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Archive for ottobre 2015

I 40 ANNI DI TUTTOLIBRI

Tuttolibri 40 anniI 40 ANNI DI TUTTOLIBRI

Letteratitudine augura buon compleanno a TUTTOLIBRI in occasione del quarantesimo anniversario della nascita.

Un traguardo importante per lo storico supplemento settimanale culturale del quotidiano La Stampa, nato il 1º novembre 1975 per iniziativa del direttore di allora Arrigo Levi e del suo vice Carlo Casalegno.

In primo piano gli auguri del Presidente Mattarella che sottolinea come Tuttolibri abbia “accompagnato e, per molti versi, segnato la vita culturale del nostro Paese in anni di grandi e impetuosi cambiamenti. Basterebbe citare il lungo elenco di personalità della letteratura, del giornalismo, della storiografia della politica, della filosofia ospitate nelle prestigiose pagine per comprenderne il rilievo e l’incidenza nella cultura italiana”.

Nel numero di Tuttolibri oggi in edicola sono stati ripubblicati l’editoriale di apertura di Arrigo Levi (uscito nel primo numero del supplemento) e la storica intervista che Pier Paolo Pasolini rilasciò (a Furio Colombo) poche ore prima della sua morte (pubblicata nel secondo numero del supplemento).

Nell’editoriale di apertura Arrigo Levi rivendicava l’affinità «a una certa idea della cultura, ma anche a una certa idea dell’Italia e di come una società si sviluppa: il libro è un momento essenziale di ogni crescita civile». Il primo fascicolo della rivista ospitava un’intervista a Eugenio Montale (sulla funzione della poesia nella società moderna) e una con Alberto Moravia sulla scrittura civile. Il numero d’esordio ottenne lusinghieri risultati di vendita: 130.000 esemplari in prima tiratura, seguiti da una seconda tiratura di 30.000 copie.

Sul secondo numero apparve una breve (storica) intervista di Pier Paolo Pasolini con Furio Colombo, che acquisì una vastissima risonanza in quanto il poeta friulano morì tragicamente la notte stessa dopo averla rilasciata. Sulla scia del clamore riscontrato dalla scomparsa del celebre intellettuale, il numero 2 di Tuttolibri uscì in 177.000 copie, presto esaurite, che rimasero il record assoluto del periodico.

Una novità che caratterizzò il settimanale fu la classifica dei libri (affidata alla Demoskopea, compiuta per la prima volta con criteri scientifici).

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L’ARTICOLO DI MARIO BAUDINO

di Mario Baudino Leggi tutto…

L’AMORE CATTIVO di Francesca Mazzucato (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo L’AMORE CATTIVO di Francesca Mazzucato (Giraldi, 2015). A seguire, l’introduzione del libro firmata da Camilla Ghedini

L’Amore Cattivo, estratto capitolo Uno, pag 7-8-9

             E accade all’improvviso, tutto insieme, la serranda del garage che
si alza, il fremito, il sussulto, non c’è tempo per pensare troppo.

Non c’è tempo per niente, l’erosione dei minuti è scandita dai passi composti e ritmici, dalla sua pelle che, nell’attesa, diventa rossa d’apprensione, imperlata di un sudore gelato.

            Deve sistemare i cuscini sul divano, ordine perfetto, colori in gradazione, la bottiglia per l’aperitivo, il ghiaccio già pronto, i libri d’architettura uno sopra l’altro, l’ultimo aperto, le luci abbassate, la musica, il volto mansueto, le mani ferme, non una traccia di polvere,
nessuna sbavatura, andrà bene, ripete, andrà tutto benissimo.

L’amore feroce, quello delle bestie selvagge.
Che scortica, taglia, incide.
Quello storto, che diventa crimine.
L’aveva conosciuto troppo presto.
Le era rimasto addosso come un’ustione.
Nora appoggiò il naso al vetro della finestra come faceva da bambina e nell’alone disegnò una stella e una ballerina triste.
L’interno di un carillon antico.
Quelli con musica e movimento. Meccanismi perfetti, così diversi dalla vita.
Che si inceppa in un istante, si scombina.
I carillon funzionano sempre. Li rompe solo l’incuria.

La neve si era affacciata durante la notte stendendo un velo bianco sui tetti. Si era alzata a guardarla due volte, svegliandosi di soprassalto.
Creature leggerissime danzavano sulla città addormentata, illuminate dai lampioni e dai fanali delle macchine.
Aveva pensato di mettersi a cucinare. Preparare una torta. Portarla al lavoro al mattino, sorprendere i colleghi. Le piaceva cucinare di notte. Scombinare la cucina, domare l’insonnia creando. Un suggerimento della zia Eloisa, tanti anni prima. Talmente tanti da non metterli a fuoco. Ma il consiglio era giusto. Muovi le mani se sei agitata. Crea, se non dormi, non perdere tempo.
Dormire era difficile con il tempo cambiato, l’atmosfera gelida intorno. Bianco il cielo e il paesaggio. Cucinare serviva a rilassarsi. Lasciarsi andare agli impasti. Raccogliere grumi e rimasugli. Ma le mancavano ingredienti importanti, così era tornata a dormire. A provare, girandosi da ogni lato, bevendo ogni tanto un sorso d’acqua. C’erano notti che non miglioravano. Arrivavano tutti i ricordi, con la neve e l’infanzia, con la gola secca e gli occhi umidi, con quella sinfonia struggente che sentiva avvolgerla quando la sua mente tornava alla ragazzina che era stata.
Magra, fragile, maltrattata. In bilico. Intrappolata in una storia non sua. Maltrattata nel corpo, in quell’estraneo invadente.
La neve di Milano aveva una consistenza tutta speciale, lei ne ricordava una diversa. Da piccola l’aspettava con ansia insieme ai suoi compagni di scuola, ci giocavano fino a congelarsi le mani. Dietro di loro lasciavano interi mondi di pupazzi bianchi e fortini plasmati da chi aveva i guanti più resistenti. La neve disponeva alla creazione. Adesso era al lavoro ma si distraeva con niente in quei giorni di freddo e ricordi. C’erano finestre troppo grandi, ed era ancora tutto bianco. Fu inevitabile pensare ai genitori lontani e al paese soffocante dove era cresciuta che le riapparve davanti all’improvviso: rivide ogni angolo in sequenza, come un film troppo lento. Le case color ocra, la strada principale, gli anziani sulla panchina, la drogheria delle meraviglie, le corse, la fatica dei doposcuola, la chiesa, lo spaccio, la loro villetta. Leggi tutto…

VOLTI E LUOGHI DELLA CATANIA LETTERARIA

VOLTI E LUOGHI DELLA CATANIA LETTERARIA: dal 3 novembre all’8 dicembre 2015

Dove: Catania, Casa Vaccarini, via Cola Pesce 34
Quando: dal 3 novembre all’8 dicembre 2015
Orari: Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

L’inaugurazione della mostra che avrà luogo, martedì 3 novembre alle ore 16,30, a Casa Vaccarini

(nella foto accanto: Giovanni Verga e Federico De Roberto)

“Volti e luoghi della Catania letteraria” è il titolo dell’evento culturale accolto, dal 3 novembre all’8 dicembre, dalla settecentesca “Domus Vaccarini”, restituita al pubblico godimento dei siciliani.
La mostra “Volti e luoghi della Catania letteraria. Da Giovanni Verga a Giuseppe Bonaviri”, è una iniziativa direttamente promossa dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana.
Ideata e curata dall’architetto Fulvia Caffo, Soprintendente di Catania, insieme alla prof.ssa Sarah Zappulla Muscarà e all’avvocato Enzo Zappulla (fondatori dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano), la mostra si rivela un’occasione importante che privilegia la promozione e la valorizzazione della cultura letteraria siciliana tra Otto e Novecento, una produzione artistica che continua a suscitare nell’immaginario collettivo di popoli di varia cultura un fascino sempre crescente.
“Dall’approccio semplice e diretto, l’esposizione –commenta Fulvia Caffo– intende incuriosire ed accostare il visitatore al tema della bellezza e preziosità del nostro patrimonio paesaggistico e culturale, un invito alla lettura o rilettura delle opere letterarie, ma anche a percorrere con uno sguardo diverso ‘nuovi’ itinerari. Conoscere le case museo di Verga e Capuana, i luoghi della Cavalleria Rusticana, la Cunzeria, preziosi monumenti e affascinanti piazze, ed ancora aree paesaggistiche e naturalistiche come la Riviera dei Ciclopi, i percorsi che conducono al Parco dell’Etna, verso Monte Ilice, Bronte, il Biviere di Lentini che insieme ad altre aree costituiscono suggestivi ed importanti itinerari naturalistici, significa far respirare a Catania cultura vera della nostra terra. Nelle opere dei nostri scrittori –spiega ancora la Caffo -un posto di primo piano occupano infatti i luoghi, i paesaggi, le architetture e i monumenti dell’Isola che divengono componenti essenziali dei loro racconti. Gli autori, attraverso la descrizione della geografia del paesaggio, creano una sorta di ‘itinerario della vita’ che ruota attorno al movimento, al camminare, al guardare i luoghi della propria terra tra i quali hanno vissuto, che rappresentano veri e propri luoghi dell’anima, punti di riferimento rispetto al mondo circostante. L’Etna, ad esempio, è vista come la ‘Muntagna’, colta in una dimensione quasi umana dagli occhi di Vitaliano Brancati”. Leggi tutto…

FANTASMAGORIANA, a cura di Fabio Camilletti (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del volume FANTASMAGORIANA, a cura di Fabio Camilletti (Nova Delphi Libri, 2015)

Racconti di Apel, Clauren, Eyriès, Musäus, Schulze, Utterson (a cura di Fabio Camilletti) – L’antologia con il racconto originale “La sposa cadavere” per la prima volta edito in Italia

