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Archive for novembre 2015

MARCO MISSIROLI vince il PREMIO MONDELLO 2015

MARCO MISSIROLI vince il PREMIO MONDELLO 2015

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Ascolta la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” con Marco Missiroli dedicata a “Atti osceni in luogo privato” (Feltrinelli)

È Marco Missiroli con Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli) il vincitore del SuperMondello 2015 e del Mondello Giovani, doppio riconoscimento assegnato a Palermo all’Auditorium della Società Siciliana per la Storia Patria, nell’ambito della 41esima edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello. Missiroli si è affermato sugli altri due vincitori del Premio Opera Italiana, Nicola Lagioia con La ferocia (Einaudi) e Letizia Muratori con Animali domestici (Adelphi). I tre vincitori sono stati designati la scorsa primavera dal Comitato di Selezione composto dallo scrittore e saggista Marco Belpoliti, dal critico letterario Gianni Turchetta e dalla scrittrice Chiara Valerio. Promosso dalla Fondazione Sicilia con il Salone Internazionale del Libro di Torino, d’intesa con la Fondazione Premio Mondello e insieme con la Fondazione Andrea Biondo, il Premio Letterario Internazionale Mondello è una ricchezza del patrimonio culturale italiano e internazionale. Il SuperMondello e la Giuria dei 240 lettori qualificati Missiroli è stato votato da 125 su 240 componenti la Giuria dei Lettori Qualificati. I giurati, dislocati in tutta Italia, sono stati direttamente indicati dai librai di un circuito di 24 librerie segnalate dalla redazione dell’inserto culturale Domenica de Il Sole 24 Ore. Nei mesi scorsi, ognuna di queste librerie ha inviato alla Segreteria del Premio un elenco di 10 lettori ‘forti’, in grado di formulare un giudizio letterario critico e ragionato. I 240 lettori così selezionati hanno potuto esprimere la loro preferenza votando online in un’apposita sezione del sito www.premiomondello.it.

Il Mondello Giovani e la Giuria degli studenti 
La Giuria chiamata a decretare il Premio Mondello Giovani ha scelto Missiroli con 85 preferenze su 150 giurati. La Giuria è formata da studenti siciliani120 di dodici istituti superiori di Palermo (coinvolti grazie alla collaborazione con l’Associazione Teatro Scuola, presieduta dal professor Francesco Paolo Ursi), 10 di Enna, 10 di Noto e 10 di Marsala. Un modo per accrescere ancora di più il peso dei giovani lettori, nell’attribuzione dei riconoscimenti del Mondello. Gli studenti hanno letto i tre libri in gara e votato il loro romanzo preferito, motivando la scelta con un testo critico. Sono 143 gli studenti che hanno votato.

Il libro “super-premiato” 
Così recita la motivazione del premio a Missiroli: «La storia che racconta Marco Missiroli in Atti osceni in luogo privato fotografa perfettamente la condizione sentimentale delle nuove generazioni, il vagare nel labirinto delle affezioni sperimentando la divaricazione tra sentimenti e sessualità nella cocciuta intenzione, propria dei giovani, di trovare una perfetta sintesi tra questi due stati della vita, stati insieme dell’anima e del corpo. Dopo una sarabanda di amori e incontri, Libero corre verso un happy end che ricorda gli altri romanzi di Missiroli. Libero appare come un ragazzo d’oggi, incapace di fare i conti con il dolore e con i propri fallimenti, eppure veritiero e assoluto nella sua volontà di felicità. L’autore affida ai personaggi femminili un ruolo positivo, dalla madre di Libero alle donne che lo circondano, Marie e Anna. Scritto con grande maestria, racconta il nostro presente con efficacia e precisione».

Tutti i premiati  Leggi tutto…

MARCO BALZANO vince il PREMIO VOLPONI 2015

IL PREMIO VOLPONI 2015 VA A MARCO BALZANO, AUTORE DE “L’ULTIMO ARRIVATO”

A Marco Peano, autore deL’invenzione della madre(minimum fax) il Premio opera prima “Stefano Tassinari”

Leggi il contributo di Marco Balzano, dove l’autore racconta a Letteratitudine il suo romanzo “L’ultimo arrivato” (Sellerio)


Marco Balzano
è il vincitore del Premio letterario nazionale “Paolo Volponi. Letteratura ed impegno civile”, organizzato dall’associazione Il Circolo di Confusione. Il giovane scrittore è stato premiato da Nicola Loira, sindaco del Comune di Porto San Giorgio, capofila di questa XII edizione.

Alla prima votazione la giuria popolare, presente alla serata finale tenutasi al Teatro comunale sangiorgese, ha scelto il suo libro “L’ultimo arrivato“(edito da Sellerio) tra la terzina selezionata dalla Giuria tecnica.

Al secondo posto si è classificato Romolo Bugaro, autore di “Effetto domino” (Einaudi), che ha preceduto Andrea Caterini con “Giordano” (Fazi).

I due autori sono stati premiati rispettivamente da Stefano Pompozzi, consigliere della Provincia di Fermo, ed Eleonora Consoli, direttrice della Casa circondariale di Fermo, una delle tante realtà del territorio che ha affiancato e sostenuto questa edizione del Premio.

Una serata condotta da Giovanna Zucconi ed aperta da un video dedicato a Pietro Ingrao, scomparso pochi mesi fa. Numerosi gli applausi per l’attore Ivano Marescotti, impegnato in letture tratte da “Il lanciatore di giavellotto” di Volponi, così come per il musicista Alfredo Laviano, quest’ultimo protagonista di una performance di grande suggestione.

Il Premio opera prima “Stefano Tassinari” a Marco Peano, autore de “L’invenzione della madre” (minimum faxqui tutte le recensioni), è stato consegnato da Andrea Bajani, scrittore e membro della Giuria tecnica.

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PREMIO SCERBANENCO 2015 – i cinque finalisti

PREMIO SCERBANENCO 2015 – i cinque finalisti

È iniziato il conto alla rovescia per sapere chi si aggiudicherà il Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa 2015. I cinque romanzi gialli finalisti sono il risultato della sommatoria dei voti dei lettori sul sito e di quelli ponderati della Giuria letteraria che ha votato in questa formazione: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio CalzolaioLuca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio PentSebastiano Triulzi, John Vignola.
I cinque finalisti verranno presentati il 10 dicembre a Courmayeur e nella serata dello stesso giorno sarà assegnato il Premio Giorgio Scerbanenco-La Stampa 2015.

A contendersi il Premio sono:

Romano De Marco, Città di polvere, Feltrinelli
Marcello Fois, Luce perfetta, Einaudi
Raul Montanari, Il regno degli amici, Einaudi
Giampaolo Simi, Cosa resta di noi, Sellerio
Grazia Verasani, Senza ragione apparente, Feltrinelli

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La guerra mondiale a geometria variabile

La guerra mondiale a geometria variabile – Catania, 4 e 5 dicembre 2015

L’evento è organizzato da “Osservatorio Mediterraneo”

Ne approfittiamo per segnalare questo video: #WHYSYRIA ▶ La crisi della Siria spiegata in 10 minuti e 15 mappe (Che cosa accade esattamente in Siria?
Cosa spinge a far fuggire gli oltre quattro milioni di profughi?)


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PAOLA CAPRIOLO racconta MI RICORDO

PAOLA CAPRIOLO racconta il suo romanzo MI RICORDO (Giunti)

Un estratto del libro è disponibile qui

di Paola Capriolo

Un romanzo può nascere da un’esperienza, da un sogno, da un’immagine, persino dall’associazione casuale di due parole: praticamente ogni cosa può essere il seme dal quale germina una storia, una trama letteraria. In me questo processo creativo, che precede la scrittura vera e propria, è sempre avvenuto in modo relativamente rapido e lineare. Solo Mi ricordo ha avuto una genesi diversa: più lunga, complessa, travagliata, tanto da far trascorrere alcuni anni tra i primi spunti e l’inizio della stesura. Non perché io fossi diventata all’improvviso più pigra e inconcludente o per particolari avvenimenti della mia vita (che pure non sono mancati in quegli anni, nel bene come nel male, confluendo per vie in parte consce e in parte sotterranee nella genesi del romanzo), ma perché qui partivo non da uno, bensì da due temi fondamentali, apparentemente diversissimi, cercando sulla pagina una loro possibile conciliazione. Da un lato la bellezza, nel suo problematico rapporto con la realtà storica (è un relitto di epoche più spensierate, lontano da noi come le crinoline e i nei artificiali, un’illusione o una mistificazione del tutto improponibile dopo gli orrori del Novecento, oppure è qualcosa che potrebbe addirittura “salvare il mondo”, come riteneva Dostoevskij?) ; dall’altro lato, la memoria. Io che avevo sempre messo in scena nei miei libri personaggi senza passato, ora, per ragioni strettamente legate alla mia esperienza di vita, non sentivo nessun tema più urgente e vicino di quello del rapporto tra le generazioni. Genitori e figli; la vecchiaia; quel lungo, spesso tormentoso crepuscolo che i nostri anziani vivono, e noi con loro, tra sedie a rotelle, badanti, letti d’ospedale; e il destino che scorre dagli uni agli altri, da chi va a chi resta, legando la memoria storica a quella intima e famigliare. Leggi tutto…

