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Archive for dicembre 2016

BUON 2017!

Eliana Camaioni

Dottore di Ricerca in Filologia, docente di Italiano e Latino, Eliana Camaioni è stata finalista al Premio Molino col racconto Un uomo, menzione di merito al primo Premio Letterario Terremoti di Carta con il racconto Stretto di Messina (2012) e vincitrice dello stesso premio con il racconto Senza paracadute (2013). Ha pubblicato due romanzi: Di verità non dette (2007) e Il legame dell’acqua (2009).  L’amoretiepido (2014) è stato finalista del Premio Letterario Perseide.

Giovanni Parlato

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Giovanni Parlato è nato ad Agrigento ed è cresciuto a Livorno. Laureato in Lettere all’Università di Pisa, è un giornalista del quotidiano il Tirreno. Nel 2011 ha pubblicato il libro “Lui non dette l’ordine. Il caso Sofri e la memoria” (Edizioni Ets). Nel 2013 ha pubblicato “Il quaderno perduto di Pirandello” (Felici).

Fabrizio Palmieri

Fabrizio Palmieri, Messina 1970.
Esercita la professione di Avvocato e si occupa della sicurezza e gestione delle risorse umane nell’ambito dell’Arte Navale.
È Presidente dell’Associazione Culturale Demetra, per la quale ha organizzato eventi su letteratura e fumetto (Messina Fantasy Fest 1a e 2a edizione, Eriador, Cominks). Direttore Generale del Bookbang – Festival delle espressioni letterarie (prima e seconda edizione), è impegnato come Redattore della rivista On-Line’ Isola Illyon’.
Ha scritto e sceneggiato soggetti per fumetti e cinema (“Rigel”, “Tinebra”,“Luna”  per  “Anatama s.r.l. e Rock’n’Comics s.n.c.”, “Rigel: Interlunium” per  Marvel Italia-Cult Comics, divisione della Paninicomics s.p.a., “Luna” per Starcomics s.r.l.).
È stato finalista, con il romanzo “Lux Dei”, del premio Perseide e del concorso “Io Scrivo” della Mauri Spagnol Edizioni, e due volte vincitore del Premio Terremoti di Carta (ed. 2014 e 2015) coi racconti “Luce nel fango”, e “Punto di Felicità”. Nel 2018 è uscito il romanzo “Di amori diversi” (Ad Est dell’Equatore).

Gli articoli di Fabrizio Palmieri pubblicati su LetteratitudineNews sono disponibili qui.

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Daniela Sessa

Daniela Sessa vive e lavora a Siracusa dove insegna Lettere in un Liceo. Appassionata di letteratura e di cinema, affianca la sua professione di docente alla scrittura. Ha partecipato come segretaria di edizione alla realizzazione di un cortometraggio presentato alla Cineteche Francais. Collabora da tre anni in qualità di redattore culturale con il magazine Barbadillo.it, per il quale scrive soprattutto di libri, e poi di cinema, musica e teatro. Di recente oltre che con Letteratitudine, ha collaborato con SicilyMag e il settimanale Tempi. Cura presentazioni di libri e autori.

Gli articoli di Daniela Sessa pubblicati su LetteratitudineNews sono disponibili cliccando qui.

Categorie:Collaboratori

FABIO STASSI racconta LA LETTRICE SCOMPARSA

FABIO STASSI racconta il suo romanzo LA LETTRICE SCOMPARSA (Sellerio) – vincitore del Premio Scerbanenco 2016

Le prime pagine del romanzo sono disponibili qui

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di Fabio Stassi

Vince Corso somiglia a Gérard Depardieu, fuma le Gitanes e, nel tempo libero, suona il clarinetto e ascolta solo musica francese e maghrebina. È nato a Nizza, ma dall’amore di una notte tra una cameriera italiana e uno sconosciuto. Dopo un’infanzia vissuta negli alberghi e nelle pensioni della Costa Azzurra, dove sua madre lavorava, passa l’adolescenza a Genova e si laurea in Lettere a Roma. Per vent’anni figura nelle graduatorie di Scuola secondaria e superiore, per l’insegnamento delle materie letterarie. Ma un settembre si ritrova senza nessun incarico. Prima di lasciare l’Italia, tenta allora una disperata scommessa con sé stesso. Un’anziana ma energica signora gli affitta per due mesi una soffitta a via Merulana e Vince, grazie all’esperienza fatta per qualche mese su una rivista femminile, vi apre uno studio di biblioterapia.
Ha un amico libraio, Emiliano, e un’amica bibliotecaria, Marta. Ogni tanto si siede nel cortile a parlare di boxe con un ex allenatore, il sor Gigi. Il portiere del suo palazzo è peruviano e si chiama Gabriel, ma di cognome. Serena lo ha lasciato prima dell’estate, ma lui ci pensa ancora.
Ogni giorno esce con il suo cane, un weimaraner muto di nome Django, per spedire una cartolina al padre all’unico indirizzo dove sa che, almeno per una volta, quell’uomo è transitato: Hotel Le Negresco, Promenade des Anglais. Come un contabile, vi scrive sopra il resoconto di tutti i suoi fallimenti, delle tante storie che le donne gli raccontano e della sua feroce volontà di farcela.
Comporre la sua storia è stato un azzardo, un’incoscienza e un divertimento. Leggi tutto…

BUON NATALE 2016 DA LETTERATITUDINE

BUON NATALE 2016 DA LETTERATITUDINE

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PAOLO COGNETTI racconta LE OTTO MONTAGNE

PAOLO COGNETTI racconta il suo romanzo LE OTTO MONTAGNE (Einaudi)

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di Paolo Cognetti

Ho cominciato a scrivere Le otto montagne un giorno di giugno del 2014, scendendo con il mio amico montanaro per una gola che chiamano Vallone della Forca. È un toponimo comune sulle Alpi: la forca o forcella è un passo particolarmente angusto, che noi avevamo appena superato per buttarci giù dall’altra parte. Ci lasciavamo alle spalle un posto a cui, per motivi diversi, siamo entrambi legati. Un sentiero interrotto da una frana, una conca in cui raramente s’incontra qualcuno, un grande lago dall’aria cupa, gli ultimi boschi, ruderi, pietraie. Il posto che poi è al centro di questo romanzo che ho scritto. https://i0.wp.com/static.lafeltrinelli.it/static/frontside/xxl/5/7327005_2044687.jpgCamminando io e il mio amico non parliamo molto, però ci piace ogni tanto indicare le cose e condividere con l’altro i ricordi che alle cose sono legati. Su quel sentiero c’è la baita col tetto di lamiera dove io ho passato una notte, anni fa, senza chiudere occhio sotto il temporale, e poco dopo l’alpeggio in cui la mamma del mio amico saliva da bambina, in groppa a un mulo che ragliava alla luna. C’è il punto in cui lui ha bivaccato in primavera, illudendosi di passare una notte romantica con la sua futura moglie furibonda, e quello in cui io a dodici anni ho piantato la tenda con mio padre, dopo aver fatto il bagno nel lago e cantato davanti al fuoco. Queste storie le conosciamo già, ce le siamo raccontate tante volte, ma camminando per quei posti non è noioso riascoltarle, è come veder riaffiorare nell’altro i ricordi e si è contenti di essere lì mentre succede, onorati di venire accolti in quel luogo così privato. Noi due ci stupiamo sempre di aver condiviso gli stessi sentieri in una vita precedente, ed è probabile che una volta o l’altra ci siamo pure incontrati – io un bambino di città che camminava davanti a suo padre, lui un ragazzo di montagna scontroso e solitario – senza poter immaginare che in un futuro lontano vent’anni saremmo diventati amici. Queste sono le cose che di solito ci diciamo, e ce le saremo ripetute anche quella mattina di giugno. Leggi tutto…

ANDATA E RITORNO di Elena Ciurli

Pubblichiamo alcuni estratti di ANDATA E RITORNO, romanzo d’esordio della giovane piombinese Elena Ciurli pubblicato dalla casa editrice Il Foglio letterario di Gordiano Lupi (sempre attento a scovare giovani talenti letterari)

INCIPIT

Caffè all’italiana

Quanti fornelli ho condiviso negli ultimi anni? Angoli incrostati dalle più svariate pietanze, schizzati da mani sconosciute che parlavano lingue sempre diverse. Odori, gesti e volti che si sono mescolati con i miei per una piccola parentesi; occhi che sono rimasti impressi, o bocche sbiadite come una maglietta lavata troppe volte. Con qualcuno di loro mi sono tenuto in contatto, altri non li sento più, forse perché non li ho ascoltati mai.

(…)

CAPITOLO 2

Panzanella

Apro gli occhi e mi ritrovo appoggiato al finestrino del treno, con la guancia infuocata; mentre dormivo devo averci sbattuto diverse volte la testa, perché è tutta indolenzita. Mi è sempre piaciuto assistere alle apnee di sonno degli altri sui mezzi pubblici, vederli indifesi con la boccia senza controllo ondeggiare da una parte all’altra fino allo strike sul vetro, o sulla spalla dello sconosciuto seduto accanto. E poi gustarmi la loro espressione sorpresa, come se si fossero svegliati per la prima volta, accorgendosi un secondo dopo che invece non è stata un’esperienza mistica o di rinascita, e che hanno fatto solo una bella figura di merda, con una firma di saliva secca sul viso a far da ciliegina sulla torta. Leggi tutto…

LUIS SEPÚLVEDA e le bussole: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

sepulveda-bussole-1IL VECCHIO CHE LEGGEVA ROMANZI D’AMORE di Luis Sepúlveda

Il mese scorso ci siamo occupati del nuovo ottimo romanzo di Luis Sepúlveda, intitolato “La fine della storia” (Guanda, traduzione di Ilide Carmignani). Oggi puntiamo la nostra attenzione su un romanzo breve dello scrittore cileno dal titolo molto dolce e evocativo: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore“, pubblicato anche questo da Guanda (con traduzione di Ilide Carmignani).

La storia è incentrata sulla figura di Antonio José Bolivar, un vecchio che vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Giunto ai confini della propria esistenza, non rimane molto ad Antonio. Tiene sempre con sé la fotografia sbiadita di sua moglie, convive con i ricordi di un’esperienza, finita male, di colono bianco. E poi ci sono alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall’aver vissuto “dentro” la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.

