Home > Articoli e varie > LA LETTERATURA GIALLA E LA TUNISIA DEL DOPO “RIVOLUZIONE”

LA LETTERATURA GIALLA E LA TUNISIA DEL DOPO “RIVOLUZIONE”

febbraio 4, 2016

I COLORI DELLA LETTERATURA E LA TUNISIA DEL DOPO “RIVOLUZIONE”: le vicende del Bardo e Susa

Omaggio alle vittime del Bardo e Susa

giallo tunisi

di Khadija Selmi

La letteratura come qualunque altro mondo ha i suoi colori. Infatti, anche in ambito letterario il colore assume un’accezione emblematica: esso diventa la chiave di lettura dell’indicibile, dell’inesprimibile e dell’insondabile. I colori non esprimono solo le emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo degli scrittori, ma identificano anche generi di romanzi come il noir (romanzo nero), il rosa, il giallo. Tra la materia trattata da questi generi e la significazione convenzionale del colore non c’è, per forza, un perché reale e, a volte, nello stesso genere si intrecciano molti colori per tingere la stessa trama. Il che sembra naturale giacché i colori si usano proprio per legare sentimenti confusi e talora opposti.
In quest’ambito, scegliamo di trattare il colore giallo che viene studiato ed interpretato oltre la sua semplice e convenzionale significazione ed emblematicità. Parleremo appunto del genere giallo in relazione alle sanguinose vicende del Bardo e di Susa. Si tratta di un incontro tra la letteratura e la Storia. È un incontro cromatico tra la letteratura italiana gialla e la storia tunisina gialla. In realtà, la storia e la letteratura sono sempre in contatto, ma questa volta il loro incontro è più reale e concretamente vissuto.

1. Il giallo

Convenzionalmente, il giallo è il color della letizia, dell’illuminazione, della fantasia e della creatività. Esso esprime l’intelligenza, l’innovazione, l’ottimismo, la vivacità, l’emancipazione, la crescita, la redenzione, ecc. Il giallo sprona l’attenzione, la razionalità e la comprensione. Chi preferisce questo colore si contraddistingue per un’indole ottimista, aperta, cordiale, pura, divertente, scherzosa e serena. È una persona generosa, convicente, entusiasta, audace e molto positiva. Chi veste giallo esprime un forte senso di identità e personalità. È una persona riconciliata con se stessa. Il giallo è pure il colore della gelosia. Questo colore, insomma, ha un’immensa accezione simbolica molto positiva che, forse, si differenzia da una cultura all’altra.
Nella letteratura, il giallo ha, in un certo senso, una connotazione negativa, del tutto contraria a quella convenzionale. Esso si mescola con il rosso per rappresentare vicende sanguinose e con il nero ed il grigio per esprimere il mistero, l’ambiguo, il lutto. È, difatti, associato al senso della morte, dei delitti e dei misteri: i perni del romanzo giallo.
In realtà, dal punto di vista convenzionale, non c’è un perché logico che associa il colore giallo all’oggetto dei romanzi di questo genere. La denominazione, esclusivamente italiana, si riferisce alla copertina gialla di una stimata e famosa collana, «Libri Gialli», creata da Lorenzo Montano e pubblicata da Arnoldo Mondadori a partire dagli anni trenta[1]. La parola giallo, derivata dal colore vivace e attraente della copertina, definisce e sostituisce quella di poliziesco[2], genere letterario (non comprende solo romanzi, ma anche racconti, testi teatrali, produzione televisiva e cinematografica) nato in aerea anglosassone all’incirca nell’Ottocento. Il romanzo poliziesco si afferma in Italia in ritardo rispetto agli Stati Uniti e ad altri paesi europei. La sua prima apparizione e diffusione si deve all’iniziativa commerciale della casa editrice milanese Mondadori, malgrado l’editore Sonzogno abbia pubblicato precedentemente tre collane del genere: «I Romanzi polizieschi» (1914), «I Racconti Misteriosi» (1919) e «Il Romanziere Poliziesco» (1921)[3].
Il giallo, appena nato, viene appassionatamente accolto dal pubblico, il che favorisce un’immensa produzione che si estende dalla letteratura ai mass media (la radio, il cinema, la televisione) e permette la nascita dei cosiddetti “giallisti”, scrittori specializzati in questo genere[4]. In questo periodo, il quadro politico e sociale consente un’ampia diffusione del genere (lo sviluppo della società industriale e l’aumento dei delitti, generato dall’affollamento delle città, la politica fascista, le richieste del pubblico che ha bisogno di più generi di svago ed evasione)[5].
La materia essenziale della letteratura gialla è la descrizione di un delitto o di una serie di delitti e dei personaggi implicati, siano criminali o vittime. Ad un romanzo del genere, e particolarmente poliziesco, non mancano ovviamente le investigazioni necessarie per indovinare tutti i misteri e gli enigmi della vicenda criminale. L’oggetto principale del giallo è sempre lo stesso ma la denominazione si differenzia secondo le forme linguistiche: i francesi lo chiamano “roman policier” o polar o anche Noir (“romanzo nero”). Gli anglosassoni gli danno diverse accezioni: detective fiction, crime o crime story, mystery story, detective story o detective novel. I tedeschi parlano di kriminalroman, abbreviato in krimi. Gli spagnoli lo chiamano novela negra. Gli italiani, come si è detto, lo denominano giallo.

Vista la complessità e la ricchezza della materia trattata dal genere giallo, si hanno diversi sottogeneri distinti da confini talora indeterminati:
▪ Giallo d’azione o thriller: di origine statunitense, s’incentra sulla descrizione del delitto. Il thriller, a sua volta, si divide in thriller medico (nel quale hanno un ruolo principale specialisti della polizia scientifica ed il medico legale) e thriller legale (thriller giudiziario, in cui assumono un ruolo fondamentale figure del mondo giudiziario).
▪ Il giallo d’investigazione o a enigma (mistero): di origine inglese, s’impernia sulla storia dell’indagine e dell’inchiesta.
▪ Romanzo di spionaggio o spy-story: è un genere popolare, ha un contatto stretto con gli altri sottogeneri. Si basa su vicende complicate e pericolose (amore, tradimento, adulterio, rapine, complotti, morte).

Malgrado le diversità e le caratteristiche che distinguono ogni sottogenere del romanzo giallo, ci sono degli aspetti fondamentali che accomunano le differenti filiazioni di questo genere:
▪ Un delitto misterioso e complicato che rovescia la situazione iniziale e pare irrisolvibile.
▪ L’investigazione : un detective privato o dilettante conduce una serie di indagini e inchieste allo scopo di sciogliere l’enigma e risolvere il mistero del delitto.
▪ Una descrizione dettagliata dei metodi adottati nell’indagine.
▪ Lo studio e l’analisi di tutti gli indizi a disposizione.
▪ La risoluzione del mistero e lo smascheramento del criminale.

Le vicende del giallo si svolgono solitamente in luoghi verosimili. Il giallista li descrive minuziosamente in modo da dare al lettore l’impressione di essere presente nel teatro degli eventi e di sentirsi incluso negli avvenimenti narrati. Sono prevalentemente spazi chiusi e ben determinati (un albergo, un treno, una nave in crociera, una camera chiusa, ecc.). La verosimiglianza dei luoghi scelti dal giallista per ambientare le sue vicende consentono al lettore di stringere il cerchio dei sospettati.

I personaggi fondamentali del giallo si dividono in:
▪ Personaggi attorno ai quali si svolgono gli eventi (la/e vittima/e). La presenza della vittima è essenziale nel giallo, anche se viene presentata solo all’inizio del racconto o compare soltanto il suo cadavere. Essa è il punto di partenza di tutta l’azione, alla quale si riferiscono tutti i personaggi. Il giallista la descrive molto dettagliatamente in modo da chiarire al lettore i moventi del suo omicidio.
▪ I veri attori dell’azione: l’investigatore e il criminale. Il sospetto puὸ cadere su qualunque personaggio apparso nel teatro degli eventi. L’assassino viene scoperto attraverso l’indagine attenta dell’investigatore condotta con tanta abilità. Queste due figure (l’investigatore e il criminale) costituiscono un conflitto eterno tra la vita e la morte, il bene ed il male, la luce ed il buio; o si estende la luce e illumina il buio o si dilata il buio e spegne la luce.
Gli investigatori nella loro diversità di caratteri, passioni e condizioni di vita, sembrano tutti reali e verosimili.

L’invenzione del poliziesco si attribuisce ad Edgar Allan Poe (narratore, poeta, e critico americano, 1809-1849) che propone la struttura narrativa della forma più classica del «giallo» (la detective story) attraverso la pubblicazione di una serie di racconti (I delitti della rue Morgue (1841), Il mistero di Marie Rȏget (1842), La lettera rubata (1845). La narrazione di Poe s’incentra sulla descrizione di un crimine misterioso che sembra irrisolvibile[6].
Con la sua triade, Poe, considerato vero maestro universale del poliziesco, crea il primo prototipo del romanzo giallo, basato su essenziali elementi caratteristici del genere e adottato, a lungo, da molti giallisti anche stranieri.

In Italia, nel mercato editoriale dominano all’inizio opere straniere, ma le condizioni cambiano quando il regime fascista costringe gli editori a dedicare, in ogni nuova collana letteraria italiana, almeno il 20 % dei titoli a scrittori italiani. Il primo scrittore italiano che nel 1931 pubblica i suoi primi racconti gialli (Il sette bello e Le scarpette rosse) è Alessandro Varaldo (1876-1953). Questi racconti, di stampo avventuroso ed incruento, segnano un punto di partenza per il romanzo giallo in Italia.

Molti scrittori italiani già affermati, hanno sviluppato la produzione giallista con la pubblicazione di diverse opere: citiamo per esempio Leonardo Sciascia che ha scritto Il giorno della civetta, Il contesto, A ciascuno il suo, Andrea Camilleri (La forma dell’acqua, La gita a Tindari) ecc.

* * *

2. Le vicende del Bardo e Susa: pagine gialle nella storia dei turisti nella Tunisia del dopo 2011

Il testo letterario puὸ essere immaginario o realistico, può infatti essere una descrizione minuziosa di vicende realmente accadute. Uno dei ruoli principali dell’autore è cercare la verità e rappresentarla nel suo scritto, perché Storia e letteratura sono membra dello stesso corpo, due facce della stessa medaglia: «la Storia è essenzialmente un’arte letteraria» o «un genere letterario»[7].

Per questi motivi, ciò che accade nelle drammatiche e sanguinose vicende del Bardo e Susa potrebbe essere una trama ben tessuta di un film o romanzo giallo, una trama realistica e vera. Sono, davvero, delle pagine gialle e misteriose della storia tunisina del dopo “rivoluzione”, un giallo che ambienta la sua storia su sfondi realistici (terrorismo, droga, affari illeciti, miseria, ipocrisia politica, ecc.) in modo da rappresentare le condizioni drammatiche vissute non solo dai turisti ma da tutta la Tunisia.

Turisti di nazionalità diverse (italiani, francesi, tedeschi, polacchi, spagnoli, britannici, giapponesi, belgi) sono rimasti vittime di due feroci attentati: i più sanguinosi e tragici della Storia recente della Tunisia (l’attentato al Museo del Bardo, 18 marzo 2015, e quello di Susa, 26 giugno 2015). Vere e proprie stragi; con decine di morti e feriti sparpagliati qua e là, immersi in un bagno di sangue.

Questi eventi terrificanti possono essere documentati da romanzieri in opere gialle. Opere che fanno perno sui dettagli realistici della storia, su vicende reali e concretamente vissute. Del resto romanzieri e storici hanno missioni e ruoli che si completano e si intrecciano: «I romanzieri influiscono sugli storici e gli storici sui romanzieri: questi dettano un nuovo modo di scrivere la storia e quelli un nuovo modo di interpretarla»[8]. E d’altra parte, a volte il genere giallo si sovrappone al romanzo storico, un genere che contiene personaggi esistiti ed eventi storici, il cui autore cerca di documentare questi eventi in modo da farli rivivere al lettore.

Tutte le caratteristiche e le componenti della tragica vicenda a cui si è fatto cenno rappresentano quelle di un romanzo giallo:
▪ Una serie di delitti; la descrizione dei crimini sulla quale si incentra il romanzo giallo.
▪ La presenza di vittime (turisti in ostaggio, in fuga, morti, feriti, gettati a terra) e colpevoli (“anime morte”).
▪ Il sospetto che cade su persone innocenti.
▪ I luoghi dove sono accaduti gli eventi sono proprio quelli tipici del giallo, luoghi chiusi e determinati. Un luogo molto usato dai giallisti è l’albergo, che è stato il teatro del crimine di Susa.
▪ La presenza di un detective che conduce indagini e investigazioni sui delitti commessi.
▪ La risoluzione del mistero e lo smascheramento del colpevole sono complicati, il che si deve forse all’inadeguatezza dei metodi e dei mezzi utilizzati nelle inchieste e anche all’ambiguità dell’accaduto.

Il crimine sul quale s’incentra il racconto giallo diventa, difatti, un evento concreto e vissuto realmente, «la lotta che si conduce contro di esso non è mai del tutto risolutiva e si acccompagna ad una visione problematica, talora tragica, della condizione umana»[9].

Le vittime sono turisti “innocenti” giunti in Tunisia da luoghi diversi, con culture e nazionalità differenti; ognuno di loro aveva un proprio traguardo, un proprio sogno. Alcuni sono forse venuti per evadere dalla routine, per staccarsi dal quotidiano, per godere di un po’ di riposo e pace, per riempirsi gli occhi delle meraviglie di nuovi paesaggi. Qualcuno  probabilmente è arrivato con l’idea di spogliarsi dei consueti modi di pensare e di vedere le cose, per aprirsi a culture e costumi diversi; qualcuno è forse giunto per ritrovare se stesso, per mescolare le carte e organizzarle di nuovo… Altri ci hanno probabilmente visitato per scoprire epoche remote e luoghi sconosciuti, per cercare nuove conoscenze e contatti. Nessuno di loro poteva immaginare che questo viaggio avrebbe offerto drammi e lutto. Proprio sotto l’ombrellone, luogo preferito dai turisti per la lettura di un giallo per svagarsi[10], si è svolta la tragedia. Solo che stavolta la tragedia non si è consumata sulle pagine di un libro.[11]

Ricapitolando, potremmo affermare che gli attentati del Bardo e Susa sono veramente delle pagine gialle, nere e anche rosse della storia dei turisti nella Tunisia del dopo “rivoluzione”. Il colpevole è il terrorismo, una parola ambigua, enigmatica e polisemica. Il terrorismo ha molti colori ma è “scolorato”. Se i suoi colori hanno una accezione del tutto negativa (rosso = sangue, morte, giallo = delitti, grigio = ambiguità e mistero, nero = lutto, ecc.) questo vuol dire chè è “scolorato”, non dobbiamo dargli un colore, una significazione, non dobbiamo dargli il diritto di esistere. Il terrorismo non ha identità, non ha senso, non ha essenza. I terroristi sono “anime morte”.

 * * *

Khadija Selmi è nata a Kairouan, in Tunisia, nel 1987. Nel 2011 ha conseguito la Laurea in lingua italiana: specialità – insegnamento e ricerca; nel 2014 ha conseguito il Master di ricerca in Lingua, Letteratura e Civiltà italiana. Dottoranda in letteratura italiana contemporanea – Facoltà delle Lettere, Arti e Umanità di Manouba, Tunisia – dal 2013 è prof.ssa d’italiano presso l’Istituto Superiore delle Lingue Applicate di Moknin e l’Istituto Superiore degli Studi Applicati in Umanità di Mahdia.

* * *

Bibliografia

MARCO SANTAGATA-LAURA CAROTTI-ALBERTO CASADEI-MIRKO TAVONI, Antologia e storia della letteratura italiana ed eurpoea, («il filo rosso »), Vol. II, Roma-Bari, Editori Laterza, 2006.

RICCARDO MARCHESE-ANDREA GRILLINI, Testi e percorsi della letteratura italiana, Pofilo storico e dizionario, Firenze , La Nuova Italia Editrice, 1997.

Storia letteraria d’Italia, Nuova edizione a cura di A. Balduino, Il Novecento, a cura di G. Luti, Tomo 2, Dagli anni venti agli anni ottanta, Padova, Fracesco Vallardi, 1993.

Dizionario italiano, «I Grandi Dizionari», Garzanti, 2009.

[1] Cfr, RICCARDO MARCHESE-ANDREA GRILLINI, Testi e percorsi della letteratura italiana, Pofilo storico e dizionario, Firenze , La Nuova Italia Editrice, 1997, pp. 583-4.

[2] Cfr, Dizionario italiano, «I Grandi Dizionari», Garzanti, 2009, p. 1060.

[3] Cfr, Storia letteraria d’Italia, Nuova edizione a cura di A. Balduino, Il Novecento, a cura di G. Luti, Tomo 2, Dagli anni venti agli anni ottanta, Padova, Fracesco Vallardi, 1993, p. 1690.

[4] Cfr, RICCARDO MARCHESE-ANDREA GRILLINI, Testi e percorsi della letteratura italiana, Pofilo storico e dizionario, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1997, pp. 583-4.

[5] Ivi, Storia letteraria d’Italia, pp. 1690-1.

[6] Cfr, RICCARDO MARCHESE-ANDREA GRILLINI, Testi e percorsi della letteratura italiana, Pofilo storico e dizionario, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1997, p. 584.

[7] Cfr, http://storicamente.org/zanni.

[8]MARCO SANTAGATA-LAURA CAROTTI-ALBERTO CASADEI-MIRKO TAVONI, Antologia e storia della letteratura italiana ed eurpoea, («il filo rosso »), Vol. II, Roma-Bari, Editori Laterza, 2006, cit., p. 34.

[9] RICCARDO MARCHESE-ANDREA GRILLINI, Testi e percorsi della letteratura italiana, Pofilo storico e dizionario, Firenze , La Nuova Italia Editrice, 1997, cit., p. 584.

[10] Il romanzo giallo si considera un genere di evasione ed una fonte di distrazione. (Cfr, Storia letteraria d’Italia, Nuova edizione a cura di A. Balduino, Il Novecento, a cura di G. Luti, Tomo 2, Dagli anni venti agli anni ottanta, Padova, Fracesco Vallardi, 1993, p. 1692.

[11] Pensando a questa tragedia viene in mente il titolo dell’antologia estiva di racconti gialli pubblicata dalla Casa Editrice palermitana, Sellerio, “Turisti in giallo”, una serie ideale di storie dilettevoli e spassose. I suoi autori (Francesco Recami, Gaetano Savatteri, Santo Piazzese, Antonio Manzini, Marco Malvaldi) sono tra i maggiori esponenti che hanno affermato e rinnovato il genere giallo.

* * *

© Letteratitudine

LetteratitudineBlog / LetteratitudineNews / LetteratitudineRadio / LetteratitudineVideo

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: