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Archive for luglio 2015

WALTER GUADAGNINI racconta i RACCONTI DALLA CAMERA OSCURA

Walter GuadagniniWALTER GUADAGNINI racconta il volume RACCONTI DALLA CAMERA OSCURA (Skira)

Le suggestioni della fotografia nella letteratura tra Otto e Novecento

di Walter Guadagnini

Ho composto questa antologia sostanzialmente per tre ragioni (o almeno tre sono quelle che riesco a spiegare razionalmente).
La prima è che Eileen Romano, direttrice della collana di narrativa di Skira, ha creduto subito nel progetto e mi ha spinto a realizzarlo. E quando trovi un direttore di collana entusiasta e un editore disponibile, ti tocca metterti a lavorare.
La seconda è che un libro di questo genere in Italia ancora non esisteva, e che valeva la pena provarsi a metterlo insieme, perché il materiale non mancava, anzi era sin troppo: la vera difficoltà sarebbe stata trovare un senso all’insieme e operare la scelta finale (una scelta che è costata, ad esempio, il sacrificio di racconti di autori come Conan Doyle, Thomas Mann, Du Maurier, per dire). Da questo punto di vista, la prima decisione è stata quella di individuare un arco temporale all’interno del quale racchiudere i racconti selezionati. Abbiamo deciso di partire proprio alla metà dell’Ottocento, dalla prima novella il cui protagonista è un fotografo (più precisamente, un dagherrotipista) “La casa dei sette abbaini” di Hawthorne, e di chiudere agli anni Settanta del Novecento, con quel capolavoro che è “L’avventura di un fotografo” di Calvino. Una scelta di questo genere permette di avere come orizzonte un’idea di fotografia comune a (quasi) tutti gli autori, un’idea di fotografia che si potrebbe definire pre-digitale, che presenta una serie di tematiche relative soprattutto alla natura stessa del mezzo e al suo essere una pratica e un’arte ancora considerate giovani, nuove. Dagli anni Ottanta ad oggi, con l’avvento del digitale e della rete, la fotografia è entrata realmente in un’altra era, il centro del discorso si è spostato e anche la sua presenza nell’ambito della narrativa si è modificata. Certo, lo spazio per un “Racconti dalla camera oscura – volume 2” ci sarebbe…
La seconda decisione è stata quella di individuare alcuni temi ricorrenti nei vari racconti, che si sono trovati anzitutto nella dimensione magica, sovrannaturale che viene conferita all’atto fotografico, che coinvolge sia i protagonisti (il dagherrotipista di Hawthorne come il folle del racconto di Conway) sia la stessa immagine (come dimostrano i casi di Pirandello, Hardy, Bioy Casares e Cortázar). All’opposto, l’altro elemento comune a molte di queste pagine è la convinzione (e convenzione) che la fotografia sia l’impronta fedele e incontrovertibile del reale, una sorta di occhio superoggettivo che tutto vede, prova inconfutabile, sostituto della presenza fisica, come appare nel brano teatrale di Boucicault, in Maupassant, nella geniale novella di Hardy e nello stesso Pirandello. Leggi tutto…

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ADDIO A SEBASTIANO VASSALLI

OMAGGIO A SEBASTIANO VASSALLI

Si è spento all’età di 73 anni, per via di una malattia fulminante. Vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello, a settembre avrebbe dovuto ritirare, in occasione della cerimonia di premiazione dell’edizione 2015 del Premio Campiello, il prestigioso Premio alla carriera Premio Fondazione il Campiello 2015. Pubblichiamo, di seguito, notizie biografiche e video

 

 

Sebastiano Vassalli nasce a Genova, il 24 ottobre 1941, da madre toscana e padre lombardo. Si trasferisce a pochi anni d’età a Novara. Laureatosi in Lettere a Milano, discutendo con Cesare Musatti una tesi su “La psicanalisi e l’arte contemporanea”, Vassalli, dagli anni sessanta e settanta si dedica all’insegnamento e alla ricerca artistica della Neoavanguardia, partecipando al Gruppo 63. Successivamente si rivolge alla letteratura, in particolare alla narrazione e al romanzo storico, impegnandosi in una “investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani”.
Ha scritto per “la Repubblica”, “La Stampa” e il “Corriere della Sera”.
Sulla vita di Vassalli, isolatosi negli anni della maturità in una casa in mezzo alle risaie novaresi dove conduce un’esistenza schiva e austera da monaco laico, è stata pubblicata nel 2010 un’autobiografia-intervista intitolata “Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore”. Si vocifera che il suo nome sia stato segnalato alla commissione per il Premio Nobel per la Letteratura.
Muore a Novara il 27 Luglio 2015 all’età di 73 anni.


