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Archive for gennaio 2017

PALERMO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2018

È PALERMO LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2018

Franceschini: competizione virtuosa che consente di lavorare molto anche in termini di progettazione e promozione. Oltre al titolo, un milione di euro e esclusione dal patto di stabilità

Palermo è la Capitale Italiana della Cultura 2018. Lo ha annunciato oggi il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, nel corso della cerimonia in cui il Presidente della Commissione Stefano Baia Curioni ha comunicato la motivazione che ha portato al riconoscimento della città di Palermo.
“La candidatura – recita la motivazione – è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all’inclusione alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee. Il progetto è supportato dai principali attori istituzionali e culturali del territorio e prefigura a che interventi infrastrutturali in grado di lasciare un segno duraturo e positivo. Gli elementi di governance, di sinergia pubblico-privato e di contesto economico, poi, contribuiscono a rafforzarne la sostenibilità e la credibilità”.

A concorrere per il titolo insieme al capoluogo siciliano, Leggi tutto…

CARMELA SCOTTI racconta L’IMPERFETTA

CARMELA SCOTTI racconta il suo romanzo L’IMPERFETTA (Garzanti)

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

di Carmela Scotti

Chiamata a percorrere a ritroso la strada che mi ha portato a concepire il personaggio di Catena Dolce e del suo lungo vagabondare, mi ritrovo a non sapere con precisione che direzione imboccare, come se Catena stessa avesse cancellato dalla mia memoria le tracce del suo passaggio, affinché io non potessi mai costringerla, neppure nei ricordi, a ripercorrere quel cammino che tanta pena le è costato. Dunque, non posso che partire dalla fine, dal momento in cui cioè, Catena è arrivata al cuore dei lettori, e da loro, dalle loro riflessioni, ha ricevuto in dono una voce e un corpo, diventando una presenza capace di mutare, come un vento, ad ogni sensazione nuova che il lettore mi restituiva ricavandole dalla lettura.
L’Imperfetta non è, e non è mai stato, un romanzo “di trama” (per quanto l’ordito ci sia e abbia, pur nei suoi salti temporali che annullano le distanze, un inizio, un proseguimento e una fine) ma di “ritmo”, come diceva Virginia Woolf a proposito del suo “Le onde”, dove il racconto è concepito come un brano per orchestra e ciascun personaggio è uno strumento con un proprio ritmo. In altre parole, ciò che mi premeva fare era raccontare una storia non soltanto consegnandola, nuda e cruda, al lettore, ma donandole un incedere musicale, un ritmo che permeasse la pagina, come un balletto dove ogni movimento è parte di un complesso e ben oliato ingranaggio di gambe, braccia e volti. Leggi tutto…

NEBBIAGIALLA SUZZARA NOIR FESTIVAL 2017

NebbiagiallaNEBBIAGIALLA SUZZARA NOIR FESTIVAL 2017

Dal 3 al 5 febbraio 2017 Suzzara, in provincia di Mantova, apre le porte alla Undicesima Edizione del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, l’attesa manifestazione dedicata alla letteratura gialla, diventata ormai punto di riferimento per gli scrittori e per il pubblico amante del genere e non solo.

Nato da un’idea del noto scrittore e giornalista Paolo Roversi, con il prezioso contributo del Comune di Suzzara e di Piazzalunga Cultura, il NebbiaGialla 2017 compie il suo undicesimo compleanno.

Un palcoscenico molto ricco quello del NebbiaGialla 2017 che vedrà la partecipazione di 34 scrittori di cui 3 stranieri: ad inaugurare il festival venerdì 3 febbraio alle ore 21 presso il Teatro Politeama lo scrittore tedesco Wulf Dorn che presenterà il romanzo “Incubo” (Corbaccio), insieme agli scrittori Marcello Simoni, Matteo Strukul e Romano De Marco, che presenterà il suo nuovo romanzo “L’uomo di casa” (Piemme).

Tra gli altri ospiti internazionali attesi, lo scrittore australiano Tim Baker che presenterà sabato 4 febbraio alle 21 il suo romanzo d’esordio “Il lungo sonno” (Mondadori), definito dal “Washington Post” “un romanzo che racconta una storia emozionante, dalla prosa vivida, popolato di personaggi memorabili” in una serata tutta internazionale insieme alla scrittrice finlandese Kati Hiekkapelto che ci racconterà il suo ultimo romanzo “Senza scampo” (Atmosphere), miglior thriller finlandese 2014.

A rendere ancora più speciale l’edizione 2017 sarà anche la presenza di Valerio Varesi che tornerà in libreria l’8 febbraio con il suo nuovo libro “Il commissario Soneri e la legge del Corano” (Frassinelli) presentato al Festival in anteprima e quella di Roberto Perrone che presenterà anche lui in anteprima il suo ultimo lavoro “La seconda vita di Annibale Canessa” in uscita per Rizzoli il 2 febbraio. Saranno presenti anche Massimo Carlotto con il suo ultimo romanzo “Il Turista” (Rizzoli) ed Elisabetta Cametti tornata in libreria con il suo ultimo romanzo “Caino” (Cairo Editore). Leggi tutto…

CRESCE IL MERCATO DEI LIBRI: dati AIE 2016

È IN CRESCITA IL MERCATO DEI LIBRI

Il mercato dei libri nel 2016 segna un + 2,3%, ma diminuisce il numero dei lettori. Gli italiani continuano a comprare in libreria. Cresce l’e-commerce e crolla la GDO

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Cresce il mercato del libro in Italia nel 2016, segnando complessivamente (libri di carta, ebook e audiolibri) un +2,3%, raggiungendo così quota 1.283 milioni di euro riferiti al settore varia nei canali trade (librerie, librerie on line e GDO). È questo il principale dato di sintesi dell’analisi dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato del libro 2016 che è stata presentata da Giovanni Peresson ieri, 27 gennaio, nella giornata conclusiva del XXXIV Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri svoltasi a Venezia.

