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I TERSITE ROSSI raccontano I SIGNORI DELLA CENERE

ottobre 20, 2016

I TERSITE ROSSI raccontano il loro romanzo I SIGNORI DELLA CENERE (Pendagron)

I Signori della Cenere, genesi di un romanzo

di Tersite Rossi

https://i0.wp.com/www.pendragon.it/images/upload/copertine2016/covertersite2.jpgAttraversare Milano, di notte, dopo aver presentato un libro, il nostro romanzo d’esordio, che parla di trattativa, mafia e Stato. Attraversarla col timore referenziale di chi “diecimila abitanti sono già troppi”. Attraversarla nel 2010 e chiedersi “che ci facciamo qua” e “dove andremo”. Filosofia tascabile, tra uno sbadiglio e la pancia gonfia da trasferta, che ti costringe a fare i conti con la vita e l’età adulta, quella dai trenta in poi per intendersi.
Può nascere anche così un romanzo. Sulle ceneri di un romanzo appena scritto e già desideroso di diventare altro. E con la consueta urgenza di raccontare quello che ci sta attorno e ci inquieta, perché – come ci hanno insegnato i maestri della solita filosofia tascabile – “se ai fantasmi dai un nome, smettono di fare paura”.
L’inquietudine è quella data dalle devastazioni della scienza triste, l’economia del tutto e il contrario di tutto, delle vittime in strada e dei carnefici nei salotti. Ed è data pure da lunghe discussioni tra Tersite e Rossi sui fondamenti della monogamia, sul significato sociologico del calcio, oppure più banalmente sull’origine del male.
Ecco, per uno scrittore che si divide tra un ammiratore e un detrattore di Kubrick, non poteva che venirne fuori una suggestione scimmiesca proiettata nel futuro, una sorta di telescopio al contrario, dove le stelle sono quelle che sono, lampi morti di quel che c’è e ci sarà, ma che in fondo c’è già stato. Come sempre, partiamo sapendo dove vogliamo arrivare. Stavolta è una visione: Guerra Civile Globale. Lo vediamo male, il futuro. Ci vediamo i derelitti d’ogni landa, da Nord a Sud, da Est a Ovest, ammazzare chiunque capiti a tiro, per un tozzo di pane o un bicchiere d’acqua. Dobbiamo solo scoprire quale sarà il romanzo che ci può portare lì, dentro un finale così.
Milano, inquietudine, trent’anni, sesso, crisi, finanza&lobbies, pallone, religioni, monoliti, scimmie nude. Un mix vorticoso, orientato dalla lettura dei geniali deliri del giornalista italiano più dotato, più discusso, più dimenticato: Pazzo Rossi. Nostra stella polare. Che se lo sapesse, ci manderebbe affanculo con tanto di dito medio. Perché è pazzo. E solo i pazzi aprono la strada.

Mettiamo tutto in standby, perché intanto c’è il secondo romanzo da portar fuori, e qualcuno già ci chiede del terzo. Dove ambientereste il prossimo?, domandano. La risposta è pronta già da un po’: a Wall Street.
Però non è che a Wall Street ci puoi ambientare un romanzo così, come se fosse sotto casa tua, in giardino. Wall Street devi conoscerla. Devi conoscere a fondo cos’è successo, perché è il 2012, sono passati cinque anni, e in fondo nemmeno tu, che ci vuoi scrivere sopra un romanzo, l’hai mica ancora capito. E allora tocca documentarsi, di nuovo. Come mai prima. I testi ci sono, e sono buoni. Americani, per lo più. Ne leggiamo parecchi, per mesi. C’è scritto tutto. Il problema è eliminare il superfluo, mettere insieme l’essenziale e dargli una forma. Il materiale è di prima qualità, per un narratore. Truffe e crimini finanziari partorite da menti molto creative. Psicotici incravattati che con un clic spostano milioni. Le loro nevrosi, le loro dipendenze. Le loro storie tristi e avvincenti. Squallide ed esaltanti. Perché il male, si sa, ha fascino nel suo essere banale. In questo mondo vive Lorenzo Rettura, il broker.
E poi? Poi ci vogliono le case delle gente comune, quelle che odorano di salsa al pomodoro e minestra della sera. Quella dove i crimini di Wall Street arrivano come l’onda del Vajont che spazza via tutto. E per quello basta girare per le strade e annusare l’aria. Il lezzo del più grande crimine – come l’avrebbe chiamato Pazzo Rossi – è ovunque. E con esso la rabbia e l’impotenza che assieme sono come nitroglicerina. Che per esplodere ha bisogno solo che ci si sbarazzi della morfina sociale del calcio e di Youporn. In questo mondo vive Aldo Colombo, il ragioniere.
E infine? Infine, serve capire come tutto sia cominciato. Ma non nel 2007, molto prima. All’alba dei tempi, quando avvenne la sfida tra “gilanici” e “androcratici”, tra la Terra e il Cielo, tra pace e guerra. E per mettere insieme i tasselli bisogna avere la pazienza dell’archeologo e l’intuizione dell’antropologo. Come Sonia, che proprio a un passo dalla scoperta del segreto della Grande Madre svanisce nel nulla, lasciando un vuoto coperto dalle oscure trame di neonazisti pentiti e monaci implacabili. In questo mondo vive Petra Venturini, l’antropologa.

Lorenzo, Aldo, Petra. I tre volti di un’unica storia, che è anche la nostra. Quella cominciata in macchina, una sera, tornando da Milano. E che leggiamo nei nostri occhi ancora oggi, ogni giorno. Sperando che stavolta il serpente faccia il suo dovere, fino in fondo.

(Riproduzione riservata)

© Tersite Rossi

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Il libro
https://i0.wp.com/www.pendragon.it/images/upload/copertine2016/covertersite2.jpgUn filo sottile lega la sorte di un rampante banchiere di Wall Street, un taciturno ragioniere di provincia e un’inquieta antropologa alla ricerca di un’amica scomparsa, e di se stessa. Un filo che si srotola e tesse un’avventura che costringe i protagonisti – popoli antichi, monaci guerrieri, uomini d’affari senza scrupoli e intellettuali ambigui – a interrogarsi sull’origine dei sentimenti umani più profondi, l’amore e l’odio. Un filo a cui si aggrappano uomini e donne stritolati dalla crisi economica d’inizio millennio, agli albori della guerra più sanguinaria di tutti i tempi. Un filo tirato dal potente Dio del Cielo e dalla benigna Dea della Terra. E dal quale tutti noi siamo inestricabilmente avvolti. Ma qual è il segreto della Grande Madre custodito dalla Sacerdotessa? Perché qualcuno è disposto a uccidere pur di eliminarne la memoria? E quale relazione esiste tra l’attacco dei seguaci del Cielo a quelli della Terra e il più grande crimine compiuto dopo la Seconda guerra mondiale? Poche risposte, per troppe domande. Eppure, basterebbe guardarsi alle spalle. Per capire quando, e come, è cominciato tutto…

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Tersite Rossi è un collettivo di scrittura, autore del romanzo d’inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e Mafia, È già sera, tutto è finito (Pendragon 2010), e del noir distopico Sinistri (edizioni e/o 2012). Lo pseudonimo è un omaggio a Tersite, l’antieroe omerico, che rappresenta l’opposto di ciò che tutti si attendono. È brutto, debole e codardo in un mondo di belli, forti e coraggiosi. È l’ombra che nessuno vede, perché è arrivata troppo presto. O troppo tardi.

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