’Unità
Il godibilissimo romanzo di Maugeri propone in realtà un’amara metafora, anzi una matrioska di metafore. Con una trama ben congegnata e personaggi buffi – solo in apparenza caricaturali, grotteschi – Maugeri ci accompagna in una tragedia in forma di farsa più corrosiva di qualsiasi pamphlet. Attraversa diversi generi – il giallo, il pulp – e li rimodula, li mescola, li confonde per arrivare a un finale non scontato. (Paolo Di Paolo)

Il Manifesto
Una scrittura notevole, capace di passare dal dialetto alla lingua, di utilizzare i più diversi registri, conduce il lettore ad una inaspettata conclusione dolceamara, tra tensioni indipendentiste e anti-immigrazione, strani gruppi terroristici e rivelazioni sul passato, sul presente e sul futuro. (Mauro Trotta)
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NOVELLE ITALIANE, di Jarosław Iwaszkiewicz (intervista al traduttore)

NOVELLE ITALIANE, di Jarosław Iwaszkiewicz (21 Editore – traduz. di Dario Prola)

di Massimo Maugeri

Tra i compiti affidati alla piccola editoria di qualità c’è anche quello di portare (o riportare) alla luce testi del passato meritevoli di essere letti e riletti e che – viceversa – rischierebbero di rimanere sconosciuti o (se già pubblicati) di precipitare nell’oblio.
Jarosław Iwaszkiewicz (Kalnik 1894 – Varsavia 1980) è considerato uno dei maggiori scrittori polacchi del secolo scorso. Eppure sono in pochissimi a conoscerlo.
Di recente la 21 Editore, casa editrice palermitana nata nel 2011, ha pubblicato nell’ambito della collana Nautilus (diretta dal docente universitario di critica della letteratura e critico letterario Salvatore Ferlita) il volume di racconti “Novelle italiane” (ben tradotto da Dario Prola). Sappiamo che Iwaszkiewicz fu molto affascinato dall’Italia (e dalla sua ricchezza artistica e culturale) ed ebbe modo di visitarla in varie occasioni sin dalla giovinezza.
Ne discutiamo con il già citato Dario Prola che, oltre a essere il traduttore di “Novelle italiane”, è anche un grande conoscitore di Iwaszkiewicz e delle sue opere…

-Dario, aiutaci a conoscere un po’ questo grande autore polacco. Da cosa è stata caratterizzata la sua poetica?
Bisogna anzitutto sapere che Iwaszkiewicz era un poeta, soprattutto un poeta. Veniva dalla musica, aveva studiato in conservatorio, e per ragioni economiche dovette andare a lavorare come insegnante privato. Non si laureò mai. E chissà se non furono proprio le ragioni economiche a spingerlo a farsi anche prosatore. Questo dunque per quanto riguarda gli aspetti espressivi della sua poetica: è un autore molto lirico, per lui non era importante solo quello che diceva ma soprattutto come lo diceva. La sua prosa è elegante e raffinata e, come ha detto un amico polonista, ha una politezza classica che spero di aver reso nella traduzione. Per quanto concerne gli aspetti contenutistici, Iwaszkiewicz vede la realtà in termini estetici, come insieme e contrasto tra bellezza e volgarità, luce ed ombra, vita e morte. Concepisce l’arte e la scrittura come un modo per sublimare la realtà e sotto certi aspetti come sua alternativa. A questa superiorità ideale, quella dell’immaginato rispetto al reale, Iwaszkiewicz tenderà sempre avendo ben chiaro che anche se la scrittura non può offrire che un pallido riflesso della bellezza e della varietà del mondo, e vero anche il contrario: la scrittura, e il bello, possono offrire riparo in un mondo abbrutito. Poi sicuramente legato al suo essere poeta è il forte autobiografismo che si coglie in una sua pagina: direi quindi che in Iwaszkiewicz il mito autobiografico ora si esalta e ora si stempera nel mito dell’arte e della cultura. I suoi personaggi a volte si esaltano di fronte alla bellezza, talvolta ne sono annichiliti, schiacciati, oppressi.

