Archivio

Archive for febbraio 2017

UN ANNO DALLA MORTE DI UMBERTO ECO

Ricordiamo Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016) a un anno dalla sua scomparsa 

 * * *

Leggi l’intervista impossibile a Umberto Eco dedicata a “Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida”.

Partecipa all’omaggio di Letteratitudine dedicato a Umberto Eco

 * * *

di Massimo Maugeri

Il 19 febbraio 2016, ci lasciava Umberto Eco. Desidero ricordarlo nell’ambito di questo articolo mentre sono appena giunti in libreria l’edizione economica di Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida” (La nave di Teseo, euro 12, collana I Delfini best seller) e il volume Non sperate di liberarvi dei libri” (La nave di Teseo, euro 13): una conversazione sui libri tra Umberto Eco e Jean-Claude Carrière.
Intanto, nei mesi scorsi, sempre per i tipi de La nave di Teseo, sono stati ripubblicati i seguenti volumi di Eco: “Kant e l’ornitorinco“, “Dalla periferia dell’impero“, “La struttura assente“, “I limiti dell’interpretazione“, “Come viaggiare con un salmone“, “Il superuomo di massa. Retorica e ideologia nel romanzo popolare“, “Arte e bellezza nell’estetica medievale“, “A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico“, “Trattato di semiotica generale“.

Dedico uno spazio particolare al volume “Non sperate di liberarvi dei libri” che è stato definito come “Un libro sui libri, una conversazione divertita e divertente, un’appassionata passeggiata lungo duemila anni di storia del libro, attraverso una discussione contemporaneamente erudita e ironica, colta e personale, filosofica e aneddotica“. Leggi tutto…

BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR 2017

BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR 54ESIMA EDIZIONE: DAL 3 AL 6 APRILE L’EDITORIA INTERNAZIONALE PER BAMBINI E RAGAZZI SI RIUNISCE A BOLOGNAFIERE

* * *

Le tendenze del mercato editoriale, le novità in campo digital e non solo
il meglio dell’illustrazione mondiale, i premi più prestigiosi e molto altro
The natural habitat for children’s content: la nuova grafica
Bologna Digital Media: dopo il successo della prima edizione diventa sempre più ricca la proposta in campo multimediale della Fiera
La seconda edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi

 

Bologna Children’s Book Fair, dal 3 al 6 aprile 2017, arriva alla 54esima edizione confermandosi l’appuntamento internazionale più importante per coloro che si occupano di editoria per bambini e ragazzi. Momento imperdibile per lo scambio dei copyright, la Fiera rappresenta da sempre un’occasione per conoscere le ultime tendenze del settore, incontrare i maestri dell’illustrazione, gli autori del momento e i vincitori dei più prestigiosi premi internazionali. Oltre  20  mila  metri quadrati, 1.200 espositori provenienti  da oltre 75 Paesi del mondo, 26 mila professionisti del settore che raggiungono i padiglioni di BolognaFiere ogni anno – questi i numeri della scorsa edizione – per fare il punto sulle ultime tendenze editoriali e digitali, partecipare alle centinaia di workshop e conferenze proposti, visitare le mostre con il meglio dell’illustrazione internazionale. Numeri che confermano nel settore kids and young la leadership mondiale della Fiera bolognese, da oltre 50 anni capace di aggregare comunità internazionali differenti: Bologna Children’s Book Fair è un luogo unico, imprescindibile e internazionale. Leggi tutto…

LA DONNA DAI CAPELLI ROSSI di Orhan Pamuk (recensione)

LA DONNA DAI CAPELLI ROSSI di Orhan Pamuk (Einaudi)

 * * *

Il caos dei sentimenti, quando imbocca la via del delitto.

di Anna Vasta

Il tema del Padre  è un tema della grande letteratura, un archetipo primordiale, di quelli che attraversano il sottosuolo delle più disparate culture e identità. Da Sofocle, a Shakespeare, da  Dostoesvskij a Kafka, sino a Orhan Pamuk, lo scrittore di Istanbul, Nobel della Letteratura 2006. In “La valigia di mio padre”( Einaudi, 2007) – un volumetto che raccoglie il discorso tenuto dall’autore a Stoccolma per il conferimento del prestigioso premio, insieme con due conferenze dello stesso anno – Pamuk, narrando del padre, intellettuale di formazione europea, di colte, raffinate letture, confessa lo sconcerto, l’imbarazzo di potersi ritrovare – “tremenda prospettiva” – figlio di un genitore-scrittore. Figura d’inquietudine inconciliabile con l’immagine familiare, protettiva, rassicurante della sua percezione filiale. Dal disagio di  una paternità fragile, per quanto stimolante possa risultare a un figlio che voglia affrontare il mare aperto dell’esistenza in spirito d’indipendenza e alterità, in parte i nodi irrisolti della sua introspezione di uomo, di autore, coscienza critica del proprio tempo, di romanziere “ingenuo e sentimentale”. Nel suo Bildungsroman La donna dai capelli rossi (Einaudi, 2017) ne costituisce un capitolo decisivo, non risolutivo – sin dal suo primo romanzo, Orhan Pamuk ricostruisce, come in un ciclico affresco, di quelli che raffigurano nelle volte e nei soffitti di palazzi e cattedrali le allegorie dell’umano, quel “vasto paesaggio” della vita, dove ogni lettore vorrebbe aggirarsi come in un museo,  guidato da uno sguardo implacabile, eppure lirico, sugli oggetti, sui personaggi, sulle vicende individuali e corali, sugli sfondi d’insieme. Leggi tutto…

LA VITA SCONOSCIUTA di Crocifisso Dentello (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA VITA SCONOSCIUTA di Crocifisso Dentello (La nave di Teseo) – da oggi in libreria

 * * *

LA VITA SCONOSCIUTA di Crocifisso Dentello (La nave di Teseo) – un estratto del capitolo 3 (per gentile concessione della casa editrice)

 * * *

 

3.

Ogni volta che rincasava dal lavoro era come se si impegnasse a recitare la stanchezza. Non che non fosse realmente esausta, ma sentiva l’esigenza di esasperarne la rappresentazione. Nei suoi gesti casalinghi io non dovevo leggere nessuna tregua ma il filo di una ininterrotta fatica quotidiana.
Alle quattro del pomeriggio di quel giorno infausto varcò la soglia di casa ridotta a una poltiglia di nervi. Sul viso, come uno sfogo di orticaria, i segni di una collera mal repressa. Il viaggio in tram non era riuscito a mitigare alcunché. Eppure, per sua stessa ammissione, vedere sfilare pezzi di città dai finestroni opachi aveva su di lei il potere sedativo di uno psicofarmaco. Prendeva la 51 sotto casa per scendere davanti all’ospedale Niguarda, salire sul tram 4 e a bordo di quel serpentone verde scivolare fino al capolinea in piazza Castello e poi da lì, a piedi, aggirare largo Cairoli, attraversare Foro Buonaparte, lasciarsi alle spalle la stazione Cadorna e inoltrarsi in via Vincenzo Monti. Leggi tutto…

OLTRE IL CONFINE: l’intervento del Direttore Editoriale Nicola Lagioia

OLTRE IL CONFINE: l’intervento del Direttore Editoriale Nicola Lagioia

Presentazione Tema XXX Salone Internazionale del Libro

Risultati immagini per nicola lagioia salone del libro

di Nicola Lagioia

 * * *

L’adesione degli editori

Oggi, finalmente, dopo tre mesi e mezzo di lavoro molto intenso, possiamo davvero intravvedere il Salone che verrà.

Mancano ancora tre mesi all’inizio del Salone, ma più del 95% degli editori che erano presenti l’anno scorso ha già preso uno stand al Lingotto.

Questo vuol dire che, da una parte, non ci saranno quest’anno a Torino gli stessi editori che c’erano l’anno scorso. La cosa che invece nessuno avrebbe potuto prevedere, è che probabilmente ce ne saranno di più.

Questa adesione così convinta e massiccia non vuol dire soltanto che i padiglioni del Lingotto saranno festosamente pieni dei loro stand. Significa, soprattutto, che il Salone Internazionale del Libro di Torino è la manifestazione in cui la maggior parte degli editori italiani si trova rappresentata nella stessa unità di luogo e di tempo.

