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LA CATTIVA REPUTAZIONE di Francesca Bonafini (recensione)

settembre 15, 2016

LA CATTIVA REPUTAZIONE di Francesca Bonafini (Avagliano, 2016)

di Simona Lo Iacono

Programmi di vita improvvisamente cambiati, nozze rispettabili cancellate dalla furia di un innamoramento inopportuno, esistenze che si mettono in viaggio.
Quando la Pillo manda in aria il suo matrimonio con Pinuccio, è come se un equilibrio venisse meno anche tra le amiche di sempre, come se quel gesto rivoluzionario e senza buona decenza riportasse tutte all’origine delle proprie emozioni.
E allora via, al seguito di un gruppo di musicisti scapestrati e sognatori, che masticano concerti e rutilano la propria voglia di vivere, spizzicando strumenti, cercando baci accorati, rinnegando l’ordinarietà della vita per urlare la foga della propria esistenza.
Non è solo un viaggio – avventuroso, emotivo, surreale – è anche un modo per definirsi, trovarsi, tracciare il proprio destino, scovare la felicità. E’ una strada da fiutare tra sbandamenti e desideri, in cui essere se stessi costa caro, costringe a subire giudizi e silenziosi processi, a perdere la buona reputazione.
Nel corso delle scorribande in macchina in cui si mescola tenerezza, paura, amore, riflessione, delusione, la Pillo e Nina tesseranno sogni per il futuro, rivivranno il passato e una ferita mai cancellata, incroceranno altri volti e altri sguardi.
E il viaggio non sarà più solo in strada, ma dentro le storie degli altri, là dove si muovono le stesse ansie, i misteriosi palpiti interiori, le inevitabili amarezze.
Così, quello che era iniziato come un gesto quasi rivoluzionario e controcorrente, si trasforma in una occasione di crescita e apertura, anche se alla fine di tutto, ben poche saranno davvero in grado di asseverare con forza la propria unicità, il proprio modo di stare al mondo, la propria “cattiva reputazione”.
francesca bonafiniScritto come un emozionato flusso del pensiero, con l’immediatezza e l’altezza poetica delle scelte morali, questo romanzo incanta e conduce chi legge nel cuore della capacità di essere se stessi a dispetto del giudizio degli altri, resistendo ai luoghi comuni.
La “cattiva reputazione” diviene allora un percorso libertario, dove consapevolezza e maturazione umana, rappresentazione (dolente) delle incongruenze del mondo e lotta per autodefinirsi, costituiscono l’approdo di un viaggio che disarciona ipocrisie e falsità.
Ne usciranno diverse, più donne, più forti e al tempo stesso più fragili. Cattive ragazze, di quelle che nessuna madre darebbe a un figlio maschio, la cui reputazione è macchiata da un eccesso di poesia, di struggimento e di pietà umana. Esseri umani a tutto tondo, cioè. Di quelli che all’apparenza contrappongono scelte d’amore.

[Nella foto in alto, Francesca Bonafini]

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La scheda del libro
Paola, che le amiche chiamano Pillo, manda improvvisamente all’aria il suo matrimonio con Pinuccio, che gli amici chiamano Nuccio, un ragazzo prevedibile che le avrebbe garantito un futuro stabile ma senza emozioni. Il colpo di testa si deve all’innamoramento folle per il bel Pierluca, un chitarrista biondo ed enigmatico, e si interseca con un altro innamoramento folle, quello dell’amica Nina per Luigi, pianista nella stessa band in cui suona Pierluca. Le ragazze iniziano un’avventura on the road in compagnia di altre due giovani donne inquiete quanto loro. Un viaggio che le porterà a confrontarsi con i temi dell’amore, del matrimonio, della famiglia e con la difficoltà di crescere senza adattarsi alle regole precostituite, obbligatorie per tutti. Sullo sfondo di un’Italia ipocrita e moralista, le protagoniste, durante il loro viaggio, faranno molti incontri: i fratelli marchigiani Danilo e Tommaso e la loro famiglia omofoba, l’infermiera Silvia Berneri e il suo coraggio ribelle, il giovane tunisino Jamil, i salotti della Milano bene, un solitario ragazzo genovese e un’ombra che torna dal passato di Nina. Grazie a una scrittura pirotecnica e briosa Francesca Bonafini ci regala un romanzo d’amore e d’anarchia.

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