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SARA RATTARO vince il PREMIO BANCARELLA 2015

SARA RATTARO vince il PREMIO BANCARELLA 2015

Sara Rattaro con Niente è come te (Garzanti) vince il 63° Premio Bancarella. Un estratto del libro è disponibile qui

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La premiazione si è svolta la settimana scorsa a Pontremoli, in Piazza della Repubblica, al termine di una votazione dall’esito incerto fino alla fine, che ha visto la vincitrice prevalere per una sola lunghezza (78 voti a 77) su Simona Sparaco (in gara con Se chiudo gli occhi, Giunti).
«Sono incredula, provo una gioia grandissima – ha detto Sara Rattaro, in lacrime, al momento della proclamazione – . Ancora qualche anno fa non pensavo di fare la scrittrice, figuriamoci di vincere un premio tanto importante. E’ un riconoscimento che ho vinto insieme ai protagonisti del mio libro, quei padri e quelle madri che devono sempre dimostrare con tenacia di volere bene ai loro figli».
Tema portante di Niente è come te è infatti la sottrazione internazionale di minori: le vicende di quei bambini che, nati da matrimoni binazionali, in caso di separazione, spesso vengono di fatto rapiti e allontanati da uno dei due genitori. Francesco e Margherita, padre e figlia, protagonisti del romanzo di Rattaro, sono modellati su personaggi reali.
«L’Italia è il paese che ha il triste primato di questo fenomeno. Oltre 300 casi ogni anno vengono denunciati, ma molti di più sono quei papà e quelle mamme che non possono neppure permettersi di combattere per i loro figli – ha spiegato ancora l’autrice. – Spero che il mio libro possa aiutarli».
Soddisfazione anche nelle parole di Gianni Tarantola, presidente della Fondazione Città del libro, ente organizzatore della manifestazione: “Non era facile portare a casa un’edizione tanto complessa, in un periodo difficile, duro, che mette alla prova i librai indipendenti, le case editrici e tutti coloro che si occupano di cultura. Siamo contenti di essere riusciti nel nostro intento. Il premio Bancarella è una solida realtà che si è ritagliata uno spazio importante. Vogliamo continuare a farlo con tutte le nostre forze”.

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La scheda del libro Leggi tutto…

L’IMPORTANZA DI ESSERE PICCOLI

pubblicità web 1.inddL’IMPORTANZA DI ESSERE PICCOLI

rassegna di poesia e musica nei borghi dell’appennino

V edizione dal 3 al 6 agosto: un progetto associazione arci “SassiScritti”

LA POESIA CARICA DI MONDO

riabitare il luoghi marginali con la poesia e la musica

con

CRISTINA DONA’, ELISA BIAGINI, DIODATO, EMILIO RENTOCCHINI, FRANCESCO DI BELLA, GUIDO CATALANO, DELLERA, ANDREA LONGEGA, ANNALISA TEODORANI
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PREMIO ELMO 2015

PREMIO ELMO 2015

La IV edizione del PREMIO ELMO, Storie di ordinaria cultura: un prestigioso riconoscimento volto a celebrare la cultura dell’area Mediterranea. 

Il Premio, così come la “Settimana dell’Arte” a esso legato, è organizzato dall’associazione “Piazza Dalì” e si avvale del patrocinio del Comune di Rizziconi e della Regione Calabria, della collaborazione delle associazioni “Arte e Cultura a Taormina”, “Sefora Cardone Onlus” di Potenza e Auser territoriale di Gioia Tauro

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I PREMIATI

Categoria Artisti:
Giovanni Longo e Giuseppe Lo Schiavo

Categoria Fondazioni-Associazioni:
“La Zattera Dell’Arte”, diretta da Ninni Panzera,  e il Museo del Presente Di Rende

Categoria giornalisti-scrittori:
Paride Leporaci, giornalista
Massimo Maugeri, scrittore

Premio speciale a Angelo De Luca e Dijana Pavlovic.

