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ADDIO A MANLIO CANCOGNI

settembre 1, 2015

ADDIO A MANLIO CANCOGNI

Lo scrittore e giornalista Manlio Cancogni è scomparso oggi 1º settembre 2015, a Pietrasanta. Era nato a Bologna il 16 luglio 1916. Tra i suoi libri ricordiamo “Allegri, gioventù” (con cui vinse il Premio Strega nel 1973)

Le prime pagine del volume di Manlio Cancogni intitolato “Parlami, dimmi qualcosa” (Elliot) sono disponibili qui

Manlio Cancogni (Bologna, 16 luglio 1916 – Pietrasanta, 1º settembre 2015), nacque da genitori versiliesi. Dal 1917 al 1940 visse a Roma; nella capitale svolse tutto il suo curriculum scolastico. Durante gli anni di università, prestò il servizio militare nel Corpo degli Alpini a Bassano del Grappa (1936), ma non gli fu data l’idoneità, perché si ammalò e finì in ospedale. Nel 1938 si laureò in Legge e successivamente in Filosofia. A Roma conobbe Carlo Cassola del quale fu grande amico fino alla morte di quest’ultimo. Conobbe anche Carlo Levi, Mario Luzi, Eugenio Montale, Luigi Silori, Luciano Luisi e molti altri.
'Capitale corrotta, nazione infetta': l'inchiesta-scandalo di Manlio Cancogni sull'EspressoNel 1942 pubblicò i primi racconti su “Frontespizio” e “Letteratura”. Poi fu richiamato alle armi: combatté nella Campagna di Grecia e poi sul fronte albanese. Dopo la Liberazione si stabilì a Firenze, dove ebbe inizio la sua attività giornalistica. Esordì alla “Nazione del popolo”, poi fu chiamato a Milano a collaborare con quotidiani e riviste nazionali. Del Cancogni giornalista è da ricordare l’inchiesta svolta nel 1956 contro la corruzione nella cosa pubblica che divenne famosa per il titolo a tutta pagina “Capitale corrotta = Nazione infetta“.
Cancogni scrisse per il Corriere della Sera, La Stampa, Il Popolo, L’Europeo, Botteghe Oscure, L’Espresso (per il quale fu corrispondente da Parigi), e altri giornali e riviste italiani. A Milano, strinse una buona amicizia con Luciano Bianciardi, con il quale collaborò per alcune opere sul Risorgimento per conto della Feltrinelli. Tra il 1967 e il 1968 fu direttore de “La Fiera Letteraria”. Negli anni Sessanta pubblicò l’intervista a Bassani intitolata “Perché ho scritto l’Airone?”.

Alla fine degli anni Sessanta si recò negli Stati Uniti per insegnare letteratura italiana allo Smith College di Northampton. Da allora ha diviso la sua vita fra il Massachusetts e Marina di Pietrasanta.

copertina di Parlami, dimmi qualcosaTra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta accumulò una serie di successi letterari per i suoi romanzi, alcuni dei quali ricevettero premi e riconoscimenti di spicco. Dagli anni Ottanta Cancogni si dedicò sempre più all’attività di docente, interrompendo quella di scrittore. Fu l’editore Fazi a convincerlo a tornare alla scrittura. Nel 1997 uscì “Lettere a Manhattan”. Fu subito un successo, seguito da “Il Mister” (2000), ambientato nel mondo del calcio. Dal 1943 Manlio Cancogni è sposato con Maria Vittoria Vittori, fiorentina, con la quale visse gli ultimi anni della sua vita a Fiumetto

Tra le sue numerose opere letterarie: “Azorin e Mirò”, “Allegri, gioventù” (Premio Strega), “Quella strana felicità” (Premio Viareggio), “La sorpresa” (Premio Pen Club 2010), “Parlami, dimmi qualcosa”, “Perfidi inganni” e “La cugina di Londra”.

(fonte: wikipedia)

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Nel video che proponiamo di seguito (del 2013): una storia d’amore, libri, giornali e viaggi raccontata da Manlio Cancogni con al fianco la moglie Rori.

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Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa.

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