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IL RUSSO-AZZURRO di Alessandro Russo

ottobre 24, 2016

il-russo-azzurroIL RUSSO-AZZURRO di Alessandro Russo (Algra) – intervista all’autore

Lunedì 31 ottobre alle ore 18.00, nella sala E7 delle Ciminiere, verrà presentato il nuovo libro di Alessandro Russo, “Il Russo-Azzurro” Algra editore. Interverranno: Katya Maugeri, Vincenzo La Corte, Enzo Trantino; Modererà: Daniele Lo Porto; Intermezzi musicali: Duo da Barba

Il gioco del calcio è spesso oggetto di narrazioni, anche quando lascia l’amaro in bocca. In questo libro il medico e scrittore Alessandro Russo ci racconta delle vicende che hanno portato il Catania calcio dalla Serie A alla Lega Pro, a seguito dell’inchiesta giudiziaria dei ‘treni del gol’. Come scrive Enzo Trantino nella postazione del “Il Russo-Azzurro” di Alessandro Russo (Algra editore): «Nello schermo di carta sfilano i personaggi noti e Russo, con mestiere, ricorre alla complicità della “pluripremiata” Elvira Seminara, di Santino Mirabella, giudice e scrittore, di Massimo Maugeri, Ottavio Cappellani, Daniele Lo Porto, Piero Armenio, Roberto Sorrentino (il portierone), e quindi invita dentro le pagine intellettuali, barbieri, baristi, hostess milanesi che ricordano i “treni del gol” (’u malucchiffari…), una umanità varia, spesso col sangue colorato in rossazzurro, mentre uno scrittore di razza ammonisce “Catania è una città commediante, cinica e servile. Da tempo fa cinema, nel senso che inganna gli altri e se stessa”. È Piero Isgrò, l’avvilito autore. Perché il calcio catanese è riserva per la scrittura: copione permanente.»

Ne discutiamo con l’autore.

-Alessandro Russo, che cos’è il Russo-azzurro ?  
«Il Russo-azzurro è un libro carico di rabbia e rappresenta il mio punto di vista sul Catania di oggi e sui suoi possibili scenari futuri. Il lavoro prosegue sulla falsariga di Tutto il Catania minuto per minuto, il libro mastro sulla storia calcistica del club dell’elefante, di cui il Russo-azzurro mantiene l’impostazione generale di testo, fotografie, tabellini e classifica. Non volevo buttar giù qualcosa sull’argomento “calcio” in modo fine a se stesso, giacchè al tema “pallone” riconosco un forte elemento d’identificazione territoriale e aggregazione sociale. Di più, dedicandomi a questo genere di ricerche studio in modo approfondito tutto ciò che ruota attorno alla sfera di cuoio a spicchi colorati. Mi piace analizzare il calcio come grande fenomeno sociologico e osservare come si comportano i miei concittadini ora dopo conquiste e successi memorabili, ora a fronte di sonore batoste sportive e giudiziarie. Occuparmi di pallone dimostra pertanto il mio amore per la città di Catania, per le sue piazze, le sue fontane e la sua storia tutta. Oggi, però voler bene a Catania significa per me prendere le distanze in modo deciso dagli accadimenti calcistici degli ultimi anni. Non nego infatti che da un po’ di tempo risulta difficile riconoscermi nella società del Catania e nel suo attuale proprietario, Nino Pulvirenti. Ancor oggi la squadra appare ingolfata e non riesce ad essere fluida sul terreno di gioco, un aspetto che secondo me rispecchia profondamente i problemi societari. Quello che affronto in questo lavoro è un parallelismo letterario che secondo me ci sta tutto, perché il calcio non esclude ciò che vi ruota attorno che poi è la vita reale, con i suoi aspetti letterari, artistici, musicali e cinematografici. Dice bene, del resto, lo scrittore Piero Isgrò: “Catania è una città commediante, cinica e servile. Da tempo fa ‘cinema’ nel senso che inganna gli altri e se stessa.” Qualunque sia la situazione che affrontano, i catanesi sono molto teatrali nelle espressioni e negli atteggiamenti. Il Russo-azzurro parte proprio da questi spunti e perfino dalla frase che la gente ciclicamente ripete a mo’ di sfottò nelle vie del centro quando s’incontra per un caffè: “Ah beddu Catania ca hai.”»

Risultati immagini per alessandro russo catania-Insomma, storia del Catania calcio e non solo    
«Proprio così. Il Russo-azzurro parte dall’estate 2014, che rimane un momento storico fondamentale nella vita del Catania, quasi un suo snodo cruciale. Si viene dalla retrocessione dalla A e le cose continuano a non funzionare nemmeno in B. In più si verifica un cortocircuito a livello giornalistico e vengono a mancare dei riscontri obiettivi da parte dei media. La squadra dell’elefante è stata otto anni filati nell’olimpo del calcio e la stampa locale continua a mantenere un occhio di riguardo per il club. Nessuno qui parla del rischio concreto di non poter onorare adempimenti economici e amministrativi. Nel Russo-azzurro riporto come giornalisti, addetti ai lavori e soprattutto i veri protagonisti (Nino Pulvirenti, Pablo Cosentino e i tecnici che si son succeduti in panchina) raccontano al mondo intero che il Catania sarebbe immediatamente ritornato in A. Il Russo-azzurro infine si chiude con la presentazione in pompa magna della rosa del Catania al Comune la scorsa estate alla presenza del sindaco Enzo Bianco e dell’assessore Valentina Scialfa.»