TRINACRIA PARK a VOLALIBRO 2015

TRINACRIA PARK a VOLALIBRO 2015 – sabato, 28 novembre – Noto (Siracusa)

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Sabato 28 novembre – Ore 09,00
Presentazione del libro “Trinacria Park” di Massimo Maugeri – Palazzo Trigona, Sala Gagliardi
Destinatari: 1 e 2 Liceo

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trinacria-park-cover1TRINACRIA PARK (Edizioni E/O – Sabot/age)

Le recensioni – Il booktrailer – Il dibattito

Dalla rassegna stampa del romanzo
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FRANCESCO E IL CINEMA: intervista a Liliana Cavani

Il terzo “Francesco” inseguito da Liliana Cavani, un sogno realizzato dopo venticinque anni. E Assisi le conferisce la cittadinanza onoraria   

di Domenico Trischitta 

Sarà Liliana Cavani la protagonista della prossima edizione di “Primo Piano sull’autore”, la rassegna cinematografica curata da Franco Mariotti, che si svolge dal 23 al 28 novembre ad Assisi.
Il programma di Primo Piano sull’Autore prevede la proiezione, al cinema Metastasio di Assisi, dei film dell’autrice e la tradizionale tre giorni  (il  26, 27 e 28 novembre) con la regista, che incontrerà gli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia (26 novembre), e quelli delle scuole superiori del comprensorio di Assisi (27 novembre). Il pomeriggio di venerdì 27, con una cerimonia promossa dal sindaco facente funzione Antonio Lunghi, dall’assessore al Turismo Lucio Cannelli e dall’assessore alla Cultura Serena Morosi verrà conferita la Cittadinanza onoraria di Assisi alla regista.
Nel 1990 mi accingevo a completare la mia tesi di filosofia dal titolo “Francesco d’Assisi nel cinema” e fu così che conobbi Franco Mariotti il quale mi suggerì di incontrare la regista. Realizzai un’intervista che successivamente inclusi anche nel mio breve saggio “Francesco. Percorsi cinematografici” (Edizioni Boemi-Prampolini, Catania 1996). Nel 2014 la messa in onda in Rai del terzo “Francesco” mi spinge oggi a riproporla per capire meglio come si arriva alla genesi di quel progetto.

– Signora Cavani, esiste secondo lei, una continuità nella scelta per il ruolo di Francesco, di Lou Castel prima e di Mickey Rourke dopo?
Più che una continuità lo definirei uno scopo: evitare in ogni modo l’iconografia da santerellino anche un po’ intellettuale. Francesco si era preparato per diventare un cavaliere, sapeva maneggiare le armi, doveva avere un fisico ben allenato che oggi chiameremmo “sportivo”. Non veniva da intensi studi e dall’odore dei libri. Non ho amato il viso e il fisico di nessun Francesco nel cinema e poco anche quelli espressi da tanta iconografia che va per la maggiore. Il più bello è quello di Subiaco che almeno rappresenta Francesco in un’epoca nella quale ha ormai consumato il suo corpo nell’esperienza di Dio.

– Lei ha affermato che “Francesco” rappresenta l’epigono di un ciclo; quale sarà il suo nuovo corso? Leggi tutto…

PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI

Passi affrettatiIn occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne pubblichiamo il capitolo VII del testo teatrale PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI

“Un manifesto contro la violenza alle donne. Un testo teatrale di Dacia Maraini diventa un libro-documento che raccoglie e testimonia sette storie di donne vittime di violenze nel mondo”. Panorama

Il libro nasce dall’elaborazione, a opera della scrittrice, di una serie di testimonianze raccolte in tutto il mondo sul tema della violenza alle donne. Il testo raccoglie sette storie di donne, di diverse aree del mondo, con religioni diverse tra loro, con stili di vita diversi, eppure accomunate da una triste realtà, ovvero quella di essere vittime della violenza, a volte cieca e immotivata. Donne  ovunque prigioniere di una tradizione, di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore, di una discriminazione. Dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino alla “civilissima” Europa riecheggiano, nelle storie narrate dalla Maraini, violenza e sopraffazione. Il dolore di donne appartenenti a mondi diversi che vengono oltraggiate nella loro persona, dignità e libertà. Ecco allora che “Passi affrettati” non parla soltanto di una violenza insensata ma racconta un universo più complesso, un deserto nelle relazioni, una rappresentazione del corpo e del desiderio maschile schiacciati nella categoria dei bassi istinti da imporre con la violenza o con il denaro”. Passi affrettati è nato come spettacolo teatrale per poi diventare un libro e un progetto di innovazione culturale incentrato sulle tematiche della violenza e discriminazione di genere e delle pari opportunità.

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Il capitolo VII di PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI
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GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE – 25 novembre 2015

http://cdn1.regione.veneto.it/alfstreaming-servlet/streamer/resourceId/454a62dd-641d-46a5-aa67-342b84a0484e/2010_1125_contro-la-violenza-sulle-donneGIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE, designata ogni 25 novembre dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Segnaliamo i siti: Nazioni UniteD.i.ReControViolenzaDonne

Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.
L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
Il 25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. L’assassinio delle sorelle Mirabal è ricordato come uno dei più truci della storia dominicana.
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ELISABETTA SGARBI lascia BOMPIANI e fonda “La Nave di Teseo”

ELISABETTA SGARBI lascia BOMPIANI e fonda una nuova casa editrice finanziata da UMBERTO ECO e altri scrittori

Un ulteriore effetto del cosiddetto caso “Mondazzoli” (leggi qui, qui e qui)

Come racconta Umberto Eco su la Repubblica, “si sono incontrate per non capirsi Elisabetta Sgarbi e Marina Berlusconi; non donne incompatibili e incomunicabili per ideologia, ma per antropologia“. Da quell’incontro è stato chiaro che non era possibile continuare insieme.

LA NAVE DI TESEOEd è così che Elisabetta Sgarbi si dimette dalla Bompiani (Rcs Libri) insieme a Mario Andreose e a Eugenio Lio per fondare una nuova casa editrice: “La Nave di Teseo“, che avrà come simbolo  due legni arcuati all’insù. Una casa editrice finanziata da grandi scrittori. Su tutti, lo stesso Umberto Eco che – a quanto pare – investirà sul progetto una cifra pari a due milioni di euro. Le prime pubblicazioni vedranno la luce nel maggio 2016 (in tempo per la nuova edizione del Salone del libro di Torino). Saranno circa cinquanta i titoli in uscita previsti nell’anno di esordio della neo casa editrice che avrà sede a Milano, in via Stefano Jacini 6, e che sarà “capeggiata” da Elisabetta Sgarbi nel duplice ruolo di direttore generale ed editoriale.

Risultati immagini per elisabetta sgarbi«Abbiamo scelto di non avere nel capitale altre case editrici, in direzione di un’assoluta indipendenza – ha riferito Elisabetta Sgarbi a La Stampa -. E pensiamo di aver creato una realtà di cui al momento, con le grande concentrazione in corso, c’è più che mai bisogno». (…) «Abbiamo deciso di essere una impresa di soli editori e autori. Autori che investono, e editori che fanno altrettanto». «Penso che Mondadori investa nei libri, e creda nei libri anche più della precedente proprietà, cioè di Rcs. Però le dimensioni di un gruppo come quello che si sta profilando mi hanno convinta che sia proprio il momento di puntare sull’autonomia e l’indipendenza assoluta. Senza contare il desiderio, da parte mia, di investire in prima persona».

«Il mondo dei libri è sacro», aggiunge la Sgarbi nell’intervista rilasciata a Cristina Taglietti del Corriere della Sera. «In esso deve regnare la pluralità, cioè non si devono creare le condizioni per una concentrazione. Non penso che la Mondadori limiti le libertà professionali o autoriali, ma ritengo che una proprietà che concentri il 35 o il 38% del mercato, in un Paese come l’Italia, crei le condizioni perché la pluralità sia a rischio». Sgarbi cita ad esempio il romanzo di uno degli autori Bompiani più prestigiosi, Michel Houellebecq. «Chiunque abbia letto “Sottomissione” sa quanto passaggi che al momento non sembrano decisivi, possano, in futuro, rivelarsi tali. In sostanza, non mi preoccupa affatto la famiglia Berlusconi ma chi verrà, se verrà, dopo di essa».