Un’analisi caratterizzata da chiaro-scuri, articolata su tre direttrici: lettura, produzione e mercato.
La lettura fa segnare complessivamente un -3,1% rispetto al 2015 (da 24,051 milioni i lettori scendono a 23,300 milioni nel 2016), dopo il +1,2% dell’anno precedente. Rimangono sostanzialmente stabili i forti lettori (da 3,298 nel 2015 diventano 3,285 milioni nel 2016) mentre la flessione maggiore riguarda i deboli e occasionali lettori.
Lettori appassionati tra i più giovani e i più adulti. Le fasce più giovani della popolazioni continuano a leggere più della media nazionale: è il 47,3% dei bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni che legge almeno un libro all’anno mentre nella restante parte della popolazione la percentuale di penetrazione scende al 39,5%. Fatto però 100 il numero di lettori complessivi, la fascia d’età in cui si registra la crescita maggiore è quello degli Over60 (e dei “giovani anziani”) con un +9,6% rispetto al 2010, mentre cala la quota di lettori nella fascia tra i 25 e i 44 anni con un -25,4%. Segno delle trasformazioni demografiche, invecchiamento della popolazione, onda lunga della scolarizzazione degli anni Sessanta e Settanta.

Cresce la lettura da dispositivi digitali. Leggi tutto…

GIORNO DELLA MEMORIA 2017: l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (testo e video integrali)

Pubblichiamo il testo e il video dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del “Giorno della Memoria“: 27 gennaio 2017

sergio-mattarella-giorno-della-memoria-2017Si è svolta al Palazzo del Qurinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la celebrazione del “Giorno della Memoria”. Nel corso della manifestazione, condotta dall’attore Luigi Diberti, la pianista Monica Ferracuti ha eseguito brani musicali di Felix Mendelssohn tratti dai “Lieder ohne Worte”. Sono intervenuti il Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

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Il testo del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale 27/01/2017 Leggi tutto…

LA RONDINE SUL TERMOSIFONE di Edith Bruck (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

Pubblichiamo un estratto del volume LA RONDINE SUL TERMOSIFONE di Edith Bruck (La nave di Teseo)

In occasione del Giorno della Memoria

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Sono contenta a ogni riga-ossigeno-libertà che butto giù di nascosto rubando un po’ di tempo magro a mio marito Nelo, che come investito dai suoi novantaquattro anni assorbe tutta me stessa dentro e fuori.
Strappo pezzo per pezzo qualcosa di me, di noi, della mia memoria pur divisa con lui che non ne ha più, mentre io la sento ancora fresca, giovane, guida del mio lungo cammino e colpita una sola volta da un cortocircuito, quando per la prima volta mi sentii dire “Chi sei?” mentre la mia mano giaceva e giace sempre, si addormenta, invecchia nella sua, scarnita, delicata, inquieta e ora curata dalla recente presenza di Olga, la preziosa badante, in costante ansia lei per la sua Ucraina e io per il mondo, per Israele e per la Palestina che non c’è ancora. Ho fretta e temo il contagioso smarrimento di mio marito, che io non posso permettermi né per lui né per me, perché il mio vissuto non appartiene solo a me. E finché sono in tempo e mi ricordo non faccio che chiedermi come e quando ha avuto inizio il mio travaglio con il parto di un vecchio bambino di cui sono diventata madre, moglie, sorella, infermiera, medico, prigioniera, memoria, con la pazienza di Giobbe a fare la fatica di Sisifo.
A volte non so più cosa sono, o cosa sento per un uomo molto, troppo amato, da più di mezzo secolo, e mi chiedo se è solo lui che tengo in vita o anche i miei amati morti annientati nel paese di Goethe quando avevano quasi la metà dei suoi anni.

“Il tuo palmo è la mia fondamenta,” afferma da poeta nella sua lucidità intermittente e mi commuovo, mi illumino anch’io e mi rabbuio, resto senza fiato quando non mi riconosce, mi perdo, mi sento come quando ero solo il numero 11152 e con una muta preghiera mi rivolgo a Dio come allora: Leggi tutto…

I FIGLI DEI NAZISTI di Tania Crasnianski (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

Pubblichiamo l’introduzione del volume I FIGLI DEI NAZISTI di Tania Crasnianski (Bompiani – Traduzione di Francesco Peri)

In occasione del Giorno della Memoria, 27 gennaio

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Cosa significa essere figli di un gerarca nazista? Come si reagisce a un’eredità simile? Come si affronta una storia più grande di se stessi?

“Un debutto riuscito su un soggetto particolarmente scabroso.” Le Figaro

Il libro è in corso di pubblicazione in Inghilterra, USA, Argentina, Cina, Portogallo, Taiwan e Turchia

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PREMESSA

Questo libro, nato da ricerche approfondite negli archivi aperti alla consultazione e dallo spoglio di carte giudiziarie, lettere, libri, articoli e interviste sulla vita privata dei gerarchi del Terzo Reich e dei loro discendenti, propone otto ritratti di figli di nazisti.
Ciascuno dei protagonisti, a differenza di quanto accade in altri contributi sullo stesso tema, viene indicato per nome e cognome, perché si tratta di misurare l’impronta di volta in volta specifica lasciata dal rapporto con il genitore. Non per nulla sono spesso gli stessi discendenti a ritenere una fortuna essere stati la figlia o il figlio di un certo personaggio piuttosto che di un altro, considerandone meno gravosa l’eredità.
In un primo tempo avevo progettato di incontrare di persona tutti i discendenti di cui parlo in queste pagine, ma il solo che io sia riuscita a intervistare, alla prova dei fatti, è Niklas Frank.
Alcuni dei protagonisti non sono più di questo mondo; altri mi avrebbero comunque fornito risposte elusive, come già ai precedenti interlocutori. Altri ancora non amano rivangare certi temi, quando addirittura non si rifiutano categoricamente di parlarne, come Gudrun Himmler o Edda Göring.
Ciascun ritratto si apre con un episodio significativo, rievocato con una certa libertà. L’obiettivo è consentire al lettore di toccare con mano la realtà quotidiana di quelle vite.

