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Archive for luglio 2015

WALTER GUADAGNINI racconta i RACCONTI DALLA CAMERA OSCURA

Walter GuadagniniWALTER GUADAGNINI racconta il volume RACCONTI DALLA CAMERA OSCURA (Skira)

Le suggestioni della fotografia nella letteratura tra Otto e Novecento

di Walter Guadagnini

Ho composto questa antologia sostanzialmente per tre ragioni (o almeno tre sono quelle che riesco a spiegare razionalmente).
La prima è che Eileen Romano, direttrice della collana di narrativa di Skira, ha creduto subito nel progetto e mi ha spinto a realizzarlo. E quando trovi un direttore di collana entusiasta e un editore disponibile, ti tocca metterti a lavorare.
La seconda è che un libro di questo genere in Italia ancora non esisteva, e che valeva la pena provarsi a metterlo insieme, perché il materiale non mancava, anzi era sin troppo: la vera difficoltà sarebbe stata trovare un senso all’insieme e operare la scelta finale (una scelta che è costata, ad esempio, il sacrificio di racconti di autori come Conan Doyle, Thomas Mann, Du Maurier, per dire). Da questo punto di vista, la prima decisione è stata quella di individuare un arco temporale all’interno del quale racchiudere i racconti selezionati. Abbiamo deciso di partire proprio alla metà dell’Ottocento, dalla prima novella il cui protagonista è un fotografo (più precisamente, un dagherrotipista) “La casa dei sette abbaini” di Hawthorne, e di chiudere agli anni Settanta del Novecento, con quel capolavoro che è “L’avventura di un fotografo” di Calvino. Una scelta di questo genere permette di avere come orizzonte un’idea di fotografia comune a (quasi) tutti gli autori, un’idea di fotografia che si potrebbe definire pre-digitale, che presenta una serie di tematiche relative soprattutto alla natura stessa del mezzo e al suo essere una pratica e un’arte ancora considerate giovani, nuove. Dagli anni Ottanta ad oggi, con l’avvento del digitale e della rete, la fotografia è entrata realmente in un’altra era, il centro del discorso si è spostato e anche la sua presenza nell’ambito della narrativa si è modificata. Certo, lo spazio per un “Racconti dalla camera oscura – volume 2” ci sarebbe…
La seconda decisione è stata quella di individuare alcuni temi ricorrenti nei vari racconti, che si sono trovati anzitutto nella dimensione magica, sovrannaturale che viene conferita all’atto fotografico, che coinvolge sia i protagonisti (il dagherrotipista di Hawthorne come il folle del racconto di Conway) sia la stessa immagine (come dimostrano i casi di Pirandello, Hardy, Bioy Casares e Cortázar). All’opposto, l’altro elemento comune a molte di queste pagine è la convinzione (e convenzione) che la fotografia sia l’impronta fedele e incontrovertibile del reale, una sorta di occhio superoggettivo che tutto vede, prova inconfutabile, sostituto della presenza fisica, come appare nel brano teatrale di Boucicault, in Maupassant, nella geniale novella di Hardy e nello stesso Pirandello. Leggi tutto…

ADDIO A SEBASTIANO VASSALLI

OMAGGIO A SEBASTIANO VASSALLI

Si è spento all’età di 73 anni, per via di una malattia fulminante. Vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello, a settembre avrebbe dovuto ritirare, in occasione della cerimonia di premiazione dell’edizione 2015 del Premio Campiello, il prestigioso Premio alla carriera Premio Fondazione il Campiello 2015. Pubblichiamo, di seguito, notizie biografiche e video

 

 

Sebastiano Vassalli nasce a Genova, il 24 ottobre 1941, da madre toscana e padre lombardo. Si trasferisce a pochi anni d’età a Novara. Laureatosi in Lettere a Milano, discutendo con Cesare Musatti una tesi su “La psicanalisi e l’arte contemporanea”, Vassalli, dagli anni sessanta e settanta si dedica all’insegnamento e alla ricerca artistica della Neoavanguardia, partecipando al Gruppo 63. Successivamente si rivolge alla letteratura, in particolare alla narrazione e al romanzo storico, impegnandosi in una “investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani”.
Ha scritto per “la Repubblica”, “La Stampa” e il “Corriere della Sera”.
Sulla vita di Vassalli, isolatosi negli anni della maturità in una casa in mezzo alle risaie novaresi dove conduce un’esistenza schiva e austera da monaco laico, è stata pubblicata nel 2010 un’autobiografia-intervista intitolata “Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore”. Si vocifera che il suo nome sia stato segnalato alla commissione per il Premio Nobel per la Letteratura.
Muore a Novara il 27 Luglio 2015 all’età di 73 anni.


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SARA RATTARO vince il PREMIO BANCARELLA 2015

SARA RATTARO vince il PREMIO BANCARELLA 2015

Sara Rattaro con Niente è come te (Garzanti) vince il 63° Premio Bancarella. Un estratto del libro è disponibile qui

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La premiazione si è svolta la settimana scorsa a Pontremoli, in Piazza della Repubblica, al termine di una votazione dall’esito incerto fino alla fine, che ha visto la vincitrice prevalere per una sola lunghezza (78 voti a 77) su Simona Sparaco (in gara con Se chiudo gli occhi, Giunti).
«Sono incredula, provo una gioia grandissima – ha detto Sara Rattaro, in lacrime, al momento della proclamazione – . Ancora qualche anno fa non pensavo di fare la scrittrice, figuriamoci di vincere un premio tanto importante. E’ un riconoscimento che ho vinto insieme ai protagonisti del mio libro, quei padri e quelle madri che devono sempre dimostrare con tenacia di volere bene ai loro figli».
Tema portante di Niente è come te è infatti la sottrazione internazionale di minori: le vicende di quei bambini che, nati da matrimoni binazionali, in caso di separazione, spesso vengono di fatto rapiti e allontanati da uno dei due genitori. Francesco e Margherita, padre e figlia, protagonisti del romanzo di Rattaro, sono modellati su personaggi reali.
«L’Italia è il paese che ha il triste primato di questo fenomeno. Oltre 300 casi ogni anno vengono denunciati, ma molti di più sono quei papà e quelle mamme che non possono neppure permettersi di combattere per i loro figli – ha spiegato ancora l’autrice. – Spero che il mio libro possa aiutarli».
Soddisfazione anche nelle parole di Gianni Tarantola, presidente della Fondazione Città del libro, ente organizzatore della manifestazione: “Non era facile portare a casa un’edizione tanto complessa, in un periodo difficile, duro, che mette alla prova i librai indipendenti, le case editrici e tutti coloro che si occupano di cultura. Siamo contenti di essere riusciti nel nostro intento. Il premio Bancarella è una solida realtà che si è ritagliata uno spazio importante. Vogliamo continuare a farlo con tutte le nostre forze”.

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La scheda del libro Leggi tutto…

L’IMPORTANZA DI ESSERE PICCOLI

pubblicità web 1.inddL’IMPORTANZA DI ESSERE PICCOLI

rassegna di poesia e musica nei borghi dell’appennino

V edizione dal 3 al 6 agosto: un progetto associazione arci “SassiScritti”

LA POESIA CARICA DI MONDO

riabitare il luoghi marginali con la poesia e la musica

con

CRISTINA DONA’, ELISA BIAGINI, DIODATO, EMILIO RENTOCCHINI, FRANCESCO DI BELLA, GUIDO CATALANO, DELLERA, ANDREA LONGEGA, ANNALISA TEODORANI
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PREMIO ELMO 2015

PREMIO ELMO 2015

La IV edizione del PREMIO ELMO, Storie di ordinaria cultura: un prestigioso riconoscimento volto a celebrare la cultura dell’area Mediterranea. 