-Quale è stata la scintilla che si è poi trasformata nel Russo-azzurro?  
«Questa nostra città mi somiglia a un gigantesco bar dello sport dove continuamente si discute in modo animato del campionato del Catania. Dibattere di pallone al bar, in ufficio, in spiaggia, o perfino in sala operatoria non è per i catanesi un passatempo, ma un modo per confrontarsi, conoscersi meglio e dare il via a discussioni più impegnative. Questo libro nasce da mille incontri quotidiani e svariati scambi di vedute in città aventi per tema il Catania. In ognuna delle pagine del Russo-azzurro intervengono vecchie glorie di pallone insieme a personaggi del mondo della cultura, come la giornalista-scrittrice Elvira Seminara, una persona per me tra le più dotate d’ingegno nella nostra città. In prossimità di una partita contro la squadra del Matera, a lei ho chiesto dei parallelismi fra la città dei sassi (capitale della cultura europea per 2019) e Catania. In altre occasioni ho coinvolto lo storico Tino Vittorio e il giornalista Nino Milazzo: da loro volevo ragguagli sul rapporto tra questa città e la sua rappresentativa di calcio. Volevo capire come mai Catania si interessava a una squadra ancora nelle mani di uno che sembra aver commesso gravi illeciti sportivi, uno che certamente non ha portato onore alla storia del club. Sono dell’avviso che soltanto un confronto serrato e un dibattito aperto dà la possibilità di crescere culturalmente. Per questo mi ero adoperato affinchè alla presentazione del Russo-azzurro ci fosse tra i relatori  un rappresentante del Catania. Adoro il contraddittorio e mi piace dar la possibilità al mio interlocutore di potermi smentire in ogni occasione. Il muro contro muro, a mio avviso, non porta da nessuna parte; al contrario le critiche costruttive aiutano a svolgere meglio il nostro lavoro quotidiano.»

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ESTRATTI DAL LIBRO

«…Il fatto è che il convoglio rassazzurro si è arenato sui binari del suo patron. Fin quando sulla locomotiva ci sarà l’uomo dei “treni del gol”, io e il liotru colorato dal rosso fuoco dell’Etna e dall’azzurro del mare rimarremo due entità distinte e assai lontane. Di questo fondamentale aspetto ora io sto qui a discutere con tre amici avviliti ma confortati da un vassoio colmo di granite mozzafiato e pimpanti brioche dai capezzoli formosi.»  Da IL RUSSO-AZZURRO di Alessandro Russo (Algra Ed €13 pp140)

 

«….chi si rifugia nell’argomento secondo cui, in ultima analisi, “criticare la propria parte significa destabilizzarla” è il più efficace alleato di chi sta distruggendo, e conta proprio sul malinteso senso di comunità per portare avanti l’opera di devastazione. Mai scambiare per amore l’acquiescenza. ci fosse stata più vigilanza, si fosse esercitato maggiore senso della responsabilità verso la propria storia calcistica, il Catania non sarebbe ridotto a ciò che è oggi. L’autore di questo libro non si è mai lasciato incantare. E adesso rileggere le sue cronache è un utile esercizio a futura memoria. »  Dalla prefazione de IL RUSSO-AZZURRO di Pippo Russo

 

«Nello schermo di carta sfilano i personaggi noti e Russo, con mestiere, ricorre alla complicità della “pluripremiata” Elvira Seminara, di Santino Mirabella, giudice e scrittore, di Massimo Maugeri, Ottavio Cappellani, Daniele Lo Porto, Piero Armenio, Roberto Sorrentino (il portierone), e quindi invita dentro le pagine intellettuali, barbieri, baristi, hostess milanesi che ricordano i “treni del gol” (’u malucchiffari…), una umanità varia, spesso col sangue colorato in rossazzurro, mentre uno scrittore di razza ammonisce “Catania è una città commediante, cinica e servile. Da tempo fa cinema, nel senso che inganna gli altri e se stessa”. È Piero Isgrò, l’avvilito autore. Perché il calcio catanese è riserva per la scrittura: copione permanente.» Dalla postfazione de IL RUSSO-AZZURRO di Enzo Trantino

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il-russo-azzurroLa scheda del libro

Il Catania calcio non c’è più, anzi sì pur se somiglia a un relitto fumante consumato dall’inchiesta giudiziaria dei ‘treni del gol’. Superati passaggi tortuosi e aspre feritoie, l’elefante rossazzurro si è riorganizzato e si è rimesso in gioco nel girone C del torneo di Lega Pro.
Nella stagione 2016-’17 riparte da zero anzi da meno sette, tanti sono i punti di handicap da scontare per problematiche amministrative e ritardati pagamenti. «Eravamo sull’orlo del fallimento, puntualizza il club- ma stiamo cercando di rimetterci in piedi. Il vero campionato da vincere è quello del risanamento».
Della rapida e impetuosa discesa agli inferi del liotru etneo ci danno contezza le pagine del Russo-azzurro. L’autore non appartiene alla schiera di disfattisti di complemento in servizio permanente, nè d’altra parte si rifugia nella facile partigianeria. Con uno stile asciutto, Alessandro Russo scrive di pallone all’ombra del vulcano attivo più grande d’Europa e mette a fuoco le vicende del Calcio Catania in un momento assai delicato della sua esistenza. Intanto, lontano da ragionamenti arzigogolati, strizza l’occhio alla letteratura, alla musica e al teatro: dai Piscarias al Duo da Barba, da Biagio Antonacci a Fëdor Dostoevskij, da Lorenzo de Medici al mago Eliòdoro, a Verga e a Pirandello.
Contiene tutti i tabellini delle gare del Catania nelle stagioni 2014-’15 e 2015-’16.
Prefazione di Pippo Russo, postfazione di Enzo Trantino, copertina di Enzo Salanitro.

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