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PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: la corsa dei piccoli editori

dicembre 7, 2016

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI: continua la corsa dei piccoli editori

Risultati immagini per più libri più liberi sono tutte storieLa conferma dai dati Nielsen: vanno meglio del resto del mercato.
Performance nettamente positive per loro

Monaco (presidente Piccoli editori AIE): “Dentro la crisi i piccoli editori sanno “differenziare la qualità”

Continua e si consolida la crescita dei piccoli editori. Per il secondo anno chiudono i primi dieci mesi dell’anno con un doppio segno +, sia per numero di copie di carta vendute che per fatturato. E’ questa la maggiore evidenza dall’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE) presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editori, e in programma fino all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.

I piccoli editori – intendendo quei marchi editoriali indipendenti con un venduto a prezzo di copertina sotto i 16milioni di euro – registrano per il libro di carta nei canali trade (librerie, librerie online – al netto di Amazon – e grande distribuzione) andamenti opposti a quelli del mercato generale, confermando perfomance positive sia per fatturato (valore) che per numero di copie (volume).

Il 2016 per il mercato generale del libro? In trend positivo ma con un debole segno + per fatturato, in calo per copie vendute. Grande distribuzione in sofferenza: i primi 10 mesi dell’anno evidenziano un +0,2% a valore e un -3,2% a volume secondo i dati di Nielsen. Se si toglie però la grande distribuzione organizzata, i dati cambiano molto: +1,9% il valore complessivo del mercato del libro di carta e -0,8% la diminuzione delle copie. E’ proprio questo canale quello più in sofferenza per la vendita dei libri, tanto da influenzare (come dimostrano i dati) i risultati complessivi di tutto il mercato.

I generi in crescita negli acquisti degli italiani in questo 2016?

Fiction italiana e bambini e ragazzi. Gli italiani prediligono quest’anno storie italiane: cresce il peso della fiction italiana e cresce (ancora) la fascia dei bambini e ragazzi. La fiction straniera, che resta comunque il genere più venduto in Italia, cala (1 libro su 4 di quelli venduti in Italia lo scorso anno apparteneva a questo genere, quest’anno la percentuale scende un po’).

Il 2016 per i piccoli editori? Super! – Se consideriamo il mercato del libro di carta di questi primi dieci mesi senza la grande distribuzione organizzata emergono risultati della piccola editoria nettamente superiori alla media e anche a quelli dei grandi editori. Registrano infatti un +7,6% a valore e un +5,9% a copie (la media, lo ricordiamo è +1,9% a fatturato e -0,8% a copie).

Dove crescono i piccoli editori? In tutti in genere con l’eccezione del segmento bambini e ragazzi. Cresce per i piccoli la fiction italiana (+16,4% a copie e +18,3% a fatturato) e straniera (+13,2% a copie e +19,3% a fatturato). L’unico segmento che diminuisce– a sorpresa – è quello dei bambini e ragazzi (-1,2% a copie e -1,6% a fatturato). Variazioni significative (in positivo) si registrano anche per la non fiction generale (la saggistica: +7,9% a copie e +9% a fatturato) e per la non fiction specialistica (manualistica: +5,9% a copie e +6,5% fatturato).

Il contributo che danno al mercato generale è Importante in termini di fatturato per fiction italiana, non fiction specialistica (manualistica) e non fiction generale (saggistica).

Quali sono i loro sottogeneri trainanti? Chrime e triller, fiction e testi per esami e manuali per i concorsi: sono questi i segmenti che fanno crescere il mercato dei piccoli editori. Gli italiani, con i loro acquisti, scelgono generi nuovi della piccola editoria, prediligendo nel 2016 thriller e narrativa ma anche testi per preparare esami e concorsi e testi di pedagogia e insegnamento. Nettamente meno incidono la graphic novel, gli studi culturali, I libri per bambini 0-5 anni, fiabe e filastrocche o i romanzi d’amore.

«In Italia i lettori non crescono ma maturano, differenziando i propri gusti e le proprie scelte. E, dentro la crisi, i piccoli editori sanno “differenziare la qualità” – ha sottolineato Antonio Monaco, presidente del gruppo Piccoli editori di AIE-. Sanno tirar fuori novità, segmenti, formule, specializzazioni e nicchie innovative. Per questo oggi sanno interpretare il mercato meglio dei grandi editori e crescono molto più della media del mercato».

(Roma, 7 dicembre 2016)

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