Il Premio, così come la “Settimana dell’Arte” a esso legato, è organizzato dall’associazione “Piazza Dalì” e si avvale del patrocinio del Comune di Rizziconi e della Regione Calabria, della collaborazione delle associazioni “Arte e Cultura a Taormina”, “Sefora Cardone Onlus” di Potenza e Auser territoriale di Gioia Tauro

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I PREMIATI

Categoria Artisti:
Giovanni Longo e Giuseppe Lo Schiavo

Categoria Fondazioni-Associazioni:
“La Zattera Dell’Arte”, diretta da Ninni Panzera,  e il Museo del Presente Di Rende

Categoria giornalisti-scrittori:
Paride Leporaci, giornalista
Massimo Maugeri, scrittore

Premio speciale a Angelo De Luca e Dijana Pavlovic.

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(Segue comunicato stampa)

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MARCO BALZANO racconta L’ULTIMO ARRIVATO

MARCO BALZANO racconta il suo romanzo L’ULTIMO ARRIVATO (Sellerio) – tra i romanzi vincitori del Premio Selezione Campiello e finalisti per il Premio SuperCampiello. Le prime pagine del libro sono disponibili qui

La storia di un bambino e di un viaggio, le avventure e le disavventure di un piccolo emigrante con la testa piena di parole. «Balzano mostra come la letteratura sappia, e possa, parlare del mondo che ci circonda» (Marco Belpoliti, l’Espresso).

di Marco Balzano

C’è un paese che confina con quello dove abito io e questo paese si chiama Baranzate. È una piccola città alle porte di Milano. Una volta, dopo i tagli della riforma Gelmini, ci sono pure finito a fare qualche giorno di supplenza. In classe c’erano due italiani e una ventina di stranieri. Un odore denso aleggiava tra i banchi, come se fossimo a un mercato indiano. Non che io sia stato mai da quelle parti, ma il mio olfatto lo immagina così, con l’aroma troppo umano di quella prima media di Baranzate. E poi ci sono passato per nove mesi, per i controlli di routine che Anna doveva fare in gravidanza. Nei reparti dell’ospedale Sacco i cartelli hanno sempre la scritta in arabo, cinese e spagnolo. Altro che l’internazionalità dell’inglese. Poi, poco più avanti, c’è il campo nomadi, da cui venivano tre o quattro dei ragazzetti che avevo in classe.
Da alcuni studi risulta che Baranzate sia il terzo comune d’Europa per immigrazione. Un’immigrazione che, per altro, si addensa in una sola parte della città, e principalmente nella famosa via Gorizia. In quella via ci ha vissuto anche mia madre, emigrata a 14 anni con zio Nicola, suo fratello maggiore. Due terroni, che in quella via avranno ritrovato compaesani o almeno corregionali. Gente che si piazzava lì, giusto il tempo di avviarsi una vita dall’altra parte dello stivale. Poi, una volta che la vita si era avviata, se ne andava e non ci tornava più. Anche chi ci abita oggi fa così. Anche loro riconoscono chiaramente un posto arrangiato e non hanno intenzione di farselo andare bene per troppo tempo. Via Gorizia è da sempre la via degli ultimi arrivati. Con i palazzoni affacciati sulla strada e le fabbriche intorno che da qualche anno, se non hanno già chiuso, faticano molto più di ieri o hanno lasciato il posto ad altro. Adesso lì dentro non ci trovi più i terroni ma cinesi, arabi, peruviani, nordafricani. Ecco, se dovessi dire da dove nasce l’idea primordiale del romanzo, risponderei che comincia dalla contemplazione di via Gorizia. Dalla metaforicità di questo luogo, che trova molti analoghi alle porte delle città del triangolo industriale. Leggi tutto…

DUE VOLTE DELTA di Elisabetta Sgarbi

DUE VOLTE DELTA di Elisabetta Sgarbi

Sono in sala, in questi giorni, i film della trilogia sugli uomini del Delta del fiume Po realizzati da Elisabetta Sgarbi per Rai Cinema (proprio mentre a Parigi c’è stata la ratifica dell’accesso della zona del Delta del Po nei siti patrimonio dell’Unesco)

Due volte Delta” di Elisabetta Sgarbi è un film in due parti per una trilogia sugli uomini del Delta del fiume Po: Parte prima: ‘Il pesce siluro è innocente‘; Parte seconda: ‘Per soli uomini‘; Parte terza: ‘Il pesce rosso dov’è’.

Il servizio di di Laura Squillaci su RaiNews dedicato a “Per soli uomini”

L’approfondimento di Rai Cinema Channel

“Il pesce siluro è innocente” e “Per soli uomini”: due film in uno per un ritratto inedito del Po e della sua gente. Ne “Il pesce siluro è innocente” vi sono due consumati pescatori di anguille nella sacca di Goro e un uomo dediti alla raccolta delle vongole e delle cozze. Vite che si svolgono lungo il Po, seguendone il ritmo e le stagioni. In “Per soli uomini”, tre uomini impegnati nell’allevamento del pesce resistono in un angolo di mondo situato lungo il Po di Maistra, nell’estremo Delta del Po, in una delle ultime valli da pesca.

Di seguito, approfondimenti e immagini. Leggi tutto…

RATPUS a Noto (Sr) – 27 luglio 2015

Ratpus a NotoRATPUS a Noto (Sr) – 27 luglio 2015

Nell’ambito dell’iniziativa “Atto Unico” di EFFETTO NOTO,  giorno 27 luglio 2015, a Noto (Sr), alle h. 21:30, presso Largo Landolina, andrà in scena “RATPUS” tratto da un racconto di Massimo Maugeri. Regia di Manuel Giliberti. Interpretazione di Carmelinda Gentile

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“Ratpus” è una moderna tragedia. Una tragedia dell’ignoranza, della povertà, del pregiudizio e della violenza. In tempi di femminicidio, in questa storia non si uccide alcuna donna, non in senso materiale almeno, ma ugualmente un essere umano di sesso femminile viene distrutto, cancellato, annullato. Il testo di Massimo Maugeri è già teatrale in sé. L’autore, infatti, ha una estrema capacità di narrare rendendo contemporaneamente “visuale” la sua parola. Maugeri, scrivendo, reinventa una lingua e la rende vera, autentica, più di ogni regola grammaticale o di sintassi conosciuta, facendo di Cetti Curfino, la protagonista del racconto, una madre dolorosa dei bassifondi. Carmelinda Gentile è Cetti Curfino. L’attrice sceglie di “divenire” il personaggio piuttosto che interpretarlo, portando nella sua recitazione una sicilianità che è tutta interna, fatta di sentimenti profondi che restituisce subito le caratteristiche che al personaggio ha dato Maugeri. Io ho spesso messo in scena testi nei quali la donna fosse il tema centrale dello spettacolo: con “Ratpus” vado oltre. In questo testo contemporaneo – e, direi, neorealista – si racconta una storia specifica e insieme se ne fa un manifesto programmatico: un racconto di donne vessate o vittime, invisibili alla società che le circonda. Vorrei che il pubblico portasse con sé questa consapevolezza della ingiustizia che spesso vive accanto ad ognuno di noi e che non vediamo quasi mai, insieme alla voglia di capire ciò che ci circonda e divenirne parte attiva per cambiare, ove possibile, tutto ciò che non è civile e contemporaneo.

