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Archive for settembre 2015

SICILIA DUNQUE PENSO 2015

SICILIA DUNQUE PENSO 2015: Caltanissetta, dal 1° al 4 ottobre – Biblioteca Comunale Scarabelli

Sicilia dunque penso

Tra gli ospiti del Festival anche Franco Battiato che parlerà del suo film documentario Attraversando il Bardo”

Ritorna, per il secondo anno consecutivo, dall’1 al 4 Ottobre “Sicilia dunque penso“, momento di riflessione sulla Sicilia e sull’identità siciliana.
Nella Biblioteca Comunale Scarabelli di Caltanissetta, quattro giornate di conversazioni, dibattiti, mostre, presentazioni di libri, spettacoli, uno spazio dedicato agli studenti. Una giornata dedicata a Leonardo Sciascia, perché la Sicilia legga e rilegga le sue parole, rifletta sul suo pensiero; due mostre fotografiche di Giuseppe Leone, una mostra dell’artista Stefano Caruano, una mostra di libri sulla Sicilia a cura dell’Associazione Siciliana Editori, una mostra di libri e incisioni curata dalla Fondazione Leonardo Sciascia, una mostra storica di riviste e libri della casa editrice Salvatore Sciascia, la proiezione continuativa di filmati e interviste di Leonardo Sciascia.
Il festival, che è stato promosso, ideato e organizzato da Librariamente, un comitato di privati cittadini, con il Comune di Caltanissetta, la Pro Loco di Caltanissetta, la Soprintendenza ai beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, con il sostegno della Cmc di Ravenna, quest’anno affronterà il tema “Ciò che si oppone converge”.

Il programma si articola nel seguente modo: Leggi tutto…

Il Fado e le Musiche dei barbieri

Il Fado e le Musiche dei barbieri:  La Compagnia popolare favarese e Le vie dei tesori

di Alessandro Russo

Fabbricano storie tra dopobarba, pennelli e frizzi giocosi; un minuto dopo le cantano a bambini e adulti di tutto il pianeta terra. Il loro repertorio è strettamente intrecciato a ninne-nanne, scherzi fanciulleschi, serenate e canti dell’emigrazione. Parlo della Compagnia popolare favarese che per la rassegna Le vie dei tesori, alle 9 della sera del 3 ottobre prossimo, si esibirà al Palazzo dell’inquisizione di Palermo. Alla manifestazione Il Fado e le Musiche dei barbieri’ parteciperanno anche i gruppi portoghesi Lavoisier e Senhor Trinity. Lo spettacolo si prefigge di far ottenere il riconoscimento Unesco di Patrimonio dell’umanità alle musiche dei barbieri, medaglia già conferita al Fado nel 2011.

«Fado – parola di Peppe Calabrese, voce e chitarra della Compagnia viene dal latino ‘fatum’ e fa venire in mente la concezione dolorosa e tragica della vita di Giovanni Verga. Il grande romanziere siciliano pensava che gli uomini fossero sottoposti a un fato impietoso e crudele. Chi cercava di uscire dalla condizione in cui il destino lo aveva posto non trovava la felicità sognata ma andava incontro a sofferenze maggiori, come succede a ’Ntoni Malavoglia e a Mastro Don Gesualdo. La sua visione pietrificata della società rinnova il mito del fato, la credenza cioè di una potenza oscura che regola le vicende degli uomini senza accompagnarle col sentimento della ribellione. Primeggia nella letteratura verghiana così come nella canzone popolare siciliana la rassegnazione eroica e dignitosa di ciascuno di noi al proprio destino. Un sentimento pessimistico che governa le sorti dell’uomo e al quale non è possibile sottrarsi, lo stesso che si riscontra nelle opere di Fernando Pessoa. Anni fa sono entrato in una ‘casas do fado’ ad Alfama, nel celebre quartiere popolare di Lisbona; lì ho potuto ascoltare canzoni che immediatamente mi hanno rievocato le nostre. Mi riferisco ai canti dell’emigrazione, alla malinconia e al dolore di chi rimaneva a casa e vedeva partire i loro cari ben sapendo di non rivederli più. Penso agli stornelli dei marinai, ai canti modali dei carrettieri, ma perfino alle nostre struggenti canzoni d’amore». Leggi tutto…

L’Aquila Volta la Carta 2015

L’Aquila Volta la Carta 2015: dal 9 all’11 ottobre – L’Aquila – Palazzetto dei Nobili

L'Aquila Volta la Carta

Il programma

Una manifestazione di tre giorni, con la partecipazione antimeridiana delle Scuole, pomeridiana del più vasto pubblico e l’accoglienza agli appassionati delle Letterature.
Ricco parterre di Autori con lancio in esclusiva di nuove edizioni e anteprime.

Tra gli ospiti: Gaetano Savatteri, Giampaolo Simi, Giovanni Ricciardi, Massimo Bisotti, Catena Fiorello Leggi tutto…

MA GIÀ PRIMA DI GIUGNO di Patrizia Rinaldi (un estratto)

Pubblichiamo le prime pagine del romanzo MA GIÀ PRIMA DI GIUGNO di Patrizia Rinaldi (edizioni e/o).
In settimana pubblicheremo un’intervista all’autrice

PREMESSA Leggi tutto…

LABIRINTI FESTIVAL 2015

COVERLABIRINTI FESTIVAL 2015

Torino: dal 1° al 31 ottobre

(il pdf del programma è disponibile qui)

Giovedì primo ottobre, a Torino, LABirinti Festival, organizzato dall’associazione Cooperativa Letteraria, inaugura la sua seconda edizione.
Per un mese (la manifestazione si chiuderà il 31 ottobre), un ricco calendario di eventi attiverà connessioni e ricerche narrative nel tessuto urbano, tra biblioteche, librerie, circoli, musei, ma anche scuole, case del quartiere, studi fotografici, gallerie d’arte e caffè letterari.

Quest’anno, il tema del vivere civile sarà l’anima del festival e verrà affrontato in tutte le forme della narrazione, dal romanzo al fumetto, attraversando cinema e musica, fino alla street art di Banksy, così da offrire al pubblico una panoramica completa sulla contemporaneità ed i suoi racconti.

Oltre a ospitare mostre, letture, passeggiate letterarie, spettacoli teatrali e incontri con autori nazionali ed internazionali (tra i tanti: Guido Conti, Bianca Garavelli, Marco Steiner e Laura Pariani), LABirinti presenterà i finalisti di tre concorsi (LABirinti di parole – racconto breve e poesia -, LABirinti di nuvole – fumetto – e LABirinti fotografia), pensati come vivai in cui gli esordienti selezionati non siano solo promossi, ma possano anche crescere nel confronto diretto con alcuni tra i più autorevoli nomi della scena culturale.
I giudici, infatti, saranno residenti a Torino, in modo da dialogare, in una sorta di laboratorio aperto, con i partecipanti del concorso e il panorama artistico della città, anche presentando opere di autori torinesi. Leggi tutto…

PREMIO BRANCATI ZAFFERANA 2015

PREMIO BRANCATI ZAFFERANA 2015

L’ALTRO. ACCETTAZIONE E PREGIUDIZI.

Il difficile cammino verso una società multietnica

La cerimonia di premiazione si svolgerà il 26 Settembre 2015 a ZAFFERANA ETNEA (CT)

Via delle Ginestre, 27/D – SALA CONVEGNI MORGANA – ESPERIA PALACE HOTEL

 

* * *

I VINCITORI

NARRATIVA – Nadia Terranova: GLI ANNI AL CONTRARIO (Einaudi)

SAGGISTICA – Domenico Quirico: IL GRANDE CALIFFATO (Neri Pozza)

POESIA – Roberto Deidier: SOLSTIZIO (Mondadori)

GIOVANI – Giulia Gubellini: UNDER (Rizzoli)

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QUANDO IL GRIGIO DIVENNE VERDE E VICEVERSA

Santino Mirabella 1QUANDO IL GRIGIO DIVENNE VERDE E VICEVERSA di Santino Mirabella (Algra editore)

