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GIORGIO NISINI racconta LA LOTTATRICE DI SUMO

marzo 14, 2015

https://i0.wp.com/www.mpnews.it/img/attachments/Nisini.jpgGIORGIO NISINI ci racconta il suo romanzo LA LOTTATRICE DI SUMO (Fazi editore). Un estratto del libro è disponibile qui…

di Giorgio Nisini

Ci sono tre immagini cinematografiche dietro la Lottatrice di sumo. E tre immagini di donne: Romy Schneider di Fantasma d’amore, Kim Novak de La donna che visse due volte e Renée Falconetti de La passione di Giovanna d’Arco. Ho visto questi film in epoche diverse della mia vita, tutte lontanissime dal giorno in cui ho iniziato a scrivere il romanzo, in luoghi e con stati d’animo molto distanti tra loro. Eppure i volti di quelle attrici sono rimaste come in background nella mia memoria, mi sollecitavano qualcosa che aveva a che fare con la spiritualità, l’esoterismo, l’amore perduto, la nostalgia di un tempo che non esiste più. Il fatto è che c’era in loro – nei personaggi che interpretavano – qualcosa di ipnotico e perturbante. Era soprattutto una questione di sguardi, che in vario modo erano attraversati da una forza cupa e magnetica, tra follia, misticismo, disperazione per un destino che le aveva condannate per sempre.

Poi gli anni sono passati, ho visto altri film, ho pubblicato altri libri, sono stato preso da altre cose. Tuttavia sentivo che quelle donne sollecitavano dentro di me un’immagine che aveva bisogno di essere messa a fuoco. Ho scritto un racconto, credo alla fine degli anni Novanta, in cui un uomo tornava a leggere un messaggio che le aveva scritto la sua ragazza dei tempi del liceo, pochi giorni prima di morire. Il racconto non è mai stato pubblicato. Sono passati altri anni senza che quell’immagine si definisse.

Nel 2011 ho visitato un monastero che mi avrebbe ispirato Contromondo, la comunità esoterica in cui si trasferisce a vivere Massimo Golem, l’artista medium che nel mio romanzo comunica con l’aldilà. Era un luogo ascetico ma anche mondano, visto che era stato riconvertito in un resort di lusso. Pochi mesi dopo ho avuto la visione di una lottatrice di sumo mentre mi trovavo in un paesino delle Marche. Letteralmente una visione. I fili hanno iniziato a intrecciarsi tra loro: Romy Schneider, Kim Novak, Renée Falconetti, il racconto scritto negli anni Novanta, le atmosfere spiritistiche che in momenti diversi mi hanno suggestionato. Il romanzo ha iniziato lentamente a prendere forma. Ovviamente tutto è passato attraverso un filtro tutt’altro che istintuale: il lavoro quotidiano su un testo e il mio modo specifico di intendere la scrittura, che coniuga insieme la passione per la narrazione e l’esplorazione delle parti più oscure della realtà, lungo una linea tangente l’irrazionale che non oltrepassa mai la parte più comprensibile e logica della vita umana. Ne è nata una storia di esoterismo e di amore perduto, una storia di un Orfeo moderno che cerca disperatamente una comunicazione con l’aldilà, ma anche una storia di padri e di figlie, di donne che amano e che si amano, di misteri che sembrano privi di soluzione.

È bello vedere come un racconto continui a vivere anche oltre se stesso. È un circuito di comunicazione che non s’interrompe. Di questo libro, ad esempio, Raffaello Fusaro ha deciso di girare un booktrailer interpretato da Marina Cappellini, un’attrice che ha un volto pieno di bellezza, malinconia, turbamento. Quando l’ho visto per la prima volta, pur nella sua brevità, ho pensato che fosse un’opera a se stante, in cui Fusaro cercava di raccontare la storia della mia Margherita in pochi velocissimi fotogrammi, sullo sfondo di una affascinante Viterbo medievale. La letteratura ha una diversa velocità, la rapidità si basa sulla lentezza, ma questo non significa che un romanzo non possa essere reso in altre forme. Spero che il volto disperato della lottatrice di sumo possa ossessionare qualcun altro, proprio come Romy Schneider, Kim Novak e Renée Falconetti hanno ossessionato me.

(Riproduzione riservata)

© Giorgio Nisini

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Giorgio Nisini è nato a Viterbo nel 1974. Studioso di cinema e letteratura, insegna Sociologia della letteratura all’Università di Roma “La Sapienza”. Il suo primo romanzo, La demolizione del Mammut (Perrone, 2008), ha vinto il Premio Corrado Alvaro Opera Prima ed è arrivato tra i cinque finalisti del Premio Tondelli. Il sito di Giorgio Nisini : www.giorgionisini.it

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