Home > Autoracconto d'autore (l'autore racconta il suo libro) > GIULIO PERRONE racconta L’ESATTO CONTRARIO

GIULIO PERRONE racconta L’ESATTO CONTRARIO

maggio 25, 2015

Giulio PerroneGIULIO PERRONE racconta il suo romanzo L’ESATTO CONTRARIO (Rizzoli). Le prime pagine del libro sono disponibili qui 

[martedì 26 maggio, h. 18, il romanzo sarà presentato alla libreria Feltrinelli di Catania: dettagli a fine post]

di Giulio Perrone

Una delle prime regole quando si parla di un romanzo è che si deve riuscire a interessare i lettori senza dire troppo, creare suggestioni e non svelare. Ecco perché per raccontarmi ho deciso di passare attraverso una serie di cose che hanno condizionato il prima e il dopo di questo libro e che per certi versi mi hanno anche sorpreso nel momento in cui è uscito.
Va detto prima di tutto che il mio lavoro (di editore) è di stare dall’altra parte della barricata, quindi scegliere e pubblicare i libri, non scriverli.
Questo ha portato alla prima grande domanda che tutti mi hanno fatto nel momento in cui hanno saputo che stavo scrivendo un romanzo o quando se lo sono trovato in libreria. “Perché?” E la seconda, per me sconvolgente, è spesso stata: “Ma perché non te lo sei pubblicato da solo?”.
Ora credo che le due cose siano collegate. Per prima cosa scrivevo prima di iniziare nel 2005 a fare l’editore e quando ho intrapreso questa attività ho pensato che per farla al meglio fosse necessario mettere da parte la mia passione e dedicarmi ai libri degli altri. Stare giorno dopo giorno dalla parte degli autori, scoprirli, promuoverli e valorizzarli. Circa due anni fa, però, la spinta e la necessità di scrivere sono tornate prepotentemente fuori con una storia che avevo voglia di raccontare. Come spesso accade, in alcuni momenti della vita, riuscire ad arginare necessità e passioni diventa difficile, così ho pensato che avrebbe potuto rappresentare una bellissima vacanza che mi avrebbe anche permesso di mettermi in gioco come autore.
Ecco perché trovo assurda la seconda domanda… Sarebbe davvero ridicolo decidere da editore di pubblicare un proprio libro, perché verrebbe meno l’idea stessa di editoria, in cui c’è qualcuno che scrive e si sottopone ad un giudizio e qualcuno che valuta e pubblica i libri che reputa interessanti.
La scelta di un’atmosfera noir, invece, è stata quasi automatica perché la molla per scrivere il romanzo è venuta dalla casuale lettura di un fatto di cronaca, ma anche perché penso che rappresenti una modalità espressiva e stilistica ideale per descrivere la realtà contemporanea. D’altronde quello che mi premeva raccontare era la storia di un trentacinquenne, abbastanza comune, Riccardo, che ha deciso, come molti di mettere da parte le grandi aspirazioni e i grandi progetti cercando di sopravvivere e di aggrapparsi a quelle poche cose che gli danno sicurezza. Da una parte la sua grande passione per la Roma, dall’altra gli amici, il quartiere (San Lorenzo) con tutte le sue sfumature, le donne con cui ha un rapporto sempre piuttosto flebile e intermittente, e i suoi due stranissimi coinquilini; Sandro, che passa intere giornate leggendo Proust ma che sa essere la cosa più vicina ad un amico sincero che si possa immaginare, e Rachele che, per campare, fa la mistress però incarna anche il ruolo dell’unica donna stabile nella vita del protagonista.
Ma cosa può succedere se una storia che viene dal passato, se un avvenimento che ci ha particolarmente segnati e che abbiamo voluto a tutti i costi mettere da parte, torna a bussare alla porta? Se alla fine esistesse qualcosa per cui vale la pena abbandonare l’apatia e la sopravvivenza a pelo d’acqua? Come si può decidere di reagire? Con il romanzo volevo rispondere a queste domande e al tempo stesso attraversare le possibilità e gli intrecci che una città (come Roma) e una società che non sanno essere né del tutto buone, né del tutto cattive, possono offrire.
Da giornalista di terz’ordine che porta avanti stancamente una rubrica di calcio in radio e scrive recensioni di libri gialli per un infimo giornale di cronaca nera, Riccardo dovrà trasformarsi in un investigatore goffo e impacciato, armato solo della sua stramba ma ferrea morale e di un’innata curiosità. Ed è così che spesso si troverà ad essere “L’esatto contrario” (titolo perfetto per cui devo ringraziare il mio editor Stefano Izzo) di tanti personaggi e mondi con cui dovrà entrare in conflitto.
Insomma… mi sembra di aver detto molto senza svelare troppo. Missione compiuta.

(Riproduzione riservata)

© Giulio Perrone

* * *

La scheda del libro
Quel bacio rubato ai tempi dell’università, Riccardo non se l’è mai dimenticato. Se si concentra, riesce a sentire ancora il profumo di Giulia, così dolce… Ma il suo sogno d’amore aveva avuto un brusco risveglio, perché lei era morta, uccisa nei bagni della Sapienza: un omicidio che aveva scioccato tutti e di cui era stato subito riconosciuto colpevole l’insospettabile professor Morelli. Caso archiviato. Dieci anni, un cambio di facoltà e un fidanzamento mandato all’aria dopo, l’unica certezza per Riccardo è rimasta la fede nella Roma. Non è diventato un grande giornalista, scrive recensioni di libri su “TuttoGiallo” – un infimo settimanale di nera – e di una relazione seria nemmeno l’ombra, se si esclude quella con i coinquilini Sandro, fanatico di Proust, e Rachele, mistress per passione. Fino a quando la sua vita tranquilla, senza scossoni, viene sconvolta dall’urto con il passato, che torna prepotente a pronunciare quel nome: Giulia Rusconi. La notizia è che Morelli, l’assassino uscito da poco dal carcere, è stato ritrovato morto. Tanto basta per riaccendere in Riccardo quella fiamma che non si era mai spenta. E, complice il diario di Giulia ritrovato dopo anni, per trasformare uno svogliato cronista senza ambizioni in un investigatore privato goffo ma deciso a scoprire la verità. Perché, forse, chi ha davvero le mani sporche del sangue di Giulia non ha ancora pagato il prezzo della sua colpa…

 * * *

Giulio Perrone vive a Roma, dove nel 2005 ha fondato la casa editrice che porta il suo nome. Insegna Organizzazione e gestione delle imprese culturali presso la facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma.

* * *

 

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: