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CATENA FIORELLO racconta L’AMORE A DUE PASSI (Giunti)

luglio 14, 2016

CATENA FIORELLO racconta il suo romanzo L’AMORE A DUE PASSI (Giunti)

Un estratto del romanzo è disponibile qui

di Catena Fiorello

L’amore a due passi” è nato un giorno d’agosto di due anni fa, davanti alle cassette della posta del palazzo dove abito. Eravamo fermi in tre lì nell’androne, io e due condomini che saluto di tanto in tanto. Due. Universi sconosciuti, eppure abituati alla vicinanza, quella fisica per intenderci, scaturita dalla necessità; quotidianità che ci sfiora, a volte senza interesse, altre con curiosità. Li ho guardati, e li ho visti tristi, loro e quegli sguardi languidi da cui si facevano rappresentare, e forse anche disperati. Non ho resistito alla tentazione di immaginarmi qualcosa di diverso.
Chi c’era dietro quei corpi che pensavo di conoscere? Che tipo di tristezza albergava in loro? Si sentivano soli? Desideravano essere altrove?
A un certo punto della vita non ci pensi più, non ci credi più, e non ti concedi nemmeno l’alternativa di un miracolo possibile.
È già storia la felicità. La sposti dal “potrebbe accadere ancora” che alcuni ti fanno intendere praticabile. Non c’è, e dunque ritiri la posta, volti le spalle e ritorni a casa, più solo che mai.
Mentre io, già fuori dal portone, gli concedevo una chance, architettavo una storia con le prime parole.
L’amore.
È stato inevitabile. L’amore che tutto può, se vuole.
Anche illuminare le scale di un palazzo immerso nel silenzio dell’estate più soffocante, che risucchia la gioia tra stanchezza atavica e sudore, bisbigli e saluti conditi dalla noia. Spossatezza che non vuole saperne di cedere il passo alla gioia pura.

Orlando e Marilena mi sono apparsi così; due eroi coraggiosi che da quel palazzo vogliono uscire. Due vicini di casa che hanno già dato alla vita: matrimoni, vedovanza, figli adulti e tanto tanto passato alle spalle. Ma desiderosi di guardare al futuro con occhi indulgenti, e anche pieni di passione. Orlando di più. E proprio a Orlando ho lasciato la possibilità di contagiare con la sua determinazione la dubbiosa Marilena, borghese signora di una Roma ancorata ai suoi dogmi perbenisti e severi. Orlando la segue, la scruta, la controlla e la ammira, fino a quando non le propone di partire insieme per una vacanza, ma la signora non vuol saperne di accogliere la proposta.
Cosa penserebbero di lei i suoi figli se decidesse per un colpo di testa improvviso?
No, non può essere praticabile la strada della pazzia senile. Meglio desistere. O no?
Ma senza nessun preavviso la vita consiglia altre risposte, e convince Marilena a lasciarsi andare. Misto di congiunture insospettabili e cambi di programma da parte di terzi, a cui è meglio non opporre resistenze inutili. Suvvia!, si parte.
Da Roma al Salento il viaggio è tutto una scoperta, un’emozione che cresce, ed eccoli lì, Orlando e Marilena con le mani che tremano e il cuore in subbuglio adolescenziale. Perché se è vero che la razionalità crea dipendenza e rassicura, anche il coraggio di essere se stessi fa bene, e allunga l’euforia.
Tra palazzi e barocco ben custodito, spiagge bianche e castelli degni di genuina ammirazione, è facile perdere la bussola e ritrovare il desiderio che si era solo assopito, vergognato di venire fuori. Si baciano, si tengono per mano; lui le sfiora una mano e lei lo abbraccia come se fosse la prima volta. Ma forse lo è per davvero. La prima in cui scoprono di aver perso del tempo prezioso, fra inutili domande e pericolose elucubrazioni. Lecce li abbraccia, e la taranta li fa ballare la notte sotto le stelle più brillanti.
Tutto questo può bastare? Marilena a un certo punto crede che sia solo un sogno presuntuoso, e intende fare un passo indietro. E perché mai?, le chiede Orlando disperato e catapultato in una dimensione da innamorato perso.
La riposta arriverà sotto un ulivo, simbolo di eternità e pace, ostinazione per la vita e bellezza della natura, tutto ciò a cui ambisce l’uomo nella sua piccola dimensione mortale.
E chi non vorrebbe possedere radici profonde e rami che si levano al cielo? Se lo vorrai l’amore ti verrà incontro, concedendoti questo privilegio, e intanto che lo vivrai ti sembrerà persino vero.

(Riproduzione riservata)

© Catena Fiorello

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Il libro

Due vicini di casa e una passione che esplode nella magica cornice del Salento. Divertente e romantico il nuovo romanzo d’amore di Catena Fiorello, un’autrice che ha già incantato migliaia di lettori.

Da anni Orlando Giglio, il temuto “Gendarme” del condominio di via Mancini numero 8, studia le abitudini della sua dolce ossessione, Marilena Moretti, nota in gioventù come “la Brigantessa”. La segue nell’esiguo tragitto tra l’ascensore e il portone del palazzo, la osserva mentre sale le scale e chiacchiera con i vicini di casa, aspettando il momento buono. Sono entrambi vedovi, entrambi soli, anche se hanno figli, durante una delle estati più torride di tutti i tempi…

Dovranno scattare due allarmi in piena notte e sbiadire i fantasmi del passato e del presente, perché Marilena accetti l’invito di Orlando a partire per un’avventurosa vacanza alla conquista del Salento. Ma cosa potrà offrire la punta estrema della Puglia a “due vecchie carampane” come loro? Riusciranno a superare incolumi la notte della Taranta, punti dall’entusiasmo di una giovinezza ritrovata?

Con “L’amore a due passiCatena Fiorello ci regala un romanzo d’amore divertente e commovente raccontandoci al ritmo incalzante di una pizzica le suggestioni degli ulivi e delle masserie salentine, la luce e la generosità del più profondo Sud, ma soprattutto il potere salvifico di un sentimento capace di sovvertire ogni legge, a ogni età… e in qualunque situazione.

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Catena Fiorello è una scrittrice siciliana. Ha pubblicato per Baldini e Castoldi Picciridda nel 2006, per Rizzoli Casca il mondo, casca la terra nel 2011, Dacci oggi il nostro pane quotidiano nel 2013 e Un padre è un padre nel 2014. Ora, con L’ amore a due passi (Giunti), racconta un amore in Salento.

 

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