La bibliodiversità è una ricchezza, il pluralismo (non solo in campo editoriale) è una ricchezza, la molteplicità di voci rappresenta una ricchezza.

Anzi, è una delle garanzie della democrazia. Dare spazio a molte voci è meglio che ascoltare un monologo. Chi crede a una certa idea di cultura, dal 18 al 22 maggio, a Torino, troverà qui concentrata la più grande ricchezza culturale legata al mondo del libro di questo Paese.

 

 

La vocazione internazionale Leggi tutto…

OLTRE IL CONFINE: l’intervento del Presidente Mario Montalcini

OLTRE IL CONFINE: l’intervento del Presidente Mario Montalcini

Presentazione Tema XXX Salone Internazionale del Libro

di Mario Montalcini

 * * *

Risultati immagini per mario montalciniRingraziamo Massimo Bray, in collegamento via Skype da Roma, che ci deve lasciare per un’importante riunione in Treccani.

Ce l’abbiamo fatta. Oggi annunciamo grandissimi risultati su tutti i fronti, in termini di adesioni e di progetti culturali. Esattamente tre mesi fa, a Palazzo Madama, l’abbraccio di una città intera decretava la ripartenza del Salone di Torino. Quel giorno abbiamo presentato la squadra, l’avvio dei lavori: ma soprattutto abbiamo chiamato a raccolta tutti – soci, istituzioni e territorio nel suo complesso – attorno a questo nostro gioiello. Oggi possiamo proprio dire di avercela fatta.

Nicola Lagioia fra poco ci racconterà, come solo lui sa fare, i traguardi fin qui raggiunti e cosa ci accompagnerà fino al Salone. La road map di grandi appuntamenti che scandirà questi ultimi novanta giorni. Per svelare nel dettaglio i programmi di Salone e Salone Off avremo – come sempre – la conferenza stampa di fine aprile alla quale vi do fin d’ora appuntamento.

Io posso riferirvi del grandissimo impegno di costruzione che ha permesso questo scatto d’orgoglio e i risultati con i quali ci presentiamo al rush finale.

Lo scorso ottobre sono arrivato in una struttura demotivata, che non sapeva come dirigersi e soprattutto doveva recuperare consapevolezza. Grazie a un lavoro motivazionale condotto all’interno della Fondazione, a un’accelerazione di tutti i processi di integrazione del Salone con il territorio ed alla cucitura di un pacchetto di alleanze strategiche possiamo dire: oggi siamo qui. Più forti degli anni precedenti, con entusiasmo e voglia di fare. Leggi tutto…

OLTRE IL CONFINE: il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino

Gipi 1 light

È Oltre il confine il tema del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino. Il tema principale, l’immagine guida disegnata da Gipi, i tanti progetti del Salone 2017 sono stati presentati oggi, mercoledì 22 febbraio, alla Cavallerizza Reale di Torino dal Direttore Editoriale Nicola Lagioia e dal Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura Mario Montalcini. Leggi tutto…

LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (recensione)

LE COCCINELLE NON HANNO PAURA di Stefano Corbetta (Morellini editore)

di Francesca G. Marone

“L’atto di fare una foto ha qualcosa di predatorio (…) equivale a violarla, vedendola come essa non può mai vedersi, avendone una conoscenza che essa non può mai avere. (…)” S. Sontag
Teo è essenzialmente un fotografo, un uomo che sembra aver fermato la sua stessa vita ad un fotogramma nel momento in cui la terribile malattia ha invaso la sua testa, Teo ha un cancro al cervello. Questo particolare non da poco l’autore ce lo consegna subito, nelle prime pagine del libro, noi lo sappiamo e procediamo seguendo la storia di Teo e della sua malattia, qualche volta facendo finta di dimenticare, sperando in un miracolo, credendo che tutto sia possibile fin quando siamo qui in carne e sangue, qualche volta la testa ci duole insieme a Teo perché il peso della paura di svanire e di non essere più ci appartiene senza differenze. E noi tutti viviamo per dimenticarla. Eppure la malattia non prende mai totalmente la scena.
Teo sembra aver sospeso tutto, le emozioni, le relazioni, la voglia di scoprire. Fino a quando non incontra una fotografia, un’immagine di due sconosciuti in cui scorge una storia appena accennata che lo porterà altrove, che porterà anche il lettore altrove. Ma l’altrove non è mai così distante dal qui e ora. E da quel momento una storia si lega ad un’altra storia in una struttura ad incastro che impone un rallentamento al ritmo della narrazione. Prendiamo tempo anche noi con Teo, e con la donna che senza chiedere permesso lo accompagna, Arianna, mettendo luce e colore fra le sue magliette nere, e camminiamo con l’amico che sostiene Teo, non senza lottare dentro di sé, amico che lo abbraccia senza stringere troppo, come l’autentica amicizia sa fare. Il passo è lento, molto introspettivo ma anche puntuale nella visione, qualche volta lascia un senso di sospensione, di parentesi aperta come una musica che non termina o non inizia secondo canoni prestabiliti. Un disorientamento che è pari a quello di chi, essendo a digiuno di free jazz, non afferra tutto il senso di questo genere musicale, la musica è l’altra protagonista della storia e anche della vita dell’autore. Leggi tutto…

INTERVISTA A GIOIA PACE: presidente del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri

Approfondiamo la conoscenza delle attività svolte dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Siracusa, attraverso un’intervista alla Presidente: prof.ssa Gioia Pace

dante-siracusa

di Massimo Maugeri

Sul sito del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri, leggiamo quanto segue…
Conoscere la Società Dante Alighieri a Siracusa è un invito. In un tempo di grande distrazione e comunicazione virtuale, diviene problematico costruire l’uomo “integrale” che sappia leggere dentro se stesso il suo destino. Per questo la Dante fonda la sua ragione d’essere su valori che non passano: la nostra lingua e la nostra cultura“.
Ne approfittiamo, per saperne più, coinvolgendo la presidente Gioia Pace (nella foto in basso) in questa chiacchierata.

– Cara Gioia, per prima cosa – a beneficio dei lettori – ti chiederei di parlarci in generale della Società Dante Alighieri. Qual è il suo scopo? E da quanto tempo sei impegnata nelle attività del Comitato di Siracusa, che presiedi?
Dal 1996 sono Presidente del Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri e questo incarico l’ho avuto dal prof Paolo Mario Sipala, allora direttore del Dipartimento di Italianistica, e dal critico Giuseppe Petronio. La Società Dante Alighieri è un’ associazione senza fine di lucro fondata nel 1889 da Giosuè Carducci e il suo obiettivo è quello di promuovere e diffondere la lingua italiana e la creatività italiana nel mondo, ravvivando i legami dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore per la cultura italiana. Io ho abbracciato questo ideale con passione perché mi sembra giusto difendere tutto ciò che ci appartiene come la lingua che costituisce la nostra identità.

