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IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2017 (la presentazione)

novembre 24, 2016

IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2017

Salone Internazionale del Libro di Torino 2017

Salone Internazionale del Libro di Torino, presentata a Palazzo Madama la XXX edizione

 

 

Il Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Mario Montalcini e il Direttore Editoriale Nicola Lagioia hanno presentato lunedì 21 novembre a Palazzo Madama la 30a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che si terrà da giovedì 18 a lunedì 22 maggio 2017. Guarda qui sopra il video integrale della presentazione.
Il Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Mario Montalcini ha annunciato le nuove partnership che spaziano dalle Unioni Industriali di Torino, Cuneo e Biella all’Università e Politecnico di Torino passando per il Teatro Regio che contribuirà all’allestimento scenografico. Hanno partecipato alla presentazione Sergio Chiamparino (Presidente Regione Piemonte), Chiara Appendino (Sindaca di Torino), Massimo Bray (Consulente della Sindaca di Torino e presidente designato Fondazione per il Libro).
Sarà il Salone dei lettori e degli editori, italiani e stranieri. Al Salone è passata, si è fatta e continua a farsi la storia dell’editoria italiana. A pochi giorni dal comunicato stampa che annuncia l’apertura delle iscrizioni per gli espositori, stanno arrivando le richieste delle case editrici che vorranno essere protagoniste di questa XXX edizione.

«Ringrazio gli oltre cento editori che hanno creduto in noi dalla prima ora, e che hanno creato l’Associazione Amici del Salone Internazionale del Libro. Ma ringrazio ovviamente anche gli altri editori – piccoli e grandi – che nelle ultime settimane si stanno avvicinando al progetto di quest’anno. Qualcuno ci ha addirittura chiesto di raddoppiare lo spazio rispetto all’anno scorso. Sono molti gli editori che amano il Salone, e la gente ama vedere gli editori al Salone. Noi non tradiremo questo affetto. E non tradiremo l’affetto dei lettori.

Ma sarà anche il Salone delle scrittrici e degli scrittori, che raccontano il selvaggio dolore di essere uomini attraverso il romanzo e le poesie del XXI secolo.
Sarà il Salone degli insegnanti e dei ragazzi. Il Salone delle librerie e delle biblioteche, presidi avanzati di difesa della lettura. Sarà il Salone della scienza e del digitale. Il Salone dove si discuterà anche di politica in un’epoca in cui democrazia fa troppo spesso rima con «democratura»: il Salone in cui si parlerà di diritti la cui conferma è sempre precaria, e troppo spesso fittizia.

Daremo ampio spazio alla fotografia, al giornalismo culturale su carta e sul web: indagheremo il rapporto fra libri e cinema e libri e web. E poi il graphic novel: un genere cui io stesso devo un felice shock culturale quando dagli X-men sono passato a Pentothal di Andrea Pazienza. Sarà il salone del cibo, inteso non solo come abbuffate ma anche come cultura e come battaglie politiche da combattere. Il Salone delle religioni e della spiritualità. Parleremo di radio, di serie tv, di tutto quello che ha a che fare con il linguaggio. E parleremo naturalmente di Italia e di Europa, quando l’Europa da culla rischia di diventare tomba della civiltà. Anche l’International Book Forum verrà potenziato.

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La squadra dei consulenti

Ha spiegato Lagioia: «Ho trascorso queste ultime settimane a fare la squadra, in giro forsennatamente per l’Italia e fuori dall’Italia, a incontrare una serie di persone che lavorano nel mondo della cultura e dell’editoria, persone che stimo e di cui apprezzo moltissimo il lavoro. La loro risposta è stato un sì convinto e pieno di passione. In questa squadra ci sono donne e uomini, e ci sono persone provenienti da ogni angolo d’Italia e anche dall’estero, perché il Salone si fa a Torino ma è un Salone nazionale, come testimonia la partecipazione attiva del Ministero della Cultura e quello dell’Istruzione, con cui collaboreremo».

Queste persone amano il Salone di Torino, per come l’hanno frequentato negli anni e per come vorrebbero che fosse in futuro. Credono in questo modello culturale, in una certa idea di cultura.

Così, raccogliendo idealmente l’eredità di Ernesto Ferrero, Guido Accornero e Angelo Pezzana lavorerano al 30ennale Giuseppe Culicchia, Loredana Ljpperini, Fabio Geda, Andrea Bajani, Valeria Parrella, Mattia Carratello, Rebecca Servadio, Alessandro Grazioli, Ilide Carmignani, Eros Miari, Giulia Blasi, Giorgio Gianotto, Alessandro Leogrande, Vincenzo Trione.

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