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I VINCITORI DEL PREMIO MONDELLO 2015

aprile 30, 2015

Premio Mondello logoPREMIO MONDELLO 2015

I Vincitori Premio Mondello 2015Emmanuel Carrère, Nicola Lagioia, Letizia Muratori, Marco Missiroli, Ermanno Cavazzoni, Alessandro D’Avenia

Il Premio Letterario Internazionale Mondello 2015, giunto alla sua quarantunesima edizione, promosso dalla Fondazione Sicilia d’intesa con la Fondazione Premio Mondello e in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro e la Fondazione Andrea Biondo, ha annunciato i vincitori:

Tutti i vincitori della 41° edizioneEmmanuel Carrère per la sezione Autore Straniero; Nicola Lagioia con Ferocia (Einaudi), Letizia Muratori con Animali domestici (Adelphi), Marco Missiroli con Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli), per la sezione Opera ItalianaErmanno Cavazzoni con Il pensatore solitario (Guanda) per la sezione Critica Letteraria. Un Premio Speciale del Presidente va ad Alessandro D’Avenia per Ciò che inferno non è (Mondadori).

I vincitori sono stati resi noti in una conferenza stampa svoltasi a Milano, presso la Libreria Internazionale Hoepli, alla presenza di Giovanni Puglisi, presidente Fondazione Sicilia, Ernesto Ferrero, direttore editoriale Salone Internazionale del Libro, dei giurati Antonio Scurati, Marco Belpoliti, Chiara Valerio e del caporedattore dell’inserto Domenica de Il Sole 24 Ore, Armando Massarenti.

Il Premio Autore Straniero (€ 5.000) sarà consegnato a Emmanuel Carrère da Antonio Scurati (giudice monocratico del Mondello 2015), che ha individuato nello scrittore francese il suo maestro e punto di riferimento letterario. L’appuntamento è per sabato 16 maggio (ore 13.30 in Sala Gialla) alSalone Internazionale del Libro di Torino: un incontro aperto al pubblico durante il quale i due scrittori dialogheranno e si confronteranno sui temi della letteratura e della scrittura.

I vincitori del Premio Opera Italiana e del Premio Mondello Critica (che riceveranno € 3.000 ciascuno) sono stati scelti dal Comitato di Selezione 2015: lo scrittore e saggista Marco Belpoliti, il critico letterario Gianni Turchetta e la scrittrice Chiara Valerio.

I tre romanzi vincitori del Premio Opera Italiana saranno ora sottoposti al giudizio di duecentoquaranta lettori qualificati, indicati da ventiquattro librerie dislocate in tutta Italia, scelte in partnership con Domenica – Il Sole 24 Ore. Le loro preferenze, che saranno espresse tramite votazione online da giugno a ottobre, decreteranno il vincitore assoluto, cui andrà il Premio SuperMondello (€ 1.000).

Parallelamente, una giuria di centocinquanta studenti di quindici scuole secondarie di secondo grado (dodici di Palermo e tre di Enna, Noto, Marsala) decreterà il vincitore del Premio Mondello Giovani (€ 1.000). Gli studenti leggeranno i tre libri in gara e voteranno il loro romanzo preferito, motivando la scelta con un testo critico.

Il Comitato di Selezione assegnerà a tre studenti siciliani il Premio alla Migliore Motivazione, fra quelle espresse dagli studenti giurati per votare il vincitore del Mondello Giovani.

Tutti i riconoscimenti saranno consegnati a Palermo venerdì 27 novembre 2015.

“Da questa edizione emerge, in modo chiaro, una generazione di scrittori giovani molto attenta e sensibile alle bellezze e alle inquietudini della vita dell’uomo contemporaneo”, dichiara il Professor Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Premio Mondello e della Fondazione Sicilia, che aggiunge: “L’attualità sociale è anche il tema del saggio vincitore del Premio Critica Letteraria. La designazione del Premio Autore Straniero al francese Emmauel Carrère – conclude Puglisi – conferma la specificità del Mondello, un premio sin dai sui albori aperto alla letteratura internazionale, con un occhio di riguardo alle avanguardie”.

