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CHIUDE L’UNICA LIBRERIA DI TAORMINA

ottobre 18, 2016

Chiude l’unica libreria di Taormina: vuoti gli scaffali dello store di Corso Umberto 

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«Grazie a quanti ci hanno sostenuto nella speranza che non si arrivasse a questo punto. E tuttavia – sottolineano le titolari Santina Bucolo e Antonella Ferrara – non intendiamo arrenderci e stiamo vagliando soluzioni alternative”

TAORMINA – Santina Bucolo e la figlia Antonella Ferrara sono entrambe appassionate libraie ed insieme hanno portato avanti per anni la storica e unica libreria di Taormina, attiva fino a qualche giorno fa in Corso Umberto. Una volta cessato il contratto dismettere la locazione è stato necessario per la richiesta di una cifra non più sostenibile in rapporto ai proventi dell’attività. Così la Libreria Bucolo è rimasta senza casa. A nulla sono valse le tante dimostrazioni di solidarietà. E ininfluente, nella risoluzione della vicenda, è stato il successo di Taobuk, il festival letterario ideato da Antonella Ferrara proprio a Taormina, come naturale conseguenza dell’amore per la letteratura che anima la sua famiglia.

Proiettate verso una soluzione ancora possibile, Santina Bucolo e Antonella Ferrara ringraziano dell’appoggio morale ricevuto in una nota dai risvolti sociali e soprattutto umani, che ripropone la necessità di trovare efficaci sostegni a baluardo della Cultura:

«Mentre ci accingiamo a sgomberare gli scaffali che erano pieni di libri per far posto al vuoto che ne viene fuori, pensiamo sia giusto e doveroso fermarci un attimo per dire grazie ai tanti clienti e amici della libreria che ci hanno sostenuto, appoggiato e consigliato nella speranza condivisa che non si arrivasse a questo punto. Si tratta dell’ennesima storia che nessuno vorrebbe mai raccontare e nessuno vorrebbe mai sentire: una libreria – per di più la sola del circondario in un raggio di 40 km – costretta alla chiusura. Ci portiamo dietro una storia fatta di generazioni di clienti, segnata da un passaggio del testimone di lettori da genitori a figli, nel segno dell’amore comune verso i libri. Spesso, anzi, con soddisfazione ancora maggiore, non ci siamo stupite di vedere piccoli lettori diventare ambasciatori dei libri e coinvolgere i propri genitori nel loro amore per la lettura. Desideriamo ringraziare l’intera Città per le tante dimostrazioni di vicinanza, per aver testimoniato con la propria voce e il proprio impegno che quando chiude una libreria è una sconfitta di tutti, per aver ricordato che i libri e le librerie sono dei beni fragili e che il diritto di salvaguardare una libreria è un diritto a tutela dei cittadini, della nostra memoria e della nostra identità. 

Chiudiamo dopo 18 anni di attività a Taormina, luogo simbolo della letteratura per aver accolto ed ispirato intellettuali, scrittori ed artisti in ogni epoca; chiudiamo dopo che dall’amore per i libri della nostra famiglia è nato Taobuk, il Festival Internazionale del Libro di Taormina, che ha reso i libri una fonte di condivisione e di confronto tra le persone ed un veicolo di interscambio di idee e progetti comuni. Così è stato nelle passate sei edizioni del Festival e così continuerà ad essere nelle prossime. I nostri clienti, gli amici e i frequentatori della libreria sono così diventati il primo nucleo del pubblico del Festival e ne sono stati ambasciatori a loro volta. I libri, dai nostri scaffali, si sono trasferiti per le splendide strade, le vie e le piazze di Taormina, creando dibattito, facendo circolare idee, animando il confronto. Questa è stata e continua ad essere la nostra più grande soddisfazione e l’attestazione del ruolo di promozione sociale e culturale che la libreria ha sempre voluto svolgere, a beneficio di tutti. 

Purtroppo l’affetto e la vicinanza di tanti non bastano ad impedire che la libreria, proprio in questi giorni, chiuda battenti. E tuttavia non intendiamo arrenderci, vogliamo essere ottimiste e fiduciose in una soluzione alternativa. Ce ne andiamo, sapendo che i libri non hanno, da soli, il potere di resistere alla dura prova di questo tempo e delle sue logiche economiche, ma consapevoli di aver reso un servizio alla Città e di lasciare un’eredità importante, fatta di consapevolezza, di condivisione, di sostanza comune. Grazie di cuore per aver fatto parte della nostra storia!»

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