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MEMORIA FESTIVAL 2016

giugno 8, 2016

MEMORIA FESTIVAL 2016

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Mirandola 9-12 giugno 2016

Non c’è futuro senza memoria. E nemmeno arte, dialogo, storia. A uno degli elementi più caratteristici e necessari della natura umana, fondamentale sia nella definizione dell’individuo che nell’evoluzione della società, è dedicato un nuovo e imperdibile appuntamento. In programma dal 9 al 12 giugno 2016 a Mirandola (Modena), la prima edizione del Memoria Festival – promosso dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore – inviterà a riflettere sulle infinite sfaccettature della memoria, in un caleidoscopio di stimoli composto da decine di incontri, conferenze, tavole rotonde, concerti, spettacoli, proiezioni, workshop, laboratori, mostre, giochi.

Il Memoria Festival animerà le piazze, i portici, i giardini e i palazzi di una città che se da un lato può vantare una storia millenaria (è menzionata per la prima volta in un placito del 1102), dall’altro si sta risollevando dal terribile terremoto che l’ha colpita nel 2012, causando diverse vittime e danneggiando edifici storici e industriali.

Come la mente si espande per associazioni, passando da un ricordo all’altro, così il Memoria Festival si svilupperà attraverso una struttura a cerchi tematici, ciascuno dedicato a un aspetto, un’interpretazione, una suggestione scaturita dalla memoria. Tra riflessione e svago, il Festival offrirà la possibilità di incontrare, ascoltare e confrontarsi con numerosi protagonisti italiani della cultura, del pensiero, dello spettacolo. L’esplorazione e la narrazione del ricco universo della memoria saranno affidate – tra gli altri – a scrittori come Gianrico Carofiglio, Melania Mazzucco (che racconterà la vita del filosofo e umanista Giovanni Pico, il mirandolese più famoso della storia), Michela Murgia e Francesco Piccolo, poeti come Valerio Magrelli, giornalisti (Corrado Augias, Francesco Merlo, Benedetta Tobagi), storici (Alberto Melloni, Paul Ginsborg, Marco Revelli), matematici (Claudio Bartocci, Piergiorgio Odifreddi), chef e promotori delle tradizioni enogastronomiche (Davide Paolini, Carlo Petrini), cantautori e musicisti (Roberto Vecchioni, Uto Ughi), fotografi (Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna), personaggi televisivi (Michele Mirabella) e personaggi impegnati nel sociale (Luigi Ciotti).

L’organizzazione del Memoria Festival si avvale della collaborazione di un comitato scientifico, presieduto dal direttore editoriale di Einaudi Ernesto Franco (letteratura) e composto da Lina Bolzoni (filosofia, arte della memoria), Gian Piero Brunetta (cinema), Sandro Cappelletto (musica, teatro e spettacolo), Francesco Dal Co (architettura, urbanistica), Alberto Melloni (storia, religione), Marino Niola (antropologia, tradizione enogastronomica), Alberto Oliverio (medicina, biologia) e Angelo Varni (storia).

Ai dialoghi e alle lectio, concentrati in particolare nelle ore diurne, seguiranno momenti più orientati verso l’intrattenimento, come i concerti del jazzista Danilo Rea (la sera di venerdì 10 giugno), dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta (sabato 11 giugno) e lo spettacolo La buona novella di David Riondino (domenica 12 giugno). Una mirata rassegna di proiezioni permetterà di recuperare dal forziere del Novecento indimenticabili capolavori del cinema muto, quali Metropolis di Fritz Lang e Il grande dittatore di Charlie Chaplin, assieme a titoli più recenti come Storia di ragazzi e ragazze di Pupi Avati, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore e Viaggi di nozze di Carlo Verdone (i tre registi saranno ospiti del Festival per un ciclo di appuntamenti dedicati a “cinema e memoria”). Uno spazio rilevante sarà inoltre riservato ai laboratori e ai giochi per ragazzi, a conferma dell’universalità del tema della memoria, che fin dall’infanzia svolge un ruolo centrale nella formazione dell’identità individuale.

IL PROGRAMMA: I CERCHI DELLA CONVERSAZIONE (MA NON SOLO)
Con decine di eventi e momenti d’incontro, il Memoria Festival esplorerà da diverse prospettive i temi intrecciati alla memoria, spaziando dagli ambiti scientifici a quelli umanistici, con la partecipazione di grandi protagonisti della scena culturale italiana e internazionale e coinvolgendo il pubblico di tutte le età e soprattutto giovani e studenti, grazie a percorsi paralleli e integrati di carattere educativo, ludico e d’intrattenimento.

Come ogni ricordo subito ne richiama un altro, così il programma del Festival restituisce nella propria struttura il funzionamento della memoria: se per Ralph Waldo Emerson La conversazione è un gioco di cerchi, lo stesso vale per i meccanismi mnemonici che, simili ai cerchi su uno specchio d’acqua dopo aver gettato un sasso, non appena messi in moto da quell’evento si riproducono ed espandono sempre di più. Per raccontare ed estendere progressivamente il raggio d’azione della memoria comprendendo spazi sempre più ampi di significati e suggestioni, il programma è articolato in 10 cerchi tematici, che includono lezioni magistrali, tavole rotonde, dibattiti e conversazioni con autori. Sono inoltre previste nel programma quattro sezioni per workshop, mostre, concerti e spettacoli, laboratori e giochi per i bambini. L’innesco dei cerchi della memoria è dunque costituito dal linguaggio: quello degli autori che si alterneranno, quello dell’arte e del cinema, quello dei giochi e dell’architettura stessa – che attraverso gli allestimenti del Festival curati dall’architetto Andrea Oliva ha saputo reinterpretare lo spirito vitale di tanti luoghi cittadini feriti dal sisma, conferendo ad ognuno una nuova identità, fra storia antica e dinamismo contemporaneo.

I Cerchio – UNA LEZIONE
Il primo cerchio della memoria è quello mosso dalle lectio magistralis, che vedranno arrivare a Mirandola alcuni fra i maggiori protagonisti della scena culturale italiana: la scrittrice Melania Mazzucco, che racconterà Giovanni Pico come un romanzo, l’architetto Francesco Dal Co per riflettere su La fabbrica della città: ricordo e memoria e il filologo e antropologo Maurizio Bettini per un approfondimento sul Mito memoria. E mentre lo storico dell’arte Tomaso Montanari accompagnerà il pubblico in un viaggio fra Memoria e rovine, lo scrittore e magistrato Gianrico Carofiglio presenterà un altro volto del ricordo ovvero Testimoni, maghi e avvocati: trappole e incantesimi della memoria e lo psichiatra Eugenio Borgna indagherà gli abissi del rapporto fra Memoria e follia. Fino a giungere al funzionamento fisico della memoria, con il medico e biologo Alberto Oliverio che proverà a rispondere all’interrogativo Quanto è affidabile la nostra memoria? Un dubbio che mai avrebbe potuto riguardare il più illustre cittadino nella storia di Mirandola, come ricorderà Lina Bolzoni nella lezione L’arte della memoria e Pico della Mirandola. A Memoria e profezia è invece dedicato l’intervento di Don Luigi Ciotti, mentre Marino Niola è protagonista di Da Pico ai pixel. È vero che stiamo perdendo la memoria?.

II Cerchio – MEMORIA DELLE COSE
Proprio per la sua pervasività, per la sua natura onnicomprensiva, la memoria si ritrova dovunque, dalle testimonianze delle persone a quelle dei luoghi e degli oggetti. Perciò il secondo cerchio è dedicato a quest’ultimo ambito, cominciando con l’agronomo ed economista Andrea Segrè che affronta La memoria dello spreco, lo spreco della memoria, per poi seguire l’antropologo Marino Niola e l’attore, regista e conduttore televisivo Michele Mirabella in Miti di oggi e miti di ieri e poi esplorare I granai della memoria insieme all’antropologa e giornalista Elisabetta Moro e all’etnologo Davide Porporato. Sino alla memoria trasmessa attraverso le tradizioni enogastronomiche, con Marino Niola e il giornalista Davide Paolini che ripercorreranno La memoria del gusto. Barbara Benvenuti offre invece uno showcooking con degustazione ricordando i profumi dell’infanzia.