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INTRODUZIONE Leggi tutto…

I 3000 DI AUSCHWITZ di Baba Schwartz (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

undefinedPubblichiamo un estratto del volume I 3000 DI AUSCHWITZ di Baba Schwartz (Newton Compton Editori – Traduzione dall’inglese di Beatrice Messineo) – Una storia vera

In occasione del Giorno della Memoria

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Prefazione

Ho scritto queste memorie nel 1991, un quarto di secolo fa, e le ho messe da parte. Un paio di anni fa, in seguito alla morte del mio caro marito Andor, i nostri figli mi hanno chiesto di stampare tutti i miei appunti.
Io scrivo in continuazione – pagine di diario, riflessioni, poesie, ricette – e così il risultato è stata una pila di fogli alta una decina di centimetri. Ho detto ai miei figli che da qualche parte, in quel mucchio, c’erano i ricordi dei miei primi vent’anni di vita: prima, durante e subito dopo l’Olocausto.
I miei scritti erano troppo personali per i miei figli, così uno di loro, che fa l’editore, mi ha presentato a Robert Hillman, talentuoso scrittore che ha accettato di collaborare con me per trasformare quei fogli disordinati nel libro che state per leggere. A Robert, che ha condiviso con me il suo talento, elevando la mia prosa, va il mio più sentito grazie. È lui che ha reso possibile questo libro.
Devo inoltre ringraziare tutto il personale della Black Inc. che ha assemblato queste pagine con così tanta cura.
E in particolare, voglio citare Julian Welch, per il suo sensibile e accurato lavoro di editing.
Sarà un piacere per me ricevere la copia stampata e posizionarla proprio accanto alla biografia di Andor, Living Memory, sulla nostra libreria. Spero che questi due volumi insegnino ai miei figli – e magari anche a un paio di generazioni successive – che le nostre vite erano esattamente come le loro, così come i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Non eravamo noi un’altra razza; erano soltanto i tempi a essere diversi.

Baba Schwartz
Marzo 2016

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Capitolo 1
Prima del principio Leggi tutto…

Giorno della memoria 2017 a Catania

Giorno della memoria 2017 a Catania
giorno-memoria-2017-ctNiente di più incisivo ed emozionante per onorare il giorno della memoria della voce dei nostri Ragazzi” E’ la dichiarazione introduttiva alla conferenza stampa per la presentazione della cerimonia del “Giorno della memoria” del Presidente dell’ERSU professore Alessandro Cappellani. L’Ente per il diritto allo Studio, infatti, anche quest’anno, premierà gli studenti più bravi nell’Aula magna dell’Università venerdì 27  alle ore 17. Numerose le adesioni “eccellenti” alla iniziativa sono giunte dal Sindaco di Catania Enzo Bianco  dal Governo regionale rappresentato dall’Assessore Marziano e tante personalità accademiche, civili e militari.  Gli studenti hanno raccolto la “sfida” dell’ERSU e della professoressa Sarah Zappulla Muscarà che, insieme all’ufficio stampa coordinato da Giampiero Panvini, ha curato questa quarta edizione. Tema drammaticamente attuale “Mentre il terrorismo colpisce al cuore l’Europa risvegliando cupi sentimenti xenofobi che ruolo assume la memoria della Shoàh?” che ha attirato l’attenzione degli studenti catanesi che si sono cimentati, numerosi,  in elaborati scritti e cortometraggi. Leggi tutto…

LA SCELTA di Giovanni Dozzini (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA SCELTA di Giovanni Dozzini (Nutrimenti)

In occasione del Giorno della Memoria

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Da “La scelta” di Giovanni Dozzini (Nutrimenti)

“E adesso?”.
La mezza luna che faceva luce tra gli ulivi era limpida e pulita dal vento. Due ragazzi, stesi sul prato uno di fianco all’altra, si tenevano per mano guardando in alto, il braccio libero a fare da cuscino sotto la nuca.
“Gli uomini sono dal prete”, disse lui. “Qualcosa decideranno”.
Lei gli spostò gli occhi addosso per qualche istante, poi tornò a fissare i rami e le stelle sopra di loro.
“Sì, ma Don cosa potrà mai fare? Dicono che gli inglesi sono quasi a Magione”.
“Chi lo dice?”.
“Tutti lo dicono. Sandro Bozzi lo dice. E anche mio padre”.
“Eh, va bene. Ma questo con noi alla fine cosa c’entra? Meglio così, anzi. Se arrivano gli inglesi i tedeschi se la pigliano con loro e a noi ci lasciano stare”.
“Come no”, disse lei. La notte non era silenziosa. Il poggio, ancora umido dal temporale, era tutto un movimento di grilli e di uccelli, in qualche modo fin lassù sembrava arrivare anche l’eco dell’acqua che sbatteva contro la riva. “Mio padre dice che coi tedeschi non si può stare mai tranquilli. Hai visto cosa hanno fatto oggi, con quei polli. Sono pazzi, Enrico. È gente pazza”.
“È gente stronza”, rise il ragazzo. “Comunque non lo so. Quelli del Castello, poi, oggi sono rimasti tutti dentro. Potevano spiegarci di stanotte, e invece devono aver sentito gli spari”.
“Poveretti”, disse lei.
“Poveretti, poveretti. Quelli hanno tutti un sacco di soldi, altro che poveretti. E invece di mandarli alla malora come si racconta, li hanno mandati in villeggiatura nella reggia del signor marchese”.
“Oh, senti un po’, i soldi. Ti sembrano felici, di fare questa villeggiatura?”.
“Lavorare non lavorano, mangiare mangiano a sbafo. Non gli manca niente”.
“Enrico”, esclamò, stizzita. “Tu dici cose che non sai”. Leggi tutto…