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(Segue comunicato stampa)

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MARCO BALZANO racconta L’ULTIMO ARRIVATO

MARCO BALZANO racconta il suo romanzo L’ULTIMO ARRIVATO (Sellerio) – tra i romanzi vincitori del Premio Selezione Campiello e finalisti per il Premio SuperCampiello. Le prime pagine del libro sono disponibili qui

La storia di un bambino e di un viaggio, le avventure e le disavventure di un piccolo emigrante con la testa piena di parole. «Balzano mostra come la letteratura sappia, e possa, parlare del mondo che ci circonda» (Marco Belpoliti, l’Espresso).

di Marco Balzano

C’è un paese che confina con quello dove abito io e questo paese si chiama Baranzate. È una piccola città alle porte di Milano. Una volta, dopo i tagli della riforma Gelmini, ci sono pure finito a fare qualche giorno di supplenza. In classe c’erano due italiani e una ventina di stranieri. Un odore denso aleggiava tra i banchi, come se fossimo a un mercato indiano. Non che io sia stato mai da quelle parti, ma il mio olfatto lo immagina così, con l’aroma troppo umano di quella prima media di Baranzate. E poi ci sono passato per nove mesi, per i controlli di routine che Anna doveva fare in gravidanza. Nei reparti dell’ospedale Sacco i cartelli hanno sempre la scritta in arabo, cinese e spagnolo. Altro che l’internazionalità dell’inglese. Poi, poco più avanti, c’è il campo nomadi, da cui venivano tre o quattro dei ragazzetti che avevo in classe.
Da alcuni studi risulta che Baranzate sia il terzo comune d’Europa per immigrazione. Un’immigrazione che, per altro, si addensa in una sola parte della città, e principalmente nella famosa via Gorizia. In quella via ci ha vissuto anche mia madre, emigrata a 14 anni con zio Nicola, suo fratello maggiore. Due terroni, che in quella via avranno ritrovato compaesani o almeno corregionali. Gente che si piazzava lì, giusto il tempo di avviarsi una vita dall’altra parte dello stivale. Poi, una volta che la vita si era avviata, se ne andava e non ci tornava più. Anche chi ci abita oggi fa così. Anche loro riconoscono chiaramente un posto arrangiato e non hanno intenzione di farselo andare bene per troppo tempo. Via Gorizia è da sempre la via degli ultimi arrivati. Con i palazzoni affacciati sulla strada e le fabbriche intorno che da qualche anno, se non hanno già chiuso, faticano molto più di ieri o hanno lasciato il posto ad altro. Adesso lì dentro non ci trovi più i terroni ma cinesi, arabi, peruviani, nordafricani. Ecco, se dovessi dire da dove nasce l’idea primordiale del romanzo, risponderei che comincia dalla contemplazione di via Gorizia. Dalla metaforicità di questo luogo, che trova molti analoghi alle porte delle città del triangolo industriale. Leggi tutto…

DUE VOLTE DELTA di Elisabetta Sgarbi

DUE VOLTE DELTA di Elisabetta Sgarbi

Sono in sala, in questi giorni, i film della trilogia sugli uomini del Delta del fiume Po realizzati da Elisabetta Sgarbi per Rai Cinema (proprio mentre a Parigi c’è stata la ratifica dell’accesso della zona del Delta del Po nei siti patrimonio dell’Unesco)

Due volte Delta” di Elisabetta Sgarbi è un film in due parti per una trilogia sugli uomini del Delta del fiume Po: Parte prima: ‘Il pesce siluro è innocente‘; Parte seconda: ‘Per soli uomini‘; Parte terza: ‘Il pesce rosso dov’è’.

Il servizio di di Laura Squillaci su RaiNews dedicato a “Per soli uomini”

L’approfondimento di Rai Cinema Channel

“Il pesce siluro è innocente” e “Per soli uomini”: due film in uno per un ritratto inedito del Po e della sua gente. Ne “Il pesce siluro è innocente” vi sono due consumati pescatori di anguille nella sacca di Goro e un uomo dediti alla raccolta delle vongole e delle cozze. Vite che si svolgono lungo il Po, seguendone il ritmo e le stagioni. In “Per soli uomini”, tre uomini impegnati nell’allevamento del pesce resistono in un angolo di mondo situato lungo il Po di Maistra, nell’estremo Delta del Po, in una delle ultime valli da pesca.

Di seguito, approfondimenti e immagini. Leggi tutto…