Di seguito il testo del comunicato in cui si annuncia la nascita della nuova casa editrice: Leggi tutto…

Ci lascia TOPAZIA ALLIATA madre di DACIA MARAINI

Ci lascia TOPAZIA ALLIATA madre di DACIA MARAINI

È stata pittrice, scrittrice e gallerista – Letteratitudine esprime le più sentite condoglianze e grande affetto all’amica scrittrice Dacia Maraini
Sul post proponiamo un video dedicato a “Love holidays”: volume che raccoglie i diari d’amore di Topazia Alliata e Fosco Maraini

Topazia Alliata con il marito Fosco Maraini e le figlie (Foto d’archivio)

(Nella foto: Topazia Alliata con il marito Fosco Maraini e le figlie –
Foto d’archivio: fonte Il Corriere della Sera)

È morta ieri pomeriggio, a Roma, all’età di 102 anni Topazia Alliata, madre della scrittrice Dacia Maraini. Topazia Alliata era nata a Palermo nel 1913, si è spenta circondata dall’affetto dei suoi cari. I funerali si terranno domattina alle 11 presso la Basilica di Santa Maria del Popolo in Piazza del Popolo, a Roma. Pittrice, scrittrice e gallerista, Topazia Alliata verrà seppellita giovedì a Casteldaccia (PA) dopo un commiato previsto alle 12 nella Sala del Comune.

Morta a 102 anni Topazia Alliata, madre di Dacia MarainiTopazia Alliata nasce a Palermo il 5 settembre 1913, figlia del principe Enrico Alliata di Villafranca, duca di Salaparuta (5 luglio 1879 – 14 dicembre 1946, conosciuto come “Duca Enrico”), membro di una nota famiglia aristocratica siciliana di origine toscana, gli Alliata, proprietario dei vini “Corvo” e ultimo signore delle cantine di Casteldaccia. Madre di Topazia è l’aristocratica Sonia Maria Amelia de Ortuzar Ovalle de Olivarez (11 giugno 1892 – 11 agosto 1981), figlia di un diplomatico cileno. Nata e cresciuta a Parigi, Sonia Ortuzar fu da giovane una promettente cantante lirica, allieva di Enrico Caruso.
Topazia cresce in un ambiente familiare ricco di stimoli culturali, in quella che allora era una delle più grandi famiglie dell’aristocrazia siciliana. Nonostante il nome e la cultura, sceglie tuttavia di percorrere una strada del tutto diversa: giovanissima aderisce infatti ad un movimento pittorico d’avanguardia ed espone quadri, non senza dare scandalo alla buona società palermitana dell’epoca. I suoi amici vengono dal popolo, e si chiamano Nino Franchina e Renato Guttuso.
La famiglia aveva scelto per lei un conte inglese, ma Topazia preferisce un allora sconosciuto intellettuale fiorentino che sarebbe diventato uno dei più grandi antropologi del ‘900: Fosco Maraini, sposato a Firenze nel 1935 (di seguito, un video dedicato a “Love holidays”: volume che raccoglie i diari d’amore di Topazia Alliata e Fosco Maraini).


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PREMIO SINBAD 2015: vincono Tommaso Pincio e Miriam Toews

PREMIO SINBAD 2015: vincono Tommaso Pincio (nella foto accanto) e Miriam Toews

PREMIO INTERNAZIONALE DEGLI EDITORI INDIPENDENTI SINBAD – CITTÀ DI BARI

promosso da Regione Puglia, Città di Bari e Comitato Promotore di editori indipendenti

(Elliot, minimum fax, nottetempo, laNuovafrontiera, Il Saggiatore, Iperborea, 66thand2nd, ODEI – Osservatorio degli Editori Indipendenti, Besa Editore, APE – Associazione Pugliese Editori)

 

Prima Edizione

I VINCITORI

Sezione narrativa straniera

Miriam Toews, I miei piccoli dispiaceri, Marcos y Marcos

 

Sezione narrativa italiana

Tommaso Pincio, Panorama, NN editore

La seconda giuria del Premio Internazionale degli Editori Indipendenti Sinbad – Città di Baricomposta da Simonetta Bitasi, Concita De Gregorio, Nicola Lagioia, Marco Missiroli e Michela Murgia per la Sezione narrativa straniera e da Andrea Cortellessa, Marcello Fois, ed Elisabetta Rasy per la Sezione narrativa italiana – dopo una pubblica discussione davanti alla platea del Teatro Margherita di Bari ha annunciato i vincitori della prima edizione durante la cerimonia di premiazione. Leggi tutto…

IL VELO DAVANTI AGLI OCCHI di Massimiliano Felli (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo “IL VELO DAVANTI AGLI OCCHI. Un caso di omicidio per il commissario Cafasso” di Massimiliano Felli (Stamperia del Valentino)

Via Toledo pareva come trasfigurata, sotto la sferza d’un vento gelido che la percorreva in tutta la sua lunghezza, alla luce dei fuochi fatui tremolanti dietro i vetri dei lampioni a gas. Più nitidi i contorni, i dettagli, le ombre nette come lame. Erano molti anni che mancava da Napoli, il Commissario, eppure ricordava ogni pietra, ogni cantone, e in particolare di Via Toledo avrebbe ancora potuto dire con esattezza quanti palazzi contava, quanti dei suoi passi misurava. O almeno, i passi di allora.
Re Ferdinando doveva aver dato ordine di ricoprire gli squarci aperti nel selciato, far sgombrare dai rottami, ripristinare le vetrine andate in frantumi, le persiane divelte; nondimeno restavano tracce evidenti, notò Cafasso, a conferma delle notizie funeste che gli erano giunte, circa i fatti di maggio. La luce radente dei lanternoni svelava impietosamente i fori lasciati dai proiettili sui muri, le schegge piantate come chiodi negli intonaci. Così si faceva, la Rivoluzione? Come fosse San Silvestro, si buttavano in strada i mobili vecchi, per bloccare il passaggio all’esercito, ci si nascondeva dietro cumuli di madie tarlate, tavoli, spalliere di letti, con i fucili in pugno, o anche solo con i sassi, le fionde, e le donne alle finestre, che lanciavano brocche, pisciaturi, maleparole. Poi c’erano pure i botti. Proprio un Capodanno come Dio comanda. I botti li avevano fatti i cannoni di Sua Maestà, facendo saltare in aria, tra la polvere, le urla, la fuga precipitosa degli insorti, pezzi di muro, di legno, di corpi, a chi un braccio, a chi una gamba, a qualcuno la testa sana.
Quel giorno stesso si sarebbero dovuti riaprire i lavori in Parlamento, ma ci fu un ulteriore rinvio all’anno venturo. Non era la prima proroga che Ferdinando decretava, dallo scoppio dei moti in Sicilia. In settembre le truppe regie erano riuscite a riconquistare Messina, devastandola, saccheggiandola, dandola alle fiamme, perché fosse di monito ai separatisti siciliani e ai cospiratori che tramavano insieme agli Inglesi e ai Piemontesi. “Re Bomba”, l’avevano soprannominato. Leggi tutto…

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (Giunti)

Il romanzo sarà presentato a Catania, mercoledì 25 Novembre alle ore 18:00 presso la Sala Eventi de la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 185. Ne parla con l’autrice Massimo Maugeri “Letteratitudine”. Letture di Marina Cosentino

Silvana La Spina - L'uomo che veniva da Messina

I

Sugli occhi.

Per istam sanctam unctionem…
Maestro, finalmente siete arrivato!… Vi ho chiamato tanto
in questi giorni. Da quando sono stato male, dicevo continuamente:
«Chiamatemi mastro Colantonio. Chiamatemi
il mio maestro…». Ma adesso siete qui. Posso parlarvi
finalmente!
Voglio anzi raccontarvi ogni cosa di me e di questi anni
in cui siamo stati così lontani.
La vita del resto è un fiume che ci trascina. Potremmo
persino scomparire nelle sue acque se qualcuno non si immergesse
con noi.
E io in questo viaggio ho scelto voi.
L’uomo più misterioso, il pittore più indecifrabile – per
tutta la vita ho cercato di imitarvi, fin da quando vi vidi per
la prima volta a Napoli.
Ma ora siete qui, questo conta.
Il prete mi ha appena passato l’olio santo sugli occhi. Ho
sentito le sue dita sulle palpebre, la densità del liquido sulla
pelle colare lungo il collo…
«Perché con gli occhi hai peccato, il Signore ti perdoni»
mormora piano.
Come posso aver peccato con gli occhi, quando per un
pittore gli occhi sono il suo strumento di lavoro? Leggi tutto…

PER TUTTO L’ORO DEL MONDO di Massimo Carlotto (un estratto)

Pubblichiamo la prima parte del prologo del romanzo PER TUTTO L’ORO DEL MONDO di Massimo Carlotto (Edizioni E/O)

PROLOGO Leggi tutto…

PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (un estratto)

Pubblichiamo il prologo del romanzo PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (Edizioni E/O Collezione Sabot/Age)

PROLOGO
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FRANCESCO LETO racconta IL CIELO RESTA QUELLO

Francesco LetoFRANCESCO LETO racconta il suo romanzo IL CIELO RESTA QUELLO (Frassinelli).