Manuel Giliberti

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IL PROMO su YouTube Leggi tutto…

Premio Portopalo Più a Sud di Tunisi 2015

Premio Portopalo Più a Sud di Tunisi 2015 – X edizione

Cerimonia di consegna in programma mercoledì 12 agosto a Portopalo di Capo Passero (Slargo interno della Chiesa Nuova Madre di Misericordia, via Isonzo, ore 21).

Di seguito, l’articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” e l’elenco dei premiati
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PORDENONELEGGE – Progetto Studenti

PORDENONELEGGE – Progetto Studenti

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Un’importante opportunità per i giovani lettori per partecipare a Pordenonelegge-Festa del Libro con gli Autori (18-20 settembre 2015).

In occasione dell’edizione 2015 della manifestazione, Goodnet e VeneziePost, main partner di Pordenonelegge.it, hanno promosso il “Progetto Studenti – Pordenonelegge” che mette a disposizione 200 borse di soggiorno per studenti che offrono l’opportunità di avere accesso a tutti gli eventi in programma, incontrare gli autori che interverranno alla manifestazione e scoprire una delle più importanti manifestazioni letterarie in Italia. Le borse di soggiorno garantiscono inoltre vitto e alloggio da venerdì 18 a domenica 20 settembre.

Daniel Pennac, Emmanuel Carrère e Stefano Benni sono solo alcuni dei nomi degli ospiti che quest’anno prenderanno parte alla 16^ edizione di Pordenonelegge, il Festival del libro con gli autori. Tra gli autori italiani, Francesca Archibugi, Mauro Corona, Zerocalcare, Chiara Gamberale e Dario Vergassola. Arriveranno a Pordenone anche autori del calibro dell’americano David Leavitt, l’iranianaAzar Nafisi, la nordcoreana Hyeonseo Lee e l’argentino Marcelo Figueras, solo per citarne alcuni.

Con più di 300 eventi, Pordenonelegge travolgerà la città con un ricco programma di dialoghi, lezioni magistrali, interviste, reading, spettacoli e percorsi espositivi, e vedrà la partecipazione di oltre 250 autori che animeranno gli incontri nelle giornate del festival.

Le informazioni complete sul “Progetto Studenti” sono disponibili al seguente link. Leggi tutto…

Ricordando PAOLO BORSELLINO…

Per PAOLO BORSELLINO (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992)


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VITTORIO GIACOPINI racconta LA MAPPA

VITTORIO GIACOPINI racconta il suo romanzo LA MAPPA (Il Saggiatore) – tra i romanzi vincitori del Premio Selezione Campiello e finalisti per il Premio SuperCampiello. Le prime pagine del romanzo sono disponibili qui

Vittorio Giacopini

di Vittorio Giacopini

Uno scrive e riscrive le sue ossessioni. Per me (da illuminista disincantato e da innamorato della… Rivoluzione) – c’è questo tarlo del confronto e scontro tra i modelli razionali con cui cerchiamo di vedere, dire, cartografare, controllare, cambiare il mondo e il gran gioco della contingenza storica, dell’imprevedibilità, del caso che sconvolge sempre tutto e cambia il paesaggio, smentisce i progetti stabiliti, confonde il quadro. Anni fa mi era capitato di ragionare sulla vita-paradosso di Bobby Fischer. Voglio solo giocare a scacchi, diceva lui e gli scacchi erano diventati per questo ragazzo disadattato di Broooklyn un anti-mondo, o un’alternativa al mondo, una tana, un rifugio. E poi, ironia e beffa del caso, proprio la sua perfetta, autistica maestria di grande scacchista lo proietta sulla ribalta della grande storia ufficiale e lo condanna a diventare una ‘bandiera’ americana, un eroe controvoglia. La sua secessione dal mondo lo proietta nel gran gioco della politica mondiale e Fischer deve trovare un’altra via di ‘fuga’, e reinventarsi. Adesso mi accorgo che nella vicenda di Serge Victor, questo cartografo di fantasia protagonista de “La Mappa”, c’è quasi lo stesso paradosso che si ripresenta. Vedere tutto “come se si fosse per aria”; cartografare quanto c’è attorno a noi per dare un ordine perfetto, invariabile, calmo e rassicurante al corso del mondo. È il suo ‘progetto’ ma è anche un’illusione e un cavallo di troia. L’altro suo motto è “prima viene la mappa, poi l’azione” e qui si nasconde l’imbroglio o, peggio, la trappola. Le ‘mappe’ degli ingegneri-cartografi diventano l’arma in più dell’arroganza politica di Napoleone, lo strumento speciale per affermare quello spirito di conquista detestato da Benjamin Constant e allora il gioco mostra subito la corda. Tanto più una mappa è precisa, particolareggiata, esatta, affidabile tanto più la politica e la guerra se ne serviranno per ridisegnare confini e territori, spazi, logiche e, insomma in questo assurdo confronto tra spazio e tempo, la mappa tanto più è perfetta tanto più diventa subito obsoleta, è superata. Insomma, modelli razionali contro caso, storia, imprevisti, inciampi, incidenti. Crisi dell’illuminismo e crisi della ragione cartografica. E, di converso, sogno, grande sogno politico di controllo e governo sul mondo e – netto, duro, grave, sconcertante – fallimento anche della politica, e della sua ratio.
Sono alcuni temi del libro, alcuni spunti, ma poi un romanzo è un romanzo e dentro ci trovi sogni, fantasie, fole, balle, bugie, inganni e autoinganni, nitide percezioni e allucinazioni e i personaggi si affollano e il seguito degli eventi diventa una sciarada, fuori controllo. Il mio Serge – da rivoluzionario fiancheggia l’avventura di Napoleone e, amaramente, scopre che il grande esportatore della libertà e dei lumi diventa il restauratore del Potere, e dei tiranni. Da illuminista, invece, scopre che le logiche, le razionalità, i livelli di realtà sono infiniti e che sotto al mondo c’è sempre un altro mondo, o un sottomondo. Così incontra la magia dell’amore, le ambigue verità delle fiabe, così registra prospetti cartografici che mutano in allucinazione o in visione mistica, così, senza rinunciare ai suoi sogni e progetti, è costretto a ripensarli nella chiave dell’insuccesso, e del fallimento. Capita a lui e a tutti, d’altra parte. Leggi tutto…

Comincia l’estate di Naxoslegge

Il luglio di Naxoslegge, aspettando il Settembre delle culture

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L’estate di Aspettando Naxoslegge, prende ufficialmente avvio il 17 e 18 luglio a Catania, a Palazzo Platamone. Il festival giardinese, infatti, coerentemente con l’idea di essere un evento diffuso, è partner ufficiale, insieme al DISUM di Catania e alla Galleria KOART, della due giorni dedicata a Pasolini, coordinata da Dora Marchese ed inserita tra gli eventi del progetto I-ART, con la direzione artistica di Gianni Anfuso. Tra gli ospiti ricordiamo A.Bazzocchi, E.Trevi, Simonetti,V.Ronsisvalle, S.Castelli, M.Fusillo, M.Centanni, R.Danese, S.Rimini, M.Pirrotta.
Le due giornate di studio si concludono con la messa in scena del Vantone, traduzione pasoliniana del Miles plautino, interpretato da Ninetto Davoli e nel contesto dell’evento sarà inaugurata la personale di Benedetto Poma.

