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#ZeroNoveCinque

febbraio 29, 2016

#ZeroNoveCinque. Signore catanesi rispondono#ZeroNoveCinque. Signore catanesi rispondono’ di Domenico Marcella

di Alessandro Russo

Potrebbe darsi che sia diventato visionario.
Resta il fatto che mentre sfoglio ‘#ZeroNoveCinque.Signore catanesi rispondono’ opera prima di Domenico Marcella (Carthago ed, pg73, € 15), scorgo torno torno all’Etna un’enorme passerella tondeggiante di pietra lavica. Lassù, sotto il luccichio dei raggi solari, adocchio una cospicua cifra di donne sicule in fila indiana sfilare con leggiadria. Un po’ eroine, un po’ sacerdotesse e regine, un po’ tutte e tre le cose insieme, le guardo rimboccarsi le maniche e rimettersi in gioco. Le scruto mentre con le valigie piene di sogni salutano l’isola a tre punte e infine le intravedo tornare a casa e sbottonarsi davanti a un taccuino. In mezzo ai fragori del Mungibeddu, ritrovo testimonianze esclusive che somigliano a pennellate di fierezza. Più defilata, ecco la città del Liotro con la sua anima seducente e i conflitti con cui convive, a volte perfino in armonia. Come i profumi di zagara sommersi dagli odori appuntiti di carne di cavallo arrostita in pieno centro storico. Ordunque, in mezzo alle pagine di ‘#ZeroNoveCinque’, Domenico Marcella pronuncia a voce alta il nome e il cognome di numerose pronipoti di Sant’Agata, specializzate in cose tanto diverse. Dal canto alla cucina conventuale, dalla moda alla poesia, passando per il ricamo, la recitazione e altro ancora. «Catania è fimmina –garantiscono– e la donna è la chiave dell’universo». Nel loro tributo alla catanesità collocano in primo piano un variopinto ventaglio architettonico. Lì dentro risplende la metropoli etnea col suo salotto infarcito di magnificenze settecentesche, non privo però di lati oscuri.
Dell’autore so che è un calabrese di trentasei anni cresciuto tra aerei e traghetti; nondimeno scopro presto che venticinque anni orsono rimase folgorato sulla via di Catania. Domenico scrive da sempre e oggi collabora con Vanity Fair; parimenti la città attecchita all’ombra d’un pennacchio fumante e il cui nome deriva da Katane, cioè grattugia, diventa il suo giardino segreto. In giro ripete che di sé non sa mai che dire ma ad esplicita interpellanza non si tira indietro. «Immaginiamo –gli chiedo- una Catania in carne ed ossa. La trovi più bella dentro o fuori?» «Conosco soltanto il suo involucro esterno. –mi risponde con garbo- Il ricorrente ritmo barocco e le austere tonalità laviche mi affascinano continuamente. Ogni volta che ci torno, ne contemplo la bellezza. Ho scelto storie che potessero carezzare l’anima del lettore. Ognuna di esse ha dei tratti regali, eroici e sacri. Attraverso ‘#ZeroNoveCinque’ ho voluto rendere omaggio proprio a questi tre aspetti della galassia femminile catanese».
Di buon grado, arrivati a questo punto, due parole spendo sul marchio editoriale Carthago che collega raffigurazioni culturali ad estrosi spunti creativi. In codesta siffatta maniera, trasmette prodotti di qualità e non disdegna di far centro.
Chapeau!

 

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