Il volume sarà presentato il 2 ottobre 2015, a Catania, c/o Il Centro Fieristico “Le Ciminiere”, padiglione C3, sala C3

di Alessandro Russo

Mentre Oriana, Matteo e Carola rincorrono felici una sfera di gomma in giardino, li osservo e sfoglio l’ultima fatica editoriale di Santino Mirabella. I miei tre campioncini trotterellano contenti sull’erba e io sorrido con loro; poi m’interpello sui reali interesse del gioco del calcio e divengo serio. Quando il grigio divenne verde e viceversa (Algra Ed, pg 184, € 25) è un viaggio nel mondo di un pallone che ha perso immortalità, mistero e poesia. L’autore, giudice del Tribunale, aedo e romanziere catanese, rivive la sua prima volta dentro il vecchio Cibali. Il bambino prova uno stupore indescrivibile; i suoi occhi ammaliati scorgono un oceano verde con onde immobili. Un’enorme distesa odorosa del profumo dell’erba, un gigantesco prato increspato da rettangoli a strisce bianche e vari disegni astrusi. Babbo gli stringe forte la mano e lo tiene appiccicato a sé come una sottiletta: l’atmosfera si fa elettrizzante. Mille bandiere colorate dal rosso fuoco dell’Etna e dall’azzurro del mare s’agitano al vento. Contemporaneamente l’altoparlante intona ‘Torrisi supermiscela, un dolce segreto in te si cela’ e poi è il turno del variopinto inno di Natalino Otto. ‘Lo stadio è già gremito, la folla è già esultante, tra poco lo squadrone scenderà. In maglia rossazzurra, con stemma l’elefante, questo è il Catania della serie A. Forza Catania, passa subito all’attacco perché è tempo di segnar. Dalla mezzala al centro, con mezza rovesciata e una pallonata in rete arriva già! Gooool’  
Gli scarpini bullonati di valorosi paladini stanno adesso per calpestare la smisurata tavola da biliardo. Il primo a far capolino è l’attaccante Aquilino Bonfanti; indossa la consueta casacca a righe verticali con l’undici cucito alle spalle. Lo tallona il portiere Rino Rado con guantoni grigi in mano e magliettina nera girocollo a bordi rossi e azzurri. Pochi secondi e dal sottopassaggio si materializzano i gemelli del gol L’uno è l’infallibile cecchino che calza il trentotto: Giampaolo Spagnolo, per tutti Spagnoletta. L’altro, Claudio Ciceri, ha barba incolta, zazzera bionda, andatura dinoccolata e calzettoni alla cacaiola. Dietro di loro saltella con eleganza il gigante Cantarutti; lo stadio intero osanna ‘Aldo, Aldo’ eppure lo sguardo del bomber rimane glaciale. Frattanto, con un sacchetto di sale in mano, il presidente Massimino si posiziona dietro la porta avversaria. Ce l’ha coi portoghesi e urla come un forsennato: ‘Tutti gli spettatori tutti, per primi i giornalisti, devono pagare il biglietto.‘ Orbene, l’incasso langue e la carta stampata lo attacca feroce più d’una leonessa. In quest’instante sta per seder in panchina mister Egizio Rubino. Pare un gentleman inglese: è sempre pronto a stemperare gli animi senza bisogno d’alzar mai la voce.
Oggi però i ricordi di chi è più grandicello stanno per essere relegati in un passato sotterrato. D’altronde, oggi il calcio è morto ! Leggi tutto…

Women’s Fiction Festival 2015

Women’s Fiction Festival 2015

Festival Internazionale di Narrativa Femminile | Dodicesima edizione, Matera 24/27 settembre 2015

Il WFF propone, con la sua consueta formula, un congresso internazionale per scrittori con approfondimenti sull’editoria tradizionale e digitale, appuntamenti a tu per tu con editor e agenti letterari, consulenze individuali su traduzione, editoria digitale, self publishing, traduzioni; workshop di scrittura creativa, incontri con gli autori con anteprime nazionali, reading e la premiazione letteraria “La Baccante”.

A confermare i numeri del costante interesse interesse per il WFF Elizabeth Jennings, presidente del WFF: “Sono un centinaio gli iscritti al congresso internazionale per scrittori dove quest’anno è previsto un focus sulla letteratura per ragazzi, young adult e thriller, provenienti da Italia, Francia, Germania, Austria, Regno Unito, Svezia, Svizzera. Da fuori Europa: Stati Uniti, Dubai, India, Nuova Zelanda, Australia. Circa 90 gli appuntamenti fissati tra aspiranti autori e addetti ai lavori del mondo editoriale, tra cui saranno presenti importanti player di mercato come Amazon, Kobo, Harper Collins, Tule Publishing, Mondadori, Einaudi, tr60/Nord, Harlequin Mondadori e agenzie letterarie nazionali e internazionali.”

Tra gli ospiti della dodicesima edizione: Biagio Bagini, Daria Bignardi, Gianluca Caporaso, Valerio Corzani, Mario Desiati, Teresa De Sio, Miriam Dubini, Sofia Gallo, Bianca Garavelli, Isa Grassano, Cristina Obber, Francesca Palumbo, Giuseppe Palumbo, Sara Rattaro, Simona Sparaco, Edy Tassi, Giuseppina Torregrossa, Francesca Vignali Albergotti, Francesca Vecchioni.” Leggi tutto…

Stregati al MAXXI: 25 e 30 settembre, 7 ottobre

Stregati al MAXXI: 25 e 30 settembre, 7 ottobre 2015

Stregati al MAXXI

Spazio Yap – Piazza del MAXXI 

MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo

Via Guido Reni 4 A – ROMA
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RICOMINCIO DAI LIBRI 2015

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RICOMINCIO DAI LIBRI 2015: 25, 26, 27 SAN GIORGIO A CREMANO

BEN 70 GLI EVENTI ORGANIZZATI DALLA FIERA DEL LIBRO DI SAN GIORGIO A CREMANO

Ricomincio dai libri, ad un anno di distanza dalla sua prima edizione, si ripresenta agli appassionati di cultura e letteratura in grande stile. Le tre associazioni organizzatrici – Librincircolo, Arenadiana e La Bottega delle Parole – hanno messo in piedi, infatti, una tre giorni che tra presentazioni, laboratori, workshop ed eventi dedicati risulterà un’apnea da vivere tutta d’un fiato. Si comincia alle 10:00 di venerdì 25 e si andrà avanti sino alle 21 della domenica sera.
Dando un primo sguardo al programma, in effetti, vien subito voglia di immergersi tra i fantastici spazi interni ed esterni di Villa Falanga, gentilmente concessa dal comune di San Giorgio a Cremano – patrocinatore dell’evento – e dalla “Città dei bambini e delle bambine”, anch’essa coinvolta fattivamente per l’intera durata della manifestazione.
Assieme a quest’ultima ben quattordici case editrici, ventuno autori singoli, undici scrittori di fama nazionale e sette associazioni culturali sapranno animarla con la loro professionalità, la loro esperienza e soprattutto con la loro passione per il mondo dell’editoria, nelle sue diverse sfaccettature. Leggi tutto…

POESIA FESTIVAL 2015

Poesia FestivalPOESIA FESTIVAL 2015

dal 24 al 27 settembre – Unione Terre di Castelli in provincia di Modena (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola) e comuni di Castelfranco Emilia e Maranello (MO)

UNDICESIMA EDIZIONE CON MICHAEL KRÜGER, LUIS BACALOV, ALDO NOVE, MICHELE SERRA, TÊTES DE BOIS, FRANCO LOI E MILO DE ANGELIS

Giovedì 24 settembre Venerdì 25 settembre Sabato 26 settembre Domenica 27 settembre Assonanze Protagonisti del Festival

 

Dal 24 al 27 settembre la poesia è di nuovo protagonista in otto comuni
modenesi. Grandi autori racconteranno un modo diverso di utilizzare le parole
e di raffigurare la realtà. Insieme a loro salgono sul palco anche noti artisti
come Dente, Almamegretta, Paola Pitagora e tanti altri, per oltre 40 eventi in
quattro giorni, tutti gratuiti. Leggi tutto…

TRINACRIA PARK a Catania – mercoledì, 23 settembre 2015

TRINACRIA PARK a Catania – mercoledì, 23 settembre 2015

presso la Libreria Villaggio Maori –  Via Anzalone, 14 – h, 18:30 (clicca sull’immagine per aprire l’evento su Facebook)

Trinacria Park Villaggio Maori

La Libreria Villaggio Maori-Associazione culturale Talìa ha l’onore di ospitare, nella propria sede di Via Anzalone 14 e in apertura della stagione autunnale, Massimo Maugeri, scrittore siciliano e ideatore del blog Letteratitudine.it.
Mercoledì 23 Settembre, alle ore 18:30,appuntamento con un reading dal romanzo Trinacria Park: un percorso enigmatico in una terra che “decide di mostrarsi moderna ma non riesce a liberarsi dei suoi paradossi. Una storia in cui nulla è come appare.” ( La Repubblica)

* * *

trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK (Edizioni E/O – Sabot/age)

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

Dalla rassegna stampa del romanzo
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TORINO SPIRITUALITÀ 2015

TORINO SPIRITUALITÀ 2015: 23|27 settembre 2015

Torino Spiritualità

Siamo tutti nati nel fango,
ma alcuni di noi guardano alle stelle
(Oscar Wilde)

Mercoledì 23Giovedì 24Venerdì 25Sabato 26Domenica 27Gli OspitiI Luoghi

L’IMPASTO UMANO
FATTI DI TERRA, GUARDIAMO LE STELLE

La ricerca del significato prosegue con nuovi strumenti, percorsi, idee. Per l’undicesimo anno consecutivo Torino Spiritualità invita il pubblico al confronto, alla riflessione e alla sosta. Dal 23 al 27 settembre il capoluogo piemontese ospita cinque giorni di incontri, dialoghi, lezioni, spettacoli, meditazioni ed esperienze che hanno come tema comune l’impasto umano, la complessa mescolanza di materia e trascendenza che costituisce e unisce le persone.

Oltre 120 appuntamenti e 150 voci da tutto il mondo per una manifestazione che sempre più coinvolge gli spazi cittadini e il territorio regionale, facendo dello spirito dei luoghi contenuto e spunto di ricerca. Tra le tante location di questa edizione: i teatri Carignano, Gobetti, Alfieri e Vittoria, la sede del Circolo dei lettori Palazzo Graneri della Roccia, il MAO Museo d’Arte Orientale, il Museo del Carcere Le Nuove, la chiesa di San Filippo Neri, il Tempio Valdese, il Centro di Produzione Rai, il Cimitero Monumentale, le Fonderie Limone di Moncalieri, il Parco Astronomico di Pino Torinese, le città di Novara e di Alba.

L’edizione 2015 di Torino Spiritualità accoglie ospiti provenienti da tutto il mondo: tra gli altri, il maestro tibetano Sogyal Rinpoche, il teologo statunitense Matthew Fox, il filosofo spagnolo Fernando Savater, lo studioso statunitense Jonathan Gottschall, il critico d’arte inglese John Berger, il coreografo belga Alain Platel, il free climber Manolo.

Torino Spiritualità è un progetto del Circolo dei lettori di Torino, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, il contributo dei partner Giubileo per la Cultura, Ersel, Codebò, la collaborazione dei partner tecnici Lago, EXKi, Sparea, Caffè Vergnano, Aboca, Hotel Victoria, ITS Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Mirafiori Motor Village, QC Termetorino, la media partnership di La Stampa e Rai Radio3. Leggi tutto…

GLI ANNI DELLA LEGGEREZZA, di Elizabeth Jane Howard (un estratto)

In esclusiva per Letteratitudine pubblichiamo un estratto del romanzo GLI ANNI DELLA LEGGEREZZA, di Elizabeth Jane Howard – La saga dei Cazalet
Fazi editore, 2015 – Traduzione di Manuela Francescon

[Clicca di seguito per informazioni su E. Jane Howard e “Gli anni della leggerezza”]

 

Lansdowne Road
1937

La giornata cominciò alle sette meno cinque: la sveglia
(sua madre gliel’aveva regalata quando era andata a servizio)
si mise a suonare e continuò imperterrita finché Phyllis
non la ridusse al silenzio. Sul cigolante letto di ferro sopra
il suo, Edna gemette e si girò, rannicchiandosi contro
la parete; perfino d’estate odiava alzarsi, e d’inverno capitava
che Phyllis dovesse strapparle di dosso le lenzuola. Si
mise seduta, si sciolse la retina e cominciò a togliersi i bigodini.
Quel giorno aveva il pomeriggio libero, si sarebbe
lavata i capelli. Scese dal letto, raccolse la trapunta che era
finita in terra durante la notte e aprì le tende. La luce del
sole ingentilì di colpo la stanza, trasformando il linoleum
in caramello e donando una tonalità blu ardesia alle scheggiature
del catino lavamani di smalto bianco. Si sbottonò
la camicia da notte di flanella leggera e si lavò alla maniera
che le aveva insegnato sua madre: il viso, le mani e poi
– ma con circospezione – le ascelle, con un panno imbevuto
d’acqua fredda. «Muoviti», disse a Edna. Buttò l’acqua
sporca nel secchio e cominciò a vestirsi. Si tolse la camicia
da notte restando con la sola biancheria e si infilò il
vestito di cotone verde scuro che usava la mattina. Sistemò
la cuffia sui boccoli grossi come salsicce – non li aveva
spazzolati – e si legò il grembiule attorno alla vita. Edna,
che al mattino si lavava appena, riuscì a vestirsi mentre era
ancora a letto: un retaggio dell’inverno (la stanza non era
riscaldata e per nessun motivo al mondo avrebbero aperto
la finestra). Alle sette e dieci erano entrambe pronte a
scendere con passo lieve nella casa ancora immersa nel
sonno. Phyllis si fermò al primo piano e aprì la porta di
una delle camere. Tirò le tende e udì il pappagallo fremere
impaziente nella sua gabbietta. Leggi tutto…

TAOBUK 2015 – Taormina International Book Festival: dal 19 al 25 settembre

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TAOBUK 2015 – Taormina International Book Festival: dal 19 al 25 settembre

PROGRAMMAOSPITI

THE WALL. GLI ULTIMI MURI

“Vogliamo l’uguaglianza senza che ciò significhi identità; ma vogliamo anche la differenza senza che ciò degeneri in superiorità/inferiorità. Vivere la differenza nell’eguaglianza: è cosa più facile a dirsi che a farsi”.

La riflessione filosofica di uno dei maggiori pensatori del nostro tempo, Cvetan Todorov, ci riporta ad un argomento chiave nell’affrontare uno dei temi salienti della contemporaneità, quello dello “scontro di civiltà”, dei vecchi muri che resistono e dei nuovi che vengono costantemente innalzati.

É ancora tempo di muri, di divisioni che resistono. Le cronache quotidiane ci portano testimonianze da tutto il mondo di muri politici, muri religiosi, razziali ed economici. Tutti i “muri” che ci dividono vengono innalzati sul terreno fertile di una cronica incomunicabilità, sia essa generazionale, razziale, sociale, ideologica o religiosa mentre agli intellettuali, oggi più che mai, spetta il ruolo cruciale di farsi veicolo di conoscenza della diversità ed occasione di promozione di una cultura del dialogo.

Il Festival sarà il palcoscenico di eccezionali personalità internazionali del mondo della cultura e dell’arte, dal Premio Nobel Orhan Pamuk, di origine turca, figlio di una civiltà “di frontiera” e ponte privilegiato tra l’Oriente e l’Occidente, allo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, vera e propria icona nella lotta al pregiudizio sociale e all’intolleranza religiosa, senza dimenticare l’artista israeliana di origini yemenite Noa, da sempre ambasciatrice di pace in Medio-Oriente, sino a blogger e giornalisti che in quella parte di mondo operano quotidianamente a stretto contatto con i focolai di violenza e terrore.

Nell’ambito della kermesse troverà posto l’omaggio che Taobuk tributerà a Pier Paolo Pasolini, a quarant’anni dalla morte. Questa sezione del Festival si configura come il tributo ad un intellettuale di straordinaria versatilità che sfidò ogni sorta di visione dogmatica della realtà e nasce dalla considerazione di quanto drammaticamente attuale sia l’indagine sociale ed intellettuale di Pasolini, tale da mostrare una chiaroveggenza che ancora oggi sorprende e annichilisce. Leggi tutto…

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FESTIVALFILOSOFIA 2015: dal 18 al 20 settembre

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FESTIVALFILOSOFIA 2015: PRIGIONIERI DEL PRESENTE

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti Bodei, Bauman, Cacciari, Galimberti, Recalcati, Rodotà, Augé, Bauman, Nancy

programma completoprogramma filosofico  – programma creativo  – programma ragazzi

Dedicato al tema ereditare, il festivalfilosofia 2015, in programma a Modena, Carpi e Sassuolo dal 18 al 20 settembre in 40 luoghi diversi delle tre città, mette a tema la diffusa percezione che si sia interrotta una continuità culturale, tanto nei rapporti tra le generazioni, quanto nella trasmissione dei saperi e dei valori. La quindicesima edizione del festival prevede lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Gli appuntamenti saranno quasi 200 e tutti gratuiti.

