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Archive for aprile 2016

SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016: IL SALONE DEI VISIONARI

SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016: Il Salone dei Visionari

Salone Internazionale del Libro di Torino 2016

Il 29° Salone Internazionale del Libro di Torino si tiene nei Padiglioni 1, 2, 3 e 5 di Lingotto Fiere da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2016. L’inaugurazione, alle 10.30 di giovedì 12 maggio, è affidata al Ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini. È annunciata nel corso del Salone la visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Il programma completo è stato presentato martedì 26 aprile 2016 a Torino alla Fondazione Merz dalla Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Giovanna Milella e dal Direttore Editoriale del Salone, Ernesto Ferrero. Sono intervenuti il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il Sindaco di Torino Piero Fassino, il Direttore generale Lingotto Fiere – Gl events Italia Régis Faure e i rappresentanti dei due Ministeri con i quali il Salone ha appena stretto un Protocollo d’Intesa per l’ingresso quali nuovi Soci Fondatori: Arnaldo Colasanti, Consigliere del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, e la Direttrice generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, Rossana Rummo in collegamento da Roma.

Con questo Salone parte il nuovo assetto della Fondazione: oltre a Miur e Mibact entra fra i Soci Fondatori anche Intesa Sanpaolo come importante partner privato, rappresentato da Michele Coppola, Responsabile Beni Culturali e Direttore Gallerie d’Italia.

Commenta la Presidente della Fondazione, Giovanna Milella: Leggi tutto…

SERGIO CLAUDIO PERRONI racconta IL PRINCIPIO DELLA CAREZZA

SERGIO CLAUDIO PERRONI racconta il suo romanzo IL PRINCIPIO DELLA CAREZZA (La nave di Teseo)

Sergio Claudio Perroni

Opinione di un personaggio cancellato
(timido tentativo di risarcire un personaggio del Principio della carezza soppresso per motivi che non è il caso di spiegare)

di Sergio Claudio Perroni

Boh, io so solo che l’autore prima mi aveva messo e poi mi ha tolto. In realtà il libro aveva cominciato a scriverlo senza di me, ma dopo una decina di pagine si è reso conto che Ninfa, la protagonista, vivendo da sola ed essendo un’intellettuale tendente al malinconico, non poteva non avere un cane. Allora ha deciso di far entrare in scena me – Puck, bassotto fulvo. Per un po’ gli sono andato bene, perché sono un cane molto riservato e laconico (“Ma il suo cane non abbaia?” “No, mai. Anche lui ha capito che tanto non cambia niente.”). E così ha lasciato che ascoltassi il monologo che Ninfa sta scrivendo per il teatro e che ogni giorno ripete ad alta voce davanti allo specchio, e mi ha fatto anche assistere al suo incontro con Angelo, il lavavetri che, appollaiato sulla facciata, pulisce le finestre del palazzo. Leggi tutto…

IL MAGGIO DEI LIBRI 2016 a Catania

Il programma del MAGGIO DEI LIBRI 2016 a Catania

Si parte il 4 maggio con la presentazione del volume di Cyprian Broodbank “Il Mediterraneo. Dalla preistoria alla nascita del mondo classico“, Einaudi

(di seguito, l’intero programma degli eventi)

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LA FELICITÀ ARABA: intervista a SHADY HAMADI

Pubblichiamo un’intervista allo scrittore e giornalista SHADY HAMADI, autore di LA FELICITÀ ARABA e ESILIO DALLA SIRIA (add editore)

di Ilaria Campodonico

Giornalista, scrittore e attivista per la causa siriana, Shady Hamadi – classe 1988 – nasce a Milano in una famiglia mista: padre siriano, esiliato politico e più volte rinchiuso in carcere nel suo paese, e madre italiana. La felicità araba è il suo primo libro pubblicato tre anni fa da add editore, oggi alla sua seconda ristampa come tascabile. Questa è la storia di tre generazioni: Shady, suo padre Mohamed e il nonno Ibrahim.
Accanto a loro, ritratti, vita quotidiana, memoria comune, sentimenti e speranze, rivoluzioni nelle piazze e sulla rete per un appassionato e intenso viaggio lungo le strade della Siria fino a oggi, fino a qui. Perché le vicende di altri, fuori dalla famiglia, tornano sempre a scuotere, a determinare le scelte di Shady, la direzione da prendere. Dall’inizio.
Attraverso una narrazione interiore di sofferenza e analisi attenta, l’autore ricompone il legame essenziale – che alle volte appare destinato inesorabilmente a una deflagrazione finale – con i tempi moderni, attivando il suo sguardo da vicino e da lontano.
Questo libro è una via di accesso imperdibile alla realtà, da non mancare. È un punto di partenza per accostare temi complessi con molta forza e desiderio: la storia continua quando esistono persone che la seguono senza paura, che contribuiscono alla costruzione di una coscienza collettiva, di una consapevolezza nuova.
Una buona scrittura, perché dà origine a un pensiero che diventa subito parte di noi: considerazioni che non si esauriscono, ci lavorano dentro, diventano oggetto di approfondimento, interesse e partecipazione.

Con Esilio dalla Siria, questo aprile, Shady Hamadi torna a raccontare una terra di cui molto si parla, ma spesso in modo superficiale, alle volte dimenticata nel suo difficile e faticoso percorso di pacificazione.

Avevi 19 anni quando hai scelto di lasciare l’Italia, di andar via da Milano, per metterti in viaggio, alla ricerca di qualcosa che “dimorava” dentro di te. Cominciamo dal tuo desiderio di tornare in Siria. Perché sei partito? Leggi tutto…

ANNALISA DE SIMONE racconta NON ADESSO, PER FAVORE

ANNALISA DE SIMONE racconta il suo romanzo NON ADESSO, PER FAVORE (Marsilio) – tra i 27 romanzi presentati al Premio Strega 2016

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

Annalisa De Simone

di Annalisa De Simone

Non ero ancora arrivata in terrazza e già sentivo mio padre discutere con la nonna. Dalla mansardina di Miglianico, dove insieme alla mia famiglia, aspettavo di capire cosa ne sarebbe stato del nostro appartamento a L’Aquila, della città tutta, e di noi, s’intravedeva la secca vischiosa dell’Adriatico. Detestavo quella vista, il paesetto in cima alle colline, l’odore delle sterpaglie e la desolazione della stradina di fronte casa. C’erano notti, invece, in cui quegli stessi luoghi – nel buio immaginarli belli era più facile – mi parlavano di avventure romantiche da cui mi sentivo esclusa. Tornavo ai miei giorni a Roma e fantasticavo. La scena di me e di un Lui che, per non farla troppo scontata, immaginavo pieno di bellezze, sì, ma di altrettante mancanze. È nato così il mio romanzo? Non ci giurerei, ma può darsi. Il fatto è che quando inizio a battere sui tasti finisco per inventare, e forse lo sto facendo anche ora. Comunque c’è molto di me in Non adesso, per favore. Su questo sono seria. La protagonista si chiama Annalisa, viene da L’Aquila, si trasferisce a Roma, insegue il suo desiderio di scrivere, vive la notte del terremoto. Le sue conseguenze, soprattutto.
Vai più a fondo, cerca di non uscirne bene! È quello che mi sono ripetuta mentre scrivevo. Ne è venuta fuori una ragazza paralizzata dal terrore di fallire, maliarda, ingenua e un po’ ossessiva. Leggi tutto…

ROSSANA CAMPO racconta DOVE TROVERETE UN ALTRO PADRE COME IL MIO

ROSSANA CAMPO racconta il suo libro DOVE TROVERETE UN ALTRO PADRE COME IL MIO (Ponte alle Grazie) – tra i dodici libri candidati al Premio Strega 2016

Rossana Campo

di Rossana Campo

Questo libro è la storia di me bambina e di lui, Renato, mio padre. E di me donna, e ragazzina che ha avuto a che fare con uomo molto speciale, un uomo vitale, libero e sofferente, allegro e inaffidabile, un uomo che è stato il meglio e il peggio che mi potesse capitare, riunito insieme. Ho messo le mani in un territorio difficile da affrontare, a volte è stato come maneggiare dei pezzi di vetro; ma come lettrice ho spesso cercato questo nei libri che leggevo, la sensazione che lo scrittore, la scrittrice mi stesse raccontando qualcosa non facile da dire, qualcosa di non accomodante, capace di portarmi nelle profondità della sua storia, della sua vita. Che avrebbe toccato anche la mia. Ho sempre scritto romanzi partendo da mie esperienze, mi sono raccontata indossando le maschere di vari alter ego letterari. Questa volta volevo scrivere qualcosa senza filtri, volevo togliermi tutti i vestiti, mi sono accorta che è venuta via anche un po’ di pelle. Leggi tutto…

I VINCITORI DEL PREMIO MONDELLO 2016

Premio Mondello logoPREMIO MONDELLO 2016: vincono Marcello Fois, Romana Petri, Emanuele Tonon, Marilynne Robinson, Serena Vitale.

Sono stati annunciati i vincitori dell’edizione 2016 del prestigioso Premio Mondello.
Vincono la sezione «Opera italiana»: Marcello Fois per “Luce perfetta” (Einaudi), Romana Petri per “Le serenate del Ciclone” (Neri Pozza) e Emanuele Tonon per “Fervore“. (Mondadori).
La sezione «Autore straniero», per scelta di Michela Murgia, giudice monocratico di quest’anno, è stata assegnata alla scrittrice americana Marilynne Robinson.
Serena Vitale vince la sezione «Mondello critica» con il libro “Il defunto odiava i pettegolezzi” (Adelphi).

Premio Mondello 2016

240 lettori “qualificati” voteranno online il vincitore del SuperMondello 150 studenti delle Scuole Superiori assegnano il Mondello Giovani.

Di seguito, dettagli sui libri e sugli autori premiati Leggi tutto…

BICENTENARIO DELLA NASCITA DI CHARLOTTE BRONTË

In occasione del BICENTENARIO DELLA NASCITA di CHARLOTTE BRONTË , che ricorre oggi 21 aprile 2016, riproponiamo un estratto del romanzo SHIRLEY edito da Fazi editore  (traduzione di Fedora Dei) – di seguito, approfondimenti sulla biografia della Brontë

Charlotte Brontë (Thornton, 21 aprile 1816 – Haworth, 31 marzo 1855) è stata una scrittrice inglese, la maggiore di età tra le tre sorelle Brontë, i romanzi delle quali sono diventati dei classici della letteratura inglese.

La mente di Shirley si volgeva a ben altro che al denaro e alla posizione sociale. Naturalmente era lieta di essere ricca e, a tratti, si sentiva perfino esaltata all’idea di essere signora di un’antica magione, di aver tanti affittuari e possedimenti e in special modo la zona di Hollow, con “la grande filanda e tutti i suoi annessi, la tintoria cioè, e il magazzino merci e l’amministrazione, nonché il podere ora tenuto a giardino e quella villetta bianca denominata Hollow’s Cottage”. Ma era un’esaltazione così ingenua e dichiarata che non poteva dare fastidio a nessuno. In effetti Shirley amava tutto ciò che è grande, nobile, buono, generoso, e a quello aspirava. Meditava di più sui mezzi per soddisfare questa sua inclinazione che non sulla propria superiorità sociale.
Si era interessata a Caroline dapprima soltanto perché l’aveva vista così quieta, riservata, fragile da far credere che avesse bisogno di qualcuno che si occupasse di lei. La predilezione accentuò quando scoprì che il proprio modo di pensare e parlare trovava in lei puntuale rispondenza. Non se l’era aspettato: una ragazza con un visino così bello, una voce e modi così dolci, non poteva esser molto dissimile dalle comuni ragazze del luogo, sia per mentalità sia per cultura. Ma quando aveva arrischiato un paio di battute alquanto caustiche, quel visino si era subito illuminato di arguta comprensione. E più ancora crebbe la simpatia quando si avvide quale ammirevole lavorio mentale e quali tesori di cultura – acquisita senza l’aiuto di nessuno – si nascondevano in quella testina tutta riccioli. Shirley e Caroline avevano gli stessi gusti, avevano letto gli stessi libri, ammirandone alcuni e ridendo di altri che giudicavano pieni di falso sentimentalismo e pomposamente scritti. Leggi tutto…

IL 23 APRILE PARTE IL MAGGIO DEI LIBRI 2016

IL 23 APRILE PARTE IL MAGGIO DEI LIBRI 2016: Se son libri fioriranno

23 aprile – 31 maggio 2016

Segnaliamo, in particolare, l’evento di Catania del 23 aprile (Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore) dedicata al volume “CODICE SICILIANO” di Stefano D’Arrigo (Mesogea) – Biblioteche Riunite “Civica e A.Ursino Recupero”,
via Biblioteca N. 13 – Catania – h. 10

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ELENA FERRANTE tra le 100 persone più influenti del 2016 per TIME

ELENA FERRANTE è stata inserita dalla rivista TIME tra le 100 persone più influenti del 2016

Qui la lista completaQui la sezione Artists 

Time 100
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L’INCANTESIMO DELLE CIVETTE di Amedeo La Mattina (recensione e intervista)

