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DALLE CENERI E DAL SANGUE

gennaio 18, 2017

Pubblichiamo alcuni estratti del romanzo storico DALLE CENERI E DAL SANGUE di Federico Ciaccio (Alter Ego edizioni)

 

ESTRATTO 1: “[…]All’improvviso l’uomo avvolto nella gabbana nera lo placcò da dietro tenendogli ferme le braccia dietro la schiena. Franceschetto era immobilizzato. Una presa micidiale non gli consentiva alcun movimento. Avvampò di rabbia sentendosi in trappola.
«Volevi sapere che cosa sarebbe durato poco?» gli chiese Stefano, ormai a un palmo di distanza dal viso.
«Sì» rispose lui fiero.
«Ti accontento subito».
Finita la frase, il Giovane estrasse da sotto il mantello un piccolo pugnale. Veloce come un lampo passò la fredda lama sulla gola inerme di Franceschetto che si aprì all’istante schizzando sangue. Solo allora, l’uomo misterioso avvolto nella gabbana lasciò andare la presa. Franceschetto cadde moribondo. Steso a terra e con un pizzico di vita ancora in corpo, fissò il suo assassino. Stefano, impassibile e col volto imbrattato di sangue si chinò. Gli si fece vicino all’orecchio e sussurrò:
«Questo durerà poco… questo. Il dolore che in un attimo ti attraversa e ti porta via la vita».
In quell’ultimo frenetico istante di vita si guardò attorno. Steso per terra volse lo sguardo al cielo. Un timido raggio di luna aveva aperto uno scorcio nella nebbia. Franceschetto ci guardò dentro e subito la riconobbe. La torre delle milizie stava lì, immobile ed impassibile assisteva alla sua morte. In un barlume di lucidità capì che quella era la fine. La fissò intensamente con occhi ormai vitrei e finalmente intese: Roma non era più la città eterna, era la città che moriva lentamente giorno dopo giorno all’ombra delle torri[…]”

 

ESTRATTO 2: “Più la leggeva e più non ci credeva […] L’emozione d’un tratto lo pervase tutto. Non ci credeva. Era stato così tanto vicino a quell’anello, simbolo del potere imperiale, da non essersi accorto minimamente di quanto fosse importante. Ora però non sapeva dove potesse essere. Si sforzò di ricordare. Chiuse gli occhi e cercò di andare indietro nel tempo. Vagò fra ricordi confusi e dolorosi e d’un tratto capì. Il sogno che aveva fatto poco prima aveva un senso.
Francheschetto senza un dito che lo saluta”.
“[…] I Colonna la pagheranno” pensò, come da bambino.
Spossato dagli intensi ragionamenti, decise di sdraiarsi sul letto. In breve s’addormentò. Il ragazzo che a lungo aveva sognato la vendetta era tornato. Non gli importava quanto avrebbe dovuto aspettare, Roma sarebbe risorta dalle ceneri e dal sangue.
Dalle ceneri e dal sangue”.

 

ESTRATTO 3: Frasi pronunciate da Fra Venturino da Bergamo, predicatore domenicano e amico di Cola quando si incontrano a Roma:
“D’un tratto il frate disse: «Perdonami Cola, ma da quando sei tornato a Roma non hai fatto altro che parlare dei tuoi amici e del desiderio che hai d’incontrarli.
E poi, quando hai intenzione di andare a casa tua e di verificare in che condizioni versa? Non puoi continuare a nasconderti dal tuo passato!»
«Avete ragione, frate – rispose il giovane – per tutto il tempo che sono stato lontano non ho desiderato altro che rincontrarli, e ora che sono vicino a loro non ho il coraggio di affrontarli».
«Temi forse che questo possa portarti alla mente spiacevoli ricordi? Come ti dicevo, Cola, io credo che se veramente vuoi scoprire qual è la tua strada, devi anche affrontare ciò che ti spaventa. Prendi il coraggio a due mani e buttati. Vedrai che farà meno paura di quanto immagini. Solo allora, una volta che avrai affrontato tutti i tuoi incubi, potrai ritenerti libero … e decidere».
Anche questa volta Cola non seppe cosa rispondere. La saggezza di quell’uomo l’aveva nuovamente zittito e convinto”.