Il festival è promosso dal “Consorzio per il festivalfilosofia”, di cui sono soci i Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, la Provincia di Modena, la Fondazione Collegio San Carlo di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Piazze e cortili ospiteranno oltre 50 lezioni magistrali in cui maestri del pensiero filosofico si confronteranno con il pubblico sulle varie declinazioni contemporanee dell’ereditare: dagli attuali cambiamenti nelle forme della trasmissione culturale, ai mutati rapporti fra le generazioni; dal ruolo del patrimonio storico-artistico per la memoria all’urgenza educativa, nella scuola e non solo; dallo statuto – anche economico – del debito, alle frontiere dell’ereditarietà genetica, fino alla responsabilità verso le generazioni future che erediteranno il pianeta.

Quest’anno tra i protagonisti si ricordano, tra gli altri, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Gianrico Carofiglio, Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Tullio Gregory, che fa parte del Comitato scientifico del Consorzio, Michela Marzano, Salvatore Natoli, Federico Rampini (lectio Rotary), Massimo Recalcati, Stefano Rodotà, Chiara Saraceno, Carlo Sini, Gustavo Zagrebelsky e Remo Bodei, Presidente del Comitato scientifico del Consorzio. Nutrita la componente di filosofi stranieri: tra loro i francesi Jean-Luc Nancy, François Hartog, François Jullien e Marc Augé, che fa parte del comitato scientifico del Consorzio; i tedeschi Aleida Assmann, Jan Assmann e Christoph Wulf, i britannici Zygmunt Bauman e Richard Sennett, l’americano Robert Darnton, l’indiana Vandana Shiva. Leggi tutto…

ELIZABETH JANE HOWARD E LA SAGA DEI CAZALET

ELIZABETH JANE HOWARD E LA SAGA DEI CAZALET

Domani sera (giovedì, 16 settembre), su Letteratitudine, pubblicheremo un estratto del primo romanzo della saga dei Cazalet: “Gli anni della leggerezza” (appena pubblicato per Fazi editore, traduzione di Manuela Francescon)

Elizabeth Jane Howard, prolifica scrittrice inglese (Londra, 26 marzo 1923 – Bungay, 2 gennaio 2014), fu figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo. Ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite dal padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis (padre di Martin Amis). Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Ha al suo attivo la pubblicazione di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con un milione di copie vendute. Nel 2014 Fazi Editore ha pubblicato il suo romanzo “Il lungo sguardo“. Dal 10 settembre, sempre per i tipi di Fazi, è in libreria il primo dei cinque volumi della saga dei Cazalet: “Gli anni della leggerezza“.

* * *

martin-amis-elizabeth-295850Martin Amis ha avuto modo di raccontare del suo rapporto con Jane (la sua eccezionale matrigna, qui nella foto tra lui e il padre Kingsley) in un articolo pubblicato sul Mail on Sunday e interamente disponibile, con traduzione in Italiano, sul sito di Fazi editore. Aveva 13 anni, Martin, quando cominciò a capire che il rapporto tra i suoi genitori (Kingsley e Hillary) era destinato a rompersi. «Sai che tuo padre ha un’amante a Londra?!» gli aveva detto Eva Garcia, la loro bambinaia-governante.

In seguito Martin con il fratello Philip sarebbero andati a vivere con Kingsley e Jane. “Ero diventato un perdigiorno semianalfabeta“, scrive Martin Amis, “un fannullone il cui interesse principale consisteva nel bazzicare i luoghi dove si piazzavano scommesse (e dove la mia specialità era prevedere il piazzamento all’incontrario delle corse dei cani, il che la dice lunga). Fu Jane a prendere l’iniziativa. Lei era sempre stata sinceramente portata alla filantropia ed era fortemente attratta dai perdenti e dalle anatre zoppe. Da coloro, per dirla con le sue parole, che «conducevano vite spaventose». Le piacevano gli obiettivi, gli incarichi, i progetti. A differenza di entrambi i miei genitori lei era organizzata. Philip era di gran lunga più sfrontato e di gran lunga più ribelle di me. Non restò molto nella casa elegante e raffinata di Maida Vale. Ma io ero indeciso, mi sentivo confuso, e capitolai. (…) Quando Jane iniziò a occuparsi di me, avevo in media un O-level (livello ordinario) l’anno, e non leggevo altro che fumetti, più un po’ di Harold Robbins ogni tanto e i brani più lascivi de “L’amante di Lady Chatterley”. Da poco avevo sostenuto un A-level in inglese – unica materia nella quale davo segno di qualche vaga promessa – ma non ero passato. Dopo soltanto un anno di tutoraggio di Jane, mi ritrovai altre sei o sette O-level (compreso latino, imparato da zero), tre A, e una borsa di studio per Oxford di secondo livello. Niente di tutto ciò sarebbe accaduto senza l’energia e la determinazione di Jane“.

NPG x12159; Elizabeth Jane Howard by Madame Yevonde«Sono la tua “eccezionale matrigna”»: è questa la frase che Jane dice a Martin, dopo che lei e Kingsley si furono sposati nel 1965 (il loro rapporto si sarebbe chiuso nel 1980). “Ed era vero“, sottolinea Martin. “Era “eccezionale” nel senso di “straordinariamente e soddisfacentemente buona”.

Per motivi che senza dubbio risalgono a un’infanzia triste“, continua Martin Amis nel suo articolo, “Jane aveva un bisogno disperato di affetto. Ma, al tempo stesso, fece sempre scelte disastrose in fatto di uomini. In realtà mio padre, fonte di gioia e di dolori, probabilmente fu il migliore del suo carniere, nettamente al di sopra dell’orribile collezione di ciarlatani, teppisti e mascalzoni. E quindi forse, in definitiva, è Colin (il di lei fratello minore) che, in modo onorevole, ha ricoperto il ruolo di grande amore nella vita di Elizabeth Jane Howard“.

Consigliamo la lettura del seguente articolo (di Aida Edemariam apparso il 9 novembre 2013 sul «Guardian», in cui Elizabeth Jane Howard, si racconta): Elizabeth Jane Howard: «Non ho mai pensato che Kingsley Amis fosse migliore di me come scrittore» Leggi tutto…

METROPOLIX

MetropoliX

“MetropoliX”, il nuovo magazine online di cinema, musica e letteratura, sarà presentato a Catania, giovedì 17 settembre, ore 19:00, presso la Cappella Bonajuto Living, via Bonajuto 9-13

Alla presentazione saranno presenti i rappresentati di FR Gruppo Editoriale, i giornalisti Francesco Ricca e Francesco Russo, la direttrice editoriale del magazine Katya Maugeri, e l’ospite d’eccezione Rosario Castelli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania, che parlerà, inoltre, del suo libro “Prigioniero del sogno – Linguaggi al confine tra letteratura, cinema e musica” (ed. Bonanno). Leggi tutto…

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PAOLA MASTROCOLA racconta L’ESERCITO DELLE COSE INUTILI

PAOLA MASTROCOLA racconta il suo romanzo L’ESERCITO DELLE COSE INUTILI (Einaudi).
Un estratto del romanzo è disponibile qui

di Paola Mastrocola

Dicembre 2012: ricevo come regalo di Natale, da un amico carissimo, l’adozione a distanza di un asino. È una mail, un certificato di adozione via mail. Scopro così che esiste un posto vicino a Biella che si chiama “Rifugio degli asinelli”, dove raccattano e salvano asini provenienti da tutta Europa e dove, come forma di finanziamento, offrono adozioni simboliche (a distanza, appunto) dei loro asini ospiti. Apprendo che in certi Paesi gli asini vengono sfiancati di lavoro e poi da vecchi, abbandonati, diventano randagi creando un problema sociale di difficile soluzione: il randagismo degli asini.
Non ne sapevo niente. Mai occupata di asini. Né volevo fare l’ennesima storia di animali. (So benissimo che una delle etichette che mi vengono appioppate è scrittrice di animali. L’altra è scrittrice di scuola. Capisco, ma vorrei disettichettarmi, prima o poi…). Però mi comincia in testa l’idea di un asino randagio, vecchio. In questa fase lo voglio chiamare Biagio. Nient’altro, non so nulla della storia che vorrei raccontare, del senso che potrebbe avere.

Passa un anno e succedono tante cose. Vado a Biella a vedere il Rifugio, mi scoprono un male e mi operano, l’amico carissimo che mi ha regalato l’adozione si ammala gravemente e di lì a pochi mesi muore.
Allora decido. Cioè, non decido proprio per niente: non si decide un libro, si sta a vedere che libro si delinea, e si presenta come necessario. Ed è questo. Capisco che non posso che scrivere questa storia, è lei che si impone. Volevo fare tutt’altro romanzo, ma mi butto a scrivere la storia di Raimond, nei mesi della mia convalescenza. Invento un asino che non è un asino e lo chiamo Raimond perché il chirurgo meraviglioso che mi ha operata si chiama Raimondo. Ma questo libro, lo so, non parlerà né di asini né di chirurghi.

Forse potrei dire che è il mio “romanzo della convalescenza”, il romanzo di quando provo a credere, provo a sperare, di avere ancora del tempo davanti.
Alcuni lettori poi mi diranno che in questo mio libro hanno ravvisato qualcosa di curativo, qualcosa che aiuta a guarire: mi torna che possa essere così, e mi piacerebbe molto che fosse davvero così, una lettura che porta beneficio….

Raimond è un asino greco, vecchio, randagio; un asino che si sente finito e che invece, in un certo modo e del tutto casualmente, viene salvato: gli vien data, proprio quando sente prossima la fine, la possibilità di un’altra vita (un altro pezzetto di vita?).
Raimond ha sempre lavorato ed è stato sempre felice di lavorare, nella vita: portava pesi. “Porto pesi. Sono uno che porta pesi”, dice; si sente nato per far quello. Prima mattoni, travi, cemento per costruire case. Poi le valigie e i bauli dei turisti, sulla sua bellissima isola greca, dal porto all’hotel. Ma poi diventa vecchio e viene allontanato. Succede. Sbarca sul continente e non sa dove andare: è un asino randagio, con nostalgie, ricordi, rimorsi, e un doloroso sentimento della fine. In poche parole, è un vecchio messo da parte che si sente inutile.
Lo so, avrei potuto raccontare la storia di un pensionato. O di un esodato. Sarei stata più… realistica (più “vera”), più da “romanzo sociale”, più impegnata, più attuale. Ma anche più banale, secondo me, più opportunista, furbetta, conformista da politicamente corretto, non mi sarebbe piaciuto (sopporto poco l’onda di “romanzi umanitari” che ci sta travolgendo). Preferisco mettermi “fuori”, essere “traslata”, meta-forica. Parlar di asini insomma mi pareva meglio, mi ci trovavo più a mio agio. Sono così. Il prezzo sono le etichette che mi porto addosso. Pazienza. Porto pesi…

L’inutilità. Sentirsi inutili. L’inutilità è solo un sentimento, perlopiù sbagliato. Utili o inutili verso chi? E per che cosa mai, visto che siamo mortali? Eppure ci sembra brutto essere inutili nel mondo: che cosa passa a fare la nostra vita? Vogliamo tutti lasciare un segno, non sopportiamo di finire nel nulla. Vogliamo un senso, certo, è umano. Il problema è che perlopiù lo troviamo, questo benedetto senso, solo nel lavoro. Oggi più che mai. Il lavoro ci dà un’identità sociale, dunque una utilità riconosciuta. E quando “usciamo” dal lavoro? Quando smettiamo di lavorare, o perché siamo vecchi o perché ci licenziano di colpo, o perché non c’è più lavoro?
È qui che mi nasce la domanda: e vivere e basta? Semplicemente vivere, prendendo piacere dei giorni, del tempo che passa, delle persone cui ci affezioniamo, degli amori, delle nostre pur labili passioni, anche solo la passione per il cielo, le nuvole, gli alberi… e per le cose insignificanti, cioè apparentemente insignificanti; raccogliere funghi, giocare a carte, dipingere, coltivare pomodori, scrivere… Magris sottolineava che per Tolstoj scrivere era come tagliar legna, era uguale: due gesti del vivere, tutto lì. Pari dignità, pari significato. Non c’è qualcosa che vale meno e qualcosa che vale di più. È la società che, nel tempo, dà valore diverso alle cose, alle persone e ai gesti. Ma noi siamo sopra la società, siamo oltre. O, almeno, dovremmo cercare di recuperare anche questa altra dimensione, più sovra-sociale, se così si può dire. Leggi tutto…

PORDENONELEGGE 2015

PORDENONELEGGE 2015: dal 16 al 20 settembre

Crisi vs futuro

C’è una parola che abbiamo incontrato spesso, in quest’ultimo anno, nei libri che abbiamo incrociato o che ci sono stati proposti. Non è difficile indovinare: è la parola “crisi”. Una parola declinata in tutti gli accostamenti possibili, dall’economia alle istituzioni, dalla famiglia all’impresa, e poi fin dentro lo specifico di cui ci occupiamo: crisi dell’editoria, crisi del libro. Crisi, ovvero, necessariamente: cambiamento. Il momento della crisi è quello di un passaggio, di cui avvertiamo gli effetti, e di solito generano segnali di disagio, peggioramento, allarme. E’ necessario cercare di capire che cosa sta accadendo, durante una crisi. E oggi più di sempre è proprio nei libri che si trovano, se non le risposte, le domande giuste. E poi nei libri di quest’anno ricorre, senza che vi sia paradosso, un’altra parola: “futuro”. Solo il futuro, il futuro che è già qui e che dobbiamo imparare a vedere sarà non la soluzione, ma la conseguenza della crisi. Ci appare chiaro, oramai, che quello che è stato il mondo della crisi, è il mondo di ieri, e il suo tempo non avrà più corso. Mentre il mondo dove le conseguenze della crisi sono già all’opera si lascia intravedere, soprattutto attraverso i libri, nell’avvento di nuove dimensioni di esistenza, di produzione e di relazione comunicativa. Abbiamo cinque lunghi giorni, meravigliosamente intensi, per imparare a leggerle meglio e per parlarne insieme.

I curatori
Alberto Garlini, Valentina Gasparet, Gian Mario Villalta

Clicca di seguito per visualizzare il programma (che è in aggiornamento e potrà subire delle variazioni).

 

Mercoledì 16 Settembre Giovedì 17 Settembre Venerdì 18 Settembre Sabato 19 Settembre Domenica 20 Settembre Leggi tutto…

ROGO: intervista a Giacomo Sartori

ROGO: intervista a Giacomo Sartori

di Massimo Maugeri

Giacomo Sartori è scrittore e agronomo. Ha pubblicato vari romanzi: Tritolo (il Saggiatore, 1999), Anatomia della battaglia (Sironi, 2005), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic 2013), Cielo nero (Gaffi, 2010) e alcune raccolte di racconti: Di solito mi telefona il giorno prima (il Saggiatore, 1996), Autismi (Sottovoce, 2010) che ha vinto il premio Frontiere-Grenzen 2011 e è entrato nella cinquina Premio Settembrini 2012, Avventure (Senzapatria, 2010), Zoo a due (con Marino Magliani, Perdisa Pop, 2013).
È redattore del blog letterario Nazione Indiana.

Di recente, per la casa editrice “CartaCanta” ha pubblicato il romanzo Rogo (un estratto è disponibile qui). Ne discuto con l’autore…

– Giacomo, Rogo è il tuo terzo romanzo ambientato in Trentino-Alto Adige. Potresti dire da dove nasce la scelta dell’ambientazione?
Non lo so bene nemmeno io perché ho sentito l’esigenza di ambientare da quelle parti tre miei romanzi, visto che gran parte della mia vita adulta l’ho passata ben lontano dal Trentino. Io lì ci sono nato e cresciuto, ma poi appunto ho vissuto altrove, e soprattutto fuori dall’Italia. Penso che gli scrittori parlino delle cose che conoscono intimamente, e tra queste rientrano certo gli ambienti che li hanno marcati nell’infanzia, e le esperienze ad essi legati. Però devo ammettere che non mi sembra di conoscere bene la situazione attuale della regione, e quindi nel parlarne provo anche una sorta di malessere. Come dire, cerco di seguire quello che succede, perché ho mantenuto molti legami, però non mi sembra di avere davvero il polso della situazione, come solo può averlo chi ci vive in modo continuo. Il mio è quindi uno sguardo non alieno a un senso di estraniamento. Del resto la mia famiglia era per molti versi atipica, in quanto sia mio padre che mia madre erano criticissimi nei confronti della realtà regionale, anche se in modi diversi. Mio padre da ex fascista radicale e anticlericale non sopportava il totalitarismo democristiano, con il suo corredo di ipocrisie e corruzione, e mia madre veniva da una famiglia con esperienze cosmopolite, mal digeriva le chiusure della profonda provincia bigotta. Lo dico solo perché credo che questi elementi di distanziazione, che peraltro non arrivavano e non potevano arrivare a una sintesi, abbiano influito molto nella genesi del mio sguardo, che è sempre quello di uno che osserva dall’esterno, che non si sente a casa sua da nessuna parte. E devo confessare che anche come lettore trovo insopportabile il tono di complicità con la realtà che è presente, anche se in forme molto diverse, in tanti romanzi italiani, perché appunto questo senso di appartenenza non mi ha mai coinvolto, e penso che dal punto di vista letterario sia deleterio. La letteratura per me diventa interessante nella misura che il suo sguardo sia implacabile, alieno da qualsiasi connivenza. Può esserci al limite empatia, tenerezza, commozione, nostalgia, desiderio, ma non connivenza.

