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OLIMPIA, di Luigia Sorrentino

ottobre 16, 2015

olimpia_frLuigia Sorrentino, Olimpia, Recours au Poème Éditeurs
(testi in francese a cura di Angèle Paoli)
(prefazione di Milo De Angelis – Postfazione di Mario Benedetti)

Un’intervista a Luigia Sorrentino è disponibile su PostPopuli

di Giovanni Agnoloni

La riedizione bilingue italo-francese di Olimpia di Luigia Sorrentino (in basso nella foto di Fabrizio Fantoni) ben evidenzia la ricchezza di livelli di lettura e la repentinità degli affondi intuitivi che caratterizzano questa misteriosa raccolta poetica. Dico “misteriosa” perché in effetti è, in buona misura, enigmatica, nel senso che l’aggettivo, in particolare, assume quando riferito alla filosofia e, più in genere, al pensiero greco antico, e soprattutto alla sua componente dionisiaca, che trovava espressione nella poesia orfica, quella più capace di penetrare nei recessi segreti dell’animo umano.
Tutto il mistero – ovvero, appunto, l’enigma – ruota attorno al concetto di soglia, che è una componente intrinseca dell’esistenza umana e marchia inequivocabilmente la sua conclusione, certo, ma anche tutte le fasi di passaggio da una sua fase all’altra, ovvero i vari stati del percorso alchemico che è l’evoluzione dell’anima attraverso la vita.

Luigia Sorrentino riesce a toccare tutti questi aspetti con la mano lieve ma inquietante dei fantasmi. Sì, perché le sue visioni/intuizioni poetiche sono come apparizioni subitanee che affondano dentro con la capacità di penetrazione di sottilissime sonde spirituali. Lo evidenziano bene i versi de “L’antro”

“lei era un soffio chiuso
tutto era in sé pieno, attaccata
alle pareti, lei era ormai radice”,

o anche

“la sua giovinezza si spense
divenne una cicala
poi solo una voce, un soffio
divenne”,

dove si percepisce un elemento sottolineato anche nella Prefazione di Milo De Angelis, ovvero la presenza di una componente di alterità: l’accostarsi all’essere che vive, e perciò diviene, di un altro, appunto, che è quello stesso per come era fino a qualche attimo prima. Perché, nel frattempo, si è verificato un passaggio; è stata varcata una soglia. Eppure, “tutto era in sé pieno” significa che questa successione di momenti (non solo in senso cronologico) diversi, in realtà, forma un’unità nell’identità soggettiva.

Luigia SorrentinoRisaliamo così, passando attraverso il filtro della parte più perturbante della nostra natura (“il suo nuovo volto profondo / nell’oscurità”, leggiamo altrove), e quindi attraverso la componente istintuale/dionisiaca, agli aspetti più salienti dell’enigma dell’esistere, ovvero dell’essere che si fa vita, dell’essenza che inizia ad articolarsi in un tessuto di storie.
Sembra quasi di leggere il frammento eracliteo 49a (“Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo”), testo fondamentale sul concetto che il buddhismo chiama “impermanenza”, ovvero la presa di coscienza della natura costantemente mutevole dell’esistere; eppure, in questa coscienza del panta rhei, pare emergere un’implicita allusione a un’unità superiore, costituita dai medesimi opposti (ricordo anche il frammento 8 di Eraclito: “L’opposto in accordo e dai discordi bellissima armonia e tutto avviene secondo contesa”).
La presenza dei testi a fronte in francese è coerente con l’impianto concettuale dell’opera, perché introduce essa stessa un’ulteriore dose di alterità, rilevante anche sotto il profilo musicale. Laddove l’italiano è asciuttamente sinuoso (da “Il lago”: “In un’ellissi chiusa dal vento ingoiava la luce, rivoltandola nella materia fangosa che ribolliva in superficie”), il francese, con le sue rotonde risonanze liquido-nasali, si presta molto bene a far risaltare l’aspetto materico dei versi – e non certo per insufficienza del testo originario, bensì per la particolare timbrica della lingua d’Oltralpe (“Dans une ellipse fermée par le vent il engloutissait la lumière, la renvoyant dans la matière fangeuse qui bouillonnait en surface”). Questo è molto importante, perché la scena descritta pare alludere a uno scenario che potrebbe anche essere un fotogramma della vita alle origine del pianeta, e forse del cosmo stesso (quella ellissi sembra quasi adombrare moto della Terra intorno al Sole): una sorta di “brodo primordiale” dove la vita veniva formandosi in una successione ininterrotta di “passaggi di stato”.
L’italiano manifesta una più schietta propensione lirico-filosofica. Ne “Il contrasto tra il divino e il tempo (Un sogno)” leggo

“come ammalati salivano e scendevano
verso il fondo o il remoto
tra le radici ancora addormentate
ma sazi del sonno notturno”
e penso ai versi di Alcmane tradotti da Salvatore Quasimodo:

“Dormono le cime dei monti
e le vallate intorno
i declivi e i burroni (…)”

recours_au_poemeIntendo dire che Luigia Sorrentino si è sintonizzata sulle stesse frequenze non solo della filosofia, ma della stessa lirica greca, giungendo così a fondere il Logos con il Pathos, l’intelletto con l’emotività, con una straordinaria capacità di penetrazione nelle dinamiche più intime e viscerali dell’intero cosmo, colto tanto nella sua componente più microscopica quanto in quella più vasta e remota – che peraltro sembrano incontrarsi nel mistero di quella fusione/ossimoro di apollineo e dionisiaco che è l’holos mente-cuore dell’essere umano.

Gli stessi versi, in francese, suonano così:

“comme des malades il montaient et descendaient
vers le fond ou vers le passé
entre les racines encore endormies
mais repus du sommeil de la nuit” ;

 

e si apre così uno scenario di suoni e perfino di odori, dove sembra quasi di poter stropicciare del muschio sentendo sprigionarsene una fragranza intensa, capace, sinesteticamente, di innescare un percorso a ritroso che può condurre al cuore/fondo (e dunque alla radice dell’enigma) della vita di ogni persona: quello che abbiamo attraversato incarnandoci e che – io credo – riattraverseremo alla fine/inizio.

* * *

[Nota: I riferimenti ai frammenti di Eraclito sono tratti da qui; quelli ai versi di Alcmane da qui. ]

* * *

Luigia Sorrentino è nata a Napoli. Giornalista professionista, vive a Roma e lavora alla Rai, Radio-Televisione Italiana. Ha realizzato per Rainews24 e per Rai Radio Uno, numerosi programmi culturali e interviste a scrittori e poeti italiani e stranieri di fama internazionale. Dirige per il sito di Rainews24 il primo blog della Rai dedicato alla Poesia, all’Arte e alla Letteratura (http://poesia.blog.rainews.it).
In poesia ha pubblicato: C’è un padre (Manni, 2003), La cattedrale (Il ragazzo innocuo, 2008), L’asse del cuore (Almanacco dello specchio, Mondadori, 2008), La nascita, solo la nascita (Manni, 2009) e Olimpia (Interlinea, 2013) che ha ricevuto come unico riconoscimento il Premio Prata 2013. “Two Poems by Luigia Sorrentino” sono uscite in The Paris Review, n. 206, New York, settembre 2013 e su Terres de femmes (revue de critique et de poésie d’Angèle Paoli). La sua ultima raccolta di versi Olimpia è stata pubblicata in Francia con Recours Au Pòeme Editeur, nella traduzione di Angèle Paoli, (maggio 2015).

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