Guanda ha pubblicato il romanzo nella graziosa collana “Le bussole“, i cui libri si tengono letteralmente in un palmo di mano. Libri da portare con sé in tasca, o nell’angolo di una borsa; pronti per essere gustati in ogni occasione. Insomma, un ottimo compromesso tra il classico – e un po’ ingombrante – libro cartaceo e l’ultraleggero ebook.

 

Sepúlveda ha dedicato il romanzo all’amico Chico Mendes, come evidenziato nell’immagine in basso. Leggi tutto…

CANDORE di Mario Desiati (intervista all’autore)

CANDORE di Mario Desiati (Einaudi) – Intervista all’autore

di Massimo Maugeri

C’era molta attesa per il nuovo romanzo di Mario Desiati, che seguo da molti anni. Ricordo con nostalgia questo dibattito sul suo romanzo “Il paese delle spose infelici”, edito da Mondadori nel 2008 (con la partecipazione dello stesso Desiati, ma anche con la “partecipazione” speciale di Maurizio de Giovanni). E ricordo anche l’ottimo “Ternitti“, (Mondadori, 2011) romanzo finalista al Premio Strega: ho avuto piacere di discuterne con l’autore nell’ambito del mio programma radiofonico “Letteratitudine in Fm” (è possibile riascoltare la puntata radiofonica cliccando qui).

Il nuovo romanzo è uscito da qualche settimana per i tipi di Einaudi e si intitola “Candore“. Il tema è quello della pornografia. Lo sguardo è quello di un diciottenne: Martino Bux.

Roberto Saviano ne ha parlato in questi termini: «Candore è il romanzo dei romanzi e racconta come mai è stato fatto finora la mia generazione, la generazione di quegli italiani del Sud al tramonto d’ogni altra speranza se non quella di galleggiare, sognando amori romanticamente immorali capaci di assorbire e cancellare lo squallore».

Ne discuto con l’autore…

mario-desiati– Caro Mario, partiamo dall’inizio con la mia solita domanda introduttiva. Come nasce “Candore”? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione?
Un’idea di sfida. Volevo raccontare in modo onesto e libero da moralismo una storia di ossessioni e tagliarla con la pornografia, una delle più complicate sfaccettature del postmoderno. Un luogo pericolosissimo che ha un sacco di rischi, in primis la morbosità. Una delle prime persone a cui confidai che ero affascinato da questo mondo che volevo raccontare era Antonio Franchini, all’epoca anche il mio capo in Mondadori. Lui aveva scritto un capitolo nelle Cronache della Fine che parlava di Riccardo Schicchi ed Eva Henger. Era un romanzo su editoria, ambizioni perdute e ossessioni. Trovai che era riuscito in quel capitolo a mettere tante cose che pensavo e non riuscivo ancora a ordinare sul porno. Mi colpì la sua chiarezza, il fatto che aveva ammesso di guardare porno e che da lì nasceva una riflessione sul mondo che vivevamo.

– Se non sbaglio questo tuo romanzo ha avuto una gestione piuttosto lunga. Cosa puoi dirci da questo punto di vista? Hai svolto un’attività di ricerca, di “indagine”, propedeutica alla scrittura? O cos’altro?
È un mondo che conosco molto bene per mille ragioni, personali anche, è ovvio che c’è sempre un’indagine e una ricerca in ogni romanzo, non esistono romanzi che nascono senza un minimo di studio, anche un semplice sguardo deve essere elaborato in un raffinamento dello stile. Proprio perché si parla di sesso, lati oscuri, confini del senso del pudore, personali e comuni.

– Il titolo del romanzo, a prima vista, potrebbe sembrare paradossale. In che modo la parola “Candore” si può accostare a una problematica come quella della pornografia? A quale tipo di candore si riferisce il romanzo? Leggi tutto…

AL SALONE DI TORINO NASCE IL SUPERFESTIVAL: Torino sarà la casa-vetrina dei festival culturali italiani

AL SALONE DI TORINO NASCE IL SUPERFESTIVAL: Torino sarà la casa-vetrina dei festival culturali italiani

XXX Salone internazionale del Libro di Torino

Il XXX Salone Internazionale del Libro di Torino sarà la vetrina dei festival culturali italiani. Un Superfestival in cui le esperienze più interessanti e creative da tutta la Penisola si incontreranno portando ciascuno il meglio dei propri autori e la peculiarità della propria formula. I primi festival ad aderire sono già 12, da 11 regioni: dall’Economia di Trento alla Mente di Sarzana.

Per i festival che vogliono aderire, c’è anche una mail: press@superfestival.it

L’idea è nata da Marco Cassini, l’editore di Sur, e da Gianmario Pilo, libraio de La galleria del libro di Ivrea: insieme ideatori e organizzatori de La Grande Invasione, il festival della lettura che si tiene a inizio giugno nella città olivettiana. Il progetto è sviluppato assieme al Salone e sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura, che già aveva dato vita alla rete delle Città del libro di cui il Superfestival rappresenta una nuova tappa.