Estratto da Ritratti di famiglia di Johann August Apel

Il crepuscolo aveva impercettibilmente lasciato il posto alla notte, e la carrozza di Ferdinand proseguiva la sua lenta corsa nella foresta: borbottando, il postiglione continuava a lamentarsi del cattivo stato delle strade, e Ferdinand impiegava il tempo libero che il lento avanzare della carrozza gli regalava abbandonandosi alle riflessioni e agli stati d’animo che i motivi del suo viaggio risvegliavano in lui. Com’era normale per i giovani del suo rango, aveva frequentato diverse università: e, dopo aver viaggiato per i principali paesi d’Europa, tornava ora alla sua terra natale per prendere possesso delle proprietà del padre, morto in sua assenza.
Ferdinand era figlio unico, e l’ultimo rampollo dell’antica famiglia dei Panner:2 per questa ragione, sua madre insisteva con energia perché facesse un matrimonio illustre, al quale sia la nascita che il patrimonio gli davano diritto. Quando gliene parlava, gli ripeteva che Klotilde von Hainthal era quella che sarebbe stata più lieta di avere per nuora e per dare alla luce l’erede del nome e dei possedimenti dei Panner. Dapprincipio non l’aveva nominata se non in mezzo a tanti altri illustri partiti richiamati all’attenzione del figlio: dopo poco tempo, tuttavia, non parlava che di lei, e alla fine aveva dichiarato, in modo abbastanza fermo, che tutta la sua felicità dipendeva dal compiersi di quell’unione, e che sperava che il figlio avrebbe approvato la sua scelta.
Ferdinand, però, non pensava a questa unione che con fastidio, e le rimostranze continue che la madre continuava a fargli non contribuivano affatto a rendere Klotilde – che gli era completamente sconosciuta – più amabile ai suoi occhi: s’era deciso infine a compiere un viaggio nella capitale, dove il signor Hainthal e sua figlia erano convenuti per il carnevale. Voleva almeno conoscerla prima di acconsentire alle preghiere di sua madre: e, segretamente, si compiaceva al pensiero di trovare, per opporsi al fidanzamento, motivi più concreti del mero capriccio – che era poi il nome che la madre dava alla sua ripugnanza.
Mentre, all’approssimarsi della notte, attraversava la foresta silenziosa nella solitudine della carrozza, la sua immaginazione gli riportò alla mente i suoi anni giovanili, un tempo felice che ricordi lieti rendevano ancora bello. Gli sembrava che il futuro non gli offrisse niente da poter eguagliare il fascino del tempo passato, e più grande era il piacere che provava nel ricordare ciò che non esisteva più e meno si sentiva incline a pensare a quella vita futura, a cui – a dispetto delle sue inclinazioni – pareva destinato. Così, nonostante la lentezza con cui la carrozza avanzava sul terreno dissestato, gli pareva di avvicinarsi fin troppo velocemente alla conclusione del suo viaggio. Leggi tutto…

Uno scrittore allo specchio: ANNA FRANK

Uno scrittore allo specchio: ANNA FRANK

di Simona Lo Iacono

I cieli olandesi somigliano a volte a uno specchio, specie quando la soffitta ne ritaglia un angolo storto, afferrabile solo dopo le ore del coprifuoco. Rifrangono il mondo sottostante capovolgendolo e dilavandolo dal male, soprattutto dopo un acquazzone.
Durante i bombardamenti, invece, lo specchio si rompe, scaglie come angeli caduti e ribelli piovono sulla terra. L’impressione d’incanto è infranta: lo specchio è esattamente come la vita. Rovesciabile, segreta. E la mia immagine riflessa si scoriandola in mille particelle, briciole di un corpo.
Quando, nel 1942, mi portarono nell’alloggio segreto, mi sembrò una specie di gioco. Un covo misterioso e abitanti sconosciuti, i nemici che – in qualche modo – ci perseguitavano ma che noi evitavamo con una trovata fantasiosa, da bambini.
Guardare il cielo da quella soffitta abbarbicata, quasi una scala tra le nuvole, era ancora come sgattaiolare furtivamente dopo un rimprovero, cingersi della veste dell’invisibilità dei re delle favole, imitare le fate beduine o le streghe vichinghe di cui la sera mio padre Pim ci parlava.
Nascondersi, insomma, somigliava a quella conta al rovescio che io e mia sorella Margot pronunciavamo frettolosamente prima di cercarci, un modo per trascorrere le ore dei pomeriggi estivi di Amsterdam, per poi consumare la merenda in giardino: un passatempo, appunto, che non immaginavamo avesse altro contorno che la purezza dei nostri primissimi anni.
A quei tempi essere ebrea aveva aspetti buffi e inconsueti, che non riuscivano a guastare la gioia dei compleanni in famiglia, degli amori a scuola, delle passeggiate in bicicletta: una stella gialla cucita stretta sul lato del cappotto, dove sentivo palpitare il cuore, alcuni locali preclusi, strade da evitare.
Ma niente che riuscisse a turbare il sacro fuoco del candeliere a sei braccia, i giorni pigri del Ramadàn, o l’intimità che le parole dei padri evocavano se pronunciate con la devozione dei quaranta giorni nel deserto.
Essere ebrei, nel 1942, era ancora essere a casa.
Poi, impercettibili segnali di fine, ostacoli sempre più grandi, paure che iniziavano a serpeggiare, famiglie del vicinato prelevate e fatte sparire.
La vita s’indolenziva, imbarbariva.
Cambiava.
Furoreggiavano altoparlanti, e le frasi che aprivano il giorno non erano più rivolte al Dio dell’Antico testamento, né la Mezuzzah conteneva più il sacro rotolo della scrittura.
Mio padre ce lo comunicò improvvisamente, ma tutto era pronto da tempo.
Dovevamo fingere di partire, anche se saremmo stati a pochi metri da lì. Incastrati tra due edifici, sepolti senza essere morti, archiviati senza avere ancora vissuto. Dietro l’ufficio di papà, in un retrobottega nascosto da una finta libreria.
Così facemmo ingresso nell’alloggio segreto. Così ho vissuto fino a questo momento. Leggi tutto…

PIERO BALZONI racconta COME UCCIDERE LE ARAGOSTE

PIERO BALZONI racconta il suo romanzo COME UCCIDERE LE ARAGOSTE (Giulio Perrone editore, 2015)

Il romanzo vincitore del premio Orlando Esplorazioni

di Piero Balzoni

C’è questo ragazzo sui trentacinque anni con due polmoni grossi come buste di plastica che gli permettono di rimanere sott’acqua per più di due minuti a tirare giù i costumi delle sue amiche. Claudio, questo ragazzo dico, percorre la tangenziale alle due del mattino. Poi arriva un Suv e lo travolge, lasciandolo lì morto sull’asfalto. Così Luca, suo fratello più piccolo, reagisce al silenzio delle autorità dando vita a una bizzarra caccia metropolitana agli assassini di suo fratello. Non c’è quasi nulla che sappia sull’incidente, solo che i responsabili guidavano un’auto da ricchi e che una signora sugli ottant’anni, trascorsi in buona parte su un terrazzino con affaccio sulla tangenziale lato est, ha visto l’auto fuggire indisturbata. Questo Luca lo sa. Quel che non sa è che stanare un assassino, specie se ricco, non è facile. Ci vuole metodo. Anzi, un metodo. E tra i tanti a disposizione Luca sceglie proprio quello che meglio si adatta alla caccia dei crostacei marini, abili a nascondersi nelle spelonche urbane, a proteggere le cose che accumulano all’interno delle proprie tane. Un metodo di caccia subacquea che certi pescatori delle isole Sandwich utilizzano da secoli per catturare le aragoste. Per riuscire nell’impresa, dovrà liberarsi dei legami affettivi. Addio a Viola, la fidanzata che inasprisce il suo senso di inadeguatezza, e a Silverio, il fuorisede dai disastrosi grandi progetti. Inizia la caccia. Leggi tutto…

GIAMMERGHI DI SITA, di Santo Privitera (recensione)

GIAMMERGHI DI SITA, di Santo Privitera (Algra editore)

di Alessandro Russo

Buongiorno.
Mi presento: sono ‘Sandro, u duttureddu‘ ma qualcuno mi conosce come ‘Ale de libri’. Luigi, il mio babbo, è ‘cuzzola friuta’ mentre mio zio, suo fratello germano, è Nicola ‘nikki-nakki’. Provengo dal canalicchio e colà dimorano ancora i miei avi, non lontano dalla casa di Agostino,’tutte le mosse’, da quella di Angelo ‘trigghia’ e di don Pippinu, ‘fimminedda’. Son qua perchè intendo oggi soffermarmi su ‘Giammerghi di sita. Storie di personaggi e pecchi catanesi’ (pg 163, Algra Ed, €15), l’ultima dotta fatica di Santo Privitera. Egli, nato a Catania cinquantasei anni orsono, da giovane ‘scippatesta’, ora è per tutti ‘Santu, u pueta’. Il suo nuovo libro, interamente dedicato alla città marca ‘liafanti’ governata daccapo da ‘Enzu,‘u ciuraru’, trasuda ironia e umanità. Non già una semplice elencazione d’ingiurie, ma una spettacolare quadreria di nomignoli in fila indiana e insieme un divertente saggio di storia urbana.
Con un irresistibile espediente letterario, l’autore ci conduce a passo svelto tra pescheria, civita, fera ‘o luni e san Berillo. Ci presenta sia i personaggi di una volta (‘Miciu ‘u carritteri’,l’ingegner K2’,Anna accupu’Iachinu isa a petra’,) che quelli di oggi (‘Saru l’aifonni’,Massimu tri tacchi’,Turi on line’). Giammerghi di sita’ è uno spaccato di vita popolare all’ombra del pennacchio etneo fumante, un gustoso almanacco frutto di dettagliate ricerche culturali sulla nostra isola a tre punte. Di più, una tavolozza colma di scenette di vita dove ogni pseudonimo si trascina un aneddoto e una miriade di avvenimenti tragici, esilaranti o curiosi, torbidi ma mai incolori. Leggi tutto…

TRINACRIA PARK a BOOKB@ANG 2015- domenica, 25 ottobre – Messina

TRINACRIA PARK a BOOKB@ANG 2015 – domenica, 25 ottobre – Messina

Palacultura Antonello (viale Boccetta 343, Messina) – ingresso libero

ore 17:30 Sala A – Presentazione del libro di Massimo Maugeri Trinacria Park (Edizioni e/o): interviene Letizia Lucca, giornalista.