– Nello svolgimento di quali attività, in questi anni, si è concentrata la Società Dante Alighieri di Siracusa? Leggi tutto…

LE LUNGHE NOTTI di Domenico Trischitta (recensione)

le-lunghe-notti-domenico-trischittaLE LUNGHE NOTTI  di Domenico Trischitta (Avagliano)

di Alessandro Russo

Mi piace molto e mi somiglia a una piccola opera d’arte l’ultima fatica di Domenico Trischitta, Le lunghe notti“, €14, pp. 150, Avagliano Ed. Mi piace molto questo scrittore che, tra paure e frustrazioni, rivela le sue ossessioni creative: Trischitta  è uno che ci sa fare e  nulla lascia al caso. Dapprima si mette a nudo, dopo un po’ veste i panni d’un eccellente maître, quindi si tramuta in abile scultore. Infine ecco un illuminato cantore di puttane,  barboni e miserabili preti attratti da ragazzini. Luoghi tenebrosi, esistenze bruciate e scrittura minimalista: questi gli elementi adoperati con astuta maestria dall’autore catanese per sedurre il lettore senza mai abbandonarlo. Egli racconta ciò che vede, coglie di sorpresa e commuove in modo autentico. Puntando il dito su miraggi di libertà, scrive di sesso e di morte; sullo sfondo intanto dipinge Catania, una città che sanguina e rimane perennemente uguale a sè stessa. Leggi tutto…

JACKIE

Il mito di JACKIE approda al cinema e in libreria

Dal film di Pablo Larrain con Natalie Portman, al libro di Elfriede Jelinek pubblicato da “La nave di Teseo”

di Massimo Maugeri

Risultati immagini per Jackie locandinaIl mito di Jacqueline Kennedy, detta Jackie, (Southampton, 28 luglio 1929 – New York, 19 maggio 1994) risplende più che mai.
Il 23 febbraio uscirà in Italia, al cinema, il film a lei dedicato: Jackie” di Pablo Larrain, con un cast d’eccezione che vede nei panni di Jackie una splendida Natalie Portman (candidata agli Oscar 2017 come miglior attrice protagonista) attorniata da attori del calibro di Peter Sarsgaard, Greta Gerwig e John Hurt.
Ne aveva parlato così, su “Letteratitudine Cinema“, la critica cinematografica Ornella Sgroi (nell’ambito della 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia): “Pablo e Natalie. Multipli e molteplici. Con classe, maestria e immaginazione. Rispettivamente, regista e attrice protagonista di un ritratto di donna che fugge tutti i rischi del biopic e mette a segno un Larrain “doc”, senza mai ripetersi. Sempre nuovo, sempre diverso, sempre lui. Maneggiando una materia incandescente come incandescente può essere la ricostruzione di ciò che accadde nel cuore, nella mente e nella vita di Jacqueline Kennedy nei tre giorni immediatamente successivi l’assassinio di suo marito, l’amato e compianto presidente degli Stati Uniti JFK, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. (…) Un film rigoroso e solenne, con uno sguardo dinamico e originale che passa attraverso il punto di vista di una donna diventata icona contro ogni sua aspettativa”.

Ma “Jackie” è anche il titolo di un libro uscito in questi giorni per i tipi de La nave di Teseo. Si tratta di un monologo scritto nel 2002 dal Premio Nobel per la Letteratura 2004 Elfriede Jelinek. Come scrive Luigi Reitani nella prefazione del libro: “il monologo Jackie, pur avendo una forte autonomia estetica e concettuale, è la quarta parte di una pentalogia dedicata a miti e figure femminili, raccolta in volume nel 2003 con l’allusivo titolo La morte e la fanciulla I-V. Drammi di principesse (di prossima pubblicazione per La nave di Teseo).
Jacqueline Kennedy si rivolge al lettore situata in un altrove che non è la vita, dalla quale si è già congedata, e nemmeno un tradizionale aldilà trascendente, ma piuttosto l’indistinto immaginario in cui questa figura continua a esistere nell’epoca della comunicazione di massa. Nel dramma non troviamo infatti un personaggio colto in un momento centrale della sua esistenza, e nemmeno la coerente narrazione retrospettiva, svolta in prima persona, di una vita giunta al suo termine. Leggi tutto…

LA MALINCONIA DEI CRUSICH di Gianfranco Calligarich (presentazione ed estratto)

Pubblichiamo una presentazione e un estratto del romanzo LA MALINCONIA DEI CRUSICH di Gianfranco Calligarich (Bompiani)

La storia di un uomo che cerca di avere un altro sguardo sul mondo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, percorrendo il Sud d’Italia e poi un altro Sud, quello dell’America.

Una storia vera. Una storia di padri e figli che è insieme un’epica saga familiare e un romanzo storico del nostro tempo, narrata con una lingua lucida e travolgente.

Quella dei Crusich è la storia vera di una numerosa famiglia vissuta lungo l’intero arco del secolo scorso con due guerre mondiali, rivoluzioni, guerre civili e altri sconvolgenti avvenimenti sotto i cicli della luna a fare puntuale compagnia alla terra ruotante solitaria nell’universo. Tutti i Crusich vivono nell’ombra di una tenace malinconia, una sorta di ineluttabile preventiva nostalgia della vita che rende le loro esistenze particolarmente avventurose e intense. Ombra che spinge il capostipite a navigare per i mari nella vana ricerca di un introvabile altrove per approdare all’inizio del Novecento a Corfù, dove metterà al mondo sei figli. Li seguiremo, soli o con le famiglie, in Italia durante l’acclamata nascita del fascismo, in Africa durante la fondazione di un breve e fragile Impero, in storiche battaglie su aspre montagne abissine, in campi di concentramento per lunghe prigionie sotto il sole dei deserti egiziani.
E poi di nuovo in Italia, a Milano, durante la faticosa ricostruzione della città uscita dalle macerie del secondo Grande Massacro Mondiale, a Roma nei movimentati, futili anni della Dolce Vita, in Sudamerica in cerca di vagheggiate fortune.
Fino all’ultimo dei Crusich che si imbarcherà a sua volta per una navigazione solitaria lungo le coste della terraferma, i soli luoghi dove forse poter trovare, protetti dal mare e dalla luna, la perduta bellezza del mondo.

* * *

La luna sull’acqua, la notte, e uno sguardo di malinconia che spazia sul mondo, la nostalgia per qualcosa che forse è stato perduto o forse non si raggiungerà mai. È il bagaglio che porta con sé Luigi Crusich, partito da Trieste per approdare a Corfù dove mette al mondo sei figli. Il primogenito, Agostino, sarà destinato alla luce dell’Africa e poi alla Milano fervente della ricostruzione; toccherà al figlio Gino Crusich (scritto tutto attaccato) cercare un altro sguardo sul mondo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, percorrere il Sud d’Italia e poi toccare un altro Sud, quello dell’America. Infine l’eredità della malinconia toccherà a Uberto Crusich, veterinario sul Lago Maggiore.

[Leggi l’approfondimento di Angelo Guglielmi su “La Stampa”].

 

Pubblichiamo, di seguito, le prime pagine del libro. Leggi tutto…

QUEL NOME È AMORE di Luigi La Rosa (intervista)

QUEL NOME È AMORE di Luigi La Rosa (Ad est dell’Equatore)

Un estratto del libro è disponibile qui

 * * *

di Eliana Camaioni

C’è qualcosa di magico in “Quel nome è amore” di Luigi la Rosa (Ad est dell’Equatore, 2016): la capacità di resuscitare ciò che di immortale c’è nella bellezza, nell’arte, nelle vite straordinarie degli artisti che popolarono la stagione della migliore Ville Lumière. Così il presente scivola nel passato, senza soluzione di continuità, e la vicenda del protagonista (che a Parigi cerca Bruno, o il suo fantasma, per il tramite di un libro dimenticato in metropolitana) sfuma in quelle dei co-protagonisti di questo romanzo, costruito solo in apparenza a stanze che si rincorrono per le vie di Parigi e si nutrono a vicenda di arte e passione, nascendo l’una dall’altra, in una sequenza ininterrotta con la narrazione del presente: da Raymond Radiguet a Pablo Picasso, passando per l’incantevole Renée Vivien, Carlos Casagemas e Frédéric Bazille.
“Quel nome è amore”, che bissa il successo ininterrotto dell’apprezzatissima opera prima di Luigi La Rosa (“Solo a Parigi e non altrove”, Ad est dell’Equatore, 2014), consacra il suo autore a pieno titolo nella veste di chi, al pari dei coprotagonisti della vicenda narrata, diventa testimone di imperitura bellezza, per il tramite dell’amore universale.

– Come in “Solo a Parigi e non altrove”, anche in questo tuo nuovo romanzo evochi la bellezza e l’arte attraverso i luoghi, per ridar vita all’immortale: caffè, boulevard, quartieri e palazzi della Parigi moderna, in un’allucinazione onirica del protagonista, trascolorano verso il seppia e precipitano indietro nel tempo, e perfino i cimiteri diventano canale non di morte ma di vita eterna…
Sì, come sempre è il passato che diventa traccia, simbolo di bellezza, allucinazione. Credo che il compito della scrittura sia effettivamente questo: riportarlo in vita, restituirgli l’antico splendore, colmando i vuoti colpevoli della storia e riscattando chi non ha più voce in capitolo. E’ qualcosa che mi ha sempre affascinato terribilmente ed è forse la molla che mi spinge a scrivere.

– “Perché ora che il ragazzo ha un nome non riesco a chiamarlo in un altro modo, appartiene piuttosto alla dimensione degli amori sognati, quelle passioni che forse fanno più male giacchè sono le sole destinate a durare”: credo sia uno dei momenti più intensi di tutto il libro. Sei d’accordo? Leggi tutto…

STRANE COPPIE 2017

STRANE COPPIE 2017: letteratura cinema e arte – Sei incontri tra i classici delle letterature mondiali 9ª edizione: febbraio – maggio 2017

Strane Coppie 2017 header 890

Cilento AntonellaComincia oggi – giovedì 16 febbraio ore 18 (Fondazione Banco di Napoli – Sala Marrama, Palazzo Ricca – via Tribunali 213 – Napoli) – l’iniziativa letteraria ideata dalla scrittrice napoletana Antonella Cilento. “L’inaffidabile narratore”: Knut Hamsun “Fame” / Malcolm Lowry “Sotto il Vulcano” – con Giuseppe Montesano e Marco Lodoli
Letture di Andrea Renzi – Montaggio cinematografico d’autore e intervento di Valerio Caprara – Coordinano Antonella Cilento e Luigi Pingitore
Light Works di Iole Cilento e Teresa Dell’Aversana

 

* * *

Programma Eventi

Leggi tutto…

IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto: incontro con Emanuele Trevi

Aggiornamento del 16/2/2017: si comunica che la presentazione della riedizione de “Il male oscuro” di Giuseppe Berto, curata da Emanuele Trevi, qui di seguito segnalata, è stata RINVIATA A DATA DA DESTINARSI a causa di problemi di salute del curatore

 * * *

IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto: incontro con Emanuele Trevi – venerdì 17 febbraio, alle ore 16.30, presso la sede della Fondazione (via Sant’Agata, 2, Catania)

Giuseppe Berto, Il male oscuro, postfazione di Carlo Emilio Gadda, con un testo di Emanuele Trevi, Neri Pozza, 2016.

* * *

di Dora Marchese

Tra le attività culturali promosse dalla Fondazione Verga di Catania in collaborazione con il Festival della Lettura Naxoslegge, venerdì 17 febbraio, alle ore 16.30, presso la sede della Fondazione (via Sant’Agata, 2), Dora Marchese, docente e studiosa, dialogherà con Emanuele Trevi, giornalista e scrittore, su Il male oscuro di Giuseppe Berto. All’incontro prenderanno parte Gabriella Alfieri, Presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Verga, e Fulvia Toscano, Direttore artistico di Naxoslegge.
Pubblicato nel 1964, Il male oscuro di Giuseppe Berto (1914-1978) fu un autentico caso letterario che permise al suo autore, sino a quel momento di scarso successo, la vittoria in una sola settimana dei due ambiti Premi Viareggio e Campiello. Da quest’opera verrà tratto un film, diretto nel 1990 da Mario Monicelli, che ne riprende il titolo e che sposta in avanti di vent’anni la storia del protagonista. Vero grande classico della letteratura italiana, il romanzo, oggi immeritatamente caduto nell’ombra, è adesso ripubblicato dalla casa editrice Neri Pozza, con la postfazione di Carlo Emilio Gadda e con uno scritto di Emanuele Trevi. Leggi tutto…

MALANOTTE di Marilina Giaquinta

Pubblichiamo la postfazione della raccolta di racconti MALANOTTE di Marilina Giaquinta (Coazinzola Press) firmata dal critico letterario Giuseppe Giglio

 * * *

Ho bisogno d’amore, amore, amore.

Giacomo Leopardi

Restano un preciso tono, una ben definita cadenza, una volta chiuso Malanotte. Resta cioè quella peculiare filigrana musicale che innerva questi racconti di Marilina Giaquinta: che qui si dimostra instancabile e sciamanica inventrice di parole per cantare la vita. E non a caso dico dell’invenzione e del canto. Perché la Giaquinta inventa parole nuove, specialmente ritessendo con felicità e leggerezza il lessico del dialetto siciliano, o rimettendolo in musica, per così dire: «Devo andarmene. Non ci sono finestre. Non ci sono odori. Solo buio. Buio stritto, buio mussuto, buio sconchiuduto, buio inaciduto, buio ammutoluto, buio inzallanuto, buio insalsato, buio accaniato, buio incalcato, buio spicato, buio arruzzolato, buio arrimbombato, buio inchiummato. Buio. Solo buio. Come ho fatto a entrare? Come ci sono arrivata? Dove sono? Forse è un sogno…», si legge ascoltando, o si ascolta leggendo, in Sogno, uno dei racconti più dolorosamente carichi di senso; senza trascurare, siamo ancora sul piano dell’invenzione linguistica, gli innesti stranieri, o gli esempi letterari della tradizione, lungo la feconda verticalità della nostra lingua. Quanto al canto, la Giaquinta (che è anche una poetessa, una narratrice in versi: diretti, onesti, vicini cioè agli uomini ed alle cose) sembra sgranare queste sue storie sulla scia degli antichi aedi: con quella loro essenzialità, con quella loro musicalità che la luce e il lutto di tanta umanità sempre riconsegnano. Di un’umanità più reale, più vera – nella finzione letteraria – di quanta nella realtà spesso non si scorga. Resta questa filigrana, dunque, intessuta di parole e di canto: forse la tara più curiosa, più ardita, di Malanotte. Leggi tutto…

Da DEZSŐ KOSZTOLÁNYI a MAGDA SZABÓ: intervista a Mónika Szilágyi

Da DEZSŐ KOSZTOLÁNYI a MAGDA SZABÓ: intervista a Mónika Szilágyi (direttrice editoriale di Edizioni Anfora)

monika-szilagyidi Massimo Maugeri

Edizioni Anfora è una piccola casa editrice fondata nel 2003, specializzata nella pubblicazione di letteratura del Centro Europa. Ne parliamo con Mónika Szilágyi, la direttrice editoriale (nella foto accanto con la gatta Scimi, che in ungherese vuol dire “carezzina”).

– Cara Mónika, parliamo intanto delle Edizioni Anfora. Quali sono gli obiettivi e il progetto editoriale di questa casa editrice?
La casa editrice sin dall’inizio si è sempre occupata di letteratura Centro Europea, con particolare attenzione alla letteratura ungherese. L’obiettivo è di presentare agli italiani una varietà sempre maggiore delle personalità di spicco qui ancora poco note, ma che hanno già ricevuto calda accoglienza all’estero.

– Nel 2014 avete pubblicato un libro a cui so che tieni molto. Si tratta di “Anna Édes” di Dezső Kosztolányi. Un estratto del libro è disponibile qui. Come è stato accolto dal pubblico dei lettori?
Libro Anna Édes Dezsó KosztolányiSì, tengo tanto a questo bellissimo romanzo di Dezső Kosztolányi, per il suo messaggio di misericordia e comprensione, per l’analisi lucida della natura umana e per la maestria della sua scrittura limpida. Ma chi conosce Kosztolányi condivide questa passione. Anche Sándor Márai dedicò un intero capitolo al suo amico, Kosztolányi, e alle origini di “Anna Édes” nel libro “Terra, terra!…”, e anche Magda Szabó lo considerava un grande maestro della letteratura moderna ungherese. La pubblicazione italiana di “Anna Édes” è stata coronata da ottime recensioni, per esempio quella di Giorgio Pressburger sul Corriere della Sera, o di Alessandro Zaccuri sull’Avvenire, e anche il vostro blog pubblicò un estratto del romanzo. Anche il parere dei lettori, che ci è giunto tramite i social network, posta ed email, era molto favorevole. Siamo sicuri che con una seconda edizione, che abbiamo nei progetti per il 2017, l’interesse per quest’opera sarà manifestata da un gruppo ancor più vasto.

– Di recente avete pubblicato un’opera di Magda Szabó che qualcuno considera uno dei lavori più importanti della scrittrice ungherese. Si intitola “Per Elisa“. Sei d’accordo su questa valutazione? E quali sono, a tuo avviso, gli elementi più importanti di questo libro che si concentra sulla vita della scrittrice fino al periodo dell’esame di maturità? Leggi tutto…

FIORELLA MANNOIA “ambasciatrice della canzone italiana nel mondo”

FIORELLA MANNOIA “ambasciatrice della canzone italiana nel mondo” vince il premio “Dove il Sì suona” della Società Dante Alighieri e del Laboratorio Itals dell’Università Ca’ Foscari per la canzone “Che sia benedetta”

In occasione del 67° Festival di Sanremo, la Società Dante Alighieri e il Laboratorio Itals dell’Università Ca’ Foscari hanno assegnato il premio Dove il Sì suona. Il riconoscimento, alla sua prima edizione, ha il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è assegnato “alla canzone partecipante al Festival il cui testo mostri caratteristiche di originalità e sia capace di trasmettere al nostro pubblico all’estero i valori e lo stile italiano”.

Risultati immagini per fiorella mannoia sanremo 2017

La motivazione della scelta: “Con un giudizio unanime, la giuria ha deciso di premiare il testo della canzone Che sia benedetta, cantata da Fiorella Mannoia. Un testo capace di declinare in maniera originale ed emozionante un tema da sempre caro alla canzone italiana come la riflessione sulla vita. E di impiegare con grande consapevolezza – nella scelta delle parole, nella loro disposizione, nella ricerca di immagini ed effetti fonici – la straordinaria ricchezza della nostra lingua. Grazie all’armonia creata tra quelle parole e quella musica, il testo cantato da Mannoia riesce a trasmettere in modo efficace e credibile valori positivi di cui oggi più che mai abbiamo tutti bisogno.

Gli altri testi segnalati dalla giuria sono stati, in ordine decrescente di punteggio, quelli di Vietato morire (Ermal Meta), Occidentali’s Karma (Francesco Gabbani), Vedrai (Samuel), Ragazzi fuori (Clementino) e Spostato di un secondo (Marco Masini), Fatti bella per te (Paola Turci).”

In giuria, illustri personalità della linguistica e della glottodidattica: il prof. Luca Serianni (che ne è anche presidente), il prof. Paolo Balboni, il prof. Giuseppe Antonelli, il prof. Fabio Caon e la prof.ssa Gabriella Cartago.

 * * *

Il testo della canzone di Fiorella Mannoia – “Che sia benedetta” Leggi tutto…

IERI, EILEN di Fabio Izzo

Pubblichiamo un estratto del romanzo IERI, EILEN di Fabio Izzo (Il Foglio letterario)

Non sapevano davvero di essere stati maledetti, o di rientrare in una maledizione più antica di loro. Vivevano inconsapevoli, a metà strada tra la felicità e la disperazione, in quell’equilibrio precario che a volte viene chiamato amore.
Così torniamo ora alla loro storia dove troviamo altri ambienti, altre situazioni di cui io posso solo essere gelosa. Momenti di felicità mai vissuti e mai visti. Solo empaticamente percepiti.
Una strada lunga, nulla di più semplice o simbolico.
Un autobus puntuale l’ora, cinquantacinque minuti di isolamento dal resto del mondo.
Camminano uniti dal freddo.
La neve li rende unici in questo panorama immacolato.
Sono come due macchie di colore che si espandono lentamente a passo d’uomo, in una marea che cade dall’alto in basso invadendo quello che, fino alla stagione precedente, era tutto verde.
Alberi, arbusti, cespugli, punti di riferimento resi egemoni dalla volontà verticale.
Lui guarda lei.
Eilen.
Non l’ha mia vista così bella. Leggi tutto…

LA BAMBINA CON IL FUCILE

LA BAMBINA CON IL FUCILE di Susanna De Ciechi (Auxilia Onlus)

In occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato (che decorre ogni 12 febbraio)

La storia vera di Pratheepa, ex bambina-soldato tamil restituita alla vita. Una testimonianza intensa – raccolta e rielaborata dalla scrittrice e ghostwriter Susanna De Ciechi – della tragica realtà vissuta dai milioni di ragazzi-soldato oggi usati in guerra, vittime di abusi sessuali spesso perpetrati anche in famiglia, carne da macello senza diritti e senza difese. Ma anche la storia di un incontro speciale, pieno di umanità, di speranza e di amicizia, quello tra Massimiliano Fanni Canelles e Laura Boy, rispettivamente presidente e vicepresidente di Auxilia Onlus, con Pratheepa, e con i tanti bambini che grazie all’impegno e alla dedizione dell’associazione possono sperare in una seconda opportunità.
Primo di una serie il libro uscirà per il marchio @uxilia books, pensato appunto per dare voce ad alcuni dei bambini salvati, e l’intero ricavato delle vendite sarà devoluto a sostegno delle attività di Auxilia.
Abbiamo chiesto a Susanna De Ciechi di parlarci di questo libro e del progetto a esso legato.

[Un estratto del libro è disponibile qui]

 * * *

di Susanna De Ciechi

Il percorso de “La bambina con il fucile” è iniziato come quello di tutti i libri cui lavoro. Io sono una ghost writer e scrivo le storie che gli altri mi raccontano, scelgo quelle che mi piacciono, in cui credo, altrimenti non riesco a scrivere. Questo libro testimonia la storia vera di una bambina soldato tamil, in Sri Lanka; mentre lo scrivevo ho attraversato l’orrore di inimmaginabili violenze esercitate soprattutto su donne e bambini. Leggi tutto…

BUK FESTIVAL 2017: “La nave di Teseo” come ospite speciale

BUK FESTIVAL 2017

Buk Festival

18 – 19 febbraio 2017, Modena

Buk Festival della piccola e media editoria – Il programma di Buk Festival 2017 è scaricabile da qui

 * * *

Risultati immagini per elisabetta sgarbi

Torna il Buk Festival di Modena. Si tratta di un’edizione “ghiotta” giacché coincide con il decennale della manifestazione. La ricorrenza sarà festeggiata con l’invito di un ospite speciale: “La nave di Teseo“, la casa editrice guidata da Elisabetta Sgarbi. La stessa Elisabetta Sgarbi sarà dunque presente tra gli ospiti d’onore del Festival. Insieme a lei, tre autori della casa editrice: Mauro Covacich, Moni Ovadia  e Crocifisso Dentello (di seguito, dettagli sui libri firmati da Ovadia, Covacich e Dentello).
Sabato 18 e domenica 19 febbraio al Foro Boario oltre 100 case della piccola e media editoria nazionale, proporranno migliaia di libri e 60 anteprime e novità editoriali, sempre più spesso legate agli eventi del nostro tempo. Tra gli appuntamenti in programma, quello con lo scrittore iraniano Esmail Mohades, portavoce delle resistenze iraniane all’estero, che presenterà l’antologia poetica “Se invano è bella la notte” (Menabò editore), dedicata al poeta iraniano Ahmad Shamlu, voce critica del regime. Sarà consegnato alla giornalista Barbara Schiavulli il Premio Speciale Buk 2017.

 * * *

LA NAVE DI TESEO A BUK 2017 DI MODENA Leggi tutto…

FIRENZE LIBRO APERTO 2017

FIRENZE LIBRO APERTO 2017

Dal 17 al 19 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze, Padiglione Spadolini, si terrà la prima edizione di FIRENZE LIBRO APERTO, iniziativa che porrà al centro del panorama culturale nazionale la complessa filiera dell’editoria e dei suoi protagonisti, con particolare attenzione alle case editrici emergenti ed indipendenti.
Oltre 200 case editrici invitate, un centinaio di ospiti internazionali tra cui Joe R. Landsdale e Tahar Ben Jelloun, scrittori italiani quali Andrea De Carlo, Alessia Gazzola, Mauro Corona, Diego De Silva, Federica Bosco, Federico Palmaroli, Marco Vichi, Gianni Biondillo, personaggi della cultura come lo storico Franco Cardini, i filosofi Alfonso Maurizio Iacono e Luigi Lombardi Vallauri, il filologo Domenico De Martino, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet.
Un programma ampio e articolato che animerà le tre giornate dalle 10 a tarda serata con presentazioni, incontri, laboratori, spettacoli, letture, concerti e premi letterari.

