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PREMIO BERTO 2015: LA CINQUINA DEI FINALISTI DELLA XXIII EDIZIONE

giugno 5, 2015

Giuseppe BertoPREMIO BERTO 2015: LA CINQUINA DEI FINALISTI DELLA XXIII EDIZIONE

Pier Franco Brandimarte, con L’Amalassunta, Giunti;  Francesco Paolo Maria Di Salvia, con La Circostanza, Marsilio; Enrico Ianniello, con La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Feltrinelli; Marco Peano, con L’invenzione della madre, Minimum Fax, e Elena Rausa, con Marta nella corrente, Neri Pozza. E’ questa la cinquina dei finalisti dell’edizione 2015 del Premio Letterario Giuseppe Berto scelta, tra una cinquantina di opere a concorso, dalla Giuria del Premio che si è riunita a Milano.

Presieduta Da Antonio D’Orrico, critico e giornalista del Corriere della Sera, la Giuria è formata da  Cristina Benussi, Università di Trieste, Enza Del Tedesco, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica di Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore e Alessandro Zaccuri, critico, scrittore e giornalista dell’Avvenire.

Il vincitore di questa XXIII edizione del “Berto”, che riprende a vivere quest’anno dopo una breve pausa, sarà proclamato a Mogliano Veneto, città natale dello scrittore cui è intitolato il Premio,  nel corso di una cerimonia che si svolgerà sabato 4 luglio (Villa La Marignana-Benetton). Al vincitore del Premio 2015 sarà corrisposta la somma di Euro 5.000,00.

Description: Description: intestazione CARTA INTESTATA PREMIO BERTO MAGGIO 15ù

Com’è prerogativa del Premio fin dalla prima edizione lanciata nel 1988, a dieci anni dalla scomparsa di Berto (nella foto in alto), si tratta di opere prime e, quindi, di scrittori esordienti. Il Berto rinasce per continuare  a svolgere il suo compito di talent scout per la letteratura italiana.

Giuseppe Berto - Associazione Culturale«Abbiamo esaminato una cinquantina di opere prime che appartengono a vari generi (autobiografico, epico, realistico, fantastico, comico). Fino a qualche tempo fa si diceva che tutti gli italiani avevano un libro di poesie nel cassetto ma non erano libri di buona poesia. Adesso, a quanto pare, il libro nel cassetto degli italiani è diventato un romanzo. La novità è che non sono cattivi romanzi. Ce lo confermano proprio i cinque finalisti del Premio Berto» ha commentato Antonio D’Orrico, Presidente della Giuria.

La rinascita del Premio Berto, dopo alcuni anni di sosta forzata, si deve in particolare all’Associazione Culturale Giuseppe Berto – nata agli inizi del 2013 su iniziativa di Manuela e Antonia Berto, moglie e figlia dello scrittore, e di un gruppo di intellettuali, scrittori, critici – ed è stata resa possibile dall’impegno dell’amministrazione Comunale di Mogliano Veneto, città natale di Berto, della Regione Veneto e dal supporto economico privato fornito da CGIA di Mestre, Colorificio San Marco e Despar.

“Il Premio Berto è stato per molti anni uno dei fiori all’occhiello della nostra città e siamo determinati a riportarlo in breve tempo tra gli appuntamenti più prestigiosi per l’editoria italiana” ha commentato Carola Arena, Sindaco di Mogliano Veneto.

“Siamo onorati di questa opportunità e saremo in  prima fila perché il Premio Berto continui ad essere fucina di nuovi talenti della letteratura italiana” ha affermato Giuseppe Bortolussi, Segretario della CGIA di Mestre, main sponsor del Premio.

“Dare il nostro supporto a una manifestazione culturale così radicata nel territorio e con l’obiettivo così importante di scoprire e lanciare nuovi talenti, è una scelta che ci riempie di orgoglio” è il commento di Despar.

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La cinquina e le motivazioni

Pier Franco Brandimarte, L’Amalassunta, Giunti

Il tentativo di biografia di un artista, un pittore, potrebbe portare l’autore di questo libro al di fuori della tradizione romanzesca, nella quale invece rientra per la qualità e la passione del racconto e per una notevole capacità rievocativa.

 

Francesco Paolo Maria Di Salvia, La Circostanza, Marsilio

E’ questa una storia dell’Italia del Novecento raccontata attraverso le sue “chiese”, dal fascismo al comunismo, con il gusto del racconto familiare ma anche “industriale”. L’autore ci fa scoprire che è possibile scrivere delle nostre vicende nazionali in maniera epica.

 

 

Enrico Ianniello, La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Feltrinelli

Enrico Ianniello è un attore professionista e questo, forse, gli ha permesso di calarsi con naturalezza  nella parte dello scrittore, ottenendo un libro vivacissimo anche in senso teatrale e pieno di comicità. Un romanzo fresco, originale e ricco di inventiva.

 

 

Marco Peano, L’invenzione della madre, Minimum Fax

E’ come se di colpo in Italia si fosse avviato un piccolo filone luttuoso. Come nel film di Nanni Moretti presentato a Cannes, anche in questo romanzo si racconta l’elaborazione di un lutto. Il protagonista rivive la morte della madre. Il tema è rischioso e presta il fianco a quella letteratura doloristica che ha pesato non poco nella tradizione narrativa italiana. Ma Peano è riuscito ad evitare tutte le trappole con forte accento di verità.

 

Elena Rausa, con Marta nella corrente, Neri Pozza.

A volte un autore scommette tutto, scrivendo un romanzo, sull’invenzione di un personaggio. Come una lotta corpo a corpo. Effettivamente i personaggi sono la struttura portante della narrativa. Nel caso di Elena Rausa la scommessa era sul personaggio della bambina, Marta, sul suo mistero, e la scommessa è stata vinta.

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