LA DURA MEMORIA DELLA SHOAH (un estratto) – Giorno della Memoria 2017

la-dura-memoria-della-shoahPubblichiamo un estratto del volume LA DURA MEMORIA DELLA SHOAH (Navarra editore)
a cura di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro
Contributi di Rosa Cuccia e Michelangelo Ingrassia

In occasione del Giorno della Memoria, 27 gennaio, un testo pensato per parlare della Shoah in modo diverso, anche nelle scuole

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Elvia, eri una ragazzina quando i nazifascisti vennero ad arrestarti.

Sì, avevo appena diciassette anni quando quella mattina arrivarono i nazifascisti, con il mitra e con una mia foto, per arrestarmi.

Dove ti trovavi?

Nella fabbrica di munizioni dove lavoravo, a San Giovanni al Natisone, in Friuli.

Perché ti hanno arrestata?

Perché ero colpevole, senza saperlo, di essere una “staffetta” partigiana.

Perché “senza saperlo”?

Perché non avevo l’esatta consapevolezza di quello che facevo: ricevevo lettere da parte dei partigiani e le recapitavo all’interno del posto di lavoro. Il gruppo dei partigiani che agiva all’esterno era interessato a sabotare la produzione di munizioni della fabbrica e a dirottarne una parte verso di loro.

Dove ti portarono?

Fui portata a Cormons, in una caserma militare, scortata con un mitra davanti e uno dietro. Lì ho trovato altre otto persone del mio paese, arrestate prima.

Come mai avevano tue notizie e addirittura una tua foto? Leggi tutto…

SCHIAVI DI UN DIO MINORE di Giovanni Arduino e Loredana Lipperini (un estratto)

Pubblichiamo l’introduzione del volume SCHIAVI DI UN DIO MINORE di Giovanni Arduino e Loredana Lipperini (Utet)

Introduzione

Questo non è un saggio ma una storia che ne racconta altre. Quelle di un mondo del lavoro allo sfascio. Di schiavismo. Di inganni, soprusi, beffe, sfruttatori e sfruttati, intere generazioni cancellate o rassegnate, giovani dipendenti “schizzinosi” e aziende che sono “grandi allegre famiglie”. Di perdita della dignità, umiliazioni, mancanza di rispetto, disprezzo per esperienza e cultura, guerre tra poveri innescate e fomentate da chi ci ride sopra contando monete d’oro come il dio bulimico di una cosmogonia minore. Questo non è un saggio ma una storia che racconta di quando ogni diritto acquisito viene calpestato incolpando la “crisi mondiale”, “lo stato attuale delle cose”,  “le richieste del mercato” o dichiarando con uno sberleffo che “oggi va in questo modo, in fondo siete già fortunati”.
Questo non è un saggio ma una storia che non si potrebbe aprire se non così, con la frase dell’«ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini» (la definizione è del fumettista Andrea Pazienza). Con un’affermazione che ormai rischia di suonarci strana, lontana, quasi risalisse agli albori della rivoluzione industriale e non a meno di trentatré anni fa: «La libertà senza giustizia sociale non è che una conquista fragile e si risolve per molti nella libertà di morire di fame» (Sandro Pertini, discorso di fine anno, 31 dicembre 1983). Leggi tutto…

ANIMA IN AFFITTO

Libro Anima in affitto. E se la vera punizione fosse sposare l'amante? Valeria RandoneANIMA IN AFFITTO di Valeria Randone

di Alessandro Russo

“Anima in affitto. E  se la vera punizione fosse sposare l’amante ?”

Intersecandosi con precisione trigonometrica, Tiziana, Elena e Paolo danno forma ai due cateti e all’ipotenusa d’un triangolo rettangolo amoroso. Sono loro i protagonisti di Anima in affitto. E se la vera punizione fosse sposare l’amante ? di Valeria Randone (Ediz. Leima, €14), un libro che trasuda sospiri, nodi alla gola e un pizzico di magia. Per prima fa capolino Tiziana, la parte lesa, la donna con la fede al dito; tra omelette e panni da stirare, deve occuparsi dei figli e della casa. Un po’ di anni prima, di fronte a Dio, Paolo le ha giurato amore eterno epperò adesso lei ha l’animo percosso da innumerevoli patimenti. All’istante ecco Elena, la poco di buono, la rovinafamiglie; non è una zoccola ma una donna che non può ultimare il proprio sogno. Mora, sorridente ma goffa: di sicuro non è una femme fatale. Ha gli occhi liquorosi dell’innamorata: è laureata ed è brava nel suo lavoro. Infine c’è Paolo, l’uomo conteso: ha le ciglia folte e le labbra rosso fuoco. Il suo sguardo è truce ma può facilmente diventare dolcissimo: pare un leone fiero e possente. Leggi tutto…

MAILÉN. UNA VERITÀ NASCOSTA

Mailén una verità nascostaMAILÉN. UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta (Vertigo, 2016)

recensione di Rosario Musmeci

“PER CHI SUONA LA CAMPANA”

