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SPLEN EDIZIONI: dal sogno di una lettrice/libraia

aprile 21, 2015

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È nata all’inizio del 2015 a Catania la Splēn edizioni.

Il nome della casa editrice è sì un omaggio a Baudelaire e al suo Spleen di Parigi, ma trae in primo luogo ispirazione dal termine greco splēn, utilizzato per indicare la tristezza meditativa o la melanconia. Uno stato d’animo questo che ha assunto spesso un’accezione negativa, ma che in realtà ha rappresentato la chiave di volta dei più noti capolavori letterari.

L’editore, Surya Amarù, è una ragazza che ha sempre vissuto in mezzo ai libri. Noi le abbiamo chiesto di rispondere ad alcune domande e di esporci il progetto editoriale della Splēn.

 
– Come e quando hai deciso di aprire una tua casa editrice?
Quando da piccola mi chiedevano “Cosa vuoi fare da grande?” tutti si aspettavano di sentirsi dire: “la ballerina”, “la cantante”, o magari “la parrucchiera”. Invece rispondevo “Voglio fare i libri”. All’epoca dei fatti io stessa non sapevo bene cosa intendessi con quel fare i libri, ma oggi – sono trascorsi circa 25 anni da allora – posso affermare di avere avuto le idee chiare già in tenera età. E così è iniziata una vita in mezzo ai libri: prima da lettore, poi da libraia e oggi in veste di editore. Tutto ha preso forma da un sogno di una “bambina mostruosa” dal nome strano che divorava libri, ne rubava le parole per arricchire il proprio vocabolario, si impossessava delle loro storie sostituendosi ai protagonisti e si ubriacava con l’odore delle pagine impregnate di inchiostro.

– Tutto è dunque partito da un sogno di una bambina, ma cosa ti ha spinto ad aprire una nuova casa editrice proprio nel 2015 nonostante la conclamata crisi editoriale (e della lettura) sia oramai considerata strutturale (e non solo congiunturale)?
È vero che ci troviamo in un momento ritenuto particolarmente critico per l’editoria, soprattutto per quella indipendente (crisi editoriale dettata tanto dal cartello produttivo e distributivo in mano ai grandi colossi quanto dal numero di lettori, ritenuto sempre inferiore rispetto alle aspettative di vendita), ma è altrettanto vero – e questo raramente viene detto – che rispetto a vent’anni fa il numero di pubblicazioni (e auto-pubblicazioni) è cresciuto in maniera esponenziale, così come le tirature dei best seller; anche il numero dei lettori è aumentato in maniera considerevole grazie allo sviluppo dell’alfabetizzazione e dell’istruzione.
A mio avviso si dovrebbe quindi discutere non tanto di crisi della lettura quanto di crisi della scrittura e di incapacità ad educare alla buona lettura sin dall’infanzia.
In quanto addetta ai lavori, e avendo il triplice punto di vista di chi i libri li pubblica, ma anche di chi li vende e – soprattutto – di chi legge, mi sono resa conto che quello che oggi manca è spesso la qualità, venuta meno in favore di libri “usa e getta” al pari delle riviste, che nulla sono se non una forma come un’altra di mero intrattenimento e lontana davvero secoli dagli indimenticabili capolavori che trovano la loro collocazione in libreria sotto l’etichetta classici.
In sostanza sono moltissime le persone che si cimentano a scrivere senza aver avuto un’adeguata educazione alla lettura. E ormai sono altrettanto numerose le case editrici, anche se sarebbe più corretto definirle tipografie, disposte a stampare libri di dubbia qualità in cambio di un contributo (le forme di tale obolo sono molteplici) economico da parte dell’autore. È poi ovvio che molte di queste pubblicazioni – prive di qualsiasi valore letterario, stilistico, compositivo e mai originali – non vengano né lette né acquistate e siano destinate al macero.
Questa lunga premessa mi è sembrata necessaria per rispondere in maniera adeguata alla vostra domanda.
Proprio in controtendenza con la sempre più diffusa editoria a pagamento, la Splēn si presenta ai lettori e alle librerie con un progetto editoriale temerario, investendo tutte le proprie risorse (non solo economiche) sulla promozione e pubblicazione di autori, esordienti e no, che propongono un tipo di scrittura e di narrativa fuori dalle righe, talvolta complessa e barocca, altre frammentaria e minimalista ma, in ogni caso, contraddistinta dalla qualità e dall’originalità.
Se è pur vero che i classici sono tanto intramontabili quanto inimitabili, è altrettanto vero che esistono ancora dei piccoli tesori da scoprire, sommersi tra tonnellate pagine e inchiostro che popolano i cassetti di aspiranti scrittori. Molti lettori sono proprio alla ricerca di questi libri. Ciò che mi ha spinto a dare forma e sostanza alla Splēn è proprio il desiderio di rendere possibile questo incontro letterario.

Un cerchio nel buio– A tal proposito puoi raccontarci il tuo progetto editoriale?
La ricerca di piccoli tesori di cui ho appena parlato ha dato vita a Caleidoscopi, una collana dedicata ai romanzi e alle raccolte di racconti che vuole mostrare le diverse sfaccettature dell’arte dello scrivere. Un libro dei Caleidoscopi si mostra proprio come l’omonimo gioco di vetri e specchi e colori: poliedrico e simmetrico allo stesso tempo. “Caleidoscopio” è una parola che trae origine ancora una volta da un termine greco, καλειδοσκοπεω, che significa “vedere bello”. E i Caleidoscopi vogliono mostrarsi attraenti tanto nel contenuto quanto nella forma. È per questo che anche il progetto grafico ricerca il bello, con copertine realizzate di volta in volta da illustratori più e meno noti che hanno realmente letto i libri e ne hanno saputo cogliere l’anima. Nessuna informazione “macchia” la copertina e anche i riferimenti relativi all’autore e al titolo del libro sono riportati solamente nella quarta.

– Sono già stati pubblicati dei Caleidoscopi?
Il primo libro della collana, Un cerchio nel buio dello scrittore esordiente Antonio Ciravolo, uscito a fine febbraio è già stato apprezzato dai lettori e anche da diversi librai. A fine maggio arriverà in libreria il secondo libro, una raccolta di racconti intitolata Diorama e scritta da Sergio Sozi, noto scrittore e critico letterario.

I miti in Sicilia vol. 1copertina miti in sicilia 2– Prima hai parlato di educazione alla lettura sin dall’infanzia. Sono previste anche delle pubblicazioni per un pubblico più giovane?
Sì. Ho pensato anche ai più piccoli. È stato in occasione di una cena con alcuni amici illustratori che è nata l’idea di una collana dedicata ai giovani lettori, I fulmini, che ripercorrerà le avventure ambientate in Sicilia di dèi ed eroi della mitologia, nonché le imprese di uomini, donne, artisti e sovrani che hanno fatto la storia.

I primi due volumi dedicati ai Miti in Sicilia sono stati realizzati da Riccardo Francaviglia, illustratore e scrittore per ragazzi di oltre venti libri già pubblicati e tradotti nel mondo.
Per questa collana abbiamo deciso di utilizzare un carattere ad alta leggibilità (l’unico scientificamente riconosciuto) che permette anche ai bambini che soffrono di dislessia di potersi approcciare facilmente alla lettura. Questa scelta, insieme all’originalità delle illustrazioni interne (realizzate esclusivamente in bicromia e con una tecnica che richiama le antiche decorazioni riportate sui vasi attici), ha riscosso in pochissimo tempo un discreto successo e, su richiesta di insegnanti e librai, è già in corso la traduzione in inglese del primo volume.

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