BookBang Festival

Dall’intervista rilasciata al Bookb@ang Festival:

Trinacria Park è un romanzo che mi ha dato molte soddisfazioni. E il fatto che, a più di due anni dall’uscita, continui a far parlare di sé credo sia davvero un bel segnale. Per rispondere alla tua domanda posso dirti che la storia di Trinacria Park si è composta da sé, pezzo dopo pezzo, come una sorta di mosaico narrativo. È avvenuto tutto in maniera molto naturale. Per prima cosa mi è venuta in mente l’idea di questo enorme parco tematico costruito all’interno di una piccola isola immaginaria posta di fronte all’Etna, a venti chilometri da litorale catanese. Poi sono nati i personaggi e, insieme a loro, la storia. Una storia infarcita di menzogne e doppi giochi, dove le vite irrisolte dei singoli individui si incrociano con una serie di problematiche di grande attualità: dalla tutela dell’ambiente, al terrorismo internazionale di matrice islamista; dagli eccessi del marketing, alla “malapolitica”; dal business farmaceutico, alle pulsioni indipendentiste. Una storia che rimbalza da un contesto “isolano” al dorato mondo di Hollywwod, con la Sicilia che – ancora una volta (per dirla con Sciascia) – diventa metafora del mondo.

(Massimo Maugeri)

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trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK (Edizioni E/O – Sabot/age)

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

Dalla rassegna stampa del romanzo
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– 3 a LIBRIAMOCI 2015

– 3 a LIBRIAMOCI 2015

72 ore al via della seconda edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole (26-31 ottobre 2015)

Mancano solo 3 giorni  all’inizio: da lunedì 26 a sabato 31 ottobre 2015 si svolge la seconda edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole, un’iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) attraverso la Direzione Generale per lo Studente e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) – attraverso il Centro per il libro e la lettura. Romano Montroni, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, commenta così il conto alla rovescia: “La lettura è il più efficace strumento di promozione sociale. Leggere dà il potere di comprendere il mondo, difendersi dalle ingiustizie, perseguire i propri sogni. Chi legge impara inoltre qualcosa su se stesso, sul cittadino che vuole essere, su cosa intende fare della propria vita e del proprio ruolo nel mondo”. E spiega lo spirito di Libriamoci: “Sull’onda dell’entusiasmo che l’anno scorso ha conquistato tutto il Paese, con questa seconda edizione di Libriamoci puntiamo a portare la magia e il potere della lettura in ancora più classi, coinvolgendo il maggior numero possibile di giovani e meno giovani. Si legge già molto e molto bene nelle nostre scuole ma occorre diffondere questa buona pratica più capillarmente e progettare occasioni sempre nuove e coinvolgenti per leggere di più”. Con questa appassionante missione di promozione della lettura, Libriamoci si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle superiori, invitandole a inserire nelle attività scolastiche delle sei giornate momenti di lettura ad alta voce.

Numerosi i protagonisti del panorama istituzionale e culturale italiano che hanno già confermato la loro collaborazione: la Presidenza del Consiglio dei Ministri; il Ministero degli Affari Esteri, l’ANCIAssociazione Nazionale Comuni Italiani; la SIAE: la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura; la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna; il Coordinamento delle Associazioni di promozione della lettura; la Coop Adriatica; RAI Fiction; il Corriere della Sera.

 

I LETTORI SPECIALI DI LIBRIAMOCI Leggi tutto…

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A COSA SERVE LA LETTERATURA? – #SiciliaBedda al reading @Stoleggendo

A COSA SERVE LA LETTERATURA? e #SICILIABEDDA @Stoleggendo

BookBang Festival

Palacultura Antonello (viale Boccetta 343, Messina) – ingresso libero

La tavola rotonda “A cosa serve la letteratura?” si svolgerà al BOOKB@NG Festival 2015, sabato 24 – h. 11:30

ore 11:30 Sala B – Tavola rotonda: “A cosa serve la letteratura?”, a cura dell’associazione Terremoti di Carta.
Interventi di Saverio Pazzano, Fillippo Tuena e Mariapia Veladiano; modera Massimo Maugeri.

 

Il reading #SiciliaBedda si svolgerà al BOOKB@NG Festival 2015, domenica 25 – h. 18:30

ore 18:30 Sala B – Reading @StoLeggendo a cura di Francesco Musolino, giornalista.

Parteciperanno al reading: Stefania Auci, Fabio Bonasera, Federico Cerminara e Tiziana Albanese, Vins Gallico, Anna Mallamo, Massimo Maugeri, Gugliemo Pispisa, Nadia Terranova, Filippo Tuena, Francesco Turano. Leggi tutto…

LA FELICITÀ DI LEGGERE

LA FELICITÀ DI LEGGERE

In occasione del proprio decennale GeMS presenta a Bookcity una significativa ricerca, condotta da Cesmer/Università Roma3 su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Lo studio dimostra come i lettori siano mediamente più felici dei non lettori, più capaci di apprezzare il tempo libero, meglio attrezzati cognitivamente per affrontare le emozioni negative

In occasione del suo decennale, il Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) ha commissionato una ricerca dedicata al rapporto tra la lettura di libri e il benessere degli individui, per contribuire – con elementi concreti – alla discussione culturale. La ricerca è stata affidata al Cesmer, Centro di Studi dell’Università Roma Tre, e i risultati sono incoraggianti.

La ricerca sarà presentata al pubblico durante Bookcity Milano 2015, presso la Sala Viscontea del Castello Sforzesco, il 24 ottobre alle 14.30. All’incontro, oltre a Stefano Mauri e Luigi Spagnol, intervengono Ferruccio de Bortoli (Presidente Longanesi) e Michela Addis (docente presso l’Università Roma 3 e SDA Bocconi School of Management).

IL CONTESTO

I lettori di libri (cartacei o digitali) sono più felici rispetto a chi non legge? E la lettura accresce il benessere degli individui? Si tratta di domande cui non è facile rispondere, tanto che nessuna ricerca in Italia sinora aveva provato a farlo. Le periodiche indagini sulla lettura, infatti, tendono a tralasciare questi aspetti, soffermandosi soprattutto sul numero dei lettori in Italia – storicamente più basso che nella maggior parte dei paesi occidentali – e sulle sue variazioni. Non era invece noto, fino ad oggi, il valore della lettura in ambito cognitivo ed emotivo. Una lacuna che questa ricerca vuole colmare, nella convinzione che quantificare i benefici della lettura consente di promuoverla più efficacemente presso i non lettori.

I PRINCIPALI RISULTATI DELLA RICERCA

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BOOKB@ANG 2015

BookBang Festival

Bookb@ng – Festival delle Espressioni Letterarie nasce dalla passione culturale e artistica condivisa da tre realtà del territorio e con l’intento di creare nella città di Messina un evento ampio e invitante, tale da stimolare l’utenza a una fruizione intelligente e innovativa delle arti letterarie e al piacere di un confronto formativo su problematiche di natura editoriale, letteraria e linguistica.

Obiettivi dell’evento sono:

– contribuire alla crescita culturale e artistica del territorio, offrendo un’opportunità di incontro e di riflessione sulle espressioni letterarie a tutta la cittadinanza;

– favorire la presenza e la cooperazione delle case editrici presenti sul territorio nazionale, come protagoniste principali di un’azione di attenzione e sensibilità al confronto culturale e, di conseguenza, civile;

– sollecitare e sviluppare la consapevolezza della propria ricchezza letteraria e storica quale patrimonio necessario per la crescita della corresponsabilità civile.

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PROGRAMMA DEGLI INCONTRI E DEGLI EVENTI Leggi tutto…

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ERRI DE LUCA ASSOLTO AL PROCESSO NO TAV

erri de luca 1ERRI DE LUCA ASSOLTO AL PROCESSO NO TAV

Lo scrittore napoletano Erri De Luca, accusato di istigazione a delinquere per le sue dichiarazioni pubbliche a sostegno del sabotaggio della Tav, è stato assolto perché il fatto non sussiste.

Ri-proponiamo (al seguente link) lintervista su “La parola contraria” rilasciata a Letteratitudine.

Di seguito: il video del Tg di La7 e il testo pronunciato in aula da De Luca

 

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di Erri De Luca

Erri De Luca legge il testo in aulaSarei presente in quest’aula anche se non fossi io lo scrittore incriminato per istigazione. Aldilà del mio trascurabile caso personale, considero l’imputazione contestata un esperimento, il tentativo di mettere a tacere le parole contrarie. Perciò considero quest’aula un avamposto affacciato sul presente immediato del nostro paese. Svolgo l’attività di scrittore e mi ritengo parte lesa di ogni volontà di censura. Sono incriminato per un articolo del codice penale che risale al 1930 e a quel periodo della storia d’Italia. Considero quell’articolo superato dalla successiva stesura della Costituzione della Repubblica. Sono in quest’aula per sapere se quel testo è in vigore e prevalente o se il capo di accusa avrà potere di sospendere e invalidare l’articolo 21 della Costituzione. Ho impedito ai miei difensori di presentare istanza di incostituzionalità del capo di accusa. Se accolta, avrebbe fermato questo processo, trasferito gli atti nelle stanze di una Corte Costituzionale sovraccarica di lavoro, che si sarebbe pronunciata nell’arco di anni. Se accolta, l’istanza avrebbe scavalcato quest’aula e questo tempo prezioso. Ciò che è costituzionale credo che si decida e si difenda in posti pubblici come questo, come anche in un commissariato, in un’aula scolastica, in una prigione, in un ospedale, su un posto di lavoro, alle frontiere attraversate dai richiedenti asilo. Ciò che è costituzionale si misura al pianoterra della società. Leggi tutto…

ORNELLA SGROI racconta LE CONTRADDIZIONI DEL MENTRE

ORNELLA SGROI racconta la sua raccolta di racconti “Le contraddizioni del mentre. Frammenti di vite(edizioni Le Farfalle)

di Ornella Sgroi

ornella-sgroi-filminscenaUna corsa contro il tempo, in una Milano di tram, metropolitane e treni regionali, attraversata in 24 minuti. La precarietà dei trentenni, economica ed affettiva, fotografata in un eterno Attendere prego lungo il percorso obbligato di un grande centro commerciale che vende sogni “a tasso zero”. L’invidia affettuosa di una divinità greca imprigionata nella statua senza testa de La dea di Lampedusa, che riflette sul proprio destino guardando a quello di una giovane donna. Una lettura ironica della dura vita di una giornalista freelance Morta a Venezia. E questo eterno presente in cui la Voce del verbo futuro è stata cancellata persino dalle pagine di vocabolari che nessuno sfoglia più.
Queste sono solo alcune delle dinamiche raccolte ne Le contraddizioni del mentre, che nasce dall’idea di catturare, attraverso storie brevi come fossero piccoli frammenti di vite, il senso del tempo e delle infinite possibilità che esso racchiude. Un senso misterioso e affascinante, indagato a partire da un gioco linguistico che, nella grammatica temporale, contrappone la “contemporaneità durativa” del mentre a quella “momentanea” del quando, per cui nel mentre succedono cose nel mondo o nella vita di una persona e contemporaneamente, nello stesso istante, altre si manifestano, accadono, per durare lungo tutto lo stesso intervallo di tempo.
Contemporaneamente, appunto. E sempre con dentro il seme di una qualche possibile modificabilità, a differenza del quando che invece finisce per essere in qualche modo istantaneo, categorico, immediato. Già finito nel momento stesso in cui si delinea. Senza altre possibilità di evolversi, cambiare, per migliorarsi o anche solo per peggiorare.
All’interno di questa cornice, sedici mentre – accomunati solo dall’incipit affidato a questa parola in continuo divenire e per il resto del tutto indipendenti l’uno dall’altro – fotografano momenti, cogliendo le contraddizioni del nostro presente, a volte evidenti, altre volte nascoste, che si mescolano a situazioni ed emozioni tratteggiate sempre con stile narrativo diverso, per assecondare l’umore, il tono e l’atmosfera di ogni singolo mentre. Leggi tutto…

Continua SPAZIO AL SUD 2015

Continua SPAZIO AL SUD 2015 – Taormina (Me)

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dal 24 ottobre al 5 dicembre

Riparte Il caffè letterario, rassegna in cui, nell’ambito di Spazio al Sud, ideato e organizzato da Arte&Cultura a Taormina di Maria Teresa Papale, Milena Privitera presenta una vetrina di scrittori emergenti e coraggiose piccole case editrici del Sud. L’appuntamento è nella sala le Naumachie dell’hotel Isabella Leggi tutto…

GIALLO AL CASTELLO: festival del giallo e del noir in Sicilia

giallo al castelloGIALLO AL CASTELLO: festival del giallo e del noir in Sicilia

Spadafora (Me) – dal 25 ottobre al 2 novembre al Castello di Spadafora

Il Festival, dedicato alla “celebrazione” del giallo e del noir in Sicilia, curato da Fulvia Toscano, direttrice di Naxoslegge inizierà domenica 25 ottobre al Castello di Spadafora, con l’inaugurazione, alle 18.00, della mostra didattica “Un anno in giallo e noir in Sicilia”, un percorso che racconta la storia del genere noir e giallo siciliano attraverso i volti, le vite e i capolavori di dodici tra i più grandi autori dell’Isola.
Di seguito, il programma della manifestazione. Leggi tutto…

SERGIO PENT racconta I MUSCOLI DI MACISTE (Bompiani)

SERGIO PENT racconta il suo romanzo I MUSCOLI DI MACISTE (Bompiani). Un estratto del libro è disponibile qui.

di Sergio Pent

Ognuno è artefice del proprio destino, ma più spesso è il destino a definire il corso della nostra vita, ad assemblarlo nella maniera opposta a quella che avevamo custodito nel forziere delle più remote speranze.
Il destino è un sogno triste, per il narratore dei “Muscoli di Maciste”, una carezza rimasta sospesa in un addio tragico e assurdo. La donna amata che non c’è più, l’incapacità di tornare a casa – in quella casa – adesso che vi regnano solo il silenzio e i ricordi. E allora il viaggio senza meta diventa metafora di un ritorno sempre disatteso, alla ricerca di un’occasione, anche casuale, per ripartire. L’occasione è una piccola, tozza massa di muscoli un po’ inflacciditi, l’occasione si chiama Vito e arriva da lontano – da un remoto, assurdamente mai nominato – paese del sud, da cui il bizzarro personaggio è partito alla vana ricerca della sua ennesima occasione di riscatto.
I muscoli di macisteVito è un pugile ultraquarantenne, o almeno continua a credere di essere un pugile, anche se le sue mitiche vittorie risalgono ai tempi delle illusioni lontane nel tempo quanto le sue stralunate fantasie.
“I muscoli di Maciste” è una passeggiata di tre soffocanti giorni in un ferragosto torinese in cui – in qualche modo – si decidono i destini dei due amici per caso. L’uomo disperato deve trovare la forza per tornare a vivere, il pugile senza contratto vuole ancora rincorrere l’estrema illusione, l’ultima, o solo quella necessaria per non morire. In mezzo ci sono storie e invenzioni, balle colossali e aneddoti grotteschi, flash di nostalgia e silenzi metropolitani, mentre la vita continua nonostante le assenze e gli addii, e nelle bizzarre epopee memoriali di Vito trovano spazio gli entusiasmi necessari a vivere, a credere fino in fondo a qualcosa di concreto. Leggi tutto…

OLIMPIA, di Luigia Sorrentino

olimpia_frLuigia Sorrentino, Olimpia, Recours au Poème Éditeurs
(testi in francese a cura di Angèle Paoli)
(prefazione di Milo De Angelis – Postfazione di Mario Benedetti)

Un’intervista a Luigia Sorrentino è disponibile su PostPopuli

di Giovanni Agnoloni

La riedizione bilingue italo-francese di Olimpia di Luigia Sorrentino (in basso nella foto di Fabrizio Fantoni) ben evidenzia la ricchezza di livelli di lettura e la repentinità degli affondi intuitivi che caratterizzano questa misteriosa raccolta poetica. Dico “misteriosa” perché in effetti è, in buona misura, enigmatica, nel senso che l’aggettivo, in particolare, assume quando riferito alla filosofia e, più in genere, al pensiero greco antico, e soprattutto alla sua componente dionisiaca, che trovava espressione nella poesia orfica, quella più capace di penetrare nei recessi segreti dell’animo umano.
Tutto il mistero – ovvero, appunto, l’enigma – ruota attorno al concetto di soglia, che è una componente intrinseca dell’esistenza umana e marchia inequivocabilmente la sua conclusione, certo, ma anche tutte le fasi di passaggio da una sua fase all’altra, ovvero i vari stati del percorso alchemico che è l’evoluzione dell’anima attraverso la vita.

Luigia Sorrentino riesce a toccare tutti questi aspetti con la mano lieve ma inquietante dei fantasmi. Sì, perché le sue visioni/intuizioni poetiche sono come apparizioni subitanee che affondano dentro con la capacità di penetrazione di sottilissime sonde spirituali. Lo evidenziano bene i versi de “L’antro”

“lei era un soffio chiuso
tutto era in sé pieno, attaccata
alle pareti, lei era ormai radice”,

o anche

“la sua giovinezza si spense
divenne una cicala
poi solo una voce, un soffio
divenne”,

dove si percepisce un elemento sottolineato anche nella Prefazione di Milo De Angelis, ovvero la presenza di una componente di alterità: l’accostarsi all’essere che vive, e perciò diviene, di un altro, appunto, che è quello stesso per come era fino a qualche attimo prima. Perché, nel frattempo, si è verificato un passaggio; è stata varcata una soglia. Eppure, “tutto era in sé pieno” significa che questa successione di momenti (non solo in senso cronologico) diversi, in realtà, forma un’unità nell’identità soggettiva. Leggi tutto…

Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015

RAPPORTO SULLO STATO DELL’EDITORIA IN ITALIA NEL 2015

Un consolidato 2014 e uno sguardo sul primo semestre 2015

ANDAMENTO MERCATO LIBRI 2014

a cura dell’Ufficio studi AIE

I DATI

Il mercato 2014

– I dati che emergono dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2015, a cura dell’Ufficio studi dell’AIE, mostrano che quello a cavallo tra il 2014 e il 2015 è ancora un anno di Grande Trasformazione per il mercato del libro.
Si intravvede nel 2014 qualche segno più: cresce il segmento dell’editoria per ragazzi sia per i titoli prodotti (+5,9%) che per la quota di mercato (+5,7%) e cresce anche il mercato dell’ebook, sia per fatturato (che raggiunge quota 40,5milioni di euro) che per numero di titoli prodotti (+26,7%).
Si mantiene positivo il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: la vendita di diritti di autori italiani all’estero registra un +6,8% nel numero di titoli trattati e l’export di libri italiani all’estero  segna un fatturato di 40milioni di euro (+2,6% sul 2013).
Tutto questo in uno scenario punteggiato ancora di segni meno: il bacino dei lettori nel 2014 si restringe di 848mila (-3,4%), si ridimensiona il mercato (-3,6%), si conferma l’andamento negativo nel numero di titoli pubblicati (-3,5%) e nella diminuzione delle copie vendute di «carta» (-6,4%). Scende a quota 2,6miliardi di euro il fatturato del mercato del libro nel 2014, una flessione del -3,6% sull’anno precedente. Sono 97,5milioni di euro di minori ricavi.

E il 2015 Leggi tutto…

L’intervento del Presidente dell’Associazione Italiana Editori alla Buchmesse di Francoforte

Pubblichiamo l’intervento integrale del Presidente dell’AIE Federico Motta alla Buchmesse di Francoforte (diramato dalla stessa Aie)

Il 39% della nostra classe dirigente non legge nemmeno un libro l’anno: con questi dati siamo destinati al declino

di Federico Motta

Come ogni anno, la Fiera di Francoforte è per noi l’occasione per presentare il Rapporto sull’editoria italiana e di fare il punto sulle politiche pubbliche nel nostro settore, approfittando della presenza di esponenti del Governo. Quest’anno abbiamo con noi il Sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, che ringrazio a nome degli editori italiani per avere inaugurato il padiglione italiano.
Tra i molti dati del Rapporto, registriamo che la crisi rallenta, ma non è finita. Nei primi otto mesi del 2015, il segno “meno” è ancora lì, sia pure all’1,9%. Sarà dura tornare a livelli pre-crisi, quando il mercato era quasi del 21% più florido di oggi.
Ma il dato che ha attratto di più la nostra attenzione è un altro. Ricordando quanto diceva Salvemini sul rapporto tra classe politica e paese reale, ci siamo soffermati sul dato Istat dei non lettori tra i “dirigenti, imprenditori e liberi professionisti”: sono il 39%.
Lo ripeto perché è impressionante: il 39% della nostra classe dirigente non legge nemmeno un libro l’anno. Per capirci: in Spagna e Francia sono il 17%. Meno che la metà che da noi.
La riflessione è semplice: viviamo nella società della conoscenza, dove la capacità competitiva del paese risiede nella sua cultura. Con questi dati siamo destinati al declino.
Ricordate lo studio dell’università di Bologna sul rapporto tra produttività del lavoro e lettura di libri? Sono uscite nuove conferme. Una ricerca internazionale sui fattori di successo nella vita delle persone ha dimostrato che uno dei più importanti è la presenza di libri in casa da bambini. Ne ha scritto Guglielmo Weber dell’Università di Padova, con alcuni colleghi europei, in un articolo dal titolo Books are forever. Come i diamanti, ci viene da dire. Leggi tutto…

