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IL CONTRARIO DELL’AMORE, di Sabrina Rondinelli (intervista)

luglio 15, 2015

IL CONTRARIO DELL’AMORE, di Sabrina Rondinelli (Indiana)

intervista all’autrice curata da Eliana Camaioni

Quand’è che l’amore si trasforma nel suo contrario? “L’amore finisce dove comincia la paura. Non è amore disperato, è violenza. E se non la riconosci, non puoi salvarti”. Una brutta storia di stalking è la vera protagonista de “Il contrario dell’amore”, l’ultimo libro di Sabrina Rondinelli (Indiana): Eva è giovane, fa un lavoro con cui vive a stento, ha una figlia problematica avuta da una relazione passata. Una vita difficile, frutto di una serie di circostanze sbagliate. Vuole farcela da sola, Eva, ad affrontare il mondo; ma sarà vaso di coccio di fronte alla prepotenza di un suo ex, conosciuto in chat, che spaccerà l’ossessione per amore, trasformando una storia finita in un incubo di violenza esponenziale.
Con una narrazione che alterna la focalizzazione interna a quella esterna, la prima alla terza persona, la Rondinelli in un crescendo progressivo shows, don’t tell ciò che Eva è costretta a subire, trascinando il lettore su quella giostra impazzita fatta di (centinaia di) sms ed email, tutti dello stesso mittente, che Eva riceverà quotidianamente pur non rispondendo mai: un soliloquio che presto si accompagnerà a pedinamenti, incursioni, regali non richiesti, insulti, minacce.
-“Quand’è che si chiama amore? (…) Quando ti accorgi che stai provando qualcosa di diverso da tutto quello che hai provato prima: che non era amore, ma soltanto un modo come un altro per non sentirti troppo sola”. Solitudine e amore, questi i due punti focali del romanzo, questi i due reagenti di una trasformazione quasi alchemica, dell’amore nel suo contrario. È corretto?
Sì, è così. Tutti i personaggi del romanzo sono accomunati dal sentimento della solitudine: Eva cerca un compagno, ma trova solo uomini sbagliati, Sergio è solo perché vive in un Paese che non è il suo, lo stalker abita con la madre ormai morente e Nina, la figlia di Eva, è sola in quanto bambina “diversa” dagli altri e quindi incompresa.

-Eva dirà di sé “soltanto adesso mi accorgo di tutti gli errori che ho fatto, e a ripensarci, mi sembra che mi ci sono messa io nella gabbia: io mi sono chiusa a chiave, l’ho girata con le mie mani nella serratura”. Eppure Eva non sembra imparare dai propri errori: del tutto sorda ai consigli -per quanto maldestri- della sorella e dei familiari, Eva continuerà a frequentare le chat, a relazionarsi agli sconosciuti, e a non respingere con la dovuta durezza gli inviti dell’uomo della Tema nera, suo stalker. Perché?
Eva è una donna un po’ ingenua, immatura, non certo colta. Detto questo, personalmente credo che non ci sia nulla di male a frequentare le chat o a relazionarsi con degli sconosciuti… Una donna single è libera di conoscere chi vuole. Il problema vero è che Eva non respinge con la dovuta durezza gli inviti dello stalker perché innanzitutto non riconosce la violenza che lui le sta infliggendo e poi perché si sente in colpa e teme ritorsioni.

contrarioamore_3DParlare con un amico immaginario, insubordinarsi con gli adulti e i maestri, staccare la spina del computer mentre la madre è collegata, fino al gesto estremo di sparpagliare per casa il contenuto di due valigie e strappare i biglietti aerei, andandosi a nascondere: attraverso comportamenti infantili la piccola Nina sembra avere idee chiare e tanto coraggio nel reagire ad una vita che non le va bene. Le qualità che sembrano mancare ad Eva, che rimane sorda ai segnali che la figlia le manda. Chi è l’adulta, chi la bambina, in questa relazione madre-figlia?
Nina rimane pur sempre una bambina. Ma è l’unica vera donna ribelle del romanzo, che non ci sta a subire passivamente quello che gli altri decidono per lei. Perciò è la mia supereroina. Però non voglio dire di più per non svelare il finale della storia.

-“E’ una cosa brutta la solitudine, è peggio che avere una malattia (…) Allora ti viene quel maledetto bisogno di innamorarti a tutti i costi: ed è proprio quello che ti frega”. È la solitudine, più dello stalker, il vero nemico della fragile Eva?
La solitudine è il vero nemico di tutte le donne fragili, che pur di sentirsi amate da un uomo si accontentano anche di briciole, scampoli di affetto, o ancora peggio di uomini violenti mascherati da principi azzurri.

-“Le storie di stalking si assomigliano tutte”, e l’incubo in cui cade Eva probabilmente è lo stesso, ogni giorno, di tante silenziose creature. Esiste una ricetta, un elenco di regole (come quelle che Eva usa in chat, come quelle che contraddistinguono le clienti) che ogni donna dovrebbe seguire, per non cadere vittima di uno stalker?
Eh, magari esistesse una ricetta magica! Qualunque donna, di qualunque condizione sociale, qualunque precauzione prenda, può diventare vittima di stalking. Sì, sì, anche tu, che leggendo questa intervista stai pensando: “Figuriamoci, a me quella robaccia lì non accadrà mai”.
Vogliatevi tanto bene, donne, e non abbiate paura di niente e di nessuno.

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http://gazzettadimantova.gelocal.it/polopoly_fs/1.11162680!/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/detail_558/image.jpgSabrina Rondinelli (1972) è nata a Torino, dove si è laureata in Materie Letterarie con indirizzo teatrale. Insegna in una scuola elementare e ha scritto diversi libri per bambini e ragazzi, premiati e tradotti all’estero. Il contrario dell’amore è il suo primo romanzo per un pubblico adulto.

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