I primi 12 festival che hanno aderito sono: Leggi tutto…

FABIO STASSI VINCE IL PREMIO SCERBANENCO 2016

È FABIO STASSI IL VINCITORE DEL PREMIO SCERBANENCO 2016 con il romanzo “La lettrice scomparsa” (Sellerio)

Le prime pagine del romanzo sono disponibili qui

La lettrice scomparsa

La Giuria del Premio Giorgio Scerbanenco 2016, composta da Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Ranieri Polese, Sebastiano Triulzi e John Vignola ha deciso di assegnare il PREMIO per il miglior romanzo noir italiano dell’anno a

LA LETTRICE SCOMPARSA
di Fabio Stassi
edito da Sellerio

con la seguente motivazione:

Perché, pur non provenendo dalla letteratura strettamente di genere noir, l’autore ha esplorato una via originale, che passa dal mondo dei libri e della lettura, per raccontare un’indagine e risolvere un caso. Sorretto da una scrittura molto felice, denso di citazioni  non solo letterarie,  il libro sottolinea il confine quasi metaforico tra realtà nera e artificio letterario, e riesce a far coesistere perfettamente noir e letteratura “alta”, suspense e ironia, regalandoci infine una figura di detective per caso che resta ben impressa nella memoria del lettore.

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Il libro Leggi tutto…

CITTÀ CHE LEGGE (pubblicato l’Avviso per candidarsi)

Pubblicato l’Avviso per candidarsi alla qualifica di “Città che legge”: i Comuni hanno tempo fino al 31 gennaio 2017

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citta-che-legge

Dalla lettura dipendono lo sviluppo intellettuale, sociale ed economico delle comunità: è con questa consapevolezza che il Centro per il libro e la lettura, d’intesa con l’ANCIAssociazione Nazionale Comuni Italiani attraverso la qualifica di Città che legge ha deciso di promuovere e valorizzare quelle Amministrazioni comunali impegnate a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione della lettura. L’intento è di riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva. Leggi tutto…

PIOGGIA E SETTEMBRE di Orazio Caruso (recensione e intervista)

PIOGGIA E SETTEMBRE di Orazio Caruso (Algra editore)

Orazio Caruso insegna Lettere nelle scuole medie superiori, cura gli allestimenti teatrali del suo liceo e si occupa di poesia, critica letteraria ed editoria. Ha pubblicato i romanzi: Sezione Aurea, 2006; Comici Randagi, 2012 (selezionato al Premio Brancati-Zafferana) e Finisterre, 2015 (Premio “Più a sud di Tunisi” Portopalo di Capo Passero). Il suo nuovo romanzo si intitola “Pioggia e settembre” ed è pubblicato dall’editore Algra (in copertina un’illustrazione di Alessio Grillo).

Di seguito, una bella recensione firmata da Giovanna Caggegi e una mia intervista all’autore.

Massimo Maugeri

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recensione di Giovanna Caggegi

L’ultimo romanzo di Orazio Caruso, Pioggia e settembre (Algra editore), si offre come una materia incandescente per la ricchezza e la straordinaria sintesi dei temi e delle forme, ovvero degli aspetti stilistici, della sua ispirazione: Poesia, Filosofia, Musica, Teatro.
Suscitate dalla lettura, mi piace condividere alcune suggestioni in forma sparsa o rapsodica, pensando di assecondare lo ‘spirito’ ariostesco che impregna il romanzo, come del resto esplicita l’autore citando l’incipit dell’Orlando furioso del quale quest’anno si festeggiano i 500 anni dalla pubblicazione.
Partiamo perciò dal titolo, Pioggia e settembre (che è anche il titolo di una canzone di Maurizio La Ferla su testo dello stesso Orazio Caruso), azzardandone una interpretazione. Settembre è il mese che chiude l’estate, non è ancora la piena maturità dell’autunno, ma è un momento di preparazione al cambiamento, alla raccolta dei frutti, alla vendemmia, dunque ai bilanci, se riportato a una dimensione esistenziale. E nel romanzo i protagonisti sono trentenni chiamati a entrare nell’’età della ragione’ e a fare i conti con sé stessi innanzitutto, con le loro radici, le loro scelte, le ambizioni e il loro destino futuro.
La pioggia del titolo è poi l’elemento naturale, ma anche la cifra simbolica, che a chiusura del romanzo interviene a sciogliere la tensione del dramma e a segnare il beneaugurante passaggio lustrale a una nuova stagione della vita. Quello delle stagioni è, del resto, un luogo molto caro all’autore che ama mettere in relazione il tempo lineare della Natura con quello franto e dialettico della Storia e dell’uomo nel suo destino individuale. Leggi tutto…

NOIR IN FESTIVAL 2016

noiinfestival-2016Tutte le informazioni su… NOIR IN FESTIVAL 2016 – XXVI edizione – Como 8-10 | Milano 11-14 dicembre 2016

GLI OCCHI DELLA PANTERA PER NOIR IN FESTIVAL – REBORN

Ha lo sguardo duplice e selvaggio la pantera nera che da quest’anno diventa il simbolo del nuovo NOIR IN FESTIVAL in programma da giovedì 8 a mercoledì 14 dicembre prima a Como e poi a Milano, con un’anteprima d’eccezione per la consegna del Raymond Chandler Award a Roberto Saviano (il 7 dicembre al Teatro Sociale di Como) e una chiusura a sorpresa giovedì 15 (all’auditorium di IULM) con la finale del game Fight Cult dedicato al film noir italiano degli anni 2000.