[Dettagli, qui di seguito]

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Premio Autore Straniero

Premio Autore Straniero

Il vincitore del Premio Autore Straniero
Emmanuel Carrère

Scrittore, regista e sceneggiatore, Emmanuel Carrère è nato a Parigi nel 1957 e si è laureato all’Istituto di Studi Politici della capitale francese. I suoi esordi sono stati nella critica cinematografica, per Positif e Télérama. Il suo primo libro, il saggio Werner Herzog, è stato pubblicato nel 1982.

Nel 1983 esce il suo primo romanzo L’amico del giaguaro, edito da Flammarion. Il successivo, Bravura(1984, in Italia per Marcos y Marcos, 1991), è stato pubblicato da P.O.L.

Successivamente escono: Baffi (La Moustache, da cui nove anni dopo lo stesso Carrère trae l’omonimo film), Fuori tiro (Theoria, 1989 – edizione originale Hors d’atteinte, 1988), La settimana bianca (Einaudi, 2004 – La Classe de neige, 1985), L’avversario (Einaudi, 2000 – L’Adversaire, 2000), Facciamo un gioco(Einaudi, 2004 – L’Usage du Monde, 2002), La vita come un romanzo russo (Einaudi, 2009 – Un roman russe, 2007), Vite che non sono la mia (Einaudi, 2001 – D’autres vies que la mienne, 2009).

Del 1993 è Io sono vivo e voi siete morti. Philip Dick, 1928-1982: una biografia (Je suis vivant et vous êtes morts), uscito in  Italia nel 1995 con Theoria.

Tradotta in Italia dal 1996 al 2011 da Einaudi, che ne ha pubblicato cinque titoli, l’opera di Carrère viene rilanciata nel 2012 da Adelphi con la biografia del controverso personaggio Limonov, bestseller di vendite, e la ripubblicazione delle opere precedenti. Nel 2015 sempre per Adelphi esce Il regno: conducendo la sua inchiesta su «quella piccola setta ebraica che sarebbe diventata il cristianesimo», Carrère fa rivivere davanti ai nostri occhi gli uomini e gli eventi del I secolo dopo Cristo quasi fossero a noi contemporanei.

  • La motivazione di Antonio Scurati
    Emmanuel Carrère è lo scrittore che meglio di ogni altro esprime il paradosso del dilagante culto dell’Io in un mondo sempre più massificato, un mondo in cui chiunque può assistere a distanza allo spettacolo di esistenze anonime e per sempre estranee. In questo modo ha trasformato, libro dopo libro, le “vite degli altri” in “vite che non sono la mia”. E si tratta pur sempre di una forma di relazione.

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VINCITORI PREMIO OPERA ITALIANA

LA FEROCIA – di Nicola Lagioia (Einaudi)

La ferociaLa motivazione espressa dal Comitato di Selezione
L’ultimo romanzo di Nicola Lagioia, La ferocia riesce a fondere e tenere insieme, con rigore e profondità non comuni, complessità narrativa e densità stilistica, senza dimenticare la leggibilità. La ferocia è costruito, a prima vista, intorno a un impianto noir, che si fa anche saga familiare e romanzo sociale. Il punto di partenza è la morte, ufficialmente per suicidio, di Clara, figlia del potente palazzinaro barese Vittorio Salvemini. Clara ha un fratello e una sorella perfettamente integrati nella famiglia e nel torbido mondo che le ruota attorno, ma anche un fratellastro, Michele, che ha sofferto di gravi disturbi psichici e che con lei aveva un legame speciale: proprio lui, il “bastardo”, il non-integrato, si trasformerà in una specie di detective, strumento privilegiato per accertare una problematica verità. Ma il suo sofferto percorso verso la conoscenza, dei fatti e di se stesso, s’intreccia sistematicamente anche con la caleidoscopica messa in scena dei punti di vista, delle percezioni e dei ricordi di moltissimi personaggi, alternati ritmicamente, in un “gioco di specchi […] simile a quello da cui nasce la coscienza”. Accanto alla folta schiera dei personaggi del romanzo si muovono poi innumerevoli animali: sono spesso un po’ disgustosi (falene, formiche volanti, ragni, mosche, insetti vari, rane, ratti), correlativo oggettivo di un mondo moralmente buio; ma sono anche esseri pieni di eleganza e bellezza, uccelli e felini, a ribadire costantemente la presenza di una vitalità della natura elementare e inarrestabile, insensata e però bellissima, che non smette di contrastare e contestare “la ferocia” degli umani.

