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L’ESTATE FREDDA di Gianrico Carofiglio (recensione)

dicembre 5, 2016

L'estate freddaL’ESTATE FREDDA di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

Un estratto del libro è disponibile qui

di Lorenzo Marotta

Nel tempo della povertà e della vanità leggere il nuovo romanzo di Gianrico CarofiglioLestate fredda, Einaudi 2016, è riconciliarsi con la buona letteratura. Perché ancora una volta lAutore dà prova di grande maestria nel mettere in scena lintreccio di una vicenda che, sullo sfondo dei delitti di mafia di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino,  attiene al mondo della malavita nel territorio pugliese, rispetto al quale si definiscono e prendono corpo personaggi che i lettori difficilmente dimenticheranno. Il romanzo prende lavvio da un fatto anomalo accaduto a Bari: il sequestro a scopo di estorsione del figlio di un temibile capomafia. Chi ha osato tanto? Chi ha potuto azzardare una simile azione destinata a scatenare un inferno di fuoco? Lipotesi investigativa più immediata è quella di una guerra allinterno dello stesso clan criminale. Una ribellione al capo. Gli stessi morti ammazzati e le vittime di lupara bianca, appartenenti tutti alla medesima cosca, sembrano avvalorarla. Ma non tutto quello che sembra corrisponde al vero. Ne è convinto il maresciallo Fenoglio, un uomo amante della lettura, della musica e interamente dedicato al suo lavoro. Un esempio di dedizione alla legge, ossessionato dal rispetto delle regole e dal rovello di non dare niente di scontato nelle indagini di un delitto. Non così per i suoi sentimenti nei confronti della moglie Serena che ama, una professoressa che ha deciso di abbandonare la casa per fare chiarezza dentro di séDel resto lei lo aveva appena detto: non bisogna dare le cose per scontate. Intendeva: non bisogna dare le emozioni e i sentimenti per scontati. Vanno condivisi, vanno detti e resi tangibili. Non bisogna dare lamore per scontato.
Inizia da qui, diviso in tre atti con un epilogo, una storia avvincente, dal grande respiro inventivo, nel quale Carofiglio descrive, da una parte, i crimini e i rituali dell
affiliazione malavitosa e, dallaltra, le procedure, le difficoltà, i comportamenti non sempre ortodossi delle forze dellordine nel contrasto alla criminalità. Due mondi paralleli, non privi tuttavia di contaminazioni per via di confidenze, soffiate, informazioni richieste dalle indagini.  Un confine delicato, talora labile, quando non compromesso da provate infedeltàÈ su questo delicato spartiacque che lAutore mostra tutta la sua bravura non solo nel dare forma ai vari personaggi di entrambi i fronti ( dal capomafia Grimaldi Nicola, detto Tre Cilindri, al suo luogotenente Lopez Vito, detto il Macellaio, al comandante del Nucleo operativo dei carabinieri, capitano Valente, allappuntato Pellecchia, alla magistrata DAngelo), ma nel rappresentare pensieri, comportamenti, riflessioni di notevole valore formativo. In particolare è il maresciallo Fenoglio a fare la differenza sia per intuito investigativo sia per lo scrupoloso rispetto delle regole. Quelle regole che a volte si possono – a volte si devono violare per il bene superioreUna filosofia spicciola del non cera altra scelta” che lui tante volte aveva sentito ripetere e che aveva visto non priva di comportamenti disinvolti e, talora, illeciti da parte di qualche rappresentante dellordine. Così se da una parte Lestate fredda” di Carofiglio dipana, non senza colpi di scena, il complesso puzzle giudiziario del sequestro e della morte del figlio del capo clan, dallaltro rappresenta con realismo quel mondo di sotto” nel quale quello che è “in astratto” non sempre è possibile nelle situazioni concrete. Era il non detto che Fenoglio lesse dallespressione del maresciallo Fornaro allorché gli venne chiesto di andare a prendere il boss Grimaldi e la moglie per essere interrogati. Quando sei il comandante di una stazione di periferia devi cercare il punto di equilibrio fra interpretazione dellautorità e prudenza rispetto a gente disposta a tutto. Un conto è lautorità teorica, un conto è il mondo reale dove vigono regole diverse. Grimaldi non era il tipo che potevi prendere e trascinare in caserma insieme alla moglie come uno scippatore qualsiasi. Bisognava trovare un modo. Già un modo! Forse lo stesso che dovette pensare don Abbondio allorché fu fermato dai bravi di don Rodrigo.
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Il libro

L'estate freddaSiamo nel 1992, tra maggio e luglio. A Bari, come altrove, sono giorni di fuoco, fra agguati, uccisioni, casi di lupara bianca. Quando arriva la notizia che un bambino, figlio di un capo clan, è stato rapito, il maresciallo Pietro Fenoglio capisce che il punto di non ritorno è stato raggiunto. Adesso potrebbe accadere qualsiasi cosa. Poi, inaspettatamente, il giovane boss che ha scatenato la guerra, e che tutti sospettano del sequestro, decide di collaborare con la giustizia. Nella lunga confessione davanti al magistrato, l’uomo ripercorre la propria avventura criminale in un racconto ipnotico animato da una forza viva e diabolica; da quella potenza letteraria che Gadda attribuiva alla lingua dei verbali. Ma le dichiarazioni del pentito non basteranno a far luce sulla scomparsa del bambino. Per scoprire la verità Fenoglio sarà costretto a inoltrarsi in quel territorio ambiguo dove è piú difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ambientato al tempo delle stragi di Palermo, L’estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, ma ci regala anche un protagonista di straordinaria, commovente dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza.

«Fenoglio sapeva benissimo che quel caso lo avrebbe ossessionato fino a quando non fossero riusciti a risolverlo. Il problema era: non esisteva nessuna certezza che sarebbero riusciti a risolverlo. Non esiste mai».

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Gianrico Carofiglio (Bari, 30 maggio 1961) ha scritto racconti, romanzi, saggi. I suoi libri, sempre in vetta alle classifiche dei best seller, sono tradotti in tutto il mondo. Ha inventato il popolarissimo personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri, cui è stata dedicata una serie televisiva di successo. Per Einaudi ha scritto il racconto La doppia vita di Natalia Blum raccolto nell’antologia Crimini italiani, Cocaina, con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo (Stile libero 2013), Una mutevole verità (Stile libero 2014), La regola dell’equilibrio (Stile Libero 2014 e Super ET 2016), Passeggeri notturni (Stile Libero 2016) e L’estate fredda (Stile Libero 2016).

PREMIO SPECIALE alla carriera della XXVII edizione del premio letterario Castelfiorentino di Poesia e Narrativa 2016.

 

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