In quegli occhi, indiretto omaggio a Cat People di David Bowie (ma anche di Paul Schrader e Jacques Tourneur) c’è il caleidoscopio delle sfumature in cui si rispecchia il nuovo profilo del festival, attento a tutte le contaminazioni e le mutazioni del genere tra cinema, letteratura, televisione e graphic novel, storia e cronaca.

Personaggio emblematico di questa evoluzione è sicuramente Tim Burton, il più imprevedibile e geniale tra i maestri che attraversano il genere come una “favola nera” in cui si specchiano sogni e incubi dello spettatore contemporaneo. A lui il festival rende omaggio quest’anno con una serata speciale nel segno di Miss Peregrine.

Molti i grandi ospiti attesi per la prossima edizione. Tra i primi confermati: Adriano Giannini e Pascal Bonitzer, Dario Argento e Gabriele Salvatores, Gianrico Carofiglio e Carlo Lucarelli, Pino Insegno e Vinicio Marchioni, Jean François Richet e Johnnie To, Mai Jia e Donato Carrisi, Massimo Carlotto e Jesper Stein, Maurizio De Giovanni e Claudio Amendola

Voluto dall’Associazione Amici di Como, che dalle nevi di Courmayeur lo ha accompagnato nella “Città dei balocchi”, sulle rive del lago, dove 90 anni fa debuttava Alfred Hitchcock e poi ridisegnato a Milano grazie all’impegno di IULM, il Noir in Festival vive una nuova vita dopo aver festeggiato lo scorso anno i suoi primi 25 anni di successo. Leggi tutto…

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: quasi un titolo ebook su due è self publishing

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI 2016: quasi un titolo ebook su due è self publishing

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Più libri più liberi: quasi un titolo ebook su due è self publishing
Grandi numeri di titoli ma il mercato è meno di un terzo di quello dei libri digitali
Presentata la nuova indagine nazionale sul self publishing realizzata da AIE

Roma, 10 dicembre 2016. Nel 2015 quasi un titolo su due (il 41,4% per la precisione) degli ebook pubblicati è self publishing. Parliamo di 25.817 titoli, per un confronto erano solo 146 nel 2010. E’ quanto emerge dalla nuova indagine nazionale sul mercato self publishing, a cura dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) che fotografa il fenomeno dopo tre anni dalla precedente, presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino a domani al Palazzo dei Congressi dell’Eur. 

L’autopubblicazione ha registrato un incremento esponenziale con lo sviluppo del digitale e dei social soprattutto per i libri digitali. Oggi i titoli autopubblicati in formato cartaceo rappresentano circa l’8,9% della produzione editoriale complessiva (il 7,1% nel 2010).

Si stima che in totale siano circa 27-28 mila le persone che hanno scritto, scrivono e si siano autopubblicate, con una sovrapposizione non stimabile tra chi sceglie di farlo in versione tradizionale o esclusivamente/anche in digitale.

Quali sono i generi preferiti? Leggi tutto…

PAPE SATÀN ALEPPE di Umberto Eco: la nuova edizione

umberto-eco-tullio-pericoliLa nuova edizione del volume “PAPE SATÀN ALEPPE. Cronache di una società liquida” di Umberto Eco (La nave di Teseo) ha in copertina un ritratto di Tullio Pericoli (con un poster esclusivo di Tullio Pericoli)

Domenica 11 dicembre alle 16, a Roma, Palazzo dei Congressi – Sala Diamante, nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi” si svolgerà l’incontro dal titolo “Due o tre cose che sappiamo di Umberto Eco” con: Mario Andreose, Stefano Bartezzaghi, Beppe Cottafavi, Bruno Manfellotto

Riproponiamo, di seguito, l’intervista impossibile a Umberto Eco realizzata da Massimo Maugeri

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Ipotetica conversazione sul volume “Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida” di Umberto Eco (La nave di Teseo)

di Massimo Maugeri

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Foto Cover di Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida. Con Poster, Libro di Umberto Eco, edito da La nave di Teseo– Carissimo prof (posso chiamarla così?), intanto vorrei dirle che sono molto felice di poter dedicare a Lei e al suo nuovo libro questo spazio…
Non ho mai potuto sopportare, diciamo dagli ottanta in avanti, che mi si chiamasse “prof”. Forse che un ingegnere lo si chiama “ing” e un avvocato “avv”? Al massimo si chiamava “doc” un dottore, ma era nel West, e di solito il doc stava morendo tisico e alcolizzato.

– Mi scusi, non ero a conoscenza di questo suo fastidio
Non è che abbia mai protestato esplicitamente, anche perché l’uso rivelava una certa affettuosa confidenza, ma la cosa mi dava noia e me la dà ancora. Meglio quando, nel Sessantotto, gli studenti e i bidelli mi chiamavano Umberto e mi davano del tu.