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Premio Strega Ragazze e Ragazzi (è online il bando della prima edizione)

 Il bando della prima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi

È online sul sito del Premio Strega, www.premiostrega.it, il bando della prima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, da Strega Alberti, dalla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna e dal Centro per il Libro e la Lettura e annunciato lo scorso 30 marzo. Due le categorie di concorso: una per libri destinati a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni e una per lettrici e lettori dagli 11 ai 15 anni.

Gli editori sono invitati a proporre entro il 22 luglio 2015 opere di narrativa, anche tradotte, pubblicate in Italia tra il primo aprile 2014 e il 31 marzo 2015. Le cinquine finaliste per le due categorie saranno rese note lunedì 26 ottobre 2015 nell’ambito della manifestazione Libriamoci, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura. Il premio, di 5000 euro, sarà consegnato alla Bologna Children’s Book Fair il 2 aprile 2016.

Il bando è scaricabile da qui. Leggi tutto…

IL CONTRARIO DELL’AMORE, di Sabrina Rondinelli (intervista)

IL CONTRARIO DELL’AMORE, di Sabrina Rondinelli (Indiana)

intervista all’autrice curata da Eliana Camaioni

Quand’è che l’amore si trasforma nel suo contrario? “L’amore finisce dove comincia la paura. Non è amore disperato, è violenza. E se non la riconosci, non puoi salvarti”. Una brutta storia di stalking è la vera protagonista de “Il contrario dell’amore”, l’ultimo libro di Sabrina Rondinelli (Indiana): Eva è giovane, fa un lavoro con cui vive a stento, ha una figlia problematica avuta da una relazione passata. Una vita difficile, frutto di una serie di circostanze sbagliate. Vuole farcela da sola, Eva, ad affrontare il mondo; ma sarà vaso di coccio di fronte alla prepotenza di un suo ex, conosciuto in chat, che spaccerà l’ossessione per amore, trasformando una storia finita in un incubo di violenza esponenziale.
Con una narrazione che alterna la focalizzazione interna a quella esterna, la prima alla terza persona, la Rondinelli in un crescendo progressivo shows, don’t tell ciò che Eva è costretta a subire, trascinando il lettore su quella giostra impazzita fatta di (centinaia di) sms ed email, tutti dello stesso mittente, che Eva riceverà quotidianamente pur non rispondendo mai: un soliloquio che presto si accompagnerà a pedinamenti, incursioni, regali non richiesti, insulti, minacce.
-“Quand’è che si chiama amore? (…) Quando ti accorgi che stai provando qualcosa di diverso da tutto quello che hai provato prima: che non era amore, ma soltanto un modo come un altro per non sentirti troppo sola”. Solitudine e amore, questi i due punti focali del romanzo, questi i due reagenti di una trasformazione quasi alchemica, dell’amore nel suo contrario. È corretto? Leggi tutto…

CORTONA MIX FESTIVAL 2015

CORTONA MIX FESTIVALCortona, 25 luglio – 2 agosto 2015 

Cortona Mix Festival

Torna la magia dell’estate toscana con il Cortona Mix Festival:
fusioni musicali e un ballo da favola, storie narrate e vissute, su carta e sul palcoscenico, proiezioni e un invito al benessere

Cortona Mix Festival 2014 Leggi tutto…

DIORAMA di Sergio Sozi (recensione)

DioramaDIORAMA di Sergio Sozi
illustrazione di Clara Tumino – Splen Edizioni

Narrativa racconti – Collana Caleidoscopi – Pagg. 144 – Prezzo € 14,00

Un racconto del libro è disponibile qui

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Un surreale omaggio all’arte

di Renzo Montagnoli

Mi corre l’obbligo di effettuare una premessa: certi libri, per i loro contenuti e per il loro stile dovrebbero – e meriterebbero – essere letti in una stagione ben diversa, e non in questa caratterizzata da un caldo asfissiante che di fatto impedisce di coglierne tutti gli aspetti meno appariscenti e più reconditi. È questo il caso di Diorama, una raccolta di racconti di Sergio Sozi, uno scrittore italianissimo che per motivi matrimoniali si è da tempo trasferito in Slovenia. Non è uno sconosciuto al pubblico dei lettori, perché di tanto in tanto dà alle stampe qualche sua opera, caratterizzata da un’ironia sottile che merita di essere colta con una lettura attenta e approfondita. Questi racconti, in tutto 13, sono il risultato della sua ultima fatica, sono storie reali tuttavia improntate a un genere, particolarmente caro all’autore, cioè al surreale. E proprio per questa caratteristica, per una punta di grottesco che sovente le accompagna, a mio parere perdono un po’ della loro efficacia per lo stile raffinato e ricercato di Sozi, uno stile non certo attuale, ma che mi sembrerebbe più adatto a opere di diversa natura, e chissà perché mi è venuto in mente Il mulino del Po di Bacchelli, anziché L’Adalgisa di Carlo Emilio Gadda, di cui l’autore è un grande estimatore. Ma può essere una mia impressione nell’affanno del caldo opprimente e in ogni caso questa mia critica incide ben poco, senza nulla togliere, al valore intrinseco di Diorama. Già Diorama, che strano titolo. Il diorama, come penso sia noto, è la riproduzione in scala ridotta di scenari di diversa natura e in effetti Sozi ha raccolto in un libro, con i suoi racconti, tanti aspetti di vita quotidiana, riducendoli appunto a poche pagine, ma lasciando al lettore – e questo è una nota di merito – la possibilità di sviluppare la sua fantasia di cui il testo rappresenta uno stimolo. Per quanto ovvio, questo volume non ha questo scopo, non ha questa vocazione, ma, secondo il mio parere, è un omaggio indiscusso all’arte, in qualsiasi forma si manifesti. Il libro stesso è una forma d’arte e nei racconti è possibile cogliere questo intendimento dell’autore, il quale, giustamente, deve considerare l’arte come la forma di comunicazione più elevata che ha l’uomo, capace di creare sensazioni, di emozionare e, perché no, anche di dare un breve istante di serenità. Leggi tutto…

FESTIVAL IL LIBRO POSSIBILE 2015- Polignano a Mare: dall’8 al 13 luglio

FESTIVAL IL LIBRO POSSIBILE

da mercoledì 8 luglio a lunedì 13 luglio 2015
dalle 20.30
nelle principali piazze di Polignano a Mare (Bari)

Ingresso gratuito a tutti gli incontri
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EVELINA SANTANGELO racconta NON VA SEMPRE COSÌ

Evelina SantangeloEVELINA SANTANGELO racconta il suo romanzo NON VA SEMPRE COSÌ (Einaudi). Un estratto del libro è disponibile qui

Forse la vera follia è fare sempre le stesse cose…

di Evelina Santangelo

Scrivo queste riflessioni sul mio ultimo romanzo mentre in testa mi ritornano le parole con cui Alexis Tsipras ha chiamato il popolo greco a un gesto di dignità e di riscatto («La Grecia è il paese che ha fatto nascere la Democrazia») in nome delle conquiste comuni europee in termini di diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità, contro la politica di resa perseguita dai governi greci che lo hanno preceduto. E le scrivo, tra l’altro, al rientro da un viaggio a Ventotene, dove i confinati Altiero Spinelli, Ermanno Rossi ed Eugenio Colorni, proprio lì dov’erano stati segregati i loro pensieri, riuscirono a immaginare e concepire una carta che federasse l’Europa e, con essa, un mondo che non assomigliava per niente né alle loro vite confinate né al mondo esploso.
Non parla esplicitamente dell’Europa, certo, Non va sempre così. Ma il sentimento da cui è nato ha un po’ a che vedere con questo ordine di bisogni immateriali: desiderio di riscatto, insofferenza nei confronti delle «cose così come sono», riscoperta di quegli azzardi dell’immaginazione che si prende la libertà di immaginare, appunto, le cose come potrebbero essere e, contro ogni ragionevolezza, osa, creando le condizioni per conquiste umane e civili impensabili fin a poco tempo prima.

