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FRANCESCO MARI racconta LA RAGAZZA DI SCAMPIA

febbraio 6, 2015

Francesco MariFRANCESCO MARI ci racconta il suo romanzo LA RAGAZZA DI SCAMPIA (Fazi editore). Un estratto del libro è disponibile qui.

di Francesco Mari

Allora: vi riassumo un po’ la storia innanzitutto, in due parole.
C’è questo impiegato comunale di Napoli, Franco, pieno di confuse e smisurate ambizioni da scrittore, che ogni mattina tra la metro e l’ufficio sogna a occhi aperti la gloria letteraria, e siccome ha una fantasia galoppante, si vede già mentre rilascia interviste, va in tv dalla Bignardi acclamato come una star eccetera eccetera. Intanto, però, si trova a fare i conti una vita quotidiana frustrata e poco o niente in linea con le sue aspirazioni, diviso com’è fra un ufficio denominato UOPS (Ufficio Operativo Progetti Speciali), la cui principale attività è cercare di inventarsi ogni giorno il lavoro con cui giustificare la propria esistenza, e il monolocale in cui abita da single, che odora perennemente di patate scaldate perché lui sa cucinarsi solo quelle!
Per evadere da tutto questo grigiore, siccome pensa anche di essere molto furbo, si inventa un falso reportage con al centro un cantante neomelodico (si può fare un reportage su Napoli senza metterci dentro un neomelodico?), tale Jenni Marvizzo, e una ragazza, Stella, – la “ragazza di Scampia” del titolo – decisa a denunciare gli spacciatori di eroina responsabili della morte di suo fratello Lucianino. Franco, difatti, una cosa l’ha afferrata: ha capito che i libri reportage su Napoli, i “romanzi-verità” che presentano una Napoli dal volto dark e feroce, sono molto richiesti. Insomma, la Napoli in stile Miami Vice, che sembra aver sostituito pizza e mandolini con faide e scissionisti, “tira”, come suol dirsi, si vende con successo sul mercato dell’immaginario noir contemporaneo: e allora perché non provare a inserirsi in questo filone di successo?
Fortuna (o sfortuna?) vuole che il falso reportage di Franco venga preso sul serio da Alberigo Trieste, editor milanese col pallino dei best seller. Come si vede arrivare sulla scrivania un manoscritto che parla di Napoli, di Scampia, di Camorra, con dentro un neomelodico, una famiglia “umile ma onesta” alla Troisi, una storia di vendetta eccetera, Alberigo va letteralmente in estasi, e subito convoca Franco a Milano. Davanti al progetto dell’editore, che punta al caso letterario, Franco per un attimo vorrebbe pure dirgliela la verità, confessare che il reportage è tutta una bufala: ma davanti alle porte del successo che già vede spalancarglisi davanti, non se la sente di rinunciare ai suoi sogni di gloria, e si imbarca in un tentativo via via più difficile e rocambolesco di reggere le fila della truffa: ci riuscirà?
Be’, questo lo lascio a voi, dai. Vi anticipo solo che nel frattempo entreranno in scena un coach di creative writing, una gran “figa” impegnata e di sinistra col pallino della recitazione, un video maker bolognese very cool, un gruppo di rapper arrabbiati e protestatari “per contratto”, un musi-sociologo strologante, e varie altre figure e figurine di contorno, compreso un video-giornalista di livello nazionale famoso per i suoi infuocati talk show…
Che altro aggiungere?
Ah, sì, in caso qualcuno stesse pensando: un altro libro su Napoli e su Scampia?? Be’, sappiate che il sottotitolo di questo libro è: per-farla-finita-coi-libri-su-napoli-e-su-scampia!
E un’altra cosa. C’è anche una dedica in apertura, che recita: Ai bugiardi.
Spero che nessuno se ne abbia a male. Per quanto circondati da ogni parte da imbroglioni e truffatori, a tutti livelli della nostra vita pubblica e privata, poche epoche come la nostra hanno conosciuto una quantità così massiccia di “verità”, se ci riflettete. Non c’è giorno in cui in tv o sui giornali non si assista a una sfilata di “rivelazioni” e di “smascheramenti”. In un certo senso, direi che siamo addirittura assediati dalla verità.
Mettiamola così, allora: se leggete questo libro, in cambio non sarete obbligati a credermi, ok? Insomma, in questo libro non troverete nessuna verità di cui essere convinti (e personalmente credo che già questo valga da solo il prezzo di copertina). Prendetevi due giorni di libertà dalla verità, e giocate con me al vecchio gioco che si faceva da bambini, il gioco del contrario…
That’s all, folks! Vi voglio bene.

(Riproduzione riservata)

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