-Che tipo di contributo ha dato, a tuo avviso, alla letteratura europea? Leggi tutto…

STREGATI DALLA LETTURA

STREGATI DALLA LETTURA

Stregati dalla lettura


Mercoledì 11 febbraio ore 17

Tommaso Giartosio legge La chiave a stella di Primo Levi
Biblioteca Valle Aurelia, Via di Valle Aurelia 129 

Dalla collaborazione con l’istituzione delle Biblioteche di Roma, l’associazione culturale Piccoli Maestri e l’Istituto Europeo di Design-Roma nasce la prima edizione di Stregati dalla lettura, il progetto della Fondazione Bellonci che vuole raccontare l’esperienza della lettura dal punto di vista dei ragazzi.

Ci sono libri vincitori del Premio Strega che hanno formato il nostro gusto di lettori, il nostro lessico delle emozioni, la nostra coscienza civile. Con l’aiuto degli scrittori dell’associazione Piccoli Maestri vogliamo rileggere cinque titoli diventati ormai classici del secondo Novecento. Nel primo incontro, mercoledì 11 febbraio, presso la biblioteca Valle Aurelia, Tommaso Giartosio – scrittore traduttore e saggista, una delle voci di Fahrenheit (Rai Radio 3) – legge il romanzo di Primo Levi La chiave a stella, Premio Strega 1979.

Ognuno di questi appuntamenti sarà d’ispirazione per gli studenti di dieci scuole romane che trarranno dai testi prescelti un booktrailer e un mini audiolibro, vivendo un’esperienza di lettura appassionante e condivisa. Nell’ideare questo nuovo progetto non ci siamo chiesti quale fosse lo strumento più adatto a portare all’attenzione dei ragazzi romanzi e racconti indimenticabili, già entrati nel canone letterario e tuttavia ancora poco presenti nelle letture scolastiche. Abbiamo pensato di capovolgere la prospettiva, rileggendo quei titoli attraverso il loro sguardo, la loro fantasia e la loro sensibilità.

In questo percorso creativo gli studenti collaboreranno con i colleghi appena più grandi dell’Istituto Europeo di Design di Roma e saranno guidati da due tutor che li aiuteranno a orientarsi nelle tecniche di riduzione di un testo letterario e della trasposizione audiovisiva:

Max Giovagnoli (Roma, 1973) è esperto di comunicazione cross-mediale e storytellng. Dirige il Corso triennale di Media Design all’Istituto Europeo di Design di Roma. È autore, tra l’altro, delle fiction Monster café e Four Friends (Rai Tre), di due saggi pubblicati da Apogeo Education Cross-media. Le nuove narrazioni (2009) e Transmedia (2013), oltre che del romanzo Il messaggio segreto delle stelle cadenti (Newton Compton 2012).

Chiara Valerio (Scauri, 1978), ha scritto per il teatro e per la radio. Collabora con il programma “Ad alta voce” di Rai Radio 3. Consulente della casa editrice nottetempo, ha pubblicato, tra l’altro, Spiaggia libera tutti (Laterza 2010) e La gioia piccola d’esser quasi salvi (nottetempo 2009). Il suo ultimo romanzo è Almanacco del giorno prima (Einaudi 2014).

Gli altri incontri in programma
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A MORIRE SON BUONI TUTTI di Francesco Aragona (recensione)