Pubblichiamo una recensione/intervista dedicata al romanzo L’INCANTESIMO DELLE CIVETTE di Amedeo La Mattina (edizioni E/O)

a cura di Simona Lo Iacono

Era un’estate di scirocco che neanche a nerbate il Signore avrebbe fatto scemare.
Partinico giaceva sotto la calura e sotto i raggiri di un vento ostinato, che arrotolava covoni e bioccoli di polvere. Il tempo scorreva coi suoi ritmi viscerali, da sempre uguali a se stessi, e nessuno immaginava che di lì a poco sarebbe stato rotto da una novità inaspettata.
Cento uomini con macchine e arnesi da cinematografo, “seggie” da regista e truccatrici esperte. Quasi un popolo nuovo venuto a insediarsi come uno straniero, con regole sue, sogni, strumenti misteriosi e parole senza cadenza. Un’invasione, ma senza armi e senza guerrieri.
Fino a quel momento Luca non aveva mai pensato ad altro che a impossessarsi del campo di calcio, a sopravvivere tra Sasà e Maciste, e a scazzottare, se necessario, dall’alto dei suoi pochi anni, per non perdere la faccia.
Ma quando, in quell’estate memorabile,  la troupe del regista Damiano Damiani si innestò in paese per girare “Il giorno della civetta”, la sua vita – improvvisamente – cambiò.
E cambiò non solo perché il cinema trascinava con sé mode nuove, abiti di donna lievi come zucchero, zaffate di profumi evanescenti e sensuali, che infiammavano le notti e facevano sognare. E neanche perché l’attore Franco Nero, noto come il pistolero Django, pareva uscito da una di quelle pellicole western che riempivano le domeniche pigre davanti allo schermo, mentre un esercito di elettricisti, macchinisti, autisti e produttori sciamavano da una strada all’altra, invadendo botteghe, case e ville padronali.
No. Cambiò perché lei, Claudia Cardinale, venne a vivere proprio lì, a due passi da lui, provando le parti da recitare, facendo rivolare perle di sudore sul collo, tentando di imitare il dialetto per esigenze di copione e chiamandolo, inaspettatamente: “Occhi belli”. Leggi tutto…

LUCIANO FUNETTA racconta DALLE ROVINE

LUCIANO FUNETTA racconta il suo romanzo DALLE ROVINE (Tunué) – tra i dodici libri candidati al Premio Strega 2016

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di Luciano Funetta

Sono passati quasi cinque mesi dalla pubblicazione di Dalle Rovine. Questo, a conti fatti, è l’unico periodo di vita del libro che posso condividere con chi lo ha letto e con chi (forse) lo leggerà. Dico questo per una forma di pudore e di nostalgia che provo nei confronti dei quattro anni che hanno preceduto l’uscita del romanzo per Tunué. La vita del manoscritto riguarda il suo autore – e quelle persone di solito fidate, pazienti e amorevoli che scelgono di restargli accanto negli anni in cui, in effetti, l’autore non sa nulla e la sua consapevolezza è un raffreddore al cospetto della sua tenacia che è, in proporzione, la peste nera – mentre la vita del libro stampato e pubblicato appartiene ai lettori, ovvero a coloro che posseggono l’esclusiva dell’esperienza. Nel momento in cui un romanzo arriva alla pubblicazione, chi lo ha scritto si rende conto di essere un miserabile, perché all’improvviso, dopo un’abbuffata di libertà (quella della scrittura), deve farsi carico della responsabilità di ciò che ha scritto. In altre parole, è costretto a svegliarsi di notte in preda a violenti spasmi gastrici, a inginocchiarsi davanti allo specchio del bagno e implorare pietà per essersi ingozzato impunemente: «Dio mio, che ho fatto! Sono stato così libero e stupido!». Leggi tutto…

PREMIO PULITZER 2016: Letters, Drama and Music

I VINCITORI DEL PREMIO PULITZER 2016 nelle sezioni Letters, Drama & Music

Per la Fiction vince Viet Thanh Nguyen (autore non tradotto in Italia). Nella categoria Memoir vince William Finnegan con “Giorni selvaggi. Una vita sulle onde” (titolo originale: Barbarian Days. A Surfing Life), in uscita a giugno per 66thand2nd 

Il Premio Pulitzer 2016 per la categoria Fiction è stato vinto da Viet Thanh Nguyen: autore nato in Vietnam e cresciuto in America. I suoi racconti sono apparsi su Best New American Voices, TriQuarterly, Narrative e sul Chicago Tribune. Tra le altre cose è autore del volume accademico “Razza e Resistenza” (Race and Resistance). Insegna presso la University of Southern California e vive a Los Angeles.

photo of Viet Thanh NguyenIl Premio Pulitzer 2016 per la Fiction gli è stato tributato per il romanzo “Il simpatizzante” (The Sympathizer – edito da Grove Press), non ancora tradotto in Italia.

Nella categoria “drama” ha vinto Lin-Manuel Miranda, con “Hamilton”; nella poesia: Peter Balakian, con “Ozone Journal”. Per la “General Non fiction”, ha vinto Joby Warrick con “Black Flags: The Rise of ISIS”.

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photo of William FinneganWilliam Finnegan vince il Premio Pulitzer 2016 nella categoria memoir con Giorni selvaggi. Una vita sulle onde (titolo originale: Barbarian Days. A Surfing Life), in uscita a giugno per 66thand2nd nella collana Vite inattese. Leggi tutto…

IL TEMPO DELL’ATTESA di Elizabeth Jane Howard (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo IL TEMPO DELL’ATTESA di Elizabeth Jane Howard (Fazi editore – Traduzione di Manuela Francescon)

[I post di Letteratitudine dedicati al precedente romanzo di Elizabeth Jane Howard, Gli anni della leggerezza“, sono disponibili qui]

