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VIOLA ARDONE racconta UNA RIVOLUZIONE SENTIMENTALE

novembre 4, 2016

VIOLA ARDONE racconta il suo romanzo UNA RIVOLUZIONE SENTIMENTALE (Salani)

Storia di “Una Rivoluzione sentimentale”…

…ovvero, come mi persi sulla circumvallazione esterna e mi ritrovai in un romanzo

Risultati immagini per viola ardonedi Viola Ardone

Io non ho senso dell’orientamento. Mi perdo. Come un’Alice recidiva in un ricorrente Paese delle Meraviglie. Anche se, sulla strada che mi porta a scuola tutte le mattine, di meraviglie non ce ne sono tante. Insegno italiano e latino in un liceo in provincia di Napoli e ogni giorno faccio la stessa strada, andata e ritorno. E a volte mi perdo. Soprattutto quando sono stanca o arrabbiata, decido inconsciamente di sbagliare strada per mettermi a vagare in un altrove indefinito. Scelgo di “errare” per poter “errare”.

E quando mi perdo inizio a litigare con me stessa ad alta voce: “Ecco qua! Ti sei persa un’altra volta! La strada che fai tutti i giorni da otto anni… Ma come devo fare io con te? Perché fai sempre gli stessi errori?”. Mi mortifico, mi giustifico, mi accendo una sigaretta, la spengo perché la puzza di fumo in macchina non la sopporto, attivo il navigatore sul telefonino, lo giro sottosopra e poi lo rigiro, per capire esattamente chi sono io e qual è la mia direzione, mi fermo, battibecco con la voce atona del satellitare, accosto e con gli occhi lucidi mendico un’informazione al benzinaio.

Poi a scuola ci arrivo, in ritardo ma ci arrivo. L’ultima volta che mi sono persa sulla circumvallazione esterna e mi sono trovata a Grumo Nevano, ho detto: “Basta! Devi metterci più attenzione! Devi tenere gli occhi aperti!”.
E allora ho visto. Ho visto la strada, quella che ogni giorno dalla città mi porta in provincia. Da Napoli alla periferia. La strada costellata di sacchetti multicolori della spazzatura spappolati e mezzo aperti, scarti di lavorazioni manifatturiere accatastati ai bordi, pezzi di mobilio in disuso, copertoni di auto, lamiere arrugginite e ormai indistinguibili.
È la mia strada e io non l’ho mai vista. Perciò mi perdo sempre! Perché non vedo. Guardo ma non vedo.

Ed è proprio così che è nata la protagonista di Una Rivoluzione Sentimentale, Zelda Desiderato, una bella ragazza dei quartieri alti, coltissima, con un dottorato di ricerca in tasca e una carriera universitaria ormai avviata, una che non si è mai contaminata con la materia viscosa dell’amore e che, da un giorno all’altro, si ritrova a insegnare in un liceo dell’hinterland napoletano. Arriva in questa scuola piena di buona volontà e di belle idee e si ritrova in una realtà completamente diversa da quella che aveva immaginato. Ma lei, semplicemente, non la vede. Non riesce a entrarci in contatto. Zelda è fatta così, tutta teoria, tutta libri, tutta princìpi. E niente pratica, niente realtà.

Ho iniziato a seguire Zelda per la strada, l’ho accompagnata in classe tutte le mattine, ho scoperto alcune cose sulla sua vita privata, cose che lei, Zelda, avrebbe voluto tenere nascoste e che contrastano con l’idea stereotipata che abbiamo di una professoressa.
Poi sono arrivati gli altri personaggi: gli alunni di Zelda, ciascuno con la sua voce, i colleghi, l’amica dai capelli rosa, Marcello, l’eterno amico/amante, e finalmente Giacomo, e con lui la Rivoluzione sentimentale.

La verità è che tutti vorremmo cambiare il mondo, o almeno quella fettina che ci è stata destinata. O, a limite, riuscire a modificare una cosa della nostra vita. Una sola. Una per volta.
Ma per fare la “rivoluzione” non basta avere tanti buoni propositi né, per usare le parole di Woody Allen, “qualcuno o qualcosa contro cui rivoltarsi e qualcuno che si presenti e faccia la rivoluzione”.
Bisogna sporcarsi le mani di realtà. Aprire gli occhi, vedere e non solo guardare. “A che cosa sarà servito avere la mani pulite, se le abbiamo tenute in tasca?”, diceva don Milani ai tempi della scuola di Barbiana.
E questo vale anche per la sfera dei sentimenti. Anche lì la rivoluzione arriva sempre quando si è disposti a mettere in gioco qualcosa, con la consapevolezza di poterla perdere: le proprie sicurezze, i ricordi, la fiducia nell’altro o anche in se stessi.

Zelda scopre il mondo dei suoi alunni. Loro il coraggio di cambiare ce l’hanno e addirittura si mettono in testa di organizzare una “rivoluzione” contro i rifiuti sversati nelle terre del loro paese. Zelda si crede una “cattiva maestra”, una che non ha niente da insegnare a questi ragazzi. E invece loro saranno capaci di imparare cose che nemmeno lei sapeva di conoscere. E in cambio le insegneranno che una rivoluzione è sempre possibile.
Una rivoluzione di cuore, di pancia e di testa.

Una Rivoluzione sentimentale.

(Riproduzione riservata)

© Viola Ardone

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La scheda del libro

Una rivoluzione sentimentaleTutti hanno diritto alla propria Rivoluzione: anche Zelda, bella ricercatrice universitaria di buona famiglia, che si ritrova a insegnare quasi per capriccio in un oscuro liceo di provincia, e che non si è mai contaminata con la materia viscosa dell’amore. Zelda crede di essere una che non ha niente da insegnare, e invece i suoi alunni riescono a imparare da lei cose che lei nemmeno sospettava di sapere. Sono molto giovani e non sanno ancora quasi niente della vita, ma hanno appena iniziato a capire quello che non vogliono. E la discarica che intossica il loro paese non la vogliono più.
Ma la Rivoluzione, si sa, è come un fiammifero che una volta acceso tutto infiamma, sovverte e porta a zero. E il vento che si alza dalla protesta dei ragazzi di Scogliano inizia a soffiare in direzione di Zelda, e finisce per scompigliare la sua vita pettinata e asettica. Così anche lei sarà costretta a scendere nella piazza della propria esistenza e a sporcarsi le mani con le materie prime della vita: cura, amore, responsabilità, rifiuto, speranza.
Viola Ardone racconta una storia di desiderio e di riscatto, sullo sfondo di una Napoli vera e pulsante come le passioni che, anche se sopite, bruciano dentro l’anima. Perché tutti e ciascuno hanno diritto alla propria Rivoluzione. E la Rivoluzione, prima o poi, arriva.

Viola Ardone è nata a Napoli nel 1974. Dopo la laurea in Lettere, ha lavorato per diversi anni nel campo dell’editoria ed è autrice di testi scolastici e di narrativa per ragazzi. Attualmente insegna italiano e latino nei licei. Ha pubblicato il romanzo La ricetta del cuore in subbuglio per Salani Editore nel 2012 (tradotto in Germania) e diversi racconti in raccolte antologiche.

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