– Non mi permetterò di darLe del tu e mi limiterò a chiamarla prof. Umberto Eco, o professor Eco…
Ripartiamo dall’inizio: come le dicevo sono molto lieto di questo spazio dedicato a “Pape Satàn Aleppe“. In qualche modo questo suo libro aiuta noi lettori ad accettare la sua scomparsa. Inutile dirLe che ci manca molto e che avremmo voluto che rimanesse con noi per molto altro tempo ancora…

Ricordo che quando ero ragazzo mi dicevo che non era giusto superare i sessant’anni, perché dopo sarebbe stato terribile sopravvivere acciaccato, bavoso e demente in un ricovero per poveri vecchi. E quando pensavo al Duemila mi dicevo che sì, teste Dante, avrei potuto vivere sino ai settanta e quindi arrivare sino al 2002, ma era un’ipotesi molto remota e di rado si raggiungeva quella venerabile età.

– Comunque sia, Lei continua a essere presente tra noi con i suoi libri e con “Pape Satàn Aleppe” in particolare. Parliamo di questo libro. Un libro che deriva dalle sue Bustine di Minerva pubblicate su l’Espresso. Ci racconti di questa esperienza… Leggi tutto…

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: l’editoria italiana si conferma più internazionale

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI 2016: l’editoria italiana si conferma più internazionale

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Cresce ancora l’interesse all’estero per i libri per bambini e la narrativa, cambiano i paesi di riferimento
Presentati i dati dell’indagine AIE e ICE

E i piccoli? Comprano più di quello che vendono

Roma, 9 dicembre 2016. L’editoria italiana diventa sempre più internazionale nella sua capacità di affermare autori e titoli, ormai non più solo nel settore Bambini e Ragazzi, ma anche nella Narrativa. E questo mentre diminuisce nel 2016 il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti da case editrici straniere.
E’ quanto emerge dalla ricerca sull’import/export dei diritti realizzata dall’Ufficio studi dell’
Associazione Italiana Editori (AIE) per conto dell’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.

Una fotografia su come le case editrici italiane si muovono in ambito internazionale, e che evidenzia che nel 2016 hanno venduto all’estero i diritti di 6.229 titoli (+5,3% sul 2015) e ne hanno acquistati 10.169 (-4,8% sul 2015).

Per dimostrare l’influenza dell’export basti pensare che i titoli venduti nel 2016 rappresentano il 9,5% delle novità pubblicate mentre nel 2011 erano il 3,2%.

Quali sono i generi più venduti? Leggi tutto…

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: la corsa dei piccoli editori

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: continua la corsa dei piccoli editori

Risultati immagini per più libri più liberi sono tutte storieLa conferma dai dati Nielsen: vanno meglio del resto del mercato.
Performance nettamente positive per loro

Monaco (presidente Piccoli editori AIE): “Dentro la crisi i piccoli editori sanno “differenziare la qualità”

Continua e si consolida la crescita dei piccoli editori. Per il secondo anno chiudono i primi dieci mesi dell’anno con un doppio segno +, sia per numero di copie di carta vendute che per fatturato. E’ questa la maggiore evidenza dall’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editori, e in programma fino all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.

I piccoli editori – intendendo quei marchi editoriali indipendenti con un venduto a prezzo di copertina sotto i 16milioni di euro – registrano per il libro di carta nei canali trade (librerie, librerie online – al netto di Amazon – e grande distribuzione) andamenti opposti a quelli del mercato generale, confermando perfomance positive sia per fatturato (valore) che per numero di copie (volume).

Il 2016 per il mercato generale del libro? In trend positivo ma con un debole segno + per fatturato, in calo per copie vendute. Grande distribuzione in sofferenza: i primi 10 mesi dell’anno evidenziano un +0,2% a valore e un -3,2% a volume secondo i dati di Nielsen. Se si toglie però la grande distribuzione organizzata, i dati cambiano molto: +1,9% il valore complessivo del mercato del libro di carta e -0,8% la diminuzione delle copie. E’ proprio questo canale quello più in sofferenza per la vendita dei libri, tanto da influenzare (come dimostrano i dati) i risultati complessivi di tutto il mercato.

I generi in crescita negli acquisti degli italiani in questo 2016?

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PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: apre la quindicesima edizione

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: apre la quindicesima edizione

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La scrittura come resistenza nella guerra civile ideologica, i libri come armatura: la quindicesima edizione di Più libri più liberi ha aperto le porte nel segno dell’indipendenza culturale

SONO TUTTE STORIE
Palazzo dei Congressi (Roma), 7-11 dicembre 2016

Roma, 7 dicembre 2016. Cinquemila storie distribuite tra gli stand del Palazzo dei Congressi a Roma per raccontare, in 5 giorni di eventi, incontri e presentazioni, lo stato dell’arte della piccola e media editoria italiana. La quindicesima edizione di Più libri più liberi (www.plpl.it), la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria promossa e organizzata da AIE – Associazione Italiana Editori e in programma da mercoledì 7 a domenica 11 dicembre 2016 al Palazzo dei Congressi dell’EUR, ha acceso quest’oggi i riflettori con gli interventi delle autorità istituzionali e degli organizzatori. “Con orgoglio siamo lieti di portare avanti la tradizione di quello che negli anni è divenuto il più importante evento culturale della Capitale” ha esordito il direttore della manifestazione Fabio Del Giudice, sostenuto da Antonio Monaco, presidente del Gruppo Piccoli Editori di AIE: “La Fiera offre preziose occasioni di scambio tra gli operatori della filiera, gli autori e il pubblico. Questo modello di Fiera è unico al mondo, e dà la possibilità a tutti gli editori di avere egual visibilità senza differenze. È un momento florido per la produzione, cinquemila testi differenti indicano una scena vivace”.

Un’onda positiva che Romano Montroni, Presidente del Centro per il Libro e la Lettura ritiene fondamentale, poiché “senza lettura non può esserci cultura né tantomeno riflessione sulla vita. Ciò non può che giovare alla crescita cognitiva delle nuove generazioni, ma deve dall’altra parte ricevere sostegno da parte degli investitori pubblici e privati attraverso un programma unitario”.<
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PREMIO PIRANDELLO 2016 a Paolo Di Stefano e Pippo Pattavina

I pesci devono nuotarePAOLO DI STEFANO e PIPPO PATTAVINA saranno premiati nell’ambito del PREMIO PIRANDELLO 2016

Nell’ambito della V edizione del Premio Letterario Luigi Pirandello, promosso dal presidente dell’E.R.S.U. (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catania Alessandro Cappellani e destinato agli studenti più meritevoli, la giuria, presieduta da Sarah Zappulla Muscarà, ha premiato lo scrittore Paolo Di Stefano, inviato speciale del “Corriere della Sera”, per il romanzo “I pesci devono nuotare” (Rizzoli), e l’attore Pippo Pattavina, protagonista de “Il piacere dell’onestà“.

La cerimonia di premiazione avrà luogo il 16 dicembre alle ore 17, presso la Pinacoteca del Museo Diocesano di Catania.

I pesci devono nuotare” (Rizzoli) – di Paolo Di Stefano

Telbana, Egitto: in questo piccolo paese a nord est del Cairo, dove il colore dei campi si fonde col rosso delle case incompiute e dei vicoli sterrati, vive Selim. Suo padre gli ha insegnato il rigore e il senso di sacrificio, negandogli i desideri: «Devi allungare i piedi fino a dove c’è la coperta». Ma Selim è tenace e non si accontenta della vita che il destino gli ha riservato, e così, con l’incoscienza e la forza dei suoi diciassette anni, attraversa il deserto e la Libia, fino a raggiungere il mare e imbarcarsi per l’Italia.Dopo fatiche, stenti e preghiere sussurrate, il viaggio lo conduce in Sicilia, insieme a centinaia di migranti in cerca di sogni. Il suo è il più grande e ambizioso: vuole un riscatto dall’infanzia che si è lasciato alle spalle, parlare l’italiano meglio degli italiani, costruirsi un futuro. È una strada tortuosa, che sembra impossibile, ma Selim non si arrende e, tra cadute e risalite, cerca il proprio posto in una Milano che non regala niente a nessuno. Selim non è solo. Dentro e accanto alla sua vita ne scorrono altre, meno luminose ma altrettanto esemplari: la dolce Marlene, il ruvido Raymon, l’amico Tawfik e alcuni misteriosi angeli protettori.In un mondo che cambia velocemente alziamo barriere per difenderci da ciò che non conosciamo. Paolo Di Stefano, con questa storia vera che ha le sue radici nella cronaca di tutti i giorni ma che ci trasporta lontano, in un viaggio sorprendente, racconta i sentimenti, le scoperte e le emozioni di chi sta dall’altra parte di quel muro. Di chi ha imparato un principio universale: i pesci devono nuotare. Leggi tutto…

TAORMINA riavrà la sua libreria storica

TAORMINA riavrà la sua libreria storica: nuova sede per la libreria Bucolo di Taormina

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L’Assessore ai Bbcc della Regione Siciliana Carlo Vermiglio ha annunciato che l’attività sarà ospitata in una parte dei locali di Palazzo Ciampoli

TAORMINA – «Abbiamo voluto dare continuità e rinnovato slancio ad un’attività che non può considerarsi un mero esercizio commerciale, ma una vera e propria officina culturale, e perciò in grado di garantire risultati eccellenti in un luogo che rappresenta un brand mondiale di cultura e turismo». Con questa motivazione, costruttiva e pertinente, l’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Carlo Vermiglio, ha annunciato che la Libreria Bucolo sarà ospitata in una parte dei locali di Palazzo Ciampoli, gioiello dell’architettura gotico-catalana di proprietà del demanio regionale, che domina l’omonima scalinata affacciata sul corso principale di Taormina. Leggi tutto…

L’ESTATE FREDDA di Gianrico Carofiglio (recensione)

L'estate freddaL’ESTATE FREDDA di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

Un estratto del libro è disponibile qui

di Lorenzo Marotta

Nel tempo della povertà e della vanità leggere il nuovo romanzo di Gianrico CarofiglioLestate fredda, Einaudi 2016, è riconciliarsi con la buona letteratura. Perché ancora una volta lAutore dà prova di grande maestria nel mettere in scena lintreccio di una vicenda che, sullo sfondo dei delitti di mafia di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino,  attiene al mondo della malavita nel territorio pugliese, rispetto al quale si definiscono e prendono corpo personaggi che i lettori difficilmente dimenticheranno. Il romanzo prende lavvio da un fatto anomalo accaduto a Bari: il sequestro a scopo di estorsione del figlio di un temibile capomafia. Chi ha osato tanto? Chi ha potuto azzardare una simile azione destinata a scatenare un inferno di fuoco? Lipotesi investigativa più immediata è quella di una guerra allinterno dello stesso clan criminale. Una ribellione al capo. Gli stessi morti ammazzati e le vittime di lupara bianca, appartenenti tutti alla medesima cosca, sembrano avvalorarla. Ma non tutto quello che sembra corrisponde al vero. Ne è convinto il maresciallo Fenoglio, un uomo amante della lettura, della musica e interamente dedicato al suo lavoro. Un esempio di dedizione alla legge, ossessionato dal rispetto delle regole e dal rovello di non dare niente di scontato nelle indagini di un delitto. Non così per i suoi sentimenti nei confronti della moglie Serena che ama, una professoressa che ha deciso di abbandonare la casa per fare chiarezza dentro di séDel resto lei lo aveva appena detto: non bisogna dare le cose per scontate. Intendeva: non bisogna dare le emozioni e i sentimenti per scontati. Vanno condivisi, vanno detti e resi tangibili. Non bisogna dare lamore per scontato. Leggi tutto…

NON SMETTO DI AVERE FREDDO di Emilia Bersabea Cirillo (un estratto)

http://www.liguana.it/image1200/_168Pubblichiamo un estratto del romanzo NON SMETTO DI AVERE FREDDO di Emilia Bersabea Cirillo (L’Iguana, 2016), vincitore della XI edizione del Premio Minerva per la letteratura

STELLA FULGENTE

È lei. Dorinà, con i capelli che svolazzano come frange di uno scialle.
Non l’ho mai dimenticata. Dorinà, bellezza al bagno. Stella fulgente. Violetta di terrazzo. La preferita in assoluto. Bella, generosa, credulona, diligente, ripetitiva. Si affezionò a me perché ero diversa da lei. Animo di burro.
Io stavo a leggere tutto il tempo e non m’importava niente del resto, disubbidivo a suor Vittoria, non davo mai retta alle mie compagne, vivevo per i fatti miei. La notte dormivo senza girarmi nel letto mille volte perché, in fin dei conti, il conservatorio di santa Gertrude era solo un posto come un altro. In più aveva quel terrazzo sul mare dove potevamo correre e giocare a mosca cieca.
A casa scavavo fossi. Mi svegliavo da sola, mia madre dormiva fino a tardi e poi usciva senza dire nulla. A scuola andavo quando potevo, la maestra si lamentava della mia sonnolenza, del mio grembiule stazzonato, dei miei capelli in disordine. La mamma ha un lavoro importante, esce presto al mattino e io devo fare tutto da sola, spiegai alla maestra, seccata dai suoi rimproveri. Era quasi la verità.
Mio padre stava sempre fuori, guidava un camion in giro per l’Europa per conto di una ditta di Nocera, quando tornava a casa dormiva due giorni di fila. Era tarchiato e bruno, con la faccia butterata. Ormoni in circolo, chissà con chi se la fa, diceva mia madre.
Ma un bel giorno niente più casa, niente più giardino. Addio fiori e lucertole, grembiuli senza fiocco, capelli scarmigliati. Fui portata in istituto, nessuno della famiglia aveva voluto occuparsi di me. Leggi tutto…

DA QUESTO LUOGO, DA QUESTO TEMPO

“DA QUESTO LUOGO, DA QUESTO TEMPO. LETTERA A….”. I EDIZIONE CONCORSO DI SCRITTURA EPISTOLARE, APERTO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO.

da-questo-luogo

La Biblioteca delle donne “Ipazia di Alessandria” del Liceo scientifico C. Caminiti di Giardini Naxos, in collaborazione con il festival Naxoslegge e la casa editrice Edizioni Arianna di Geraci Siculo, bandiscono la I edizione del Concorso di scrittura epistolare intitolato “Da questo luogo, da questo tempo. Lettera a…”. Il concorso intende, attraverso il recupero della forma di scrittura epistolare, promuovere la conoscenza di figure femminili della nostra isola, distintesi in diversi ambiti e per svariate motivazioni, allo scopo di valorizzare il loro contributo e favorire processi di lettura consapevole e critica.

Annualmente sarà indicato il personaggio femminile cui i partecipanti dovranno inviare il loro testo-lettera.

La giuria selezionerà i dieci elaborati ritenuti più meritevoli, a cui saranno inviate dieci missive di risposta, elaborate  da dieci scrittrici. I venti testi epistolari saranno convogliati in un unico volume, pubblicato a cura e a spese della casa editrice Edizioni Arianna, partner del progetto e la suddetta pubblicazione costituirà il premio del concorso.
La casa editrice Edizioni Arianna e il festival Naxoslegge, partners della iniziativa, avranno cura di promuovere il volume, una volta editato, con presentazioni, partecipazioni a fiere e strategie di comunicazione editoriale, in cui gli studenti e le scuole di riferimento, insieme alle scrittrici coinvolte, saranno protagonisti attivi e operativi.
Per la I edizione, quale destinataria delle missive, è stata scelta Maria Occhipinti di Ragusa, autrice del noto racconto “Una donna di Ragusa”, attivista, promotrice, tra gli altri, del movimento “Non si parte”, nato in Sicilia nel 1943. Leggi tutto…