Francesco Leto è anche l’ideatore del progetto #Sfamaunoscrittore (qui, il post di Letteratitudine)

di Francesco Leto

Povero piccolo dolce Bébert … maligna di una tifoide maligna! Che morte giovane, quella di Bébert, crudele davvero … e Bardamu non può nulla, nessuna cura, nessun vaccino, niente di niente. S’arrende e va a coricarsi col lutto della notte. Su Facebook un amico virtuale di un amico che avrei potuto conoscere e quindi aggiungere, ironizzava sul titolo Il cielo resta quello, si chiedeva, l’amico dell’amico, cosa potrebbe mai raccontare un romanzo con un titolo così… certo, averlo rubato a Céline, il titolo, non basta: se uno nano è nano rimane, e morta lì! ma vuoi mettere salire sulla spalle del gigante francese? Ci si assicura il panorama mozzafiato, fosse nient’altro.
Piccolo il cardellino come il dolce piccolo povero Bébert, e tanto fragile, il figlio di Maria, quanto il coraggio che ha d’essere senza capi, libero come l’uccello di cui porta il soprannome, e se lo porta lo porta proprio perché il cardellino è tra tutti gli animali quello che soffre di più la prigionia e perciò al piccolo Morise mai gli si potrebbe comandare, ad esempio, di mandare giù lo stesso sciroppo che Bardamu dà a Bébert per sopire la voglia di toccarsi e gingillarsi. Maria, il figlio, se lo vede sfilare sotto il naso, d’estate e col caldo, col costumino indosso pronto a prendere la discesa verso la spiaggia dei sassi con gli altri ragazzini di Bagnara Calabra, mozzi neri scafati e rigorosamente a piedi scalzi loro, pronti a sfregarsi le mani a furia di smanettarsi tra gli anfratti degli scogli. E se fanno la gara di tuffi lanciandosi dallo scoglio di Cacilì, è sempre dopo l’estenuante gara di seghe che essa prende il via.
A Bagnara Calabra il lutto non si estingue in una sola notte e quando Maria resterà vedova, vedova lo sarà per sempre. Vestirà di nero per tutta la vita e non andrà più al mare neanche con la caligine d’Agosto. Rosa, sua amica e comare inseparabile, tra un pettegolezzo e l’altro, un rosario e un’invocazione, la consola a modo suo, perché ‘è tutta questione di destini e pianeti’ le ripete con convinzione. Ma Maria è inscalfibile pure di fronte al lutto: mai un capriccio o un sospiro querulo, il tentativo d’essere compatita e si fa ancora più d’acciaio con il cardellino e gli altri due figli, Sisina e Antonio. È buona, Maria, nell’unico modo che le riesce: essendo spietata coi figli e buona con gli estranei, e sempre e solo in maniera disinteressata. Leggi tutto…

VOLALIBRO 2015: a Noto dal 21 al 29 novembre

VOLALIBRO 2015: a Noto (Sr) dal 21 al 29 novembre

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IL PROGRAMMA

Dal 21 al 29 novembre Noto (Sr) diventa capitale della Cultura per i ragazzi. Previsti oltre 200 eventi, tra convegni, workshop e laboratori per una manifestazione che anche quest’anno ha ricevuto il prestigioso riconoscimento del Presidente della Repubblica. Tra gli ospiti di questa edizione spiccano Paolo Brosio, Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco, Francesca Vecchioni, Ignazio Ingrao, Margherita Spagnolo Lobb, Gaetano Savatteri, Carmelo Sardo, Giuseppina Torregrossa, Sara Rattaro e Isabella Di Chio.

La splendida Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio ha ospitato sabato sera (14 novembre) la conferenza stampa di presentazione di VolaLibro. Il festival della cultura per i ragazzi, quest’anno giunto alla VIII edizione, aprirà i battenti il prossimo sabato e offrirà alle scolaresche di tutta la regione, e non solo, un programma di eventi basato su oltre 200 eventi. Anche quest’anno gli organizzatori hanno tenuto alto il profilo degli ospiti che saranno presenti durante la settimana di eventi, proponendo argomenti di stretta attualità.
A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, il quale, dopo aver ringraziato l’ideatrice e coordinatrice di VolaLibro Corrada Vinci e il presidente dell’associazione Pro Noto Piero Giarratana, ha subito dato la notizia più attesa della serata. <<Anche quest’anno – ha detto – VolaLibro è stata inserita tra le manifestazioni culturali di grande spessore, ricevendo la simbolica medaglia del Presidente della Repubblica. Un riconoscimento che premia tutti, ma che, permettetemi di dirlo, conferma quanto la manifestazione e la città siano precursori dei tempi. Mentre in tutta Italia si pensa ad eventi del genere, noi siamo già arrivati alla VIII edizione. Un cammino fatto assieme alla mia amministrazione comunale negli ultimi 5 anni>>.<<Essere arrivati all’edizione numero 8 indica quanto la manifestazione sia ben radicata in una dimensione che va ben oltre la nostra Sicilia>>. Ha esordito Cettina Raudino, vicesindaco di Noto e assessore alla Cultura, la quale ha evidenziato gli aspetti vitali della manifestazione. <<Aiuta – ha detto – a trasmettere i valori importanti della vita a una generazione di giovani come quella attuale che rischia di appiattirsi. Lo fa affrontando temi attuali, offrendo opportunità di crescita, dibattitto e approfondimento. Ma soprattutto di riflessione, in un momento particolare come quello che sta attraversando adesso la società>>. Leggi tutto…

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SHIRLEY di Charlotte Brontë

Pubblichiamo un estratto del romanzo SHIRLEY di Charlotte Brontë, che sta per essere ri-edito da Fazi editore  (traduzione di Fedora Dei) in libreria dal 19 novembre

La mente di Shirley si volgeva a ben altro che al denaro e alla posizione sociale. Naturalmente era lieta di essere ricca e, a tratti, si sentiva perfino esaltata all’idea di essere signora di un’antica magione, di aver tanti affittuari e possedimenti e in special modo la zona di Hollow, con “la grande filanda e tutti i suoi annessi, la tintoria cioè, e il magazzino merci e l’amministrazione, nonché il podere ora tenuto a giardino e quella villetta bianca denominata Hollow’s Cottage”. Ma era un’esaltazione così ingenua e dichiarata che non poteva dare fastidio a nessuno. In effetti Shirley amava tutto ciò che è grande, nobile, buono, generoso, e a quello aspirava. Meditava di più sui mezzi per soddisfare questa sua inclinazione che non sulla propria superiorità sociale.
Si era interessata a Caroline dapprima soltanto perché l’aveva vista così quieta, riservata, fragile da far credere che avesse bisogno di qualcuno che si occupasse di lei. La predilezione accentuò quando scoprì che il proprio modo di pensare e parlare trovava in lei puntuale rispondenza. Non se l’era aspettato: una ragazza con un visino così bello, una voce e modi così dolci, non poteva esser molto dissimile dalle comuni ragazze del luogo, sia per mentalità sia per cultura. Ma quando aveva arrischiato un paio di battute alquanto caustiche, quel visino si era subito illuminato di arguta comprensione. E più ancora crebbe la simpatia quando si avvide quale ammirevole lavorio mentale e quali tesori di cultura – acquisita senza l’aiuto di nessuno – si nascondevano in quella testina tutta riccioli. Shirley e Caroline avevano gli stessi gusti, avevano letto gli stessi libri, ammirandone alcuni e ridendo di altri che giudicavano pieni di falso sentimentalismo e pomposamente scritti.
Per Shirley, ben pochi uomini e ben poche donne avevano il gusto della poesia ed erano in grado di distinguere quella vera da quella falsa. Le era già capitato più volte che persone, intelligenti peraltro e colte, le indicassero questo o quel brano poetico come qualcosa di eccelso. Poi, quando lei andava a leggerlo, non vi trovava che l’opera di un brillante versificatore, ammirevole per ricchezza di immagini ed eloquenza ma pieno di orpelli! Quel dato brano, stuzzicante, ben costruito, dotto, perfino provvisto degli affascinanti colori dell’immaginazione, le sembrava diverso dalla vera poesia quanto può esserlo un sontuoso vaso di mosaico da una piccola coppa d’oro: o, per offrire un altro esempio al mio lettore, quanto può esserlo un fiore artificiale, fatto da una modista, dal giglio di campo appena colto. Leggi tutto…

PREMIO MARTOGLIO 2015

https://i0.wp.com/www.etnalife.it/wp-content/uploads/2014/11/Premio-Letterario-Nino-Martoglio.jpgPREMIO MARTOGLIO 2015

Si svolgerà sabato 21 novembre, con inizio alle ore 18.00, al Teatro Comunale di Belpasso la cerimonia di consegna del Premio Letterario Internazionale Nino Martoglio – XXIX edizione, organizzato dal Circolo Athena e dalla Regione Siciliana con la consulenza scientifica dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e la collaborazione del Comune di Belpasso.