III Cerchio – MEMORIA E SCIENZA
Fra i numerosi ambiti che pongono al centro la riflessione sulla memoria o ne seguono le tracce nelle rispettive declinazioni, quella per la quale la memoria costituisce la sfida maggiore è senza dubbio la scienza: quali sono i meccanismi biologici, chimici, che presiedono al funzionamento di questo prodigioso “senso” umano e cosa accade se smettono di funzionare? Qual è il ruolo della memoria nell’evoluzione delle scienze teoriche sino ai progressi odierni nel campo del digitale? Il terzo cerchio del programma prova a rispondere a tali quesiti a cominciare da un convegno internazionale di studi, intitolato Invecchiamento attivo e riattivazione cognitiva: i modelli di prevenzioni e cura, dai Disturbi della memoria, dei quali discute la psicologa Costanza Papagno, proseguendo poi con La memoria della materia, illustrata dall’ingegnere Andrea Zucchelli (in conversazione con Marinella Manicardi), mentre il filosofo e matematico Piergiorgio Odifreddi racconta La memoria della matematica e il matematico Claudio Bartocci si occupa della Virtù dell’oblio. Al confine fra gioco e scienza troviamo I test della verità, ovverosia leggere i ricordi, come spiegherà il neuropsicologo Giuseppe Sartori. La memoria come ricordo degli inizi, ripercorrendo le tappe di un percorso di successo, è al centro dei due incontri dedicati all’eccellenza del settore biomedicale a Mirandola: si comincia con Il ricordo della nascita del biomedicale mirandolese, insieme a Mario Veronesi, Libero Luppi, Claudio Trazzi, Lucio Gibertoni, Andrea Gibertoni, Leonardo Bigi, Alberto Bortoli, Cristiano Salvadeo, Francesco Benatti, Franco Poletti e un rappresentante di Bellco/Medtronic moderati da Paolo Poggioli, per poi riscoprire La memoria del passato e le eccellenze del presente nella “visita virtuale” di Mobimed, il museo del biomedicale mirandolese.

IV Cerchio – DIALOGHI
Senza dubbio uno degli strumenti migliori per trasmettere la memoria è il dialogo: ecco allora che il quarto cerchio riunisce quattro coppie di protagonisti per dialogare su altrettanti temi. Il grande violinista Uto Ughi con il critico musicale Sandro Cappelletto su Memoria e musica, poi è la volta di due notissimi fotografi: Gianni Berengo Gardin con Gloria Bianchino e Ferdinando Scianna con il giornalista Francesco Merlo; infine, cambiando completamente ambito, il padre di Slow Food Carlo Petrini dialoga con Marino Niola.

V Cerchio – STORIA E MEMORIA
Il quinto cerchio racchiude uno degli snodi tematici più carichi di significato: quello fra Storia e Memoria. Otto fra i massimi storici italiani e internazionali presentano a Mirandola alcune fondamentali declinazioni dell’argomento. Aldo Schiavone racconta Il caso Pilato, Paul Ginsborg riflette su Il sole nero della malinconia: memoria e rimpianto del Risorgimento romantico, Antonella Tarpino ripercorre la Memoria dei luoghi, Simon Levis Sullam torna alla seconda guerra mondiale e all’olocausto Tra memoria e oblio: i carnefici italiani e la Shoah, Benedetta Tobagi spiega come Narrare il passato tra storie private, vecchi processi e carte segrete, Alberto Melloni si occupa di Ricordare, dimenticare, perdonare: storia e leggi della memoria. Aldo Bonomi parla della Memoria delle trasformazioni economiche e sociali e Guido Gambetta si sofferma infine sulle foto di Rodrigo Pais, che fornisce un eccezionale testimonianza della storia del nostro Paese.

VI Cerchio – L’UOMO AL CENTRO
In Italia ogni viaggio a ritroso nella storia conduce prima o poi all’Umanesimo e al Rinascimento, quell’epoca d’oro in cui tutte le arti e le discipline umanistiche rifiorirono e posero al centro delle proprie riflessioni l’essere umano e le sue virtù. A questa felice immagine si richiama il sesto cerchio del Festival, che con l’archeologo e orientalista Paolo Matthiae va alla scoperta della Memoria venerata e memoria violata nella civiltà dell’Oriente antico e con l’architetto Francesco Dal Co de La fabbrica della città: ricordo e memoria, mentre lo storico dell’arte Carlo Arturo Quintavalle chiude il cerchio raccontando I luoghi e le pietre: sepolture e memoria in età medievale. C’è l’uomo al centro anche nella gestione e manutenzione delle acque come spiega lo storico dell’arte Marzio Dall’Acqua nell’illustrare la mostra Memoria dell’acqua, mentre l’architetto Andrea Oliva spiegherà nell’incontro Il cielo in una stanza: rudere e architettura come un allestimento possa ispirarsi a quanto la memoria riesce a richiamare.