FESTIVAL PRESENTEPROSSIMO 2015

presente prossimo 2015

FESTIVAL PRESENTEPROSSIMO: ottobre / dicembre 2015

Leggere e scrivere l’oggi

di Raul Montanari (direttore artistico della sezione “incontri con gli autori”)

L’ottava edizione del festival Presente Prossimo si presenta subito profondamente diversa da quelle che l’hanno preceduta.
L’adesione di un numero eccezionale di Comuni bergamaschi, che ringraziamo ancora di cuore per il loro coraggio nell’investire in cultura, ci ha spinti quest’anno non solo a confermare il numero notevole di narratori ospiti, ma addirittura a raddoppiare il festival affiancando all’originaria sezione letteraria un’importante rassegna di saggisti.
Questa sezione speciale si intitola Alfabeto del presente ed è curata da Fabio Cleto.
I narratori invitati sono, com’è stato usuale da diversi anni in qua, tasselli di un mosaico composito che mira a offrire al pubblico un quadro completo e stimolante di tutte le tendenze del romanzo italiano contemporaneo. I confini del territorio esplorato da Presente Prossimo si ancora sono allargati, andando a toccare davvero aree lontanissime fra loro e fin qui mai rappresentate.
Come l’anno scorso, alcuni incontri saranno moderati da conduttori diversi dal direttore artistico del festival. Oltre a Davide Sapienza, scrittore bergamasco amatissimo, quest’anno avrete il piacere di riascoltare Luca Crovi, uno dei massimi storici e critici della narrativa italiana di genere. E, novità del 2015, sarà con noi Romano De Marco, un autore che con il nostro festival ha intrecciato un amore ricambiato, poiché è stato fra gli ospiti di un’edizione alcuni anni fa e nel frattempo è diventato una delle voci più intense e felici del noir italiano.
Come è avvenuto nelle ultime edizioni del festival, alcuni degli autori sono invitati, anche a dialogare con gli studenti delle medie superiori di Alzano Lombardo, Albino, Seriate e Gazzaniga.
Di questo diamo merito e un grande ringraziamento ai docenti, capaci di guidare i loro studenti alla scoperta della letteratura di oggi, quella che sa appassionare i ragazzi fuori dalle aule scolastiche.
Anche quest’anno si terrà il consueto workshop di scrittura creativa aperto a tutti coloro che vogliono cimentarsi nel grande salto dalla lettura alla scrittura.
Infine, anche in questa edizione il festival prevede una sezione dedicata al cinema. Come sempre abbiamo stilato il programma chiedendo agli autori invitati di segnalarci i film che hanno segnato il loro percorso artistico e personale… con esiti interessanti e sorprendenti.
Buon festival a tutti! Leggi tutto…

I CAPELLI DI HAROLD ROUX di Thomas Williams (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo I CAPELLI DI HAROLD ROUX di Thomas Williams (Fazi)

[Thomas Williams nel 1975 ha vinto il National Book Award, il massimo riconoscimento letterario americano. “I capelli di Harold Roux” è il suo primo romanzo tradotto in italiano.]

Postfazione di Ann Joslin Williams – Traduzione di Nicola Manuppelli e Giacomo Cuva

Su una pagina vuota del quaderno scrive in stampatello: «I CAPELLI DI HAROLD ROUX».
Fissa quelle parole e prova una sorta di disperazione. Per mettersi a lavorare deve sbarazzarsi di chi gli sta attorno. E piantarla di farsi del male in lungo e in largo, a piccole e grandi dosi. Fumo e alcol, tanto per cominciare. Non c’è dubbio. I capelli di Harold Roux: un attacco senza troppe pretese, mettere insieme gli eventi che conosce e costruire, organizzare, popolare quella pianura arida con alberi e nomi. Allard Benson, Mary Tolliver, Harold Roux, Naomi Goldman, Boom Maloumian… Lì c’è un mondo, in parte del passato, che ha bisogno di provvedere a se stesso. D’accordo.
Il nostro eroe, piuttosto sottotraccia, è un certo Allard Benson, e la storia (una semplice storia di seduzione, stupro, follia e omicidio – le consuete preoccupazioni umane) a quanto pare inizia al compimento dei suoi ventun anni. Veterano, ma non certo eroe di guerra, la sua battaglia può riassumersi nel sincero tentativo di mutilare non tanto il nemico quanto i propri commilitoni. In realtà non approva la violenza, e anzi ritiene di doversi difendere in continuazione. La sua teoria è di non essere abbastanza grosso da mettere in soggezione potenziali aggressori, né abbastanza piccolo da passare inosservato. C’è qualcosa di vero in quasi tutte le teorie. C’è anche la teoria secondo cui farebbe fuori chiunque per una come Mary Tolliver, e le occhiate rozze di certi omaccioni prepotenti gli lasciano intendere le ragioni dell’infelicità della ragazza. Diciamo così: è convinto che un essere umano non dovrebbe far soffrire un suo simile, e ogni volta che egli stesso contravviene a quest’onnicomprensivo briciolo di ortodossia ne è chiaramente consapevole. Qualunque cosa abbia fatto è scolpita, algida e perpetua, nella sua anima. Questa, ovviamente, è la voce di Allard Benson, per il quale alcune faccende vanno considerate sfortunate casualità. Leggi tutto…

FIERA DEL LIBRO DI FRANCOFORTE 2015

Frankfurt Book FairFIERA DEL LIBRO DI FRANCOFORTE 2015: dal 14 al 18 ottobre

L’editoria europea mostra la sua forza innovativa

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Temi europei e partecipanti in aumento / presenza del commissario europeo Oettinger e alti funzionari / più di 20 eventi europei che coprono argomenti europei sul programma

Anmeldung-empfang 2013 40135La Fiera del Libro di Francoforte è la più grande fiera internazionale nel settore dell’editoria – con oltre 7.100 espositori provenienti da più di 100 paesi, circa 270.000 visitatori, oltre 4.000 eventi e circa 9.300 giornalisti accreditati presenti. Raccoglie anche i principali attori provenienti da altri media, tra cui le industrie del cinema e giochi. Dal 1976, ogni anno la Fiera del Libro sceglie un Paese come Ospite d’Onore della Fiera dando particolare spazio al mercato del libro del Paese prescelto, alla sua letteratura e alla sua cultura. 
Il Paese ospite di quest’anno sarà sarà l’Indonesia.

Come si apprende dal sito dell’AIE, l’Italia si presenta compatta alla Fiera internazionale del Libro di Francoforte. Ci sarà infatti un unico, grande, Spazio Italia nel quale convergeranno tutti gli stand degli editori italiani (che saranno all’incrica 200).

L’edizione 2015 sarà ricca di cambiamenti: il più importante riguarda il riassetto dei padiglioni dopo l’eliminazione del padiglione 8 della Fiera, che tradizionalmente ospitava l’editoria anglo-americana, con il conseguente riposizionamento dei vari espositori internazionali.
Gli italiani saranno collocati nella Halle 5.0 con i Paesi scandinavi, con l’Olanda e i Paesi dell’Est Europeo. La tradizionale collettiva italiana – realizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dall’ICE Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Ministero per lo Sviluppo Economico – si troverà in prossimità dell’ingresso del padiglione 5 e si estenderà su una superficie di 276 mq (Halle 5.0 C36). All’interno dello stand esporranno circa 1300 titoli 47 editori italiani e sarà possibile consultare online il database dei libri in commercio.
Sarà il Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Ilaria Borletti Buitoni, in rappresentanza del Governo italiano, accompagnata dal Presidente dell’AIE Federico Motta, dall’Ambasciatore d’Italia in Germania Pietro Benassi, dal Console Generale d’Italia a Francoforte Maurizio Canfora e dai principali editori italiani a inaugurare il rinnovato Spazio Italia mercoledì, 14 ottobre, alle 11.

Nei giorni scorsi ha suscitato molto scalpore la notizia che l’Iran non parteciperà alla Fiera a causa della decisione degli organizzatori di affidare a Salman Rushdie, l’autore dei ‘Versetti satanici’, il discorso di apertura. Lo ha annunciato la tv di Stato di Teheran, citando una nota del ministero della Cultura che ha definito “un’azione anti-culturale” l’invito avanzato a Rushdie.
Come apprendiamo da Adnkronos: “L’Iran – si sottolinea nel comunicato – non parteciperà alla Fiera e ha invitato altri Paesi islamici a fare lo stesso. Durissima è stata la presa di posizione sulla vicenda anche del ministero degli Esteri di Teheran, secondo cui gli organizzatori della Fiera, “con il pretesto della libertà di espressione, hanno invitato una persona che è odiata nel mondo islamico e creato l’opportunità per un discorso di Salman Rushdie“. Leggi tutto…

LE STANZE DELLO SCIROCCO – intervista a Cristina Cassar Scalia

Intervista a Cristina Cassar Scalia, autrice del romanzo LE STANZE DELLO SCIROCCO (Sperling & Kupfer)

a cura di Eliana Camaioni

Che ci si trovi nel ’68 lo si capisce lentamente, come una messa a fuoco progressiva; che ci si trovi in Sicilia, invece, è esplicitato sin dalla prima pagina: “Vedi, quella è Messina, la porta della Sicilia”, dice il notaio Saglimbeni a sua figlia Vicki, indicandole dal traghetto la linea di costa che “si stagliava davanti ai suoi occhi nitida e vicinissima”.
Sono proprio la Sicilia e il Sessantotto i veri protagonisti de “Le stanze dello scirocco”, secondo romanzo di Cristina Cassar Scalia (ed. Sperling & Kupfer), un romanzo storico postmoderno, che racconta il trasferimento di Vittoria Saglimbeni, assieme alla sua famiglia, da Roma a Montuoro, paesino immaginario di una Palermo dell’epoca, verissima in ogni suo angolo- case, vicoli, palazzi, street food. E’ la saga di due famiglie nobiliari, siciliane e amiche da generazioni, che si intrecciano per il tramite dei propri figli: è il Sessantotto alla facoltà di architettura di Palermo, è il vento di un’era nuova che si affaccia alle porte di un entroterra conservatore e bigotto, è un continuo contrapporsi fra chi vive pensando all’occhio della gente, e chi ritiene di abbattere, picconandolo, il muro di certe intransigenze ormai obsolete e castranti. E’ un canto e un controcanto continuo, come se ci fossero da un lato i protagonisti e dall’altro la gente, che svolge la funzione del coro greco che commenta, che sottolinea le vicende o ne anticipa alcune. Questa sorta di mostro a tante teste, la gente del paese, il barbiere, la servitù pettegola, farà da contraltare, da differenza di potenziale fra i due schieramenti- di progressisti, e dei conservatori- e metterà in moto le vicende condizionandole e catalizzandole, fino all’epilogo, che sancirà vincitori e vinti.

-Nata a Noto, vive ad Acicastello, ma ambienta il suo romanzo a Palermo. Perché proprio Palermo, e non Catania o Siracusa? Leggi tutto…

L’ISTINTO PRIMO di Ausilio Bertoli (un estratto del romanzo)

Pubblichiamo un estratto del romanzo L’ISTINTO PRIMO di Ausilio Bertoli (ed. Italic Pequod)

La scheda del libro
Come spesso accade nella vita reale, oltre alla nostra, ci sono altre esistenze da considerare: quelle vite – a volte silenziose, altre volte rumorose – che si interpongono e che restano appese come fili sottili a ognuno di noi. Andare incontro a una persona significa impigliarsi in quei fili e doverli ordinare per non restarne invischiati. L’istinto primo, ultimo romanzo di Ausilio Bertoli, racconta la storia di Fabio Mori e Anita Salmidon, e di come, quel filo che li fa incontrare, dapprima li unisce, poi si annoda, quasi si spezza, si allunga a dismisura, e torna nuovamente ad unirli. Ma ognuno di noi si porta dietro altrettanti fili, e allora questi si intrecciano, si fanno matassa e poi si separano.
Un romanzo che gioca molto sulla casualità, ma anche sul destino. Un libro che si nutre di emozioni fuggenti, intense, che nascono e si consumano, per l’appunto, nell’istinto primo. Ausilio Bertoli mette in opera narrativa il complesso meccanismo delle dinamiche sociali, e riserva spazio d’ampio respiro a quel sentimento che, primo fra tutti, regola le nostre vite: l’amore.

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di Valentina Villan

Lo scrittore veneto Ausilio Bertoli  è di nuovo in libreria, stavolta col romanzo L’istinto primo  (Italic Pequod ed.), dopo il successo ottenuto col romanzo antropologico Rosso Africa.
Ambientato nel Veneto  e in Moldavia, tra i migranti tornati in patria per aprire un’attività coi soldi guadagnati in Italia, L’istinto primo è una storia d’amore dove vengono affrontati vari temi, tra i quali i cambiamenti sociali ed economici del nostro tempo.

Protagonisti sono un libraio e un’infermiera che già dal primo sguardo vengono attratti dall’amore, ovvero quel sentimento che, primo fra tutti, regola la vita di ciascun essere umano.  Un romanzo che gioca molto sulla casualità, ma anche sul destino, nutrendosi di emozioni fuggenti, intense, che nascono e si consumano appunto nell’istinto primo.  Ma il modus operandi del protagonista riassume, non solo tra le righe, anche gli assunti della teoria psicoanalitica dell’attaccamento, elaborata dall’inglese John Bowlby  per dimostrare come il soddisfacimento del piacere, per usare una terminologia nota, non sia strettamente connesso solo alla sfera sessuale. “È il senso di protezione e di continuità fra il sé e l’altro-da-sé a soddisfare completamente la ricerca del piacere”, annota Bertoli nella postfazione del romanzo, sottolineando la necessità dei legami d’affetto già dalla nascita.

 

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ESTRATTO del romanzo L’ISTINTO PRIMO di Ausilio Bertoli (ed. Italic Pequod)

Capitolo I Leggi tutto…

VIII Concorso Festival VolaLibro

VIII Concorso Festival VolaLibro

Il Comune di Noto, in collaborazione con l’Associazione Turistica “Pro Noto”, in occasione del Festival della Cultura per Ragazzi “VolaLibro”, che si terrà dal 21 al 30 novembre 2015, bandisce l’VIII edizione del concorso letterario per piccoli autori e illustratori.

Il concorso si articola in due sezioni:
Sezione A – Concorso per piccoli autori.
Scrivere una storia, un saggio o una poesia sul tema “Una ricetta da mangiare! Trasforma una ricetta in una storia.” Gli elaborati non dovranno superare le 4 pagine di quadernone (se scritte a mano) o le 2,5 pagine dattiloscritte (foglio A4 interlinea doppia, carattere Arial 14). Gli elaborati dovranno riportare, in una busta chiusa allegata, il nome e cognome, classe sezione ed Istituto di appartenenza, indirizzo, numero di telefono e se in possesso della posta elettronica (e-mail) dell’autore o degli autori (per gli elaborati di gruppo).

Sezione B – Concorso per piccoli illustratori.
I ragazzi possono partecipare ciascuno con un solo soggetto di qualsiasi forma, da produrre su un cartoncino bianco di dimensione A4, una illustrazione relativa al tema “Una ricetta da mangiare! Trasforma una ricetta in un disegno”. I disegni dovranno riportare sul retro il nome e cognome, classe sezione ed Istituto di appartenenza, indirizzo, numero di telefono e se in possesso della posta elettronica (e-mail) dell’autore o degli autori (per i disegni di gruppo). La Commissione esaminatrice, a tal uopo costituita, sceglierà i primi tre elaborati giudicati meritevoli di riproduzione, che saranno utilizzati per la realizzazione dell’annullo postale speciale. I vincitori sono tenuti a rilasciare una liberatoria circa l’originalità del proprio elaborato, autorizzandone la riproduzione a titolo gratuito, sia per la realizzazione dell’annullo postale, sia per tutte le sue utilizzazioni da parte dell’Ente Organizzatore. Leggi tutto…

RAGAZZI DI ZINCO di Svetlana Aleksievič (un estratto)

In esclusiva per Letteratitudine pubblichiamo le prime pagine di RAGAZZI DI ZINCO di Svetlana Aleksievič (edizioni E/O), Premio Nobel per la Letteratura 2015

Traduzione dal russo e postfazione di Sergio Rapetti

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Dagli appunti di lavoro preliminari

14 giugno 1986

Continuo a ripetermelo: non scriverò più una riga sulla
guerra. Dopo il mio libro La guerra non ha un volto di donna
per molto tempo non ho più potuto sopportare la vista di un
bambino infortunato che perdeva sangue dal naso, in campagna
mi tenevo alla larga dai pescatori che gettavano allegramente
sulla sabbia della riva i pesci strappati al loro elemento:
quegli occhi sbarrati e gonfi mi facevano star male. Di fronte
alla sofferenza ognuno di noi ha una certa riserva di difese fisiche
e morali che lo proteggono. La mia era esaurita. Le urla
di un gatto investito da una macchina mi facevano impazzire,
dovevo distogliere lo sguardo da un lombrico schiacciato. Ho
cominciato a pensare che anche gli animali, gli uccelli, i pesci,
come tutto ciò che vive, hanno diritto alla loro storia. E prima
o poi si troverà qualcuno che la scriva.
Ma all’improvviso… All’improvviso per modo di dire, visto
che si era al settimo anno di guerra.
“L’afflizione ha cento riflessi” (Shakespeare, Riccardo III).
…Avevamo dato un passaggio a una scolara diretta a un
villaggio poco lontano, era sulla nostra strada. Di ritorno da
Minsk, dove era andata a far compere, stava arrancando con
una sporta dalla quale facevano capolino dei polli e una grande
sacca di rete piena di pane che era entrata a fatica nel bagagliaio. Leggi tutto…

Videointervista a SVETLANA ALEKSIEVIC, Premio Nobel per la Letteratura 2015

Videointervista a SVETLANA ALEKSIEVIC, Premio Nobel per la Letteratura 2015

(da Festivaletteratura 2015)

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Il video della proclamazione del Premio Nobel per la Letteratura a Svetlana Aleksievic


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ELVIRA SEMINARA racconta ATLANTE DEGLI ABITI SMESSI

ELVIRA SEMINARA racconta il suo romanzo ATLANTE DEGLI ABITI SMESSI (Einaudi)

[Un estratto del libro è disponibile qui]

elvira seminara

di Elvira Seminara

C’è una donna che scappa. E’ sola. Lascia la casa come una nave che affonda, con tutto il suo carico di ricordi e cose. Prima però scrive un elenco per sua figlia, che non vede da tanto. Lo chiude in una busta, con vari consigli per la vita. Ma non lo spedisce.
Arrivata a destinazione – Parigi – la donna continua a scrivere il suo inventario di vestiti, tutti quelli che ha lasciato a casa per la figlia, ogni giorno un pezzo. E compone un puzzle insieme saggio e visionario, rassicurante e sovversivo. Ci sono Vestiti che diventano pazzi, i Vestiti opportunisti, quelli che vogliono sempre partire con te. Gli abiti fantasma, da non appendere mai alla maniglia della porta, se vuoi dormire in pace. Ci sono i Vestiti parassìti, quelli del perdono, della felicità.
Atlante degli abiti smessiPer questo l’elenco non si chiude mai, e l’inghiotte mentre lei aspetta di essere salvata. Mentre guarda la vita dietro i vetri e l’armadio spalancato non si richiude più.
Più che ispirazione, quanto a me parlerei di “aspirazione”, nel senso che questo armadio borghesiano mi ha letteralmente ingoiato in un vortice, trascinandomi in una zona per me irresistibile. E non solo per la prossimità al gioco borghesiano degli ingannevoli elenchi (fra tutti, l’incantevole Emporio celeste di conoscimenti benevoli), ma per il piacere (innanzitutto mio) di riabbracciare Calvino, il Calvino che si mette in gioco nell’Oulipò, che sperimenta con Queneau, che disegna nuovi scenari narrativi per vedere sin dove può spingersi un romanzo – e penso al Castello dei destini incrociati, a Se una notte d’inverno, Le città invisibili.
“Letteratura potenziale”, o “combinatoria”, con un meccanismo di narrazione esplicito (insieme strumento e contenuto della storia) – nel mio caso l’elenco. Che, nonostante la protagonista che lo scrive, si trasforma in altro. E la trasforma. Voi capite che la sfida era meravigliosa. E se uno scrittore non si lancia da sé una sfida, qualunque essa sia, che senso ha fare un nuovo romanzo, in un paese già pieno di non-lettori e di libri ?
Insomma mi sono ritrovata – con la mia protagonista e tutto il suo palazzo, voce per voce – nell’edificio trasparente di Perec, quello di “Vita, istruzioni per l’uso”, cui idealmente, nel suo piccolo, il mio palazzo mobile si affianca, con tutti i suoi omaggi più o meno aperti alla Festa mobile tout court che è Parigi.
Sento che aleggia una domanda: elenchi a parte, un’antologia/ontologia di vestiti che senso ha ? Leggi tutto…