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ATTI OSCENI IN LUOGO PRIVATO – di Marco Missiroli (Feltrinelli)

Atti osceni in luogo privatoLa motivazione espressa dal Comitato di Selezione
L’educazione sentimentale è prima di tutto un’educazione sessuale? La domanda sorge spontanea leggendo il romanzo di Marco Missiroli. Da quanto tempo accade questo? Da sempre? Solo nei romanzi o altrove? Oppure sono appena cinquant’anni che le cose coincidono? Difficile rispondere. Atti osceni in luogo pubblico racconta la vita sentimentalsessuale di un ragazzo, Libero Marsell, italo-francese, tra Parigi e Milano. Ricorda i romanzi del Settecento, come Le relazioni pericolose, ma svolge il suo tema principale nella società di massa e democratica attuale, società sessualmente libera a tutti i livelli. A tratti ricorda i film di Truffaut, e non solo quelli, anche altra cinematografia e letteratura, che cita a piene mani, per quanto si presenti come un libro originale, probabilmente il migliore del suo autore e uno dei più belli dell’ultima stagione letteraria italiana. La storia che racconta fotografa perfettamente la condizione sentimentale delle nuove generazioni, il vagare nel labirinto delle affezioni sperimentando la divaricazione tra sentimenti e sessualità nella cocciuta intenzione, propria dei giovani, di trovare una perfetta sintesi tra questi due stati della vita, stati insieme dell’anima e del corpo. Dopo una sarabanda di amori e incontri, Libero corre verso un Happy end, che ricorda gli altri romanzi di Missiroli. Libero appare come un ragazzo d’oggi, incapace di fare i conti con il dolore e con i propri fallimenti, eppure veritiero e assoluto nella sua volontà di felicità. L’autore affida ai personaggi femminili un ruolo positivo, dalla madre di Libero alle donne che lo circondano, Marie e Anna. Scritto con grande maestria, racconta il nostro presente con efficacia e precisione.

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ANIMALI DOMESTICI – di Letizia Muratori (Adelphi)

Animali domesticiLa motivazione espressa dal Comitato di Selezione
Edi Sereni fa colazione mangiando e allineando kiwi, vive in una casa zeppa di lattine e salatini. Edi Sereni che “come tutti i figli unici è geloso anche di se stesso” è circondato da regali che non ha mai aperto. Edi Sereni apre la porta a una sua ex, Letizia, protagonista e voce portante di Animali domestici, in pausa, in exitu da un’altra relazione con un altro uomo, Marco, che ha la passione per le panche scomode e il bianco artico. Le seduttrici, mi dico, hanno il senso della misura, ma Letizia no, così a poco a poco, con la scusa di scrivere – e scrivendo – si trasferisce a casa di Edi e gli stravolge l’arredo. Trasforma una sala d’aspetto in una casa. E in questo luogo nuovo, a partire dai diari di un’amica che raccoglie e cura cani randagi, comincia a risistemare, come in un collage – sovrapponendo, lasciando cornici color dello sfondo – la propria vita. Che è sempre una vita sentimentale, dai genitori in poi. Così Edi, così Marco, così Tullio, e Simonetta, e Chiara, e Almas, e Isla. Per non parlare dei cani. Alle orecchie portavo cerchi d’oro così grossi che poteva passarci una foca. La lingua di Animali domestici somiglia a un coro greco. Commenta il racconto con interpunzioni e corsivi; provoca, con considerazioni suggestive, la fine dei capitoli (e.g. A lei sembra normale che il male non abbia nome); ancora il grottesco e l’inspiegabile del quotidiano dei personaggi con i fili dei discorsi sì diretti, ma riportati (e.g. non era interessato ai miei fuochi d’artificio, qualsiasi forma di eccesso – diceva – è insignificante) e fa echeggiare il tutto in chi legge. Così chi legge, tanto pieno di eco, non giudica né stranezze né disastri né il coccodrillo impagliato sottobraccio, semplicemente, ascolta – ero un brutto anatroccolo con belle ossa – come si ascolta una favola. L’azzurro dei principi è sbiadito, la principessa è rabbiosa, le fate madrine sono cani randagi e il lieto fine è che le cose finiscono perché, sempre – se va bene – le vite nuove invecchiano. “Sono stanca di te, me ne vado” gli dico, e sono passati trent’anni.