VII Cerchio – LA VITA IN GIOCO
Un’imprescindibile declinazione del concetto di memoria riguarda la trama stessa del vissuto di ciascuno, che scandito da momenti significativi e dal ricordo di essi determina la nostra identità. La quale giocoforza cambia nel tempo e pur restando sostanzialmente la stessa talvolta non è più riconoscibile: ne parla lo storico, sociologo e politologo Marco Revelli a partire dal suo libro Non ti riconosco. Viaggio in Italia da Lampedusa a Torino, mentre all’intreccio fra storia personale e grande Storia è dedicato il memoir di Margherita Ianelli Quando la mia mente iniziò a ricordare. Autobiografia 1922-1994, con Patrizia Gabrielli, Natalia Cangi e Bruno Simili. Il cantautore Roberto Vecchioni indaga invece le sfumature della Memoria poetica. Memoria d’amore mentre il giornalista e scrittore Corrado Augias ripercorre Le ultime 18 ore di Gesù. Immaginazione, storia, memoria.

 VIII Cerchio – MEMORIA E SCRITTURA
Strumento essenziale di trasmissione del passato insieme all’oralità è naturalmente la scrittura, come testimonierà nella sua conferenza il poeta Valerio Magrelli: tra le figure più innovative e versatili della letteratura italiana contemporanea, sperimentatore di nuovi linguaggi e, oltre che scrittore, studioso e critico, docente di letteratura francese e traduttore, collaboratore delle pagine culturali di quotidiani nazionali e sporadico visitatore di set cinematografici, al Festival si dedicherà al rapporto fra Memoria e poesia. Lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo, vincitore nel 2014 del Premio Strega con Il desiderio di essere come tutti (Einaudi) e del David e Nastro d’Argento per la sceneggiatura del film Il capitale umano di Paolo Virzì, è un maestro di ironia nel suo stile breve e aforistico con cui conquista lettori e pubblico: al confine fra letteratura e storia, guarderà fra le pieghe di Memoria personale e memoria pubblica, filone seguito anche dall’autrice Michela Murgia, espressione poliedrica del rinnovato fermento letterario della sua regione negli ultimi anni, autrice di un percorso editoriale che parallelamente ai romanzi si sviluppa in modo eclettico tra blog e guide turistiche, racconti lunghi e saggi teologici, sino alla drammaturgia. A Mirandola amplierà la riflessione sull’intreccio fra Storia personale e storie collettive.

IX Cerchio – LA MEMORIA DEI PICO
Inevitabile termine di riferimento per la realizzazione di un festival dedicato alla memoria a Mirandola è il filosofo Giovanni Pico, nel quale la cultura popolare ha sempre riconosciuto un prodigioso campione dell’arte mnemonica. Protagonista indiscusso dell’Umanesimo, Pico è una figura di straordinaria modernità intellettuale. Le sue argomentazioni sulla concordia, la dignità dell’uomo, il libero arbitrio hanno toccato la sensibilità di ogni epoca e parlano anche al cuore della nostra. Il nono cerchio è quindi dedicato a questo campione della memoria, con la presentazione di tre ricerche sul suo profilo filosofico e sulla sua famiglia, curate dal Centro internazionale di cultura “Giovanni Pico della Mirandola”. Si comincia con il libro Prosopopea di Ludovico Pico di Baldassarre Castiglione con Renata Bertoli e Massimo Rospocher e letture di Marinella Manicardi per proseguire con Gianfrancesco Pico della Mirandola: fede, immaginazione e scetticismo, di Lucia Pappalardo, in dialogo con Elisabetta Scapparone e infine la presentazione degli Atti del Convegno – Giovanni Pico della Mirandola e la “dignità” dell’uomo. Storia e fortuna di un discorso mai pronunciato, con Franco Bacchelli, Marco Bertozzi, Saverio Campanini e Raphael Ebgi (letture di Marinella Manicardi).