Sollevo il calamo che pesa manco fosse piombo, e comincio a vergare una parola dopo l’altra, e diventa leggero come una piuma, e le parole vengono, una dopo l’altra, a “significare quel che ditta dentro”, come al Poeta. Perché, capite, il libro l’ho letto quasi con la frenesia di un incontro a lungo atteso, soffermandomi talora e tornando indietro a ripercorrere un passaggio, a ritrovare in una parola o in un giro di frase il significato di un momento… Poi l’ho, come si dice, metabolizzato. E poi ho sentito germogliare in me i pensieri. Leggi tutto…

ALESSANDRA MINERVINI racconta OVERLOVE

ALESSANDRA MINERVINI racconta il suo romanzo OVERLOVE (LiberAria)

Un estratto del libro è disponibile qui

alessandra-minervini

di Alessandra Minervini

Overlove è un romanzo di non-amore. La storia di Anna e Carmine è tutt’altro che romantica. Se posso azzardare una definizione, forse quella che potrebbe descrivere il mio romanzo è thriller sentimentale. Non si sa fino alla fine cosa succederà e come e se succederà. Se l’abbandono si trasforma in libertà o giace come maceria. Volevo raccontare la dissipazione di  un sentimento, il suo fallimento e per farlo non ho indugiato in alcun sentimentalismo. La storia comincia con un gesto netto, chiaro che Anna compie nei confronti di Carmine:

“Quando erano lontani, come succedeva per la maggior parte dei giorni, ad Anna per la nostalgia fiorivano addosso delle piume smodate, viola con sottili striature verdi. Il peso delle piume era imprevisto come un temporale e, dopo un po’, a seconda della distanza che li separava, le piume diventavano insopportabili. Cicatrici ossidate. Con questo peso sulle spalle, novella dea della mancanza, Anna aveva preso la loro storia e l’aveva schiacciata come si fa sulle pareti con gli insetti minuscoli, quelli che si temono anche se non possono nuocere.” Leggi tutto…

SCUOLA LIBRAI UEM – XXXIV Seminario

SCUOLA PER LIBRAI UMBERTO E ELISABETTA MAURI – XXXIV Seminario di Perfezionamento

Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri

Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 24 – 27 gennaio 2017

Tradizione e innovazione in libreria

Dal 24 al 27 gennaio 2017 si terrà a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini nell’Isola di San Giorgio Maggiore, il Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, consueto e atteso appuntamento organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura.

Il Seminario, con il programma di quest’anno, conferma definitivamente il ruolo assunto di principale appuntamento in cui l’editoria italiana e internazionale si confronta sul presente e sul futuro del libro. Testimoniano tale ruolo la presenza dei top manager delle principali catene librarie europee, oltre che dei vertici dell’editoria italiana, e la riflessione sul futuro digitale per indagarne anche gli aspetti più profondi: la prolusione finale è del Professor Manfred Spitzer, neuropsichiatra dell’Università di Ulm.  I lavori del Seminario ampliano l’orizzonte del dibattito grazie a importanti contributi di personalità da altri settori (dalla pubblicità alla finanza internazionale, fino alla direzione d’orchestra).

L’intento è quello di ridefinire e formare attraverso strumenti di analisi e conoscitivi più vicini alla realtà la figura professionale del libraio in modo che, senza perdere la sua identità di fondo, sia capace di riconoscere e anticipare i nuovi ritmi della produzione e della circolazione del libro. Leggi tutto…

QUELLA FEBBRE SOTTO LE PAROLE

Pubblichiamo l’introduzione del volume QUELLA FEBBRE SOTTO LE PAROLE a cura di Maria Rosa Cutrufelli (Iacobelli): Anna Maria Crispino a colloquio con Maria Rosa Cutrufelli

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Questa raccolta di interviste a 12 scrittrici sul loro vivere e sentire la scrittura sarà presentata giovedì 26 gennaio alle 18 nello spazio Moby Dick biblioteca hub culturale a Roma da Paolo Di Paolo e Alessandra Pigliaru. Coordinerà Anna Maria Crispino e saranno presenti alcune delle autrici.

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Quella febbre sotto le parole – A cura e con introduzione di Maria Rosa Cutrufelli

Introduzione
Anna Maria Crispino a colloquio
con Maria Rosa Cutrufelli

Giornalista, grande viaggiatrice, autrice di romanzi, racconti, reportage, testi radiofonici e persino di un libro per bambini: Maria Rosa Cutrufelli ha sempre avuto il gusto di prati­care tutti i generi che la scrittura mette a disposizione, di esplorarli dall’interno e magari di rovesciarli per trovare la forma e le parole giuste per dire quello che le sta a cuore. Ma anche di promuovere e valorizzare la scrittura di altre donne, organizzando eventi sin dagli anni Ottanta, quando il discorso sull’écriture feminine italiana muoveva ancora i suoi primi passi – basti ricor­dare, a mo’ di esempio, l’Almanacco di Firmato Donna Scritture, scrittrici (1988).
Non che non ci fossero le scrittrici, anzi. Il secondo Novecento ha visto una crescita costante della loro presenza sulla scena letteraria ed editoriale nazionale, ma spesso all’ombra del neutro maschile “scrittore”, per la supponenza dei critici, certo, ma forse anche per il timore delle stesse scrittrici di essere sospinte nel recinto della letteratura “sentimentale” – se non “rosa” tout-court – e di conseguenza collocate in serie B.
D’altronde però, già dagli anni Settanta la nuova ondata del femminismo aveva aperto la via per una rivalutazione delle “pioniere”, per una diversa atten­zione alle contemporanee e persino per una maggiore “autorizzazione” all’espressione per le aspiranti scrit­trici: è del 1975 la fondazione della casa editrice La Tartaruga di Laura Lepetit in un contesto di plurime iniziative editoriali “firmate” donna. Ma ancora la cit­tadella della critica letteraria, nei giornali e riviste auto­revoli e nei dipartimenti di italianistica delle università, continuava a resistere strenuamente agli studi delle donne (Women’s Studies) che altrove, specie nel mondo anglofono, erano già una realtà diffusa e assai vitale. Leggi tutto…

