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PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (un estratto)

novembre 19, 2015

Pubblichiamo il prologo del romanzo PER SEMPRE di Piergiorgio Pulixi (Edizioni E/O Collezione Sabot/Age)

PROLOGO

Non l’avevano mai visto in quelle condizioni. Tremava e non si
reggeva in piedi, tanto che Varga e Torregrossa se l’erano caricato
in spalla mentre gli altri li scortavano armi in pugno.
Zeno li fece entrare nel suo appartamento: era il primo posto che era
venuto loro in mente e quello meno pericoloso.
Lo lasciarono cadere sul divano e per qualche istante rimasero
imbambolati a guardarlo mentre parlava da solo.
«Che diavolo sta dicendo?» chiese Zeno, incredulo.
«Non lo vedi? È sotto shock» rispose Carmine.
«Peggio» intervenne Varga. «Sta parlando con i morti…».
Tutti fissarono l’albino come se anche lui fosse impazzito d’improvviso.
«Pensi che abbia bisogno di un medico?» gli chiese Carmine. Nessuna
traccia della sua solita ironia nella voce incrinata dalla paura.
Varga scosse la testa. «Troppo pericoloso, e comunque non potrebbe
fare nulla».
«Cosa cazzo facciamo allora?».
Varga fissò l’uomo imponente che continuava a tremare come un
ossesso. Erano stati costretti ad ammanettarlo per impedire che li colpisse
o si facesse del male. Non sembrava davvero più lui.
«Hai una vasca?» chiese a Zeno.
«Sì».
«Riempila di acqua bollente, e tu Luca avvisa gli altri e falli venire
qui».
Mentre lo spilungone correva in bagno e Luca Zorzi chiamava gli
altri poliziotti della squadra, Carmine prese Varga per un braccio e lo
trascinò da una parte.
«Hai controllato se ha ferite?» gli chiese.
«Non esternamente…».
«Smettila di parlare come un cazzo di stregone. Cosa diavolo facciamo
ora?».
«L’unica cosa che possiamo fare: aspettare».
«Aspettare cosa? Che torni in sé?».
Varga posò una mano sulla spalla del collega, che lo guardò stranito:
l’albino non era uso a gesti del genere.
«Inizia ad abituarti all’idea che potrebbe non tornare a essere quello
di prima…».
Si fissarono in silenzio per qualche minuto finché Zeno non tornò in
salone dicendo: «La vasca è pronta».
Varga annuì e fece per avvicinarsi al divano quando Carmine lo trattenne.
Aveva gli occhi lucidi.
«Hai ragione. Non tornerà più quello di prima… Sarà ancora peggio
di prima, capito?» disse trattenendo le lacrime.
Varga annuì sperando che l’amico avesse ragione. Lo presero
insieme di peso e lo portarono in bagno.

Qualche ora dopo Varga sentì dei rumori provenire dal bagno e si
alzò. Avevano fatto i turni per stargli vicino temendo che facesse qual –
che stronzata. C’era Carmine con lui in quel momento.
Quando lo vide venirgli incontro, vestito e asciutto, se non fosse
stato per il sangue che gli sporcava i vestiti e gli anfibi avrebbe detto che
non fosse successo nulla. Ma quando fu a pochi metri, Giorgio capì che
non era così. Gli occhi erano diversi. Qualcosa in loro si era spento. Per
sempre.
Dietro di lui Carmine quasi sorrideva come a volergli dire “Te l’avevo
detto”. Evidentemente il poliziotto non capiva che l’uomo in piedi
nel salone non aveva più un’anima.
«Biagio…» sussurrò Varga sorpreso di vederlo in piedi.
Si strinsero in un abbraccio.
Poi Mazzeo gli porse la mano sinistra, il palmo rivolto verso l’alto.
L’albino notò subito che la mano tremava. Molto meno di prima, ma
tremava. Poi si soffermò sulla carne ferita dalle manette, e vide che gli
mancava l’anello all’anulare. L’aveva perso o se l’era tolto di sua spontanea
volontà? Ad ogni modo, Varga ne era felice: finora quell’anello gli
aveva portato soltanto guai, come se fosse stato maledetto.
«Che c’è?» chiese poi, notando che il poliziotto continuava ad aspettare
con la mano tesa.
«Dammi una pistola» disse Mazzeo, la voce gelida come i suoi occhi.
«Ma…».
Biagio spostò gli occhi sugli altri. «Qualcuno mi dia una pistola»
disse.
«Dove pensi di andare?» gli chiese Varga.
«A risolvere questa situazione».
«Non c’è più niente da risolvere, Biagio. Abbiamo perso».
«Pulisci ciò che c’è da pulire, per favore» disse Mazzeo. «E dammi
una pistola».
Non era un ordine ma una preghiera. La preghiera di un uomo
disperato.
Varga annuì. Prese la sua arma e gliela posò in mano insieme a un
caricatore di riserva. Qualunque cosa avesse in mente, lui non l’avrebbe
fermato. Non più.
«Ho bisogno di un’auto».
L’albino gli mise in mano anche le chiavi del suo fuoristrada.
«Grazie».
«Qualsiasi cosa tu stia per fare, aspetta. Non è il momento buono».
«Non ci saranno più momenti buoni, ragazzo».
«Vengo con te» disse Carmine afferrando il giubbotto.
«No. Andate con Giorgio e fate quello che vi dirà di fare. Non ho
bisogno di aiuto o di baby-sitter, che sia chiaro».
«E tu? Dove vai?» chiese Zeno.
«A farla finita».
Quelle parole gelarono la casa.
Biagio si diresse verso l’uscita, gli altri fecero per seguirlo.
«No. State qui» li fermò Varga. «Fate come vi ha detto».

(Riproduzione riservata)

© Edizioni E/O

* * *

La scheda del libro
La paura è più forte dell’amore e l’ispettore Mazzeo l’ha vissuto sulla sua pelle.
Per la prima volta il poliziotto è tentato di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero con Nicky, la ragazzina che gli è stata affidata. I suoi nemici non sono dello stesso parere  e lottare per la sopravvivenza sarà di nuovo l’unica opzione possibile.
Mazzeo, combattuto tra il desiderio di essere un capo freddo e temuto come Ivankov, il mafioso ceceno da cui è ossessionato, e l’amore fraterno per i suoi uomini, dovrà decidere una volta per tutte chi essere e da che parte stare, e scegliere tra l’amore per la sua “famiglia” e il potere.
In un finale che cambierà per sempre il suo destino, Mazzeo scoprirà che la vendetta non è un’arte ma una scienza.

* * *

Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982. Fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de Fogu, (edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco inserito nel trittico noir Donne a Perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller, e finalista al Premio Camaiore 2013, e proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014) e Per sempre (edizioni E/O 2015). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) primo libro della serie thriller I Canti del Male.
Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul Manifesto, Left, Micromega e Svolgimento, e in diverse antologie. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, Canada, e Regno Unito.

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© Letteratitudine

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