Archivio

Archive for dicembre 2016

BUON 2017!

buon-2017 Leggi tutto…

Annunci

Fabrizio Palmieri

Fabrizio Palmieri, Messina 1970.
Esercita la professione di Avvocato e si occupa della sicurezza e gestione delle risorse umane nell’ambito dell’Arte Navale.
È Presidente dell’Associazione Culturale Demetra, per la quale ha organizzato eventi su letteratura e fumetto (Messina Fantasy Fest 1a e 2a edizione, Eriador, Cominks). Direttore Generale del Bookbang – Festival delle espressioni letterarie (prima e seconda edizione), è impegnato come Redattore della rivista On-Line’ Isola Illyon’.
Ha scritto e sceneggiato soggetti per fumetti e cinema (“Rigel”, “Tinebra”,“Luna”  per  “Anatama s.r.l. e Rock’n’Comics s.n.c.”, “Rigel: Interlunium” per  Marvel Italia-Cult Comics, divisione della Paninicomics s.p.a., “Luna” per Starcomics s.r.l.).
È stato finalista, con il romanzo “Lux Dei”, del premio Perseide e del concorso “Io Scrivo” della Mauri Spagnol Edizioni, e due volte vincitore del Premio Terremoti di Carta (ed. 2014 e 2015) coi racconti “Luce nel fango”, e “Punto di Felicità”.

Categorie:Uncategorized

Daniela Sessa

Daniela Sessa vive e lavora a Siracusa dove insegna Lettere in un Liceo. Appassionata di letteratura e di cinema, affianca la sua professione di docente alla scrittura. Ha partecipato come segretaria di edizione alla realizzazione di un cortometraggio presentato alla Cineteche Francais. Collabora da tre anni in qualità di redattore culturale con il magazine Barbadillo.it, per il quale scrive soprattutto di libri, e poi di cinema, musica e teatro. Di recente oltre che con Letteratitudine, ha collaborato con SicilyMag e il settimanale Tempi. Cura presentazioni di libri e autori.

Categorie:Uncategorized

FABIO STASSI racconta LA LETTRICE SCOMPARSA

FABIO STASSI racconta il suo romanzo LA LETTRICE SCOMPARSA (Sellerio) – vincitore del Premio Scerbanenco 2016

Le prime pagine del romanzo sono disponibili qui

Risultati immagini

di Fabio Stassi

Vince Corso somiglia a Gérard Depardieu, fuma le Gitanes e, nel tempo libero, suona il clarinetto e ascolta solo musica francese e maghrebina. È nato a Nizza, ma dall’amore di una notte tra una cameriera italiana e uno sconosciuto. Dopo un’infanzia vissuta negli alberghi e nelle pensioni della Costa Azzurra, dove sua madre lavorava, passa l’adolescenza a Genova e si laurea in Lettere a Roma. Per vent’anni figura nelle graduatorie di Scuola secondaria e superiore, per l’insegnamento delle materie letterarie. Ma un settembre si ritrova senza nessun incarico. Prima di lasciare l’Italia, tenta allora una disperata scommessa con sé stesso. Un’anziana ma energica signora gli affitta per due mesi una soffitta a via Merulana e Vince, grazie all’esperienza fatta per qualche mese su una rivista femminile, vi apre uno studio di biblioterapia.
Ha un amico libraio, Emiliano, e un’amica bibliotecaria, Marta. Ogni tanto si siede nel cortile a parlare di boxe con un ex allenatore, il sor Gigi. Il portiere del suo palazzo è peruviano e si chiama Gabriel, ma di cognome. Serena lo ha lasciato prima dell’estate, ma lui ci pensa ancora.
Ogni giorno esce con il suo cane, un weimaraner muto di nome Django, per spedire una cartolina al padre all’unico indirizzo dove sa che, almeno per una volta, quell’uomo è transitato: Hotel Le Negresco, Promenade des Anglais. Come un contabile, vi scrive sopra il resoconto di tutti i suoi fallimenti, delle tante storie che le donne gli raccontano e della sua feroce volontà di farcela.
Comporre la sua storia è stato un azzardo, un’incoscienza e un divertimento. Leggi tutto…

BUON NATALE 2016 DA LETTERATITUDINE

BUON NATALE 2016 DA LETTERATITUDINE

natale-2016
https://i0.wp.com/www.carloneworld.org/images/Speciale_Natale/gif_animate/buon_Natale/snowybridgebymindy-blank.gif

Categorie:Annunci Tag:

PAOLO COGNETTI racconta LE OTTO MONTAGNE

PAOLO COGNETTI racconta il suo romanzo LE OTTO MONTAGNE (Einaudi)

paolo-cognetti

di Paolo Cognetti

Ho cominciato a scrivere Le otto montagne un giorno di giugno del 2014, scendendo con il mio amico montanaro per una gola che chiamano Vallone della Forca. È un toponimo comune sulle Alpi: la forca o forcella è un passo particolarmente angusto, che noi avevamo appena superato per buttarci giù dall’altra parte. Ci lasciavamo alle spalle un posto a cui, per motivi diversi, siamo entrambi legati. Un sentiero interrotto da una frana, una conca in cui raramente s’incontra qualcuno, un grande lago dall’aria cupa, gli ultimi boschi, ruderi, pietraie. Il posto che poi è al centro di questo romanzo che ho scritto. https://i2.wp.com/static.lafeltrinelli.it/static/frontside/xxl/5/7327005_2044687.jpgCamminando io e il mio amico non parliamo molto, però ci piace ogni tanto indicare le cose e condividere con l’altro i ricordi che alle cose sono legati. Su quel sentiero c’è la baita col tetto di lamiera dove io ho passato una notte, anni fa, senza chiudere occhio sotto il temporale, e poco dopo l’alpeggio in cui la mamma del mio amico saliva da bambina, in groppa a un mulo che ragliava alla luna. C’è il punto in cui lui ha bivaccato in primavera, illudendosi di passare una notte romantica con la sua futura moglie furibonda, e quello in cui io a dodici anni ho piantato la tenda con mio padre, dopo aver fatto il bagno nel lago e cantato davanti al fuoco. Queste storie le conosciamo già, ce le siamo raccontate tante volte, ma camminando per quei posti non è noioso riascoltarle, è come veder riaffiorare nell’altro i ricordi e si è contenti di essere lì mentre succede, onorati di venire accolti in quel luogo così privato. Noi due ci stupiamo sempre di aver condiviso gli stessi sentieri in una vita precedente, ed è probabile che una volta o l’altra ci siamo pure incontrati – io un bambino di città che camminava davanti a suo padre, lui un ragazzo di montagna scontroso e solitario – senza poter immaginare che in un futuro lontano vent’anni saremmo diventati amici. Queste sono le cose che di solito ci diciamo, e ce le saremo ripetute anche quella mattina di giugno. Leggi tutto…

ANDATA E RITORNO di Elena Ciurli

Pubblichiamo alcuni estratti di ANDATA E RITORNO, romanzo d’esordio della giovane piombinese Elena Ciurli pubblicato dalla casa editrice Il Foglio letterario di Gordiano Lupi (sempre attento a scovare giovani talenti letterari)

INCIPIT

Caffè all’italiana

Quanti fornelli ho condiviso negli ultimi anni? Angoli incrostati dalle più svariate pietanze, schizzati da mani sconosciute che parlavano lingue sempre diverse. Odori, gesti e volti che si sono mescolati con i miei per una piccola parentesi; occhi che sono rimasti impressi, o bocche sbiadite come una maglietta lavata troppe volte. Con qualcuno di loro mi sono tenuto in contatto, altri non li sento più, forse perché non li ho ascoltati mai.

(…)

CAPITOLO 2

Panzanella

Apro gli occhi e mi ritrovo appoggiato al finestrino del treno, con la guancia infuocata; mentre dormivo devo averci sbattuto diverse volte la testa, perché è tutta indolenzita. Mi è sempre piaciuto assistere alle apnee di sonno degli altri sui mezzi pubblici, vederli indifesi con la boccia senza controllo ondeggiare da una parte all’altra fino allo strike sul vetro, o sulla spalla dello sconosciuto seduto accanto. E poi gustarmi la loro espressione sorpresa, come se si fossero svegliati per la prima volta, accorgendosi un secondo dopo che invece non è stata un’esperienza mistica o di rinascita, e che hanno fatto solo una bella figura di merda, con una firma di saliva secca sul viso a far da ciliegina sulla torta. Leggi tutto…