DALLE CENERI E DAL SANGUE

Pubblichiamo alcuni estratti del romanzo storico DALLE CENERI E DAL SANGUE di Federico Ciaccio (Alter Ego edizioni)

 

ESTRATTO 1: “[…]All’improvviso l’uomo avvolto nella gabbana nera lo placcò da dietro tenendogli ferme le braccia dietro la schiena. Franceschetto era immobilizzato. Una presa micidiale non gli consentiva alcun movimento. Avvampò di rabbia sentendosi in trappola.
«Volevi sapere che cosa sarebbe durato poco?» gli chiese Stefano, ormai a un palmo di distanza dal viso.
«Sì» rispose lui fiero.
«Ti accontento subito».
Finita la frase, il Giovane estrasse da sotto il mantello un piccolo pugnale. Veloce come un lampo passò la fredda lama sulla gola inerme di Franceschetto che si aprì all’istante schizzando sangue. Solo allora, l’uomo misterioso avvolto nella gabbana lasciò andare la presa. Franceschetto cadde moribondo. Steso a terra e con un pizzico di vita ancora in corpo, fissò il suo assassino. Stefano, impassibile e col volto imbrattato di sangue si chinò. Gli si fece vicino all’orecchio e sussurrò: Leggi tutto…

GIULIA CAMINITO racconta LA GRANDE A

GIULIA CAMINITO racconta il suo romanzo LA GRANDE A (Giunti)

Un estratto del libro è disponibile qui

di Giulia Caminito

A Legnano le bombe fanno rifugiare i bambini insieme ai circensi. Gli scolari seguono in fila la maestra, mentre i pesci rossi vengono abbandonati nelle loro bocce di vetro. La guerra non risparmia neanche le noccioline caramellate e le scarpe gialle dei clown.
Giadina è una bambina vestita di nero, linda e pinta, come ogni brava scolara del fascio. Da sempre minuta, vocetta gracchiante, gambe a stecco e portamento da giunco, Giada vive la Seconda guerra mondiale tra corse nei campi, casaletti bombardati, chili di patate e riso e le angherie della Zia e della Cugina, con cui vive da quando sua madre, Adele, è partita per andare a cercare fortuna in Eritrea, lasciando figli e marito sul suolo italico.
Giada ha le croste intorno alla bocca e dorme all’addiaccio, da quando i vetri della casa sono scoppiati, ma fantastica di poter raggiungere la madre in quella che lei chiama la Grande A, l’Africa delle (quasi) ex colonie italiane, terra per lei di elefanti e tigri, di sole e palme, di scoperte e conquiste, ruggente e al sapore di cioccolata. Giada infatti pensa che la madre lì sia impegnata in incredibili avventure tra le dune del deserto e che rida con le scimmie mentre sorseggia tè e fuma sigarette francesi.
Dopo la guerra finalmente Adele torna, strappa la figlia alle grinfie della Zia e la fa imbarcare per la Grande A. Anche l’avventura della piccola milanese può dunque avere inizio.
Il viaggio è lungo e noioso, Giada sente già la mancanza di casa, e quando arriva al porto di Massaua si rende conto di essere vestita scioccamente, ha calzette al ginocchio e maniche a trequarti, mentre il sole assassino cuoce le uova sulla banchina.
Inizia così, nell’inadeguatezza e sotto il solleone, la scoperta della Grande A, e poi della piccola Assab, dove dopo qualche giorno Giada arriva e raggiunge Adele. Ad aspettarla, purtroppo, non ci sono case bianchissime, ballerine bellissime, feste lunghissime e mobili pregiatissimi, ma un bar al limite del deserto, un paesino torrido e spoglio, dove non piove da nove lunghi anni, un turno di lavoro fino alle due di notte tra stoviglie e caffè ristretti, per controllare gli avventori del bar della madre che si fermano a giocare a biliardo, e una madre bisbetica che nessuno ha mai avuto la capacità di domare. Leggi tutto…

LETTERATITUDINE 3 (anteprima nazionale)

LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni (LiberAria)

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Presentazione del volume in anteprima nazionale

massimo-maugeri-11-1-17Care amiche e cari amici, ho il piacere di invitarvi a partecipare a un evento che mi sta molto a cuore.
Martedì 17 Gennaio, alle ore 18:00, vi aspetto presso la Sala Eventi della Feltrinelli di via Etnea di Catania, per una festa letteraria che riguarda Letteratitudine. Presento, infatti, in anteprima nazionale il volume “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria, pagg. 404, € 13,50). È il libro con cui festeggio i dieci anni di attività del blog e che contiene tantissimi contributi, per lo più inediti (per dettagli vi rimando al comunicato elaborato dalla libreria Feltrinelli, che riporto di seguito) donati da amici scrittrici e scrittori. Ne approfitto subito per ringraziarli pubblicamente, e di vero cuore, per la loro disponibilità e amicizia.
Aggiungo soltanto che, questa del 17 gennaio, sarà davvero una bellissima festa dedicata alla lettura e alla scrittura. Nella presentazione mi accompagneranno alcuni degli amici che hanno donato il loro contributo per la realizzazione del libro. In particolare, saranno con me (e con voi): Antonio Di Grado, Marinella Fiume, Giuseppe Giglio, Mavie Parisi, Sergio Claudio Perroni, Guglielmo Pispisa, Maria Lucia Riccioli, Ornella Sgroi, Domenico Trischitta, Anna Vasta, Vincenzo Vitale.
Vi aspettiamo! Non mancate!

Massimo Maugeri

 * * *

letteratitudine3Presso la Sala Eventi de la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 285 a Catania

Martedì 17 Gennaio

ore 18:00

Massimo Maugeri

presenta

LETTERATITUDINE 3 (LiberAria Editore)

Intervengono: Antonio Di Grado, Marinella Fiume, Giuseppe Giglio, Mavie Parisi, Sergio Claudio Perroni, Guglielmo Pispisa, Maria Lucia Riccioli, Ornella Sgroi, Domenico Trischitta, Anna Vasta, Vincenzo Vitale.

Martedì 17 Gennaio, alle ore 18:00, presso la Sala Eventi della Feltrinelli di via Etnea, Massimo Maugeri presenterà al pubblico catanese Letteratitudine 3 (Liberaria Editore). Interverranno numerosi autori degli scritti inclusi nel libro: questa chiacchierata fra scrittori è il modo con cui noi della Feltrinelli di Catania abbiamo scelto di  iniziare la nostra stagione degli eventi 2017.

Un manuale sulla lettura, uno scrigno zeppo di consigli sulla scrittura, l’ingresso nel laboratorio creativo di tante scrittrici e tanti scrittori di fama nazionale e internazionale, un insieme di percorsi che introducono a libri, scrittori scomparsi e personaggi letterari. In questi e in tanti altri modi può essere definito Letteratitudine 3 – letture, scritture e metanarrazioni: il nuovo libro curato da Massimo Maugeri ed edito da Liberaria, che è legato alle attività culturali e letterarie del celebre blog Letteratitudine.

Letteratitudine 3, che esce a dieci anni dalla nascita del blog, è una raccolta di interventi, in larga parte inediti e in parte tratti dal blog stesso. In questo terzo volume, come sempre curato da Massimo Maugeri, sono contenuti gli scritti di alcuni dei più importanti autori della narrativa contemporanea, italiana e internazionale. Le loro penne animano le quattro sezioni in cui è diviso il libro.

In Lettura e scrittura: dieci domande a dieci scrittori, sono racchiuse interviste sul rapporto tra l’attività del leggere e dello scrivere, una vera e propria incursione nelle vite letterarie di ogni scrittore.

Autoracconti d’autore: scrittori raccontano i propri romanzi, costituisce invece un vero e proprio focus sul romanzo, la narrazione in prima persona dei meccanismi e delle finalità dietro la scrittura e la stesura di un libro. Lettere a personaggi letterari e autori scomparsi è un epistolario fantastico, il dialogo, sempre vivo, tra uno scrittore contemporaneo e il suo autore, o personaggio letterario, di riferimento. Chiude la raccolta un Omaggio a Vincenzo Consolo, figura imprescindibile della letteratura contemporanea.

Dettagli, qui di seguito… Leggi tutto…

VALERIO AIOLLI racconta LO STESSO VENTO

VALERIO AIOLLI racconta il suo romanzo LO STESSO VENTO (Voland)

Un estratto del libro è disponibile qui

di Valerio Aiolli

ImmagineCi sono libri, anche corposi, che si scrivono in un soffio. A me capita di rado, ma è capitato. E altri, magari non lunghissimi, per i quali c’è bisogno di più tempo. A volte di molto tempo.
La prima cosa che si legge, aprendo Lo stesso vento, è una data: 23 dicembre 1999. È il momento in cui inizia la storia narrata nel libro, ma è anche il momento, più o meno, in cui il libro cominciò a essere scritto.
Nell’aprile di quell’anno era uscito il mio primo romanzo, Io e mio fratello. Raccontava, dal punto di vista e col linguaggio di un bambino di cinque anni, la vita e la morte all’interno di una famiglia fiorentina, afferrata e scossa dal boom economico degli anni ’60. C’erano personaggi immaginari, così come lo era parte della trama, ma non posso negare che quel libro avesse una forte radice autobiografica.
In quegli stessi mesi stavo scrivendo quello che sarebbe diventato il mio secondo romanzo, uscito poi due anni dopo: Luce profuga. Anche in questo caso, se l’intreccio e molti dei personaggi erano frutto di fantasia, l’ambiente fisico e sociale in cui era ambientata la storia li conoscevo bene per il fatto di viverci tutti i giorni, da più di dieci anni, nell’ambito del mio lavoro cosiddetto normale. E il protagonista aveva più di un aggancio con la mia persona.
Forse è inevitabile che sia così. Si scrive sempre di sé stessi, in qualche modo più o meno mascherato. Eppure in quel periodo sentivo la forte esigenza di staccarmi, dal punto di vista narrativo, da me. Volevo rendermi conto se fossi anche capace di raccontare storie e persone lontane dal mio mondo per estrazione sociale, esperienze, carattere, età, sesso.
L’occasione per far ciò mi venne offerta grazie a Laura Lombardi, un’amica storica dell’arte. Fu lei a chiamarmi e a chiedermi di partecipare con un racconto all’introduzione al catalogo di una mostra che avrebbe avuto luogo verso la fine di quel 1999 in una galleria di piazza Santa Croce, a Firenze.
Venni invitato allo studio del pittore, Gianni Cacciarini. Lo conobbi, mi furono mostrati i suoi quadri, fornite alcune fotografie che portai a casa. Leggi tutto…

“PANE per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (un estratto)

Risultati immagini per i bastardi di pizzofalcone raiPubblichiamo le prime pagine di “PANE per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi Stile Libero Big).

