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FINAL CUT. L’amore non Resiste – di VINS GALLICO (un estratto)

giugno 4, 2015

Pubblichiamo un estratto del romanzo “FINAL CUT. L’amore non Resiste“, di VINS GALLICO (Fandango) – tra i dodici libri selezionati per ledizione 2015 del Premio Strega.

[Domani Vins Gallico ci “racconterà” il suo romanzo]

Concepii l’idea della Final Cut assillato dai lamenti di un cugino di secondo grado, Ludovico, anche lui impiegato presso l’AVG Srl. Non annovererei Ludovico, trentasei anni e un diploma di terza media, fra le menti migliori della mia generazione. Dopo nove mesi di relazione era stato lasciato da Claudia, la fidanzata ventiquattrenne che mesceva cocktail e serviva birra in un discutibile pub lungo la via Pontina.
Claudia si era acquartierata da lui poco dopo l’inizio della loro storia. Probabilmente si sentiva al sicuro ad abitare con un colosso dai modi semplici e dai bicipiti espansi. Nessuno avrebbe potuto ipotizzare che le attenzioni moleste del padrone del pub si sarebbero trasformate, con il trascorrere dei mesi, da volgari approcci e provocanti avan- ces in un poetico corteggiamento dal quale Claudia non si sentì più infastidita, bensì lusingata.
Liquidò Ludovico per mettersi con Tommi, dopo un probabile periodo di accavallamento.
Il problema? Sorse quando lei ricordò di aver lasciato al-cuni effetti personali nell’appartamento di mio cugino. Il quale non gradiva la pretesa di rivolerli indietro: diceva di “stare sotto un treno” e che avrebbe fatto di tutto pur di non “vedere mai più quella mignotta”.
“Perché non gliela porti tu la sua merda?”, mi propose una sera che aveva alzato un po’ il gomito.
“Neanche se mi paghi”, reagii senza riflettere.
Lasciai passare qualche secondo e modificai leggermente la mia presa di posizione:
“Beh, magari se mi paghi…”.
Fu quello con ogni probabilità il visionario momento dell’intuizione, il Big Bang della nuova sfolgorante idea che avrebbe modificato il corso della mia vita. Ludovico era disposto a pagare qualsiasi cifra pur di liberarsi della robaccia che infestava il suo appartamento. Ci accordammo per duecentocinquanta euro. In fondo si trattava di quattro colli mediamente leggeri di dimensioni ridotte. Aveva usato per l’imballaggio i nostri scatoloni 50x70x50 con la sigla AVG, sottraendoli abusivamente dal deposito.
Con imbarazzo, Ludovico mi confessò che la prima cosa che aveva fatto dopo la separazione era stata eliminare qualsiasi traccia potesse ricordargli Claudia. Aveva messo via tutti i suoi oggetti, dopodiché aveva nuovamente setacciato l’appartamento. Al secondo giro aveva buttato una sciarpa della curva sud della Roma che lei gli aveva regalato la prima volta che l’aveva portata all’Olimpico, il dvd delCiclone comprato insieme e il cofanetto di Venditti, i boccali dell’Oktober Fest rubati al pub una sera che Tommi non c’era. L’eliminazione fisica dei materiali non si era ri- velata sufficiente. Gli angoli della casa erano impregnati ancora di Claudia: Ludovico la sentiva cantare sotto la doccia e, se percepiva l’aroma del soffritto provenire dalla cucina dei vicini, la immaginava davanti ai fornelli, come quando la spiava di schiena, con i leggings neri che le fasciavano il sedere.
“Ho lasciato ’sti cosi all’ingresso per due settimane”, gli sfuggì mentre caricavo gli scatoloni sul transporter preso in prestito dall’azienda fuori dall’orario di servizio. “Ogni volta che tornavo a casa dal lavoro ne aprivo uno e mi strofinavo i suoi vestiti sul naso. Cercavo il suo odore neanche fossi un maniaco.”
Sorvolai sulla qualità grossolana delle scelte di Claudia nel campo della profumeria. I capi di abbigliamento chiusi dentro ai cartoni diffondevano un effluvio dolciastro di vaniglia.
“A un certo punto li ho sistemati in cantina per togliermeli dal cazzo e finiva che scendevo, li aprivo e ci ficcavo dentro la faccia. Non puoi capire il favore che mi fai, che le riporti tutto indietro.”
Lo capivo invece. Pretesi i duecentocinquanta euro sull’unghia. Ludovico sborsò senza fiatare.
La mia intuizione stava prendendo forma.
La gente è disposta a pagare per l’assenza di coraggio, è disposta a pagare se può evitare il dolore, è disposta a pa- gare pur di non guardare in faccia il fallimento. Ludovico aveva detto una frase importante: nella sua ottica io stavo riportando tutto indietro. Fu allora che compresi l’enorme valore simbolico della restituzione quando due persone si lasciano.

(Riproduzione riservata)

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