A MORIRE SON BUONI TUTTI di Francesco Aragona (Edizioni ETS)

di Alessandro Russo

Ore 5 del pomeriggio di un sabato di febbraio del duemilaquindici: Catania centro.
Prodigioso è il rito di un tè fumante tra amici per contrastare il freddo appuntito di oggi. Tenui erbe rimestate rilasciano aromi incantevoli, intanto i pensieri con garbo si diluiscono. Semplici e lenti gesti si ripetono mentre l’acqua bollente sembra colorarsi. La magia è compiuta, le tensioni sono andate altrove: il gelo lascia spazio al tepore.
«Dovendo recensire un libro di epitaffi –per primo prendo la parolasi accettano vostri suggerimenti. A bassa voce però: siamo pur sempre dentro un camposanto».
«Ricordo che Marilyn –reagisce cortese Graziella– aveva per sé pensato: ‘Qui riposa Marilyn Monroe: 97-67-92’. Tempo fa invece un amico mi confidò che impresso sulla sua tomba immaginava una perla di saggezza popolare, una cosa tipo: ‘Oggi a mia, domani a tia!’. Del resto, all’ingresso del cimitero di Mascalucia, non c’è scritto: ’Fummo ciò che voi siete, sarete ciò che noi siamo’? Io punterei sull’ineluttabilità della morte e sull’ironia con cui affrontarla. L’argomento mi prende e non sai quanto». Leggi tutto…

LORENZO MARONE racconta LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI

LORENZO MARONE ci racconta il suo romanzo LA TENTAZIONE DI ESSERE FELICI (Longanesi). Le prime pagine del libro sono disponibili qui

Il libro
Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c’è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d’aiuto negli occhi tristi di Emma… I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo formidabile romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità.

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https://i0.wp.com/www.lorenzomarone.net/wp-content/uploads/2013/09/DSC_0008-300-x-255.jpgdi Lorenzo Marone

Pochi istanti dopo aver premuto il campanello, mi apre lui, Cesare Annunziata!
Ha la barba sfatta e sembra stanco. Mi guarda con fare serio e mi invita a entrare. La casa è silenziosa, con pochi mobili antichi adagiati a pareti giallognole. È proprio come l’avevo immaginata.
«Siediti» dice e indica il divano.
Sopra la mia testa campeggia un quadro bizzarro di un Superman in minigonna. Lui nota il mio sguardo e commenta: «Sì, lo so, stona con l’ambiente, ma è una boccata di aria fresca in mezzo a tutto questo vecchiume» e si guarda attorno sorridendo.
Sorrido anch’io e mi sporgo in avanti, verso di lui, che ora è seduto di fronte a me. «Come stai?» chiedo quindi.
«Bene, come devo stare?» risponde di getto. «Non dirmi che sei venuto fin qua solo per chiedermi come sto?»
«No, in verità volevo fare due chiacchiere con te.»
«Su cosa?»
«Beh, su quello che sta succedendo…c’è gente lì fuori che dice di amarti, che ti vorrebbe addirittura come nonno, di…»
«Come nonno?»
«Già.»
«Non riesco a esserlo nemmeno di mio nipote, figuriamoci degli altri. E poi non voglio che la gente mi ricordi di essere…»
«…vecchio. Sì, lo so. Però qualche volta capita che le persone che ci vogliono bene ci attribuiscano un ruolo che non desideriamo.»
«Sì, capita» ribatte lui un po’ stizzito, «e non dovrebbe capitare. Nessuno dovrebbe prendersi la briga di dare ruoli agli altri. E sai perché?»
Lo guardo e non rispondo.
«Perché poi va a finire che inizi a crederci a quel ruolo, e piano piano diventa tuo, una parte di te, ti plasma e si plasma sul tuo viso, come una maschera. E io odio le maschere.»
Dal corridoio sbuca il famoso Belzebù, il gattaccio nero, che fa un balzo e si accoccola di fianco a Cesare.
«Non mi vorrai mica dire di essere scontento? Sei apprezzato, tutti ti vorrebbero conoscere, cosa c’è che non va?»
«Cosa c’è che non va? C’è che ieri la signora del primo piano mi ha inseguito col libro in mano, voleva una dedica, figurati! Una dedica da me! E alla cassa del supermercato il commesso mi ha sorriso come un ebete tutto il tempo. È troppo. E poi l’altro giorno mi ha telefonato una donna, voce elegante e sensuale, e mi ha chiesto se mi andava di parlare un po’ di me.»
«Embè?» Leggi tutto…

FRANCESCO MARI racconta LA RAGAZZA DI SCAMPIA

Francesco MariFRANCESCO MARI ci racconta il suo romanzo LA RAGAZZA DI SCAMPIA (Fazi editore). Un estratto del libro è disponibile qui.

di Francesco Mari

Allora: vi riassumo un po’ la storia innanzitutto, in due parole.
C’è questo impiegato comunale di Napoli, Franco, pieno di confuse e smisurate ambizioni da scrittore, che ogni mattina tra la metro e l’ufficio sogna a occhi aperti la gloria letteraria, e siccome ha una fantasia galoppante, si vede già mentre rilascia interviste, va in tv dalla Bignardi acclamato come una star eccetera eccetera. Intanto, però, si trova a fare i conti una vita quotidiana frustrata e poco o niente in linea con le sue aspirazioni, diviso com’è fra un ufficio denominato UOPS (Ufficio Operativo Progetti Speciali), la cui principale attività è cercare di inventarsi ogni giorno il lavoro con cui giustificare la propria esistenza, e il monolocale in cui abita da single, che odora perennemente di patate scaldate perché lui sa cucinarsi solo quelle!
Per evadere da tutto questo grigiore, siccome pensa anche di essere molto furbo, si inventa un falso reportage con al centro un cantante neomelodico (si può fare un reportage su Napoli senza metterci dentro un neomelodico?), tale Jenni Marvizzo, e una ragazza, Stella, – la “ragazza di Scampia” del titolo – decisa a denunciare gli spacciatori di eroina responsabili della morte di suo fratello Lucianino. Franco, difatti, una cosa l’ha afferrata: ha capito che i libri reportage su Napoli, i “romanzi-verità” che presentano una Napoli dal volto dark e feroce, sono molto richiesti. Insomma, la Napoli in stile Miami Vice, che sembra aver sostituito pizza e mandolini con faide e scissionisti, “tira”, come suol dirsi, si vende con successo sul mercato dell’immaginario noir contemporaneo: e allora perché non provare a inserirsi in questo filone di successo? Leggi tutto…

LA RAGAZZA DI SCAMPIA, di Francesco Mari (un estratto)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un estratto del romanzo LA RAGAZZA DI SCAMPIA, di Francesco Mari (Fazi editore)

« Una vita ordinaria dalla quale proiettare altre identità: ecco a voi Franco, funzionario della pubblica amministrazione napoletana, una vita tranquilla (anche troppo), relazioni difficili con le donne (ma nemmeno tanto) e una passione, la scrittura, che di colpo si trasforma nell’occasione per un salto di qualità. L’obiettivo, quindi, diventa convincere l’editor di una grande casa editrice del Nord che la storia scritta da Franco, riportata da tale Jenny Marvizzo e riguardante l’eroica Stella, sia scottante cronaca ambientata a Scampia. In odore di scoop, La ragazza di Scampia (questo il titolo del reportage) diventa un grande affare; peccato che la realtà non sia mai la verità: siamo proprio sicuri che Napoli, la camorra, Scampia, l’intera vicenda di Stella non siano mera invenzione romanzesca? Del resto, come pensa l’editor: “La verità è che ‘sti napoletani abitano dentro un noir a cielo aperto”.

Questo romanzo narra della controversa rivincita della menzogna letteraria sullo strapotere della cronaca: Francesco Mari, al suo felicissimo esordio, diventa un protagonista grottesco, circondato da comici comprimari, a cavallo fra Gogol’, i fratelli Coen e Patricia Highsmith, riuscendo nella non facile impresa di capovolgere con stile graffiante i troppi luoghi comuni dell’oleografia nera napoletana post-gomorra.
(Antonella Cilento).

Francesco Mari è nato nel 1966 a Napoli, città dove vive e lavora.