La prima puntata dell’omonima serie Tv tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni I Bastardi di Pizzofalcone andrà in onda lunedì 9 gennaio, h. 21:15,  su Rai1.

Nel cast: Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini.

Regia: Carlo Carlei

 

Interpreti: Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Antonio Folletto, Tosca d’Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Francesco Guzzo

 

 

I.

Il Principe dell’Alba si mette in cammino venti minuti
prima delle quattro.
Non sono molti i gesti che deve compiere, e il Principe
li conosce a memoria; potrebbe eseguirli a occhi chiusi.
Ma quella è l’ora, e tutto va fatto come va fatto, senza
deroghe. Oggi, poi, sarà una di quelle giornate che ti invitano
a ringraziare Iddio di essere vivo. È vero che fino
a poco fa ha piovuto, e neppure poco, ma già si capisce
che verrà il sereno.
Oggi l’estate ha deciso di presentarsi, pensa il Principe
dell’Alba. Non c’è dubbio. Basta annusare la promessa
di calore, non la sentite? Be’, io sí. La sento forte e
chiara.
A frequentare l’alba fin da bambini se ne impara il linguaggio.
Sembra sempre uguale, l’alba, invece cambia ogni
volta. Non dura molto, badate. Può essere lunga un’ora,
ma anche piú breve, dieci o venti minuti. Ha confini incerti:
a ovest con la notte che allunga i suoi tentacoli di
solitudine e silenzio, a est con il giorno urlante e feroce,
ed è diversa sia dall’una sia dall’altro, che non si incontrano
mai, perché c’è lei a separarli.
Una volta il Principe ha sentito un poeta, un filosofo,
uno scrittore o chissà chi dire alla televisione che l’alba
è figlia della notte e del giorno. Fesserie. Quello, aveva
pensato, è uno che per l’alba ci è passato sbronzo dopo
qualche festa piena di coca e zoccole. L’alba è una cosa
a sé. Non c’entra niente col giorno e con la notte se non
perché ci sta in mezzo.
Al Principe dispiace doverla attraversare con la macchina.
C’è il rumore, e c’è la puzza di benzina. Ma almeno
oggi può tenere il finestrino aperto, e guidando piano
sentire il sussurro del vento sulla faccia. Riconoscerebbe
il momento anche bendato, senza confondere il riverbero
delle luci ancora accese con l’affacciarsi di un sole lontano.
A certi profumi ci si abitua come alle voci delle persone di
famiglia, che distingueresti in mezzo a un coro.
Il Principe sorride e ripensa a un’alba di giugno uguale
a quella, però di cinquant’anni prima. Mamma mia, mormora:
cinquant’anni. Mezzo secolo. Quanta vita, quante
vite. Quanto pane. Leggi tutto…

IL FIORE INVERSO di Lello Voce e Frank Nemola

Lello Voce e Frank Nemola, Il fiore inversoIL FIORE INVERSO di Lello Voce e Frank Nemola (Squilibri edizioni) – Intervista a Lello Voce

di Massimo Maugeri

Poesia e musica tornano nella nuova opera firmata dalla coppia poetico-musicale Lello Voce e Frank Nemola. Il volume con Cd, vincitore del Premio Nazionale Elio Pagliarani, si intitola “Il fiore inverso” ed è pubblicato da squi[Libri] edizioni. Sono tanti gli artisti coinvolti in questo progetto:  Paolo Fresu (alla tromba), Dario Comuzzi (alla chitarra elettrica), Simone Zanchini (alla fisarmonica), Eva Sola (al violoncello), il rap di Kento, Luca Sanzò (alla viola), Adele Pardi (al violoncello)… senza dimenticare i ritratti frutto della matita di Claudio Calia.

Ne discuto qui di seguito con Lello Voce…

Caro Lello, partiamo proprio dal titolo: “Il fiore inverso”. Come accennavo in premessa è un titolo molto evocativo. Cosa puoi dirci in merito alla sua scelta?
Risultati immagini per lello voceIl titolo è una citazione dai primi versi di una celeberrima Canso del trovatore Raimbaut D’Aurenga, caposcuola del œ: «ar resplan la flors enversa», qui risplende il fiore inverso, ed il fiore inverso è la poesia, l’unico fiore a sbocciare con le radici rivolte verso il cielo. Il titolo, dunque, da una parte allude ai padri indiscussi della poesia con musica (spoken music, come si dice adesso) e cioè i trovatori provenzali, da cui sono nate tutte le tradizioni poetiche romanze, dall’altro è un’allusione alla capacità che ha la poesia di ‘ribaltare’ la percezione corrente della realtà attraverso l’opacità del linguaggio e le enormi potenziali di senso che in esso sono custodite e che attendono solo che il poeta le scopra. Quindi vuole sottolineare come la poesia sia stata, sostanzialmente resti e sempre più tornerà ad essere un’arte orale, che con la letteratura propriamente detta ha poco a che vedere, e che questa scelta di comporre poesia ‘temperata’ con musica non ha nulla di avanguardistico, anzi è profondamente, direi ‘radicalmente’, connessa con la tradizione. Ma rispettare, ammirare una tradizione non vuol dire farsene epigoni, piuttosto tradirla, rinnovandola, trasportarla in un altrove dove la sua voce ricominci a risuonare potente, ma con accenti e parole nuove. Questa nuova capacità di farsi voce, e voce viva, le dà nuova energia nel ribaltare il linguaggio, nel costringerlo a cederci nuove porzioni di senso, nel tenerlo allenato al presente. Non si possono sognare sogni nuovi con parole vecchie. La poesia sta là apposta.

Parlaci del tuo rapporto artistico con Frank Nemola. Quando vi siete incontrati la prima volta? E cos’è, più di ogni altra cosa, che vi lega artisticamente? Leggi tutto…