Non va sempre cosìSe dovessi definire, dunque, i confini spirituali di questa mia storia, potrei dire che si collocano idealmente tra due citazioni che ho lasciato cadere tra le pagine del romanzo. Le parole con cui Antonin Artaud, internato nel manicomio di Rodez, si rivolge allo scrittore-editore Henri Parissot (parole in cui esprimeva la sua brama di uscire fuori «da questo mondo servile di un’idiozia asfissiante per gli altri e per sé, e che si compiace di questa asfissia») e una considerazione di Einstein che suona più o meno così: «la vera follia è fare sempre le stesse cose, aspettandosi risultati diversi».
All’inizio ho dunque provato a declinare i termini di quell’asfissia e di quella condizione di disadattamento, di perdita di senso e di rilevanza sociale, che oggi sembrano segnare le vite di molti, e soprattutto di quella generazione che ha creduto di poter godere di un benessere illimitato, nonché dei benefici derivanti da conquiste e certezze (sociali, economiche e civili) che sembravano inalienabili.
Il primo titolo che avevo pensato era infatti «La caduta delle cose». Volevo raccontare l’implosione di un mondo di beni materiali cui, a lungo, ci siamo abbarbicati pensando che quei beni ci mettessero al riparo dalla deriva di tutto il resto: conquiste civili, valori culturali condivisi, senso di appartenenza a un destino comune. Così ho pian piano dato forma a un personaggio che incarnasse questo aspetto della contemporaneità: un’insegnante precaria che sperimenta la fragilità della propria condizione (nessuna rilevanza sociale,  nessuna credibilità agli occhi della figlia adolescente, nessuna forza contrattuale) e la paura di dover fare i conti con un fallimento radicale suo e di tutta una generazione. E sperimenta questa fragilità e questa paura nel momento esatto in cui vede crollare attorno a sé proprio quei beni materiali che rappresentavano il segno più evidente, oggettivo, di conquiste pensate come definitive. D’altro canto, noi ci siamo accorti che tutto un universo di valori, conquiste, certezze era andato perduto solo quando la crisi è diventata «crisi economica». Leggi tutto…

Trame d’estate – Edizione 2015

Trame d’estate – Edizione 2015

Bagno Irene, Viareggio

Prende il via il 12 luglio la terza edizione del festival “Trame”, nella splendida cornice del Bagno Irene di Viareggio. Toccherà a Daniele Cobianchi il compito di aprire la terza edizione del festival letterario Trame d’estate, organizzato dal Centro Studi Sirio Giannini. Dopo la fortunata edizione dell’estate 2013, che vide coinvolte Pietrasanta e Seravezza, e l’edizione autunnale Trame Off collegata alla mostra “Seggiola. Tavola. Pietra. La forma della lettura. La sostanza della scrittura” presso le Scuderie Granducali della Villa Medicea di Seravezza, il festival, dopo la pausa del 2014, torna a coinvolgere gli scrittori più interessanti del panorama italiano. Totalmente autofinanziato, Trame torna in una nuova cornice: il Bagno Irene di Viareggio (Via Barellai, 11 zona Torre dell’Orologio). Un viaggio attraverso la parola, nella migliore cornice estiva che la Versilia possa fornire: la spiaggia. Attenzione rivolta, come sempre, a tutti gli stili letterari: dai romanzi contemporanei di penne più o meno note della narrativa italiana alla favola per grandi e piccini, passando per un viaggio nei poeti portoghesi fino all’approfondimento su un’eccellenza italiana, ovvero l’olio d’oliva. Torna anche in questa edizione la collaborazione con Zona Franca – Casa editrice di cartone, che coniuga divulgazione, alta cultura e raffinatezza editoriale in volumi che, per il loro pregio artistico, sono ognuno un pezzo unico da collezione. Oltre a essere l’editore dell’opera prima del Centro Studi (Bibliografia degli scrittori della Provincia di Lucca – Gli anni di Giannini), Zona Franca, nella persona della sua fondatrice Franca Severini, sarà presente per intervistare l’ospite della data del 26 luglio: Luigi Caricato, con il suo Atlante degli oli italiani, ed. Mondadori-Electa, 2015. Leggi tutto…

BUC n. 10 – Finisterre ossia la fine della terra prima dell’inizio del mare. In studio con lo scrittore Orazio Caruso

BUC n. 10 – Finisterre ossia la fine della terra prima dell’inizio del mare. In studio con lo scrittore Orazio Caruso

Nuovo appuntamento con BUC: format letterario condotto da Simona Lo Iacono su ZeronoveTv

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FABIO DELIZZOS racconta IL LIBRO SEGRETO DEL GRAAL

FABIO DELIZZOS racconta il suo romanzo IL LIBRO SEGRETO DEL GRAAL (Newton Compton). Un estratto del libro è disponibile qui

di Fabio Delizzos

Il Graal è un oggetto molto pericoloso, abbaglia, confonde. Si può impazzire inseguendo le sue mille ombre. Tanto è vero che una notte, una voce interiore iniziò a parlarmi con insistenza, e a dirmi che dovevo scrivere un romanzo su questo argomento. Io risposi che non ci voleva poi molto a tentarmi, ma che si trattava di un terreno rischioso. Subito, allora, si intromise una seconda voce, forse proveniente dall’emisfero sinistro del mio cervello: «Non farlo», mi diceva, «non dare ascolto a quell’altro: è stato scritto e riscritto di tutto su questo tema. A giudicare dalla sua storia, il Graal non contiene sangue, ma inchiostro». La prima voce ribatteva con convinzione: «È stato scritto di tutto, ma non tutto». E la seconda: «La parola Graal fa storcere il naso agli accademici. Sono già stati scritti dei mega bestseller planetari, e sembrerà che ci stai provando anche tu; lascia perdere».
La prima voce era d’accordo su quest’ultimo punto, tuttavia insisteva che io dovessi farlo lo stesso: «Ascoltami», sussurrava, «qui non si tratta di emulare Dan Brown. Il tuo deve essere un romanzo storico, ambientato nel Medioevo; devi risalire a Chrétien de Troyes, il primo autore che parlò del Graal, il poeta medievale più grande, prima di Dante! Sapevi che il suo racconto, La storia del Graal, quello che ha dato inizio al mito, è rimasto incompiuto? La mano del poeta si è fermata all’improvviso, la penna d’oca ha smesso di scorrere sulla pergamena. Ecco che la maledizione del Graal, preannunciata nel racconto stesso, si è avverata all’esterno: l’autore è morto mentre scriveva. Il romanzo è rimasto interrotto e sospeso, come un ponte sull’eternità… Non è affascinante?». Leggi tutto…