Rogo è ispirato a un fatto realmente accaduto? Leggi tutto…

CIATU

 

CIATU

di Simona Lo Iacono

Quando mia nonna voleva dirmi che ero tutta la sua vita, che viveva per me, che s’incarnava nei miei giorni al punto da essere il mio passato ma anche il mio futuro, mi diceva: “Ciatu mio” , e cioè “fiato mio”, respiro del mio respiro.
Ciatu“, però, è anche più di respiro. Perchè il fiato è flebile e tuttavia fortissimo, è vento ma anche vapore, è materia invisibile che unisce.
chi siamoNon poteva quindi scegliere titolo migliore la regista Monica Felloni per lo spettacolo teatrale che ha esordito il 21 agosto al Teatro Antico di Taormina e a cui ho assistito con stupore crescente. Messo in scena dalla sua compagnia, Neon, il cui direttore artistico è Piero Ristagno e che da più di un ventennio valorizza ogni diversità attraverso il teatro, “Ciatu” è più di una rappresentazione teatrale. Leggi tutto…

BUK CATANIA 2015

BUK CATANIA 2015 – dal 18 al 20 settembre

Buk Festival

 

Buk Festival della piccola e media editoria è una manifestazione ideata da Francesco Zarzana e organizzata dall’associazione culturale Progettarte.
Nasce con l’intenzione di dare spazio e voce alle centinaia di piccoli editori italiani e non solo, che ogni anno presentano a Modena la loro ricca offerta culturale.

Ma Buk non è solo esposizione: con numerose iniziative collaterali tra presentazioni di libri, conferenze e dibattiti sui grandi temi dell’attualità, reading e atelier letterari creativi, incontri con autori e personaggi di spicco del mondo della cultura, Buk si propone come iniziativa di riferimento della scena culturale nazionale ed internazionale.

Modena Città del Libro grazie a Buk

Nel 2014 Modena entra a far parte della rete Le Città del Libro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che mette insieme le principali esperienze di promozione della cultura del libro oggi esistenti in Italia, ognuna con le proprie specificità ma tutte accomunate dal desiderio di sostenere la cultura attraverso i libri. Grazie a Buk, la città di Modena viene rilanciata ancora una volta come grande capitale della cultura.

logo_cittadellibro

Il modello Buk, eccellenza da esportare

Buk ha raccolto l’invito del Teatro Stabile di Catania e dell’Amministrazione per portare il Festival nella città etnea. Con grande entusiasmo, nel settembre 2014, Buk è sbarcato a Catania con oltre 70 editori, presentazioni di libri, reading, tavole rotonde, spettacoli dal vivo e concerti, all’interno della splendida cornice dello storico Palazzo Platamone.

(di seguito, il programma) Leggi tutto…

FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE 2015

FESTIVAL della COMUNICAZIONE, CAMOGLI

FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE
II edizione – Camogli, 10-13 settembre 2015

Dopo il successo della prima edizione con 20.000 presenze di pubblico e un coinvolgimento ben più ampio sui social network, torna a Camogli da giovedì 10 a domenica 13 settembre 2015 il Festival della Comunicazione. La manifestazione, ideata e diretta da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, è promossa da Regione Liguria (che l’ha inserita tra i Grandi Eventi in concomitanza con EXPO 2015) e dal Comune di Camogli, in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Talent Garden di Genova, Ente Parco di Portofino, Area Marina Protetta di Portofino.

Quest’anno l’appuntamento è prolungato a quattro giornate, ricche come sempre di conferenze, tavole rotonde, laboratori, spettacoli, escursioni, mostre e un’installazione ambientale.
L’iniziativa si avvale ancora una volta della “guida” di Umberto Eco, la cui lectio magistralis “Tu, Lei, la memoria e l’insulto” chiude il festival, e vedrà la partecipazione di oltre 120 ospiti, tra esperti di comunicazione, blogger, manager, musicisti, linguisti, scrittori, direttori di giornali cartacei, digitali e della tv, filosofi, social media editor, economisti, semiologi, artisti, fisici, psicologi, scienziati e registi.

«Alla luce del progresso tecnologico e informatico che ha sconvolto sistemi di comunicazione e interazione tra le persone, ci vogliamo preparare a leggere i futuri possibili e le novità rilevanti della comunicazione nei servizi, nell’educazione, nella diffusione della scienza e delle arti, nella finanza, nei sistemi produttivi» spiegano Rosangela Bonsignorio e Danco Singer.

Cambieranno i modi, i mezzi e i tempi del comunicare, ma quel che è certo è che non smetteremo di parlare e interagire con gli altri. Dopo aver affrontato lo scorso anno un primo tratto del cammino per prepararci a ciò che ci riserverà il futuro, il festival alla sua seconda edizione si vuole concentrare su uno degli aspetti fondanti di ogni comunicazione: il linguaggio.
Ciascuno degli ospiti – alcuni già presenti la scorsa edizione e ormai fedeli compagni di viaggio del festival, altri coinvolti per il primo anno – declinerà il macrotema del linguaggio attraverso una prospettiva diversa, offrendo sguardi inediti e spunti di riflessione. Quanti e quali modi di fare narrazione si svilupperanno? Si parlerà dei cambiamenti nel linguaggio degli italiani, della politica, della menzogna, dei fumetti, dell’architettura, dei giornali, della TV, delle imprese, del gossip, dell’economia, della pubblicità, della divulgazione scientifica, della “posta del cuore”, della ricerca, dei social network, del cinema, della musica, dell’alimentazione, della moda, della giustizia, del gioco, delle catastrofi.

Gli interventi, cui darà il via la lectio del linguista Tullio De MauroIl linguaggio degli italiani dall’Unità d’Italia a oggi”, si articoleranno in quattro grandi aree: il linguaggio della cultura digitale; il linguaggio scientifico; il linguaggio delle arti e il linguaggio delle imprese.

OSPITI 2015 Festival della Comunicazione, Camogli

 

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Categorie:Eventi

PREMIO LA TELA DI PENELOPE 2015

PREMIO LA TELA DI PENELOPE, II EDIZIONE, PER NAXOSLEGGE 2015

Nell’ambito di “NAXOSLEGGE Festival delle narrazioni, della lettura e del libro” alla V edizione, il 12 settembre h 18:30 al Sicily by Marabù di Giardini Naxos la manifestazione “Le donne non perdono il filo: storie di donne di Calabria e Sicilia” ospita la presentazione del volume “ANGELA NAPOLI, L’ANTIMAFIA DEI FATTI” libro intervista a cura di Orfeo Notaristefano (Falco Editore).

Con l’autrice interverranno Marinella Fiume e Fabio Granata.

A seguire, Cerimonia di consegna del premio La Tela di Penelope, II edizione, dedicato ai saperi delle donne.

Quest’anno NAXOSLEGGE è stato affiancato da ACVA di Giardini Naxos, Associazione Amici del Fondo Librario Paola Albanese, Associazione L’Altra Metà, Associazione Risveglio Ideale, Associazione Toponomastica femminile, Centro di poesia Contemporanea di Catania, Città delle donne, Comune di Nicotera, Comune di Scaletta Zanclea, Istituto Italiano dei Castelli, KōArt di Catania, Sicilia in Rosa, Sìcily by Marabù, Techne Contemporary Art di Reggio Calabria.