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VINCITORE PREMIO CRITICA LETTERARIA 
IL PENSATORE SOLITARIO – di Ermanno Cavazzoni (Guanda)

Il pensatore solitarioLa motivazione espressa dal Comitato di Selezione
Ermanno Cavazzoni è uno scrittore unico nel panorama letterario del nostro Paese: non somiglia a nessuno e nessuno somiglia a lui. La sua opera sembra confermare quanto ha scritto una volta Italo Calvino: la letteratura italiana è fatta di scrittori unici e di casi singolari. La diversità di Cavazzoni si coglie benissimo in questo libro, Il pensatore solitario. Sono ventuno testi di argomento saggistico; partono tutti da un’idea o un’immagine, e la sviluppano in modo inconsueto. Cavazzoni afferra al volo un pensiero, un’intuizione, a volte una piccola notizia, letta chissà dove, e subito ci lavora sopra, per paradosso più spesso, ma anche per invenzione e creazione. Ipotizza che Hitler sia morto da bambino, che uno voglia fare oggi l’eremita, che lo Stato provi a risolvere l’annoso problema dei pensionati stroncandoli, o ancora che la UE consigli all’Italia di riunire tutte le feste dell’anno nel Natale per risparmiare, che venga fondato il partito Notax, che esista il garibaldino mille e uno vocato a gettarsi in mare dalla nave, che la grande rivoluzione nella famiglia sia stata l’introduzione degli elettrodomestici, che vincere al Superenalotto sia una maledetta sfortuna. Sono saggi in forma di racconto e racconti in forma di saggio. Anche in questo caso la saggistica di Ermanno Cavazzoni è unica e inusuale. Quello che si può dire è che sono sempre testi “alla Cavazzoni”. La sua prerogativa è di essere un meraviglioso genio congetturale. Formulata ipotesi e ci opera attorno con perfetta coerenza e assoluta arbitrarietà: la sua è una coerenza arbitraria. Il tutto all’interno di una prosa apparentemente cristallina, in realtà perfetta per rendere la normalità di una follia immaginativa che non ha limiti se non se stessa. Libro solitario e meditativo, andrebbe adottato nelle scuole superiori come esempio di prosa italiana e di pensiero indipendente, e letto in classe a voce alta. Farà ridere, ma soprattutto resterà ancora nella memoria degli ascoltatori agendo a lungo nella loro immaginazione.

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VINCITORE PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE 
CIO’ CHE INFERNO NON È – di Alessandro D’Avenia  (Mondadori)

Ciò che inferno non èLa motivazione espressa dal Presidente Giovanni Puglisi Con la sua terza opera “Ciò che inferno non è”, Alessandro D’Avenia continua a esplorare il mondo dell’adolescenza, completando un trittico fatto di romanzi di formazione, ambientati nei sentimenti, nelle emozioni e nei progetti intimi dei loro protagonisti. Attraverso dialoghi serrati e descrizioni dai tratti lirici,  D’Avenia racconta il percorso di crescita di Federico, il diciassettenne che nei primi anni ’90, prima della vacanza-studi ad Oxford, preferisce passare un’estate della sua vita nel quartiere popolare di Brancaccio.
La motivazione di questa vera e propria scelta dell’anima è esposta, apertis verbis, attraverso l’incontro con Padre Pino Puglisi, che il giovane chiama “3P”. E se “3P” è Padre Puglisi, “4P” potrebbe essere l’acronimo ideale sotteso al titolo del romanzo, dove la quarta “P” da aggiungere è quella di Palermo, città che diventa materia narrativa, oltre che semplice luogo dove è ambientato l’intreccio. E ciò si evince nella suddivisione del romanzo, che nello stesso indice appare tracciato in due parti, con il nome di due segni distintivi del capoluogo siciliano: Panormus (Tutto Porto) e Spasimo (uno dei monumenti più rappresentativi di questa città). Ritratta con intensità emotiva davvero non comune, la figura di Don Puglisi – con il suo martirio ad opera della mafia – diventa la stella iluminante che fa brillare il cammino di crescita del giovane protagonista. Una stella che segnerà anche gli altri personaggi del romanzo. “Palermo”compresa.

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