* * *

Leggi tutto…

PREMIO SCRIVIAMOCI 2017

Presentata oggi la terza edizione del Premio Scriviamoci, dedicata al rapporto uomo-macchina-ambiente

Roma, 8 febbraio 2017. La terza edizione del Premio Scriviamoci, promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Centro per il libro e la lettura, dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Toyota Motor Italia, chiede agli studenti delle scuole superiori di tutta Italia e di quelle italiane all’estero di scrivere un racconto incentrato sul rapporto tra uomo, macchina e ambiente. Questo il tema del concorso:

Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”. A più di un secolo dall’esaltazione del dinamismo proposto dai futuristi, la tecnologia ha rivoluzionato il modo di muoversi, influenzando il nostro quotidiano ma anche esponendo il pianeta a nuovi rischi. Sembrano esserne consapevoli soprattutto le giovani generazioni: alcune ricerche evidenziano che i nati fra il 1980 e il 2000 orienteranno le proprie scelte in fatto di consumi, di alimentazione e di stili di vita sulla base di una sensibilità sempre più sviluppata verso i temi della salvaguardia ambientale. “I Millennials – ha scritto Il Sole 24 Ore del 1 luglio 2016 – sceglieranno in base alla sostenibilità”. Leggi tutto…

A PROPOSITO DEL “NUOVO ANALFABETISMO”

L’ingratitudine di Ernesto Galli Della Loggia

di Salvatore Claudio Sgroi

(Salvatore Claudio Sgroi <scsz@libero.it> è docente di Linguistica Generale, Università degli Studi di Catania, Dip. di Scienze umanistiche)

Immagine correlataErnesto Galli Della Loggia sul “Corriere della Sera” di martedì 7 ha pubblicato un articolo intitolato “Le ragioni della disfatta della lingua italiana”, e in occhiello “Il nuovo analfabetismo”. In cui attribuisce, senza mezzi termini, la responsabilità scientifica e politica di tale fallimento a Tullio De Mauro, fautore (e colpevole per il Galli Della Loggia) di “un ribaltamento in senso democratico della pedagogia linguistica tradizionale”.
Galli Della Loggia trova “un’iniziativa involontariamente paradossale” che “la ministra” dell’Istruzione Valeria Fedeli abbia ricordato la “lezione di De Mauro” per poter “accrescere la padronanza linguistica di studentesse e studenti”, di cui da più parti si sono lamentate le deficienze.
La ministra “non sa […] forse […] — continua Galli Della Loggia — che se da due, tre decenni le competenze linguistiche dei giovani italiani si stanno avviando verso la balbuzie twittesca qualche responsabilità, e non proprio minima, ce l’ha avuta proprio anche Tullio De Mauro. Il quale è stato senz’altro una ‘figura illustre’ […], ma […] a partire dalla metà degli anni Sessanta e per almeno tre o quattro lustri fu travolto dal radicalismo politico-ideologico dell’epoca”.
Ma mi chiedo se il Galli Della Loggia ha/abbia mai letto le “Dieci tesi per l’educazione linguistica democratica” del 1975 (ci sono anche in rete!). Leggi tutto…

OMAGGIO A TZVETAN TODOROV

Risultati immagini per Tzvetan Todorov

 

Ricordiamo il filosofo e saggista bulgaro naturalizzato francese Tzvetan Todorov (Sofia, 1º marzo 1939 – Parigi, 7 febbraio 2017), scomparso oggi, pubblicando un breve estratto del suo volume: “Resistenti. Storie di donne e uomini che hanno lottato per la giustizia” (Garzanti, 2016) (traduzione di Emanuele Lana)

Dopo il diploma, nel 1963, Tzvetan Todorov si è trasferito a Parigi, dove ha studiato filosofia del linguaggio con Roland Barthes. Nel 1967-1968 ha insegnato alla Yale University ed è diventato ricercatore presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (CNRS) di Parigi. Dal 1983 al 1987 ha diretto il Centro di Ricerca sulle Arti e il Linguaggio (CRAL) di Parigi.
Dopo i primi lavori di critica letteraria sulla poetica dei formalisti russi, si è occupato di filosofia del linguaggio, disciplina che Todorov concepisce come parte della semiotica. Dagli anni ottanta ha svolto ricerche di tipo filosofico-antropologico come La conquista dell’America (1984) e Noi e gli altri (1989).
Si è poi occupato del ruolo del singolo e della sua responsabilità nella storia. I suoi interessi storici si sono concentrati su temi cruciali come la conquista dell’America e i campi di concentramento nazisti e stalinisti.
Ha pubblicato Le morali della storia (1991), Di fronte all’estremo (1992), una riflessione intensa sulle vittime dei lager e dei gulag, e Una tragedia vissuta (1995).
Le altre sue opere comprendono una ricerca sulle ragioni della socialità dell’uomo, La vita comune (1995), Le jardin imparfait (1998), un saggio sui totalitarismi, Memoria del male, tentazione del bene (2000) e Il nuovo disordine mondiale (2003).
È stato visiting professor di numerose università, tra cui Harvard, Yale, Columbia e la University of California, Berkeley.
I suoi riconoscimenti comprendono la Medaglia di Bronzo del CNRS, il premio Charles Lévêque dell’Accademia Francese di Scienze Morali e Politiche, il primo premio Maugean dell’Académie Française e il Premio Nonino; è anche ufficiale dell’Ordine delle arti e delle lettere.
Nel 2007 è stato vincitore del premio “Dialogo tra i continenti” assegnato dal Premio Grinzane Cavour. Nel 2010 è stato ospite al Salone del Libro di Torino, ricevendo il Premio “Giuseppe Bonura” per la critica militante.

[Fonte: Wikipedia Italia]

 

* * *

Un estratto del volume “Resistenti. Storie di donne e uomini che hanno lottato per la giustizia” (Garzanti)traduzione di Emanuele Lana Leggi tutto…

#AdottaUnaCanzone

La Società Dante Alighieri annuncia la campagna social per la canzone italiana:  #AdottaUnaCanzone 

In concomitanza con il 67° Festival di Sanremo, la Società Dante Alighieri presenta ‘Adotta una canzone’, campagna social di promozione della canzone italiana. L’iniziativa si sviluppa su Beatrice , social network della lingua italiana, che già ospita una precedente campagna (‘Adotta una parola’).

Gli utenti sono ora chiamati ad adottare una delle oltre 1.600 canzoni che hanno partecipato al Festival di Sanremo, dalla prima edizione a quella del 2016, e a contribuire con contenuti, interazione con altri utenti, etc. per promuovere il brano diventandone custodi. La moderazione di www.beatrice.ladante.it animerà la vita di #AdottaUnaCanzone con giochi e iniziative per chi, attraverso la musica, ama la lingua italiana.

Da sempre la canzone di Sanremo è ambasciatrice di italianità ed è mezzo espressivo particolarmente efficace avendo così spesso coniugato musica e testo in una combinazione che ha reso questa nostra arte famosa nel mondo. Tale aspetto è particolarmente sentito all’estero, dove le comunità di italiani o di appassionati del nostro Paese trovano nella canzone un ideale collegamento con i valori e lo stile di vita dell’Italia. Lo stesso insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri ha nel nostro repertorio, sia classico sia leggero, una grande ricchezza; ITALS Ca’ Foscari, che collabora ad #AdottaUnaCanzone, ha messo a disposizione tutta la propria esperienza e gli strumenti didattici del proprio laboratorio (www.edulink.it). Leggi tutto…

PADRI e FIGLI a TAOBUK 2017 – Leggere il presente

La VII edizione di TAOBUK – Taormina International Book Festival si terrà a Taormina dal 24 al 28 giugno 2017 e sarà dedicata al tema “Padri & Figli”

taobuk-di-mare-e-ferrara
La VII edizione del Festival Internazionale del libro Taobuk, la manifestazione che pone al centro la letteratura, in dialogo con le altre espressioni della cultura, dal cinema alla musica, dal teatro alle arti visive, dal grande giornalismo all’enogastronomia, si svolgerà a Taormina dal 24 al 28 giugno 2017. 
L’ideatrice e presidente di Taobuk è Antonella Ferrara, il direttore artistico Franco Di Mare.

