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LUIS SEPÚLVEDA e le bussole: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

dicembre 21, 2016

sepulveda-bussole-1IL VECCHIO CHE LEGGEVA ROMANZI D’AMORE di Luis Sepúlveda

Il mese scorso ci siamo occupati del nuovo ottimo romanzo di Luis Sepúlveda, intitolato “La fine della storia” (Guanda, traduzione di Ilide Carmignani). Oggi puntiamo la nostra attenzione su un romanzo breve dello scrittore cileno dal titolo molto dolce e evocativo: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore“, pubblicato anche questo da Guanda (con traduzione di Ilide Carmignani).

La storia è incentrata sulla figura di Antonio José Bolivar, un vecchio che vive ai margini della foresta amazzonica equadoriana. Giunto ai confini della propria esistenza, non rimane molto ad Antonio. Tiene sempre con sé la fotografia sbiadita di sua moglie, convive con i ricordi di un’esperienza, finita male, di colono bianco. E poi ci sono alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge nella solitudine della sua capanna sulla riva del grande fiume. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall’aver vissuto “dentro” la grande foresta, insieme agli indios shuar: una sapienza particolare, un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura che nessuno dei famelici gringos saprà mai capire.

Guanda ha pubblicato il romanzo nella graziosa collana “Le bussole“, i cui libri si tengono letteralmente in un palmo di mano. Libri da portare con sé in tasca, o nell’angolo di una borsa; pronti per essere gustati in ogni occasione. Insomma, un ottimo compromesso tra il classico – e un po’ ingombrante – libro cartaceo e l’ultraleggero ebook.

 

Sepúlveda ha dedicato il romanzo all’amico Chico Mendes, come evidenziato nell’immagine in basso.

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Luis Sepúlveda. Scrittore cileno. Militante di Unità popolare, fu costretto a lasciare il paese in seguito al colpo di stato che mise fine al governo di Allende. Il suo impegno di militante ecologista lo ha spinto a partecipare a diverse missioni dell’organizzazione ambientalista «Greenpeace». Ha  esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Cronache di Pietro Nessuno (1969), cui sono seguiti Le paure, le vite, le morti e altre allucinazioni (1986) e Taccuino di viaggi (1987). Si è imposto definitivamente con il romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1989), cui hanno fatto seguito Il mondo alla fine del mondo (1989), Un nome da torero (1994), storia di spionaggio ambientata fra la Patagonia e la Germania, La frontiera scomparsa (1994), l’originale libro di viaggi Patagonia Express (1995) e la favola-parabola Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996).
Il piacere di narrare e l’impegno politico e ambientalista s’intrecciano nelle opere successive: Incontro d’amore in un paese in guerra (1997), Diario di un killer sentimentale (1998), Cronache dal cono sud (2006), che dall’opposizione di principio a qualunque guerra estrae una riflessione amara e lucida sui primi anni del millennio e il libro di racconti La lampada di Aladino (2008).
Tra gli ultimi romanzi ricordiamo: Ritratto di gruppo con assenza (2010), Ultime notizie dal sud (2011), Tutti i racconti (2012), Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012), Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (2013) e L’avventurosa storia dell’uzbeko muto (2015), Storia di un cane e del bambino a cui insegnò la fedeltà (2015), La fine della storia (2016). L’editore italiano di riferimento di Luis Sepúlveda è Guanda.

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