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ENZA ALFANO racconta BALLA SOLO PER ME

gennaio 26, 2016

ENZA ALFANO racconta il suo romanzo BALLA SOLO PER ME (Perrone)

di Enza Alfano

Il palcoscenico di Balla solo per me è il teatro San Carlo di Napoli.
Al centro del palco Laura, ballerina e donna di mare, muoverà i suoi passi interpretando Coppelia, misteriosa figlia di un fabbricante di giocattoli. Ruolo inedito per l’etoile del corpo di ballo a cui è stata rubata la parte di Swanilda.
Tutti, intorno a Laura, ignorano che quel palcoscenico non è solo danza, non è solo interpretazione. Nasconde frammenti di una storia d’amore intricata, complessa come lo sono le relazioni segrete.
C’è un uomo che ha fatto una duplice promessa d’amore, è un uomo sensibile e onesto ma non sa districarsi tra doveri diversi, differenti declinazioni dell’amore. Intrappolato da un destino che sembra farsi gioco di lui, dei suoi sentimenti, della sua vita. Due donne che amano, forse troppo, e altri personaggi minori che fanno i conti con sentimenti irrisolti e contraddittori.
Ci ho messo il mio amore per la danza, la mia passione per la vita, la voglia di sconfessare una visione semplicistica delle relazioni affettive e la banalizzazione dei rapporti d’amore.
La letteratura erotica spesso sconfina nella volgarità e nella pornografia e non ci aiuta a riflettere, non ci pone le domande più giuste.
In questa storia ogni personaggio ha una sua statura e una sua parte di ragione. Si combatte una guerra disumana a colpi di sentimenti e qualcuno dovrà soffrire per forza.
Balla soltanto per meBalla solo per me nasce da una duplice urgenza: raccontare la passione per l’arte e l’amore. Credo che l’amore, felice o infelice, sia una grande energia, che ci rende più sensibili, in grado di captare le emozioni sottese al vivere quotidiano ma sopite. Ci strappa dall’indolenza, dalle abitudini, dall’inedia.
Il balletto di Coppelia, filo conduttore e cornice della narrazione, è un raddoppiamento della trama. La vita di Laura, sospesa sul confine incerto tra apparenza e realtà, verità e menzogna, si riflette nel personaggio di Coppelia la bambola che molti credono una donna vera. Il teatro da luogo fisico dell’azione si trasforma in metafora della messinscena della vita.
C’è poco da imparare, molto da chiedersi. Amara la consapevolezza che la felicità è un’ambizione troppo alta che spesso non possiamo permetterci e che forse amando di meno si potrebbe evitare una parte di sofferenza. Ma non si può far tacere il cuore, quando comanda, come deve constatare Giovanni, mai pronto ad arrendersi completamente alla sua evidenza.
La loro storia ha il tempo contato di un congegno a orologeria. Hanno avuto tra le mani una bomba pronta alla deflagrazione. La loro vita in frantumi, le schegge brillanti come diamanti. “ Dobbiamo essere ragionevoli” glielo ripete spesso. Lo dice più a se stesso che a lei. Ma ci sono altre ragioni. C’è la ragione del cuore che si fa strada, non si fa calpestare, urla, pretende, s’impone. Sa come farsi ascoltare.
Balla per me riscrive una storia raccontata più volte, l’amore cantato da secoli in poesia e prosa nella sua ambivalenza, fonte di gioia e di dolore. La contraddizione fra le due figure femminili si risolve nella loro specularità. Eroine da tragedia, trascinate da una forza ineluttabile, ma che non rinunciano a vivere fino in fondo.
Un romanzo dedicato ai lettori che amano le belle storie, l’armonia dell’arte e la sua perfezione, le tinte forti delle scelte difficili.
Mi piace aprire il sipario e invitarvi a guardare Laura che balla la danza della vita. Con lo sguardo rivolto alla platea, lei ha guardato verso di me per ispirarmi questa storia, adesso, mentre volteggia e il cuore batte, guarda ognuno di voi.
Chissà dove va, chissa dove iniziano e finiscono i sogni d’amore, se è giusto davvero provare ad amare di meno o vale in ogni caso la pena di provare ad amare di più.

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Il libro
Balla soltanto per meÈ il Teatro San Carlo di Napoli il palcoscenico di “Balla solo per me”, di Enza Alfano.
Al centro del palco Laura, ballerina e donna di mare, muoverà i suoi passi interpretando Coppelia, misteriosa figlia di un fabbricante di giocattoli. Ruolo inedito per l’étoile del corpo di ballo a cui è stata rubata la parte di Swanilda.
Tutti, intorno a Laura, ignorano che quel palcoscenico non è solo danza, non è solo interpretazione. Nasconde frammenti di una storia d’amore intricata, complessa come lo sono le relazioni d’amore segrete; cela un rapporto dove passione e affanno con maestria si cederanno il passo, a ritmo di incontri, attese, chiamate, messaggi, finché sarà Laura stessa a domandarsi se il segreto di un amore felice, possa essere nell’amarsi di meno, perché “La felicità – ammette Laura – è un’ambizione troppo alta che non possiamo più permetterci”.
Dentro una Napoli dilaniata da un terremoto che salverà il San Carlo, il lettore sarà spettatore attento e partecipe della scelta di un’altra donna che dovrà affrontare una diversa prova, un uomo dovrà accettare la vita con un amore assopito o rinunciare alla passione.
E Laura? Cosa farà Laura, la ballerina imprigionata nel ruolo della bambola, a cui è stata sottratta la parte di Swanilda, la donna vera?
Sarà naturale a fine lettura, com’è consueto alla fine di uno spettacolo chiudere il sipario, immaginarla ballare per sempre e per sempre, forse, vederla aggrapparsi al suo amore segreto; e chi lo sa, se la parte che le è stata tolta sul palcoscenico, sarà la stessa che la vita le vuole sottrarre
o restituire.

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Enza Alfano è nata e vive a Napoli. Scrittrice, giornalista, insegnante. Promuove importanti iniziative culturali, non solo a Napoli. Conduce l’”Officina delle parole” laboratorio di scrittura creativa. È curatrice dell’antologia “Napoli in cento parole” (Giulio Perrone Editore, 2014) e “Napoli a tavola in cento parole” (Giulio Perrone Editore, 2015). Ha pubblicato i romanzi “Via da lì” (Boopen LED 2009), “Fiction” (Photocity edizioni 2011), “L’Unica ragione” (Homo Scrivens 2012) e il saggio “A Napoli con Maurizio de Giovanni” (Giulio Perrone Editore, 2015).

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