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SARA RATTARO racconta SPLENDI PIÙ CHE PUOI

agosto 3, 2016

SARA RATTARO racconta il suo romanzo SPLENDI PIÙ CHE PUOI (Garzanti) – romanzo vincitore del Premio Rapallo Carige 2016

Un estratto del libro è disponibile qui

di Sara Rattaro

È capitato per caso. In un giorno qualunque, l’ho incontrata. Mi ha fermata, timida ma decisa.
“Ho una storia da raccontare. Una storia importante. Sono stata sequestrata per sei anni da mio marito”.
Ho sospeso il sospiro come se stessi toccando qualcosa di fragile, qualcosa che si può rompere, qualcosa che mi spaventa.
Così Emma mi ha raccontato la sua storia. La stessa storia che riguarda la vita di tantissime donne. Ogni donna sa di cosa parlo, ogni donna sa cosa significa aver paura della violenza, cosa significhi badare a se stesse, non andarsela a cercare. Già, siamo cresciute così. Dobbiamo imparare in fretta a vestirci, a sorridere, a dare confidenza in modo adeguato perché se ci accade qualcosa di brutto, la colpa rischia di essere solo nostra.
Emma mi ha raccontato tutto, anche quello che è difficile spiegare. Il perché.
Perché l’uomo che ami, che scegli, che difendi, si trasformi nel tuo carnefice. Perché sia così difficile andarsene al primo schiaffo, perché ci sentiamo in colpa, perché pensiamo di poterci salvare da sole. Perché è tutto così inspiegabile? Perché mentre raccogli le forze per salvarti la vita devi ancora fare i conti con i pregiudizi e la cultura. Già, perché?
Sei anni sono tanti.
Mi sono seduta davanti a lei e ho ascoltato. Ho ammirato il coraggio di una donna decisa a relegare il suo passato dove deve stare, laggiù lontano da dove lo si possa vedere o sentire.
Sembrava un amore come tanti. Lui era intelligente e affascinante. Abbastanza per iniziare a sognare. Era forte e tranquillo, così sicuro di sé da sembrare il porto perfetto in cui approdare.
Poi un giorno qualcosa cambia. È impercettibile agli occhi di chiunque. Uno scatto, un tono alterato, una parola di troppo. Nulla di strano. Poi ancora fino al primo schiaffo. Folle e shoccante ancora prima di essere doloroso. Il vuoto nella testa, la nebbia negli occhi, la paura nel cuore. E se avessi sbagliato persona? No, non è possibile. Nono farei mai un errore simile. Non io. Io ho la libertà tra le mani. Io sono forte. Io so cosa fare. Io posso aiutarlo. Così la discesa ha iniziato a diventare ripida e la strada precipita. Il tempo passa e la pelle brucia. Bruciano le idee e tutto quello che credevo di avere, tranne la speranza. La speranza di salvarlo, di tornare a farmi amare, di essere io, l’unica che lo può aiutare. Speranza ed illusione, le compagne folli della mia adolescenza si trasformano in trappole dalla morsa decisa.
Emma guarda fuori dalla finestra. Si alza e la spalanca.
“Sai, ogni tanto lo faccio senza motivo, apro le finestre anche se fuori fa freddo o se non ho cucinato nulla. Le apro perché posso. Perché in quella casa non era così. Anche l’aria mi veniva centellinata. Ora posso anche buttare via gli avanzi o comprare qualcosa che forse non mangerò. Ora posso bere un bicchiere di vino sul divano, guardare la televisione quando voglio e telefonare a chi mi pare. È bello, sai?”
Sì, Emma, hai ragione. È molto bello. E tu lo sai. Io ci devo riflettere ma ci arrivo subito. Lo capisco anche se non ho mai avuto lividi e ho l’illusione di poter fare quello che voglio. Nessuna donna è davvero libera. Mai. Tutte facciamo i conti con la nostra educazione, con i sensi di colpa, con la ferocia degli altri.
“Perché sei rimasta tutto quel tempo?” le chiedo e già me ne pento. Ma lei capisce e mi risponde. Ci è abituata e non si offende.
Come mi sono permessa a chiedere una cosa tanto stupida? Ho messo in dubbio, io per prima, che in fondo le piacesse o se la fosse cercata.
Mi scuso perché lo devo capire che se avesse potuto si sarebbe liberata prima. Evidentemente non poteva. Non sta a me giudicare, non sono tenuta a farlo. Posso solo accettare che sia così, senza giudicare.
Emma continua. Mi racconta quello che le passa per la testa. Mescola i ricordi. Alcuni carini, altri orribili. Parla della sua infanzia che assomiglia tanto alla mia. C’erano possibilità e futuro anche per le femmine. C’era affetto e incoraggiamento anche per le femmine. E poi? Cosa si è rotto.
Nulla. Non è colpa tua. Non lo è mai. È lui che è sbagliato. È lui che è violento. È lui che è un criminale. È lui che ha incrociato la tua strada. È lui che ha pensato di potersene impadronire solo perché tu sei una donna. Forse è quello che gli anno insegnato, forse è malato, forse da bambino è stato una vittima. Non importa. Non mi interessa il perché lo fa. Deve smettere, ora.

Andarsene è difficile ma non impossibile. Bisogna chiedere aiuto e mettersi in sicurezza. Rivolgersi a qualcuno che sa cosa fare, che non ti conosce e che ha gli strumenti per portarti in salvo.
Emma torna ai suoi ricordi. Parla di Martina, la figlia a cui è stata tolta l’infanzia.
“Se non fosse stato per i miei genitori, ora lei non sarebbe lei. Li ha incontrati a cinque anni, loro l’hanno portata in salvo insieme a me. Le hanno dato una vita possibile, piacevole. Sono così orgogliosa di lei. Ma non posso non chiedermi se lei lo sia di me…”
“Lo è, ne sono certa!” ho risposto così perché non esiste una sola donna che non sia orgogliosa di te. Appartieni a ognuna di noi, per questo ho deciso di raccontare questa storia. Per tutte le donne.

(Riproduzione riservata)

© Sara Rattaro

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Il libro
L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.

Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

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