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Archive for novembre 2015

PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI

Passi affrettatiIn occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne pubblichiamo il capitolo VII del testo teatrale PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI

“Un manifesto contro la violenza alle donne. Un testo teatrale di Dacia Maraini diventa un libro-documento che raccoglie e testimonia sette storie di donne vittime di violenze nel mondo”. Panorama

Il libro nasce dall’elaborazione, a opera della scrittrice, di una serie di testimonianze raccolte in tutto il mondo sul tema della violenza alle donne. Il testo raccoglie sette storie di donne, di diverse aree del mondo, con religioni diverse tra loro, con stili di vita diversi, eppure accomunate da una triste realtà, ovvero quella di essere vittime della violenza, a volte cieca e immotivata. Donne  ovunque prigioniere di una tradizione, di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore, di una discriminazione. Dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino alla “civilissima” Europa riecheggiano, nelle storie narrate dalla Maraini, violenza e sopraffazione. Il dolore di donne appartenenti a mondi diversi che vengono oltraggiate nella loro persona, dignità e libertà. Ecco allora che “Passi affrettati” non parla soltanto di una violenza insensata ma racconta un universo più complesso, un deserto nelle relazioni, una rappresentazione del corpo e del desiderio maschile schiacciati nella categoria dei bassi istinti da imporre con la violenza o con il denaro”. Passi affrettati è nato come spettacolo teatrale per poi diventare un libro e un progetto di innovazione culturale incentrato sulle tematiche della violenza e discriminazione di genere e delle pari opportunità.

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Il capitolo VII di PASSI AFFRETTATI di DACIA MARAINI
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GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE – 25 novembre 2015

http://cdn1.regione.veneto.it/alfstreaming-servlet/streamer/resourceId/454a62dd-641d-46a5-aa67-342b84a0484e/2010_1125_contro-la-violenza-sulle-donneGIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE, designata ogni 25 novembre dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Segnaliamo i siti: Nazioni UniteD.i.ReControViolenzaDonne

Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.
L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.
Il 25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente. L’assassinio delle sorelle Mirabal è ricordato come uno dei più truci della storia dominicana.
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ELISABETTA SGARBI lascia BOMPIANI e fonda “La Nave di Teseo”

ELISABETTA SGARBI lascia BOMPIANI e fonda una nuova casa editrice finanziata da UMBERTO ECO e altri scrittori

Un ulteriore effetto del cosiddetto caso “Mondazzoli” (leggi qui, qui e qui)

Come racconta Umberto Eco su la Repubblica, “si sono incontrate per non capirsi Elisabetta Sgarbi e Marina Berlusconi; non donne incompatibili e incomunicabili per ideologia, ma per antropologia“. Da quell’incontro è stato chiaro che non era possibile continuare insieme.

LA NAVE DI TESEOEd è così che Elisabetta Sgarbi si dimette dalla Bompiani (Rcs Libri) insieme a Mario Andreose e a Eugenio Lio per fondare una nuova casa editrice: “La Nave di Teseo“, che avrà come simbolo  due legni arcuati all’insù. Una casa editrice finanziata da grandi scrittori. Su tutti, lo stesso Umberto Eco che – a quanto pare – investirà sul progetto una cifra pari a due milioni di euro. Le prime pubblicazioni vedranno la luce nel maggio 2016 (in tempo per la nuova edizione del Salone del libro di Torino). Saranno circa cinquanta i titoli in uscita previsti nell’anno di esordio della neo casa editrice che avrà sede a Milano, in via Stefano Jacini 6, e che sarà “capeggiata” da Elisabetta Sgarbi nel duplice ruolo di direttore generale ed editoriale.

Risultati immagini per elisabetta sgarbi«Abbiamo scelto di non avere nel capitale altre case editrici, in direzione di un’assoluta indipendenza – ha riferito Elisabetta Sgarbi a La Stampa -. E pensiamo di aver creato una realtà di cui al momento, con le grande concentrazione in corso, c’è più che mai bisogno». (…) «Abbiamo deciso di essere una impresa di soli editori e autori. Autori che investono, e editori che fanno altrettanto». «Penso che Mondadori investa nei libri, e creda nei libri anche più della precedente proprietà, cioè di Rcs. Però le dimensioni di un gruppo come quello che si sta profilando mi hanno convinta che sia proprio il momento di puntare sull’autonomia e l’indipendenza assoluta. Senza contare il desiderio, da parte mia, di investire in prima persona».

«Il mondo dei libri è sacro», aggiunge la Sgarbi nell’intervista rilasciata a Cristina Taglietti del Corriere della Sera. «In esso deve regnare la pluralità, cioè non si devono creare le condizioni per una concentrazione. Non penso che la Mondadori limiti le libertà professionali o autoriali, ma ritengo che una proprietà che concentri il 35 o il 38% del mercato, in un Paese come l’Italia, crei le condizioni perché la pluralità sia a rischio». Sgarbi cita ad esempio il romanzo di uno degli autori Bompiani più prestigiosi, Michel Houellebecq. «Chiunque abbia letto “Sottomissione” sa quanto passaggi che al momento non sembrano decisivi, possano, in futuro, rivelarsi tali. In sostanza, non mi preoccupa affatto la famiglia Berlusconi ma chi verrà, se verrà, dopo di essa».

Di seguito il testo del comunicato in cui si annuncia la nascita della nuova casa editrice: Leggi tutto…

Ci lascia TOPAZIA ALLIATA madre di DACIA MARAINI

Ci lascia TOPAZIA ALLIATA madre di DACIA MARAINI

È stata pittrice, scrittrice e gallerista – Letteratitudine esprime le più sentite condoglianze e grande affetto all’amica scrittrice Dacia Maraini
Sul post proponiamo un video dedicato a “Love holidays”: volume che raccoglie i diari d’amore di Topazia Alliata e Fosco Maraini

Topazia Alliata con il marito Fosco Maraini e le figlie (Foto d’archivio)

(Nella foto: Topazia Alliata con il marito Fosco Maraini e le figlie –
Foto d’archivio: fonte Il Corriere della Sera)

È morta ieri pomeriggio, a Roma, all’età di 102 anni Topazia Alliata, madre della scrittrice Dacia Maraini. Topazia Alliata era nata a Palermo nel 1913, si è spenta circondata dall’affetto dei suoi cari. I funerali si terranno domattina alle 11 presso la Basilica di Santa Maria del Popolo in Piazza del Popolo, a Roma. Pittrice, scrittrice e gallerista, Topazia Alliata verrà seppellita giovedì a Casteldaccia (PA) dopo un commiato previsto alle 12 nella Sala del Comune.

Morta a 102 anni Topazia Alliata, madre di Dacia MarainiTopazia Alliata nasce a Palermo il 5 settembre 1913, figlia del principe Enrico Alliata di Villafranca, duca di Salaparuta (5 luglio 1879 – 14 dicembre 1946, conosciuto come “Duca Enrico”), membro di una nota famiglia aristocratica siciliana di origine toscana, gli Alliata, proprietario dei vini “Corvo” e ultimo signore delle cantine di Casteldaccia. Madre di Topazia è l’aristocratica Sonia Maria Amelia de Ortuzar Ovalle de Olivarez (11 giugno 1892 – 11 agosto 1981), figlia di un diplomatico cileno. Nata e cresciuta a Parigi, Sonia Ortuzar fu da giovane una promettente cantante lirica, allieva di Enrico Caruso.
Topazia cresce in un ambiente familiare ricco di stimoli culturali, in quella che allora era una delle più grandi famiglie dell’aristocrazia siciliana. Nonostante il nome e la cultura, sceglie tuttavia di percorrere una strada del tutto diversa: giovanissima aderisce infatti ad un movimento pittorico d’avanguardia ed espone quadri, non senza dare scandalo alla buona società palermitana dell’epoca. I suoi amici vengono dal popolo, e si chiamano Nino Franchina e Renato Guttuso.
La famiglia aveva scelto per lei un conte inglese, ma Topazia preferisce un allora sconosciuto intellettuale fiorentino che sarebbe diventato uno dei più grandi antropologi del ‘900: Fosco Maraini, sposato a Firenze nel 1935 (di seguito, un video dedicato a “Love holidays”: volume che raccoglie i diari d’amore di Topazia Alliata e Fosco Maraini).


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PREMIO SINBAD 2015: vincono Tommaso Pincio e Miriam Toews

PREMIO SINBAD 2015: vincono Tommaso Pincio (nella foto accanto) e Miriam Toews

PREMIO INTERNAZIONALE DEGLI EDITORI INDIPENDENTI SINBAD – CITTÀ DI BARI

promosso da Regione Puglia, Città di Bari e Comitato Promotore di editori indipendenti

(Elliot, minimum fax, nottetempo, laNuovafrontiera, Il Saggiatore, Iperborea, 66thand2nd, ODEI – Osservatorio degli Editori Indipendenti, Besa Editore, APE – Associazione Pugliese Editori)

 

Prima Edizione

I VINCITORI

Sezione narrativa straniera

Miriam Toews, I miei piccoli dispiaceri, Marcos y Marcos

 