NEMMENO HOUDINI di Alessio Mussinelli

Nemmeno HoudiniIn esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un estratto del romanzo NEMMENO HOUDINI di Alessio Mussinelli (Fazi)

La scheda dal libro
Sarnico, lago d’Iseo, agosto 1938. La vedova Moranti, dopo una lunga e scrupolosa ricerca di un nuovo collaboratore domestico, assume Esperanto Barnelli, giovane avvenente quanto avido, che la convincerà ad acquistare, tra le altre cose, una villa sul lago di Garda, una motocicletta e un’auto di lusso, con il pretesto di farle conquistare le attenzioni dell’amato D’Annunzio, morto in realtà già da tempo. In paese, intanto, Metello Patelli, detto il Bruttezza, insegue il proprio sogno di diventare organista della parrocchia ma don Fulvio Martinelli, il nuovo reverendo, gli mette i bastoni fra le ruote. Mentre l’infatuazione della Moranti verso il maggiordomo inizia a scemare, e Metello decide di fondare un’orchestrina per dar sfogo alla propria passione, la vedova scopre d’avere un figliastro: l’emaciato e delicatissimo Archemio, organista provetto. Da qui, mille colpi di scena – un finto prete, un baule pieno di documenti, un buffo incidente stradale, un tesoro nascosto in fondo al lago – fino al rocambolesco finale in cui, come in una commedia delle più classiche, tutti i fili si scioglieranno in una piacevole soluzione. Gli abitanti del piccolo centro affacciato sul lago sono i protagonisti di questa storia vivace e piena di intrecci. Lo stile garbato e l’ironia dell’autore fanno del romanzo un tenero e appassionato omaggio all’esuberante vita di provincia dell’Italia che fu.

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Un estratto del romanzo “Nemmeno Houdini” di Alessio Mussinelli (Fazi)

Don Fulvio si grattò la testa calcando le dita. Pensare alla musica gli provocava fastidio, come un insopportabile sibilo di zanzara che s’avvicina durante il sonno. Odiava la musica sacra, la musica lirica, la musica leggera. Odiava il cantato, il suonato, i testi delle canzoni, gli accordi di chitarra. Da un lato la fede, dall’altro le musiche, poco importava se erano state appositamente composte per le funzioni. A meno che la Madonna in persona gli avesse rivelato che Mozart era la reincarnazione di Cristo, non avrebbe abbassato le armi. La chiesa sarebbe rimasta in silenzio e l’organo chiuso a chiave. Leggi tutto…

SI DUBITA SEMPRE DELLE COSE PIÙ BELLE a Roma – Isola Tiberina

LA CASA DEGLI ANONIMI di Giovanni Agnoloni (intervista all’autore)

lacasadeglianonimiLA CASA DEGLI ANONIMI di Giovanni Agnoloni (Galaad Edizioni)

di Massimo Maugeri

Terzo appuntamento con Giovanni Agnoloni, dopo quelli relativi alle due precedenti pubblicazioni: “Sentieri di notte” e “Partita di anime“. Il nuovo romanzo (legato ai due precedenti) si intitola “La casa degli anonimi“.

– Giovanni, per prima cosa ti chiederei di spiegarci qual è il ruolo di questo nuovo libro rispetto al ciclo della “fine di Internet”?
La casa degli anonimi rappresenta il capitolo più intensamente avventuroso della serie della “fine di internet”, benché già in Sentieri di notte la componente d’azione avesse la sua importanza. Con il nuovo romanzo, si entra nel vivo di un’autentica cospirazione internazionale, ordita da un gruppo di sabotatori, gli “Anonimi” appunto (che si rifanno a, ma non sono, The Anonymous), i quali, nel 2027, estendono anche al Nord America e al Nord Africa il crollo di internet, avvenuto in Europa un anno e mezzo prima a seguito del tentato colpo di stato di una multinazionale informatico-energetica. Altri due macro-pezzi di Rete vengono così resi inattivi, stavolta come misura “preventiva” per evitare eventuali prese di posizione autoritarie anche in altre parti del mondo. Il risultato, comunque, è lo stesso: lo spaesamento generale. La gente (o per lo meno la stragrande maggioranza delle persone) non riesce più a orientarsi, perché è stata privata della “droga” dell’iperconnessione, della possibilità di sventolare come una bandiera alla finestra l’inconsistenza imbellettata della propria vita, rabbiosa perché frustrata dalla privazione di un sia pur illusorio palco virtuale dove sfogare il proprio bisogno di protagonismo. Ne derivano ostilità verso il prossimo e incapacità di comunicare, perfino adesso che non esistono più distrazioni provenienti da cellulari multifunzione o altri accessori tecnologici. In questo nuovo atto della serie della fine di internet emerge dunque un aspetto più marcato di osservazione della società, che in questo futuro prossimo in fondo non è molto diversa da quella del nostro presente. Inoltre, spicca in modo ancor più accentuato l’importanza dei protagonisti, che sono personaggi che non condividono la “temperie” dominante e cercano di seguire un percorso verso fuori da questa gabbia mentale – che vuole anche dire verso il profondo di sé e verso l’altro.

– Chi sono i protagonisti di questo nuovo capitolo della saga? E il ciclo avrà un ulteriore seguito o si conclude con questo romanzo? Leggi tutto…

A proposito di Zibaldoni

A proposito di Zibaldoni…

Zibaldoni e altre meraviglie
Riflessioni su una rivista letteraria online

di Claudio Morandini

Tra le riviste culturali diffuse sul web, Zibaldoni e altre meraviglie ha una storia e delle caratteristiche che ne fanno ancor oggi qualcosa di originale e di difficilmente collocabile. Fondata nel 2002 da Gianluca Virgilio e Enrico De Vivo, che la dirige tuttora, nel corso dei primi anni ha potuto contare su collaboratori come Gianni Celati, Antonio Prete, Rocco Brindisi, Franco Arminio, Paolo Morelli, Mattia Mantovani, Giorgio Messori, e ha partecipato in prima linea al dibattito talvolta acceso sugli spazi concessi alla letteratura e alla critica sul web. Negli anni, Zibaldoni ha continuato ad alimentare il dibattito culturale, da una posizione sempre un po’ defilata (ma non periferica), senza inseguire le mode del momento, anzi insistendo su temi che, per così dire, attraversano i secoli e su cui i classici antichi e moderni hanno detto cose che vale la pena riproporre, chiosare, come se fossero parole di oggi. Ho anzi l’impressione che in molti dei testi pubblicati su Zibaldoni si respiri un certo turbamento dinanzi al presente, o almeno una sospensione del giudizio, e che solo il ricorso allo sguardo lungo dei classici permetta di trovare degli strumenti con cui non perdersi nell’imbarazzante, tragicomico guazzabuglio dell’oggi.
Ai primi collaboratori si sono aggiunti nel frattempo scrittori-studiosi come Walter Nardon, Simona Carretta, Stefano Zangrando, Carlo Cenini, Barbara Fiore, Brunella Antomarini, Giacomo Verri, Francesca Andreini, Giuseppe Dino Baldi e altri: ognuno è titolare di una rubrica in cui esplora tematiche, divaga liberamente attorno a un centro d’attrazione, gioca inanellando variazioni sui temi sentiti da tutta la redazione. Leggi tutto…

