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Archive for luglio 2016

OMAGGIO A ANNA MARCHESINI

OMAGGIO A ANNA MARCHESINI (Orvieto, 19 novembre 1953 – Orvieto, 30 luglio 2016)

Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo.
Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri. È una aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato.
Posso tentare…. e se mi ribocciano?
E se poi l’Accademia trasloca?
E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No eh! essere spazzata via dall’Accademia no mai più!

Anna

(dal sito ufficiale di Anna Marchesini)

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Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Ansa

I libri di Anna Marchesini

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LETIZIA TRICHES racconta I DELITTI DELLA LAGUNA

LETIZIA TRICHES racconta il suo romanzo I DELITTI DELLA LAGUNA (Newton Compton)

di Letizia Triches

Molti anni fa, per motivi di studio, ho vissuto qualche mese alla Giudecca. Trascorrevo buona parte delle giornate dentro la biblioteca Marciana, riservando il tempo restante alla frequentazione di chiese, gallerie e musei – come si conviene a un’inguaribile studiosa d’arte –, ma la sera non vedevo l’ora di riprendere il vaporetto per tornare a casa. Mi piaceva l’idea di restare a Venezia pur allontanandomi da lei, e la Giudecca era l’ideale per quello scopo. Dalle sue rive potevo godere di un perfetto skyline della Serenissima. Fu allora che, per la prima volta, venni attraversata da un’intuizione, in apparenza scontata.
«Venezia è un’isola!», ricordo di avere esclamato all’improvviso, sotto lo sguardo ironico del cameriere. Mi aveva appena portato uno spritz, mentre avevo gli occhi fissi sul grande canale della Giudecca, attratta dal tramonto viola che si adagiava sulla laguna. La consapevolezza dell’isola mi accompagnò per tutto il tempo della mia permanenza lì, riservandomi una leggera inquietudine, di cui solo io conoscevo la natura.
Almeno fino al momento in cui non ho deciso di trasferirla in Giuliano Neri. Ma cosa direbbe il protagonista dei miei romanzi in un’improbabile intervista? Leggi tutto…

Editori lasciano l’AIE: la lettera di dimissioni

Alcuni editori si dimettono dall’AIE per via della questione connessa al Salone del libro di cui si è tanto discusso in questi giorni

Di seguito pubblichiamo la lettera di dimissioni degli editori e una precisazione della stessa AIE

A seguito della cattiva gestione dell’affaire Salone del libro dieci case editrici hanno deciso di dare le proprie dimissioni, con una lettera congiunta, dall’associazione italiana editori dalla quale non si sentono più rappresentati.

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La lettera di dimissioni

28 luglio 2016

Spett.le AIE

Gentile Presidente Federico Motta

Il modo in cui è stato gestito l’affaire Salone del libro ha creato un forte malcontento da parte di molti editori soci. Leggi tutto…

LE GRAFORECENSIONI di Alberto Zuccalà

LE GRAFORECENSIONI di Alberto Zuccalà: libri che diventano immagini e immagini che sono libri

Equazione di un amore - graforecensione

Intervista al “graforecensore” Alberto Zuccalà

di Simona Lo Iacono

Guizzi di matita lievi, che all’inizio non sembrano che ombre. Poi, lo spazio che va colmandosi come la crescita di un figlio nel ventre della madre.
I tratteggi che pian piano diventano forma. I chiari che evolvono in scuri, i corpi che affiorano dalla nudità del bianco. E la figura completa, finita, che – proprio come la gestazione di un fibrillo di niente –  viene alla luce.
Sono questo i disegni di Aberto Zuccalà. Creature movimentate e pietose, che nascono dalla mano ma che sembrano, anche, avere una stranissima indipendenza.
E sono più di questo.
Perchè, dopo averli visti affiorare  (anzi quasi ricomporre  dalla abilità di un espertissimo prestigiatore), l’osservatore incantato scopre che sono anche libri.
E sì, perchè Alberto Zuccalà, medico per professione, ma visionario e artista per vocazione, disegna la recensione di un libro.
Raffigura cioè, dopo attentissima lettura, ciò che di un libro è il cuore, e lo racchiude in una immagine che si va formando velocemente grazie alla leggerezza delle sue mani.
Subito dopo, in una successione video in cui riecheggia anche musica, palpitano le parole del libro raffigurato.
Sono le “graforecensioni”, una sua geniale invenzione che fonde estro da disegnatore, talento da letterato e sensibilità da narratore.
Un modo fresco, fantasioso e fiabesco di immettere i lettori nel mistero delle pagine di un libro.
Strabiliata dalla scoperta, chiedo ad Alberto:

– “Alberto, raccontaci come è nata l’idea delle graforecensioni”. Leggi tutto…

L’INTELLIGENZA È UN DISTURBO MENTALE (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo L’INTELLIGENZA È UN DISTURBO MENTALE di Paolo Bianchi (Cairo)

Chiamatemi Emilio. Emilio Rivolta. Sono un malato… Sono un malvagio. Sono un uomo odioso. Credo d’aver male al fegato. Del resto non so un corno della mia malattia e non so con precisione dove ho male. Non mi curo e non mi sono mai curato, sebbene tenga in gran conto la medicina e i medici. Sono un uomo malato… sono un uomo maligno. Non sono un uomo attraente. Credo che mi faccia male il fegato. Del resto, non me n’intendo un’acca della mia malattia e non so con certezza che cosa mi faccia male. Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo […].

Richiudo il Quaderno. È il mio Quaderno della Cura. Lo tengo sul comodino vicino al letto, insieme a pile di libri instabili, alcuni iniziati e mai finiti, altri finiti da tempo e che non voglio condannare al purgatorio degli scaffali. E quando mi sveglio la mattina dai sogni che a poco a poco si sono tradotti in incubi, e sento che la Bestia morde tanto che non vorrei neanche svegliarmi, io prendo il Quaderno e ci scrivo sopra. Ci scrivo delle frasi che a leggerle dopo, nei momenti di lucidità, non hanno senso. La scrittura non è terapeutica. Di certo non mi guarirà. Ma è l’unico strumento che conosco per lasciare testimonianza, e io dall’inizio di questo mese di dicembre ho cominciato a riempire il mio quaderno perché di una cosa sono certo: finché scrivo, sto ancora vivendo, e se scrivo non sono più malato e io non voglio più essere malato. Questo è il mio Quaderno della Lotta, della Lotta e della Cura. Dimostra che una terapia, se c’è stata, ha avuto effetto. È lo spiraglio sul mio futuro incerto ed è la finestra fuori dalla notte. Ho cominciato a scrivere su pagine nuove perché presto mi schiacceranno il Natale e le Feste, con la loro forza d’urto inesorabile e il loro senso distorto, disattese, non annunciate dal freddo solito, abitate da religioni esotiche e folk, in digitale, con abeti sintetici in fibra ottica, presepi prefabbricati, stelle elettriche… Il tempo di un bilancio può essere solo questo, adesso che i fili delle mie tentate guarigioni si sono incontrati in un unico snodo. E ci scrivo gli inizi dei libri che leggo, che sanno raccontare gli affanni. Ricopio dai grandi. Poi non sono soddisfatto nemmeno così, perché non sono neanche abbastanza piccolo da tacere sempre. Per i due terzi della mia vita ho scritto, però adesso, dopo le tempeste, scrivo per agire e allora agirò e tutto il mio agito lo scriverò qui, perché la nostra lotta, si sa… Emilio, dicevo, mi chiamo Emilio. Non sto un granché bene. Ho avuto dei problemi di salute. Tutti nella testa, in realtà. Che poi quando sono nella testa per molta gente che li vede da fuori non sono problemi veri. Ma invece lo sono. Chissà se le paure sono un’impronta chimica, e vai a sapere quale. Le paure piccole, le fobie, che ragione hanno di esistere? Perché possono diventare cose che non smettono mai? Le mie annunciano il disastro. Sono i primi leggeri morsi della Bestia. Sono la piccola, triste nevicata di forfora del mattino, quando non mi va di alzarmi, e so che tornerò sotto le coperte, rannicchiato, fino a sera. Sono quei cani che abbaiano in lontananza, chissà dove in città, quando è venuto buio. Leggi tutto…

IL SALONE DEL LIBRO: tra Torino e Milano

Salone Libro, editori rompono gli indugi: "Addio Torino, vogliamo farlo a Milano"

L’associazione italiana editori (nella foto in alto il Presidente Federico Motta) lascia il Salone del Libro di Torino e organizza una nuova manifestazione a Milano. Nel Consiglio hanno votato in 32: 17 sì, 7 no e 8 astenuti. Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Libraio.

Dieci editori lasciano l’Aie: add editore, Edizioni e/o, Iperborea, LiberAria Editrice, Lindau, Minimum fax, Nottetempo, Nutrimenti, SUR, 66thand2nd. L’articolo su l’Ansa.

Di seguito pubblichiamo il comunicato diramato dall’AIE e la posizione (molto critica) degli editori Sandro Ferri e Sandra Ozzola delle Edizioni E/O

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Il comunicato dell’AIE
Il Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) – espressione di tutte le sue componenti: gruppo di varia, gruppo piccoli editori, gruppo accademico professionale, gruppo educativo -, ha dato mandato al Presidente di procedere alla realizzazione di una joint venture con Fiera Milano per l’implementazione del “Progetto Promozione del Libro”. La nuova società si occuperà di sviluppare attività di promozione del libro a livello nazionale, anche mediante l’organizzazione di eventi fieristici in tutto il territorio nazionale, valorizzando l’intera produzione editoriale.
L’AIE si augura di poter continuare con le Istituzioni piemontesi e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura una collaborazione tesa all’individuazione e alla realizzazione di eventi per lo sviluppo della lettura.

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Il comunicato di Sandro Ferri e Sandra Ozzola delle edizioni E/O Leggi tutto…

GESUINO NÉMUS racconta LA TEOLOGIA DEL CINGHIALE

GESUINO NÉMUS racconta LA TEOLOGIA DEL CINGHIALE (Elliot edizioni), Premio Campiello Opera Prima 2016 (e il nuovo romanzo: I bambini sardi non piangono mai)

di Gesuino Némus

«I libri mi hanno salvato la vita e mi hanno reso umano; e, quando vi sentite giù di morale, prima di andare in farmacia, entrate in una libreria. Provateci! Spendete di meno e vi divertite di più».

Quando, il 14 maggio del 1970, scrissi la prima paginetta della Teologia del Cinghiale, mai avrei immaginato che non ci sarebbe mai più stato un solo giorno della mia vita in cui non avrei scritto qualcosa sul mio quaderno “cinese”, così bello, nero, con la copertina in Bristol rigido e bordato di rosso. Compivo 12 anni e, solo al mondo, nel dormitorio di un collegio in un paesino dell’Ogliastra, Sardegna Orientale, firmai quella paginetta sul mio quaderno, in “bella e ornata grafia”, come Gesuino Némus; perché “nessuno” ero allora, a rappresentare le vite dei bambini emarginati, che sognavano di andare sulla luna, vestiti da astronauti. Scrivere era diventata la mia intima e privata felicità: non far leggere mai niente a nessuno, un dogma. Perché così è stata la mia vita: una continua, nevrotica, ossessiva ricerca dell’anonimato più totale.

«Perché questa è la vita degli scrittori. Passare la metà della propria esistenza a cercare spasmodicamente di farsi conoscere dall’umanità e, quando ci si è riusciti, trascorrere l’altra metà a nascondersi e maledire per sempre il momento in cui si è desiderata la notorietà. Ma tu, Gesuino, non farai mai questo errore, vero? Fregali tutti. Fai il contrario. Non far leggere mai niente a nessuno, neanche a me. È un dogma, hai capito? Vedrai che dopo morto diranno che eri un genio. Non si discute. Stai solo attento ai parenti, che spuntano come funghi a reclamare diritti».

«Ma don Co’, io solo al mondo sono… non ho padre né madre».

«Nella realtà, Gesuino. Ma in letteratura può succedere di tutto!».

Me la disse don Co’, questa frase, uno dei protagonisti del romanzo, il prete gesuita che si prese cura di me e dell’unico amico che abbia mai avuto, Matteo Trudìnu, il “piccolo tordo”, che mi sorrise sempre e mai mi disprezzò per il fatto di essere figlio di un pastore analfabeta e d’essere nato poverissimo in una casa senza acqua, luce né gas, e del mio ritardo mentale. Leggi tutto…

OMAGGIO A SEBASTIANO VASSALLI (a un anno dalla morte)

OMAGGIO A SEBASTIANO VASSALLI (a un anno dalla morte)

L’anno scorso, il 26 luglio 2015, all’età di 73 anni moriva Sebastiano Vassalli a causa di una malattia fulminante. Vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello, nel settembre 2015 avrebbe dovuto ritirare, in occasione della cerimonia di premiazione dell’edizione del Premio Campiello, il prestigioso Premio alla carriera Premio Fondazione il Campiello 2015 (che gli è stato comunque tributato). Pubblichiamo, di seguito, notizie biografiche e video

 

 

Sebastiano Vassalli nasce a Genova, il 24 ottobre 1941, da madre toscana e padre lombardo. Si trasferisce a pochi anni d’età a Novara. Laureatosi in Lettere a Milano, discutendo con Cesare Musatti una tesi su “La psicanalisi e l’arte contemporanea”, Vassalli, dagli anni sessanta e settanta si dedica all’insegnamento e alla ricerca artistica della Neoavanguardia, partecipando al Gruppo 63. Successivamente si rivolge alla letteratura, in particolare alla narrazione e al romanzo storico, impegnandosi in una “investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani”.
Ha scritto per “la Repubblica”, “La Stampa” e il “Corriere della Sera”.
Sulla vita di Vassalli, isolatosi negli anni della maturità in una casa in mezzo alle risaie novaresi dove conduce un’esistenza schiva e austera da monaco laico, è stata pubblicata nel 2010 un’autobiografia-intervista intitolata “Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore”. Si vocifera che il suo nome sia stato segnalato alla commissione per il Premio Nobel per la Letteratura.
Muore a Novara il 27 Luglio 2015 all’età di 73 anni.


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PREMIO NINFA GALATEA 2016

PREMIO NINFA GALATEA 2016: la premiazione avrà luogo sabato 30 luglio, ore 19,30, nella splendida cornice del Lido dei Ciclopi, Aci Trezza (CT)

Premio Ninfa Galatea 2016 per la Letteratura alla scrittrice Elena Stancanelli per il romanzo “La femmina nuda” (La nave di Teseo). Tra gli altri premiati: AnnaTeresa Rossini e Mariano Rigillo; Donatella Palermo; Daniela Ilieva

Ascolta la puntata di “Letteratitudine in Fm” con Elena Stancanelli, dedicata a “La femmina nuda”

Diffondere la cultura della legalità, anche mediante la promozione del libro e della lettura, è lo strumento più efficace per contrastare ogni forma di violenza, criminalità, degrado sociale e morale e per promuovere la crescita etica, sociale, turistica e economica di una comunità, specie in un momento di forte crisi di valori e di sconvolgenti tensioni internazionali, e insieme lo scopo precipuo del Premio internazionale Ninfa Galate – Lido dei Ciclopi, giunto alla decima edizione”. È quanto è stato lucidamente sottolineato da Francesco Carpinato, Presidente del CdA della società “Gli Ulivi” che gestisce il Lido dei Ciclopi , bene confiscato alla mafia e affidato in amministrazione giudiziaria. Da qui anche la fisionomia originale e autonoma del premio nel panorama dei riconoscimenti nazionali.

La femmina nudaLa cultura, infatti, ha aggiunto Patrizia Polizzotto componente del CdA, costituisce “la difesa contro le offese della vita” (con Cesare Pavese) e pone le basi per quella rieducazione contro ogni forma di diseguaglianza, l’unica in grado di dare voce e forza a tutti coloro che non le possiedono come l’infanzia e l’universo femminile, ancora tanto violentati ed emarginati, e a quanti si battono per le non ancora raggiunte ‘pari opportunità’.
A conclusione della conferenza stampa, avviata dal saluto della dott.ssa Rita Carbonaro, direttrice della Biblioteca Civica e Ursino Recupero, dove si è svolta, Sarah Zappulla Muscarà, presidente della giuria, ha reso noti i premiati: la scrittrice Elena Stancanelli, per la Letteratura, autrice del romanzo La femmina nuda, finalista al Premio Strega (edito da La Nave di Teseo); gli attori AnnaTeresa Rossini e Mariano Rigillo per il complesso della loro prestigiosa carriera teatrale e in particolare per Re Lear che tanto successo sta riscuotendo; Donatella Palermo, produttore di importanti film da Tano da morire di Roberta Torre a Meraviglioso Boccaccio dei Taviani a Fuocoammare di Francesco Rosi; Daniela Ilieva, a cui si devono numerose traduzioni in lingua bulgara di scrittori siciliani da Pirandello e Martoglio a Patti e Camilleri. Leggi tutto…

Collezione MacS 2016. Sezione Italiana

Venerdì 29 luglio 2016, alle ore 20.00, al MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia), sito nella Badia piccola del Monastero di San Benedetto di Via Crociferi a Catania, si terrà il vernissage inaugurale della Collezione MacS. Sezione Italiana. Per l’occasione saranno aperti al pubblico i nuovi spazi espositivi. Presenzierà l’evento Antonio Presti, interverranno: la Direttrice del MacS, Giuseppina Napoli, il prof. Adriano Pricoco (Accademia di Belle Arti di Catania) e molti degli artisti della Collezione Italiana.  Durante la serata concerto jazz del Maestro Antonio Ferlito.

 

Protagoniste le opere di eccellenti artisti i quali si distinguono per originalità, raffinatezza, contemporaneità, incisività e raccoglimento: Elisa Anfuso, Daniela Astone, Annalù, Giuseppe Bombaci, Roberta Busato, Valentina Ceci, Marco Condrò, Roberta Coni, Cristina Costanzo, Emanuele Dascanio, Alessio Deli, Sergio Fiorentino, Emanuele Giuffrida, Alfio Giurato, Paolo Guarrera, Giovanni Iudice, Massimo Lagrotteria, Ilaria Margutti, Ottavio Marino, Jara Marzulli, Monia Merlo, Fatima Messana, Sebastiano Messina, Fabio Modica, Carmelo Nicosia, Miriam Pace, Sergio Padovani, Silvio Porzionato, Nicola Pucci, Davide Puma, Gesualdo Prestipino, Alessandro Reggioli, Piero Roccasalvo Rub, Ugo Riva, Ignazio Schifano, Vincenzo Todaro, Luciano Vadalà, Giuseppe Veneziano, Ramona Zordini. Leggi tutto…

PREMIO ELMO 2016

PREMIO ELMO 2016: STORIA DI ORDINARIA CULTURA

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Rizziconi (Rc) il 2 agosto 2016

 

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Si svolgerà a Rizziconi (Rc) il 2 agosto 2016 la nuova edizione del “Premio Elmo” prestigioso riconoscimento istituito nel 2012 dall’Associazione culturale “Piazza Dalì” di Rizziconi (presieduta dall’artista Gianmarco Pulimeni), ispirato all’elmo di San Teodoro (patrono della città).

Conferito a personalità, singoli artisti, associazioni, operatori culturali, impegnati concretamente a valorizzare il concetto di arte e di cultura in una realtà ricca, ma per molti aspetti complessa e difficile, come quella del Sud Italia.

Oggi alla sua quinta edizione, si avvale della collaborazione delle associazioni: “Arte & Cultura a Taormina”, “Sefora Cardone Onlus” di Potenza e Auser territoriale di Gioia Tauro e del patrocinio del Comune di Rizziconi (RC).

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PREMIATI

Categoria Artisti: Mario Costantino Triolo Gonzalo Orquin

Categoria Giornalisti/Scrittori: Pino Finocchiaro, Marco Maisano

Categoria Promotori/Associazioni: CRAC Centro di Ricerca per le Arti Contemporanee – Cristina Marra, Movimento culturale San Fantino

Premio Speciale: Fabio Canino Leggi tutto…

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PREMIO PAVESE 2016

PREMIO PAVESE 2016: Comencini, Zagrebelsky, Ferrarotti, Baudino

(Santo Stefano Belbo, 27 e 28 agosto)

I vincitori del Premio Pavese 2016 sono: Cristina Comencini con Essere vivi (Einaudi, 2016), Gustavo Zagrebelsky con Senza adulti (Einaudi, 2016), Franco Ferrarotti con Al santuario con Pavese. Storia di un’amicizia (Dehoniane, 2016) e Mario Baudino con Lo sguardo della farfalla (Bompiani, 2016). DI seguito e in allegato il comunciato, motivazioni e biografie.
Sono attesi a Santo Stafano Belbo (Cn), presso la casa natale di Cesare Pavese, per la serata di dibattito (sabato 27 agosto) e la premiazione (domenica 28 agosto), aperte al pubblico.
La scrittrice e regista Cristina Comencini con Essere vivi (Einaudi, 2016), il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky con Senza adulti (Einaudi, 2016), il sociologo Franco Ferrarotti con Al santuario con Pavese. Storia di un’amicizia (Dehoniane, 2016) e il giornalista e scrittore Mario Baudino con Lo sguardo della farfalla (Bompiani, 2016) sono i vincitori della trentatreesima edizione del Premio Cesare Pavese (sezione opere edite). Il riconoscimento, suddiviso nella sezione Narrativa, Saggistica e Poesia, è nato a Santo Stefano Belbo per rendere omaggio all’autore del romanzo La luna e i falò e viene assegnato ogni anno a scrittori, giornalisti, intellettuali o personaggi del mondo culturale.

Il critico letterario Gianni Turchetta riceverà il Premio Letterario Lions dedicato alle prefazioni e postfazioni per la sua prefazione e curatela a L’Opera Completa di Vincenzo Consolo (Mondadori). Leggi tutto…

CORTONA MIX FESTIVAL 2016

Cortona Mix Festival 2016

Dal 30 luglio al 7 agosto si intrecciano sonorità classiche, rock e folk, tanti appuntamenti con le mille forme della narrativa, spettacoli, performance, proiezioni e numerose occasioni di relax nella città etrusca

Il Cortona Mix Festival, dal 30 luglio al 7 agosto per il quinto anno consecutivo, porta nella città toscana il suo inconfondibile shaker delle arti. Promosso dal Comitato Cortona Cultura Mix Festival (composto da Comune di Cortona, Gruppo Feltrinelli, Orchestra della Toscana, Accademia degli Arditi e Officine della Cultura) in collaborazione con Regione Toscana, Camera di Commercio di Arezzo, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, Scuola Normale Superiore di Pisa e con la media partnership di laeffe, il festival dà appuntamento al pubblico di tutte le età con musica, letteratura, cinema, spettacoli e molto altro – il tutto incorniciato dall’incantevole scenario di Cortona, città di origini etrusche e dai fasti rinascimentali, e della Valdichiana. In una tradizione giovane ma già consolidata e molto attesa, fra palazzi storici e mura antiche, chiese e chiostri, vicoli e piazze, si potranno incontrare, tra gli altri, Francesco Abate, Simonetta Agnello Hornby, Iaia Caputo, Anna Cherubini, Cristina Chiperi, Massimo Cirri, Ivan Cotroneo, Maurizio de Giovanni, Chaimaa Fatihi, Simonetta Fiori, Wlodek Goldkorn, Nicolai Lilin, Filippo Miraglia, Antonio Pascale, Emiliano Poddi, Oliviero Toscani, Stefano Valenti, Chiara Valerio, Walter Veltroni, Guido Viale e il vincitore del Premio Strega 2016. Come di consueto, grande spazio alla musica, in tutte le sue variazioni: dall’Orchestra della Toscana diretta da Peter Guth con il soprano Elisabeth Jahrmann e da Eiji Oue con il violinista serbo Nemanja Radulovic, a I Solisti dell’ORT capeggiati da Andrea Tacchi, dal jazz di Enrico Rava e il suo NEW 4ET ai ritmi folk del Canzoniere Grecanico Salentino, da David Bowie interpretato da Andrea Chimenti fino al progr rock di Ian Anderson & Jethro Tull. E ancora: la lettura-concerto di Franco Marcoaldi, con la fisarmonica di Ivano Battiston, la prima assoluta del concerto per voci e musiche Chiara e Francesco di Caterina Murino e Riccardo Vannuccini, lo Spazio/Tempo fra dj set e silent disco con Samuel dei Subsonica, Dj Ralf e Federico Grazzini.

SULLA VIA DELLE STORIE Leggi tutto…

MASSIMO LUGLI racconta STAZIONE OMICIDI

MASSIMO LUGLI racconta la sua trilogia noir STAZIONE OMICIDI (Newton Compton)

Massimo Lugli

di Massimo Lugli

Un’amicizia impossibile tra un ragazzo della buona borghesia romana e il ladruncolo, schiavo dei rom, che si è intrufolato in casa sua per rubare qualcosa. Due destini che sembravano opposti e che finiscono per unirsi in un legame indistruttibile. Una gang raccogliticcia, improbabile, composta da cinque personaggi che più diversi non si può, destinata, incredibilmente, a salire fino al vertice della malavita romana. Una nuova droga che stravolge completamente il mercato e diventa il business principale della criminalità capitolina. E…
Gli ingredienti sono questi. Se li ho amalgamati, cucinati e preparati in modo da far gola al lettore non sta a me giudicarlo, lo posso soltanto sperare. Come per ognuno dei miei romanzi, ci credo ciecamente e ci ho lavorato come se, per usare le parole del mio autore di culto, Mario Vargas Llosa, fosse l’ultimo libro della mia vita.
undefinedMa questa trilogia, intitolata Stazione omicidi, Vittima numero 1, 2 e 3, in uscita tra giugno e agosto, è stata veramente una sfida, la più dura da quando ho cominciato ad affiancare una piccola, ma ambiziosa attività di narratore a quella del cronista di nera, mestiere che ho amato senza riserve per quarant’anni e che continuo ad amare perdutamente anche ora che sono in pensione.
Tre romanzi da scrivere in meno di un anno sono veramente roba tosta. Una faccenda da toglierti il sonno e l’appetito, se la prendi male. L’idea iniziale era quella di condensare le avventure di Flavio, Vasile, Jean Luc, Marzia e Felipe, i cinque protagonisti principali della storia, in un unico libro, magari un po’ più corposo dei miei precedenti undici, ma, comunque, uno soltanto. Il mio editore, quando gli ho abbozzato la trama la vedeva diversamente. «Be’, facciamone tre», ha concluso Raffaello Avanzini con la solita,  sbrigativa, bonomia. «Dacci dentro e vedrai che ci riesci». Visto che non mi è venuta in mente nessuna risposta intelligente e salace per rifiutare, ho acconsentito. Insomma, sono entrato in una stanza con un progetto e ne sono uscito venti minuti più tardi con un piano di lavoro triplicato. Arrivato a casa, mi sono domandato seriamente se ero uscito di testa a dire di sì, poi ho acceso il pc e mi sono messo a lavorare. Alla fine, cosa di cui vado fierissimo, ho consegnato i manoscritti (ma perché diavolo continuiamo a chiamarli così? Insondabili misteri del mondo editoriale) un mese prima della scadenza prevista. E, a 61 anni suonati, ho capito una cosa: se qualcuno ti sa spronare sul serio, ti sa motivare, non ci sono ostacoli che tengano. Grazie, Raffaello. Leggi tutto…

I PESCI DEVONO NUOTARE all’Artemision (Paolo Di Stefano e il suo nuovo romanzo)

I pesci devono nuotareAppuntamento con il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano I PESCI DEVONO NUOTARE (Rizzoli) – Siracusa, 22 luglio, h. 19, nell’ambito della rassegna “Je suis au jardin” Romanzi all’Artemision

Si terrà il 22 luglio a Siracusa, nell’incantevole cornice dell’Artemision (ove giacciono i resti dell’antico tempio di Artemide), la presentazione dell’ultimo libro di Paolo Di Stefano, “I pesci devono nuotare“, Rizzoli editore.
La conversazione, che sarà guidata da Simona Lo Iacono, si incentrerà sul piccolo protagonista del romanzo, Selim, un ragazzo egiziano che decide di lasciare il suo paesino, afflitto da miseria e privazioni, per approdare in Sicilia attraverso un viaggio fortunoso e pericoloso.
La narrazione, che ha quindi al centro il doloroso dramma degli sbarchi, sarà un’occasione attualissima per riflettere sulle storie che gli immigrati portano con sé, come un difficile e sempre immanente fardello che li segue anche nel viaggio.
Ma si tratterà anche di una occasione per ascoltare dal vivo le testimonianze di coloro che vivono ogni giorno sulla propria pelle questa esperienza.
Simona Lo Iacono sarà quindi accostata da Elena Flavia Castagnino (vice presidente della UWE, University Women of Europe) e dai ragazzi dei centri di accoglienza di Siracusa, cui il Centro Provinciale Istruzioni Adulti di Siracusa (C.P.I.A), con l’ausilio del regista Michele Dell’Utri, sta dando una opportunità di inserimento attraverso il teatro e l’esperienza artistica. Leggi tutto…

WIDAD TAMIMI racconta LE ROSE DEL VENTO

WIDAD TAMIMI racconta il suo romanzo LE ROSE DEL VENTO. Storia di destini incrociati (Mondadori)

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

di Widad Tamimi

Mio nonno perse la vista subito dopo la pensione. La cecità lo faceva sentire solo, in una sorta di isolamento esistenziale che lo imprigionava nei ricordi, quelle immagini vicine al cuore che non hanno bisogno di luce per essere indagate. A volte si trattava di memorie dolci, soavi, che lo rendevano leggero come il bambino che era stato a Trieste negli anni venti. Altre volte il suo volto si copriva di ombre: il passato restituiva anche i dolori, da cui, senza le distrazioni che il perimetro e i colori della vita esterna possono offrire, prendeva a fatica le distanze.
Gli facevo compagnia perché si sentisse meno solo, mi raccontava della sua vita, ed io lo ascoltavo per ore seduta sul divano della sua casa di Como.
Finalmente comprammo un piccolo registratore e le cassette di una volta. Decidemmo che si trattava di un vero e proprio progetto, e che io ne avrei tenuto le redini, nella veste di intervistatrice. Fui onorata di questo riconoscimento: mio nonno non cedeva facilmente il controllo, lasciarsi guidare da me significava riporre una grande fiducia in me.
La domenica successiva mi presentai a casa sua con una scaletta di temi e domande. Non solo, elencai anche un preciso numero di regole che avrebbero limitato il nostro lavoro. A mio nonno piacevano i contratti e accolse il regime professionale con serietà.
Cominciammo dall’albero genealogico. La famiglia Weiss – Schmitz aveva alle spalle una storia affascinante, e i personaggi su cui soffermarsi a lungo non mancavano. Poi passammo alla musica, alla letteratura, alla psichiatria. Guardammo le foto delle case in cui abitarono, parlammo del fascismo e infine dell’esilio.
Un giorno in compagnia di suo fratello parlammo del valore della musica nella famiglia. Piero era un pianista, abitava in America, insegnava presso l’Università di Baltimore. Ogni anno raggiungeva l’Europa, dove si ritirava per lunghe ore di studio. I due fratelli, all’epoca entrambi ottantenni, mi sembrarono due bambini messi l’uno affianco all’altro. Mi raccontarono del violino della madre, la mia bisnonna. Prima di imbarcarsi sull’ultima nave che li portò a New York da Londra nel 1939, la mia bisnonna decise di liberarsene, come ad infliggersi un sacrificio in nome di una speranza silente. Un atto di redenzione, forse.
Le versioni dei loro ricordi non coincidevano perfettamente, eppure alcuni particolari erano identici. A tratti bisticciarono, poi, però, piansero entrambi.
Soffrii con loro, e inevitabilmente pensai a mio padre, che, sulle note di una storia apparentemente diversa, era stato segnato da un destino molto simile al loro.
Mentre il mio nonno materno, ebreo triestino, tornava dal suo esilio contro il volere di tutta la famiglia per ristabilirsi in Italia, patria che amava, mio padre, palestinese, diventava profugo a sua volta. Leggi tutto…

A FERDINANDO CAMON IL PREMIO FONDAZIONE IL CAMPIELLO 2016

IL PREMIO FONDAZIONE IL CAMPIELLO 2016 È STATO ASSEGNATO A FERDINANDO CAMON

Venezia, 19 luglio 2016 – Il Premio Fondazione Il Campiello 2016 è stato assegnato a Ferdinando Camon. Lo scrittore padovano ritirerà il riconoscimento alla carriera in occasione della finale della 54^ edizione del Premio Campiello, in programma sabato 10 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia.

Roberto Zuccato, Presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, ha dichiarato: “Siamo particolarmente felici e orgogliosi che Ferdinando Camon abbia accettato questo nostro riconoscimento. Vogliamo celebrare uno scrittore veneto e italiano, tra i più tradotti e conosciuti all’estero. Uno scrittore che nei suoi romanzi ha raccontato in modo magistrale, tra gli altri, il tema della crisi: della civiltà contadina e dell’Occidente, dell’esistenza individuale e della famiglia, del terrorismo e dell’immigrazione. Molte di queste sono tematiche quanto mai attuali e possono offrirci chiavi di lettura profonde per comprendere il nostro presente. L’opera letteraria di Camon rappresenta un grande insegnamento sui mutamenti della storia e della società per tutti noi.

Il Premio Fondazione Il Campiello viene assegnato dal 2010 dall’omonima fondazione ad una insigne personalità della cultura letteraria italiana contemporanea. Prima di Ferdinando Camon, hanno ricevuto il riconoscimento Sebastiano Vassalli (2015), Claudio Magris (2014), Alberto Arbasino (2013), Dacia Maraini (2012), Andrea Camilleri (2011) e Carlo Fruttero (2010). Leggi tutto…

MARGHERITA OGGERO vince il PREMIO BANCARELLA 2016

È MARGHERITA OGGERO la vincitrice dell’edizione 2016 del PREMIO BANCARELLA

Giovanni Trapattoni e Bruno Longhi con Non dire Gatto (Rizzoli) vincono il Premio Bancarella Sport 2016

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Margherita Oggero con La Ragazza di Fronte (Mondadori) vince il 64° Premio Bancarella.

La ragazza di fronteLa premiazione è avvenuta ieri – 17 luglio – a Pontremoli, in Piazza della Repubblica, al termine di una votazione dall’esito incerto fino alla fine, che ha visto la vincitrice prevalere per una lunghezza di 4 voti (88 voti a 84) su Lucinda Riley (in gara con Le Sette Sorelle, Ally Nella Tempesta, Giunti).

Sono incredula, non me lo aspettavo, provo una gioia grandissima” – ha detto Margherita Oggero al momento della proclamazione. “Ancora qualche mese e poi incomincierò a scrivere un nuovo libro. Nuovo tema, nuove storie, nuovo tutto“.

bancarella 2016

Soddisfazione anche nelle parole di Gianni Tarantola, presidente della Fondazione Città del libro, ente organizzatore della manifestazione: “Non era facile portare a casa un’edizione tanto complessa, in un periodo difficile, duro, che mette alla prova i librai indipendenti, le case editrici e tutti coloro che si occupano di cultura. Siamo contenti di essere riusciti nel nostro intento. Il premio Bancarella è una solida realtà che si è ritagliata uno spazio importante. Vogliamo continuare a farlo con tutte le nostre forze”. Leggi tutto…

LE STREGHE a Motta Sant’Anastasia

LE STREGHE DI LENZAVACCHE a Motta Sant’Anastasia

Sabato 23 luglio ore 18,30 nella Biblioteca comunale il libro “Le streghe di Lenzavacche” di Simona Lo Iacono

di Vito Caruso

A cura dell’assessorato comunale alla Cultura, sarà presentato sabato 23 luglio 2016, ore 18,30, a Motta Sant’Anastasia, nel cortile esterno della Biblioteca com.le, al n. 48 di via Roma, il libro “Le streghe di Lenzavacche” (Edizioni e/o) di Simona Lo Iacono, magistrato siracusana che scrive di letteratura per diversi mezzi di informazione, già autrice di alcuni romanzi apprezzati per introspezione psicologica e sapiente intreccio di creazione letteraria e riflessione giuridica.
Nell’ambito dell’incontro, i saluti del sindaco Anastasio Carrà, dell’assessore alla Cultura Tommaso Distefano, la lettura di brani dell’opera a cura delle signore Eleonora Tricomi e Laura Uva del Centro terapeutico riabilitativo “Oasi Regina Pacis” di Motta S.A., gli interventi delle prof.sse Ivana Zuccarello e Agata Caruso, del cantautore Carlo Festa e le domande del pubblico. Evento nell’evento, la partecipazione straordinaria della Marionettistica Fratelli Napoli di Catania con una chicca stregosa.
Un libro, quello della Lo Iacono, nella dozzina dello Strega quest’anno e terzo nello Strega Giovani, che parte da uno spunto, il regio decreto 653/1925 sull’inserimento di invalidi nelle classi differenziate, per dare voce a Felice, il disabile, amato sin dal concepimento e raccontato dalla voce narrante di mamma Rosalba, aiutato a crescere da nonna Tilde e dal farmacista epicureo-generoso Mussumeli, accolto dal maestro Alfredo Mancuso, che scrive a una misteriosa zia dei valori del fascismo non condivisi, della Scuola di Lenzavacche e delle sue difficoltà di integrazione nel tessuto della borgata. Leggi tutto…

SARA RATTARO vince il PREMIO RAPALLO CARIGE 2016 con “Splendi più che puoi” (Garzanti)

SARA RATTARO vince il PREMIO RAPALLO CARIGE 2016 con il romanzo “Splendi più che puoi” (Garzanti)

Nei prossimi giorni pubblicheremo l’Autoracconto di Sara Rattaro (dove la scrittrice racconterà “Splendi più che puoi“)

Il Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice nasce nel 1985 per sostenere e valorizzare l’attività letteraria femminile nel campo della narrativa. Giunto alla XXXII edizione, è oggi considerato tra i più rilevanti premi letterari nazionali e vanta ogni anno la partecipazione di note scrittrici e delle case editrici di maggior spicco.

Nel 2014 il premio letterario Rapallo Carige è stato insignito del premio AIFIn Banca e Territorio aggiudicandosi il primo posto nella categoria “Iniziative a sostegno dell’arte e della cultura”.

Sara Rattaro ha beneficiato di 38 voti sui 67 della giuria tecnica e popolare. In seconda posizione Cristina Battocletti autrice di “La mantella del diavolo” (Bompiani), 22 voti. Terzo posto per “La notte di Silvia” (Castelvecchi) di Stefania Parmeggiani, 7 voti.

 

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Dettagli sull’edizione 2016 del Premio Leggi tutto…

DIAMOCI UN TONER – intervista a Vito Cioce

DIAMOCI UN TONER – Storia di un non libro (Alter Ego edizioni) – intervista a Vito Cioce

di Massimo Maugeri

Vito Cioce’s brother, autore di “Diamoci un toner” (Alter Ego edizioni), sostiene – appunto – di essere fratello di Vito Cioce (qui l’intervista incentrata sul programma Radio1 Plot Machine). Ecco cosa scrive riferendosi al fratello…

Lui fa il giornalista, nel senso che mi manda a pagare la tassa del tesserino dei Giornalisti. La paga da più di trent’anni, da quando entrò a “Il Tempo”, il giornale che sta a Roma, a piazza Colonna, all’angolo del Governo, per capirci. Lui è nato a casa, a Bari, nel 1961. Io dopo, quando quello era venuto a Roma già dall’82 per pigliarsi la laurea in Storia.
Sono 25 anni che sta alla Radio della Rai. Prima parlava al Babuino di piazza del Popolo. Dopo il 21,4% di un secolo passato dall’alba dentro a Saxa Rubra, ’st’imbecille c’aveva pure la scrivania da Vice Direttore del Giornale Radio e che ha fatto? L’ha mollata! Mo’ il lunedì sera guida un format (non lo sa, poveretto, ma si dice così) per le storie che fa scrivere agli altri. L’ha chiamato “Radio1 Plot Machine”, lui che non sa manco come si gioca alla slot machine. Ma c’ha la fissa dell’Inedito che non gliela toglie nessuno. ’Na volta, sempre sopra a Radio1, faceva “Tramate con noi” e poi pure “Storie di Piazza”. La meglio è stata “Facciamo Storie”. Mi ha fregato il titolo. Dovevo chiamarlo così ’sto non-libro. Ma poi sai com’è, io sono io. E allora “Diamoci un toner”.

– Caro Vito, la prima impressione che si prova a leggere il tuo libro è che tu abbia provato gusto nello sdoppiarti. Come ti trovi nel ruolo di alter ego di te stesso?
Caro Massimo, per me è stata una necessità. I miei amici Enrico Valenzi e Paolo Restuccia della Scuola Omero, che ho frequentato, sostengono che io renda meglio scrivendo in prima persona. Io non ero convinto perché detesto stare al centro dell’attenzione e mai avrei parlato di me dicendo “io….”.  Con il mio fratello immaginario ho trovato la soluzione a questo dilemma.
Come tu sai,  il gioco del “doppio” nella letteratura vera ha origini antiche e non ha mai avuto periodi di crisi. Tutto sta a trovare la chiave giusta per esprimere qualcosa di nuovo che interessi e catturi il lettore.

– Facciamo un passo indietro e partiamo dalle origini. Parlaci di questa “Storia di un non-libro” (è questo il sottotitolo). Come nasce “Diamoci un toner”? Leggi tutto…

CATENA FIORELLO racconta L’AMORE A DUE PASSI (Giunti)

CATENA FIORELLO racconta il suo romanzo L’AMORE A DUE PASSI (Giunti)

Un estratto del romanzo è disponibile qui

di Catena Fiorello

L’amore a due passi” è nato un giorno d’agosto di due anni fa, davanti alle cassette della posta del palazzo dove abito. Eravamo fermi in tre lì nell’androne, io e due condomini che saluto di tanto in tanto. Due. Universi sconosciuti, eppure abituati alla vicinanza, quella fisica per intenderci, scaturita dalla necessità; quotidianità che ci sfiora, a volte senza interesse, altre con curiosità. Li ho guardati, e li ho visti tristi, loro e quegli sguardi languidi da cui si facevano rappresentare, e forse anche disperati. Non ho resistito alla tentazione di immaginarmi qualcosa di diverso.
Chi c’era dietro quei corpi che pensavo di conoscere? Che tipo di tristezza albergava in loro? Si sentivano soli? Desideravano essere altrove?
A un certo punto della vita non ci pensi più, non ci credi più, e non ti concedi nemmeno l’alternativa di un miracolo possibile.
È già storia la felicità. La sposti dal “potrebbe accadere ancora” che alcuni ti fanno intendere praticabile. Non c’è, e dunque ritiri la posta, volti le spalle e ritorni a casa, più solo che mai.
Mentre io, già fuori dal portone, gli concedevo una chance, architettavo una storia con le prime parole.
L’amore.
È stato inevitabile. L’amore che tutto può, se vuole.
Anche illuminare le scale di un palazzo immerso nel silenzio dell’estate più soffocante, che risucchia la gioia tra stanchezza atavica e sudore, bisbigli e saluti conditi dalla noia. Spossatezza che non vuole saperne di cedere il passo alla gioia pura. Leggi tutto…

COLPA DI COMUNISMO di Elisabetta Sgarbi

COLPA DI COMUNISMO di Elisabetta Sgarbi: film documentario sul mondo delle badanti

Colpa di Comunismo è il nuovo film documentario di Elisabetta Sgarbi, in programmazione dal 13 luglio al Cinema Mexico di via Savona 57, Milano. La presentazione ufficiale si svolgerà sabato 16 luglio alle h. 21:30, presso il  Cinema Mexico (con Elisabetta Sgarbi, il critico cinematografico Alberto Pezzotta). 

Colpa di comunismo

Tre donne, badanti, rumene: Ana, Elena, Micaela.
Sono in Italia da diverso tempo, ma solo Micaela ha un lavoro. Ana e Elena lo hanno perso, le persone che curavano sono morte, e la crisi economica non facilita la loro ricerca. Se non riescono a trovare una occupazione, dovranno presto tornare in patria dai loro figli, dalle loro famiglie, che mantengono a distanza, e che non vedono da molto tempo.
Micaela, la più giovane, la più scaltra, la più seduttiva decide di aiutare le due amiche e, insieme, iniziano un viaggio nella fitta rete di comunità rumene in Italia, alla ricerca di una possibile occupazione. Per le tre donne sarà l’occasione di vivere una eccezione, di rompere le regole della loro vita quotidiana e di saldare un rapporto di complicità e di amicizia.
Per noi, il loro viaggio è la scoperta di un mondo sfumato, imprendibile, sfaccettato, in parte segreto, in bilico tra amore e rigetto per una patria, una tradizione, una ideologia politica che li ha allevati e il cui crollo li ha costretti alla fuga.

È questa, in estrema sintesi, la trama del nuovo film documentario di Elisabetta Sgarbi, intitolato “Colpa di comunismo”, dedicato alla mamma Rina.

“Il film è dedicato a mia madre”, ha dichiarato la Sgarbi a Movieplayer. “È come se l’avesse fatto lei, anche se non lo potrà vedere. Mia madre e mio padre vivevano nel ferrarese e quando hanno cominciato a non essere più autosufficienti io, che vivo a Milano, ho cominciato a cercare persone che potessero assisterli. A questo punto è subentrata la mia collaborazione con Rai Cinema. Ho proposto un progetto che si intitolava Gli italiani non sono autosufficienti, un film dedicato non agli anziani, ma alle persone che li curano. La mia preoccupazione principale era capire quanto queste badanti fossero consapevoli della responsabilità che gli viene affidata quando vengono messe nelle loro mani persone care. Così ho cercato di seguirle nel loro quotidiano e mi sono recata a Fabriano, dove c’è una comunità di badanti rumene molto organizzate e professionali. Mi è stato segnalato il negozio che si vede all’inizio del film e lì ho conosciuto le mie protagoniste”. Leggi tutto…

OMAGGIO A LORENZO AMURRI

RICORDIAMO IL MUSICISTA E SCRITTORE LORENZO AMURRI

Si è spento oggi martedì 12 luglio all’età di 45 anni, il musicista e scrittore Lorenzo Amurri.

Aveva iniziato la sua carriera come musicista e dopo l’incidente sugli sci che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle era arrivato al successo come scrittore con il romanzo APNEA in cui racconta la sua rinascita.

Lo ricordiamo in questo video tratto dalla trasmissione “Le invasione barbariche”, con Daria Bignardi (2013) – a seguire, un pensiero di Sandro Veronesi

 

 

“Ho un drago tatuato sulla schiena, che protegge tre caratteri giapponesi: strada, musica e libertà. La mia vita è ruotata intorno al loro significato.” da Apnea di Lorenzo Amurri

Dopo tutti questi anni nei quali si è dedicato a noi, per insegnarci a vivere, a essere uomini e donne, ad accettare e a non accettare, a comprendere il valore delle cose, a coltivare i nostri sogni e a ringraziare per i doni ricevuti, Lorenzo, il nostro amatissimo Lorenzo, ha deciso di prendersi un po’ di tempo per sé. Aveva un sacco di cose da fare, e le sta già facendo: suonare la chitarra nella notte, correre, saltare, sciare, fare surf, ballare, imparare a volare. Come dargli torto? Come azzardarsi a piangere, solo perché non ci è più accanto? Cominciamo a ringraziarlo, piuttosto, e continuiamo a farlo per tutto il tempo che ci resta, ogni santo giorno, perché il privilegio d’esser stati qui con lui, in questo strano posto dove si soffre per un nonnulla, ci ha reso speciali, e lo dimostreremo.
Sandro Veronesi

Per salutare Lorenzo domani mercoledì 13 luglio sarà allestita la camera ardente presso la camera mortuaria dell’Istituto Regina Elena di Roma dalle ore 10.30 alle ore 13.30 in via Fermo Ognibene 23 Leggi tutto…

TERRE RARE di SANDRO VERONESI vince l’EUROPESE LITERATUURPRIJS 2016

SANDRO VERONESI vince l’EUROPESE LITERATUURPRIJS 2016 per il romanzo TERRE RARE

Terre rare

Ascolta la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” dedicata a “Terre rare” (con Sandro Veronesi)

Leggi l’articolo/intervista (a Sandro Veronesi) dedicato a “Terre rare”

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Una giuria di esperti presieduta da Margot Dijkgraaf ha assegnato l’Europese Literatuurprijs 2016 allo scrittore italiano Sandro Veronesi e al suo traduttore olandese Rob Gerritsen per il romanzo Terre rare (Zeldzame aarden, Prometheus, 2015).
La giuria ha elogiato il modo esilarante in cui Veronesi, spesso con monologhi interiori, racconta la storia del protagonista Pietro Paladini, a cui viene a mancare la terra sotto i piedi quando nel giro di 24 ore scopre che niente nella sua vita è ciò che sembra. Veronesi – e non dimentichiamo il suo traduttore Rob Gerritsen – alterna lunghe frasi tortuose, lo specchio del panico interiore di Paladini e dei suoi improvvisi dilemmi, a sagaci dialoghi e passaggi in cui il racconto acquista velocità.

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Sandro Veronesi ha debuttato nel 1988 e ad oggi ha pubblicato sedici romanzi e quattro saggi. Ha ricevuto diversi premi letterari, tra cui il Premio Strega e il francese Prix Femina. Secondo lo stesso Veronesi il personaggio di Terre rare, vincitore dell’Europese Literatuurprijs 2016, fa parte dell’“Italia invisibile”, un’Italia di pratiche che non possono svolgersi alla luce del sole.

Rob Gerritsen traduce letteratura italiana dal 2001 e ha all’attivo nove traduzioni di Veronesi, tra le quali il bestseller Caos calmo (Kalme chaos). Ha tradotto opere di Gianrico Carofiglio, Giovanni Chiara, Umberto Eco e molti altri.

l’Europese Literatuurprijs 2016 verrà consegnato durante il festival Manuscripta sabato 3 settembre alle ore 16:30 nel Tolhuistuin ad Amsterdam. Leggi tutto…

MAILÉN – intervista a Lorenzo Marotta

MAILÉN di Lorenzo Marotta (Vertigo, 2016): intervista all’autore

di Massimo Maugeri

Mailén una verità nascostaCi sono eventi che hanno segnato l’umanità lasciando piaghe profonde sulla pelle della Storia. Alcuni vengono ricordati periodicamente, altri rischiano di rimanere offuscati nella nebbia dell’oblio.
Tra le tante ferite della Storia, va senz’altro ricordata la tragedia dei desaparecidos: gli oppositori scomparsi a opera della dittatura dei generali in Argentina a seguito del colpo di stato del 1976. Si tratta di una vicenda abbastanza nota che, però, non è conosciuta da tutti. Ecco allora che, ancora una volta, la letteratura può intervenire per colmare buchi di conoscenza o per rinsaldare una consapevolezza assopita. Di recente è approdato in libreria il nuovo romanzo di Lorenzo Marotta intitolato “Mailén, una verità nascosta” (Vertigo, 2016, p. 267, euro 13), incentrato – per l’appunto – sulle “stragi invisibili” organizzate dalla dittatura militare argentina nel corso degli anni Settanta: una sorta di epurazione che segnò il destino di circa trentamila dissidenti o sospettati tali (tra uomini, donne, giovani, preti, suore) spariti nel nulla a opera del regime militare.

-Caro Lorenzo, da dove trae origine il tuo interesse per il dramma dei desaparecidos?
La questione del male nella vita degli uomini e dei popoli mi inquieta e mi addolora. Soprattutto quando ha il volto dell’inganno e del potere. Mi chiedo, senza trovare risposte definitive, come si possano pianificare con lucidità e ferocia tanti crimini contro l’umanità. In questo caso trentamila vittime fatte sparire con i famigerati voli della morte e più di cinquecento bambini nati da donne detenute, fatti passare con documenti falsi come figli naturali di famiglie legate al regime Videla.  Storie di identità negate o spezzate, come quella raccontata da Victoria Donda nel libro “Il mio nome è Victoria”, che io ricordo nel mio Mailén una verità nascosta.

-Cosa ti ha colpito, in particolare, di quella tragedia? Leggi tutto…

CONVERSAZIONI FESTIVAL 2016

conversazioni festival 1Conversazioni Festival 2016, un ciclo di conversazioni ideato dal critico letterario Domenico Calcaterra e con il patrocinio e il sostegno organizzativo della onlus Fondazione Salvatore Mancuso (importante realtà locale impegnata nel sociale, con meritorie iniziative di sostegno alla comunità locale), che si articolano da maggio a settembre in sette incontri presso il locale circolo della Cultura Dante Alighieri in Piazza Vittorio Emanuele II, a Sant’Agata di Militello (Me):
conversazioni festival 2dopo Nino De Vita che ha parlato della sua Antologia e della sua trentennale esperienza di poeta, delle sue amicizie, e dell’essere stato l’ultimo testimone della grande conversazione nell’isola, si sono succeduti Crocifisso Dentello che ha presentato “Finché dura la colpa” (Gaffi, 2015), uno degli esordi più recensiti e discussi dello scorso anno; dopo è stata la volta di uno scrittore di lunghissimo corso come l’aostano Claudio Morandini con “Neve, cane, piede” (Exorma, 2016), scrittore da sempre attento non solo alla storia ma al dettato, alla preoccupazione della voce [prima foto a sinistra: Calcaterra con Morandini]. Domenica 10 luglio è arrivato a Sant’Agata Militello uno degli autori più importanti della narrativa degli ultimi anni come il goriziano di Cormons Emanule Tonon, fresco Premio Mondello per la narrativa con “Fervore” (Mondadori, 2016), trasfigurazione in romanzo, con la consueta verticalizzazione prosodica della lingua, dell’anno di prova del noviziato tra i frati minori francescani in un convento del centro Italia. [seconda foto a sinistra: Tonon con Calcaterra]. Leggi tutto…

PREMIO STREGA 2016: vince EDOARDO ALBINATI con “La scuola cattolica” (Rizzoli)

È EDOARDO ALBINATI IL VINCITORE DEL LXX PREMIO STREGA

Edoardo Albinati vince Il Premio Strega

Ascolta la voce di EDOARDO ALBINATI nel programma radiofonico LETTERATITUDINE IN FM

Roma, 8 luglio 2016. Nella nuova cornice dell’Auditorium Parco della Musica è stato proclamato il vincitore del settantesimo Premio Strega. Al termine dello scrutinio dei 395 voti espressi (pari all’85,86% degli aventi diritto al voto; 319 voti online e 76 cartacei) il Presidente di seggio Nicola Lagioia, vincitore del Premio Strega 2015, e Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci, hanno proclamato vincitore:

La scuola cattolica (Rizzoli) di Edoardo Albinati, con voti 143

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L’autore ha ricevuto da Giuseppe D’Avino, amministratore delegato di Strega Alberti Benevento, il premio di 5.000 euro e la classica bottiglia formato magnum di Liquore Strega. Gli altri libri finalisti hanno totalizzato i seguenti voti:

L’uomo del futuro (Mondadori) di Eraldo Affinati, voti 92

Se avessero (Garzanti) di Vittorio Sermonti, voti 89

Il cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax) di Giordano Meacci, voti 46

La femmina nuda (La nave di Teseo) di Elena Stancanelli, voti 25 Leggi tutto…

SIMONA LO IACONO racconta LE STREGHE DI LENZAVACCHE (Edizioni E/O)

SIMONA LO IACONO racconta il suo romanzo LE STREGHE DI LENZAVACCHE (Edizioni E/O)

“Le streghe di Lenzavacche” sarà presentato ad Acireale (CT) sabato, 9 luglio 2016, ore 19:00, presso la Libreria Ubik di Corso Umberto 214/216.
Con l’autrice dialogherà Massimo Maugeri

 

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

di Simona Lo Iacono

Ero in udienza. Fascicoli polverosi si accalcavano intorno a me e alle scranne. Avvocati e testimoni sudati sbraitavano per il caldo.
Non avevano torto: il fumo dello scirocco ci lambiva come una lingua dell’inferno. La toga mi pesava sulle spalle.
Era luglio inoltrato e dalla finestra spalancata della sezione distaccata di Avola (una ex Pretura che dirigevo ormai da otto anni) arrivava l’alito del mare e il garrito sbieco di qualche gabbiano.
Dietro la porta dell’aula di udienza, il solito scalpiccio mi avvertiva che il sig. Mario Di Gregorio, mio fidatissimo assistente (quasi un giudice, a dire il vero, per essersi conquistato sul campo una notevole cultura giuridica), stava per arrivare con qualche novità.
E infatti eccolo, per annunciarmi che il guasto all’aria condizionata non sarebbe stato riparato.
Sospirai.
Avevo tra le mani un processo ambientato in contrada Lenzavacche, un territorio di Noto che rientrava nella mia giurisdizione e dove accadevano sempre i fatti più strani. Un processo per lesioni ad una minore disabile. Il colpevole era un professore che – per negligenza – non era riuscito ad evitare che la ragazza cadesse a terra, procurandosi varie ferite.
Fu così che feci la scoperta.
Mi resi infatti conto che una delle parti invocava l’applicazione di un regio decreto del 1925 ancora in vigore, che costituiva la base – l’ossatura direi – della legislazione scolastica.
Tra le varie disposizioni una in particolare mi colpì. Era quella che – già a far data dai primi anni venti del secolo scorso – consentiva ai disabili di accedere all’istruzione pubblica in classi differenziate.
Strabiliai.
Come, una legge così aperta in pieno regime? Leggi tutto…

LO STRANIERO chiude a fine anno

LO STRANIERO” cesserà presto le pubblicazioni

Lo Straniero

Dopo venti anni di attività, la rivista “Lo straniero” cesserà le pubblicazioni con il numero doppio di fine anno e con un ultimo numero speciale. Di seguito la lettera del direttore Goffredo Fofi in cui spiega le motivazioni della sua decisione.

di Goffredo Fofi

Lo straniero” ha vent’anni, e vent’anni per una rivista sono tanti. Nel Polonio dei letterati, un saggio dei primi anni quaranta dello scorso secolo, il grande critico statunitense Edmund Wilson scrisse che gli anni buoni di una rivista sono più o meno cinque, poi essa comincia a invecchiare.
È difficile essere intelligentemente presenti al proprio tempo – a un tempo che cambia – molto a lungo. Resistere vent’anni, come a noi è capitato, non invecchiando – ce lo diciamo da noi, e ne siamo seriamente convinti – e cioè riuscendo a mantenere un passo decoroso, a fronteggiare serenamente la mutazione del mondo, a studiarne le cause e a vederne gli effetti e le sofferenze che provocano, a individuare i nemici e le faticose risposte di gruppi sociali e gruppi politici o intellettuali, a indicarne i prodotti non indegni, le riflessioni necessarie e soprattutto attive, non è stato sempre facile. Abbiamo avuto i nostri momenti di sconforto e i nostri momenti di rabbia, e abbiamo sempre reagito con una certa fermezza, guidati dalla persuasione di fare una cosa piccola ma utile per noi stessi e per i nostri quattro lettori. Leggi tutto…

ANNIE ERNAUX VINCE IL PREMIO STREGA EUROPEO 2016

È ANNIE ERNAUX LA VINCITRICE DEL PREMIO STREGA EUROPEO 2016

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Annie Ernaux con il suo romanzo Gli anni (Les Années, pubblicato in Italia da L’orma editore – traduzione di Lorenzo Flabbi), si aggiudica la terza edizione del Premio Strega Europeo, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Casa delle Letterature, LETTERATURE Festival Internazionale di Roma e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. La vincitrice è stata annunciata questa sera alla presenza dei cinque candidati: il Premio, del valore di 3.000 euro, le è stato consegnato da Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Risultato immagine per annie ernaux

La cerimonia si è svolta nel corso della XV edizione di LETTERATURE Festival Internazionale di Roma, nella suggestiva cornice della Basilica di Massenzio. Ad aprire la serata è stato William Finnegan – giornalista e scrittore del “New Yorker”, vincitore con il suo memoir Giorni Selvaggi (66thand2nd) del Premio Pulitzer 2016. A seguire, i cinque autori candidati alla terza edizione del Premio Strega Europeo hanno letto un testo inedito sul tema scelto per l’edizione 2016 del Festival, Memorie/Memories. Leggi tutto…

OMAGGIO A VALENTINO ZEICHEN

OMAGGIO A VALENTINO ZEICHEN: (Fiume, 1938 – Roma, 5 luglio 2016)

Oggi è scomparso il poeta Valentino Zeichen. Lo ricordiamo segnalando l’articolo di Valerio Magrelli uscito su la Repubblica e pubblicando due video con interventi del poeta

Valentino Zeichen – Poeta e scrittore italiano (Fiume 1938 – Roma 2016). Intellettuale tra i più originali del panorama contemporaneo, ha esordito con la raccolta poetica Area di rigore (1974), cui hanno fatto seguito tra le altre Pagine di gloria (1983) e Gibilterra (1991), che lo hanno consacrato come uno dei poeti di spicco della nuova Scuola romana. Muovendosi tra avanguardia e tradizione, Zeichen è autore di versi (raccolti nel 2004 nel volume Poesie 1963-2003) in cui fermentano eterogenei campi di forze, e in cui il testo si fa voce dissonante contro i vezzi e le ambizioni della modernità; la stessa tempra polemica anima i testi in prosa, dal romanzo Tana per tutti (1983) ai volumi Neomarziale (2006), Aforismi d’autunno (2010), Il testamento di Anita Garibaldi (2011), fino al più recente La sumera (2015), opera narrativa in cui Zeichen tratteggia con sguardo disincantato un universo umano dall’interiorità precaria e dalle molteplici nevrosi.
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RAFFAELLA ROMAGNOLO vince il PREMIO DEI LETTORI DI LUCCA 2016

RAFFAELLA ROMAGNOLO vince la 28ª edizione del Premio conferito dalla Società Lucchese dei Lettori

Raffaella Romagnolo - Paolo VanelliNei giorni scorsi Raffaella Romagnolo ha raccontato il suo romanzo a Letteratitudine

La Società Lucchese dei Lettori aveva scelto il seguente terzetto di libri nell’ambito della 28esima edizione (2015/2016) del Premio dei Lettori: Raffaella Romagnolo, “La figlia sbagliata” (Frassinelli); Francesca Palumbo, “Le parole interrotte” (Besa); Silvana La Spina, “L’uomo venuto da Messina” (Giunti).
Alla fine il Premio dei Lettori – decretato in occasione della cena di gala il 1° luglio 2016 presso Villa Rossi (Gattaiola, Lucca) – è stato assegnato a “La figlia sbagliata” di Raffaella Romagnolo , romanzo semifinalista al Premio Strega di quest’anno. (Nella foto accanto Raffaella Romagnolo con il critico letterario e saggista Paolo Vanelli).

Il libro – Un sabato sera come tanti in una cittadina della provincia italiana. La tv sintonizzata su uno show televisivo, nel lavandino i piatti da lavare. Un infarto fulminante uccide il settantenne Pietro Polizzi, ma Ines Banchero, sua moglie da oltre quarant’anni, non fa ciò che ci si aspetta da lei: non chiede aiuto, non avverte amici e famigliari, non si preoccupa di seppellire l’uomo con cui ha condiviso l’esistenza. Comincia così un viaggio dentro la vita di una coppia normale: un figlio maschio, una figlia femmina, un appartamento decoroso, le vacanze al mare, la televisione e la Settimana Enigmistica. Ma è una normalità imposta e bugiarda, che per quarantacinque anni, per una vita, ha nascosto e silenziato rancori, rimpianti, rimorsi e traumi. E mentre giorno dopo giorno la morte si impadronisce della scena, il confine fra normalità e follia si fa labile. Leggi tutto…

PREMIO BERTO 2016: vince Sergio Baratto

Giuseppe Berto - Associazione CulturaleSERGIO BARATTO CON “LA STEPPA” VINCE IL PREMIO BERTO 2016

 Sergio Baratto, con La Steppa, Mondadori, è il vincitore della XXIV edizione del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto.

Lo ha proclamato e premiato sabato 2 luglio, a Capo Vaticano – Ricadi, città dove è sepolto lo scrittore cui il Premio è intitolato, la Giuria presieduta da Antonio D’Orrico, critico del Corriere della Sera.

Baratto era nella cinquina dei finalisti assieme a Giovanni Fiorina, con Masnago, Marsilio Editori, Mauro Garofalo, con Alla fine di ogni cosa, Frassinelli, Cristian Mannu, con Maria di Isili, Giunti Editore, Mimmo Rando, con Omero al faro, Rubbettino Editore.

PREMIO BERTO 2016 - LA CINQUINA DEI FINALISTI - COPERTINE

“E’ questo un romanzo di iniziazione che sottintende un lucido giudizio morale, un’utopia negativa che non rinnega la terribile bellezza di una storia d’amore, un angolo della provincia lombarda che si allarga a contenere il mondo intero. Sono questi gli elementi più caratteristici di un esordio che si segnala per la forza e l’esattezza di una lingua severa e commovente, implacabile come l’incubo che descrive”. Questa la motivazione della Giuria, in occasione della scelta di inserire il romanzo di Baratto tra i finalisti.

Sergio Baratto (1973) è cofondatore e redattore della rivista cartacea e telematica “Il primo amore”. Nel 2012 ha pubblicato “Diario di una insurrezione” (Effigie). Vive a Milano. Questo è il suo primo romanzo. A lui va il premio di 5.000 euro. Leggi tutto…

PREMIO CITTÀ DI COMO 2016: i vincitori

PREMIO INTERNAZIONALE DI LETTERATURA CITTÀ DI COMO: I VINCITORI DELLA TERZA EDIZIONE

I VINCITORI DELLA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO

Vincono Alessandro Ceni, Lorenzo Marone, Chiara Bellini e Laura Basilico.

A Edoardo Boncinelli un premio speciale.

Sono stati proclamati sabato 2 luglio nella splendida cornice di Villa Olmo i vincitori della terza edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como, a cui hanno presto parte più di 1750 autori provenienti da tutta Italia e dall’Europa e numerose case editrici di importanza nazionale (da Mondadori a Einaudi) superando così il primato delle scorse edizioni.

Mai come quest’anno la qualità delle opere è lievitata. Purtroppo un premio prevede anche delle esclusioni, a volte sofferte. Voglio tuttavia ricordare ai partecipanti che qualsiasi giudizio è sempre soggettivo e per chi scrive la magia è nel trasmettere emozioni o concetti. Se poi vengono i riconoscimenti meglio, altrimenti poco cambia”, ha commentato Giorgio Albonico, ideatore e organizzatore della manifestazione.

Anche quest’anno il Premio Città di Como ha offerto un riconoscimento speciale a una personalità che si è particolarmente distinta per la diffusione della cultura italiana negli ultimi due anni: la scelta è caduta sullo scrittore e scienziato Edoardo Boncinelli. Leggi tutto…

LUCA DONINELLI racconta LE COSE SEMPLICI

LUCA DONINELLI racconta il suo romanzo LE COSE SEMPLICI (Bompiani) – Premio Selezione Campiello 2016

di Luca Doninelli

Anche se mi sta accadendo spesso, è sempre strano per me dover parlare di questo libro. Dopo tanti anni di lavoro, tutto ciò che posso dire legittimamente al suo riguardo è già, in qualche modo, contenuto nel libro stesso.
Per raccontare Le cose semplici dovrei, ragionevolmente, cominciare dalla storia principale, centrata sull’amore tra Chantal Terrassier, giovanissimo genio della matematica, e un non meglio identificato Dodò (che non è il suo nome ma solo il soprannome che lei gli ha dato, e che è il solo che, con buona ragione, io ammetto nel romanzo).
In realtà la storia (con tutte le infinite storie che la intrecciano) è stata qualcosa che ho incontrato per strada, mentre affrontavo un altro problema, più radicale. Si può dire, anzi, che tutte le scelte narrative (dalle vicende alla fisionomia dei personaggi al tipo di prosa adottato fino all’ambientazione o location) obbediscano a quel problema principale e in qualche modo ne conseguano.
Il problema di cui parlo riguarda la natura, la forma del Romanzo come tale. In seguito ad alcuni eventi non piacevoli mi ero reso conto di non avere mai scritto un vero romanzo, ma solo testi narrativi più o meno lunghi. Questo dipendeva da molti motivi, tra cui non ultimo un fraintendimento di fondo che mi pareva (e mi pare tuttora) di vedere a proposito di questa forma difficile e poco duttile di fronte alle esigenze del mercato.
Le cose sempliciIl tentativo di ridurre il romanzo a un prodotto di mercato (con risultati anche eccellenti) ne ha modificato la forma, trasformandolo in uno spazio dentro il quale si mette in gioco l’abilità dello scrittore (il suo ego regale) di costruire un intrigo solido e avvincente.
Nulla contro questa concezione, però a mio parere il romanzo è qualcosa di più. Il romanzo è una voce meno personale, meno ego-centrica, più universale, o se vogliamo più collettiva, è un luogo in cui precipita una molteplicità di narrazioni, di voci, di soggetti, è un campo aperto dove i pensieri, le filosofie, i “credo”, le politiche, i campi del sapere si fronteggiano in una battaglia che deve essere al tempo stesso illuminata e cieca. Il romanzo è un buco (come si definisce un buco?, come l’assenza di qualcosa o come una presenza inquietante?, esiste un gene dei buchi?, un gene dell’assenza?) che però richiede un progetto minuzioso affinché il mondo vi precipiti dentro. Leggi tutto…

OMAGGIO A ATTILIO GIORDANO

OMAGGIO A ATTILIO GIORDANO

Addio ad Attilio Giordano, direttore del Venerdì

È scomparso il giornalista Attilio Giordano: dal 2010 è stato direttore del Il Venerdì di Repubblica

Ieri, 1° luglio 2016, a causa di una malattia è scomparso Attilio Giordano. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo presso la sede de Il Venerdì di Repubblica (settimanale che ha diretto dal 2010). Desidero ricordarlo qui su Letteratitudine segnalando l’articolo di Marco Sarno pubblicato su la Repubblica.
Di seguito, una breve nota biografica e un video.
(Massimo Maugeri)

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