L’edizione di quest’anno è dedicata al tema “Padri & Figli”.
Cosa abbiamo ricevuto in eredità e cosa vogliamo rendere alle generazioni future, in quel delicatissimo passaggio del testimone che si chiama civiltà? ’Chi sono’ ergo ‘da dove vengo’? Sono solo alcune delle domande attorno a cui ruoterà il tema della prossima settima edizione di Taobuk, che affronterà la questione della trasmissione di saperi e identità, laddove la figura del padre è intrinsecamente correlata a quella del maestro.

Anche quest’anno ci saranno scrittori, giornalisti, filosofi, artisti, esponenti della società civile e politica, sia italiani sia internazionali, che parteciperanno a incontri, tavole rotonde, momenti musicali e di spettacolo, reading, mostre di arte e fotografia, botteghe del gusto, itinerari turistici, proiezioni di film, corsi di scrittura. Leggi tutto…

L’OPERA-OROLOGIO di Maria Antonietta Ferraloro (una recensione)

L'opera orologio - Saggi sul Gattopardo“L’OPERA-OROLOGIO. Saggi sul Gattopardo” di Maria Antonietta Ferraloro (Pacini editore)

“Ceci n’est pas une critique”

di Marilina Giaquinta

Maria Antonietta ha gli occhi neri, profondi come il pozzo quando ci cali il secchio e la corda non ci basta mai, ci ha gli occhi di pece come la notte quando il cielo non si vuole addrumare di stelle per indurci a scaminare e sfrocoliare i pensieri e cercare la luce di dentro e non fuori di noi. Maria Antonietta sorride come l’acqua che piove dal cielo così fitta che alla fine se la guardi si infila negli occhi e sembra che ti sta piangendo. Maria Antonietta assomiglia tanto al suo Principe di Lampedusa, isola nell’isola, terra unghiuta che arratta lu cori di quelli che vengono sputati dal mare. A me piace studiare, stare tra i libri, anche a lui, meglio che tra le persone, che quelle si arricordano di te solo quando sei bellochemorto e non puoi più parlare. Scriveva sai? anche all’amore scriveva centinaia di lettere, scriveva lontano e amava e viveva nella scrittura. Leggi tutto…

ROMANO DE MARCO racconta L’UOMO DI CASA

ROMANO DE MARCO racconta il suo romanzo L’UOMO DI CASA (Piemme)

Il primo capitolo del libro è disponibile qui

di Romano De Marco

L’idea di scrivere questo romanzo mi venne a Courmayeur, nel dicembre 2014, durante il Noir festival. Assistevo a una presentazione dell’ultimo thriller di Jeffrey Deaver, da parte di Gianrico Carofiglio che, a un certo punto, disse: “Esistono tre regole fondamentali per scrivere un romanzo di grande successo. Il problema è che nessuno le conosce.” Quella brillante citazione (non ricordo di quale altro autore) mi diede da pensare a lungo. La domanda che mi posi fu “Esistono o no le regole per il successo nel campo editoriale?”. La mia risposta è che sì, esistono, ma cambiano nel tempo e per funzionare devono comunque passare attraverso una serie di variabili molto complicate. Detto ciò, mi dissi che sarebbe valsa comunque la pena di provarci. La missione da quel momento fu: provare a scrivere un romanzo di successo!
Una quarta regola la introdussi subito io, in piena autonomia: deve restare invariato, per me, il piacere dello scrivere. Deve comunque trattarsi di una storia nelle mie corde, che mi appassioni e che mi ispirerebbe anche come lettore.
Assodato ciò, iniziai la ricerca delle tre fatidiche regole, quelle valide nel preciso “momento editoriale”, sperando che non cambiassero troppo in fretta. Ritenni di averle individuate in: Leggi tutto…

OMAGGIO A PREDRAG MATVEJEVIC´ (con un estratto di “Pane nostro”)

RICORDIAMO PREDRAG MATVEJEVIC´, scrittore e accademico croato scomparso il 2 febbraio 2017 con la pubblicazione di un estratto di una delle sue opere di più recente pubblicazione: “Pane nostro” (Garzanti – Traduzione dal croato di Silvio Ferrari)

Immagine correlata

 * * *

Pane nostro” è il frutto di vent’anni di lavoro. Quella del pane è una grande storia, ricca di sapienza e di poesia, d’arte e di fede. Abbraccia l’intera storia dell’umanità: dal giorno lontano in cui i nostri antenati si stupirono per la simmetria dei chicchi sulla spiga, fino a oggi, quando miliardi di esseri umani ancora soffrono la fame e sognano il pane, mentre altri lo consumano e lo sprecano nell’abbondanza. Sulle rive del Mediterraneo, dalla Mesopotamia alle tavole del mondo intero, il pane è stato il sigillo della cultura. Ha accompagnato, anche nella forma della galletta, della focaccia, del biscotto, viaggiatori, pellegrini, marinai. Si è ritrovato al centro di dispute sanguinose e interminabili: le guerre per procacciarsi il cibo, ma anche le lunghe controversie sul pane – lievitato oppure azzimo – da usare per la comunione. Perché il pane è anche un simbolo, al centro del rito eucaristico. E lo si ritrova, nelle sue mille varietà, in molte opere d’arte, dall’antico Egitto alla pop art. Raccontando questa saga sul pane, come nel suo “Breviario mediterraneo” Matvejevic ci parla di Dio e degli uomini, della storia e dell’antropologia, della fame e della ricchezza, della guerra e della pace, della violenza e dell’amore. Una saggezza spesso temprata nel dolore, ma sempre piena di speranza. Prefazione di Enzo Bianchi. Postfazione di Erri De Luca.

 * * *

1. IL PANE E IL CORPO Leggi tutto…

LA FIGLIA FEMMINA di Anna Giurickovic Dato (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA FIGLIA FEMMINA di Anna Giurickovic Dato (Fazi editore, pp. 192, euro 10)

* * *

Mercoledì 15 Febbraio – alle ore 18:00 – presso la Feltrinelli Libri e Musica di Catania (via Etnea 285) a Catania, Anna Giurickovic Dato presenta “La figlia femmina” (Fazi editore). Intervengono Marina Cosentino, Rosa Maria Di Natale e Mavie Parisi

* * *

Ogni volta parlare con Giorgio era come non parlare. Possedeva una vera e propria dote nel confondere l’interlocutore con parole prive di un significato concreto, alle quali non si poteva rispondere se non con il silenzio e che, in qualche modo, facevano apparire lui nel giusto e chi gli parlava nell’errore. Questa incomunicabilità non faceva altro che alimentare il mio amore. Se è vero che in una coppia quello che bisogna condividere non è la verità ma il mistero, allora Giorgio non aveva mai rotto questo precetto. Sentivo sempre di essere io a dover recuperare.
Pensai di tornare a casa di corsa e svegliare mio marito con l’umile dolcezza di una donna che non pretende nulla in cambio, ma è solo pronta a dare. Avremmo portato Maria sulla costa, tra le bancarelle dove si prendono i pesci arrostiti, le enormi chele di granchio da spolpare, le sardine, molto più grandi di quelle dei nostri mari, fatte alla brace. Avremmo pranzato lì, sui tavolini apparecchiati con le tovagliette di carta. Le donne che riempivano d’acqua le brocche, il sole forte che trapassava i tendoni. Anche Maria, speravo, ne sarebbe stata felice. Aveva nove anni, ma mentre gli altri bambini giocavano tra le risa e le urla nel cortile della scuola, lei faceva del silenzio la sua invincibile arma. Era smagrita, imbruttita, grigia, con lo sguardo bianco e cerchiato da profonde occhiaie viola. Prendeva sonno a fatica, «non dormi?», «vado a fare pipì», «vado a bere dell’acqua», rispondeva quando la incontravo nella notte, con le palpebre semichiuse e la fronte incerta che sbatteva sui muri. La sorprendevo a lavarsi le mani col sapone più volte, strofinando forte, con eccessiva cura e minuzia. Leggi tutto…

