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Tomas Tranströmer (speciale per la scomparsa)

marzo 30, 2015

Il 26 marzo 2015 è scomparso il poeta svedese Tomas Tranströmer, Premio Nobel per la letteratura 2011.
Gli dedichiamo uno speciale/rassegna stampa

Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931 – Stoccolma, 26 marzo 2015) è stato uno scrittore, poeta e traduttore svedese, molto conosciuto e apprezzato in patria, vincitore del Nordic Council’s Literature Prize nel 1990, dello Struga Poetry Evenings (del quale sono stati insigniti poeti del calibro del cileno Pablo Neruda e degli italiani Edoardo Sanguineti e Eugenio Montale) e del Neustadt International Prize for Literature nel 1990. Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà“.

 

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Nato a Stoccolma, frequentò la Scuola Latina di Södra e si laureò in Psicologia presso l’Università di Stoccolma nel 1956. Nel 1954 pubblicò una raccolta poetica intitolata 17 dikter (17 poesie), nella quale racchiudeva anche alcune opere realizzate all’età di tredici anni. Nel 1990 fu colpito da un ictus, che tuttavia non gli impedì di continuare a scrivere: nel 1993, infatti, pubblicò Minnena ser mig (I ricordi mi guardano), la sua prima autobiografia, e nel 2004 Den stora gåtan, (Il grande enigma), la sua più celebre – a livello europeo – raccolta di versi, che fu pubblicata nel Regno Unito con il titolo The Great Enigma (Il Grande Enigma).

Tranströmer fu molto amico del poeta statunitense Robert Bly, con il quale si impegnò per anni in una fitta corrispondenza; Bly è stato anche traduttore in inglese di varie sue opere. Questa corrispondenza venne raccolta nel libro Air Mail, opera che tratta le tematiche più varie non sempre “in modo tradizionale”, come glifu invece criticato.

Vinse diversi premi letterari, tra i quali in particolare il prestigioso macedone Struga Poetry Evenings, che fu assegnato ad autori molto significativi della letteratura mondiale. Come scrittore in prosa, comunque, non ebbe mai gran successo commerciale.

Nel 2011 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura; prima di lui l’ultimo poeta premiato era stata l’autrice polacca Wisława Szymborska, nel 1996.

E’ morto il 26 marzo 2015 all’età di 83 anni a seguito di un secondo ictus dopo quello che già lo colpì nel 1990.

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Tranströmer è stato talvolta accusato da altri poeti, specialmente negli anni settanta, di essere troppo legato alla tradizione letteraria svedese e di tralasciare i grandi mutamenti contemporanei, non parlandone in poesie e romanzi. La sua opera, in effetti, è posta da alcuni critici come a metà tra il Modernismo, l’Espressionismo e il Surrealismo, tre correnti artistiche e letterarie di solito considerate come appartenenti al passato.
La sua poetica, in generale, è concentrata sulla ricerca dell’uomo nella vita di tutti i giorni, espressa anche in versi mistici e nella descrizione degli universali aspetti della mente e del suo immenso potere, indipendentemente da concetti etici come bene e male. Maria Cristina Lombardi, nell’introduzione a Poesia dal silenzio, sottolinea però anche l’oscillazione “monadica” verso “altri mondi e immagini cosmiche”.

Nelle brevissime composizioni de Den stora gåtan (Il Grande Mistero), del 2004, il poeta affronta in particolare una riflessione sul suo rapporto con Dio (È successo qualcosa. / La luna illuminava la stanza. / Dio ne era a conoscenza) in quella che, secondo Roberto Galaverni, è una “prossimità al silenzio”.

(Fonte: Wikipedia Italia)

Approfondimenti su: Il Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Panorama, Internazionale, The New York Times, Le Monde

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