Saranno premiate:

  • Per la Calabria – Angela Napoli, Consulente Commissione Nazionale Antimafia e

presidente Associazione Risveglio Ideale;

  • per la Sicilia – Marinella Fiume, già Sindaco di Fiumefreddo di Sicilia (CT),

presidente Associazione Antiracket e Antiusura Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Targa speciale dell’ACVA – Associazione Commercianti Antiracket Valle Alcantara al sindaco di Corleone (PA), Leoluchina Savona.

Il premio consiste in opere realizzate dalle artiste Angela Pellicanò e Alice Valenti.

Coordinano Teresa Libri e Giusy Patanè Leggi tutto…

Una stanza tutta per sé

“Una stanza tutta per sé”
Stage di scrittura creativa a Taormina condotto da Luigi La Rosa

Che spazio hanno oggi le donne nell’arte e nella scrittura? Quali e quanti sacrifici sono ancora costrette a fare per strapparsi ai ruoli di moglie/madre/compagna che molto spesso la società attribuisce loro soffocandone la libertà e il genio? Quanto costa insomma ritagliarsi quella “stanza tutta per sé” woolfianamente necessaria alla creazione?
Grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione culturale “Arte&Cultura a Taormina”, lo scrittore e docente di scrittura creativa Luigi La Rosa ne parlerà sabato 19 settembre a Taormina, a partire dalle ore 10.00, presso i locali di “Babilonia – Centro Studi Italiani”, via Timoleone 10, all’interno di uno stage-convegno di letture e scritture dedicate al tema in questione.
Lo stage si svolgerà negli spazi della scuola ventennale di Alessandro Adorno, fiore all’occhiello della cultura isolana, istituto ogni anno insignito del premio internazionale come migliore scuola di italiano per stranieri, e rispetterà i seguenti orari (10.00-13.00 e 15.00-18.00), spezzati da una comoda pausa pranzo durante la quale i partecipanti avranno modo di elaborare e meditare ulteriormente gli argomenti affrontati nel corso della mattinata.
Nel pomeriggio i corsisti verranno invitati a scrivere, a tradurre in parole le emozioni vissute sulla propria pelle, e dettate dal bisogno di “quella stanza tutta per sé”, sempre tanto difficile da conquistare e sempre più necessaria, soprattutto nel nostro mondo contemporaneo.
Lo stage è aperto anche alla partecipazione degli uomini, che contribuiranno a valorizzare attivamente il dibattito portando il loro personale punto di vista e animando ulteriormente la discussione. Leggi tutto…

FESTIVALETTERATURA 2015

FESTIVALETTERATURA

 XIX edizione dal 9 al 13 settembre a Mantova

SI PENSA AL FUTURO GUARDANDO AL PASSATO

Scrittura è la parola chiave di questa diciannovesima edizione di Festivaletteratura che si terrà a Mantova da mercoledì 9 a domenica 13 settembre: scrittura – come segno grafico, rappresentazione simbolica, trasposizione fisica del pensiero, strumento cognitivo, espressione inequivocabile della personalità – e ricerca sul linguaggio. Festivaletteratura ancora una volta sperimenta, lavora sulle possibilità di nuovi linguaggi, e al contempo valorizza il suo passato, la quasi ventennale materia storica del suo archivio, che non è solo memoria, ma serve a innescare nuovi progetti culturali. In questa edizione del festival si parlerà dunque del futuro della scrittura con prototipi, il cantiere progettuale che parte già dal 24 agosto: uno spazio per immaginare nuovi supporti al racconto in cui 10/15 giovani saranno chiamati ogni anno a progettare e – se possibile – a realizzare un prototipo (una forma di neo-libro?) che sappia cogliere tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per la produzione di nuova letteratura e per la trasmissione del sapere. E insieme al futuro, anche il passato si radica e struttura, e finalmente diventa fruibile l’immenso materiale di chi ha lasciato il proprio segno grafico e di presenza al festival in tutti questi anni, con l’apertura dell’archivio di Festivaletteratura, attraverso l’Opac. Un catalogo on-line di foto, video, registrazioni sonore e molto altro consentirà a tutti di prendere coscienza del notevole patrimonio documentario sulla letteratura contemporanea raccolto e di utilizzarlo come partenza per nuovi progetti culturali. A questo scopo, il nuovo sito riprenderà articoli, discussioni, commenti, produzioni originali, costruendo “racconti” di scrittori e temi di cui si tratterà, e che permetteranno ai suoi visitatori, già nelle settimane precedenti, di leggere, confrontarsi, partecipare alle riflessioni e ai pensieri che animeranno il Festival. Leggi tutto…

TEATRO SULL’ACQUA 2015: dal 5 al 13 settembre

FESTIVAL DEL TEATRO SULL’ACQUA 2015: dal 5 al 13 settembre, Arona (NO)- direzione artistica di DACIA MARAINI

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Il Teatro sull’Acqua incontra scrittori che dialogando e confrontandosi con Dacia Maraini, scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga, sceneggiatrice italiana e direttrice artistica del Festival, creano splendidi momenti di apertura verso le più disparate tematiche dell’essere umano.

Il Festival Il Teatro sull’Acqua, edizione 2015, inizia con il Giallo, più precisamente con Andrea Vitali, autore de Le belle Cece, seguirà Antonio Manzini e il suo Era di maggio.
Questa nuova avventura sull’Acqua proseguirà con altri autori affermati del calibro di Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del Corriere della Sera, con Possa il mio sangue servire, storie di Resistenza 70 anni dopo la Liberazione, Esmail Mohades con Non si può incatenare il sole, storie di donne nelle carceri iraniane la cui prefazione è stata curata prorpio da Dacia Maraini. Chiara Valerio presenterà una storia, quella di Almanacco del giorno prima, nata da una notizia ascoltata alla radio nel 2007, che fa tornare alla mente Cicikov di Le anime morte di Gogol.
Mario Andreose, attivo da alcuni decenni nell’editoria, dialogherà con Dacia Maraini del suo libro Uomini e libri, Valeria Parrella con Troppa importanza all’amore coinvolgerà il pubblico con otto racconti d’amore e non soltanto, otto storie umane sul trovarsi, sul perdersi e lasciarsi andare.
Mauro Covacich ha scritto diversi libri di narrativa, al Teatro sull’Acqua parlerà del suo La Sposa, Finalista Premio Strega 2015. Infine, un romanzo speciale, che ruota intorno a una domanda semplice e decisiva: cos’è che riempie davvero la nostra vita? Paola Mastrocola proverà a rispondere parlando del suo libro L’esercito delle cose inutili.

 

Di seguito, il programma completo Leggi tutto…

IL MISTERO E LE SUE MASCHERE

IL MISTERO E LE SUE MASCHERE

Majorana. Mistero in due scene” (Carthago Edizioni 2015) – di Paolo Manganaro

di Anna Vasta

Si può raccontare il mistero, senza disperderne le tenebre? Si può esplorarlo senza oltrepassare la soglia d’inviolabilità che lo separa dal conoscibile, e non macchiarsi d’empietà?
Il mistero non è l’ignoto. L’ignoto è il non conosciuto; il mistero, il non conoscibile. E di conseguenza l’indicibile, il non raccontabile. Ma ciò che non è possibile raccontare, si può rappresentare. Un’antica tradizione letteraria, quella dei Misteri religiosi, utilizza l’azione teatrale per narrare il mysterium iniquitatis: la passione e la morte dell’uomo-dio, l’enigma del nascere e del morire, il dolore, l’iniquità, il male. Anche Paolo Manganaro (foto in basso), l’autore della pièce teatrale “Majorana. Mistero in due scene (Carthago Edizioni 2015), mette su una performance con coro, personaggi, musiche di fondo per rappresentare una vicenda di mistero, la scomparsa di Ettore Majorana, il giovane fisico catanese dileguatosi a poco più di trent’anni, un giorno di marzo del 38, senza lasciare tracce. Nella pièce di Manganaro la sacralità dei Misteri medievali si dissolve nelle provocazioni, nei paradossi di un moderno teatro dell’assurdo o della follia. Così che il mistero sia salvo, che resti tale. Consegnato all’ essenzialità scenica del drammaturgia contemporanea, si cristallizza in una forma che ne garantisce l’insolvibilità.
Inevitabile per Paolo Manganaro il rendez- vous con Leonardo Sciascia e il suo Majorana.
Sciascia sceglie il romanzo, l’indagine, per scandagliare il mistero di Ettore.
La forma del romanzo di per sé indulge all’umano. Ne viene fuori un personaggio che, pur conservando la sua statura di superiorità rispetto ai propri simili, resta comunque un uomo, coi suoi dubbi, le laceranti contraddizioni, un’idea della scienza alta, malgrado le sue demoniche potenzialità. Lo schema del giallo presuppone la volontà di venire a capo del mistero, o quanto meno di indicare una pista, di indirizzare il lettore verso frammenti di verità, che emergono da episodi della vita di Majorana, e che assumono, alla luce del dopo, sentori di presagio. Leggi tutto…