* * *

SINOSSI: La storia si apre con la morte di Alessandro Magno. Da spettatori si assiste alla fine del giovane sovrano macedone al cui capezzale si sono riuniti amici, consiglieri e amanti.  Quando Alessandro muore, lascia cadere in terra un anello pregiato che, scivolando sul pavimento, finisce nelle mani del suo grande amico Tolomeo. Con un salto, si viene catapultati ad Alessandria d’Egitto nel 30 a.C. Questa volta a morire è Cleopatra, l’ultima regina di una lunga dinastia, quella dei Tolomei. Ottaviano, futuro primo imperatore di Roma, la raggiunge che è ormai morta. Le sfila l’anello che porta al dito. Lo stesso che secoli prima venne raccolto dal capostipite della dinastia e amico di Alessandro.

Dopo di che, con un salto temporale, la scena si apre a Roma nel 1300 circa. Una donna come tante sta dando alla luce la propria creatura. Il bambino si chiama Nicola di Lorenzo, detto Cola di Rienzo. Cresce sano e forte. Gli piace studiare e passare le giornate in compagnia del fratello Franceschetto e dei suoi amici. È insieme al fratello che Cola sogna una nuova Roma che possa rinascere dalle proprie rovine. Le famiglie nobili di Roma infatti, spadroneggiano in città applicando una sola legge: quella del più forte. Ed è a causa di queste prepotenze ed ingiustizie che un giorno, il fratello di Cola, viene assassinato da alcuni membri della famiglia Colonna in compagnia di un uomo misterioso, noto a tutti come Malaspina. Proprio questi, che è venuto in possesso dell’anello sottratto al fratello di Cola che lo aveva trovato lavorando sulle mura Aureliane, informa Stefano Colonna il Vecchio, il capostipite di un ramo della famiglia nobiliare, di essere in possesso di quel prezioso oggetto che era appartenuto agli imperatori di Roma.

Cola, disperato si chiude in se stesso fino a quando, dopo la morte della madre, viene mandato dal padre ad Anagni da uno zio di lui. Nel frattempo a Roma,  i baroni continuano a farla franca rimanendo impuniti. Nessuno è in grado di contrastarli, il Papa, Clemente VI, è ad Avignone in Francia. Dunque Roma è sola. Ma quel giovane ragazzo di nome Cola aveva in mente un progetto: vendicare il fratello e perché no, far risorgere Roma “dalle ceneri e dal sangue”. Torna a Roma ormai giovane uomo ed è desideroso di lasciarsi il passato alle spalle. Lui forse è cambiato, ma Roma no di certo. La situazione è la stessa di quando era ragazzo. E così dunque, dopo aver fatto uno strano sogno e aver potuto conferire col Papa in persona, cercherà in tutti i modi di vendicare il fratello e di far risorgere Roma. Il sogno di Cola lo porterà così, assieme ai suoi amici di un tempo, a vivere un’avventura che nessuno di loro, amici di vecchia data, avrebbe mai osato immaginare. I baroni infatti, primi fra tutti i Colonna, gli metteranno i bastoni fra le ruote. Desiderano regnare su Roma dai palazzi del Palatino. In quegli stessi, dove secoli addietro, vivevano gli imperatori della città eterna. E per fare questo hanno un asso nella manica: l’anello che anni prima avevano strappato dalle dita del fratello di Cola di Rienzo. Contro tutto questo e contro il suo stesso passato Cola dovrà fare i conti. E lui sa bene, che una volta che il sogno è divenuto realtà, rischia tutto.

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Federico Ciaccio è nato a Roma nel 1987. Dalle ceneri e dal sangue è il suo primo romanzo. Attualmente vive a Viterbo, dove studia Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo Archeologico presso l’università degli studi della Tuscia.

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