GIOVANNI SOLIMINE, nuovo presidente della Fondazione Bellonci

È stato nominato il  nuovo presidente della Fondazione Bellonci. Sarà Giovanni Solimine a prendere il posto di Tullio De Mauro. Stefano Petrocchi confermato nel ruolo di direttore. Entrano nel Cda Melania G. Mazzucco e Marino Sinibaldi

https://i1.wp.com/www.lettere.uniroma1.it/sites/default/files/pictures/picture-647-1426777483.jpg(Roma, 1 febbraio 201)

Giovanni Solimine è il nuovo presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, attiva nella promozione della lettura e organizzatrice del Premio Strega. Già consigliere e componente del Comitato scientifico della Fondazione, è stato eletto all’unanimità dal Consiglio di amministrazione dell’ente, di cui fanno parte – oltre a Solimine – Antonio Augenti, Paolo Cirillo, Valeria Della Valle, Raffaella Morselli, Walter Pedullà, Gilberto Ricci, Sergio Santoro, Federico Sposato e Raffaele Tamiozzo. Succede a Tullio De Mauro, venuto a mancare lo scorso 5 gennaio.

Giovanni Solimine ha 65 anni e insegna alla Sapienza – Università di Roma, dove dirige il dipartimento di Scienze documentarie, linguistiche e filologiche. Studioso di problemi del libro, dell’editoria, della lettura e delle biblioteche – suoi i volumi L’Italia che legge e Senza sapere, pubblicati da Laterza – è stato presidente del Forum del libro e componente del Consiglio superiore dei beni culturali.

«Sono davvero grato per questa nomina: è un onore raccogliere l’eredità ideale e progettuale di Tullio De Mauro – ha dichiarato il neo presidente. Leggi tutto…

SOLO SE C’È LA LUNA di Silvana Grasso (recensione)

solo-se-ce-la-lunaSOLO SE C’È LA LUNA di Silvana Grasso (Marsilio)

di Lorenzo Marotta

Un romanzo potente “Solo se c’è la Luna“, Marsilio Editore 2016, come potente è lo stile della scrittrice che ha il dono del ritmo narrativo, l’estro immaginifico del forte, del sanguigno, dove la parola vibra, si contorce, si placa a seconda del flusso del pensiero e del cuore che Silvana Grasso vi trasferisce. La storia apparentemente è semplice, essenziale. Un emigrato siciliano che ritorna nella sua terra completamente americanizzato con il pallino del bisinès. A questo con lucido cinismo consacra ogni cosa: affetti, sentimenti, la stessa malattia della figlia, Luna, nata per sbaglio da Gelsomina, una ragazza sconclusionata, che amava crearsi il suo mondo lavorando con un coltellino pezzi di legno e di sughero ricavandone volti bellissimi di cui innamorarsi. «Una volta finito, bellissimo lì davanti a lei, proprio nelle sue stesse mani, se l’era baciato tanto il suo Toni, da procurarsi lividi enormi sulle labbra: Piccole conche di sangue quagliato, stimmate per come furiosamente se l’era sbattuto sulla bocca, il suo Toni di legno, a rischio anche di rompercisi i denti, nell’illusione della carne, nell’illusione della lingua, nell’illusione di scoprire, infine, che fosse proprio un uomo»(pag. 10). Leggi tutto…

UNA METAREPLICA SUL CONGIUNTIVO

BREVE METAREPLICA A SALVATORE CLAUDIO SGROI (autore dell’articolo: A proposito della congiuntiv-ite)

di Vincenzo Vitale

congiuntivo   Nella sua replica alle mie note sul congiuntivo, accusandomi sapidamente di soffrire di una specifica ed incurabile patologia – la “congiuntiv-ite” – Sgroi mi attribuisce prerogative e capacità che evidentemente non mi appartengono.

In particolare, Sgroi afferma che la mia posizione sul congiuntivo “ignora i diritti e la volontà dei parlanti non omologati”, ispirandosi ad un insegnamento grammaticale prescrittivista, definibile perfino “nazi-grammar”, e tale che condurrebbe ad “accusare di essere falsi credenti quelli che credono all’indicativo”.

Insomma, secondo Sgroi, io – preda inconsapevole di un ingenuo prescrittivismo di matrice scolastica, impregnato di inguaribile logicismo – avrei affermato che il credente che usi l’indicativo in realtà non crede: così arrogandomi la singolarissima prerogativa di saper leggere nel cuore degli uomini ed anzi avendo reperito in tal modo una spia sicura – nella specie di natura grammaticale – della mancanza di fede di costui: salutiamo qui perciò la nascita imprevista di una grammatica addirittura teologica ( benché di una teologia negativa), se l’uso di un indicativo vien giudicato sufficiente a rivelare la mancanza di fede di chi vi ricorra. Leggi tutto…

A PROPOSITO DELLA CONGIUNTIV-ITE

congiuntivoReplica all’intervento di Vicenzo Vitale: “A proposito del congiuntivo

 * * *

di Salvatore Claudio Sgroi
(docente di Linguistica generale, Università degli studi di Catania, Dipartimento di Scienze Umanistiche)

 * * *

(1) Un intervento, quello del 1° febbraio in Letteratitudinenews (A proposito del congiuntivo), dell’avv. Vincenzo Vitale, ex-magistrato, traboccante di “pat(h)os” logicistico, e a un tempo, per dirla con Giorgio Pasquali, un caso di “congiuntiv-ite” (cronica).

(2.a) Fin dalle prime righe si legge infatti: «Se poi si tratti di affermazioni avanzate ed argomentate da uno studioso intelligente e sottile […] allora […] la riflessione diviene anche provocatoria».
All’orecchio di un parlante comune il congiuntivo il «tratti» stride per la sua artificialità anziché no, al posto del comune “tratta”. Scolasticamente un congiuntivo “errato”, ovvero un “iper-correttismo”.

(2.b) Proseguendo nella lettura ci si imbatte ancora in un periodo come: «Quanto sopra sostenuto trova una indiretta conferma se si sostituisca […] il congiuntivo all’indicativo […]». Anche qui il congiuntivo «sostituisca» al posto dell’indicativo “sostituisce” sembra innaturale, un altro “errore” o “ipercorrettismo”, laicamente spiegabile per l’analogia del “se” con “nel caso in cui si sostituisca” o con “qualora si sostituisca”. Leggi tutto…

A PROPOSITO DEL CONGIUNTIVO

LA   PROVA   (MEON)ONTOLOGICA   DELLA   INESISTENZA   DEL   CONGIUNTIVO   COME   MODALITA’   SEMANTICA :  UNA   CONFUTAZIONE FILOSOFICA.

karl-krausLa replica di Salvatore Claudio Sgroi è disponibile qui

* * *

Chi non perdona al linguaggio, non perdona alla cosa
Karl Kraus, Detti e contraddetti

di Vincenzo Vitale

1)   Come è noto anche ai non esperti del settore, la linguistica rappresenta una forma di sapere tanto utile, quanto spesso intrigante: e massimamente allorché – come nel caso che subito si passerà ad esaminare – si mettano in discussione acquisizioni consolidate nella e dalla grammatica pedagogicamente intesa.

Se poi si tratti di affermazioni avanzate ed argomentate da uno studioso intelligente e sottile come Salvatore Claudio Sgroi, allora oltre che intrigante la riflessione diviene anche provocatoria e perciò divertente (nel senso etimologico del divertere).

Al di là di ogni possibile divertimento, credo però che gli argomenti di Sgroi vadano presi molto sul serio, per il semplice motivo che interpellano in profondità la coscienza linguistica di ciascuno.

Vediamo allora di confrontarci con alcune delle sue tesi principali espresse a proposito dell’uso del congiuntivo. Leggi tutto…