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PREMIO BERTO 2015: vince Francesco Di Salvia

luglio 6, 2015

FRANCESCO DI SALVIA CON “LA CIRCOSTANZA” VINCE IL PREMIO BERTO 2015

finale Premio Berto 2015 la Giuria

La circostanzaFrancesco Paolo Maria Di Salvia, con La circostanza, Marsilio Editori, è il vincitore della XXIII edizione del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto (Premio riservato a scrittori esordienti).

Lo ha proclamato e premiato sabato 4 luglio a Mogliano Veneto, città natale dello scrittore cui il Premio è intitolato, la Giuria presieduta da Antonio D’Orrico, critico del Corriere della Sera.

Di Salvia era nella cinquina dei finalisti assieme a Pier Franco Brandimarte, con L’Amalassunta, Giunti, Enrico Ianniello, con La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, Feltrinelli, Marco Peano, con L’invenzione della madre, Minimum Fax, e Elena Rausa, con Marta nella corrente, Neri Pozza.

“E’ questa una storia dell’Italia del Novecento narrata attraverso le sue “chiese”, dal fascismo al comunismo, con il gusto del racconto familiare ma anche “industriale”. L’autore ci fa scoprire che è possibile scrivere delle nostre vicende nazionali in maniera epica” ha così motivato la propria scelta la Giuria.

COPERTINE CINQUINA

Francesco Paolo Maria Di Salvia - Vincitore Premio Berto 2015Di Salvia, è nato a Salerno nel 1982 e vive a Praga. Suoi testi sono stati selezionati per Subway Letteratura, La gettoniera di vibrisse, Esor-dire. Ha vinto il XXXII Concorso Nazionale per il Racconto Sportivo del CONI. Laureato in Arti e Scienze dello Spettacolo con una tesi in Letteratura Italiana Contemporanea sulla Dissipatio H.G. di Guido Morselli, e diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha lavorato nei reparti di produzione, sceneggiatura e regia di cinema e tv. Attualmente è freelance nel settore IT e si occupa di web semantico, contenuti e traduzioni. All’esordio con “La circostanza” ha già ricevuto la Menzione speciale della Giuria alla XXVII edizione del Premio Calvino.

A lui va il premio di 5.000 euro.

Nel corso della cerimonia di proclamazione, svoltasi presso la Villa Museo di Toni Benetton, La Marignana, è stata sottolineata la soddisfazione per la ripresa del Premio Berto, sospeso quattro anni fa per problemi organizzativi delle amministrazioni comunali che fino ad allora lo avevano gestito. La ripresa è stato uno degli obiettivi delle celebrazioni, nel 2014, del centenario della nascita dello scrittore veneto. Un obiettivo centrato, come pure l’acquisizione dell’Archivio di Giuseppe Berto ora in corso di catalogazione al dipartimento di italianistica dell’Università di Padova, che restituisce al panorama della produzione letteraria italiana uno dei premi più importanti perché riservato ad esordienti.

Quindi il Berto potrà continuare a svolgere la funzione di talent scout che già nei primi vent’anni di vita aveva dato importanti successi essendo stato trampolino di lancio per alcuni dei più bei talenti della letteratura contemporanea, tra cui, solo per citarne alcuni, Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988), Michele Mari conDi bestia in Bestia (1989), Luca Doninelli con I due Fratelli (1990), Paolo Maurensig con La variante di Lüneburg (1993), Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997), Helena Janeczek con Lezioni di Tenebra (1998), Elena Stancanelli con Benzina (1999), Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001),Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004), Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007).

La rinascita del Premio Berto, si deve in particolare all’Associazione Culturale Giuseppe Berto – nata agli inizi del 2013 su iniziativa di Manuela e Antonia Berto, moglie e figlia dello scrittore, e di un gruppo di intellettuali, scrittori, critici – ed è stata resa possibile dall’impegno del Comitato promotore formatosi per questo scopo con l’adesione dell’amministrazione Comunale di Mogliano Veneto, della Regione Veneto, del Liceo Statale Giuseppe Berto di Mogliano Veneto, e dal supporto economico privato fornito da CGIA di Mestre, Colorificio San Marco e Despar.

«Abbiamo esaminato una cinquantina di opere prime che appartengono a vari generi (autobiografico, epico, realistico, fantastico, comico). Fino a qualche tempo fa si diceva che tutti gli italiani avevano un libro di poesie nel cassetto ma non erano libri di buona poesia. Adesso, a quanto pare, il libro nel cassetto degli italiani è diventato un romanzo. La novità è che non sono cattivi romanzi. Ce lo confermano proprio i cinque finalisti del Premio Berto» ha commentato Antonio D’Orrico, Presidente della Giuria, formata da Cristina Benussi, Università di Trieste, Enza Del Tedesco, Università di Trieste, Giuseppe Lupo, Università Cattolica di Milano e scrittore, Laura Pariani, scrittrice, Stefano Salis, critico e giornalista del Sole 24 Ore e Alessandro Zaccuri, critico, scrittore e giornalista dell’Avvenire.

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