Home > Autoracconto d'autore (l'autore racconta il suo libro) > CRISTINA GUARDUCCI racconta MALEFICA LUNA D’AGOSTO

CRISTINA GUARDUCCI racconta MALEFICA LUNA D’AGOSTO

marzo 26, 2015

Cristina GuarducciCRISTINA GUARDUCCI ci racconta il suo romanzo MALEFICA LUNA D’AGOSTO (Fazi editore).

Nella seconda parte del post, le prime pagine del libro

di Cristina Guarducci

È il secondo romanzo, dopo Mitologia di Famiglia, in cui mi addentro nelle drammatiche, e spero divertenti, storie di una famiglia che cova in seno qualche mostro.
In questo caso si tratta di uno strano personaggio alato, bellissimo e inquietante, reietto eppure affascinante, che sconvolge le vacanze di due famiglie di cugini, riportando a galla una vecchia storia di eredità. L’intera vicenda si svolge in una località di mare, durante tre giorni e tre notti di luna piena del mese di agosto, di un anno imprecisato intorno al 1970.
Tra i personaggi si scatenano passioni e rancori, accadono incidenti e malintesi, che giungeranno poi ad un’epica risoluzione all’interno di un caotico ospedale. Mi sono molto divertita a scriverlo e a rivisitare in chiave fantastica certi luoghi della mia infanzia in cui sono stata felice. Penso di aver voluto ricreare la sensazione di libertà e di meraviglia che si può provare all’inizio dell’adolescenza scoprendo il mondo, ancora di più quando ci troviamo in mezzo alla natura. La natura è sempre un personaggio importante nei miei romanzi, la sua bellezza ci consola e apre le porte a una visione più profonda e misteriosa del mondo. Quando siamo immersi nella natura l’immaginazione è più fervida, non a caso le divinità pagane sono nate in un mondo quasi selvaggio.
E così il mio è un romanzo ‘fantastico’ nel senso che vi succedono cose irreali, però penso che sia un romanzo molto realistico nel senso che queste immagini esprimono la realtà interiore, quei drammi, quegli scenari attraverso i quali entriamo in relazione con noi stessi e con gli altri. Certo la familiarità con la psicanalisi, che porta a esplorare le immagini dei sogni, ha influenzato il mio modo di scrivere, così come le letture dell’infanzia, dei miti e delle fiabe.
Ho ascoltato recentemente una psicanalista dire che un punto in comune tra la psicanalisi e la scrittura è l’assenza di pregiudizi e sono molto d’accordo. Quando scrivo mi limito ad osservare l’evoluzione dei personaggi e provo simpatia per ognuno di loro.
Nei miei romanzi non ci sono dei personaggi davvero ‘cattivi’, tutti sono un po’ cattivi e un po’ buoni, cioè umani. È quello che penso se osservo me stessa e gli altri. Anche gli atti più odiosi sono generati da una ferita che rende chi li compie, se non giustificabile, almeno comprensibile. E le più nobili virtù hanno sempre un risvolto antipatico. Così l’umorismo per funzionare deve essere un delicato equilibrio degli opposti: tra la cattiveria e l’amore, tra l’aggressività e il perdono.

(Riproduzione riservata)