X Cerchio – LA MEMORIA FRA GIOCHI, CINEMA, SPETTACOLI E MOSTRE
Particolarmente variegato è il decimo e ultimo cerchio, quello più ampio e inclusivo a partire dal nucleo della memoria: comprende attività ludiche e laboratori per bambini, ragazzi e adulti, una rassegna cinematografica a tema arricchita da imperdibili di incontri con alcuni fra i maggiori registi italiani, una serie di spettacoli fra musica e teatro e quattro mostre. Tanti i giochi in programma: da Attività a tavolino: Labirinti, Trova le differenze, Cosa manca? Giochi da tavolo: Memory, Domino, Rubamazzo, Labirinto Magico, Puzzle, ai laboratori Costruiamo i giochi di una volta. Laboratorio creativo per scoprire e costruire insieme i giochi che usavano i nostri nonni per divertirsi e Costruisci il tuo memory. Ci sono poi Cibo senza frontiere. Giochi tra memoria, tradizione e prodotti tipici con Daniele De Leo, lo spettacolo Ma che bella differenza! (Non te lo dimenticare…!) con Giorgio Scaramuzzino, per ricordare che le differenze hanno un origine comune, come unica è la radice del genere umano, e Stefano Bordiglioni con Te li ricordi i Romani? E ancora: La memoria alla prova del gioco degli scacchi, il Torneo di giochi “giovani nel tempo: la sfida intergenerazionale” e naturalmente non poteva mancare un Corso di allenamento della memoria. Ricco anche il palinsesto della rassegna cinematografica – Il gabinetto del dr. Caligari di Robert Wiene, Fiat Lux. Gaetano Martino e la cineteca lucana,Viaggi di nozze di Carlo Verdone, Una giornata particolare di Ettore Scola, Nuovo cinema paradiso di Giuseppe Tornatore, Metropolis di Fritz Lang, Storia di ragazzi e ragazze di Pupi Avati, Il grande dittatore di Charlie Chaplin – come pure il ciclo di incontri ad esso collegato, che vedrà Gian Piero Brunetta dialogare con Gian Luca Farinelli (direttore della Cineteca di Bologna) su La memoria del cinema: passato, presente e futuro prima della proiezione di Fiat Lux. Gaetano Martino e la cineteca lucana. Sul tema Memoria e cinema interverranno anche, in altrettanti appuntamenti, Carlo Verdone, Giuseppe Tornatore e Pupi Avati. La memoria è stata naturalmente protagonista anche nel mondo della musica e del teatro, per questo il Festival ha organizzato quattro eventi ispirati a tale filone: Memorie di guerra e di pace. “La Grande Guerra (vista dagli occhi di un bambino)”, musica di Claudio Ambrosini, drammaturgia e voce narrante Sandro Cappelletto; coro Coenobium Vocale diretto da Maria Dal Bianco; Sonia Visentin, soprano; il concerto di Danilo Rea La memoria che crea – musica e improvvisazione, e quello dell’Orchestra Popolare della Notte della Taranta Il folklore tra memoria e futuro, infine La memoria segreta. La Buona Novella, per coro, banda e due voci, con David Riondino. Alla memoria in mostra sono invece dedicate le due esposizioni in collaborazione con l’Archivio Rodrigo Pais La memoria in fotografia. Anni cinquanta e sessanta del Novecento: volti e ambienti e La memoria in fotografia. Anni cinquanta e sessanta del Novecento: protagonisti del cinema e della televisione, la mostra La memoria delle acque, in collaborazione con il Consorzio Bonifica di Burana – incisioni di diversi artisti per ritrarre i paesaggi rurali e il profilo delle pianure, in rapporto con la gestione delle acque nello scorrere del tempo – e La memoria del mondo. Italo Calvino e i suoi libri, in collaborazione con la Fondazione Mondadori, in cui si ripercorrono cronologicamente le tappe della straordinaria fortuna internazionale di Calvino, il quale amava ripetere che la memoria conta veramente (per gli individui, la collettività, la civiltà) solo se tiene l’impronta del passato e il progetto del futuro. Infine, presso la Galleria del Popolo, sarà allestita la mostra Energia nella memoria – immagini dall’archivio storico Eni, dedicata al fermento pioneristico che nel secolo scorso vide il colosso italiano dell’energia protagonista nel mercato internazionale sotto la guida di Enrico Mattei.

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