La giuria presieduta da Sarah Zappulla Muscarà (Università di Catania) e composta da Anna Maria Spataro (presidente del Circolo Athena), Carlo Caputo (Sindaco del Comune di Belpasso), Domenico Tempio (editorialista de “La Sicilia”), Vicente Gonzalez Martin (Università di Salamanca), ha così assegnato il Martoglio 2015 nelle sue diverse sezioni: Letteratura: Giuseppina Torregrossa per il volume Il figlio maschio (Rizzoli, 2015); Letteratura umoristica: Gene Gnocchi per il volume Cosa fare a Faenza quando sei morto (Bompiani, 2015); Letteratura per ragazzi: Paolo Di Paolo per La mucca volante (Bompiani 2015); Giornalismo: Virman Cusenza; Athena: Mario Incudine; Premio Editoria: Il Girasole Edizioni; Opera Prima: Piero Melati e Francesco Vitale per il volume Vivi da morire (Bompiani, 2015). Leggi tutto…

13/11/2015: Parigi nel cuore del mondo

ALESSANDRO DEFILIPPI racconta VIENE LA MORTE CHE NON RISPETTA

ALESSANDRO DEFILIPPI racconta il suo romanzo VIENE LA MORTE CHE NON RISPETTA (Einaudi) – Un caso del colonnello Anglesio

Un estratto del libro è disponibile qui

Alessandro Defilippidi Alessandro Defilippi

Due anni fa mi ritrovai a scrivere un racconto, Per una cipolla di Tropea, per un’antologia gialla di Mondadori. Era il mio primo giallo “classico” e mi divertii molto. Il racconto poi, su richiesta dell’editore, finì in rete e ottenne un numero del tutto imprevisto di recensioni su Amazon. Così, quando Einaudi mi propose di riprenderne i personaggi per un libro più ampio, accettai con piacere.
Senza sapere in che guaio mi andavo a cacciare.
Scrivere è un mestiere faticoso. Eppure, come si dice in Per un pugno di dollari, “E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo”. Il fatto però è che io scrivo regolarmente senza una scaletta. Ho cari amici come Roberto Rigosi e soprattutto il mitico Alan D. Altieri, che organizzano il lavoro capitolo per capitolo, e iniziano a scrivere solo quando hanno tutto chiaro in testa.
Ecco: io no.
Funziono in maniera opposta. Inizio a scrivere perché so che “devo” scrivere o perché mi accorgo che è passato troppo tempo dall’ultima volta e inizio ad avvertire un disagio fisico e psichico: lombalgia, dispnea, irritabilità, ansia. Un caso clinico, in altre parole, al punto da far spesso dire ai miei cari: “Quand’è che ricominci?” (il sottinteso è: “che così finisci di rompere le scatole”). Ma il problema è che non so mai che cosa scriverò quando inizio un libro. A questo proposito mi viene in mente una citazione di Franca Valeri, che dice: “Se c’è un momento in cui non occorre avere le idee chiare è quando si comincia a scrivere”. Del tutto d’accordo: a me non pare di essere io a scrivere; direi piuttosto, se non temessi di suonare retorico, che “vengo scritto”. Dall’inconscio, probabilmente. La faccenda funziona così: io parto da una scena o da un’immagine o da una musica e vedo di volta in volta una sorta di film, delle scene nella mia mente cui corro dietro con la scrittura. E mi accorgo che un libro funziona quando i personaggi cominciano a fare cose che non mi aspetto.
Che c’è di male?, direte voi. Leggi tutto…

UMBRIALIBRI 2015 – Perugia: dal 13 al 15 novembre

UMBRIALIBRI 2015 – Perugia: dal 13 al 15 novembre

(Clicca sull’immagine per accedere al programma)

È incentrata sulla Grecia l’edizione 2015 di Umbrialibri-Nutrimenti culturali. Si svolge a Perugia dal 13 al 15 novembre negli spazi del complesso monumentale di San Pietro in Borgo XX Giugno.

Incontri, dibattiti e presentazioni di libri con la partecipazione di numerosi e prestigiosi ospiti. Leggi tutto…

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DIDO – OPERETTA POP di Beatrice Monroy (intervista)

DIDO – OPERETTA POP di Beatrice Monroy (Avagliano). Intervista all’autrice

[questo libro sarà presentato alla Feltrinelli Libri e Musica di Catania, via Etnea 285 – giovedì 26 novembre 2015 – con l’autrice interverranno Giuseppe Condorelli e Domenico Trischitta]

di Domenico Trischitta

Beatrice Monroy è una delle intellettuali più vivaci del panorama siciliano. Discendente di un’antica famiglia blasonata della Palermo secentesca, è autrice di romanzi, testi per il teatro e drammi radiofonici per la Rai. Il suo precedente libro, “Oltre il vasto oceano” (Avagliano editore) è stato candidato al Premio Strega, storia che, attraverso le vicende degli avi, racconta il decadimento attuale della sua città. Ora ritorna in libreria con “Dido operetta pop”, sempre pubblicato per i tipi di Avagliano, “romanzo comico e fuori dagli schemi che lega l’attualità che attraversa il nostro mare Mediterraneo e i temi della contemporaneità”. Ma lo fa partendo da un mito femminile classico, quello di Didone.

-Cosa è cambiato nella tua scrittura da “Oltre il vasto oceano” a “Dido?
Credo che “Oltre il vasto Oceano” sia stata una grande palestra per trovare una voce mia, un modo di narrare che fosse mio e non imposto da uno stile alla moda. Credo che il grottesco mi appartenga e che io lo abbia trovato in “Oltre il vasto Oceano”.

-Ritieni che l’inattività sia il periodo più fecondo per uno scrittore?
Sì, come diceva Flaiano: “come spiego a mia moglie che se guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”

-Fa parte della tua cifra stilistica il realismo fantastico?
Credo di sì, credo di avere trovato la mia voce, almeno quella in cui in questo momento della vita mi ritrovo. Una voce un po’ bambina, fatta di frottole (oltre il vasto Oceano) e di memorie e di fatti realmente esistiti e trasfigurati

-La tua Dido spiazza tutti. Da “Oltre il vasto oceano” a questo tuo ultimo romanzo distopico, è un ambizioso progetto che mette alla prova la tua scrittura? Leggi tutto…

CINQUE GIALLI SUL NERO di Domenico Seminerio

CINQUE GIALLI SUL NERO di Domenico Seminerio (Euno Edizioni)

di Vito Caruso

Su iniziativa della sezione Fidapa Motta S.A., ed in collaborazione con l’Ente locale, assessorato comunale alla Cultura, Pro Loco Motta S.A. e sezione provinciale AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), sarà presentato sabato 21 novembre, ore 17,30, a Motta Sant’Anastasia, nel salone piano terra del castello normanno, il libro “Cinque gialli sul nero” (Euno Edizioni) di Domenico Seminerio, già docente di Lettere nel liceo della sua Caltagirone, con all’attivo alcuni saggi di carattere storico ed archeologico e diverse collaborazioni giornalistiche, nonché i romanzi di successo, editi da Sellerio, “Senza re né regno” (2004), “Il cammello e la corda” (2006) e “Il manoscritto di Shakespeare” (2008), e con Flaccovio editore “Il volo di Fifina” (2011).

Nell’ambito dell’incontro, l’intervento della neopresidente Fidapa Motta S.A. Grazia Lando, i saluti del sindaco Anastasio Carrà e dell’assessore alla Cultura Anastasia Distefano, le letture di brani dell’opera a cura dell’attore mottese Pasquale Platania, la relazione della prof.ssa Antonella Dolei, e le domande del giornalista Daniele Lo Porto (segretario provinciale Assostampa e direttore di siciliajournal.it) oltrechè del pubblico.

