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PIERO BALZONI racconta COME UCCIDERE LE ARAGOSTE

ottobre 26, 2015

PIERO BALZONI racconta il suo romanzo COME UCCIDERE LE ARAGOSTE (Giulio Perrone editore, 2015)

Il romanzo vincitore del premio Orlando Esplorazioni

di Piero Balzoni

C’è questo ragazzo sui trentacinque anni con due polmoni grossi come buste di plastica che gli permettono di rimanere sott’acqua per più di due minuti a tirare giù i costumi delle sue amiche. Claudio, questo ragazzo dico, percorre la tangenziale alle due del mattino. Poi arriva un Suv e lo travolge, lasciandolo lì morto sull’asfalto. Così Luca, suo fratello più piccolo, reagisce al silenzio delle autorità dando vita a una bizzarra caccia metropolitana agli assassini di suo fratello. Non c’è quasi nulla che sappia sull’incidente, solo che i responsabili guidavano un’auto da ricchi e che una signora sugli ottant’anni, trascorsi in buona parte su un terrazzino con affaccio sulla tangenziale lato est, ha visto l’auto fuggire indisturbata. Questo Luca lo sa. Quel che non sa è che stanare un assassino, specie se ricco, non è facile. Ci vuole metodo. Anzi, un metodo. E tra i tanti a disposizione Luca sceglie proprio quello che meglio si adatta alla caccia dei crostacei marini, abili a nascondersi nelle spelonche urbane, a proteggere le cose che accumulano all’interno delle proprie tane. Un metodo di caccia subacquea che certi pescatori delle isole Sandwich utilizzano da secoli per catturare le aragoste. Per riuscire nell’impresa, dovrà liberarsi dei legami affettivi. Addio a Viola, la fidanzata che inasprisce il suo senso di inadeguatezza, e a Silverio, il fuorisede dai disastrosi grandi progetti. Inizia la caccia.
Layout 1Per un certo periodo di tempo, mentre vivevo ancora da solo, ho portato da mangiare a una colonia di gatti che presidiava il cassonetto per la raccolta differenziata. Questi gatti non erano granché diversi l’uno dall’altro, se non per qualche orecchio smozzicato, un occhio cisposo, due ciocche di peli unite tra loro dalla gomma da masticare. E cercavano tutti la stessa cosa: cibo. Prima scatola di croccantini, mangia il più feroce, seconda scatola di croccantini, mangia il più feroce, terza scatola di croccantini, il più feroce attacca quelli che sono riusciti ad avvicinarsi. Questi gatti insomma erano tutti uguali. E divisi per specie, tutti gli animali sono uguali. Geometrie perfette. Soltanto l’uomo pare un animale disadattato. Come uccidere le aragoste è venuto fuori da quei cassonetti, mentre sognavo di lasciare Roma per sempre. L’altro mio sogno era di prendere a martellate il cofano di una Jeep. Tutte le notti quest’auto si metteva di sbieco dietro al cassonetto rischiando di investire quattro generazioni di obbrobri cresciuti a croccantini del discount. Una mattina è arrivata la nebbia, allora ho messo su un k-way no logo con cappuccio e con il mio martello di Leroy Merlin sono andato al cassonetto. Se non potevo andarmene da Roma, potevo almeno modellarla a mia immagine. La Jeep era lì, ma all’ultimo m’è tremata la mano e allora gli ho soltanto spezzato i tergicristalli. Piuttosto che sentirmi dire “sei ‘n omo che nun vali gniente”, ho preferito trovare una via di fuga che mi permettesse di fare bella figura con me stesso al pari di un reato che Hemingway prima di me quasi certamente non avrebbe avuto il coraggio di commettere. Così ho trascorso quasi quattro anni a lavorare per arrivare all’ultima stesura di Come uccidere le aragoste, un romanzo che fino ad ora mi ha permesso di dare un’occhiata al mondo dell’editoria romana. La trafila fino alla pubblicazione con Giulio Perrone editore, la racconto nella rubrica settimanale del mio blog: http://www.comeucciderelearagoste.it.
Adesso vivo con due cani, esco in passeggiata due volte al giorno – tre volte nel weekend – e la mia cassetta degli attrezzi la tengo chiusa in un luogo semi-irraggiungibile.

(Riproduzione riservata)

© Giulio Perrone editore

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«Un romanzo sorprendente che coinvolge sin dalla prima pagina»
Dacia Maraini

«Una narrazione densa e uno stile inconfondibile che identifica una voce narrativa nuova e di grande prospettiva»
Paolo Di Paolo

Questa è una storia vera. O potrebbe esserlo. Claudio Amodio lavora per una
organizzazione non governativa, adora lo stadio, fuma hashish.
Non ha neppure trentacinque anni quando, a bordo del suo scooter, viene
travolto da un’auto pirata sulla tangenziale cittadina. L’auto, un Suv nero, non si
ferma. I responsabili dell’incidente approfittano dell’oscurità per fuggire
indisturbati, lasciando a terra il cadavere del ragazzo.
È suo fratello Luca a ricevere la notizia, e a doverla comunicare ai suoi genitori.
Ma in una Roma in cui la miseria morale sembra abbracciare ogni cosa, in cui le
autorità sono fantasmi ingombranti sulle spalle dei più deboli, non c’è spazio per
le promesse di giustizia.
In continuo e inesorabile ritardo con gli esami del corso di biotecnologie,
costantemente a disagio nella relazione con Viola, sua fidanzata storica, fuori
contesto nelle amicizie e nei rapporti con la famiglia d’origine, Luca mette in
piedi una bizzarra e spietata caccia metropolitana agli assassini di suo fratello.
Come uccidere le aragoste diventa presto la storia di una caccia che parte
dall’unica traccia che proprio Luca ha a disposizione: la confessione della signora
Tommasi, testimone oculare dell’incidente, il Botto, come viene chiamato. Una
caccia in cui i ricchi, ritenuti responsabili della morte di Claudio, appaiono a
Luca come ripugnanti e imprendibili crostacei marini, sfuggenti e frenetiche
aragoste da intercettare e stanare per trovare finalmente il punto molle dei loro
gusci.
Come uccidere le aragoste è una storia d’amore feroce, una elaborazione ironica
e disperata del lutto narrata attraverso una voce intima e irriverente, capace di
suscitare quel profondo senso di indignazione che soltanto l’odio, quando è puro,
ci fa provare.

Il blog: http://www.comeucciderelearagoste.it/

Layout 1

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Piero Balzoni è nato e vive a Roma. Sceneggiatore e script editor per la televisione, nel 2012
ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti, dal titolo Animali migratori (Edizioni La Gru,
Padova). Come uccidere le aragoste è il suo primo romanzo.

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© Letteratitudine

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