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GIORNO DOPO GIORNO

dicembre 8, 2015

GIORNO DOPO GIORNO – 12 dicembre – h. 9,00, nell’auditorium dell’istituto penitenziario di Augusta –  pièce in tre atti – con la regia di Simona Lo Iacono e Aldo Formosa

Il 12 dicembre, alle 9,00, nell’auditorium dell’istituto penitenziario di Augusta, si svolgerà il nuovo spettacolo teatrale allestito dai detenuti con la collaborazione di Simona Lo Iacono, scrittrice e magistrato, e Aldo Formosa, regista teatrale.
Una pièce in tre atti che si propone di rappresentare la giornata del detenuto, dal significativo titolo: “Giorno dopo giorno“.
Mattina, pomeriggio e sera in cella, tra piccoli impedimenti e voglia di sognare nonostante tutto, tra le difficoltà della convivenza forzata e la solidarietà che nasce dal condividere lo stesso destino.
Il lavoro, in cui i detenuti hanno riversato le proprie esperienze, il proprio desiderio di raccontarsi, la propria necessità di denudarsi, è lo sbocco di un percorso di scrittura guidato da Simona Lo Iacono e arricchito dall’apporto delle voci di ciascun partecipante.
Ne è derivato uno specchio, sincero e spassionato, ma anche nostalgico e visionario, dei giorni di reclusione.
Ed ecco allora comparire sul palco i silenzi che acuiscono le mancanze, la necessaria riflessione sul ruolo della genitorialità, i dubbi sullo sbocco della propria esperienza, la voglia di tornare ad essere parte di quella stessa società che li ha dovuti allontanare, e alla quale resta il desiderio di appartenere.
Un groviglio di sensazioni e accoramenti, ma anche di ironia e ingegnose trovate che si trasformano in vere e proprie tecniche di sopravvivenza.
La cella diventa un mondo da reinventare in pochi metri quadri, da ricostruire con pochissimi mezzi, e da rendere abitabile, domestico e accogliente: una proiezione della “casa” che manca.
L’esperienza della scrittura del testo, e poi della sua interpretazione, aiuta l’espressione dei sentimenti, la liberazione dalle sofferenze e la rivisitazione della propria vita. Un’occasione di scavo in se stessi, ma anche di gioco e di condivisione.
Una metodologia, questa, da sempre voluta e attuata dalla direzione, sostenitrice convinta del buon impiego del tempo di reclusione in attività colme di bellezza e significato, che consentano a chi deve scontare la condanna di poter trascorrere comunque un tempo utile e coraggioso, fatto di stimoli, idee e cultura. E un obiettivo fortemente desiderato anche dall’educatrice Franca Nicolosi, che con impegno e passione ha accostato all’attività interpretativa dei detenuti la propria presenza e il proprio sostegno rieducativo.
Un sostegno che è dato anche da tutto il personale dell’area educativa e dalla polizia penitenziaria che si prodiga nel rendere possibili queste iniziative.
Non mancheranno, poi, alcune vere e proprie “trovate da palcoscenico”, come il teatro delle ombre e la scia luminosa di candele che accompagnerà il coro del penitenziario, guidato, nell’ultimo atto, dalla bravissima insegnante di canto Maria Grazia Morello.
Né resteranno delusi gli oltre 300 ragazzi di vari licei e scuole del Siracusano che assisteranno all’evento (inserito, peraltro,  anche nel progetto “My body, my rights” di Amnesty International ed Emergency).
Chiudendo la scena, infatti, le voci dei detenuti si leveranno alte, struggenti, evocative.
Canteranno “Sognami” di Biagio Antonacci, ed è già tutto un sognare che il futuro possa arrivare davvero anche per loro ed essere finalmente diverso.

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LA LOCANDINA DELLO SPETTACOLO

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© Letteratitudine

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