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LA RAGAZZA DI SCAMPIA, di Francesco Mari (Fazi editore) – estratto dal 4° capitolo

THE TRIP

Napoli, intorno alle 8.00
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IL DISCORSO DI INSEDIAMENTO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Pubblichiamo il video e il testo integrale del discorso di insediamento del Presidente Sergio Mattarella pronunciato in occasione del giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento

 

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Sergio Mattarelladi Sergio Mattarella

Palazzo Montecitorio, 03/02/2015

Signora Presidente della Camera dei Deputati, Signora Vice Presidente del Senato, Signori Parlamentari e Delegati regionali,

Rivolgo un saluto rispettoso a questa assemblea, ai parlamentari che interpretano la sovranità del nostro popolo e le danno voce e alle Regioni qui rappresentate.

Ringrazio la Presidente Laura Boldrini e la Vice Presidente Valeria Fedeli.

Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte al voto.

Un pensiero deferente ai miei predecessori, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, che hanno svolto la loro funzione con impegno e dedizione esemplari.

A loro va l’affettuosa riconoscenza degli italiani.

Al Presidente Napolitano che, in un momento difficile, ha accettato l’onere di un secondo mandato, un ringraziamento particolarmente intenso.

Rendo omaggio alla Corte Costituzionale organo di alta garanzia a tutela della nostra Carta fondamentale, al Consiglio Superiore della magistratura presidio dell’indipendenza e a tutte le magistrature.
Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato.

La responsabilità di rappresentare l’unità nazionale innanzitutto. L’unità che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno.

Ma anche l’unità costituita dall’insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini.
Questa unità, rischia di essere difficile, fragile, lontana. Leggi tutto…

E LE STELLE NON STANNO A GUARDARE, di Loredana Limone (recensione)

E LE STELLE NON STANNO A GUARDARE, di Loredana Limone (Salani)

di Giovanna Mozzillo

Nel caso tra chi mi legge ci sia qualcuno che soffre di depressione (che sia una depressione esplicita e conclamata o magari una depressioncella sottaciuta, di quelle che uno si illude di tenere a bada, e invece, non si sa mai!, magari a un certo punto, il patatrac gli esplode dentro, a impastoiarlo nella sua coltre vischiosa), ebbene, se qualcuno è incappato in una trappola così, io posso consigliargli un rimedio efficacissimo, privo di effetti collaterali e ad azione rapida. Il rimedio è questo: leggersi, assaporandolo dalla prima all’ultima pagina, il recente romanzo di Loredana Limone “E le stelle non stanno a guardare” (titolo che ammicca a Cronin), un romanzo che dall’inizio alla fine trasuda gioia di vivere, mette in pace col mondo, e stimola a tener presente che, quando il bicchiere della nostra esistenza ci pare mezzo vuoto, senza por tempo in mezzo dobbiamo ribaltare il punto di vista, riflettendo che, se risulta “mezzo vuoto”, il bicchiere al tempo stesso sarà necessariamente “mezzo pieno”, e insomma che la vita, sebbene annoveri traumi, delusioni e negatività varie, è in genere anche ingemmata da tante piccole felicità, le quali, in attesa delle felicità grandi che pure di tanto in tanto la buona sorte ci elargisce, non sono affatto da sottovalutare. Per esempio, la voluttà di leccarsi un ghiotto gelato di fragola alla “latteria” di Belinda e di sua zia Letizia, latteria che è il più accorsato punto d’incontro a Borgo Propizio. Leggi tutto…

SOLO IL MIO SILENZIO, di Pina Ligas (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo SOLO IL MIO SILENZIO, di Pina Ligas (Pintore)

Un segreto. Cinque generazioni rimangono vittime di un silenzio. E un bambino cresce con la convinzione di essere il frutto della mala fortuna. Nella Sardegna rurale offesa dai disboscamenti feroci, spesso morente per febbri malariche, pesti e carestie, la famiglia Ferrai non abbandona la speranza né l’orgoglio. Non si piega alle faide locali, protegge fino allo spasmo le proprie terre e riscopre l’intensità dei legami affettivi. Solo il mio silenzio è un romanzo di vite, di paesaggi e di sentimenti estremi. È il viaggio trasversale che porta alla conoscenza di una storia incredibile di forza e determinazione, affinché la speranza detti la sua legge salvifica sull’indifferenza.

Dalla quarta di copertina – Adriano Prosperi ha scritto: “È un racconto di una cultura speciale, quella sarda, del suo passato e delle sue sofferenze. Legato alla lunga memoria di una donna coraggiosa e vittima. Storia di un pezzo d’Italia attraverso le vite e i sentimenti delle persone che appaiono come le prigioniere delle durezze della natura, delle violenze della società e soprattutto delle loro stesse rappresentazioni del mondo”. Sebastiano Vassalli ha scritto: “Storia ben raccontata, ampia, articolata nel tempo”

Pina Ligas è nata a Gairo in Sardegna nel 1957. Vive con la famiglia a Torino e lavora per una nota Casa editrice torinese.

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Un estratto del romanzo SOLO IL MIO SILENZIO, di Pina Ligas (Pintore)
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SPAZIO al SUD – edizione 2015 (Taormina)

Riapre i battenti “SPAZIO al SUD”. Forte di un bilancio decisamente positivo della passata edizione – sottolineato dal gran successo di pubblico oltre che di critica – la manifestazione, ideata ed organizzata dall’associazione “Arte & Cultura a Taormina” presieduta da MariaTeresa Papale che ne firma la direzione artistica, è pronta a mollare gli ormeggi e prendere il largo con l’edizione 2015. Che, tra caffè letterari e vetrine artistiche, si snoderà per otto mesi proponendo a turisti, residenti ed ospiti in visita eventi ed appuntamenti culturali di rilievo, tutti free-entrance, tutti legati alla territorialità, orgoglioso brand-identity di “SPAZIO al SUD”. Un progetto composito che vuole dare visibilità a voci e realtà artistiche originati da quel “humus” culturale che caratterizza il Meridione d’Italia, da sempre ricca fucina di professionalità e talenti. Un progetto che, grazie alla sua riconosciuta validità, anche quest’anno è stato giudicato meritevole di sostegno da enti, associazioni di categoria e aziende di grande prestigio: potendo così sfoggiare la sponsorizzazione dell’Associazione Albergatori di Taormina, ottenere il patrocinio di partners di rilievo quali Comune di Taormina, Taormina Arte, Associazione Imprenditori Per Taormina, Ristorante Baronessa, avvalersi della collaborazione dell’associazione culturale calabrese “Piazza Dalì”, usufruire di locations di prestigio, come l’Hotel Isabella del “Gais Hotels Group” e la seicentesca ex- chiesa del Carmine.
Proprio nella suggestiva Sala “Le Naumachie” del centralissimo Hotel Isabella, in pomeriggi di sabato espressamente dedicati aperti gratuitamente al pubblico oltre che alla clientela dell’albergo, si terrà il “Caffè Letterario” condotto con taglio volutamente informale dalla giornalista Milena Privitera, vice presidente e capo-ufficio stampa dell’associazione. All’insegna di un “incontro tra amici”, comodamente seduti in salotto sorseggiando un caffè od una bibita, autori di thriller, vicende familiari dai risvolti paranormali, saggi storici, noir, opere di impatto psicologico, insieme a romanzi d’amore e di formazione “chiacchiereranno” dei loro scritti, dipanando, ancora una volta, il fil-rouge dell’analisi della società italiana d’oggi attraverso le domande, sapientemente argomentate, poste da una Milena Privitera mai banale e le notazioni di un affezionato pubblico attento e curioso.
A tenere a battesimo la rassegna di appuntamenti letterari che vede protagonisti scrittori e giornalisti dalla diversa personalità artistica ed agguerrite realtà editoriali di nicchia, tutti espressioni di quel Sud di cui hanno conservato ed esibiscono vistose tracce, sarà sabato 14 febbraio, alle ore 17:30, “Trinacria Park” col suo scenario da thriller fantapolitico dove “nulla è come sembra”. La mitologia greca va in aiuto al business targato USA ed un enorme parco tematico ad isola, costruito di fronte la costa, diviene metafora di una Sicilia percorsa dai suoi endemici vizi e paradossi. Metafora, in definitiva, delle bugie pubbliche e private di cui è infarcita la società contemporanea, il libro è il secondo romanzo di Massimo Maugeri, scrittore, conduttore radiofonico ed operatore culturale tra i più noti nel web grazie al suo blog letteratitudine.it. Leggi tutto…