Cinque gialli, cinque cammei, quelli di Seminerio (illuminato confezionatore di storie che ti riconciliano col piacere della lettura), sul nero della lava della città di Catania, “una gran bella città”- osserva uno dei suoi personaggi- “cui la natura …era stata prodiga di doni, a cominciare dalla posizione geografica”. Nei cinque episodi, già quasi pronti per la macchina da presa, il sapiente intreccio poliziesco padroneggiato dal “mastro” autore è uno spunto per “impastare la materia” e consegnare al lettore un altro saggio di scrittura “giusta” (in terza persona, discorso indiretto con narratore onnisciente), minuziosa, asciutta, ironica, splendida cartolina, anche linguistica, per chiunque voglia accostarsi al “continente” Sicilia, alle sue ataviche miserie che non riescono, pare di capire, ad offuscare la sua immensa bellezza. Leggi tutto…

RICORDANDO LUCIANO GALLINO (e il suo “pensiero critico”)

Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegati ai nostri nipotiRICORDANDO LUCIANO GALLINO (e il suo “pensiero critico”)

di Massimo Maugeri

L’8 novembre 2015 è morto Luciano Gallino: sociologo, scrittore e professore emerito, già ordinario di Sociologia, all’Università di Torino. Era nato a Torino il 15 maggio 1927. Si è occupato lungamente delle trasformazioni del lavoro e dei processi produttivi nell’epoca della globalizzazione. Per Einaudi ha pubblicato diversi volumi: Informatica e qualità del lavoro (1983), sul legame stabilito per il tramite della tecnologia tra scienze umane e naturali, L’incerta allenza (1992), Se tre milioni vi sembran pochi («Vele», 1998), La scomparsa dell’Italia industriale (2003), L’impresa irresponsabile («Gli struzzi», 2005 e «ET Saggi», 2009), Con i soldi degli altri («Passaggi Einaudi», 2009 e «Super ET», 2010), Finanzcapitalismo («Passaggi Einaudi», 2011 e «ET Saggi», 2013), L’attacco allo stato sociale (2013, per la nuova collana digitale dei «Quanti»), Il colpo di Stato di banche e governi («Passaggi Einaudi», 2013), L’impresa responsabile, un’intervista su Adriano Olivetti (a cura di Paolo Ceri; «Passaggi Einaudi», 2014) e Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegata ai nostri nipoti («Passaggi Einaudi», 2015).
Proprio quest’ultimo libro (Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegata ai nostri nipoti) sembra quasi una sorta di testamento lasciato ai posteri: un invito all’analisi delle problematiche, alla riflessione e – anche – un’apologia dell’importanza del pensiero critico nonché un invito a non rinunciare all’idea di uguaglianza.
Gallino evidenzia come, a suo giudizio, la causa fondamentale della sconfitta dell’uguaglianza sia stata (riporto uno stralcio della scheda del libro), “dagli anni Ottanta in poi, la doppia crisi, del capitalismo e del sistema ecologico, strettamente collegate tra loro. La stessa crisi del capitalismo ha molte facce: l’incapacità di vendere tutto quello che produce; la riduzione drastica dei produttori di beni e servizi; il parallelo sviluppo del sistema finanziario al di là di ogni limite. A questa crisi il capitalismo ha reagito accrescendo lo sfruttamento irresponsabile dei sistemi che sostengono la vita – il «sistema ecologico» -. Il tutto con il ferreo sostegno di un’ideologia, il neoliberalesimo, che riducendo tutti a mere macchine contabili dà corpo a una povertà dell’azione politica quale non si era forse mai vista nella storia“.
La prefazione del suo nuovo libro (l’ultimo pubblicato) inizia con queste parole: “Quel che vorrei provare a raccontarvi nelle pagine che seguono, cari nipoti, è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale: che è la mia, ma è anche la vostra. Con la differenza che voi dovreste avere il tempo e le energie per porre rimedio al disastro che sta affondando il nostro paese, insieme con altri paesi di quella che doveva essere l’Unione europea“.
Gallino continua evidenziando come a ogni sconfitta corrisponda la vittoria di qualcun altro. In questo caso si tratterebbe di una doppia vittoria (e, dunque, di una doppia sconfitta). Da un lato la scomparsa di due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza e quella di pensiero critico; dall’altro si è aggiunta (Gallino la chiama così) “la vittoria della stupidità”. Leggi tutto…

PREMIO SILA ’49

PREMIO SILA ’49: i vincitori della 4a edizione

4a edizione, Cosenza, Palazzo Arnone | giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 novembre 2015

 

Premio Letteratura
Leonardo Colombati
1960Mondadori

 

Premio Economia e Società
Chiara Saraceno
Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi – Feltrinelli

Conversazione con Ritanna Armeni | Sabato 21 novembre ore 11.00

Premio Speciale “Sguardo da lontano”
Jason Pine
Napoli sotto traccia. Camorra, «zona grigia» e arte di arrangiarsi. Musica neomelodica e marginalità sociale – Donzelli

 

Premio Speciale alla carriera

Stefano Rodotà

Lectio magistralis “La vita nella Rete”| Venerdì 20 novembre ore 18.00

Di seguito: le motivazioni della giuria e approfondimenti sui libri.
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#Sfamaunoscrittore

Francesco Leto#Sfamaunoscrittore – un progetto di Francesco Leto

Chi vive nel mondo dei libri, sa bene quanto sia difficile venderli. Del resto, il fatto che si legge sempre meno e che, di conseguenza, si vendono sempre meno libri è notorio (e più volte ne abbiamo discusso qui a Letteratitudine). Di recente, Francesco Leto, autore del romanzo «Il cielo resta quello» (Frassinelli) ha ideato un progetto che ha intitolato con l’hashtag #Sfamaunoscrittore e che ha divulgato attraverso un cortometraggio che è stato pubblicato sul sito de Il Corriere della Sera.
Lo pubblichiamo qui di seguito anche noi, anticipando che nei prossimi giorni ospiteremo un contributo di Francesco Leto – nell’ambito della rubrica “Autoracconto d’autore” – che sarà per l’appunto incentrato sul suo nuovo romanzo.

* * *

IL CORTOMETRAGGIO

Di fronte alla crisi del mercato del libro, uno scrittore alquanto
squinternato si mette in testa di vendere il suo romanzo a modo suo. Ritorna inatteso a Bagnara Calabra, ad accoglierlo zia Iole. Il suo piano? Vendere il libro porta a porta. Prendono il via così le sue (dis)avventure: in sella alla vecchia bici che usava da ragazzino, fa su e giù per le stradine del paese, collezionando solo dei ‘no,grazie’. Fino a quando ad aiutarlo in questa impresa, un gruppo di ragazzini incontrati per strada. Ci riusciranno?

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Nasce un nuovo Quadernetto di poesia contemporanea

https://i1.wp.com/www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2015/11/Copertina-4x10-piatto.jpgNasce un nuovo Quadernetto di poesia contemporanea

Si tratta di una nuova collana di Algra Editore, intitolata Quadernetto di poesia contemporanea a cura di Grazia Calanna e Orazio Caruso

Il numero inaugurale (4×10 con i poeti Chiara Carastro, Antonio Lanza, Michele Leonardi e Pietro Russo) sarà presentato  mercoledì 11 Novembre, Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania
Mercoledì 11 Novembre, alle ore 17:00, nell’aula n. 268 della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania (Dipartimento di Scienze Umanistiche – Piazza Dante), in collaborazione con il Comitato di Catania della Società Dante Alighieri, si terrà la presentazione del numero inaugurale della collana Quadernetto di poesia contemporanea a cura di Grazia Calanna e Orazio Caruso, Algra Editore, intitolato 4×10. Con l’editore Alfio Grasso, gli autori (Chiara Carastro, Antonio Lanza, Michele Leonardi e Pietro Russo) e i curatori, interverrà, in qualità di relatore, il prof. Giuseppe Savoca (ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea, Università di Catania).

“Per ognuno degli autori proponiamo – dichiara la Calanna – una selezione di dieci poesie. La collana reca il simbolo della x da intendere, coerentemente con la nostra concezione di poesia, nella duplice accezione di moltiplicatore (di significati, significanti, pulsioni, contenuti) e di incognita (oltreché per il lettore per colui che la ‘raccoglie’)”.

“Le grandi concentrazioni editoriali si apprestano – aggiunge Caruso -, a congedarsi dalla poesia perché badano solo ai numeri e al mercato. L’unico linguaggio che comprendono è quello della matematica finanziaria, l’unico critico che ascoltano è quello che fa pendere i bilanci dalla parte del guadagno. Ma non bisogna disperare perché si aprono ampi spazi di manovra per avventure editoriali nascenti, a condizione che sappiano cercare e riconoscere, nell’informe scarabocchio della comunicazione globale, i nuovi poeti, spingendoli a emergere e dandogli il giusto rilievo”.
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PASOLINI. RAGAZZO A VITA di Renzo Paris (un estratto)

In occasione del quarantennale della morte di PIER PAOLO PASOLINI (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) pubblichiamo le prime pagine del volume PASOLINI. RAGAZZO A VITA di Renzo Paris (Elliot edizioni)

In collegamento con il forum di Letteratitudine dedicato al quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini

I. La calaca

Casarsa, 2 novembre 2013

È una fredda giornata ventosa quando, nel primo pomeriggio,
arrivo davanti al cimitero di Casarsa della Delizia. Sul
mio cellulare intelligente compare una scritta che, alzando gli
occhi, vedo ripetuta sulla porta dell’ingresso: “JHS. In pace
Christi requiescant”. Supero l’arco e noto sulla mia sinistra
una lastra scura che attraversa il viottolo. Mi avvicino. Ecco
la pietra tombale dove compare il nome di Pier Paolo Pasolini
(1922-75) accanto a quello di sua madre, Susanna Colussi
(1891-81). Un’aiuola di alloro è scossa dal vento. Fiori
bianchi insieme a un serto di tagete, fiorellini con foglie vellutate
di colore marrone e il centro giallo, a forma di semiluna,
incoronano il nome. Il serto, con accanto un lumino rosso,
è fermato da piccoli sassi, simili a quelli visti a Roma sulle
tombe ebraiche del cimitero del Verano. Si tratta proprio
del fiore che i messicani usano per resuscitare i morti e farli
tornare nelle loro case. Tagete è anche il dio etrusco protettore
del vino, citato nel romanzo delle stragi, Petrolio. Come
sono giunti fin qui? Chi li ha deposti? Ho con me una bottiglietta
d’acqua, che poggio accanto al lumino. Mi inginocchio
e, sfiorando con le dita quella scritta, ho un improvviso giramento
di testa e una leggera nausea; forse quest’ultima dovuta
alle troppe sigarette che ho fumato, appena sceso dal treno.
Sono tornato a fumare dopo anni di astinenza, proprio
quando ho pensato di scrivere un libro di ricordi su Pasolini.
Ormai quei ricordi, cristallizzati nella mia mente, non possono
essere più dilazionati nel tempo. O adesso o mai più. Leggi tutto…

ROMÀNS – Pier Paolo Pasolini

In occasione del quarantennale della morte di PIER PAOLO PASOLINI (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) pubblichiamo un estratto dell’introduzione del volume ROMÀNS, di Pier Paolo Pasolini (Guanda – a cura di Nico Naldini)

In collegamento con il forum di Letteratitudine dedicato al quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini

INTRODUZIONE

Se si fa attenzione alle date di composizione si vedrà che il racconto lungo Romàns e quello più breve Un articolo per il « Progresso » sono il primo risultato di mimesis realistica della narrativa pasoliniana. La realtà rappresentata: l’ambiente popolare friulano del dopoguerra con le tensioni sociali e ideologiche proprie di un impegno al rinnovamento in atto dalla fine del fascismo.
Un mondo sociale in cui vengono subito distinte, secondo gli schemi del realismo classico, alcune delle sue componenti: il ceto dei piccoli proprietari terrieri, quello dei contadini poveri, mezzadri e fittavoli di proprietà altrui, quello poverissimo dei braccianti. Più in basso ancora, e quasi occultato nella propria miseria, una specie di sottoproletariato di lavoranti a ore che potranno trovare un riscatto solo emigrando all’estero. Se non si tengono a mente queste divisioni di classe, che oggi sembrano del tutto superate ma che alla fine degli anni Quaranta si presentavano agli occhi di Pasolini con tutta la loro dinamica di conflitti nascenti, forse non si capirà il pathos sociale di questi racconti e quanta parte di esperienza del mondo popolare lasciano già intravedere. Il mondo degli « altri » cui Pasolini sentiva di dover sacrificare i suoi privilegi di classe e di cultura. E poiché sono gli altri « che fanno la storia », esigeva un mutamento profondo anche di se stesso. Semplificando all’estremo si potrebbe dire: Pasolini, cresciuto nel mito novecentesco dell’autonomia dell’arte in cui l’unico canone di giudizio era quello estetico e la cultura si svolgeva tutta sotto il segno del tecnicismo e della filologia, attraverso una serie di passaggi razionali ma in cui la passione aveva sempre indicato la strada giusta, aveva commisurato il gusto estetico alle virtù sociali e l’antirealismo tipico della letteratura del Novecento a un’arte asservita a ideali etico-fantastici al cui centro c’era il popolo, oggetto di pietà e di amore. Nessuna remora da parte di Pasolini a denunciare il proprio « populismo », l’« umanitarismo » – che gli furono rimproverati dalla cultura ufficiale della sinistra degli anni Cinquanta – e a considerare il messaggio dei Vangeli alla radice della rivoluzione socialista.
La negazione di ogni tipo di settarismo, la letteratura concepita come dialogo storico e non come monologo metastorico, il primato dell’esperienza esistenziale sul dogma dottrinario sono all’origine di ogni sua svolta, mentre la virtù cristiana della carità unita all’ordine razionale marxista gli aveva consentito non solo delle convinzioni, ma anche delle contraddizioni che hanno dato flessibilità intuitiva al suo pensiero.
« Cristo, facendosi uomo, ha accettato la storia » scrive nel 1954 al poeta cattolico Carlo Betocchi, « non la storia archeologica, ma la storia che si evolve e perciò vive: Cristo non sarebbe universale se non fosse diverso per ogni diversa fase storica. Per me in questo momento le parole di Cristo: ’Ama il prossimo tuo come te stesso’ significano: ’Fa’ delle riforme di struttura’. »
Un personaggio di Romàns si esprime quasi con le stesse parole: « Voi preti non capite quale missione abbiate, oggi, nel mondo. Come spiegarle che Cristo dicendo: conforta gli ammalati, sfama gli affamati ecc., per noi del nostro tempo, voleva dire: Fate delle riforme di struttura? Ma voi sembrate non credere all’universalità della parola di Cristo e al suo valore eterno: se Dio si è fatto uomo, è entrato nel tempo, vuol dire che ha accettato la temporalità, cioè la storia ». Leggi tutto…

PIER PAOLO PASOLINI. UN GIORNO NEI SECOLI TORNERA’ APRILE – INTERVISTA A WALTER SITI

Pier Paolo Pasolini. Un giorno nei secoli tornerà aprile. Con un'intervista a Walter SitiPubblichiamo l’intervista a WALTER SITI contenuta nel volume “PIER PAOLO PASOLINI. UN GIORNO NEI SECOLI TORNERA’ APRILE” di LUCIANA CAPITOLO (Nova Delphi Libri, 2015)

[Cliccando sul link seguente è possibile ascoltare la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” con Walter Siti dedicata a “Resistere non serve a niente, romanzo vincitore del Premio Strega nel 2013] 

In collegamento con il forum di Letteratitudine dedicato al quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini

A 40 anni esatti dalla morte di Pasolini, avvenuta il 2 novembre 1975, questo libro ripercorre le tappe più significative del suo percorso artistico e personale.
Attraverso il rapporto con la città di Roma e soprattutto con il quartiere di Monteverde, a contatto con personalità del calibro di Attilio Bertolucci e suo figlio Bernardo, Carlo Emilio Gadda e Giorgio Caproni, il poeta indaga il dramma delle mutazioni antropologiche e culturali che percorrono l’intera società italiana. La consapevolezza delle trasformazioni prodotte dal Neocapitalismo porteranno negli anni Pasolini a un pessimismo sempre più cupo nel susseguirsi delle sue opere fino all’incompiuto Petrolio e a Salò, l’ultimo film, straziante metafora del nuovo potere che s’impossessa di corpi e anime. Il messaggio di speranza del poeta sembra allora affidato a un umile verso: “un giorno nei secoli tornerà aprile…”

* * *

INTERVISTA A WALTER SITI (estratta dal volume “Pier Paolo Pasolini. Un giorno nei secoli tornerà aprile” di Luciana Capitolo)

Essere e apparire, finzione del reale e realtà della finzione, sono solo alcuni dei temi e dei giochi letterari di Walter Siti. Critico letterario, curatore dell’opera di Pier Paolo Pasolini per “I Meridiani” Mondadori, vincitore del Premio Strega nel 2013 con “Resistere non serve a niente“, Siti è stato definito “il maggiore romanziere italiano”. Ha baffi bianchi, aria sorniona, una vastissima cultura e la semplicità dei grandi. Con Pasolini ha in comune l’omosessualità dichiarata, non il differente pathos irradiato dalle rispettive scritture.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/1/19/Walter_Siti.jpgPasolini ha indagato il rapporto tra corpo e potere. Con quali risultati? Con quali esiti?
“Credo che a Pasolini interessasse soprattutto criticare la cultura consumistica dominante e mostrare come il potere dell’economia trasforma i corpi. Quando comincia ad affrontare questa tematica, lo fa facendo riferimento a Napoli, dove non a caso poi ambienterà il suo Decameron: nella Napoli narrata da Pasolini, i corpi hanno ancora antichità. Napoli, Africa, Terzo Mondo: luoghi pasoliniani dove il corpo è inteso come insieme di cellule di vitalità che ‘resistono’ alla Storia. Questo modo di leggere la Storia si prestava anche a critiche: Franco Fortini gli faceva notare che le speranze rivoluzionarie venivano dalla Cina: ‘mentre tu ti occupi di Africa’, gli diceva. L’idea pasoliniana si basava comunque sulla convinzione che il modo di vivere della società borghese trasforma e deforma i corpi: di qui, per esempio, il suo elogio dei capelli corti. Pasolini era poi anche molto ‘schizzinoso’ per quanto riguarda il corpo: nei suoi film adoperava corpi di sottoproletari veri per rappresentare i sottoproletari. Ma si serviva di attori per rappresentare i borghesi. Diceva di non sopportare i corpi borghesi. A lui interessavano i corpi-vittima e aveva in odio la borghesia, che definì perfino una ‘malattia’…”

Lei crede che la “mutazione antropologica” di cui parlava Pasolini sia giunta a compimento? Leggi tutto…

CODICE SCORSESE di Sergio Fanucci (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo CODICE SCORSESE di Sergio Fanucci (Rizzoli)

