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CINQUE GIALLI SUL NERO di Domenico Seminerio

novembre 12, 2015

CINQUE GIALLI SUL NERO di Domenico Seminerio (Euno Edizioni)

di Vito Caruso

Su iniziativa della sezione Fidapa Motta S.A., ed in collaborazione con l’Ente locale, assessorato comunale alla Cultura, Pro Loco Motta S.A. e sezione provinciale AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), sarà presentato sabato 21 novembre, ore 17,30, a Motta Sant’Anastasia, nel salone piano terra del castello normanno, il libro “Cinque gialli sul nero” (Euno Edizioni) di Domenico Seminerio, già docente di Lettere nel liceo della sua Caltagirone, con all’attivo alcuni saggi di carattere storico ed archeologico e diverse collaborazioni giornalistiche, nonché i romanzi di successo, editi da Sellerio, “Senza re né regno” (2004), “Il cammello e la corda” (2006) e “Il manoscritto di Shakespeare” (2008), e con Flaccovio editore “Il volo di Fifina” (2011).

Nell’ambito dell’incontro, l’intervento della neopresidente Fidapa Motta S.A. Grazia Lando, i saluti del sindaco Anastasio Carrà e dell’assessore alla Cultura Anastasia Distefano, le letture di brani dell’opera a cura dell’attore mottese Pasquale Platania, la relazione della prof.ssa Antonella Dolei, e le domande del giornalista Daniele Lo Porto (segretario provinciale Assostampa e direttore di siciliajournal.it) oltrechè del pubblico.

Cinque gialli, cinque cammei, quelli di Seminerio (illuminato confezionatore di storie che ti riconciliano col piacere della lettura), sul nero della lava della città di Catania, “una gran bella città”- osserva uno dei suoi personaggi- “cui la natura …era stata prodiga di doni, a cominciare dalla posizione geografica”. Nei cinque episodi, già quasi pronti per la macchina da presa, il sapiente intreccio poliziesco padroneggiato dal “mastro” autore è uno spunto per “impastare la materia” e consegnare al lettore un altro saggio di scrittura “giusta” (in terza persona, discorso indiretto con narratore onnisciente), minuziosa, asciutta, ironica, splendida cartolina, anche linguistica, per chiunque voglia accostarsi al “continente” Sicilia, alle sue ataviche miserie che non riescono, pare di capire, ad offuscare la sua immensa bellezza.

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Illuminista e illuminato osservatore della realtà, incantato e disincantato narratore di fatti e misfatti della sua terra, suadente cantore di storie cresciute all’ombra di una Storia mai dentro le righe, Seminerio ci offre con questa raccolta un esempio di come si possa coniugare efficacemente spirito critico e brillante intreccio poliziesco.
In una giornata torrida e inquieta, “la piemontese” prova a capire le ragioni dell’omicidio di un tranquillo e maturo impiegato della Provincia tra i vialetti ombrosi del Giardino Bellini. Tra via Plebiscito e la Scogliera, un picciotto a servizio di un Don si trova suo malgrado a fare lo sbirro. Tra le oscure e viscerali vicende del giallo della Lapa gialla, l’occasione colta al volo da un “bidello per caso”, il falso suicidio di un falso greco, emerge il prismatico volto di Catania. 
Proprio «una gran bella città, cui la natura o il buon Dio, per chi ci credeva, era stata prodiga di doni, a cominciare dalla posizione geografica […] Ma i catanesi non si rendevano conto della loro fortuna, della fortuna di essere nati e di vivere in un posto così: si lamentavano, storcevano il naso e la bocca, sognavano, in molti, di scappare…», come dice l’avellinese Ispettore Ferrigno. Una città di «una bellezza che mette sgomento», come dice Mbutu, poliziotto catanese venuto da lontano con un segreto nel cuore. Bellezza e orrori, delitti e giustizia in ossimorico circuito.
Sissi Sardo

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Domenico Seminerio, dopo aver insegnato italiano nel liceo della sua città, Caltagirone, dove vive, ha pubblicato alcuni saggi di argomento storico e archeologico, tre raccolte poetiche (Parole come chewing-gum, 1982; Ghirigori e parabole, 1985, Complementi d’argomento, 2013) e quattro romanzi (Senza re né regno, 2004, Il cammello e la corda, 2006, Il manoscritto di Shakespeare, 2008, Il volo di Fifina,  2011).
Il suo spirito indagatore, filosofico, realistico lo ha già condotto verso il genere esplicitamente giallo/noir (Il nero dell’Etna, nell’antologia “Delitti in provincia”).
Ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il Domenico Rea, il Corrado Alvaro, il Premier roman di Chambery, il Primo romanzo Città di Cuneo, il Città di Viagrande, è stato finalista a Un libro per l’estate 2006 e al Giuseppe Dessì.

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