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TESTORI vs DOS PASSOS

aprile 13, 2016

STRANE COPPIE: TESTORI vs DOS PASSOS – Milano e New York in letteratura

testori dos passos

Intervista a FRANCESCO DURANTE

Giovedì 14 aprile 2016 alle ore 18 presso Palazzo Corio Casati, Sala delle Colonne, Banca Popolare di Milano, approda anche a Milano l’ormai consolidata rassegna napoletana “Strane coppie” (ideata e curata da Antonella Cilento), un format di incontro nato dall’idea che gli scrittori siano i migliori testimonial per i libri che hanno amato e siano perciò capaci di rinarrarli senza impacci ma restituendo il fascino della scoperta libresca e dell’avventura narrativa.

A Milano saranno Bruno Nacci e Francesco Durante ad affrontare il tema Città rileggendo per il pubblico Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori e Manhattan Transfer di John Dos Passos (letture di Federico Zanandrea).  A confronto Milano e New York, due grandi autori dotati di lingue narrative sperimentali e due periferie dell’anima: una coppia impegnativa e internazionale per raccontare chi siamo, in cosa ci stiamo trasformando e come sono mutate le nostre idee di città.

Ne discutiamo con uno dei due protagonisti dell’evento…

-Francesco Durante, cos’è Manhattan Transfer?
Uno straordinario romanzo sperimentale, pari all’Ulisse di Joyce per l’impatto che ha avuto nella narrativa del secolo scorso. All’epoca della pubblicazione, nel 1925, lasciò i lettori e la critica stupefatti: era un romanzo apparentemente senza protagonista. In realtà, il “personaggio principale” è New York. È il tentativo, che risente anche dell’esperienza delle avanguardie artistiche del Novecento, di raccontare un’intera città.

-In che modo?
È un vero e proprio groviglio di storie e personaggi, che rappresentano tutti gli strati sociali di quella metropoli. Non sempre queste storie hanno una trama vera e propria: la maestria di Dos Passos sta piuttosto nel rendere il ritmo della vita newyorkese nel quotidiano. Leggendo sentiamo il rumore dei cantieri, i richiami dei venditori ambulanti, le chiacchiere dell’alta società, le mille lingue degli immigrati. È un racconto, quasi ipnotico, della vita che scorre.

-C’è un punto di vista privilegiato, per uno scrittore, da cui cogliere una città nel suo insieme?
Nel caso di Dos Passos, un punto di forza era la provenienza. Infatti, non era nato a New York ma in provincia. Quando arrivò, non poté fare a meno di confrontarsi proprio l’immagine d’insieme della grande città, e in seguito con le sue singole storie: è la curiosità di un osservatore esterno, almeno in origine. Qualcosa di simile, in Italia, avviene nel rapporto tra Fellini e Roma.

-È possibile tracciare un paragone tra la metropoli raccontata da Dos Passos e città come Milano, oggi?
Qualche punto d’incontro c’è, uno per tutti il multiculturalismo. Con le dovute proporzioni, Milano rimane pur sempre il maggior polo produttivo in Italia, e questo rende possibile il “melting pot” di etnie, competenze e saperi. D’altra parte, questo è uno status condiviso con molte altre città italiane, a cominciare da Napoli. Ma c’è una sostanziale differenza tra New York e Milano che, direi, le ha caratterizzate entrambe almeno fin dai primi anni del secolo scorso.

-Quale?
La New York che Dos Passos descrive ci colpisce tanto perché è, in tutto e per tutto, la capitale di un impero moderno ripresa nel suo stato di grazia. In quel coacervo di culture, filosofie e stili di vita, tutto nasce, prospera e muore, a volte assurgendo alla notorietà internazionale. Penso al jazz, ad esempio, o certi elementi del linguaggio cinematografico moderno. Il grande valore di Milano, invece, è stato sempre quello di mettere “a sistema” gli stimoli culturali ed economici che arrivavano da altre parti dell’Italia. Napoli è, forse, culturalmente ed artisticamente più vivace di Milano. Eppure, è solo in quest’ultima che certi fermenti hanno la possibilità di inserirsi in un sistema produttivo davvero funzionale.

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Giovedì 14 aprile ore 18

Palazzo Corio Casati – Sala delle Colonne – Banca Popolare di Milano, Via San Paolo 12

STRANE COPPIE

incontri fra grandi classici delle letterature mondiali

presenta

GIOVANNI TESTORI “Il ponte della Ghisolfa” vs JOHN DOS PASSOS “Manhattan Transfer”

con BRUNO NACCI E FRANCESCO DURANTE

Letture di Federico Zanandrea

Si sfidano i due autori coinvolti nel racconto dei due classici, così che il pubblico possa parteggiare per un libro o per un altro, in un meccanismo teatrale di partecipazione e condivisione di grande impatto.

La puntata milanese si inserisce nel programma dell’ottavo ciclo napoletano di “Strane Coppie”, la rassegna culturale a cura di Antonella Cilento e del suo laboratorio di scrittura Lalineascritta. Sette incontri, sempre di giovedì (ore 18:00), dal 7 aprile al 9 giugno 2016 per affrontare, grazie all’aiuto dei grandi classici della letteratura mondiale e al contributo di illustri scrittori, traduttori e giornalisti, le problematiche delle città e delle periferie, in cui si posano sguardi stranieri, spesso laterali e divergenti rispetto a quelli abituali, che danno vita a maestose narrazioni di luoghi e passioni.

La rassegna “Strane Coppie” è realizzata grazie al prezioso contributo di BPM-Banca Popolare di Milano, dell’Istituto Banco di Napoli – Fondazione e in collaborazione con l’agenzia di viaggi Scoop Travel, con Domus Ars Centro di Cultura, il Comune di Napoli per il Complesso di San Severo al Pendino, con il Complesso Monumentale San’Anna dei Lombardi e con la partecipazione di MOOKS Mondadori Bookstore (piazza Vanvitelli), di WAN-Weekend a Napoli e B&B Pietrasanta.

Strane Coppie nasce dall’idea di avvicinare fra loro le letterature europee e di far leggere i classici contemporanei e di metterli a confronto, farli dialogare o anche, se è il caso, contrapporre: dodici scrittori, sei coppie per dodici libri, sei incontri in cui il pubblico partecipa con forza alla lettura. Assistono e domandano, interrompono, prendono appunti, ci ripensano.

Perché il pubblico, composto di ogni tipo di lettore – studiosi e giornalisti, ma anche insegnanti, studenti, professionisti, curiosi, disoccupati, infermieri, ferrovieri, ecc… – può arrivare senza aver mai letto prima quel libro (e non doversene sentire in colpa: la trama gli verrà narrata) o dopo aver consumato quelle pagine infinite volte e quindi con domande che portano più in profondità il dibattito.

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francesco duranteFrancesco Durante giornalista e scrittore, ha lavorato per “Il Piccolo” di Trieste, “Il Mattino” di Napoli, “Grazia”, “D-La Repubblica delle Donne”, “Marie Claire”, “Corriere del Mezzogiorno”. E’ stato direttore editoriale della casa editrice Leonardo di L. Mondadori. Insegna Cultura e Letteratura degli Italiani d’America all’ Università Suor Orsola Benincasa, ha insegnato Letteratura Comparata all’Università di Salerno, Dirige Salerno Letteratura, ed è uno dei curatori del Festival delle Generazioni di Firenze. E’ presidente della giuria del Premio Letterario “John Fante”. Ha tradotto John Fante, Bret Easton Ellis, Raymond Carver, William Somerset Maugham, William Dean Howells, Bayard Taylor, George Arnold, Dan Fante. Per Mondaodri sono usciti i suoi “Italoamericana. Storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti”, “Scuorno”, “I napoletani”; per Marsilio con Rudolph J. Vecoli, “Oh Capitano! La vita favolosa di Celso Cesare Moreno in quattro continenti,1831-1901”. Ha curato i “Meridiani” di John Fante e di Domenico Rea.

 

bruno nacciBruno Nacci, insegnante, scrittore, consulente editoriale, ha tradotto e curato classici della letteratura francese da Chamfort a Nerval, in particolare Pascal, di cui ha scritto una biografia, “La quarta vigilia. Gli ultimi anni di Blaise Pascal” (La Scuola di Pitagora, 2014). Ha pubblicato il racconto di un fatto di cronaca della prima metà dell’Ottocento, “L’assassinio della Signora di Praslin” (Archinto, 2000). Con Laura Bosio, è autore di “Da un’altra Italia. 63 lettere, diari, testimonianze sul ‘carattere’ degli italiani” (Utet, 2014).

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