PIRANDELLO A SYDNEY

The Dramaturgical Itinerary of Luigi PirandelloPIRANDELLO A SYDNEY: 21 e 22 ottobre 2015

In occasione della XV settimana della Lingua e della Cultura Italiana nel mondo, Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla terranno conferenze e lezioni all’Istituto italiano di Cultura e all’Università di Sydney  sulla figura e l’opera di Luigi Pirandello e del figlio Stefano e sul carteggio d’amore di Federico De Roberto e Ernesta Valle, “Si dubita sempre delle cose più belle. Parole d’amore e di letteratura”, editi da Bompiani.

Evento del 21 ottobreEvento del 22 ottobre

 

The relationship between Luigi and Stefano PirandelloLa XV settimana della lingua italiana nel mondo (dal 19 al 24 ottobre) sarà celebrata a Sydney nel segno di Luigi Pirandello: l’Istituto italiano di cultura, in collaborazione con l’Università della città australiana, propone un conferenza sullo scrittore, Premio Nobel nel 1934.

La conferenza, tenuta dalla Professoressa Sarah Zappulla Muscarà, avrà luogo mercoledì 21 ottobre alle 15 presso l’università di Sydney e verterà sul percorso drammaturgico di Pirandello, concentrandosi sulla prima grande stagione, quella siciliana, durante la quale collaborò con Nino Martoglio, regista, sceneggiatore, poeta e scrittore dei primi decenni del Novecento, e attori del calibro di Giovanni Grasso e Angelo Musco.

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In questi anni Pirandello maturò e sperimentò le sue straordinarie e rivoluzionarie tecniche teatrali e sceniche, completando completò la sua formazione culturale fra tradizione isolana e lezione europea. La professoressa Zappulla Muscarà sarà protagonista anche il giorno successivo, insieme a Enzo Zappulla, con una conferenza presso l’Istituto italiano di cultura (ore 18) dal titolo “Il sodalizio fra Luigi e Stefano Pirandello”, incentrata sul rapporto tra il grande scrittore e il figlio primogenito. Leggi tutto…

BOOKCITY MILANO 2015

BOOKCITY MILANO: dal 22 al 25 ottobre 2015

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Incontri con gli autori / spettacoli / reading / laboratori / mostre

Vivere Milano nei libri e nelle parole degli scrittori

Tra gli ospiti di quest’anno: il Premio Nobel Herta Müller, Adrien Bosc, Irene Brežná, Edward Carey, Jeffery Deaver, Amitav Gosh, Hélène Grémillion, Kristin Harmel, Joanne Harris, Jonas Jonasson, Julie Kagawa, Judith Katzir, Hape Kerkeling, Mary Kubica, Maria Tatsos, Björn Larsson, Guillaume Long, Fiston Mwanza Mujila, Luis Sepúlveda, Nassim Taleb, Abraham Yehoshua, Kim Young Ha, Theodore Zeldin.

IL PROGRAMMAGLI OSPITI

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Dal 22 al 25 ottobre 2015, dopo la straordinaria partecipazione di pubblico registrata nelle passate edizioni, anticipata per accompagnare la conclusione dell’Expo, torna BOOKCITY MILANO, manifestazione dedicata al libro e alla lettura e dislocata in tutta la città, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dal Comitato promotore BookCity composto da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri, sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura, in collaborazione con AIE (Associazione Italiana Editori), con il sostegno di AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ALI (Associazione Librai Italiani) e LIM (Librerie Indipendenti Milano).

BOOKCITY MILANO si avvale di Intesa Sanpaolo come main partner, oltre al contributo di ARCUS e Fondazione Cariplo. Partecipano come partner Gioco del Lotto, Fastweb, Poste Italiane, Pirelli; partner tematico AcomeA SGR; con il supporto di Borsa Italiana; sponsor: Federazione della Carta e della Grafica, Comieco, Canon, CiyLife, Fondazione Fiera Milano, FPE, Fondazione Zoe’ Zambon Open Education, ibs.it, Lavazza, Novamont; legal advisor Bird&Bird. Si ringrazia IGPDeacaux e Spontini. BookCity Milano è un evento ExpoinCittà e di Milano Città del Libro 2015.

“BookCity Milano è ormai un modello di grande successo capace tuttavia di una continua rigenerazione grazie alle innovazioni che ogni anno porta al suo programma – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Quest’anno sono stati coinvolti nuovi spazi, come il Laboratorio Formentini appena inaugurato e il Museo delle Culture, e ideate nuove iniziative, come Bookcity Young. Un programma ricchissimo pensato per avvicinare ancora più pubblico al piacere della lettura e per stimolare nuovi approcci alla conoscenza nei lettori già appassionati: un obiettivo coerente con l’investitura di Milano a ‘Città del Libro’ per l’anno 2015.” Leggi tutto…

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LIBRIAMOCI 2015

LIBRIAMOCI: Giornate di lettura nelle scuole, 26-31 ottobre 2015

Per raccogliere e rilanciare l’entusiasmo dell’anno scorso, dal 26 al 31 ottobre 2015 si svolgerà la seconda edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole, l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) attraverso la Direzione Generale per lo Studente e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) – attraverso il Centro per il libro e la lettura, presentata il 1° ottobre a Palazzo Reale a Milano. L’intento è diffondere e promuovere la lettura fra gli studenti di tutte le scuole, dalle elementari alle superiori: Libriamoci invita quindi docenti, presidi e tutti coloro che desiderano contribuire con la propria creatività, a inserire nelle attività scolastiche delle sei giornate occasioni e progetti di lettura ad alta voce.

 Libriamoci può contare sulla collaborazione di numerose istituzioni e realtà del panorama culturale nazionale e locale: hanno infatti già confermato la loro collaborazione la Presidenza del Consiglio dei Ministri; il Ministero degli Affari Esteri, l’ANCIAssociazione Nazionale Comuni Italiani; la SIAE: la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura; la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna; il Coordinamento delle Associazioni di promozione della lettura; la Coop Adriatica; RAI Fiction; il Corriere della Sera. E molte altre sono in corso di definizione.

 Nel citare i dati allarmanti del rapporto di Save the Children Illuminiamo il futuro – sulla povertà cognitiva di bambini e adolescenti privati delle necessarie occasioni di crescita, formazione e sviluppo del pensiero – e accostandoli alle statistiche desolanti sulla carenza di lettura in Italia, il Presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni ha ribadito nel suo appassionato intervento chenon aiutare i ragazzi a leggere di più significa di fatto privarli di un futuro. Il punto è che queste lacune non si ripercuotono solo sulla vita del singolo individuo, ma inficiano lo sviluppo dell’intero Paese: domani questi ragazzi, privi delle competenze necessarie per affrontare la vita, non saranno in grado di partecipare allo sviluppo collettivo”. E continua: “Credo che il rapporto tra scuola e libro sia basato su un processo di costante compenetrazione. È vero, oggi la scuola ha perso uno dei suoi aspetti più importanti, cioè la funzione di elevatore sociale. Ma questa funzione può rinascere proprio grazie alla forza della lettura. Se noi saremo bravi a trasmettere la passione per la lettura ai ragazzi, saranno loro, poi, a fare tutto il resto, a condividere questa passione in famiglia e con gli amici”. Lo spirito alla base di Libriamoci è quello di una sfida: smentire i luoghi comuni e i pregiudizi sulla lettura. Spiega Montroni: “Troppo spesso la lettura viene percepita come un’attività funzionale unicamente allo studio e allo svolgimento del programma. Libriamoci è un progetto che tenta di superare questa visione: non vuole valutare gli studenti, si propone invece di farli partecipare in prima persona al grande spettacolo della lettura ad alta voce. I ragazzi saranno coinvolti nella lettura, nella comprensione dei testi e nella discussione dei contenuti e forse così ne scopriranno l’irresistibile fascino”.

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FESTIVAL LETTERATURE MIGRANTI 2015

FESTIVAL LETTERATURE MIGRANTI 2015 – Palermo, dal 7 all’11 ottobre

PROGRAMMA  –   AUTORI

valigia-libri-mare_sitoLe letterature migrano i popoli, li accompagnano da una storia all’altra. I nostri mondi si sono fatti vicini. Noi sapevamo già che era uno solo. Le guerre tornano a minacciarci. Noi riprendiamo i nostri libri, torniamo a sognare con le parole e a scrivere storie nuove e ad usarne di antiche. Cu avi lingua, passa u mari.

Palermo è stata di tanti popoli, fino alle cacciate. Oggi, Palermo torna ad essere città tutto porto e l’Unesco riconosce il Patrimonio arabo normanno. Gli intrecci e le architetture a più voci dicono sempre di città ricche e interessanti. Chiudersi al mondo è assopirsi, rinunciare al futuro.