IL PREMIO CAMPIELLO 2015 passa da Catania

IL PREMIO CAMPIELLO 2015 passa da Catania

Mercoledì 8, ore 21.00 – Catania, Palazzo della Cultura – Corte Mariella Lo Giudice – incontro con i cinque finalisti del Premio Campiello 2015

 

Dettagli sui libri finalisti sono disponibili qui…

Di seguito, il video dell’incontro di Venezia con i cinque finalisti
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CATANIA DI CARTA di Massimo Schilirò

Autore: Massimo SchiliròCATANIA DI CARTA. Guida letteraria della città – di Massimo Schilirò (il Palindromo)

“Catania, oh Catania era bella al principio del Novecento! C’era un odore di cipria per le strade, delicato come i visetti delle donne che la portavano. Visi timidi, pazienti, deboli, veramente di donne. Si aggiungeva un gradevole odore di finimenti di cuoio per il gran numero di carrozze padronali che scorrevano da un capo all’altro del corso.”
Vitaliano Brancati                                                        

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di Alessandro Russo

Sei luglio duemilaquindici, piazza Bonadies, sobborgo di Cibali: un soleggiato pomeriggio.
Siedo sulla banchina d’un piccolo slargo ripieno di cartacce; nella mano destra stringo un volume con un elefante color rosso lava in copertina, nella sinistra un bloc-notes azzurro come il mare. Alle mie spalle c’è lo stadio del pallone; di fronte a me, nella chiesa della Divina Maternità, sta per principiare un funerale.
Attacco a scrivere.
«’Catania di carta’ di Massimo Schilirò (Il Palindromo, €14) è la costola letteraria della nostra città, la narrazione immaginaria della casa dove abitiamo. Una lenta e inesorabile traversata pedonale convertita in spartito musicale; strade che raccontano storie una sull’altra, marciapiedi che parlano tra di loro. Dai Quattro canti alla pescheria, da corso Italia a San Berillo: una metropoli irrequieta si specchia in un album di foto ingiallite. Sotto una scia ammaliante, Catania in carne e ossa diviene spazio fluido senza schiamazzi, né smog: brulica di vita e profuma di gelsomino. L’autore insegna Sociologia della letteratura all’università e con passo affabulatorio scrive un libro di libri; cita con acume perfino romanzieri etnei che non destano l’attenzione dei lettori per via di un vocabolario pieno di tic. Infine ci parla della flânerie, l’arte cioè di chi, senza esser visto, cammina per ore tra incavi e protuberanze segrete di case e vicoli». Leggi tutto…

PREMIO BERTO 2015: vince Francesco Di Salvia

FRANCESCO DI SALVIA CON “LA CIRCOSTANZA” VINCE IL PREMIO BERTO 2015

finale Premio Berto 2015 la Giuria

La circostanzaFrancesco Paolo Maria Di Salvia, con La circostanza, Marsilio Editori, è il vincitore della XXIII edizione del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto (Premio riservato a scrittori esordienti).

Lo ha proclamato e premiato sabato 4 luglio a Mogliano Veneto, città natale dello scrittore cui il Premio è intitolato, la Giuria presieduta da Antonio D’Orrico, critico del Corriere della Sera.

Di Salvia era nella cinquina dei finalisti assieme a Pier Franco Brandimarte, con L’Amalassunta, Giunti, Enrico Ianniello, con La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Feltrinelli, Marco Peano, con L’invenzione della madre, Minimum Fax, e Elena Rausa, con Marta nella corrente, Neri Pozza.

“E’ questa una storia dell’Italia del Novecento narrata attraverso le sue “chiese”, dal fascismo al comunismo, con il gusto del racconto familiare ma anche “industriale”. L’autore ci fa scoprire che è possibile scrivere delle nostre vicende nazionali in maniera epica” ha così motivato la propria scelta la Giuria.

COPERTINE CINQUINA

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UOMINI E LIBRI di Mario Andreose

Uomini e libriPubblichiamo un estratto del volume UOMINI E LIBRI di Mario Andreose (Bompiani)

Lunedì 6 luglio, alle ore 19, a Catania, nella Corte del Castello Ursino, promossa dal Comune di Catania, avrà luogo la presentazione del volume di Mario Andreose (direttore letterario della RCS Libri e collaboratore della “Domenica” del “Sole 24 Ore”), “Uomini e libri”, edito da Bompiani. Converseranno con l’autore Giuseppe Di Fazio, responsabile della cultura de “La Sicilia”, e Sarah Zappulla Muscarà, ordinaria di Letteratura Italiana, leggerà brani dell’opera Pippo Pattavina. Attivo da decenni nell’editoria, Mario Andreose, forte della lezione di Alberto Mondadori prima e di Valentino Bompiani poi e delle esperienze di un mercato in evoluzione acquisite nelle fiere di Francoforte, New York, Londra, Parigi, Gerusalemme, traccia, con lucida e elegante scrittura, l’appassionante itinerario di decenni di avventure editoriali a fianco di Sciascia, Bufalino, Moravia, Eco, e gli incisivi ritratti di scrittori fra i più amati, come Faulkner, Mann, Steinbeck, O’Connor, Camus, Gide, Saint-Exupéry. Storie di un’esistenza, la sua, trascorsa a curare le parole altrui.

Invito Mario Andreose

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Le prime pagine del volume UOMINI E LIBRI di Mario Andreose (per gentile concessione della Bompiani)

Giovani di belle speranze

di Mario Andreose

Foto Mario Andreose
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È NICOLA LAGIOIA IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA 2015

È NICOLA LAGIOIA IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA 2015

La trasmissione andata in onda ieri su Rai3 è disponibile online cliccando qui

Roma, 2 luglio 2015. Come da tradizione al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, dopo la mezzanotte del 2 luglio, è stato proclamato il vincitore del sessantanovesimo Premio Strega. Al termine dello scrutinio dei 368 voti espressi (pari all’80,21% degli aventi diritto al voto; 276 voti online e 92 cartacei e 1 scheda nulla) il Presidente di seggio Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014, e Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci, hanno proclamato vincitore:

Premio Strega Nicola LagioiaLa ferocia (Einaudi) di Nicola Lagioia, con voti 145

L’autore ha ricevuto da Giuseppe D’Avino, amministratore delegato di Strega Alberti Benevento, il premio di 5.000 euro e la classica bottiglia formato magnum di Liquore Strega. Gli altri libri finalisti hanno totalizzato i seguenti voti:

La sposa (Bompiani) di Mauro Covacich, voti 89

Storia della bambina perduta (e/o) di Elena Ferrante, voti 59

Chi manda le onde (Mondadori) di Fabio Genovesi, voti 37

Come donna innamorata (Guanda) di Marco Santagata, voti 37

L’esito della votazione è emerso dalle preferenze espresse degli Amici della Domenica, il corpo votante storico del premio, ai quali si aggiungono 60 lettori forti selezionati ogni anno da librerie indipendenti italiane associate all’ALI e 15 voti collettivi espressi da scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero, per un totale di 460 aventi diritto.

finalisti premio strega 2

Le preferenze dei voti collettivi sono state così espresse:

–        le 44 scuole italiane e straniere del Premio Strega Giovani hanno espresso la loro preferenza perFabio Genovesi;

–        i comitati italiani e stranieri della Società Dante Alighieri (Benevento, Reggio Emilia, Roma, Praga e Tirana) hanno votato per Elena Ferrante;

–        la Karl Franzens-Universität di Graz ha votato per Elena Ferrante;

–        gli Istituti Italiani di Cultura hanno votato: Fabio Genovesi (Amburgo); Marco Santagata (Atene); Elena Ferrante (Edimburgo), Fabio Genovesi (Helsinki); Nicola Lagioia (Los Angeles); Elena Ferrante (Montréal); Fabio Genovesi (San Paolo), Mauro Covacich (Tokyo); Marco Santagata (Stoccolma); Mauro Covacich (Strasburgo); Elena Ferrante (Vilnius);  Mauro Covacich (Zagabria);

–     La Casa Circondariale di Porto Azzurro ha votato per:  Fabio Genovesi

Nel corso della serata, il vincitore della seconda edizione del Premio Strega Giovani Fabio Genovesi è stato premiato da Giuseppe Gori, vice presidente di Unindustria, con un assegno di 3.000 euro. Leggi tutto…

È KATJA PETROWSKAJA LA VINCITRICE DEL PREMIO STREGA EUROPEO 2015

È KATJA PETROWSKAJA LA VINCITRICE DEL PREMIO STREGA EUROPEO 2015

È la scrittrice ucraina Katja Petrowskaja – con il suo romanzo scritto in lingua tedesca Forse Esther, tradotto in Italia da Adelphi – ad aggiudicarsi la seconda edizione del Premio Strega Europeo, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, con la Casa delle Letterature, Letterature Festival Internazionale di Roma e con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. La vincitrice è stata annunciata questa sera da Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci e dal direttore Stefano Petrocchi, alla presenza della cinquina dei candidati.

Anche a questa seconda edizione del premio hanno partecipato cinque scrittori recentemente tradotti e pubblicati in Italia, vincitori nei Paesi di provenienza un importante riconoscimento nazionale: cinque voci rappresentative di diverse aree linguistiche e diverse tradizioni letterarie, ciascuna portatrice di un modo originale di esplorare le latitudini del romanzo contemporaneo.

La cinquina europea è stata selezionata dalle direzioni della Fondazione Bellonci e di Casa delle Letterature. Questi gli autori e i libri in concorso:

  1. Rafael Chirbes (Spagna), Sulla sponda, traduzione di Pino Cacucci (Feltrinelli 2014) – Premio de la Crítica de narrativa castellana, Premio Francisco Umbral 2013.
  2. Stefan Hertmans (Belgio), Guerra e trementina, traduzione di Laura Pignatti (Marsilio 2015) – AkoLiteratuurprijs, De Gouden Boekenuil 2014.
  3. Alain Mabanckou (Francia), Pezzi di vetro, traduzione di Daniele Petruccioli (66thand2nd 2015), Prix des cinq continents de la francophonie 2005.
  4. Katja Petrowskaja (Germania), Forse Esther, traduzione di Ada Vigliani (Adelphi 2014), Ingeborg-Bachmann-Preis 2013.
  5. Tommy Wieringa (Olanda), Questi sono i nomi, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo (Iperborea 2014), Libris Literatuur Prijs 2013.

Katja Petrowskaja ha ottenuto 11 voti sui 23 espressi dalla giuria composta dagli scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega – Alessandro Barbero, Laura Bosio, Giuseppe Catozzella, Antonella Cilento, Giuseppe Conte, Maria Rosa Cutrufelli, Antonio Debenedetti, Ernesto Ferrero, Marcello Fois, Mario Fortunato, Paolo Giordano, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini, Roberto Pazzi, Romana Petri, Lidia Ravera, Antonio Scuratie Domenico Starnone –, dal direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Lucio Battistotti, dalla direttrice di Casa delle Letterature di Roma e del Festival Internazionale Letterature Maria Ida Gaeta e dal direttore della Fondazione Bellonci Stefano Petrocchi. Il premio di 3.000 euro è stato consegnato al termine della proclamazione da Lucio Battistotti. Leggi tutto…

LA FINALE DEL PREMIO STREGA 2015 – 2 luglio

 DOPPIO APPUNTAMENTO PER LA FINALE DEL PREMIO STREGA 2015

Rush finale per la LXIX edizione del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il sostegno di Roma Capitale, Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo.

PremioStregaCinquina

In attesa della serata al Ninfeo di Villa Giulia giovedì 2 luglio, che proclamerà il vincitore fra i cinque finalistiMauro Covacich con La sposa (Bompiani), Elena Ferrante con Storia della bambina perduta (e/o), Fabio Genovesi con Chi manda le onde (Mondadori), Nicola Lagioia con La ferocia (Einaudi) e Marco Santagata con Come donna innamorata (Guanda), mercoledì 1 luglio in Casa Bellonci sarà annunciato il vincitore della seconda edizione del Premio Strega Europeo, riconoscimento con cui la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, insieme alla Casa delle Letterature, Letterature Festival Internazionale di Roma e con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea rende omaggio alla cultura del vecchio continente ai suoi legami con il nostro Paese. La premiazione avverrà giovedì 2 luglio nel corso della finale del Premio Strega, con la consegna da parte del direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Lucio Battistotti di un assegno di 3.000 euro.

Giovedì 2 luglio al Ninfeo di Villa Giulia, dalle ore 21, grande serata conclusiva per la LXIX edizione del Premio Strega.

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Festival Letterario della Sardegna 2015 – Gavoi (NU) dal 2 al 5 luglio


Festival Letterario della Sardegna
XII Edizione


Gavoi (NU), 2 – 5 luglio 2015
Inaugurazione giovedì 2 luglio 2015

Conclusosi il Preludio – che si è svolto il 13 e 14 giugno – il nuovo appuntamento con il Festival Letterario della Sardegna, giunto alla dodicesima edizione, è dal 2 al 5 luglio.

Si inaugura la sera di giovedì 2 luglio con il “Concerto per l’Europa a Gavoi” sostenuto da Enel – un progetto musicale nato tre anni fa dalla sinergia tra l’Isola delle Storie e gli Istituti di Cultura Europei invitati a portare in Sardegna le loro eccellenze in fatto di musica e di letteratura, al quale partecipano, in questa terza edizione, l’Istituto di Cultura Polacco e l’Istituto Slovacco a Roma – e si prosegue per tutto il fine settimana con turisti di ogni età e provenienza, scrittori e volontari che si riuniscono nelle piazze del paese per seguire i numerosi incontri e condividere un momento di svago e riflessione comune.

A partire da venerdì 3 luglio, il programma prende il via come sempre al mattino con gli incontri Dal Balcone, condotti quest’anno dalla giornalista caporedattore di Rai Sardegna Anna Piras, in cui sono protagoniste tre figure femminili diverse tra loro ma ugualmente interessanti: Lidia Ravera, giornalista e scrittrice prolifica, appena tornata in libreria con il romanzo Gli scaduti, Chiara Gamberale, autrice di numerose pubblicazioni, conduttrice radiofonica e televisiva di alcuni programmi Rai, e Daria Bignardi celebre giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, da poco uscita con il suo ultimo libro Santa degli impossibili. Leggi tutto…