Quel sabato tutti gli adulti residenti alla Casa del Pero – ovvero Villy con Edward (l’unico ritardatario), Sybil con Hugh e Jessica con Raymond e Lady Rydal – furono invitati a cena a Home Place per espressa volontà del Generale. Solo Miss Milliment dovette restare insieme ai bambini più grandi, tra cui quelli di Home Place che erano stati oggetto dello scambio. All’arrivo di Edward, la cena degli adulti stava appena iniziando, con l’arrosto di vitello, le deliziose polpettine speziate di Mrs Cripps servite con sottilissime fette di limone, purè di patate e fagiolini. C’erano quindici persone intorno al lungo tavolo, che per l’occasione era stato dotato di una quarta prolunga, e Bertha aiutava Eileen a servire le verdure. Sid, ben conscia di essere l’unica esterna alla famiglia – una situazione in cui per una ragione o per l’altra si ritrovava spesso –, osservava i commensali con una simpatia che, oltre alla consueta ironia, conteneva anche una forma di soggezione. Quel giorno tutti avevano lavorato sodo ai preparativi per la guerra imminente, ma adesso si comportavano e parlavano come se quella fosse una sera come tutte le altre. Mentre gli altri mangiavano o conversavano, lasciò errare lo sguardo lungo il lucido tavolo scuro. Il Generale stava raccontando un aneddoto sull’India a Lady Rydal, che di frequente lo interrompeva: entrambi si consideravano delle autorità in materia, lui in virtù dei tre mesi che vi aveva trascorso con la moglie negli anni Venti, lei in quanto era nata proprio là, «nel pieno dell’ammutinamento», come amava dire. «La mia ayah mi portò in giardino e mi tenne nascosta nel capanno del giardiniere per due giorni, salvandomi la vita. Perciò vede, Mr Cazalet, perché non posso considerare tanto inaffidabili gli indiani, anche se capisco che i meno informati possano pensarla così. Inoltre…», aggiunse a suggello di tanta magnanimità, «…non posso credere che gli indiani abbiano cambiato la loro natura. Ricordo la loro commovente lealtà: mio padre, uomo la cui esperienza non ha pari, diceva sempre che dei suoi sepoy si fidava come fossero fratelli». Leggi tutto…

CODICE SHAKESPEARE

CODICE SHAKESPEARE di Elvira Siringo

L’autrice ipotizza l’esistenza di una chiave per decodificare il 155° Sonetto nascosto nell’opera in cui “Shakespeare dischiuse il suo cuore” (il 23 aprile, un evento a Siracusa)

elvira siringo

di Elvira Siringo

Confesso di non esserne mai stata capace, per questo forse amo tanto la Poesia!
Con impetuoso desiderio di stupore ho immerso l’anima, inaridita dalla scorsa calura estiva, nell’opera in cui Shakespeare “disserrò il suo cuore”, restando sopraffatta dalla pienezza di senso che interamente mi si è rivelata in lingua originale. Nel loro inglese arcaico, i Sonetti vibrano di affascinante musicalità e splendore, sospesi in un non luogo, mirabilmente adeguati ad ogni epoca. Narrando una storia affascinante, custodiscono una meravigliosa dichiarazione d’amore e un enigma destinato a svelare aspetti inediti del Bardo, un personaggio tanto straordinario quanto sfuggente. Leggi tutto…

PREMIO STREGA 2016: i 12 libri selezionati

Link logo alla HomePREMIO STREGA 2016: i 12 libri selezionati

Roma, 14 aprile 2016. Il Comitato direttivo del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il patrocinio di Roma Capitale e il sostegno di Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo, ha selezionato i dodici libri che si disputeranno la settantesima edizione tra i 27 presentati lo scorso 1° aprile dagli Amici della domenica:

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Questi i 12 libri selezionati (cliccare sui link per aprire le schede): Leggi tutto…

ELENA FERRANTE è finalista al Man Booker International Prize 2016

ELENA FERRANTE è nella shortlist del Man Booker International Prize 2016

Elena Ferrante è tra i sei finalisti del prestigioso Man Booker International Prize 2016 con “The Story of the Lost Child”: un estratto del libro in lingua italiana è disponibile qui.

L’italiana Elena Ferrante, che gareggia con la versione tradotta in inglese di “Storia della bambina perduta” (il quarto libro della saga dell’Amica geniale, tradotto da Ann Goldstein per i tipi di Europa Editions, con il titolo di “The story of the lost child”) dovrà competere – tra gli altri – con il premio Nobel Orhan Pamuk.

I libri candidati, da cui era stata selezionata una lista di tredici, annunciata lo scorso marzo (longlist), erano complessivamente 155. Con la Ferrante sono in gara il Nobel 2006 Orhan Pamuk con ‘La stranezza che ho nella testa’ (Einaudi), pubblicato in Italia con la traduzione di Barbara La Rosa Salim, l’austriaco Robert Seethaler con ‘Una vita intera’ (Neri Pozza), pubblicato in Italia con la traduzione di Riccardo Cravero, Han Kang della Corea del Sud con ‘The Vegetarian’, l’angolano José Eduardo Agualusa con ‘A General Theory of Oblivion‘ e il cinese Yan Lianke con ‘The Four Books’.

Tra gli autori selezionati del Man Booker International Prize 2016 figura anche Maylis de Kerengal, autrice francesce molto nota al pubblico italiano (in Italia è pubblicata da Feltrinelli).

Il vincitore sarà annunciato il 16 maggio. In palio: 50 mila sterline, da dividere tra autore e traduttore.

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SEGUE L’ELENCO DEI LIBRI E DEGLI AUTORI FINALISTI Leggi tutto…

SABBIE MOBILI di Domenico Trischitta (dramma in due atti)

SABBIE MOBILI di Domenico Trischitta – Una nuova produzione del Teatro Stabile di Catania, alla sala Musco dal 15 al 21 aprile per la regia di Massimiliano Perrotta

Pietro Germi e Daniela Rocca sul set di Divorzio all'italiana

Nella seconda parte del post pubblichiamo la prefazione del volume SABBIE MOBILI di Domenico Trischitta (Algra editore)

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TESTORI vs DOS PASSOS

STRANE COPPIE: TESTORI vs DOS PASSOS – Milano e New York in letteratura

testori dos passos

Intervista a FRANCESCO DURANTE

Giovedì 14 aprile 2016 alle ore 18 presso Palazzo Corio Casati, Sala delle Colonne, Banca Popolare di Milano, approda anche a Milano l’ormai consolidata rassegna napoletana “Strane coppie” (ideata e curata da Antonella Cilento), un format di incontro nato dall’idea che gli scrittori siano i migliori testimonial per i libri che hanno amato e siano perciò capaci di rinarrarli senza impacci ma restituendo il fascino della scoperta libresca e dell’avventura narrativa.

A Milano saranno Bruno Nacci e Francesco Durante ad affrontare il tema Città rileggendo per il pubblico Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori e Manhattan Transfer di John Dos Passos (letture di Federico Zanandrea).  A confronto Milano e New York, due grandi autori dotati di lingue narrative sperimentali e due periferie dell’anima: una coppia impegnativa e internazionale per raccontare chi siamo, in cosa ci stiamo trasformando e come sono mutate le nostre idee di città.

Ne discutiamo con uno dei due protagonisti dell’evento…

-Francesco Durante, cos’è Manhattan Transfer?
Uno straordinario romanzo sperimentale, pari all’Ulisse di Joyce per l’impatto che ha avuto nella narrativa del secolo scorso. All’epoca della pubblicazione, nel 1925, lasciò i lettori e la critica stupefatti: era un romanzo apparentemente senza protagonista. In realtà, il “personaggio principale” è New York. È il tentativo, che risente anche dell’esperienza delle avanguardie artistiche del Novecento, di raccontare un’intera città.

-In che modo? Leggi tutto…

I CARATTERI DELL’ALFABETO: intervista a Mavie Parisi

I CARATTERI DELL’ALFABETO di Mavie Parisi (Algra): intervista all’autrice

di Massimo Maugeri

Mavie Parisi vive a Catania, dove insegna matematica e scienze. Ha pubblicato i romanzi: E sono creta che muta (edizioni PerroneLab), Quando una donna (Giulio Perrone Editore), Dentro due valigie rosse (Giulio Perrone Editore). Di recente, per i tipi dell’editore Algra – nell’ambito della collana di narrativa “Fiori blu”, diretta da Orazio Caruso e Maria Rita Pennisi – ha pubblicato la raccolta di racconti “I caratteri dell’alfabeto” (corredata dalle illustrazioni di Alessio Grillo).

Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Mavie, hai pubblicato tre romanzi e scritto racconti per alcune antologie collettanee. “I caratteri dell’alfabeto” è la tua prima raccolta di racconti personali. Ti chiederei, intanto, di raccontarci come vivi, da scrittrice, il diverso approccio narrativo che caratterizza la scrittura di un romanzo con quello che caratterizza la scrittura di un racconto… Quali sono, dal tuo punto di vista, le differenze, le difficoltà, i pro e i contro?
mavie-carolina-parisiCaro Massimo, ovviamente romanzi e racconti hanno un respiro completamente diverso. C’è chi afferma che scrivere un racconto sia più difficile perché nel breve volgere di poche pagine non è sempre agevole cogliere l’essenza di un messaggio, o la personalità e lo spessore dei personaggi, senza contare che nel racconto è necessario fotografare un determinato momento presupponendo e lasciando presupporre tutta la vita trascorsa fino a quel particolare istante. Ciononostante io trovo la scrittura dei racconti, se non più facile, più rilassante, per vari motivi.
Il racconto si tiene in punta di penna, è più semplice mantenerne le fila e ben vivo in ogni momento la memoria di tutto ciò che vi accade.
Inoltre, scrivere racconti permette di passare da una storia all’altra, da un tema all’altro senza dover fare la scelta più duratura e spesso dolorosa che un romanzo, gioco forza, impone.
Io amo scrivere racconti, ne scrivo quando finisco un romanzo e prima di imbarcarmi nell’avventura successiva o quando mi trovo nei momenti che io definisco di “fermo biologico” , cioè quei periodi in cui il romanzo sembra non voler andare avanti.

– Come nasce questa raccolta di racconti? E i vari racconti che la compongono sono stati scritti contestualmente o in periodi diversi? Leggi tutto…

PREMIO SELEZIONE BANCARELLA SPORT 2016

I SEI LIBRI VINCITORI DEL 53° PREMIO BANCARELLA SPORT 2016

premio bancarella sport 2016

È stata presentata la sestina finalista della 53° edizione del Premio Bancarella Sport. La commissione di scelta, presieduta da Paolo Francia, al termine di un’ampia e approfondita discussione sui volumi in concorso, inviati dalle diverse Case Editrici Italiane, ha proclamato i vincitori del 53° Premio Selezione Bancarella Sport 2016, i seguenti libri: Leggi tutto…

I 25 anni di KAMEN

KamenI 25 anni di KAMEN: rivista Internazionale di Poesia e Filosofia

Domenica 24 aprile, alle ore 18,00, alla Sala Cultura del Municipio di Codogno, in via Vittorio Emanuele II al n. 4, promossa dal Comune di Codogno e dalla LUB Università del Bassolodigiano e, nell’ambito delle iniziative 15 – 27 aprile Primavera Festa della Cultura e dell’Arte, si terrà la manifestazione I 25 anni di Kamen’. Rivista Internazionale di Poesia e Filosofia. La rivista nata in città nel 1991 e con una redazione internazionale è giunta al suo quarantanovesimo numero (n. 48 gennaio 2016) ed ha una diffusione internazionale che tocca i centri di ricerca, gli studiosi e le biblioteche di oltre 50 Paesi.
Il numero in distribuzione plurilingue presenta le sezioni di Giornalismo e Letteratura, Poesia, Materiali, è dedicato a Francesco Giarelli, Margherita Rimi e Ursula Le Guin.
Di questa esperienza parleranno Amedeo Anelli direttore e fondatore,  Guido Oldani, poeta e direttore della collana “Argani” di Mursia, Stefania Sini, redattrice e docente di Letterature Comparate presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale, sede di Vercelli, Gianni D’Amo, redattore, ed altri amici e collaboratori.

Di seguito, Amedeo Anelli ci racconta la storia di Kamen. Leggi tutto…

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Canto XXII del Purgatorio in video

Canto XXII del Purgatorio in video

Facciamo tanti in bocca al lupo ai ragazzi del Majorana di Caltagirone (amici e sostenitori di Letteratitudine) per questo video realizzato nell’ambito del premio di lettura dantesca indetto da Loescher e Accademia della Crusca. Sul video viene messo in scena il canto XXII del Purgatorio. L’obiettivo è quello di tradurre con leggerezza, nel linguaggio delle immagini, il complicato tema del rapporto tra medioevo e classicità pagana.

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L’identikit dei booklovers italiani secondo Libreriamo

L’identikit dei booklovers italiani secondo Libreriamo: per un italiano su due il bagno è il luogo più rilassante dove leggere

Per un italiano su due il bagno è il luogo più rilassante dove leggere. Ecco l’identikit dei lettori italiani

In occasione del suo 4° anniversario Libreriamo, ha realizzato uno studio per delineare l’identikit del lettore italiano nel 2016.

Per l’occasione domani Libreriamo lancia sui social l’hashtag #AuguriAmo (invitando tutti a comunicare su Facebook, Twitter ed Instagram i propri messaggi di buon auspicio legati al mondo dei libri e della cultura). Tanti auguri di buon compleanno da parte di Letteratitudine!

Leggono soprattutto romanzi romantici, durante la sera, in bagno, per rilassarsi e per vivere altre vite. E’ questo l’identikit del booklover italiano, l’appassionato della lettura e dei libri.

I recenti dati Istat hanno messo in evidenza  come il 42% degli italiani abbia letto almeno un libro nel 2015, con le donne pioniere nel settore. Infatti ben il 48,6% del gentil sesso ama leggere, contro il 35% degli uomini, ritenuti più pigri e meno convinti di iniziare un bel romanzo. Dove e quando piace agli italiani leggere? Se la sera (71%) ed i letto (67%) sono le risposte più gettonate, è curioso notare come per molti (52%) il bagno, luogo intimo della casa, rappresenta il luogo ideale dove di immergersi a pieno in una storia. Perché leggere? Principalmente per emozionarsi (64%), ed evadere dalla realtà (37%). Leggi tutto…

SIMONA SPARACO racconta EQUAZIONE DI UN AMORE

SIMONA SPARACO racconta il suo romanzo EQUAZIONE DI UN AMORE (Giunti)

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

di Simona Sparaco

Equazione di un amore” è nato da una suggestione: il fenomeno dell’entanglement quantistico, la teoria secondo la quale se due particelle interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separate non possono più essere descritte come due sistemi distinti, perché tutto quello che farà una continuerà a influenzare l’altra, anche a distanza di anni luce.
Come poteva non irretire una teoria del genere una scrittrice che da sempre indaga sulle relazioni e cerca di narrarle nella loro complessità? Anche se so benissimo che la fisica quantistica studia il micromondo (e io sono tutt’altro che un’esperta in tal senso), è bastata questa suggestione a ispirarmi la storia di un grande amore, complesso e inestricabile come lo sono tutti gli amori che attraversano gli anni indenni alla quotidianità e che a questo mondo appartengono. E poi nasce dall’eterna bagarre tra la ragione e il sentimento. Non a caso ad aprire il romanzo è proprio la voce del cuore.
È la storia di una donna, Lea, dal cuore fragile e malinconico. Si è consumata per anni dietro un amore tormentato con l’anaffettivo e geniale Giacomo, conosciuto sui banchi di scuola, ed è finita, molti anni dopo a vivere a Singapore per seguire Vittorio, il marito che l’ha salvata da quell’amore tossico e senza futuro che Giacomo le offriva. Il passato e il presente si intrecciano proprio nella città del futuro: Singapore, una bolla luminosa dove tutto sembra avere una sua logica. Un libro che Lea ha appena finito di scrivere proprio sul suo presidente e fondatore la costringe a un certo punto a rientrare in Italia, a Roma, città caotica e disorganizzata, ma passionale, viva, e la mette di fronte alla più difficile delle scelte. Leggi tutto…

LE SERENATE DEL CICLONE di Romana Petri (recensione)

Pubblichiamo una recensione del romanzo LE SERENATE DEL CICLONE (Neri Pozza) di ROMANA PETRI 

(l’ “autoracconto” firmato dalla stessa Romana Petri è disponibile qui)

di Simona Lo Iacono

Il ciclone era nato in campagna, coi grilli che si lamentavano e l’erba amara che copriva i bordi delle strade.
In città avrebbe fatto scalpore, grosso com’era, adagiato nella cesta di vimini che sua madre trascinava con sé e col colorito sanguigno. Ma lì, a Cenerente, erano abituati ai maschi che ingurgitavano uova ancora umide del caldo delle galline e ai figli tirati su tra panni sventolanti e stagioni storte.
Quando i suoi tornarono a Perugia, quel bambino fuori misura stupì quindi per il corpo già adulto, la voce grossa e baritonale, il cuore pietoso e recalcitrante. Non ce n’erano come lui, belli e silenziosi, adatti a fare innamorare, o a prendersi a pugni per principio.
E sì che non aveva gioie domestiche, il ciclone, con quel padre donnaiolo e senza tenerezza, che in tutta la vita gli aveva fatto un regalo soltanto, un grammofono e qualche disco, senza sapere che gli avrebbe regalato anche un destino.
Un regalo solo, ma era bastato. In quelle poche note che addomesticava con la passione, aveva scoperto una vocazione prepotente e sciantosa che aveva convinto il gruppo dei suoi amici a fargli fare serenate a pagamento.
Era cominciata così, per scherzo e per guadagnare qualche soldo, anche se le destinatarie delle sue sonate sbagliavano regolarmente innamorato e si perdevano per lui invece che per chi aveva commissionato la musica.
Ma non ci badava. Erano anni svagati, quelli precedenti la guerra, e la prima donna che aveva amato, l’Angelinaccia, non era bastata a frenare l’entusiasmo di una vita nuova, lontana dalle scudisciate paterne e piena zeppa di sogni di vittoria.
Se n’era andato a Roma così, senza dire niente a nessuno, mantenendosi con le gare di pugilato e iniziando a prendere lezioni dal miglior maestro che era riuscito a trovare. Leggi tutto…

CLAUDIO MAGRIS VINCE IL PREMIO FRIULADRIA 2016

IL PREMIO FRIULADRIA 2016 va a CLAUDIO MAGRIS

Motivazione: Nei suoi scritti Magris ha provato anzitutto la debolezza delle frontiere tra i popoli, giungendo poi ad abbattere quelle disciplinari tra storia e letteratura, che ha intrecciato interpretando passato e presente con grande capacità di comunicarne sfumature, contraddizioni e suggestioni. In particolare, nell’ultimo romanzo Non luogo a procedere (Garzanti), il confronto tra essere umano e storia emerge in tutta la sua asprezza e inevitabilità, anche a partire dalla tragica storia del nostro territorio nel Novecento, per risalire poi ad altre epoche di schiavi e ingiustizie.

LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE AVRÀ LUOGO IL 21 MAGGIO Leggi tutto…

PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI 2016: vincono Susanna Tamaro e Chiara Carminati

I VINCITORI DEL PREMIO STREGA RAGAZZE E RAGAZZI 2016

Premio Strega Ragazze e Ragazzi - HomeBologna, 6 aprile 2016. Sono Susanna Tamaro e Chiara Carminati le vincitrici della prima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento con BolognaFiere e il Centro per il libro e la lettura, e realizzato con il sostegno di BPER Banca e Unindustria Bologna. La cerimonia di proclamazione si è svolta oggi pomeriggio alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna alla presenza di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del Turismo.

70 Anni di Premio Strega

Salta, Bart! (Giunti) di Susanna Tamaro per la categoria +6 (rivolta alla fascia di lettori dai 6 ai 10 anni) con 11 voti e Fuori fuoco (Bompiani) di Chiara Carminati, per la categoria +11 (rivolta alla fascia dagli 11 ai 15 anni) con 88 voti, sono stati i libri più votati da una giuria composta da lettrici e lettori fra i 6 e i 15 anni, provenienti da cinquanta scuole primarie e secondarie in tutta Italia, ripartite equamente tra le due fasce d’età. Tutte le votazioni sono avvenute elettronicamente attraverso il sito della Fondazione Bellonci: per la categoria 6+ sono state le maestre, una per classe, ad esprimere le preferenze dei loro giovanissimi lettori (per un totale di 22 votanti sui 25 aventi diritto), mentre per quella 11+ hanno votato singolarmente i ragazzi (178 su 200). Gli autori dei due libri vincitori ricevono un assegno di 5.000 Euro.

susanna tamaro e chiara carminati

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STRANE COPPIE 2016

STRANE COPPIE 2016: si parte con Philip Roth vs. Milan Kundera

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Comincia la nuova edizione dell’iniziativa letteraria e culturale STRANE COPPIE ideata e curata dalla scrittrice napoletana Antonella Cilento. Il primo appuntamento si svolgerà domani, giovedì 7 aprile – ore 18.00 – presso la Fondazione Banco di Napoli – Sala Marrama, Palazzo Ricca – via Tribunali 213 – Napoli.
I protagonisti dell’evento saranno Philip Roth vs Milan Kundera, con interventi di Norman Gobetti e Massimo Rizzante.

Di seguito, dettagli sull’evento di domani e l’intero programma di “Strane Coppie 2016”

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Strane Coppie 2016 | Primo incontro Leggi tutto…

DOPPIA INTERVISTA A CATERINA BONVICINI E ROSSELLA MILONE

Pubblichiamo una doppia intervista alle scrittrici CATERINA BONVICINI e ROSSELLA MILONE

Caterina Bonvicini ha pubblicato di recente TUTTE LE DONNE DI. Un uomo e tutte le donne della sua vita” (Garzanti) 

Rossella Milone ha pubblicato di recente “IL SILENZIO DEL LOTTATORE” (Minimum Fax)

Bonvicini - Milone

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a cura di Ilaria Campodonico

Queste sono le storie incrociate di due scrittrici-scrittrici, Caterina Bonvicini e Rossella Milone, e dei loro libri, Tutte le donne di e Il silenzio del lottatore: un romanzo e una raccolta di racconti.

Entrambe le autrici – guidate dallo studio, dal piacere per l’avventura e da una speciale predisposizione all’ascolto – curano lingua e struttura con stile e talento; si sporcano le mani, sono complici, raccolgono cose osservate e collegano con la fantasia presenze, situazioni, possibilità.

Tutte le donne di comincia con una sparizione che porta scompiglio e crea subito un nuovo ordine: assistiamo a passaggi di consegne, ricordi e segreti. La trama è fittissima con improvvisi stravolgimenti fino all’ultimo capitolo. E’ la cena di Natale, sette figure femminili si trovano attorno alla stessa tavola: madre, sorella, moglie, ex moglie, amante, figlia adulta e figlia adolescente; Vittorio che decide inspiegabilmente di non presentarsi.

Il silenzio del lottatore è una galleria contemporanea di destini e magie, fanciulle, signore, matrimoni, tradimenti, grandi amori e nuove fascinazioni, tutti insieme per descrivere un’educazione sentimentale a più voci. Il senso della sfida, il desiderio di libertà e il coraggio dei personaggi accompagnano la trasmissione – volontaria o inconsapevole – di saperi e conoscenze, una vita che entra nell’altra.

Bonvicini e Milone appaiono due lottatrici senza stanchezza, che passano all’azione per trasformare la lettura nel luogo in cui abitare, la casa delle storie. Due libri belli per assumere punti di vista che sono altro da noi, riconoscere l’invenzione e chiamare le cose vicine e lontane. Accade così che credendo di sognare, facciamo sorprendentemente visita alla realtà concentrati nella nostra ricerca confusa della felicità. Avanti a noi abbiamo territori forse non ancora completamente conosciuti, stupefacenti e minacciosi nell’attesa di qualcosa ancora da leggere e vivere. Le scrittrici affondano le dita negli universi costruiti con le parole e accostano con grazia le vicende umane. Esempi di una letteratura che si prende lo spazio e il tempo, che apre finestre sul mondo per far entrare qualche volta la luce.

-Quando hai cominciato a interessarti alla scrittura? Leggi tutto…

ELENA FERRANTE: LA SCRITTURA E LA SUPERBIA

Su "La Domenica" di Repubblica Lagioia intervista Elena FerranteELENA FERRANTE: LA SCRITTURA E LA SUPERBIA

Su “La domenica” del quotidiano la Repubblica del 2 aprile 2016 Elena Ferrante ha rilasciato un’ampia intervista a Nicola Lagioia (che sarà inserita in una versione aggiornata de “Le Frantumaglie” – in uscita a settembre in Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti e in novembre in Italia per la casa editrice E/O). Si tratta di un’intervista che verte fondamentalmente sulla saga de “L’amica geniale“. Nell’ambito dell’ultima domanda postagli, la Ferrante risponde su cosa sia l’atto dello scrivere. Riportiamo qui di seguito la risposta in questione.

Scrivere è un atto di superbia. L’ho sempre saputo e perciò ho nascosto a lungo che scrivevo, soprattutto alle persone a cui volevo bene. Temevo di svelarmi ed essere disapprovata. Jane Austen si era organizzata in modo da occultare subito i suoi fogli, se qualcuno entrava nella stanza in cui si era rifugiata. È una reazione che conosco, ci si vergogna della propria presunzione, perché non c’è niente che riesca a giustificarla, nemmeno il successo.
Comunque io la metta, resta sempre il fatto che  mi sono arrogata il diritto di imprigionare gli altri dentro ciò che a me pare di vedere, sentire, pensare, immaginare, sapere. E’ un compito? E’ una missione? È una vocazione? Chi mi ha chiamato, chi mi ha assegnato quel compito e quella missione ? Un dio? Un popolo?  Una classe sociale? Un partito? L’industria culturale? Gli ultimi, i diseredati, le loro cause perse? L’intero genere umano? Quel soggetto imprevisto che sono le donne? Mia madre, le mie amiche?  No, oggi tutto è diventato più spoglio ed è lampante che solo io stessa ho autorizzato me stessa. Io mi sono assegnata, per motivi oscuri anche a me, il compito di raccontare ciò che so del mio tempo, vale a dire,  ridotto all’osso,  ciò che mi è capitato sotto il naso, vale a dire la vita i sogni le fantasie i linguaggi di un ristretto gruppo di persone e di fatti dentro uno spazio ridotto, dentro una lingua di poco rilievo resa ancor più di poco rilievo dall’uso che ne faccio.
Si tende a dire: non esageriamo, è solo un lavoro. Può darsi che ormai sia così. Leggi tutto…

L’IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME di Alice Basso (recensione)

L’IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME di Alice Basso (Garzanti)

di Loredana Limone

L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome”, oltre che un gran bel romanzo, è – per chi conosce le donne – un prevedibilissimo piano squisitamente femminile che un uomo è bene si aspetti di vedere realizzato se… se ci sta facendo del male. Perché, se così è, come spesso capita, è prevedibilissimo che noi ci si vendichi.
Sebbene non sia questo il punto focale del romanzo, io lo ritengo un punto molto significativo e ci tornerò dopo.
Dunque, la scrittrice senza nome.
In realtà un nome ce l’ha, anche bello, si chiama Silvana – che riporta alle atmosfere dannunziane della favola bella che ieri m’illuse che oggi t’illude. Ma Silvana Sarca – detta Vani – non si illude, è una ragazza concreta con i piedi piantati a terra, sebbene sia una sorta di fantasma. Ovvero una ghostwriter. Troppo indispensabile per non essere considerata meno che invisibile – peraltro in un mondo, quello editoriale, fortemente maschilista – è colei che scrive romanzi di successo per conto di scrittori i quali nemmeno la vedono.
Ma noi sì.
Già solo per i capelli corvini, il rossetto viola e l’impermeabile scuro, Vania è un personaggio più che intrigante. Possibile Macchianera in gonnella, la nostra protagonista è una tipa tosta, cui non frega niente di niente (dice, e – ammesso che sia vero – quanto mi piacerebbe essere come lei). Definita dalla madre “la nostra geniale figlia disadattata”, nel suo lavoro, in realtà mette in campo le proprio, favolose capacità di dissimularsi nel cervello altrui ed estrarvi romanzi di successo. Leggi tutto…

Bologna Children’s Book Fair 2016

Bologna Children’s Book Fair, 4 – 7 Aprile 2016

La Fiera del Libro di Bologna, dedicata interamente al mondo della produzione per kids and young è il principale appuntamento per chi lavora in questo settore

L’intero programma è disponibile qui

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I CAVALIERI CHE NON FECERO L’IMPRESA di Fabio Izzo (un estratto)

I cavalieriPubblichiamo un estratto del volume I CAVALIERI CHE NON FECERO L’IMPRESA di Fabio Izzo (Terra d’Ulivi edizioni)

A giorni di distanza dal dolore della perdita, provava così a ricordare gli ultimi momenti di vita del nonno. Buffo, pensava, solo ora aveva scoperto che non c’è un’altra parola per dire nonno. Il padre da duro può diventare morbido, innalzando la sua dolcezza, lievitando fino a papà, ma nonno no, forse perché i nonni, al contrario dei genitori che non sono infallibili, sanno solo essere dolci.
Provava così a ricordare sfogliando il dizionario dei sinonimi. Ricordava la stanza bianca, asettica, invasa da quell’odore urticante di candeggina, usata per tenere lontana la morte?
Il suo sguardo ora cadeva sulla scrivania, tra un disordine e l’altro, fissava quella bustina di Oki.
Un antidolorifico.
L’unico oggetto che gli aveva lasciato suo nonno.
Tutta la sua eredità.
-Ti servirà più di tante altre cose.
Furono queste le sue parole mentre gli consegnò la bustina nella mano, quasi come se si stessero scambiando i testimoni in questa corsa a ostacoli chiamata vita.
Cercò di ricordarsi l’ultimo elenco del nonno: Giosuè Carducci, Aleramo, Sibilla, Raffaele Ottolenghi, Luigi Tenco, Divisione Acqui, Ravizza, Francesco Della Chiesa e Ravizza.
Li recitava, per ricordarseli, come una formazione di calcio. Leggi tutto…

PREMIO STREGA 2016: i 27 libri presentati

PREMIO STREGA 2016: i 27 libri presentati

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Roma, 1 aprile 2016. Con la chiusura delle candidature prende il via il LXX Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il patrocinio di Roma Capitale e il sostegno di Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo. Sono 27 le opere presentate dagli Amici della domenica, lo storico corpo votante che dal 1947 attribuisce il riconoscimento a un libro di narrativa italiana pubblicato tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso.

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Questi i libri presentati (cliccare sui link per aprire le schede): Leggi tutto…

FRANCO MATTEUCCI racconta LO STRANO CASO DELL’ORSO UCCISO NEL BOSCO

FRANCO MATTEUCCI racconta il suo romanzo LO STRANO CASO DELL’ORSO UCCISO NEL BOSCO (Newton Compton)

Franco Matteucci

di Franco Matteucci

Una delle domande che spesso mi viene rivolta è da dove nascono le idee di un romanzo giallo. Molti pensano dalla cronaca. Io ci ricorro il meno possibile, perché ritengo che la realtà spesso sia così clamorosa e audace da non essere ritenuta credibile. Chi pubblicherebbe una storia di una persona che ha tagliato la testa alla sua donna e poi si è accanito sessualmente sulla sua bocca? (fatto recentemente accaduto in Russia). Meglio affidarsi alla fantasia, anche se gli spunti nascono dalla ricerca di materiale che per me diventa ossessiva, per sei mesi mi documento e gli altri sei li dedico alla scrittura. Nel quarto volume dell’ispettore Marzio Santoni detto Lupo Bianco dal titolo “Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco” edizione Newton Compton ho realizzato un giallo che è stato scritto sui tronchi degli alberi della foresta di Valdiluce. L’idea mi è nata bighellonando su Internet, è lì che ho trovato in vendita su Ebay una foto ingiallita e molto particolare. Leggi tutto…

UNA CITTÀ PROLETARIA di Athos Bigongiali (recensione)

UNA CITTÀ PROLETARIA di Athos Bigongiali (Mds)

di Giovanni Parlato

Torna a vivere “Una città proletaria” di Athos Bigongiali nell’edizione pubblicata dalla casa editrice MdS di Pisa. La prima edizione risale al 1989 ad opera di Sellerio. Era il romanzo d’esordio dell’allora quarantenne autore pisano. Il libro ebbe un inaspettato successo restando per settimane in vetta alla classifica dei libri più venduti, divenne uno spettacolo teatrale e un’opera lirica intitolata “Il paradiso degli esuli”. Nel 1991, Sellerio pubblicò una seconda edizione. Anni dopo, la stessa Elvira Sellerio chiese a Bigongiali una nuova versione. Un progetto che ha visto la luce soltanto adesso con l’editore pisano MdS che ha dato alle stampe la terza edizione che si arricchisce di un’introduzione dell’autore e di quattro nuovi capitoli finali.
La città proletaria di cui parla lo scrittore e che dà anche il titolo all’opera è Pisa. Siamo all’inizio del Novecento quando Pisa era la terza città industriale italiana, pervasa da fermenti politici e sociali, dai primi scioperi, cortei, proteste. I protagonisti di questi sussulti sono vetturini, artigiani, operai, braccianti, ferrovieri, falegnami, barrocciai, ma anche le donne e i bambini. Una classe di lavoratori e di sfruttati che si organizza e organizza la protesta intorno agli ideali anarchici. Il popolo descritto da Athos Bigongiali è un grande affresco dove non c’è un protagonista che prende il sopravvento: l’insieme di questi personaggi costituisce il vero e assoluto protagonista che è la città proletaria. Leggi tutto…