Questo è il Festival delle Letterature che migrano tra i popoli e tra le culture e da un genere all’altro. Esistono tante Letterature, e Migrazioni è il tema che meglio definisce il nostro tempo: Comunicazione e Memoria ci avvicinano. Questo Festival si offre al Mediterraneo e al mondo per ricordare le nostre Storie comuni, per riflettere sul Contemporaneo, per dare al Futuro un volto gioioso. Leggi tutto…

SABIRFEST 2015

sabirfest, cultura e cittadinanza mediterranea

SABIRFEST– Cultura e cittadinanza mediterranea a Messina 8-11 ottobre:
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LA FUSIONE MONDADORI-RIZZOLI: il punto sui principali quotidiani italiani

LA FUSIONE MONDADORI-RIZZOLI: il punto sui principali quotidiani italiani

Di seguito, i link agli articoli dei quattro principali quotidiani italiani Leggi tutto…

ADDIO A HENNING MANKELL

Henning MankellADDIO A HENNING MANKELL

È morto lo scrittore svedese Henning Mankell (a causa di un tumore). Aveva 67 anni. Era noto soprattutto per suoi romanzi polizieschi (in Italia editi da Marsilio) con il personaggio seriale del commissario Kurt Wallander (dai libri è stata tratta anche una serie televisiva)

Henning Mankell è nato a Stoccolma, il 3 febbraio 1948. È morto il 5 ottobre 2015, a Göteborg, a causa di un tumore – Gothenburg. Dal 1998 era sposato con la regista teatrale e televisiva Eva Bergman, figlia di Ingmar Bergman.
Mankell è cresciuto nelle città svedesi di Sveg (Härjedalen) e di Borås (Västergötland). Il padre, Ivar, era un giudice e il nonno, da cui prese il nome Henning, un compositore. All’età di 20 anni, aveva già iniziato la sua carriera di scrittore e assistente presso il Riksteater di Stoccolma. Negli anni seguenti continuò a collaborare con diversi teatri in Svezia. Negli anni settanta, Mankell andò a vivere in Norvegia con una norvegese membro di un partito maoista comunista del Lavoro. Mankell collaborò alle attività di quel partito, pur senza mai farne parte.

La parte principale dell’opera di Mankell è costituita dalla saga del commissario Wallander. Come ha sostenuto l’autore: «Questi romanzi, in fondo, pur nella loro varietà, hanno sempre girato intorno a un unico tema: che cosa è successo negli anni novanta allo Stato di diritto? Come può sopravvivere la democrazia se il fondamento dello Stato di diritto non è più intatto? La democrazia ha un prezzo che un giorno sarà considerato troppo alto e che non vale più la pena pagare?» (dall’introduzione a “Piramide”).

[fonte: Wikipedia e varie]

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Di seguito, il comunicato diramato dalla casa editrice Marsilio Leggi tutto…

FESTIVAL DELL’ACQUA 2015

FESTIVAL DELL’ACQUA 2015

Dal 5 al 9 ottobre 2015 al Castello Sforzesco di Milano: oltre 50 eventi tra convegni, seminari, mostre e spettacoli e più di 200 relatori.

Cinque giorni di confronto sulla disponibilità, la tutela, la distribuzione e il corretto utilizzo in Italia e nel mondo della più vitale delle risorse.

Si è partiti, sabato 3 ottobre all’Auditorium San Fedele (ore 20.00), con il melologo “Sull’acqua (Sotto di noi il diluvio)” ispirato all’opera del compositore ceco Antonin Dvorak, scritto da Michele Serra e interpretato da Lella Costa. Una prima esecuzione assoluta composta da Fabio Vacchi dell’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” con la direzione della francese Claire Gibault.

È una delle gocce del “Festival dell’Acqua”, cinque giorni di confronto sulle risorse idriche in Italia e nel mondo, promosso da UTILITALIA, aperto a tutti e ospitato a Milano nei cortili del Castello Sforzesco dal 5 al 9 ottobre. Leggi tutto…

MA GIÀ PRIMA DI GIUGNO – intervista a Patrizia Rinaldi

MA GIÀ PRIMA DI GIUGNO (edizioni e/o, 2015) – intervista a Patrizia Rinaldi

Un estratto del libro è disponibile qui

di Massimo Maugeri

Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. È laureata in Filosofia, specializzata in scrittura teatrale. Partecipa dal 2010 a progetti letterari presso l’Istituto Penale Minorile di Nisida. Tra le sue pubblicazioni segnalo: Adesso scappa, graphic novel, Sinnos 2014; Rosso caldo, Edizioni e/o 2014; Federico il pazzo (Premio Leggimi Forte 2015; Finalista Premio Andersen 2015), Sinnos 2014; Blanca, Edizioni e/o 2013; Tre, numero imperfetto, Edizioni e/o 2012 (tradotto negli Stati Uniti e in Germania); Mare Giallo, Sinnos 2012; Rock Sentimentale, El 2011 (tradotto in Serbia); Piano Forte, Sinnos, 2009 (tradotto in Ungheria). Di recente, per le edizioni e/o, è uscito un nuovo romanzo intitolato “Ma già prima di giugno“: una storia che ha per protagoniste due donne (una madre e una figlia), imperniata sui ricordi e sul filo che lega la grande Storia alle storie individuali.
Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Patrizia, partiamo dall’inizio. Come nasce “Ma già prima di giugno”? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione…
Caro Massimo, “Ma già prima di giugno” nasce dall’esigenza di dire il danno del dolore nascosto.
L’ispirazione parte da un dato privato, ma purtroppo attuale: mia madre era profuga di guerra, reduce dalla Spalato del 1943. A guerra finita, il suo dolore poteva essere sussurrato e non detto. Stavamo dalla parte sbagliata, anche se i civili erano e sono sudditi delle guerre e delle colonizzazioni, non artefici. Alcune sofferenze e alcuni amori non conoscono il lusso della libertà di racconto. Ho voluto porre un piccolo rimedio.
Il romanzo tuttavia non è autobiografico e non ha affatto vocazioni revisioniste.

– Protagoniste del romanzo sono una madre e una figlia. Proviamo a conoscerle partendo da Maria Antonia. Cosa puoi dirci di lei?
Maria Antonia è la madre giovane, descritta dagli anni quaranta ai sessanta. Ena è la figlia vecchia, raccontata alla fine della sua vita.
Maria Antonia ha la forza della sopravvivenza, della ricerca del pane che deve nutrire carni abbondanti, all’epoca simbolo di benessere esibito. La correttezza per lei è un lusso ridicolo.
Maria Antonia ha aspirazioni borghesi, ma dà scandalo con due matrimoni sconvenienti: con un uomo troppo ricco, con un altro troppo giovane. A guerra finita, deve cominciare una guerra privata. Deve andare a prendersi quello che è suo, che le hanno tolto. Si fermerà perciò in una gioventù permanente, volitiva, disperata, allegra.

– Parlaci di Ena, la figlia, che è anche la voce narrante della storia… Leggi tutto…

TRINACRIA PARK a Caltanissetta – sabato, 3 ottobre 2015

TRINACRIA PARK a Caltanissetta – sabato, 3 ottobre 2015

Biblioteca Comunale Scarabelli – h. 12 – nell’ambito del Festival SICILIA DUNQUE PENSO con la partecipazione della giornalista Roberta Fuschi che intervisterà Massimo Maugeri (autore del romanzo)

Sicilia dunque penso

(clicca sull’immagine sopra per aprire l’evento su Facebook)

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trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK (Edizioni E/O – Sabot/age)

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

Dalla rassegna stampa del romanzo
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INTERNAZIONALE A FERRARA 2015

INTERNAZIONALE A FERRARA 2015: dal 2 al 4 ottobre

Il programmaGli ospiti

Dal 2 al 4 ottobre torna Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale e giunto alla sua nona edizione. Un weekend di incontri, dibattiti, spettacoli e proiezioni con grandi ospiti da tutto il mondo.
Filo conduttore di questa edizione il tema delle nuove frontiere. Nuove frontiere intese in senso geografico, il Mediterraneo crudele attraversato dai migranti in cerca di orizzonti europei, ma anche le coste australiane, nuova terra di speranza per i popoli afghani, e ancora i confini di fili spinati dismessi tra Cuba e Stati Uniti. Ma le frontiere non sono solo fisiche, riguardano anche il modo di intendere i diritti, le libertà collettive e individuali, sono uno strumento per confrontarsi con l’ignoto. E in questo senso è imperdibile l’evento di chiusura del festival che vedrà Adriano Sofri e Zerocalcare per la prima volta insieme. Due mondi apparentemente diversi, due latitudini distanti, non solo in senso anagrafico, accomunate da una curiosità senza confini per quello che accade nel mondo e per le persone.
E come per ogni edizione, sono tanti gli appuntamenti da non perdere e i temi da seguire con attenzione. Diritti dei migranti, lotta alle discriminazioni di genere e libertà di stampa, con grande attenzione alla politica nazionale e internazionale. I grandi nomi del giornalismo internazionale per 3 giorni animeranno Ferrara, trasformando la città nella redazione più bella del mondo.
Van Reybrouck, autore di Congo, il libro considerato il memoriale epico di un continente, sarà intervistato dal premio Strega, Nicola Lagioia. Poi Serena Dandini a dialogo con l’economista Andrea Baranes , per far diventare accessibile anche ai “non addetti ai lavori” i temi e i termini più complessi della finanza internazionale. Un incontro dedicato all’ascesa della letteratura di fantascienza irachena, per raccontare come il paradosso letterario possa diventare strumento di denuncia e indagine della realtà.
A Ferrara anche Serge Michel giornalista di Le Monde, Howard Waring French giornalista del New York Times e autore del best seller China’s second continent; Nargis Nehan, fondatrice di Equality for peace and democracy a Kabul, Ong impegnata da anni nella lotta per la parità di genere e per i diritti dei più giovani, il giornalista afghano Mujib Mashal, la prima giornalista afroamericana a vincere il premio Pulitzer Isabel Wilkerson, il geografo premio Pulitzer per la saggistica Jared Diamond, autore del libro Da te solo a tutto il mondo.
E ancora: Alcibiades Hidalgo, capo dello staff di Raúl Castro ed ex ambasciatore di Cuba all’Onu; il fumettista Sam Wallman, che ha raccontato le condizioni di lavoro nei centri di detenzione per richiedenti asilo in Australia; l’insegnante canadese Lizanne Foster, che discuterà con Tullio De Mauro su come la scuola deve affrontare le sfide del XXI secolo.

Anche quest’anno sarà assegnato il premio “Anna Politkovskaja” per il giornalismo d’inchiesta, giunto alla settima edizione. A esserne insignito, il blogger e attivista bangladese, Asif Mohiuddin, distintosi per la sua attività di denuncia giornalistica, perseguitato e incarcerato dal governo per motivi religiosi e ora rifugiato in Germania. Leggi tutto…