I

New York, undici anni dopo

L’aria che si respirava al 3280 di Broadway, sede della Manhattan
North Homicide Squad, quando un probabile assassino usciva
su cauzione era sempre la stessa: un forte senso di scoramento
misto a una rassegnazione fin troppo nota. Tutti i poliziotti erano
di pessimo umore. Si salutavano a malapena, non si attardavano
davanti alla macchina del caffè e cercavano qualsiasi scusa
per uscire a fare qualche commissione. Anche il comandante del
distretto, l’assistente capo Hoffman, aveva chiuso la porta del
suo ufficio e tirato le tendine: un segnale molto chiaro per dire
che non voleva essere disturbato se non per situazioni di assoluta
emergenza.
Quando il detective Peter Makarov fece il suo ingresso negli
uffici della Omicidi, sentì immediatamente che qualcosa non
andava. Aveva trascorso l’ultima settimana di ferie a Chicago e
si rese conto che tutto il riposo accumulato era stato vanificato
in un attimo. Cercò di capire cosa stava succedendo ma nessuno
gli rivolse la parola. Nulla di nuovo: Peter Makarov era da
sempre considerato un solitario. Di origine russa e famiglia povera,
era giunto a New York all’età di otto anni ed era cresciuto
praticamente per strada, a Brighton Beach. Appena tredicenne
aveva perso il fratello durante una rapina finita male. Si
era sentito in colpa per quattro anni, finché aveva pensato che
la migliore soluzione era farsi assumere in polizia, nonostante il
parere contrario del padre. Con sua sorpresa era stato scelto e
da quel momento aveva indossato la divisa senza un solo istante
di ripensamento. Sua madre, parecchio tempo prima, sul letto
dell’ospedale gli aveva sussurrato in un orecchio: «Hai fatto
la scelta giusta, Pjotr. Non come la nostra famiglia». Gli aveva
stretto le dita e fatto l’occhiolino. A Peter era sembrato che sorridesse,
come se si fosse concessa un gesto d’affetto lontano dagli
occhi del marito, un uomo gelido e tutto d’un pezzo. Ivan,
suo fratello, aveva seguito invece le orme del padre e cominciato
fin da piccolo a frequentare la banda del cugino Andrej
il Rosso, di cinque anni più grande di lui. Peter si era sempre
chiesto che fine avesse fatto… Leggi tutto…

PISA BOOK FESTIVAL 2015

PISA BOOK FESTIVAL 2015

IL SALONE NAZIONALE DELL’EDITORIA INDIPENDENTE 

 

 6-7-8 NOVEMBRE – PALACONGRESSI DI PISA

TRA GLI OSPITI: SERENA DANDINI, MARCELLO FOIS, CARMINE ABATE, DACIA MARAINI, MARCO BALZANO, GAETANO SAVATTERI, MILENA AGUS, GIULIO SCARPATI, SERGIO PENT, MARCO SANTAGATA, TOMASO MONTANARI, LUCIANO VIOLANTE, BRUNO MANFELLOTTO, E I TOSCANISSIMI MARCO VICHI, VANNI SANTONI E MARCO MALVALDI

SCOZIA OSPITE D’ONORE CON ALLAN MASSIE, JAMES ROBERTSON, KIRSTY LOGAN, JENNI FAGAN, EWAN MORRISON, DONALD MURRAY, ROSS COLLINS.

TRA GLI ALTRI OSPITI STRANIERI: MIGUEL BONNEFOY, FOUAD LAROUI, JEAN CHRISTOPHE BAILLY, MARTIN MICHAEL DRIESSEN, ONDJAKI, ANTHONY CARTWRIGHT

(Di seguito: tutti i dettagli e il programma completo del Festival)
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OFFICINA ITALIA VISIONI

Un Festival tra letteratura e cinema. E un Premio: OFFICINA ITALIA VISIONI

[conferenza stampa mercoledì 4 novembre 11.30 Spazio Oberdan, Milano]

Prima edizione del Festival Officina Italia Visioni. Curatori del Festival sono Antonio Scurati e Alessandro Bertante.

Il Festival sarà a Melzo nei giorni 13-14-15 novembre prossimi con un’estensione il 20 con Matteo Garrone.

Al termine della tre giorni  viene assegnato il PREMIO ROMANZO PER IL CINEMA che, tra una cinquina di opere letterarie firmate dai migliori scrittori italiani under 35, designa il romanzo che meglio si adatta a una trasposizione filmica riconoscendo all’autore un premio in denaro per sostenere lo sviluppo dell’adattamento cinematografico.

Marco Missiroli con Atti osceni in luogo privato, Giorgio Fontana autore di Morte di un uomo felice, Paolo Giordano e il suo Il nero e l’argento, Francesca Scotti con Il cuore inesperto e Marco Magini che firma Come fossi solo compongono la cinquina selezionata da Antonio Scurati e Alessandro Bertante.

Ospiti del Festival e conduttori di workshop Salvatore De Mola e Alberto Sironi, sceneggiatore e regista della serie televisiva del Commissario Montalbano, Mauro Novelli che ha raccolto nei “Meridiani” Mondadori Le storie di Montalbano di Andrea Camilleri, Matteo Garrone, regista de Il racconto dei racconti, Davide De Cubellis autore dello storyboard del film. A loro si aggiunge Walter Veltroni che incontra il pubblico per una chiaccherata tra letteratura, cinema e vita.

Nel calendario della tre giorni reading di Eleonora Caruso, Emanuela Carbè, Nadia Terranova, Vincenzo Latronico e Sarah Spinazzola. Leggi tutto…

RADIO 1 PLOT MACHINE (le nuove puntate)

Segnaliamo l’avvio delle nuove puntate di RADIO 1 PLOT MACHINE, a partire da stasera in diretta su Rai Radio 1 dalle 23:05 (e per ogni lunedì alla stessa ora)

In queste nuove puntate Vito Cioce (ideatore, curatore e conduttore del programma) sarà affiancato dalla scrittrice Valeria De Luca

Un format innovativo, interattivo e multimediale. Da una parte il Concorso Ufficiale con i racconti inediti a tema. Due opere in gara ogni settimana, interpretate dalle voci del Gr e di Radio1. Vince la puntata il racconto che ottiene il maggior numero di “Mi piace” (non meno di 100) sulla fanpage Facebook. In palio la pubblicazione nell’e-book di Rai Eri. Dall’altra la nuova gara del Miniplot. Lo scrittore o la scrittrice lancia un incipit letterario preso dal testo di un romanzo e invita gli ascoltatori a scrivere un epilogo di poche righe in modo da ottenere un “miniplot” da inviare attraverso gli sms al numero 335/6992949 e/o alla pagina Facebook del programma.

di Massimo Maugeri

Sono davvero lieto di poter segnalare l’avvio di questa nuova serie di puntate di Radio 1 Plot Machine. Vito Cioce (che ho avuto modo di intervistare tempo fa) fa sarà affiancato dalla scrittrice Valeria De Luca. Questa novità mi fa particolarmente piacere, giacché Valeria è stata “scoperta” da Radio 1 Plot Machine proprio grazie a Letteratitudine in seguito della pubblicazione di questa recensione del suo romanzo “Respira” (Ianerì edizioni) firmata dal critico letterario Giuseppe Giglio.

Ho chiesto a Valeria De Luca di raccontarci cosa significa per lei partecipare a Radio 1 Plot Machine

Per me significa tre cose, caro Massimo“, mi dice Valeria. “La prima: giocare con le parole. Questo programma permette a tutti di avvicinarsi alla letteratura senza timore reverenziale, con la massima naturalezza, giocando. E il gioco, lo sappiamo, è lo strumento più potente e più istintivo che abbiamo per crescere. Così, nel buio di una sala radio, e della notte che divide le case, in una riunione quasi carbonara, nuotando dentro onde invisibili, oltre 100.000 persone si sintonizzano e sprofondano nella magia della scrittura. Poche righe – il miniplot appunto (oltre il racconto da 1.500 caratteri) – con la sola ma incredibile ambizione di “creare”, cioè di moltiplicare la vita. Ecco, basterebbe questa magia e avrei già risposto in eccesso, Massimo! Ma c’è un secondo motivo. La diretta. La paura della diretta. La mia paura. E questa aumenta la magia, perché è vero che non si cresce senza paura! Così anch’io, come gli ascoltatori, mi metto in gioco per creare, non un miniplot ma le condizioni perché altri possano svolgerlo. Contribuisco ad allestire un piccolo palcoscenico ideale, un set che sa più di casa, di teatro di soffitta che non di area metropolitana. Intimo. Splendido. Ultima ragione – last but not least – poter imparare la diretta da un “maestro” del giornalismo come Vito Cioce, che ringrazio molto per l’opportunità di vita, innanzitutto. Accordare esperienza e semplicità, ma anche notorietà e generosità, uno stile preciso eppure uno sguardo aperto, democratico, non è facile. E invece, lui lo fa“. Leggi tutto…