© Cristina Guarducci

* * *

Le prime pagine di MALEFICA LUNA D’AGOSTO (Fazi editore) di Cristina Guarducci

Andavo a casa Guastaldi appena sveglia e attraversavo
il giardino con il batticuore, temendo di incontrare
il loro orrendo cane, tutto grigio e spinoso, informe,
che zoppicava, non abbaiava mai e mordeva spesso.
Portava il nome del marito della nonna, che era morto
giovane, lasciandole una figlia e un immenso patrimonio.
Piermaria mangiava con lei, dormiva con lei nella
camera invasa dalle pile dei numeri di «Oggi» e «Gente
» che la nonna sfogliava di frequente, tirandone delle
conclusioni sorprendenti.
«La Laurina non è più vergine», tuonò quella mattina
d’agosto a colazione in terrazza, mentre l’animale le
leccava i cornflakes dalla scodella. La nonna sollevò la
testa dal reportage monegasco sul saggio di danza di
Caroline e ci fissò lungamente negli occhi. Guardò anche
me, che ero seduta a tavola con loro.
Per fortuna la Laurina dormiva ancora, o forse non
era tornata a casa quella notte, nessuno se ne preoccupava
molto e tanto meno sua madre, la bellissima
Donna Marisa, dedita ad aspettare il marito adorato,
sempre assente, e a rimpiazzarlo con amanti di passaggio
che disprezzava. Donna Marisa sollevò gli oc-
chi dalla sua tazza di Ovomaltina e disse sorridendo:
«Alla buon’ora!».
Io non sapevo dove guardare, non mi sembrava opportuno
penetrare negli intimi segreti famigliari, anche
se nessun altro ne era imbarazzato. I pinoli cadevano
a pioggia sulla tavola apparecchiata, le gazze ornavano
il prato come uccelli del paradiso, solo Daria, la mia
amica, il mio doppio, la mia gemella di cuore, mi guardò
e scoppiò in una risata nervosa. «Te l’avevo detto!»,
sussurrò.
La Laurina aveva solo tredici anni e un corpo stupendo.
Di viso era così così, ma chi poteva interessarsi
al suo viso proprio lì al mare, dove lo splendore delle
sue natiche sfidava il sole! Quando poi si era tolta il
pezzo di sopra, per seguire la nuova moda, alcuni uomini
si erano messi a piangere.
La nonna conosceva anche il nome del colpevole:
con tutti i nobili e i miliardari che c’erano in spiaggia,
naturalmente la Laurina era andata a farsi sverginare
proprio dal buttero che teneva i cavalli del maneggio,
che era sposato e neanche tanto bello! Puzzava di sudore
e di polvere, ma grazie alle galoppate che sono
afrodisiache si faceva tutte le ragazze, e tutte le mogli.
Se le portava lontano nella macchia, così quando scendevano
per riposarsi un attimo erano già pronte, intontite
dal caldo e dagli odori di rosmarino si prendevano
per delle ninfe, dimenticavano in che epoca erano
e credevano di avere a che fare con un evento soprannaturale.
Tornavano a casa disperate di doversi
contentare daccapo del marito, tornavano a casa incinte
anche se erano fidanzate con un buon partito, tornavano
a casa felici, come la Laurina, che capiva final-
mente a cosa mirava quel languore, quel fremere e
quella smania che l’avevano tormentata negli ultimi
mesi. E – miracolo – il cinico buttero, che aveva vendicato
la sua rozza stirpe servendosi di tutte le nobildonne
dei dintorni, non seppe resistere al fascino innocente
della ragazza, e appena scesi da cavallo, ritrovandosela
addosso piena di fiducia, bruciante di energia,
scivolosa come un pesce, chiuse gli occhi e si raccomandò
mentalmente alla Madonna, avendo capito
che era perduto.
Dunque quella mattina a colazione ci fu la sensazione
generale che qualcosa di importante nell’equilibrio
della casa fosse cambiato e che il potere incontrastato
di Donna Marisa nel dominio della femminilità cominciasse
a declinare. Non era certo la mia gemella di anima
che avrebbe potuto rubarglielo, Daria, nata donna
per sbaglio, la cui virilità faceva impallidire tutti i maschi,
quando li sfidava a botte, a nuoto, a parolacce, e
vinceva sempre. Daria aveva imparato tutto prima di
me, ma questo non le dava un volgare senso di superiorità
sulla sottoscritta: anzi! Aumentava il suo amore
e il suo desiderio di aiutarmi. Anche quando mi teneva
la testa sott’acqua fino quasi ad asfissiarmi lo faceva per
istruirmi, con quell’affetto feroce che l’avrebbe quasi
spinta a uccidermi per saziarlo. Ci arrampicavamo insieme
sugli alberi, e io mi scorticavo le ginocchia e le
mani, mentre lei saliva su come un gatto, restava appollaiata
serena come un uccello e non mi sarei meravigliata
di vederla partire in volo. Mi dondolavo sui rami,
facevo capriole e salti sperando che mi ammirasse,
ma nei suoi occhi neri avidi e disperati d’amore per me,
vedevo solo il disprezzo: «Gira almeno due volte, due
volte!», implorava davanti alle mie modeste capacità.
Quando non ci riuscivo, dalla rabbia mi buttava giù e
una volta mi storsi così male una caviglia che non mi fu
possibile camminare per giorni. Lei allora mi portò
dappertutto sulle spalle, in giro nel bosco e sulla spiaggia.
Daria mi amava perché il dolore e la fatica io li sentivo
per lei, e quando piangevo perché eravamo andate
troppo lontano a nuoto e temevo di non saper tornare,
intuivo che cercava questo in me, la capacità di
commuoversi, di avere un po’ di paura e di buon senso.
Poi ripartiva imperterrita, con quei muscoli d’acciaio
che intimorivano i pesci.

(Riproduzione riservata)

© Fazi editore

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: