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ANNALISA DE SIMONE racconta NON ADESSO, PER FAVORE

aprile 26, 2016

ANNALISA DE SIMONE racconta il suo romanzo NON ADESSO, PER FAVORE (Marsilio) – tra i 27 romanzi presentati al Premio Strega 2016

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

Annalisa De Simone

di Annalisa De Simone

Non ero ancora arrivata in terrazza e già sentivo mio padre discutere con la nonna. Dalla mansardina di Miglianico, dove insieme alla mia famiglia, aspettavo di capire cosa ne sarebbe stato del nostro appartamento a L’Aquila, della città tutta, e di noi, s’intravedeva la secca vischiosa dell’Adriatico. Detestavo quella vista, il paesetto in cima alle colline, l’odore delle sterpaglie e la desolazione della stradina di fronte casa. C’erano notti, invece, in cui quegli stessi luoghi – nel buio immaginarli belli era più facile – mi parlavano di avventure romantiche da cui mi sentivo esclusa. Tornavo ai miei giorni a Roma e fantasticavo. La scena di me e di un Lui che, per non farla troppo scontata, immaginavo pieno di bellezze, sì, ma di altrettante mancanze. È nato così il mio romanzo? Non ci giurerei, ma può darsi. Il fatto è che quando inizio a battere sui tasti finisco per inventare, e forse lo sto facendo anche ora. Comunque c’è molto di me in Non adesso, per favore. Su questo sono seria. La protagonista si chiama Annalisa, viene da L’Aquila, si trasferisce a Roma, insegue il suo desiderio di scrivere, vive la notte del terremoto. Le sue conseguenze, soprattutto.
Vai più a fondo, cerca di non uscirne bene! È quello che mi sono ripetuta mentre scrivevo. Ne è venuta fuori una ragazza paralizzata dal terrore di fallire, maliarda, ingenua e un po’ ossessiva. Probabile che si imbarchi in una relazione travolgente, ma al netto dei pianti e delle nostalgie faticosissima, solo per distrarsi dall’incapacità di prendere una direzione. Verso metà romanzo ho cominciato a nutrire questo dubbio. Poi mi sono detta che no, stavo semplificando. Ferretti è incapace di darsi, va bene. E questo la tranquillizza? Sotto sotto, Annalisa crede di poter condurre il gioco. Ma le basta poco per capire che dovrà fare i conti con una realtà diversa. Molto più problematica. Ferretti c’è ma potrebbe non esserci, è lì e chissà fino a quanto. D’altronde, la simmetria in un rapporto di coppia non esiste. Due amanti godono di un amore paritario durante una precisa parentesi di tempo, mentre per il resto dei giorni sono condannati alla diseguaglianza. Annalisa lo impara e non si rassegna, si muove a piccoli passi per legare Ferretti a sé.
“Nel carosello delle reazioni umane congelarsi in uno stato conclusivo, cioè al riparo dal mutevole, equivale a essere morti.” Si può dire dell’amore, certo, ma non solo. Il terremoto, come qualsiasi inciampo del destino, sta lì a dimostrarcelo con tutta la sua violenza. Che è sorda e incontenibile. Forse è un bene non fare troppo affidamento sulla terra, capire che in un istante tutto può stravolgersi. Mi domando se i miei personaggi la pensino come me, su questo. Non so dirlo. Mi verrebbe voglia di vederli anni dopo, per scoprire come se la stanno cavando. (Ma questa è un’altra storia).

(Riproduzione riservata)

© Annalisa De Simone

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Non adesso, per favore Il libro
La prima volta che Annalisa legge un romanzo di Vittorio Ferretti, è ancora adolescente. Anni dopo, trasferitasi a Roma per inseguire il desiderio di scrivere, lo incontra di persona. Fra i misteri taciuti di Vittorio e l’estensione dei suoi silenzi, nasce un amore. Fino a che lui non la raggiunge a L’Aquila per rivendicare il suo bisogno di solitudine. La notte del sei aprile del duemilanove, Annalisa è a casa dei suoi. Fugge per strada, tra le macerie che piovono tagliando in due il futuro della sua città. Il terremoto è come un rombo che viene dal cielo e dalla terra insieme. La stessa notte, Annalisa e la sua famiglia sfollano in un paesino sulla costa abruzzese. Nel loro minuscolo appartamento corre la storia di una giovane donna che fino al terremoto ha vissuto a Roma, sognando un futuro da scrittrice, il riscatto da una realtà di provincia e quello da un padre che non condivide le sue scelte di vita. Fra l’angoscia dell’abbandono e una convivenza che si fa prigione, Annalisa troverà il modo di fuggire dal travestimento dell’amore e dalla paura che si affaccia improvvisa. Un romanzo sentimentale e crudo, doloroso e attento, la storia di una donna sulla linea d’ombra della vita.

Annalisa De Simone (L’Aquila, 1983) vive a Roma, dove si laurea in Scienze umanistiche e, alcuni anni dopo, in Filosofia teoretica. Il suo romanzo d’esordio è Solo andata (Baldini&Castoldi 2013). Collabora con «l’Unità» e «Il Sole 24 Ore».
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