BUMERANG

aprile 28, 2015

Pubblichiamo una recensione del romanzo BUMERANG di Aniello Troiano (edito da Homo Scrivens)

Di questo libro, Gianluca Morozzi ha scritto: “Il romanzo si legge d’un fiato, i personaggi escono fuori benissimo e i dialoghi sono perfetti. Mi dispiace quasi che sia corto, ne avrei letto un altro po’!

* * *

di Ivo Tiberio Ginevra

Sono felice di aver letto Bumerang di Aniello Troiano. Un romanzo fresco, straordinario, sarcastico, divertente, piacevole e soprattutto pulp, ma andiamo con ordine.
Aniello Troiano esordisce nel mondo letterario con il breve romanzo Bumerang edito dalla casa editrice napoletana Homo Scrivens.
Aniello è un picciottazzo che vive nel cuore della Campania, tra le province di Benevento e Avellino. È malato di cinema pulp/noir/thriller e credo pure che sia schiffarato, cioè: ha tempo da perdere. Per lui Quentin Tarantino è una specie di Dio e se scrive, è per colpa sua, del Tarantino insomma, a detta dello stesso scrittore in cerca di alibi o di scuse, ma non ne ha proprio bisogno, anzi!
Ecco in Bumerang, c’è un bel po’ di Aniello, infatti i protagonisti sono tutti schiffarati picciottazzi campani e uno di questi è malato di cinema proprio come lui. In particolare ama Tony Montana, Scarface per intenderci, e gli fa il verso chiamandosi Peppe Montana. Come a lui piacciono le donne, il crimine, i soldi. Il potere: “Prima devi fare la grana e poi viene il potere e dopo il potere vengono le donne, per questo dobbiamo muoverci” (cit. Scarface). Peppe Montana dopo aver messo a fuoco le parole del suo idolo cerca di fare tutto questo, ma è uno sgarrupato, che vive in un contesto ancora più sgarrupato e che logicamente ha amici (Tonino e Sergiolino), sgarrupati come lui. Pertanto da piccolo spacciatore di droga s’improvvisa criminale incallito, ma prima di “prendersi il mondo con tutto quello che c’è dentro” (cit. Scarface) bisogna avere le palle, perché per fare il criminale di serie “A” devi avere le palle. “Tony Montana in tutta la sua vita ha solo due cose: le palle e la parola, e le ha sempre onorate” (cit. Scarface). Ecco a Peppe Montana purtroppo mancano proprio quelle lì, anche se sul finale del romanzo cerca di riscattarsi strizzando l’occhio proprio al suo idolo.

Il protagonista è ben tracciato, si esprime ottimamente, gesticola in modo credibile e si atteggia con la sua banda proprio come un vero capo, perché è cresciuto nutrendosi di pane e cinema, mescolando le cose fino all’alienazione, e alienati sono anche i due membri del clan, in particolare Sergiolino, studente fuoricorso ossessionato dai videogiochi fino a confondere l’azione virtuale con la realtà.
Ma di sgarrupata non c’è solo l’improbabile banda di Peppe Montana. C’è anche quella di Luigi detto Giggino a Faina (Faina’s sempre per fare il verso al pulp americano). Intrippato perso delle grandi minne e dei restanti accessori di Angelica, e disposto a tutto pur di scoparsela; anche lui (come Peppe Montana) è un alienato, sebbene di altro tipo, e per farsi aiutare nell’impresa scopereccia vuole la collaborazione di due ossessionati e alienati amici: Michele ‘a Tipo e Stefano o’ Nanett.
Due storie parallele che nella narrazione alternano i capitoli, fino a intrecciarsi in un disorganizzato ritorno proprio come un boomerang che una volta lanciato colpisce i suoi stessi artefici, però questo è un bumerang napulitano! Leggere per credere.
Nell’insieme Bumerang è un romanzo Pulp, piacevole e intelligente. Scritto molto bene, senza alcun calo di ritmo e con una notevole progressione scenica che sfocia in un epilogo tragicomico inaspettato, divertente e ricco di sano sarcastico umorismo.
I dialoghi sono letteralmente straordinari e pieni d’ironia, spesso in dialetto napoletano per una maggiore incisività concreta e affabile. E poi Aniello Troiano nelle vesti di narratore è veramente bravo a caratterizzare in modo completo, e in poche pagine, tutti i personaggi dell’opera facendoli vivere come se fossero veri e mettendoli alla berlina da defilato narratore, grazie alla sua straordinaria irrisione per il loro banale provincialismo.
Colpisce anche l’amara riflessione collegata alle problematiche contemporanee come la massiva disoccupazione nelle regioni del sud Italia che genera un abbandono dei valori tradizionali.
Considero straordinario l’esordio di Aniello Troiano con Bumerang e consiglio questa lettura a tutti gli amanti del genere pulp-crime-noir.
“The world is yours, Chico.” (cit. Scarface)

 

PS – per Aniello: ho adorato molto la tua leggera ed equilibrata allegra ironia.

PS – per i lettori: si vede proprio che amo Scarface, vero?

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