GLI ITALIANI E LA SPESA PER LA LETTURA (anno 2014)

GLI ITALIANI E LA SPESA PER LA LETTURA (anno 2014)
AIE: Resta stabile nel 2014 la spesa degli italiani per leggere

Resta stabile la spesa per leggere degli italiani. E’ un primo dato di quanto emerge dall’indagine dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato del libro 2014, presentata lo scorso 27 gennaio, nella giornata inaugurale del XXXII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri.
Il 2014 si conferma infatti un anno di grande trasformazione per il settore del libro: diversi indicatori risultano negativi ma, sommati, dimostrano complessivamente come l’andamento della spesa degli italiani in libri, ebook, e-reader e collaterali – in altre parole in ciò che serve a leggere – registri un +0,1% complessivo.

Quanto hanno speso dunque gli italiani nel 2014 per leggere? Leggi tutto…

NESSUN DORMA a Radio Hinterland – Basiglio (MI) 4 febbraio

NESSUN DORMA a Radio Hinterland – Basiglio (MI) 4 febbraio

Nel corso dell’evento verrà presentata anche la nuova edizione di “Letteratitudine in Fm“: la trasmissione culturale di libri e letteratura curata e condotta da Massimo Maugeri

Radio Hinterland presenterà a Basiglio presso la “Casa della Danza e della Musica” in via Roma il nuovo programma di Musica Lirica “NESSUN DORMA” condotto dai maestri Andrea Musumeci e Maurizio Tambara.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la “Casa della Danza e della Musica” di Basiglio e le scuole Civiche di Musica di diversi Comuni
Seguira l’esibizione al pianoforte del Maestro Alessandro Lupo Pasini e della cantante Debora Tundo

Nell’ambito dell’iniziativa saranno presentati i programmi informativi e culturali di Radio Hinterland: Animali…amo, Camminare insieme, Ciciarem un cicinin, Comuni in diretta, Dillo al Don, Eno…zioni, Newsweek, Genitori3.0, Hinterland Spettacoli, La Porta sul Mare, L’angolo legale, Le ricette del Melo, Letteratitudine, Lombardia basket Radio, Parliamo di Pesca, Pillole di Benessere, Radio Olimpia, Radio in Vetta, Zoom.

Saranno presenti i Sindaci dei Comuni di: Assago, Basiglio, Binasco, Buccinasco, Casarile, Lacchiarella, Locate Triulzi, Noviglio, Opera, Pieve Emanuele, Rozzano, Sandonato Milanese, San Giuliano Milanese, Trezzano sul Naviglio e Zibido San Giacomo. Leggi tutto…

MILANO PER PONTIGGIA – 9 febbraio 2015

MILANO PER PONTIGGIA – 9 febbraio 2015

GIUSEPPE PONTIGGIA DOCENTE: leggere, imparare, scrivere

giuseppe pontiggia docente

di Daniela Marcheschi
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La Biblioteca Astense a GIORGIO FALETTI

La Biblioteca Astense a GIORGIO FALETTI

Giorgio Faletti fotografato in biblioteca da Franco Rabino

Domenica 18 gennaio, alla presenza delle autorità, è avvenuta l’inaugurazione ufficiale presso il Palazzo del Collegio in via Luigi Camillo Goltieri 3/a, Asti. La Biblioteca Astense è stata intestata allo scrittore Giorgio Faletti.
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