Sezione narrativa italiana

Tommaso Pincio, Panorama, NN editore

La seconda giuria del Premio Internazionale degli Editori Indipendenti Sinbad – Città di Baricomposta da Simonetta Bitasi, Concita De Gregorio, Nicola Lagioia, Marco Missiroli e Michela Murgia per la Sezione narrativa straniera e da Andrea Cortellessa, Marcello Fois, ed Elisabetta Rasy per la Sezione narrativa italiana – dopo una pubblica discussione davanti alla platea del Teatro Margherita di Bari ha annunciato i vincitori della prima edizione durante la cerimonia di premiazione. Leggi tutto…

IL VELO DAVANTI AGLI OCCHI di Massimiliano Felli (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo “IL VELO DAVANTI AGLI OCCHI. Un caso di omicidio per il commissario Cafasso” di Massimiliano Felli (Stamperia del Valentino)

Via Toledo pareva come trasfigurata, sotto la sferza d’un vento gelido che la percorreva in tutta la sua lunghezza, alla luce dei fuochi fatui tremolanti dietro i vetri dei lampioni a gas. Più nitidi i contorni, i dettagli, le ombre nette come lame. Erano molti anni che mancava da Napoli, il Commissario, eppure ricordava ogni pietra, ogni cantone, e in particolare di Via Toledo avrebbe ancora potuto dire con esattezza quanti palazzi contava, quanti dei suoi passi misurava. O almeno, i passi di allora.
Re Ferdinando doveva aver dato ordine di ricoprire gli squarci aperti nel selciato, far sgombrare dai rottami, ripristinare le vetrine andate in frantumi, le persiane divelte; nondimeno restavano tracce evidenti, notò Cafasso, a conferma delle notizie funeste che gli erano giunte, circa i fatti di maggio. La luce radente dei lanternoni svelava impietosamente i fori lasciati dai proiettili sui muri, le schegge piantate come chiodi negli intonaci. Così si faceva, la Rivoluzione? Come fosse San Silvestro, si buttavano in strada i mobili vecchi, per bloccare il passaggio all’esercito, ci si nascondeva dietro cumuli di madie tarlate, tavoli, spalliere di letti, con i fucili in pugno, o anche solo con i sassi, le fionde, e le donne alle finestre, che lanciavano brocche, pisciaturi, maleparole. Poi c’erano pure i botti. Proprio un Capodanno come Dio comanda. I botti li avevano fatti i cannoni di Sua Maestà, facendo saltare in aria, tra la polvere, le urla, la fuga precipitosa degli insorti, pezzi di muro, di legno, di corpi, a chi un braccio, a chi una gamba, a qualcuno la testa sana.
Quel giorno stesso si sarebbero dovuti riaprire i lavori in Parlamento, ma ci fu un ulteriore rinvio all’anno venturo. Non era la prima proroga che Ferdinando decretava, dallo scoppio dei moti in Sicilia. In settembre le truppe regie erano riuscite a riconquistare Messina, devastandola, saccheggiandola, dandola alle fiamme, perché fosse di monito ai separatisti siciliani e ai cospiratori che tramavano insieme agli Inglesi e ai Piemontesi. “Re Bomba”, l’avevano soprannominato. Leggi tutto…

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (Giunti)

Il romanzo sarà presentato a Catania, mercoledì 25 Novembre alle ore 18:00 presso la Sala Eventi de la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 185. Ne parla con l’autrice Massimo Maugeri “Letteratitudine”. Letture di Marina Cosentino

Silvana La Spina - L'uomo che veniva da Messina

I

Sugli occhi.

Per istam sanctam unctionem…
Maestro, finalmente siete arrivato!… Vi ho chiamato tanto
in questi giorni. Da quando sono stato male, dicevo continuamente:
«Chiamatemi mastro Colantonio. Chiamatemi
il mio maestro…». Ma adesso siete qui. Posso parlarvi
finalmente!
Voglio anzi raccontarvi ogni cosa di me e di questi anni
in cui siamo stati così lontani.
La vita del resto è un fiume che ci trascina. Potremmo
persino scomparire nelle sue acque se qualcuno non si immergesse
con noi.
E io in questo viaggio ho scelto voi.
L’uomo più misterioso, il pittore più indecifrabile – per
tutta la vita ho cercato di imitarvi, fin da quando vi vidi per
la prima volta a Napoli.
Ma ora siete qui, questo conta.
Il prete mi ha appena passato l’olio santo sugli occhi. Ho
sentito le sue dita sulle palpebre, la densità del liquido sulla
pelle colare lungo il collo…
«Perché con gli occhi hai peccato, il Signore ti perdoni»
mormora piano.
Come posso aver peccato con gli occhi, quando per un
pittore gli occhi sono il suo strumento di lavoro? Leggi tutto…