LIBRI A MOLLO 2015 – SECONDA PARTE

LIBRI A MOLLO – SECONDA PARTE

Un ponte di libri in festa. L’estate sta finendo

Ponte Milvio – Roma, tutti i giovedì / settembre 2015

Arriva settembre e comincia la seconda parte di “Libri a Mollo”, ancora quattro serate per celebrare la fine dell’estate con presentazioni di libri, letture, conversazioni e performance in piazza. Tutti i giovedì, appuntamento dalle ore 21, in modo alternato tra il chiosco situato nella piazza di Ponte Milvio, lato pista ciclabile, e lo spazio antistante la Libreria Bar Pallotta, Piazzale di Ponte Milvio 21/22. Si parte il 3 settembre, con Marco Missiroli (“Atti osceni in luogo privato”), per proseguire il 10 settembre con I Camillas (“La rivolta dello zuccherificio”) e il 17 settembre con Fabio Genovesi (“Chi manda le onde”). La seconda edizione si chiuderà il 24 settembre, con gli autori scelti dai lettori: Loredana Limone (“Un Terremoto a Borgo Propizio”), Marco Proietti Mancini (“Il coraggio delle madri), Emanuele Tirelli (“Pedro Felipe”). Leggi tutto…

ADDIO A MANLIO CANCOGNI

ADDIO A MANLIO CANCOGNI

Lo scrittore e giornalista Manlio Cancogni è scomparso oggi 1º settembre 2015, a Pietrasanta. Era nato a Bologna il 16 luglio 1916. Tra i suoi libri ricordiamo “Allegri, gioventù” (con cui vinse il Premio Strega nel 1973)

Le prime pagine del volume di Manlio Cancogni intitolato “Parlami, dimmi qualcosa” (Elliot) sono disponibili qui

Manlio Cancogni (Bologna, 16 luglio 1916 – Pietrasanta, 1º settembre 2015), nacque da genitori versiliesi. Dal 1917 al 1940 visse a Roma; nella capitale svolse tutto il suo curriculum scolastico. Durante gli anni di università, prestò il servizio militare nel Corpo degli Alpini a Bassano del Grappa (1936), ma non gli fu data l’idoneità, perché si ammalò e finì in ospedale. Nel 1938 si laureò in Legge e successivamente in Filosofia. A Roma conobbe Carlo Cassola del quale fu grande amico fino alla morte di quest’ultimo. Conobbe anche Carlo Levi, Mario Luzi, Eugenio Montale, Luigi Silori, Luciano Luisi e molti altri.
'Capitale corrotta, nazione infetta': l'inchiesta-scandalo di Manlio Cancogni sull'EspressoNel 1942 pubblicò i primi racconti su “Frontespizio” e “Letteratura”. Poi fu richiamato alle armi: combatté nella Campagna di Grecia e poi sul fronte albanese. Dopo la Liberazione si stabilì a Firenze, dove ebbe inizio la sua attività giornalistica. Esordì alla “Nazione del popolo”, poi fu chiamato a Milano a collaborare con quotidiani e riviste nazionali. Del Cancogni giornalista è da ricordare l’inchiesta svolta nel 1956 contro la corruzione nella cosa pubblica che divenne famosa per il titolo a tutta pagina “Capitale corrotta = Nazione infetta“.
Cancogni scrisse per il Corriere della Sera, La Stampa, Il Popolo, L’Europeo, Botteghe Oscure, L’Espresso (per il quale fu corrispondente da Parigi), e altri giornali e riviste italiani. A Milano, strinse una buona amicizia con Luciano Bianciardi, con il quale collaborò per alcune opere sul Risorgimento per conto della Feltrinelli. Tra il 1967 e il 1968 fu direttore de “La Fiera Letteraria”. Negli anni Sessanta pubblicò l’intervista a Bassani intitolata “Perché ho scritto l’Airone?”.

Alla fine degli anni Sessanta si recò negli Stati Uniti per insegnare letteratura italiana allo Smith College di Northampton. Da allora ha diviso la sua vita fra il Massachusetts e Marina di Pietrasanta.

copertina di Parlami, dimmi qualcosaTra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta accumulò una serie di successi letterari per i suoi romanzi, alcuni dei quali ricevettero premi e riconoscimenti di spicco. Dagli anni Ottanta Cancogni si dedicò sempre più all’attività di docente, interrompendo quella di scrittore. Fu l’editore Fazi a convincerlo a tornare alla scrittura. Nel 1997 uscì “Lettere a Manhattan”. Fu subito un successo, seguito da “Il Mister” (2000), ambientato nel mondo del calcio. Dal 1943 Manlio Cancogni è sposato con Maria Vittoria Vittori, fiorentina, con la quale visse gli ultimi anni della sua vita a Fiumetto

Tra le sue numerose opere letterarie: “Azorin e Mirò”, “Allegri, gioventù” (Premio Strega), “Quella strana felicità” (Premio Viareggio), “La sorpresa” (Premio Pen Club 2010), “Parlami, dimmi qualcosa”, “Perfidi inganni” e “La cugina di Londra”. Leggi tutto…

STRADE INQUIETE di Alessandra Litrico (recensione)

https://i2.wp.com/watsonedizioni.it/wp-content/uploads/2015/06/copertina_strade-inquiete.jpgSTRADE INQUIETE, di Alessandra Litrico (Watson edizioni)

L’autrice sarà presente al Buk Festival di Catania, presso lo stand delle edizioni Watson, giorno 19 e 20 settembre 2015

di Alessandro Russo

Buongiorno: vi chiedo scusa se sono sudato.
Il fatto è che ho appena terminato di giocare a calcio in giardino con mio figlio Matteo.
«Papà, oggi mi hai fatto felice» – mi sussurra mentre comincio a scrivere questa recensione.
Strade inquiete’ (Watson Edizioni, pg 139, € 10), l’esordio narrativo di Alessandra Litrico (foto in basso), è una trepidante fiaba sulla contentezza interiore in cui genesi, intreccio e conclusione s’accarezzano. Sono tutti col muso a Milano e le temperature glaciali atrofizzano il cuore: la storia è ambientata là, in una città sfuggente e avvolta da una vena malinconica. Incentrata sul mal di vivere dei giorni nostri, l’ha redatta una giovinetta di Catania laureata in legge; in punta di penna, la giurista si mette alla prova come archeologa. Il tema trattato appare tosto ma l’autrice non getta la spugna, piuttosto trasforma variegati stati d’animo in intonata narrazione. Tra le angosce del dolore esistenziale, Alessandra attacca col descrivere minuziosamente la sala d’attesa d’uno studio medico che odora d’umido e naftalina. In mezzo a uno scivoloso terreno, dimostra talento a scavare tra i resti dei rapporti umani e ciò che rimane dei nostri sentimenti. Con una scrittura mai artificiosa prende lei dimora attorno alle pieghe psicologiche di cinque intriganti personaggi: tesse la tela e costruisce una fascinosa pièce teatrale. Le vie del capoluogo lombardo sono inquiete e pure le pagine della scrittrice catanese lo divengono. Sta per scoccare la scintilla: i cinque salgono sul palco e financo la Litrico in carne e ossa fa capolino in scena.
Il giovanotto, per primo, digrigna i denti per il freddo e si dimena sul divano come un’anguilla. Nella sua anima c’è una terribile mareggiata; è pallido e stremato e sta per esser risucchiato dalle sabbie mobili. Accanto a lei la ragazza dalla pelle color fragola sparge curriculum come coriandoli e legge Pessoa. Ha negli occhi il bagliore dei cieli del sud e quando cammina lo fa a passo svelto: è precaria in un call center e si sente sotto sequestro. È il momento dell’imperturbabile avvocato di successo e single irremovibile che la sera beve gin tonic in affollati locali. Leggi tutto…