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IL DENTISTA – di Roberto Carboni (recensione)

aprile 11, 2015

IL DENTISTA (delitti alle sette chiese) – di Roberto Carboni (Fratelli Frilli editore)

di Ivo Tiberio Ginevra

Io sono siciliano, amo la mia terra e mi piace molto leggere romanzi ambientati nei luoghi dove sono nato, cresciuto, e tuttora spendo la mia vita, ma da un po’ di tempo a questa parte ho un’altra terra nel cuore, che oramai conosco bene, e poi, soprattutto ho imparato ad amare una città come se fosse mia: Bologna. Per scherzo ho detto più volte che mi spetterebbe la cittadinanza onoraria Bolognese, per quanti romanzi ho letto ambientati nel capoluogo Emiliano, segno evidente e consolidato del fermento culturale che brulica nella regione. Fra questi scrittori radicati nel territorio ce n’è uno che mi fa vivere la città appiccicandomela addosso, donandomi la sensazione di essere a casa. Parlo di Roberto Carboni, classe ’68, bolognese doc. Innamorato della sua città, unica protagonista indiscussa di ogni suo romanzo. Quello che mi piace di più della sua scrittura è che sa trattare magistralmente le sensazioni del luogo, senza invadere le pagine con toponomastica eccessiva, con nutrite descrizioni di usanze, luoghi, ecc. ecc.. C’è aria, tanta o poca aria, che respiri fino in fondo e riesci pure a vederla.

Nel suo precedente romanzo Bologna destinazione notte ho apprezzato molto l’ambientazione con le sensazioni di pioggia e notte, ne Il dentista ho amato Bologna con la sua afa, il suo sudore che si respira fino a diventare elemento essenziale e simbolico del romanzo stesso. Sempre presente, indispensabile per entrare nel climax dell’opera, in grado di ispirare azioni insensate e accendere incubi. Un’afa che riempie le pagine di questo noir nerissimo e intenso che degenera, pagina dopo pagina, nel vuoto assoluto e miserabile dell’anima disperata del suo protagonista senza morale. Un protagonista ossessionato dalla sua ambizione che seguiterà a rincorrere senza pensare mai a quanto sia giusto, perché per lui giusto è fare solo quello che si vuole per avere ciò che si desidera. Non ha importanza se si deve passare sul corpo dei cadaveri o sacrificare i propri sentimenti sull’altare dell’Io. Io voglio: Io devo avere. È giusto così. La morale è questa: nera, anzi nerissima.

La scrittura di Roberto Carboni è dura, pressante, incisiva e soprattutto tagliente. Il suo incalzare concitato e imprevedibile nella sua brevità dei capitoli, non lascia respiro dando sfogo alle pulsioni più profonde dentro le gallerie di una società debole, dove il male dell’animo è un vuoto abissale e addirittura giustificabile.

Se siete amanti del noir degenerativo e anarchico, e vi piacciono le storie che non hanno niente di prevedibile allora Il dentista di Roberto Carboni, di sicuro non vi deluderà.

PS – iniziare il romanzo dal secondo capitolo e terminare inaspettatamente con l’inizio  è stata una Mandracata di prima categoria.

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Roberto Carboni, classe 1968, autore bolognese al suo sesto romanzo, il secondo con la Fratelli Frilli Editori. Dopo il successo di Bologna destinazione notte. La fase Monk, torna a esplorare il lato più scuro dell’animo umano, in una storia immorale, che non dà tregua. Tassista per diciassette anni, una vita passata a gareggiare sulla scacchiera, insegnante di scrittura creativa, cambia personaggi a ogni romanzo. La protagonista invece rimane la stessa: la morbida, accogliente, elegante e paciosa Bologna.

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